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POLONIA OGGI: Krynica: aperto il 26esimo Forum economico

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Ieri a Krynica Zdrój è cominciato il 26esimo Forum economico, una degli incontri d’affari più importanti per l’Europa centrale. L’intenzione di partecipare al Forum l’hanno dichiarato oltre 3mila persone provenienti da circa 50 paesi, tra cui i premier degli stati membri del Gruppo di Visegrád, i rappresentanti del governo polacco e due commissari dell’Unione europea. I partecipanti della sessione inaugurale hanno concordato sul fatto che al giorno d’oggi le condizioni economiche sono fragili ed è importante agire in modo flessibile, introdurre le regolamentazioni giuste ed essere aperti all’innovazione. Il tema più discusso è stato la relazione tra l’Unione europea e gli stati membri. Secondo Dawid Jackiewicz, ministro del tesoro, l’UE è in crisi per l’abbandono dei valori che costituivano la base della comunità europea e per il fatto che gli interessi dei singoli stati membri sono diventati più importanti delle idee di cooperazione e dell’unione economica. Il presidente di Geopolitical Intelligence Services, il principe Michael von Liechtenstein, ha ammesso che tra i paesi europei si può osservare un divario economico. Filip Thon, il presidente di Innogy Polska, ha però sottolineato che l’Europa, anche se in crisi, ha un futuro. “Devono essere soddisfatte soltanto tre condizioni: la prima è la competitività e la produttività elevata, la seconda è l’innovazione. La terza condizione chiave, secondo me, è il settore energetico”, ha detto Thon. Il Forum economico durerà tre giorni.

pap.pl

Ulteriori informazioni: www.gazzettaitalia.pl/it/polonia-oggi

Il “Caleidoscopio italiano” di Grzegorz Lityński

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“L’immagine comunica alle persone di ogni parte del mondo, indipendentemente dalla lingua in cui parlano.”

Gli italiani presentati nelle fotografie di Grzegorz Lityński sono dei professionisti pieni di carisma, lontani dagli stereotipati modelli di donnaioli spensierati, i quali nella vita sanno fare bene solamente la pizza. Sugli italiani, per i quali la Polonia è diventata una seconda patria, sulla forza della fotografia e sul motivo per cui è necessario combattere gli stereotipi ho parlato con Grzegorz Lityński, fotografo di Breslavia che nel suo progetto “Caleidoscopio italiano” confuta i luoghi comuni sugli italiani.  

 “Caleidoscopio italiano” è un progetto fotografico contro gli stereotipi. Come è nata questa idea?  

Per 14 anni ho vissuto all’estero e so per esperienza personale quanto ingiusti possano essere i pregiudizi. Il periodo in cui ho vissuto all’estero mi ha reso più sensibile agli stereotipi, soprattutto quegli etnici.  A luglio del 2014 a Breslavia è stato creato uno spot pubblicitario, il cui protagonista era un italiano che decide di partire per Breslavia, “perché ci sono delle belle donne.” Le scene successive mostrano il protagonista mentre abbraccia delle belle donne polacche, tutti in posa per la foto. Lo spot è stato la pubblicità … della Capitale Europea della Cultura. La pubblicità ha scatenato delle violente discussioni, “Gazeta Wyborcza” ha scritto addirittura della “Capitale Europea del Sessismo.” Al Consolato Onorario della Repubblica Italiana a Breslavia i telefoni non smettevano di suonare. Gli italiani non volevano essere presentati come donnaioli spensierati, e le polacche come “una preda facile”. Dopo alcune ore, lo spot è stato cancellato dalla rete, però la sensazione di imbarazzo è rimasta.

Quel giorno mi sono incontrato con la signora Monika Kwiatosz, Console Onorario d’Italia a Breslavia. Abbiamo discusso della necessità di agire, ma non tramite le proteste “ufficiali” perché dalla nostra esperienza sapevamo che in questo modo non avremmo ottenuto nessun risultato. Abbiamo deciso invece di creare un progetto che avrebbe mostrato gli italiani da un altro lato, non stereotipato, ovvero gli italiani laboriosi, energici, creativi, pieni di passione e hobby. Un mese dopo, è stato fatto il primo reportage fotografico sulla vita di Roberto, un gommista italiano di Breslavia.  Poi abbiamo ampliato il progetto a tutto il paese.

 

Quale è, secondo Lei, la forza dell’immagine fotografica, è possibile confutare alcuni stereotipi tramite le immagini?

Si dice che un’immagine vale di più di 1000 parole. Oggigiorno, nei tempi di internet, social media, youtube, l’immagine ha un potere particolarmente forte. Viviamo in una cultura dominata dall’immagine, al punto che, cercando di provare alcune affermazioni, per esempio di smentire un certo stereotipo, diventiamo addirittura inattendibili se non riusciamo ad illustrare le nostre ragioni. Però la fotografia è sempre stata un potente mezzo di trasmissione. L’immagine può infatti comunicare alle persone in tutto il mondo, indipendentemente dalla lingua in cui parlano. Mi permetto di ricordare una fotografia scattata in Vietnam che mostra una ragazza ustionata con il napalm (Nick Ut, 1972). Oppure un’immagine del Sudan che mostra un bambino quasi morto nel deserto, dietro il quale si apposta un avvoltoio (Kevin Carter, 1983). Questi sono gli esempi di fotografie che hanno saputo comunicare a miliardi di persone, provocando discussioni, reazioni dei governi e anche proteste di strada.

Certo nel caso di avvenimenti drammatici come la guerra, la fame, le tragedie è più facile scattare la cosiddetta fotografia scioccante. Mentre, è molto più difficile convincere milioni di persone a cambiare radicalmente i loro pregiudizi, per esempio sappiamo bene quanto sia difficile combattere contro i cosiddetti “Polish jokes” sui polacchi, molto popolari negli Stati Uniti.  

Il “Caleidoscopio” porta gli spettatori in un mondo a cui quotidianamente non hanno accesso. Una scoperta visuale della complessità dell’immigrazione italiana in Polonia, della loro passione, della loro energia e creatività che vuole contribuire alla lotta contro i pregiudizi. Ogni italiano da me fotografato rappresenta una personalità unica, così come unica è la composizione in un caleidoscopio. Non è possibile chiudere i protagonisti dei miei reportage fotografici in uno schema semplice. Qui non c’è posto per gli stereotipi.

 I protagonisti del “Caleidoscopio italiano” sono professionisti che rappresentano ambienti completamente diversi, quali criteri ha seguito nel scegliere chi fotografare? 

L’obiettivo del progetto ha imposto piuttosto la ricerca di persone non banali, il che ci ha costretti a cercare persone che rappresentano diverse professioni e provengono da ambienti diversi.

La diversità dei mestieri fin dall’inizio era molto importante, perché un italiano è stereotipato come “sa solamente fare bene la pizza e nient’altro”. Per questo il “Caleidoscopio” presenta i rappresentanti di una vasta gamma di professioni: bioenergoterapista, giornalista, parrucchiere, restauratore, montatore delle attrezzature pneumatiche, assistente alle donne in gravidanza, poeta, protesista, apicoltore, guida turistica, strongman, terapista, allenatore, veterinario, proprietario di una concessionaria di auto e altri. Ho deciso di mostrare gli italiani che vivono in Polonia da almeno 5 anni. Un criterio importante è stato anche il loro livello di integrazione con la società polacca.

 

Pensa d’essere riuscito a smentire qualche stereotipo?

Gli stereotipi sono in crescita da anni, e poi vengono anche rafforzati dalla letteratura, dalle pubblicità, dai mass media, in altre parole vengono trasmesse di generazione in generazione. La moltitudine di pregiudizi e il loro radicamento spesso plurisecolare, determinano la complessità del fenomeno e la difficoltà della lotta contro di esso. L’eliminazione degli stereotipi è un processo lungo. “Caleidoscopio italiano” è un tentativo di rompere lo schema-stereotipo, ma l’efficacia del messaggio dipenderà fortemente da quanto riusciremo a raggiungere l’attenzione di un vasto pubblico per poter pienamente sfruttare il potenziale narrativo del progetto. Nemmeno il miglior reportage fotografico può funzionare se sarà noto solamente ad un pubblico ristretto. Al momento sto lavorando per raggiungere il maggior numero di persone attraverso le mostre o la pubblicazione degli album. Purtroppo non è semplice. Il denaro, compresi i fondi pubblici, spesso viene speso in modo assurdo. Un triste esempio di questa affermazione è la pubblicità, menzionata prima, della Capitale Europea della Cultura, per la quale sono state spese alcune decine di migliaia di zloty. Soldi che meglio sarebbero stati investiti in progetti contro i pregiudizi etnici. Purtroppo, questa è una triste verità, non uno stereotipo.

POLONIA OGGI: “Invest in Pomerania” attira a Danzica il centro servizi Fujifilm

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Il centro servizi condivisi sarà il primo della Fujifilm in Europa e servirà alle filiali europee per servizi finanziari, gestione risorse umane e entro 2 anni impiegherà circa 150 persone. Danzica è stata scelta tra 70 città e nella decisione ha contribuito l’iniziativa regionale “Invest in Pomerania” fatta dall’amministrazione locale che sostiene gli investimenti nella Pomerania. “Il nuovo centro rafforzerà l’azione dell’azienda in Europa”, ha detto il direttore Fujifilm Europe, Go Miyazaki. Adesso Fujifilm in Europa è presente nei settori: medico, chimico, grafico, dei materiali elettronici e altri.

forsal.pl

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POLONIA OGGI: Nuova linea per treni superveloci

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Si parla di treni ad alta velocità tra Varsavia e Łódż con una diramazione per Poznań e Breslavia. Un progetto di più di 460 kilometri con dei treni che andranno ad una velocità fino a 350 chilometri orari, un investimento di oltre un miliardo di złoty la cui finalizzazione è prevista per il 2023. Negli anni precedenti c’è già stato un progetto simile pianificato per il 2016 che poi non è mai stato messo in atto. Il prossimo piano è l’allargamento della linea Cracovia-Katowice, altri 150 chilometri di binari. La massima velocità per i treni in Polonia è di 220, 230 chilometri orari. Per arrivare ai 300 come i treni di altri paesi dell’Europa bisognerebbe costruire un sistema di diversa elettrificazione. Inoltre c’è il desiderio di unire per il 2030 le linee ferroviarie tra Polonia e Repubblica Ceca. Secondo Marcel Klinowski, capo del gruppo di trasporto “Stowarzyszenia Republikanie” questo progetto è importante e ci sono i soldi per metterlo in atto. Secondo Jakub Majewski, capo della fondazione Pro Kolej non c’è bisogno di treni con una velocità di 300 o 350 chilometri orari visto che le distanze tra le città polacche non sono tanto grandi quanto lo sono per esempio in Francia.

gazetaprawna.pl

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POLONIA OGGI: Łódzka Szkoła Filmowa fra le 15 migliori scuole di cinema nel mondo

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The Hollywood Reporter ha pubblicato la lista delle 15 scuole migliori scuole di cinema del mondo fra cui si trova, non per la prima volta la Łódzka Szkoła Filmowa. Fra le scuole migliori ci sono anche La Femis di Parigi, FAMU di Praga e National Film and Television School di Londra. Giudicando, la redazione ha preso in considerazione i laureati alla cosiddetta Filmówka, fra cui ci sono i registi premiati con l’Oscar come Roman Polański, Andrzej Wajda e Krzysztof Kieślowski e gli altri che trionfano nei festival internazionali come Kazimierz Kutz, Małgorzata Szumowska, Krzysztof Zanussi, Jan Machulski e Jerzy Skolimowski. Va sottolineato anche il contributo di cineoperatori importanti come Paweł Edelman e Sławomir Idziak.

pap.pl

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POLONIA OGGI: Illuminazione “intelligente” di Cracovia

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Il Sindaco di Cracovia informa che in città è in corso il montaggio di un impianto di luci speciale, la cui intensità dipenderà dal tempo, dalla luce del sole a dalla concentrazione di persone. Più di mille lampade hanno finora sostituito le vecchie versioni ed entro a novembre ce ne saranno 3768. Questa innovazione è un progetto della Direzione dell’Infrastruttura Comunale e del Trasporto e dell’Accademia Estrattivo-Metallurgica. Non è previsto soltanto il montaggio delle luci ma anche la costruzione di un sistema di gestione. Il progetto avrà un impatto positivo sulla futura illuminazione della città di Cracovia.

rp.pl

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POLONIA OGGI: Due film polacchi fra i migliori 100 del XXI secolo

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Fra i film migliori film del XXI secolo, si trovano due film polacchi “Ida” di Paweł Pawlikowski (53° posto, Oscar nel 2015) e “Pianista” di Roman Polański (95° posto, tre Oscar nel 2002). Questa lista è il risultato del lavoro di 177 critici di 36 paesi su iniziativa di BBC Culture. Lo scopo di BBC era indicare i film migliori degli ultimi 16 anni. Una lista che suscita emozioni e discussioni guidata al primo posto da Mulholland Drive di David Lynch.

culture.pl

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POLONIA OGGI: Terremoto nel centro Italia: Beata Szydło in Ambasciata per firmare il registro delle condoglianze

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Stamattina all’Ambasciata Italiana in Polonia, sita in plac Dabrawskiego a Varsavia, sono venute molte autorità, tra cui il Presidente del Consiglio dei Ministri Polacco Beata Szydło, ad apporre la firma sul registro di condoglianze esprimendo vicinanza all’Italia per i recenti tragici fatti dovuti al terremoto nel centro del Paese. L’Ambasciata, lascerà a disposizione del pubblico il registro delle condoglianze, fino a domani. Chiunque fosse interessato ad esprimere il proprio cordoglio per le vittime del terremoto, può recarsi alla sede dell’Ambasciata oggi e domani, nei seguenti orari: 29.08.2016, lunedì,  dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle 14.00 alle ore 16.00; 30.08.2016, martedì, dalle ore 10.00 alle ore 12.00.

Polonia Oggi

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POLONIA OGGI: Numero record di polacchi in Gran Bretagna

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”Secondo i dati del 2015 in Gran Bretagna vivevano 916 mila di polacchi (63 mila di più rispetto al 2014)”, ha informato ieri l’Ufficio Statistico Britannico (ONS). I Polacchi rappresentano il maggiore gruppo nazionale straniero in Gran Bretagna. Al secondo posto ci sono gli indiani (362 mila), il loro numero, tuttavia, è sottovalutato a causa del fatto che le persone nate in India prendendo la cittadinanza britannica devono rinunciare al passaporto indiano. Dei 916 mila polacchi che vivono nel Regno Unito quasi il 12% (108 mila) è nato già in Gran Bretagna. Nel confronto con il 2003, poco prima dell’adesione della Polonia all’Unione Europea, la popolazione dei polacchi in Gran Bretagna è aumentata più di 20 volte. La ragione principale di questi numeri è ancora il lavoro. I dati pubblicati dal Dipartimento del lavoro e delle pensioni hanno dimostrato che da giugno 2015 al giugno 2016 ben 105 mila di polacchi ha ricevuto la registrazione che consente di lavorare legalmente nel Regno Unito.

rp.pl

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POLONIA OGGI: La Polonia fa le condoglianze alle vittime del terremoto in Italia e prepara corpi speciali da inviare in caso di bisogno

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Il presidente polacco Andrzej Duda ha espresso le condoglianze nel nome della Polonia e di tutti i suoi abitanti in un messaggio rivolto al presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella e a tutto il popolo del Bel Paese. Beata Szydło ha invece dedicato parole di sostegno al presidente del Consiglio Matteo Renzi. Witold Właszczykowski, ministro degli affari esteri ha detto che la situazione è costantemente monitorata dalle autorità polacche presenti sul posto (l’ambasciata, i consolati) e che le forze polacche specializzate sono pronte a dare un’aiuto se ce ne sarà bisogno. Anche Mariusz Błaszczak, capo del Ministero degli Affari Interni ha dichiarato ai giornalisti che ci sono dei gruppi di intervento polacchi che in caso di necessità sono in grado di partire immediatamente per l’Italia a dare sostegno ed aiutare gli abitanti colpiti dalla catastrofe.

pap.pl