Società degli Italianisti Polacchi: X anniversario

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Testo: Maria Załęska e Artur Gałkowski

Traduzione: Maria Załęska

Nel panorama accademico polacco, la Società degli Italianisti Polacchi, conosciuta sotto la sigla SIP, è qualcosa di più di una semplice associazione scientifica. È uno spazio d’incontro e un punto di riferimento riconosciuto. A dieci anni dalla sua registrazione ufficiale, la SIP può essere raccontata come una storia di relazioni, idee condivise e dialoghi che continuano nel tempo.

La data formale di nascita della SIP è il 15 maggio 2015. Ma, come spesso accade, le cose davvero importanti cominciano prima. L’idea della SIP prende forma il 16 dicembre 2013, durante un incontro all’Istituto Italiano di Cultura di Cracovia, allora diretto da Angelo Piero Cappello. Attorno a un tavolo si incontrano circa trenta rappresentanti dell’italianistica polacca. Fu soprattutto un momento di riconoscimento reciproco. Persone che, sparse qua e là, già lavoravano insieme, spesso da anni, si accorsero di far parte di una comunità più ampia. Tutti i partecipanti possono essere considerati oggi fondatori spirituali della SIP. Tra loro ci sono figure che hanno lasciato un segno profondo nella storia dell’italianistica polacca, come Monika Surma-Gawłowska e Stanisław Widłak. È lui ad aver intuito, prima degli altri, che l’italianistica polacca aveva bisogno di una struttura comune, riconoscibile sia nel contesto polacco che in quello internazionale. 

Il Comitato Direttivo della SIP, guidato fino al 2022 da Artur Gałkowski e da quel momento in poi da Maria Załęska, riunisce studiosi di spicco provenienti da diversi atenei polacchi. Ognuno porta con sé un’esperienza diversa. Questa varietà è una ricchezza. È ciò che rende la SIP un’organizzazione aperta, capace di riflettere la complessità dell’italianistica contemporanea. Fin dall’inizio, la Società si è costruita attorno a una parola fondamentale: dialogo. Dialogo tra studiosi affermati e giovani ricercatori. Dialogo tra discipline diverse, dalla letteratura alla linguistica, dalla glottodidattica agli studi culturali. Tutti i centri accademici polacchi in cui si insegna la lingua e la cultura italiana trovano nella SIP un punto di contatto naturale.

La SIP funziona secondo un modello comunitario, semplice ma molto efficace. I suoi ingredienti segreti sono la fiducia e l’entusiasmo. Chi vi partecipa lo fa per scelta e per convinzione. L’attività della SIP si fonda sul lavoro volontario dei soci, sulle quote associative, sulla collaborazione con gli Istituti Italiani di Cultura di Varsavia e di Cracovia e con le università che ospitano vari eventi, a cominciare dall’Università Pedagogica di Cracovia dove la SIP ha sede ufficiale. 

I convegni della SIP scandiscono il ritmo della vita associativa. Sono stati organizzati all’Università di Breslavia nel 2017, all’Università di Łódź nel 2019, all’Università di Varsavia nel 2022, all’Università della Slesia nel 2024. Adesso l’attenzione si orienta verso l’Università Adam Mickiewicz di Poznań, dove si sta preparando il V convegno SIP, quello del 2026. Ogni incontro è diverso, ma lo spirito resta lo stesso: gli incontri, le discussioni, il dialogo fra la tradizione e le nuove idee. I congressi, insieme alle pubblicazioni che ne derivano, coinvolgono regolarmente studiosi non solo dalla Polonia, ma anche da molti atenei stranieri. È una conferma concreta della dimensione internazionale dell’italianistica polacca. E anche un promemoria che, paradossalmente, ciò che permane davvero è a volte qualcosa di apparentemente effimero: una conversazione fugace, un’intuizione improvvisa, l’inizio di un progetto destinato a prendere forma più avanti.

La SIP promuove inoltre varie iniziative di rilievo. Il Premio per la Migliore Monografia di Italianistica valorizza il lavoro di ricerca e ne riconosce la qualità. Nelle tre edizioni svolte finora sono state premiate le monografie di Natalia Chwaja, Justyna Łukaszewicz e Katarzyna Kwapisz-Osadnik. Le Giornate dei Giovani Italianisti, iniziativa indipendente ma sostenuta dalla SIP, sono invece un vero trampolino di lancio per chi è all’inizio del percorso accademico. Sono incontri importanti che mostrano, in modo concreto, come il futuro dell’italianistica polacca si stia già costruendo, passo dopo passo.

Il decimo anniversario della SIP è stato celebrato con una tavola rotonda dal titolo Passato – presente – futuro degli studi italiani in Polonia. L’incontro, moderato da Maria Załęska e Agnieszka Kwapiszewska, ha riunito soci della SIP, rappresentanti delle istituzioni culturali italiane e studenti di italianistica. È stato un momento di riflessione, di racconto, di aneddoti. 

Elżbieta Jamrozik ha ripercorso la lunga storia degli studi italiani in Polonia. Ha alternato il racconto istituzionale a momenti di nostalgia e alle lezioni che arrivano dal passato. Il primo presidente della SIP, Artur Gałkowski, ha evocato una galleria di persone, anzi di personaggi: figure che, con le loro idee e il loro impegno, hanno contribuito a modellare l’identità della Società nei dieci anni della sua storia istituzionale. Fabio Troisi, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, ha richiamato le origini dell’attività dell’IIC in Polonia, sottolineando la solidità delle relazioni costruite nel tempo, anche nel corso della realizzazione di varie iniziative della SIP.

Gli studenti, nei loro interventi, si sono concentrati soprattutto sulla loro esperienza diretta, sul presente. È stato illuminante ascoltare che cosa li attrae oggi allo studio della lingua e della cultura italiana. La prospettiva degli studenti italiani, giunti in Polonia per studiare la loro lingua e la loro cultura, ha messo in luce il valore del programma di scambio Erasmus+, capace di ampliare gli orizzonti. Lucyna Marcol-Cacoń ha sottolineato l’importanza della creatività nella costruzione degli attuali curricula universitari. Matteo Ogliari, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Cracovia, ha presentato svariate forme di supporto offerte dai due IIC e dal Ministero degli Affari Esteri allo sviluppo degli studi italiani in Polonia.

Il passaggio dal tema del presente al futuro è stato naturale. Gli studenti si sono soffermati sulle possibilità di carriera per i laureati in lingua e cultura italiana e sulle competenze del futuro, sempre più richieste. Continuando il tema, Matteo Ogliari ha guardato al futuro attraverso la lente delle politiche culturali delle istituzioni italiane presenti in Polonia. Fabio Troisi ha invece sottolineato il valore dell’educazione umanistica come preparazione solida per affrontare le sfide del futuro. La tavola rotonda si è conclusa con le osservazioni di Roman Sosnowski sulle digital humanities e sull’intelligenza artificiale come strumenti che favoriscono l’integrazione delle competenze del futuro nei programmi di studio. Non restava che ammettere: il futuro è già qui. Sta entrando adesso sia nelle aule che nelle pratiche quotidiane.

Anche l’anniversario della SIP va letto come punto d’incontro tra passato e futuro. Non è soltanto un momento di bilancio, ma anche di rilancio. La SIP intende continuare a svilupparsi e a rafforzare la propria posizione come punto di riferimento tra gli italianisti, affinché nei prossimi anniversari non manchino nuove storie da raccontare. Perché la SIP non è solo un’associazione, ma una comunità unita dalla passione per la lingua e la cultura italiane, impegnata a coltivare l’amicizia tra la Polonia e l’Italia.

 

Per le attività della SIP, si invita a consultare il sito: https://stowarzyszenieitalianistow.pl/