In Polonia questa settimana si sono registrate ancora nuove infezioni da COVID-19, il numero complessivo dei casi attivi è 260.234 (settimana scorsa 228.745), di cui in gravi condizioni 713 (settimana scorsa 495),ovvero circa lo 0,3% del totale.
Gli ultimi dati mostrano 15.515 nuove infezioni registrate su 78.700 test effettuati, con 250morti da coronavirus nelle ultime 24 ore.
Il numero delle vittime nell’ultima settimana è stato di 622 morti (settimana scorsa 473) e la situazione nelle strutture sanitarie polacche sta peggiorando, con l’occupazione dei posti letto in rapida crescita negli ultimi giorni.
Sono 8.595 i malati di COVID-19 ospedalizzati (scorsa settimana 5.863), con 713 terapie intensive occupate (scorsa settimana 495).
Attualmente sono state effettuate 39.207.074vaccinazioni per COVID-19 e 19.999.420 persone hanno completato il ciclo vaccinale. La copertura sul totale della popolazione è di circa il 52,7% media UE 64,4% (maggiorenni con almeno una dose 64,9% media UE 80,7%).
Sono oggetto di valutazione nuove restrizioni per contenere il crescere dei numeri della pandemia, al momento restano vigore fino a fine novembre le restrizioni attuali tra cui l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi pubblici al chiuso.
Sono aperti bar e ristoranti e sono consentite riunioni fino a 150 persone. Sono aperti hotel, centri commerciali, negozi, saloni di bellezza, parrucchieri, musei e gli impianti sportivi, anche al chiuso.
Ogni attività è sottoposta a regime sanitario e sono previste limitazioni sul numero massimo di persone consentite, in linea generale è consentita 1 persona ogni 10 m2, con norme di distanziamento per limitare le occasioni di contagio.
Per quanto riguarda gli sposamenti, salvo per vaccinati o ingressi con presentazione di test COVDI-19 negativo PCR molecolare o test antigenico effettuato nelle 48 ore precedenti, resta in vigore l’obbligo di quarantena di 10 giorni.
Per gli ingressi in Polonia da paesi al di fuori dell’area Schengen è prevista quarantena automatica obbligatoria, fino alla presentazione di un test negativo effettuato in Polonia successivamente all’ingresso, ma non prima di 7 giorni dal momento dell’ingresso nel paese. Sono escluse dall’obbligo di quarantena le persone vaccinate per COVID-19 con vaccini approvati dall’EMA.
Si raccomanda di limitare gli spostamenti e monitorare i dati epidemiologici nel caso di viaggi programmati da e verso la Polonia.
Dal 17 luglio è stato introdotto anche in Polonia il Digital Passenger Locator Form (dPLF) – Karta Lokalizacji Podróżnego.
Per spostamenti all’interno dell’UE, si raccomanda di verificare le restrizioni nei singoli paesi sul portale:
Qualsiasi periodo dell’anno è buono per leggere. Editori e librai fanno a gara nell’offrire pubblicazioni che interessino gli amanti della buona lettura. Le imminenti lunghe serate autunnali e invernali così come il tempo del distanziamento e del silenzio, possono essere ravvivate da un buon romanzo poliziesco italiano: con una trama avvincente, organizzata attorno al crimine e alle indagini e alla scoperta del colpevole.
L’abbondante ”produzione” di questo genere e la popolarità degli autori di romanzi gialli in ogni paese e lingua sollevano domande sui motivi che spingono la nostra curiosità verso i lati oscuri della vita degli individui, della società o di un’epoca storica specifica. Quindi, sorge spontanea la domanda sulle verità contenute nelle storie – come potrebbe sembrare – basate sulla finzione.
Il fatto che questo genere in forte sviluppo (che ha già molti sottogeneri, come storie sensazionali, di spionaggio, storiche, poliziesche, noir, thriller, legal thriller) sia già stato apprezzato, è evidenziato da ricerche e da conferenze scientifiche ad esso dedicate: si è constatato che può essere portatore di contenuti più seri di natura sociologica, psicologica, culturale e filosofica.
Recentemente il genere dei gialli italiani è stato studiato e presentato in Storia del giallo italiano (Marsilio Editori, 2020) di Luca Crovi. Storia è una sorta di enciclopedia, ma con un approccio diverso e più leggero, ”assegnando alle opere e agli autori di cui tratta, ruoli da protagonisti e dando così vita a un vasto romanzo corale nel quale le molte voci si inseguono e dialogano, annodate, argomento per argomento, al filo logico, apparentemente casuale, della memoria: epoca, luogo d’azione per luogo d’azione, indagine per indagine.” (…) “In una parola: c’è tutto quello che rientra negli interessi degli appassionati del genere, ma anche dei comuni cittadini che, attraverso i romanzi gialli e noir, apprendono nozioni importanti su come si fanno, o piuttosto si dovrebbero fare, le indagini nel nostro Paese.” (3 settembre 2020 – Andrea Marini).
Sebbene l’età d’oro per questa specie cominci all’inizio del Novecento in molti paesi, con la popolarità raggiunta ad esempio dalle storie su Sherlock Holmes e i romanzi di Agatha Christie, e continui nel periodo tra le due guerre (il commissario Maigret, protagonista dei romanzi di Georges Simenon), il romanzo poliziesco in Italia è stato effettivamente creato e sviluppato dopo la seconda guerra mondiale. La situazione politica del periodo tra le due guerre non era decisamente favorevole a questo genere, in quanto “in contrasto con l’immagine positiva della società italiana che il regime intendeva veicolare.“
Oggi gli editori promuovono molti autori italiani di gialli, tanto diversi per stile e per argomento! Indubbiamente, la diversità è determinata anche dall’esperienza professionale degli autori: molti di loro scrivono romanzi, mentre esercitano un’altra professione, completando perfettamente gli argomenti trattati, in quanto giornalisti, politici, scienziati, avvocati e attori. Ognuno di loro conosce la realtà di cui scrive e sembra essere pienamente responsabile del contenuto e della parola, conoscendone il potere, quindi si tratta di autori – a mio avviso – pienamente credibili.
Gianrico Carofiglio, autore di romanzi di successo del genere legal thriller, è sicuramente consapevole che “le sue tre attività così diverse [procuratore, parlamentare e scrittore] hanno a che fare con la parola. In effetti, mostrano il potere e l’autorità delle parole, e questo crea l’obbligo di usarle in modo responsabile per dire la verità in varie forme e contesti”, (Con parole precise. Breviario di scrittura civile, settembre 2015).
Allora che ”verità” rivelano, o stanno cercando gli autori italiani di gialli? Leggendo i loro libri troveremo le risposte a questa domanda. Ricordiamone alcuni: il siciliano Leonardo Sciascia (Il giorno della civetta e A ciascuno il suo) fa capire al lettore che la verità non è mai così semplice come può sembrare, e risolvere un mistero criminale non porta il sollievo che ”la giustizia vince”. Il nome della rosa di Umberto Eco – un vero capolavoro per il lettore preparato – è anche un giallo storico, con un’azione ambientata nel Medioevo. Eco ha utilizzato la forma classica di un romanzo deduttivo per includere numerosi riferimenti alla semiotica, all’analisi dei testi biblici, agli studi sul Medioevo, alla politica e alla filosofia.
Gli anni Ottanta segnano l’inizio della popolarità internazionale dei romanzi di Andrea Camilleri: il loro protagonista, il commissario Montalbano, ha avuto successo anche grazie all’ottima serie televisiva. I romanzi di Camilleri (Le ali della sfinge, Il cane di terracotta, Il campo del vasaio) presentano metodi di indagine assai particolari e le complessità della psiche criminale di vari personaggi, in un contesto autentico siciliano, con un linguaggio vivo e sanguinoso degli interrogatori, sullo sfondo della realtà socio-politica della regione. Con numerosi passaggi e inclusioni nel dialetto siciliano, trasmettono molte informazioni e pettegolezzi. Montalbano è anche un buongustaio, quindi l’autore non risparmia descrizioni di specialità siciliane. Giorgio Scerbanenco, ‘il principe del noir’ (I milanesi ammazzano al sabato, Traditori di tutti), Carlo Lucarelli (L’estate torbida, Il genio criminale, Carta bianca), Giorgio Faletti (Io uccido, Io sono Dio), Massimo Carlotto (Il mondo non mi deve nulla, Nessuna cortesia all’uscita), Maurizio De Giovanni (I Bastardi di Pizzofalcone), Donato Carrisi (La ragazza nella nebbia, L’uomo nel labirinto), Giancarlo De Cataldo (Romanzo criminale, I traditori), Roberto Costantini (Tu sei il male, Le radici del male e altri, con il protagonista il commissario Balistreri), Antonio Manzini (Pista nera, Ah l’amore l’amore), Ilaria Tuti (Fiori sopra l’inferno, Ninfa dormiente) salita alla ribalta autrice di romanzi ambientati nella realtà geografica e storica locale del Friuli Venezia Giulia.
Non si può dare un elenco completo di autori italiani di gialli di successo, che spesso vengono anche trasposti sullo schermo televisivo, tanto che alcuni dei personaggi occupano ormai un posto fisso nell’immaginario collettivo di lettori e telespettatori.
L’opera di Gianrico Carofiglio, sopra citato, mi sembra particolarmente interessante: il lettore dei romanzi di Carofiglio ha l’impressione che il racconto avvincente sull’indagine sia solo un’occasione per l’autore per riflettere sulla giustizia e sul sistema giudiziario, sul diritto e soprattutto sull’attività di chi lo rappresenta (La regola dell’equilibrio), sull’atteggiamento etico e sulla grande importanza e potere dei loro strumenti di lavoro, ovvero la parola e la lingua. Gli ultimi libri di Carofiglio, in particolare La misura del tempo, finalista al Premio Strega 2020, e Con i piedi nel fango. Conversazioni su politica e verità (2018) e il recente Della gentilezza e del coraggio (settembre 2020) dimostrano l’impegno dell’autore nella vita pubblica e il suo senso di responsabilità nei confronti della parola al servizio della verità.
Ho scelto solo alcuni autori italiani di gialli. Molti romanzi sono stati tradotti in polacco, quindi scoprirli e leggere – in originale e in traduzione – non sarà difficile.
Oggi si ritiene che il romanzo poliziesco italiano, „pur nelle sue diverse declinazioni, nelle sue diverse espressioni gergali, negli scenari meno noti, dunque, mostra una grande vitalità e si afferma come l’unico genere letterario che sembra tenere in piedi il difficile e traballante mercato editoriale”. (Il romanzo giallo italiano: un fenomeno letterario di successo. Sololibri.net).
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Come affermato dalla Banca centrale, il Consiglio di politica monetaria ha deciso di aumentare il tasso di tasso d’interesse dallo 0,5 % all’1,25%. Come deciso dalle autorità della Banca centrale della Polonia, il tasso d’interesse ammonta all’1,25% su base annuale, il tasso relativo al banco dei pegni all’1,75%, il tasso di deposito al 0,75%, il tasso di risconto all’1,30%, mentre quello di sconto sulle cambiali ammonterà all’1,35% su base annuale. Come affermato dal Consiglio di politica monetaria, Il provvedimento in questione entrerà in vigore oggi, 4 novembre 2021. Come dichiarato dalle autorità della Banca centrale, Il Consiglio di politica monetaria ha deciso di aumentare i tassi d’interesse per ridurre il rischio dell’inflazione elevata e costante mirando di limitarla al target della Banca centrale (2,5% +/ – 1 punto percentuale) in un breve periodo. Giustificando la sua decisione, Il Consiglio di politica monetaria ha evidenziato un aumento significativo dei prezzi globali delle materie prime, inclusi i prezzi dell’energia nonché quelli nel settore dell’agricoltura durante quest’anno, come pure le prolungate mancanze riguardo ai beni importati da parte della Polonia dai mercati globali. Tutto ciò ha influito in modo significativo sulle previsioni relative all’ aumento dell’inflazione il che ha indotto le autorità a prendere provvedimenti importanti. Infatti, secondo una stima dell’Ufficio centrale di statistica in Polonia nel mese di ottobre 2021 l’inflazione è aumentata di 6,8% mentre nell’arco di un mese è ammontatala all’1%. Secondo le previsioni della Banca centrale polacca l’inflazione, con una probabilità pari al 50%, ammonterà al 4,8-4,9% nel 2021 mentre nel 2022 la stessa ammonterà al 5,1-6,5%. Dopo aver preso conoscenza dei risultati della previsione di novembre relativa all’inflazione nonché al PIL effettuata dalla Banca centrale, il Consiglio di politica monetaria ha affermato che il PIL, con una probabilità pari al 50%, ammonterà al 4,9-5,8% nel 2021 mentre lo stesso indicatore sarà pari al 3 ,8-5,9% nel 2022.
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Il tasso di presenza negli uffici di Varsavia è stato di circa il 45% a settembre di quest’anno, il che colloca la capitale al terzo posto tra le 10 città europee incluse nella classifica “Cushman & Wakefield Reasercher’s interpolation of Google Mobility Data”. Prima Praga, con un punteggio superiore all’80%, seguita da Amburgo, con un indice del 60%. La presenza di uffici più bassa è stata a Parigi, Londra e Dublino con circa il 30% dei dipendenti ciascuno. La media sulle 10 città europee era di circa il 40% a settembre 2021 rispetto a circa il 60% prima della pandemia. Tra i fattori che influenzano il risultato, gli esperti menzionano le restrizioni legate alla pandemia di coronavirus, il periodo di vacanza e il ritorno degli studenti a scuola. Nonostante il graduale rientro dei dipendenti negli uffici, il tasso è ancora basso. Era sbagliato presumere che gli uffici fossero completamente occupati prima della pandemia di COVID-19. I lavoratori nei paesi europei hanno utilizzato il modello di lavoro flessibile in varia misura anche prima e il tasso di occupazione è stato quindi stimato a circa il 60%. Gli esperti prevedono che la frequenza in ufficio continuerà ad aumentare a meno che non ci sia un’impennata delle infezioni. I dipendenti del settore dei servizi finanziari, bancari e legali torneranno negli uffici nei prossimi mesi del 2021, mentre le aziende tecnologiche ne posticiperanno il rientro a gennaio 2022.
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Durante la XIII Biennale d’Arte di Firenze, quattro artisti polacchi, tra cui Piotr Barszczowski, sono stati premiati con il premio Lorenzo il Magnifico, grande mecenate e promotore dell’arte della famiglia Medici. L’autore della neovetrata “L’ultima cena del 21° secolo” ha ricevuto anche il premio del pubblico. Secondo la direttrice dell’Istituto Adam Mickiewicz, Barbara Schabowska, il lavoro di Barszczowski crea uno spazio di discussione sulla spiritualità nell’arte contemporanea. Con la sua opera l’artista ha proposto un nuovo assetto compositivo e una prospettiva sorprendente. “L’ultima cena del 21° secolo” è esposta permanentemente presso l’abbazia benedettina di Tyniec. Dopo aver ricevuto il premio, Barszczowski ha ringraziato tutti coloro che lo hanno sostenuto nel ottenere il successo, in particolare l’Istituto Adam Mickiewicz.
Il brand e la collezione Eutheá nascono dall’amore di Cristina Cerruti per la moda e la sartoria. Una passione nata nell’atelier del padre e poi sviluppata nelle esperienze professionali che le hanno consentito di vivere, in prima persona, l’evolversi dei costumi e del ruolo della donna nella società moderna. Durante la sua crescita professionale la stilista ha avuto modo di osservare e vivere l’evoluzione del ruolo della donna nella società, non più rigidamente polarizzato tra un ambito esclusivamente familiare, cui si addicevano look prevalentemente informali, e un ambito professionale e mondano, alla continua ricerca dell’emancipazione e della realizzazione personale, prevalentemente attuata con look non adatti a molte donne e inadeguati nel quotidiano.
In questo contesto, la stilista ha proposto una rivisitazione dei classici dell’eleganza in chiave di attualità e funzionalità, con aperture a dettagli attuali e a maggiori varianti cromatiche, proponendo una ripartenza da quei capi di abbigliamento, ideali per valorizzare ogni silhouette, che non possono mancare nel guardaroba di ogni donna che voglia esaltare, con stile, la propria grazia e femminilità, ma anche la forza e la determinazione.
La missione aziendale, è quella di offrire capi disegnati e prodotti in Italia, a prezzi accessibili. Per raggiungere tali obiettivi, il brand si è spinto nella duplice direzione di una attenta ricerca e selezione dei fornitori e dell’utilizzo dei più funzionali sistemi di vendita diretta al cliente finale.
I tessuti utilizzati per la realizzazione dei capi sono scelti con cura, per garantire il massimo confort e una ottima vestibilità, tra i medesimi fornitori delle più blasonate case di moda italiane e straniere, nei distretti tessili di Biella, Firenze e Napoli. È così possibile offrire al cliente capi di qualità consona al contesto per i quali sono ideati e all’utilizzo quotidiano, con un ottimale rapporto tra la qualità e il prezzo, senza peraltro tralasciare la ricerca dell’eccellenza. Il canale di vendita è il più semplice: il commercio online, affidandosi ai migliori servizi di logistica sul mercato ed offrendo al consumatore una politica sulle consegne e sui resi per cambio taglia che consente una ottimale esperienza di acquisto.
Ulteriore vantaggio del sito di vendita online è quello di trovare sempre, senza dispersioni e senza i limiti derivanti dalla stagionalità, il capo di cui si ha bisogno, o quello che, semplicemente, si desidera, capace di esaudire l’ambizione di sentirsi la “dea tra le dee”, in ogni occasione.
L’entrata del brand Eutheá sul mercato italiano ha destato molto interesse da parte di quel pubblico femminile fatto di donne impegnate in differenti contesti socioeconomici, tanto che a breve vestiranno il nostro brand donne note e personaggi televisivi. Ora l’obiettivo è quello di esportare l’ideale dell’informale eleganza italiana. In questa prospettiva, desideriamo che la Polonia sia una delle nostre prime mete. Abbiamo conosciuto meglio il Paese in questi ultimi anni, attraverso una coppia di amici che vive a Wroclaw, dove ci siamo recati più volte avendo modo di apprezzare un Paese in forte crescita e modernizzazione con una classe media dinamica e in continua espansione e soprattutto attenta ed attratta dai prodotti di qualità e dal “made in Italy”. Una società in grande sviluppo che può accogliere favorevolmente la proposta del brand Eutheá che si rivolge alla donna che voglia distinguersi e valorizzare la propria personalità attraverso i canoni di stile, eleganza e portabilità degli abiti. L’obiettivo di aprire alla Polonia è quindi perseguito attraverso lo sviluppo di una versione del sito in polacco, che si aggiunge a quella italiana, inglese e francese; inoltre, tra le iniziative ideate per fare conoscere il brand su questo mercato, si è instaurata la collaborazione con Confindustria Polonia, ente dinamico e proiettato verso la migliore integrazione del sistema impresa tra i due Paesi, che ha già consentito la presenza ad alcune manifestazioni pubbliche in programma nelle principali città polacche, dove il volto femminile delle iniziative è stato vestito secondo lo stile di Eutheá. Ed ancora, sarà avviato tra i lettori del bimestrale Gazzetta Italia, un concorso a premi che consentirà ai partecipanti di vincere alcuni capi proposti dal brand.
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Sette ragazzi italiani di Scandicci sono stati selvaggiamente picchiati nella notte tra il 29 e 30 ottobre. Tre di loro sono finiti in ospedale, uno in condizioni gravi sarà dimesso solo oggi e trasportato immediatamente in Italia per essere operato. Il ragazzo è stato subito raggiunto dai genitori arrivati dall’Italia e supportato dallo staff dell’Ambasciata Italiana a Varsavia. “Sono stato a visitare il ragazzo ancora ricoverato in ospedale. Erano presenti i genitori che lo assistono dopo il traumatico pestaggio. Oggi dovrebbe rientrare in Italia, le condizioni fisiche sono stabili, nei prossimi giorni sarà operato allo zigomo e alla tibia”, ha dichiarato l’Ambasciatore Aldo Amati. Secondo le testimonianze si è trattato non di una rissa seguente a qualche discussione avvenuta in un locale del centro di Varsavia, ma di un vero pestaggio organizzato e premeditato, gli assalitori avevano infatti bastoni e tirapugni. La gang secondo le prime notizie ufficiose sarebbe stata in cerca di un gruppo di italiani, non si sa il perché, e a farne le spese sono stati gli incolpevoli ragazzi di Scandicci venuti a Varsavia per incontrare due loro amici in Erasmus nella capitale polacca. Il fatto si è verificato verso le 4 del mattino in plac Stanislawa Malachowskiego, nei pressi della zona della movida varsaviana. La Polizia polacca ha fatto sapere che sta analizzando i filmati delle telecamere della zona per rintracciare gli assalitori.
Per il budino biancomangiare:
1 litro di latte di mandorle
100 gr di zucchero semolato
100 gr di amido di mais
Granella di mandorle o di
pistacchi per decorare
Per le lingue di gatto:
50 gr di burro morbidissimo
60 gr di zucchero a velo
50 gr di farina 00
50 gr di albume d’uovo
Procedimento:
Ponete in un tegame lo zucchero, l’amido di mais e mescolateli tra di loro con una frusta. Iniziate a versare a filo il latte di mandorla e rigirate in continuazione con una spatola in silicone. Portate sul fuoco e fate addensare rigirando continuamente. Quando avrete ottenuto la consistenza di una crema pasticcera, togliete dal fuoco e versate subito il composto in uno stampo grande da budino o in più stampi piccoli. Lasciate raffreddare il biancomangiare, poi trasferitelo in frigorifero per almeno 5 ore. Se avete utilizzato uno stampo grande lasciatelo in frigorifero qualche ora in più.
Nel frattempo, preparate le lingue di gatto. Come prima cosa sistemate in una ciotola il burro morbido. Aggiungete lo zucchero a velo e mescolate con una spatola. Incorporate gli albumi e mescolate ancora fino ad ottenere una crema. Aggiungete la farina e mescolate ancora fino ad ottenere una massa morbida. Trasferite l’impasto in una sac-à-poche con bocchetta liscia da 10 mm. Realizzate sulla teglia foderata con carta forno dei bastoncini lunghi circa 10 cm e cuocete in forno ventilato preriscaldato a 190° per circa 8 minuti. A questo punto le lingue di gatto saranno pronte. Sfornatele, fatele raffreddare. Al momento di servire il vostro biancomangiare al latte di mandorla, toglietelo dallo stampo, o dagli stampini, e guarnitelo con la granella di pistacchio. Servite accompagnato dalle lingue di gatto.
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Durante il 72º Congresso Astronautico Internazionale il presidente dell’Agenzia spaziale polacca (POLSA), Grzegorz Wrochna ha firmato un accordo “Artemis Accords” con la NASA in presenza dell’amministratore aggiunto della NASA, Pamela A. Melroy. Come POLSA ha comunicato l’accordo darà alle istituzioni e alle imprese polacche una possibilità di partecipare al programma Artemis gestito dalla NASA il cui obiettivo è riportare l’uomo sulla luna ed estendere l’esplorazione spaziale. La Polonia è entrata a far parte del gruppo dei firmatari dell’Artemis Accords, tra cui ci sono: Australia, Brasile, Canada, Italia, Giappone, Corea, Lussemburgo, Nuova Zelanda, Ucraina, Emirati Arabi Uniti e Gran Bretagna. Il presidente di POLSA ha segnalato che le aziende e istituzioni polacche da anni collaborano con successo con, tra l’altro, NASA, ESA, DLR, JAXA e CNSA. Wrochna ha sottolineato che “soltanto negli ultimi 40 anni più di 80 strumenti progettati e costruiti dagli scienziati e ingegneri polacchi sono stati utilizzati in diverse missioni spaziali internazionali”. Inoltre ha aggiunto che un decennio di partecipazione all’Agenzia spaziale europea “ha portato ad uno sviluppo dinamico del settore spaziale polacco in cui operano ormai più di 350 imprese polacche”.
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LOT Polish Airlines ha intentato una causa al tribunale di Seattle, a Washington, negli USA contro Boeing. LOT chiede almeno un miliardo di zloty di risarcimento (250 mln USD). La questione è legata a difetti di progettazione negli aerei 737 MAX che hanno portato alla loro messa a terra. La causa è stata preceduta da molti mesi di negoziazioni, che non hanno portato ad un accordo. A causa della messa a terra di questo tipo di aerei, LOT ha dovuto rapidamente affittare altri velivoli, il che ha causato costi supplementari. Inoltre, in molti casi, l’uso di aerei più vecchi ha comportato il pagamento di maggiori tasse aeroportuali. Gli aerei Boeing 737 MAX sono ritornati in servizio questa primavera. LOT ha comunque rinunciato ad una parte degli ordini di questi aerei.