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Home Blog Page 78

Milva

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Milva a Venezia, fot. Gianfranco Tagliapietra

La recente scomparsa di Milva (al secolo Maria Ilva Biolcati) ha avuto ampia eco in Italia, non solo sulla stampa e sui social, ma anche al più alto livello istituzionale, basti pensare alle dichiarazioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Ministro della Cultura Dario Franceschini. Non dissimile è stata la reazione a livello internazionale, a conferma della sua statura di grande interprete europea e mondiale. Non ha fatto eccezione la Polonia, dove sono stati numerosi gli interventi a lei dedicati sui media.

Grazie a una voce potente, e a una gamma invidiabile di modulazioni, nel corso della sua carriera Milva riesce a spaziare fra musica leggera e musica alta, canzone popolare e esperienze teatrali, passando per la musica dei grandi compositori italiani, greci, francesi, tedeschi. Determinante in merito fu nel 1965 l’incontro della cantante con Paolo Grassi, all’epoca Direttore del Piccolo Teatro di Milano, che in occasione del Ventennale dalla Liberazione del fascismo la invitò a interpretare “I Canti della libertà”, e poi con Giorgio Strehler – “il mio primo Maestro” –, dirà sempre di lui, che ne fece l’insuperata interprete del genere brechtiano, “adattato alle esigenze della nostra lingua cantata” (Roberto Fertonani).

In questo percorso artistico binario, proprio l’alternanza fra propensione al popolare e ansia di sperimentazione, insieme all’interesse per la ricerca, hanno permesso a Milva di riscuotere consensi a largo spettro: quando interpreta “La Filanda” di Amalia Rodriguez e quando si cimenta con il Tango di Astor Piazzola (il suo “secondo Maestro”); nel ruolo di soubrette in tv (“Palcoscenico”, nel 1980, con Oreste Lionello) e di Primo Cantastorie ne “La vera storia” (con musica di Luciano Berio, su libretto di Italo Calvino); in “Mai di sabato, signora Lisistrata” (1971, edizione televisiva della commedia “Un trapezio per la Signora Lisistrata”, in scena al Sistina di Roma dal 1958); ma anche in „Die sieben Todsunden der Kleinburger” (”I sette peccati capitali”), di Brecht-Weill alla ”Deutsche Oper” di Berlino; al Festival di Sanremo e ne “La variante di Lunemburg” (su testo di Paolo Mauresing).

Milva ha poi collaborato e per lei hanno scritto, tra gli altri: Enzo Jannacci, che con “La Rossa” (1980), “le cuce addosso un vero e proprio manifesto musicale ed esistenziale” (Stefano Crippa); Ennio Morricone, che nel 1972 scrive e produce l’album “Dedicato a Milva da Ennio Morricone”; Mikis Theodorakis (“10 songs by Mikis Theodorakis”, 2004), Thanos Mikroutsikos, i cui testi confluiranno in Volpe d’amore (1994); nel 1981 Milva incide in lingua tedesca „Ich hab’keine Angst” (4 dischi di platino in Germania) con brani del compositore greco Vangelis, in cui si volge all’elettronica, un’elettronica che non sovrabbonda ma accompagna i brani, fra i piú noti dei quali spicca la canzone pilota “To the unknown man”, poi reincisa in italiano come “Dicono di me”e in francese col titolo “Je n’ai pas peur”; con Gidon Kremer, ancora una volta con il Tango di Piazzolla; con Franco Battiato oltre a “Milva e dintorni” (1982), con “La Rossa”, diventata poi il suo marchio e “Alexanderplatz”, da lei cantata a Berlino alla Porta di Brandeburgo dopo la caduta del muro, incide altri 2 dischi: “Svegliando l’amante che dorme”(1989) e “Non conosco nessun Patrizio” (2010); dopo un silenzio “italiano” di ben 11 anni anni collabora poi e intesse un rapporto di amicizia con la poetessa Alda Merini e Giovanni Nuti, che ne musicò le poesie, insieme ai quali mette in scena ”Sono nata il 21 a Primavera” (Teatro Strehler 2004), i cui testi confl uiranno nell’album “Milva canta Merini” (2004); Giorgio Faletti, scriverà per lei i testi di “In Territorio nemico” (2007) che, anticipato dalla partecipazione al Festival di Sanremo 2007 (quindicesima e ultima) con “The show must go on”, costituisce un’incursione poetica nei territori nemici della vita, con un taglio sociale, a Milva mai estraneo, (“Mio fratello non trova lavoro”, “Tre sigarette”), o psicologico, come nella stupefacente “La Mosca bianca”, che “bianca sul muro bianca, non ha nessun sogno, nessun disegno di sé”.

Ben pochi cantanti possono vantare tante collaborazioni, amicizie, connubi privilegiati e proficui con intellettuali e artisti prestigiosi. Da tutti Milva impara, fa suoi e ne rielabora spunti, tecnica e presenza scenica, soprattutto impara l’importanza della gestualità e l’armonia dei suoi movimenti, che per naturale osmosi ha saputo trasporre nelle movenze della musica leggera, con un’eleganza e un fascino senza tempo.

Gli ultimi impegni segnano un ritorno in grande al teatro, con: “La Variante Di Lüneburg – Fabula in Musica” (2009 – Piccolo Teatro Giorgio Strehler), dall’omonimo romanzo del 1993 di Paolo Mauresing, in cui gli orrori della Shoah si snodano attorno al gioco degli scacchi, assurto a metafora della vita, dell’incontro\scontro fra individui, fra chi il potere lo detiene e chi lo subisce. Nello spettacolo Milva interagisce con Walter Mramor, Direttore del Teatro Verdi di Gorizia, qui in veste di attore, con recitativi di grande impatto drammatico, e con il soprano Franca Drioli, con un intrecciarsi di voci di grande effetto, potenziato dagli interventi del coro e dell’orchestra.

Il 4 luglio del 2009 è la volta di “Der Besuch der alten Dame” (La visita della vecchia signora), dramma di Friedrich Dürrenmatt, con la regia di Alfred Kirchner, che vede Milva interpretare (in tedesco) la protagonista Clara Zachanassian, in cui “…come pure in Brecht, è l’irriducibile contraddittorietà del male ad essere in gioco (…) Di quella contraddittorietà da nulla riscattata e da nulla redenta, lo sguardo critico di Milva riesce a farsi interprete, con l’intelligenza e l’ironia che sempre la caratterizzano: con il disincanto pensante-e-comprendente di chi sa che ‘la notte più lunga eterna non è'”. (Antonio Valentini).

Nel 2010 l’addio alle scene. Così Milva stessa si congeda dal suo pubblico: “Ritengo che questa speciale combinazione di capacità, versatilità e passione sia stato il mio dono più prezioso e memorabile al pubblico e alla musica che ho interpretato e per questo voglio essere ricordata […]. Saluto con affetto e riconoscenza il mio adorato pubblico, di Italia, Germania, Svizzera, Austria, Giappone, Francia, Grecia, Spagna, Argentina, Polonia, Corea, Croazia, Slovenia, Russia, Stati Uniti, che mi ha seguita e amata. Grazie, Milva”.

Nel 2018 al Festival di Sanremo diretto da Claudio Baglioni le viene assegnato il premio alla carriera. Nel ringraziamento letto dalla figlia Martina, Milva si appella ai giovani: “La musica spazza via la polvere dalla vita e dall’anima degli uomini. Ma perché questo accada bisogna studiare e attingere dal passato”.


Onorificenze
1 giugno 2006, al Piccolo Teatro, Ufficiale dell’ordine al Merito della Repubblica di Germania
2 giugno 2007 Commendatore dell’ordine al merito della Repubblica Italiana
11 settembre 2009 Cavaliere della Legion d’Onore, Ambasciata di Francia Palazzo Farnese.

80 milioni di dischi
Milva in totale ha venduto oltre 80 milioni di dischi in tutto il mondo. Ad oggi detiene il record di artista italiana con il maggior numero di album realizzati in assoluto: ben 173 tra album in studio, album live e raccolte, di cui 39 per il solo mercato italiano e 126 singoli.

Alda Merini
“Non occorre che io mi sieda sul letto a rivedere i sogni perduti. Basta guardare gli occhi di Milva e vedo la mia felicità. Coloro che pensano che la poesia sia disperazione, non sanno che la poesia è una donna superba e ha la chioma rossa”. (recitativo fuori scena/omaggio a Milva di Alda Merini). Per una conoscenza della poetessa in Polonia, si segnala il volume a lei dedicato della serie Quaderni di via Grodzka, edito da Austeria e dall’Istituto italiano di Cultura di Cracovia, introduzione di Ugo Rufino, traduzione e postafazione di Jaroslaw  Mikolajewski.

Franco Battiato
Milva incontra Battiato agli inizi degli anni Ottanta e “Alexanderplatz” del 1982, ambientato a Berlino diventa subito uno dei suoi brani più celebri. Così il compianto Maestro Battiato: “Milva era il teatro, già nei capelli come li muoveva…era un piacere lavorarci.” (…) quando visitai Berlino est rimasi affascinato dalla mancanza di pubblicità. Non c’era un manifesto in giro! Mi dava un grande senso di pulizia e serietà. Nello stesso tempo ero impressionato dalla tristezza della gente e dal grigiore sociale. Dovendo scrivere la canzone pilota del disco di Milva, pensai subito ad Alexanderplatz. Milva, per un certo periodo, è stata un’artista più tedesca che italiana in quanto a popolarità… La immaginai a Berlino Est, un’italiana che lavorava a Berlino Est e desiderava fuggire verso una vita diversa”.

La Fiera TRAKO a Danzica

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

La fiera TRAKO a Danzica è iniziata ieri e durerà fino a venerdì. All’evento parteciperanno circa 500 espositori provenienti da 25 paesi, principalmente produttori legati al settore ferroviario. Saranno presenti i rappresentanti dell’azienda statale PKP Intercity, che presenteranno qualche nuovo prodotto a trazione elettrica. PKP presenterà anche un vagone multifunzionale COMBO di uno standard più elevato e una nuova carrozza ristorante. I partecipanti alla fiera avranno l’opportunità di vedere diversi tipi di vagoni, tra cui ci sarà ad esempio una carrozza militare delle Forze Armate polacche. Durante la fiera sarà presentato il primo treno al mondo con la propulsione a idrogeno prodotto dalla compagnia Alstom. Non mancherà una novità polacca, cioè la locomotiva da manovra con celle a idrogeno. Il viceministro delle infrastrutture, Andrzej Bittel sostiene che la propulsione a idrogeno sarà molto importante nel prossimo futuro. Inoltre, si terranno discussioni e dibattiti relativi al trasporto ferroviario.

https://www.polskieradio24.pl/5/1222/Artykul/2811254,W-Gdansku-ruszaja-targi-TRAKO-Jednym-z-wystawcow-PKP-Intercity 

 

Una goccia di sole, la dolce vita.

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fot. Agnieszka Sopel

L’olio essenziale di buccia d’arancia, Citrus sinensis

Frutto del sole che conosciamo tutti e spesso associamo ai ricordi d’infanzia, non c’è quindi da meravigliarsi che il profumo della buccia d’arancia abbia su di noi un effetto rilassante e rasserenante.

L’olio di arancio, spesso confuso con l’olio di neroli (ottenuto tramite la distillazione in corrente di vapore dei fiori di arancio amaro), si ottiene per spremitura a freddo della parte colorata esterna della buccia d’arancia dolce (Citrus aurantium, var. dulcis), o amara (Citrus aurantium, var. amara), chiamata anche l’arancio amaro di Siviglia o Citrus vulgaris oppure Citrus bigaradia.

L’olio di arancio ha un colore molto intenso di tonalità giallo oro e un profumo dolce e rinfrescante, caratteristico delle bucce d’arancia. I principi attivi dell’olio d’arancia sono limonene, citral e citronella. Le proporzioni dei singoli fi tonutrienti variano a seconda del tipo di arancio, dolce o amaro, il che infl uisce sull’odore stesso dell’olio. L’arancio amaro ha un profumo più delicato di quello dolce, ma nonostante il profumo percepito, entrambe le variazioni richiamano immediatamente il ricordo del sole! Basta sentire per un attimo il profumo di questo liquido dorato, per sentirci improvvisamente rasserenati nell’animo come i raggi del frutto tondo d’arancio.

Non c’è da stupirsi che l’olio essenziale di arancio sia ampiamente usato come base dei profumi, cosmetici e altri prodotti di bellezza e d’igiene. Un effetto estremamente positivo dell’olio d’arancio è stato scoperto dall’azienda giapponese Yokohama, che produce pneumatici in gomma ecologici. Apparentemente le proprietà dell’olio di arancio aumentano l’attrito tra i pneumatici e la pavimentazione, garantendo così una sicurezza di guida maggiore.

Nelle numerose pubblicazioni e studi clinici, nonché nelle fonti storiche vi sono elencate molteplici proprietà terapeutiche dell’olio d’arancio: calmante, alleviante lo stress eccessivo, agevolante il pensiero positivo, rilassante muscolare, nonché proprietà benefiche per la respirazione, circolazione e digestione, in più è considerato anche un anticoagulante, disinfettante e perfino un anticancro (grazie alla presenza nella buccia d’arancia del d-limonene, presente nella maggior parte degli agrumi che – come risulta da diversi studi indipendenti – hanno la capacità di inibire lo sviluppo di neoplasie).

fot. Monika Grabkowska

Vista la vasta gamma delle proprietà, l’olio d’arancio viene menzionato in diverse pubblicazioni mediche e aromaterapiche come un fattore benefico nella cura di arteriosclerosi, cancro, ritenzione idrica, ipertensione, stress, depressione e insonnia, oltre a essere un olio efficace per le pelli grasse, miste e mature. L’olio d’arancio viene utilizzato anche per combattere il problema dei capelli unti e la cellulite. Mescolato con l’olio di limone in modo proporzionale e di seguito diluito con l’olio vegetale è efficace come collutorio naturale, o meglio ‘’siero’’ per sciacquare la bocca, grazie alle sue proprietà sbiancanti e tonificanti sulle gengive.

  • Ricordati di usare gli oli essenziali diluiti con l’olio vegetale (eccezione: l’olio di lavanda che è più delicato).
  • Dopo l’applicazione dell’olio, fai attenzione quando esponi la tua pelle al sole, viste le proprietà fotosensibilizzanti degli oli di agrumi.

Tuttavia, come in tutti gli altri casi, tra un olio e l’altro c’è una grossa differenza. Per questo motivo è essenziale controllare la provenienza dell’olio essenziale, specialmente se parliamo dell’uso orale degli oli alimentari. Prestando attenzione all’origine e alla provenienza del prodotto, nonché all’ambiente in cui è stato coltivato ed elaborato, contribuisci al miglioramento della qualità di vita sul nostro pianeta.

fot. Vesela Vaclavikova

Solo le arance coltivate in modo biologico, senza sostanze chimiche, che crescono in un ambiente pacifi co e quieto, lontane dai rumori della città e dall’inquinamento, nel loro ambiente naturale, hanno un sapore così distinto, unico e dolce. Gli agrumi dovrebbero essere raccolti a mano dagli agricoltori che li trattano con cura, e tutte le fasi dell’elaborazione del prodotto dovrebbero rispettare certi standard. Per questo è essenziale avere una conoscenza base della produzione degli oli eterici, per poter al meglio scegliere il nostro distributore di fiducia.

Olio essenziale di arancio, preparati:

COME USARE l’olio di arancio?

  • DIFFUSIONE / INALAZIONE: direttamente dal palmo della mano, dalla boccetta o dal diffusore.
  • MASSAGGIO (diluito con l’olio vegetale): tutto il corpo, piedi e muscoli tesi.
  • APPLICAZIONE LOCALIZZATA (diluito con l’olio vegetale): tempie, collo, polsi, dietro le orecchie e in tutte le altre parti a tuo piacimento, diluendo 1-2 gocce in olio vegetale.
  • COSMETICA: aggiungi un paio di gocce dell’olio d’arancia alla tua crema, lozione, siero, shampoo o balsamo per migliorare l’aspetto della tua pelle o dei tuoi capelli.
  • ORALE: sciacquare la bocca/gola per un alito fresco e dolce.
  • ORALE/ALIMENTARE: puoi aggiungere qualche goccia alla tua acqua (una vera e propria aranciata!), o come condimento dell’insalata, cacao, tè, caffè e tutt’altro che vuoi. Naturalmente, posso menzionare qui un olio certifi cato come commestibile che puoi acquistare su Olejkowy Sklep.

Ricorda di leggere le NORME DI SICUREZZA per l’utilizzo degli oli essenziali disponibili su OlejkowaSzkola.pl.

traduzione it: Natalia Kogut

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Nutriceutica è una serie di articoli sulle piante aromatiche e il loro impatto benefico sul nostro corpo e sulla nostra salute. L’autrice della rubrica, Julia Mafalda, da diversi anni esplora con passione il mondo degli aromi vegetali, concentrandosi soprattutto sugli oli essenziali racchiusi dentro boccette. Fondatrice di Olejkowa Szkoła e di Olejkowy Sklep, l’accademia olistica di vita naturale, incentrata su aromaterapia e su altre forme della naturopatia e dell’ecologia profonda. Julia è anche la fondatrice dell’eco-progetto internazionale Ethy (una mappa eco del mondo) premiato dalle istituzioni internazionali. Fa anche parte di Studium Edukacji Ekologicznej i Profilaktyki Zdrowia (Studio dell’Istruzione Ecologica e della Profilassi della Saluta). Il denominatore comune di tutti i suoi percorsi, le sue passioni ed esperienze è la consapevolezza di scelta e la meccanica quantistica come strumento di influenza sul mondo intorno a noi.

Inizia il 46° Festival del Cinema di Gdynia

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Ieri è iniziato il 46° Festival del cinema di Gdynia che quest’anno si svolge online. Ciò significa che tutti i film, tranne quelli presenti nel concorso principale, si potranno guardare sulla piattaforma online del festival. Tra le 16 pellicole che si contendono il Leone d’oro ci sono “Żeby nie było śladów” di Jan P. Matuszyński, “Hiacynt” di Piotr Domalewski oppure “Zupa nic” di Kinga Dębska. I vincitori saranno proclamati durante la cerimonia di chiusura che si terrà il 25 settembre. Al concorso di cortometraggio parteciperanno 24 film tra cui ci sono le produzioni degli studenti delle scuole cinematografiche di Łódź, Katowice o Varsavia. Per il secondo anno di fila, nel programma del festival c’è anche il concorso dei film a micro-budget. Inoltre, alcuni film saranno proiettati nella sezione fuori concorso, che è divisa in tre cicli: “I film di Gdynia”, “Polonica”, “Gdynia per i bambini” e in sezione “Puramente Classici”. Ogni giorno del festival ci saranno anche gli eventi del settore, sotto il nome di “Gdynia Industry”, durante i quali si affronteranno le questioni che riguardano l’industria cinematografica al giorno d’oggi, ad esempio l’ecosostenibilità della produzione oppure l’etica nel settore. Per di più, gli organizzatori hanno preparato gli incontri con gli acclamati produttori cinematografici per i giovani che intendono entrare nel mondo del cinema.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C950426%2Cstartuje-46-festiwal-polskich-filmow-fabularnych-w-gdyni.html

Un polacco su tre non vuole vaccinarsi

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Secondo l’indagine del Registro dei Debitori BIG InfoMonitor, un intervistato su tre non ha intenzione di vaccinarsi. La maggioranza dei contrari ai vaccini (il 69%) indica che la prossima ondata del Covid-19 influenza negativamente le loro finanze e la loro salute. Il 31% delle persone è convinto che il pericolo non esiste, il che rappresenta il numero doppio rispetto a quello tra le persone vaccinate che non indicano il pericolo. In media, in tutta la società polacca, la paura dell’aumento delle persone ammalate di Covid-19 preoccupa il 80% degli intervistati. Il 40% si preoccupa della propria salute e delle finanze, il 25% si preoccupa solamente della salute e il 16% si riferisce solamente alle finanze domestiche. L’esperta del BIG InfoMonitor, Halina Kochalska ha indicato che durante il periodo del Covid-19 tanti clienti bancari sono diventati più attenti per quanto riguarda p.es. il pagamento rateale dei prestiti. Si è abbassato il numero dei pagatori inaffidabili. In 16 mesi, dalla fine del marzo del 2020 alla fine di luglio di quest’anno, il numero delle persone con i debiti in essere si è ridotto di 94 mila. La differenza tre le persone che vogliono introdurre le restrizioni per le persone senza vaccino, p.es. introdurre l’impossibilità di entrare agli spettacoli o in discoteca, e quelle che non vogliono introdurle è solo di 2-3 punti percentuali. Per quanto riguarda la presenza delle persone senza vaccino nei bar o nei ristoranti, il numero dei contrari ammonta al 42%, mentre il numero dei sostenitori ammonta al 39-40%.

https://www.horecatrends.pl

Parocchia, diavolo, angelo

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L’etimologia è una scienza meravigliosa, che fa parte della linguistica. Ed è una disciplina interessante per tanti studenti e appassionati di linguistica soprattutto se si ha la curiosità di scoprire la provenienza dei vocaboli che usiamo quotidianamente nel nostro parlare o di scoprire le origini dei nomi delle persone.

L’etimologia, come indica il nucleo greco della parola “ἔτυμον”, è una disciplina che cerca di rivelare il vero ed originale senso delle parole, anche se può succedere che il filo che unisce i vocaboli odierni a quelli che li hanno originati a volte si perda in angoli morti. Un buon esempio da studiare sarebbero le “Etymologiae” del santo Isidoro di Siviglia che scrisse tra l’altro che il nome latino dell’orso “ursus” proviene dalla frase “ore suo” (con la sua bocca) perché gli orsi sarebbero nati come un pezzo di carne senza forma, da cui la madre leccandolo forma le membra.

Quando si parla della terminologia religiosa di solito si capisce subito quali parole provengono dal latino, sono tantissime e di grande importanza, ma guardandole dal punto di vista di un polacco all’inizio sono incomprensibili, ad esempio i vocaboli: ostensorio, tabernacolo etc. Ci sono poi le parole che riguardano la religione ma che sono usate quotidianamente come qualcosa di ordinario che è entrato stabilmente nel lessico della lingua. Spesso, quando si usano queste parole, non ci si rende davvero conto di quel che si dice cioè del loro significato intrinseco, che a volte può essere sorprendente.

Parrocchia
Molto interessante etimologicamente è la parola “parrocchia” che proviene dalla stessa parola da cui deriva la polacca “parafia” (che in passato anche in polacco era “parochia”). È una parola che proviene dal greco antico e che è giunta fino all’italiano e al polacco passando per il latino “parochia” o “paroecia”. La parola greca “παροικία” proviene dal verbo “παροικέω”, che si compone di due elementi: prefisso “παρα” che significa “vicino, accanto” e il verbo “οἰκέω”, che significa “io abito”. La parola “παροικία” significa letteralmente “una casa situata vicino”, ma in realtà questa parola era usata nel senso di “una casa temporanea nel terreno straniero”, il che aveva un grande senso perché per i cristiani la vera casa era il Regno dei Cieli, la terra invece era solo una fase di passaggio per l’anima immortale.

Diavolo
Diavolo è una parola popolarissima e presente in tantissimi modi di dire, come per esempio “come il Diavolo e l’acqua santa” o “Parli del diavolo e spuntano le corna”. La parola “diavolo”, usata ogni tanto come un sinonimo per “Satana”, è una parola che proviene dal greco e anche questa poi giunta in italiano e polacco passando per il latino. Il punto di partenza è la parola greca “διαβάλλω”, che significa prima di tutto “lancio attraverso” ma ha anche il significato di “calunnio”, “accuso”. Da questo secondo significato fu creata la parola “διάβολος”, cioè “l’accusatore” (in questo significato appare per esempio nei dialoghi di Platone) o “calunniatore”. Questa parola nel corso di tempo usata dai cristiani cominciò a significare semplicemente il diavolo e passà dal greco al latino “diabolus” e poi nelle altre
lingue.

Angelo
Ora che conosciamo l’etimo di diavolo, cioè mentire e calunniare a danno degli altri, è necessario pensare al significato etimologico del vocabolo angelo. La parola “angelo” si usa, così come “diavolo”, al di fuori del contesto religioso, è usatissima per esempio nei romanzi fantasy. Anche la parola “angelo” proviene dal greco antico: la sua fonte è il sostantivo “ἄγγελος”, che significa “messaggero” (la parola ebraica per l’angelo nella Bibbia aveva lo stesso significato), perché questo era il ruolo che gli angeli avevano per Dio. Molto interessante è anche il fatto che in seguito le traduzioni latine differenziarono il messaggero umano “nuntius” da quello divino “angelus” dando così per sempre a questa parola una connotazione religiosa che è arrivata fino alle lingue moderne.

La pandemia causa problemi alle case automobilistiche

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La pandemia ha provocato difficoltà alla fornitura di ricambi auto tanto che alcune case automobilistiche devono sospendere l’attività o licenziare i lavoratori. Anche la fabbrica di Tychy (conosciuta principalmente per la produzione della Fiat 500) appartenente al gruppo Stellantis, l’impresa multinazionale produttrice di autoveicoli, affronta questo problema. Il portavoce della società FCA Poland (che fa parte di Stellantis), Rafał Grzanecki, sostiene che i produttori devono cercare soluzioni che riducono al minimo i costi di fermo della produzione. A tal fine i dipendenti, che non svolgono mansioni nel luogo in cui sono impiegati, sono distaccati presso lo stabilimento dove sono necessari i lavoratori. Agendo in questo modo gli imprenditori possono gestire bene le risorse umane e quindi evitare i licenziamenti. Circa 100 dipendenti della fabbrica di Tychy, che sono pronti a cambiare temporaneamente il loro posto di lavoro, andranno a Trnava, in Slovacchia (un’altra filiale di Stellantis) per un periodo di 6-12 mesi per acquisire esperienza e imparare qualcosa di utile nel loro mestiere. Oltre agli stipendi i lavoratori riceveranno circa 1400 euro di benefici aggiuntivi per l’aumento del costo della vita e avranno l’alloggio pagato.

https://businessinsider.com.pl/firmy/przerzucaja-polskich-pracownikow-na-slowacje-przez-brak-czesci-samochodowych/x8qtkp9

[Aggiornamento 16.09.2021] Situazione attuale in Polonia rispetto all’epidemia di COVID-19

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In Polonia questa settimana si sono registrate ancora nuove infezioni da COVID-19, il numero complessivo dei casi attivi è 161.257 (settimana scorsa 158.928), di cui in gravi condizioni 91 (settimana scorsa 77), ovvero circa lo 0,1% del totale.

Gli ultimi dati mostrano 722 nuove infezioni registrate su 40.800 test effettuati, con 10 morti da coronavirus nelle ultime 24 ore.

Il numero delle vittime nell’ultima settimana è stato di 45 morti (settimana scorsa 42) e la situazione nelle strutture sanitarie polacche è sotto controllo, anche sale a 881 il numero dei malati di COVID-19 ospedalizzati, con 91 terapie intensive occupate.

Prosegue la campagna vaccinale in Polonia, attualmente sono state effettuate 36.841.191 vaccinazioni per COVID-19, di cui 19.167.754 completamente vaccinate, ovvero il 50,71% del totale della popolazione.

Sono in vigore fino a fine settembre restrizioni tra cui l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi pubblici al chiuso. Sono aperti bar e ristoranti e sono consentite riunioni fino a 150 persone. Sono aperti hotel, centri commerciali, negozi, saloni di bellezza, parrucchieri, musei e gli impianti sportivi, anche al chiuso.

Ogni attività è sottoposta a regime sanitario e sono previste limitazioni sul numero massimo di persone consentite, in linea generale 1 persona ogni 10 m2, con norme di distanziamento per limitare le occasioni di contagio.

Per quanto riguarda gli sposamenti, salvo per vaccinati o ingressi con presentazione di test COVDI-19 negativo PCR molecolare o test antigenico effettuato nelle 48 ore precedenti, resta in vigore l’obbligo di quarantena di 10 giorni.

Per gli ingressi in Polonia da paesi al di fuori dell’area Schengen è prevista quarantena automatica obbligatoria, fino alla presentazione di un test negativo effettuato in Polonia successivamente all’ingresso, ma non prima di 7 giorni dal momento dell’ingresso nel paese. Sono escluse dall’obbligo di quarantena le persone vaccinate per COVID-19 con vaccini approvati dall’EMA.

Si raccomanda di limitare gli spostamenti e monitorare i dati epidemiologici nel caso di viaggi programmati da e verso la Polonia. Dal 17 luglio è stato introdotto anche in Polonia il Digital Passenger Locator Form (dPLF) – Karta Lokalizacji Podróżnego. Per spostamenti all’interno dell’UE, si raccomanda di verificare le restrizioni nei singoli paesi sul portale: https://reopen.europa.eu

***

Informazioni per i cittadini italiani in rientro dall’estero e cittadini stranieri in Italia tra cui le risposte alle domande:

  • Ci sono Paesi dai quali l’ingresso in Italia è vietato?
  • Sono entrato/a in Italia dall’estero, devo stare 14 giorni in isolamento fiduciario a casa?
  • Quali sono le eccezioni all’obbligo di isolamento fiduciario per chi entra dall’estero?
  • E’ consentito il turismo da e per l’estero?

Per gli spostamenti da e per l’Italia a questo link le informazioni del Ministero degli Esteri: https://www.esteri.it/mae/it/ministero/normativaonline/decreto-iorestoacasa-domande-frequenti/

La situazione Polonia verrà aggiornata all’indirizzo: www.icpartners.it/polonia-situazione-coronavirus/

Per maggiori informazioni:

E-mail: info@icpartnerspoland.pl
Telefono: +48 22 828 39 49
Facebook: www.facebook.com/ICPPoland
LinkedIn: www.linkedin.com/company/icpartners/

La Polonia cerca di attirare il nuovo investimento Intel

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Intel

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La società statunitense Intel vuole costruire 8 fabbriche di chip per 80 miliardi di euro in uno dei paesi dell’Unione europea. La Polonia è uno dei candidati potenziali considerati dalla direzione dell’azienda. Come dice Pat Gelsinger, il presidente di Intel, l’azienda ha ricevuto 70 proposte di localizzazioni potenziali tra le quali 3 si trovano sul territorio polacco. Oltre alla Polonia vengono considerate anche la Germania, l’Irlanda, la Francia e l’Italia. La decisione sarà presa entro la fine dell’anno. Nella localizzazione scelta dall’azienda saranno costruite 8 fabbriche che costeranno 80 miliardi di euro. Il progetto è pianificato per i prossimi 10 anni. Grazie a questo investimento 10 mila di persone troveranno il lavoro.

https://automotivesuppliers.pl/pl/polska/fabryka-intela-polska-walczy-o-najwieksza-inwestycje-w-historii

Del participio passato non abbastanza apprezzato

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Studiare le forme irregolari del participio passato non è mai stato il passatempo migliore degli studenti, eppure l’abbiamo fatto tutti, tutti noi che volevamo imparare l’italiano e di solito il passato prossimo era uno dei primi tempi che ci veniva insegnato a scuola oppure ai diversi corsi di lingua. Non c’è soluzione, bisogna imparare queste forme a memoria perché tante, almeno a prima vista, non assomigliano per niente ed è diffi cilissimo indovinarle. E invece dobbiamo ricordare che a base di molte forme irregolari del participio passato si creano i sostantivi e le strutture che arricchiscono il nostro lessico e soprattutto ci aiutano ad approfondire la lingua. Conoscere il participio passato quindi decisamente aiuta a capire di più e col tempo anche a dire di più.

Vorrei presentarvene una lista, almeno di alcuni gruppi. Li divido a seconda della forma del sostantivo:

1) La forma del participio non cambia:
ridere – riso – il riso – śmiech
sorridere – sorriso – il sorriso – uśmiech
fare – fatto – il fatto – fakt
dire – detto – il detto – powiedzenie
essere – stato – lo stato – stan
mordere – morso – il morso – kęs, ugryzienie
permettere – permesso – il permesso – pozwolenie

2) La forma del participio passato prende la desinenza femminile:
cuocere – cotto – la cottura – gotowanie
proporre – proposto – la proposta – propozycja
sorprendere – sorpreso – la sorpresa – niespodzianka
promettere – promesso – la promessa – obietnica
correre – corso – la corsa – bieg
scrivere – scritto – la scritta – napis
offrire – offerto – l’offerta – oferta
offendere – offeso – l’offesa – obraza
rispondere – risposto – la risposta – odpowiedz
vedere – visto – la vista – widok
scegliere – scelto – la scelta – wybór
spendere – speso – la spesa – zakupy
scendere – sceso – la discesa – zjazd, zejście

3) Il participio costituisce la base per il sostantivo
aprire – aperto – l’apertura – otwarcie
chiudere – chiuso – la chiusura – zamknięcie
morire – morto – la morte – śmierć
chiedere – chiesto – la richiesta – prośba, zapytanie
leggere – letto – la lettura – czytanie, lektura
decidere – deciso – la decisione – decyzja

Inoltre, le stesse forme del participio passato servono a costruire le frasi tipo:

Fatti gli esercizi, vado a casa. Zrobiwszy ćwiczenia, idę do domu.
Finita la lezione, possiamo giocare. Skończywszy (po skończeniu) lekcji możemy grać.

Mentre in polacco questa struttura suona strana, all’antica e non naturale, in italiano è una forma molto utile poiché tutto quello che ci permette di evitare le forme coniugate del verbo diventa più facile. Vi ho convinti a studiare il participio passato?

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