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“Sulla questione dell’alta inflazione in Polonia, la banca centrale può intervenire, ma l’istituzione è indipendente”, ha detto il primo ministro Mateusz Morawiecki. Il premier ha aggiunto che in Polonia attualmente “i salari crescono più velocemente dell’inflazione”. Al primo ministro è stato chiesto se ci sarà un aumento dei tassi di interesse in Polonia, dato che tali decisioni sono state prese anche in altri paesi come l’Ungheria o la Repubblica Ceca. “Forse ci sarà un aumento dei tassi di interesse, forse i nostri decisori della banca centrale stanno considerando tali scenari”, ha detto. Il capo del governo, sottolineando che la politica monetaria è condotta sul principio della completa indipendenza, ha notato che la questione dell’inflazione lo preoccupa, anche se l’inflazione è la più alta degli ultimi 20 anni non solo in Polonia, ma in tutta la zona euro, così come la più alta da molti anni negli Stati Uniti. Come ha detto il capo del governo, grazie alle soluzioni proposte nel Deal polacco, 18 milioni di polacchi pagheranno meno tasse, e per il 90% dei polacchi è un programma positivo o neutrale.
Dialogo con il Direttore dell’Istituto Polacco di Roma, Łukasz Paprotny
La prerogativa della diplomazia pubblica è la comunicazione con gli stranieri. Uno dei suoi migliori strumenti è la cultura in senso lato, che racconta il paese, la sua storia e la sua attualità per consentire ai popoli di conoscersi e capirsi reciprocamente. Gli Istituti Polacchi svolgono un importante ruolo di emissari della Polonia che contribuiscono alla crescita di relazioni bilaterali e al consolidamento dell’immagine della Polonia all’estero.
L’Istituto Polacco di Roma ha sede nel cuore della città, sul Tevere, nel magnifico ottocentesco Palazzo Blumenstihl. Della funzione e delle iniziative dell’istituto ne parla il suo Direttore, e primo Segretario dell’Ambasciata Polacca in Italia, Łukasz Paprotny.
Qual è la missione degli istituti polacchi, in cosa consiste la differenza tra l’istituto e altre istituzioni polacche all’estero?
Gli Istituti Polacchi sono rappresentanze subordinate al Ministero degli Affari Esteri e il loro compito principale è promuovere la cultura polacca, la conoscenza della storia e il patrimonio nazionale nel mondo, nonché sviluppare la cooperazione nel campo della cultura, dell’istruzione, della scienza e della vita sociale. L’Istituto Polacco di Roma ricopre inoltre formalmente il ruolo di dipartimento della cultura e della scienza dell’Ambasciata della Repubblica Polacca presso il Quirinale e insieme ad altri organismi polacchi in Italia: consolati, Accademia Polacca delle Scienze – Biblioteca e Centro di Studi a Roma o Ente Nazionale Polacco per il Turismo (POT) e anche alle varie organizzazioni della diaspora polacca nelle diverse regioni in Italia, crea una collaborazione sinergica per la promozione della Polonia in Italia. Gli Istituti Polacchi collaborano con altre istituzioni statali e organizzazioni non governative riconosciute nei paesi in cui operano.
Con quali istituzioni italiane collabora l’Istituto Polacco di Roma?
Le collaborazioni più strette dell’Istituto in maniera naturale convergono verso i centri di studio della lingua e della letteratura polacca presso 13 università italiane: Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Padova, Pisa, Roma, Torino, Udine e Venezia. La ricchezza del tessuto sociale e culturale delle regioni italiane ci impone di sviluppare legami ed instaurare collaborazioni con diverse istituzioni culturali e organizzatori di festival di varie città italiane, soprattutto nel settore delle arti visuali, musica, film, teatro e letteratura. A Roma per esempio collaboriamo con i Musei Capitolini, la Casa della Memoria, l’Istituzione Universitaria dei Concerti, il Centro Sperimentale di Cinematografia, il MACRO, la Biblioteca Europea, il Teatro di Roma e il RomaEuropaFestival, per elencare solo alcuni partner nei diversi settori in cui operiamo. Collaboriamo inoltre con altri istituti di cultura dei paesi membri dell’Unione Europea nell’ambito del cluster EUNIC Roma.
L’efficace creazione di un’immagine positiva della Polonia all’estero richiede anche uno sforzo congiunto di diversi ministeri e istituzioni. Con quali organismi di cultura polacchi collabora l’Istituto Polacco?
Collaboriamo soprattutto con le istituzioni nazionali di cultura che operano sul territorio italiano, come l’Istituto Adam Mickiewicz, la Galleria Nazionale d’Arte Zachęta (organizzatore del Padiglione Polacco alla Biennale di Venezia), l’Instytut Książki (che rappresenta la Polonia alla Fiera del libro per ragazzi di Bologna) e l’Istituto Nazionale del Patrimonio Culturale Polacco all’Estero “Polonika” o, in altri ambiti, per esempio con l’Agenzia Nazionale dello Scambio Accademico (Narodowa Agencja Wymiany Akademickiej). Cooperiamo inoltre con diversi enti culturali privati o non governativi che intraprendono iniziative con partner italiani.
Come accennato prima, gli Istituti Polacchi rispondono al Ministero degli Affari Esteri. Da quando è attivo l’Istituto Polacco di Roma?
L’Istituto Polacco nasce in seguito agli accordi tra ministri degli esteri polacco e italiano nel 1984 e 1985, mentre l’inizio della sua attività risale al 1992, pertanto l’anno prossimo festeggeremo30 anni di attività.
L’Istituto organizza i corsi di lingua polacca? In che misura collabora con la Scuola Polacca a Roma?
L’Istituto Polacco di Roma non organizza corsi di lingua polacca nella propria sede, ma ne appoggia alcuni organizzati a Roma, tra cui il corso dell’Università RomaTre, che non ha lo status di lettorato. Promuoviamo anche il centro di certificazione di lingua polacca come lingua straniera presso l’Università di Torino, l’unico al momento in Italia: https://www.cla.unito.it/it/certificazioni-linguistiche/certificazione-lingua-polacca. Sosteniamo anche la Scuola Polacca “Gustaw Herling-Grudziński” presso l’Ambasciata della Repubblica Polacca a Roma, organizzando incontri per i giovani delle famiglie italo-polacche dedicati a temi scelti dell’arte polacca che arricchiscono il curriculum della materia “conoscenza della Polonia”. Proprio questi giovani, immersi nelle due culture, possono diventare i migliori ambasciatori della cultura polacca nel loro ambiente italiano.
Lei ricopre la carica di Direttore dell’Istituto Polacco di Roma dal 2018. Qual è il compito più arduo nella creazione dell’immagine positiva della Polonia?
La cultura polacca ha in Italia una posizione ben radicata e solida, dovuta ai secolari legami tra i due paesi e grazie alle intense relazioni diplomatiche negli ultimi cento anni nonché – senza dubbio – alla figura di Giovanni Paolo II. La cultura artistica polacca del dopoguerra ha lasciato segno anche in Italia, basti citare i nomi di artisti quali Jerzy Grotowski, Tadeusz Kantor, Magdalena Abakanowicz, Andrzej Wajda, Krzysztof Kieślowski, Krzysztof Penderecki, Wisława Szymborska o Ryszard Kapuściński e, accanto a loro, molti altri contemporanei. Se dovessi indicare qualche difficoltà, la potrei ricondurre alle esperienze legate alla II Guerra Mondiale, che così profondamente ha segnato l’Europa di oggi. Rallegrato delle molte iniziative italiane legate ai “Viaggi della Memoria” e del numero di visitatori italiani del Museo Statale di Auschwitz-Birkenau presso Oświęcim, vorrei sottolineare il ruolo che hanno nella divulgazione della storia politica e sociale anche altri enti: il Museo della Storia degli Ebrei Polacchi POLIN a Varsavia, il Museo della Rivolta di Varsavia del 1944, il Museo della II Guerra Mondiale a Danzica e infine il Centro Europeo Solidarność presso il cantiere navale di Danzica. Allo stesso tempo invito a scoprire individualmente la Polonia, un paese europeo moderno, intraprendente e pieno di vigore sociale, orgoglioso delle proprie radici e del suo ruolo cruciale nei pacifici cambiamenti democratici nell’Europa dell’Est, un paese attraente dal punto di vista economico, culturale e turistico.
Su che cosa si punta nell’elaborazione del programma dell’Istituto?
Sul modo in cui racconta della Polonia contemporanea, sulla sua creatività e sulla capacità di richiamare l’attenzione del pubblico. Sono convinto dell’attrattività del nostro programma soprattutto se viene preparato in collaborazione con partner italiani che lo percepiscono come proprio e lo offrono al “loro” pubblico.
Quanti eventi vengono organizzati dall’Istituto in condizioni normali?
Circa 100, così è stato nel 2019. Vi sono sia eventi più piccoli che le nostre manifestazioni di punta: i festival Corso Polonia e CiakPolska. Nel 2019, in occasione dell’Anno di Gustaw Herling-Grudziński abbiamo anche co-organizzato il festival interdisciplinare “Napoli di Herling”.
Com’è andata invece l’anno scorso? Come siete riusciti a superare le difficoltà legate alle limitazioni pandemiche?
Come altre istituzioni, abbiamo dovuto dirottare su internet. Per esempio nell’ambito della campagna EUNIC Roma da noi promossa con lo slogan #Solidarietaculturale abbiamo reso disponibili sui social media le risorse delle istituzioni di cultura polacche, abbiamo coinvolto docenti di lingua polacca italiani affinché condividessero sul nostro canale YouTube brani di letteratura polacca da loro scelti, nell’ambito della campagna #Poloniadaleggere. Ovviamente non è stato possibile riproporre tutto in rete, per esempio nel 2020 non si è potuto svolgere, il nostro annuale festival romano Corso Polonia. Possiamo invece vantare un grande successo con il nostro ultimo festival del film CiakPolska; di solito le sale cinematografiche di Roma non riuscivano a contenere la grande affluenza di pubblico, mentre l’ultima edizione ha potuto accogliere sulla piattaforma della Cineteca di Milano ben 20 mila spettatori da tutta Italia.
Quali sono i vostri progetti per l’anno prossimo?
Nel 2022 speriamo tutti di poter funzionare in condizioni post-pandemiche. Nel 2021 avremo la celebrazione del centenario della nascita di Stanisław Lem e del bicentenario della nascita di Cyprian Kamil Norwid. Il 2022 invece sarà l’Anno del Romanticismo Polacco a 200 anni dalla prima pubblicazione delle “Ballate e romanze” di Adam Mickiewicz, coetaneo di Giacomo Leopardi. Inoltre, l’anno prossimo si concluderanno le celebrazioni del centenario della riconquista dell’indipendenza della Polonia. Ovviamente abbiamo nei nostri progetti anche i festeggiamenti per i 30 anni dell’Istituto Polacco di Roma. Saremo felici di avervi nostri ospiti!
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Gli investimenti in immobili commerciali a metà 2021 sono stimati a 2 miliardi di euro, però il 96% dei capitali proveniva da capitali stranieri. È una situazione piuttosto particolare rispetto alle pratiche europee. Secondo il rapporto dell’importante azienda internazionale CBRE, in altri paesi europei la quota di capitale nazionale negli immobili commerciali è molto più alta. Per esempio, nella Repubblica Ceca rappresenta oltre il 20% di tutti gli investimenti, mentre in Germania supera il 50%. Daniel Bienias, il direttore delegato di CBRE, valuta lo sviluppo del mercato immobiliare commerciale polacco, nonostante l’enorme sproporzione tra capitale nazionale ed estero, come intenso e con un grande potenziale. Bienias sottolinea che il problema è la mancanza di strumenti adeguati per investire capitali, come i fondi REIT. Dovrebbero essere intesi come società speciali o fondi di investimento che rendono più facile per gli investitori privati allocare capitali nel mercato immobiliare commerciale in affitto.
In Polonia questa settimana si sono registrate ancora nuove infezioni da COVID-19, il numero complessivo dei casi attivi è 156.868 (settimana scorsa 155.642), di cui in gravi condizioni 56 (settimana scorsa 48), ovvero circa lo 0,035% del totale.
Gli ultimi dati mostrano 390 nuove infezioni registrate su 39.200 test effettuati, con 7 morti da coronavirus nelle ultime 24 ore.
Il numero delle vittime nell’ultima settimana è stato di 35 morti e la situazione nelle strutture sanitarie polacche è sotto controllo, con 478 malati di COVID-19 ospedalizzati e 56 terapie intensive occupate.
Prosegue la campagna vaccinale in Polonia, attualmente sono state effettuate 36.335.572 vaccinazioni per COVID-19, di cui 19.307.400 prima dose e 17.028.172 seconda dose, oppure Johnson & Johnson.
Sono state confermate anche per settembre le restrizioni in vigore, rimane l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi pubblici al chiuso. Sono aperti al pubblico bar e ristoranti e sono consentite riunioni fino a 150 persone. Sono aperti hotel, centri commerciali, negozi, saloni di bellezza, parrucchieri, musei e gli impianti sportivi, anche al chiuso.
Ogni attività è sottoposta a regime sanitario e sono previste limitazioni sul numero massimo di persone consentite, in linea generale 1 persona ogni 10 m2, con norme di distanziamento per limitare le occasioni di contagio.
Per quanto riguarda gli sposamenti, salvo per vaccinati o ingressi con presentazione di test COVDI-19 negativo PCR molecolare o test antigenico effettuato nelle 48 ore precedenti, resta in vigore l’obbligo di quarantena di 10 giorni.
Per gli ingressi in Polonia da paesi al di fuori dell’area Schengen è prevista quarantena automatica obbligatoria, fino alla presentazione di un test negativo effettuato in Polonia successivamente all’ingresso, ma non prima di 7 giorni dal momento dell’ingresso nel paese. Sono escluse dall’obbligo di quarantena le persone vaccinate per COVID-19 con vaccini approvati dall’EMA.
Si raccomanda di limitare gli spostamenti e monitorare i dati epidemiologici nel caso di viaggi programmati da e verso la Polonia.
Dal 17 luglio è stato introdotto anche in Polonia il Digital Passenger Locator Form (dPLF) – Karta Lokalizacji Podróżnego.
Per spostamenti all’interno dell’UE, si raccomanda di verificare le restrizioni nei singoli paesi sul portale: https://reopen.europa.eu
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Le vacanze estive mostrano che i locali gastronomici stanno attraversando tempi difficili. Corrono voci che i turisti polacchi, durante un soggiorno al mare o in montagna, abbiano preferito fare la spesa al supermercato, anche quando si tratta del cibo, piuttosto che mangiare in un ristorante. Il motivo decisivo è il prezzo elevato dei piatti offerti, che è aumentato a causa della pandemia e ormai si è diffuso il detto “conto dell’orrore” per sottolineare gli aumenti di prezzi. Oltre ai supermercati i turisti si rifugiano nei ristoranti fast-food, in cui il prezzo e la qualità del cibo non sono peggiorati rispetto al periodo pre Covid. Secondo gli esperti i ristoratori non sono riusciti a sfruttare efficacemente la stagione estiva per farsi una buona reputazione anche se bisogna ricordare che tutto costa di più rispetto al passato.
Nella vita privata moglie e madre di due figli, di professione scrittrice, autrice di sei thriller psicologici. Magda Stachula ha sempre voluto scrivere, ma è stato solo durante la maternità che è tornata al suo vecchio sogno e in poco tempo ha ottenuto un grande successo. Nel 2019 Giunti Editore ha pubblicato una traduzione italiana del suo primo libro, e sono previste altre traduzioni.
L’ispirazione per il romanzo d’esordio, “La donna perfetta” (casa editrice Znak, 2016), è stata l’osservare la vita a Praga attraverso una telecamera, posta su uno speciale tram Mazací tramvaj. Il libro presto è diventato un bestseller ed è stato definito noir domestico polacco. Quali sono caratteristiche di questo genere?
Domestic noir è una corrente che appartiene al romanzo criminale, o meglio al thriller, che non ha ancora una traduzione in polacco. Domestic ovvero associato alla casa, noir in quanto inquietante, buio. Queste due parole riflettono bene sia l’ambientazione del romanzo che l’atmosfera oscura prevalente. Romanzi di questo genere letterario sono vicini ai thriller psicologici, perché descrivono ossessioni e relazioni tossiche. L’azione si svolge di solito in un ambiente famigliare, dove succedono gli atti di violenza. Ciò che spaventa di più nei libri del genere è il fatto che il male accade dove dovremmo essere al sicuro, ovvero a casa.
Dove nasce il tuo fascino per le telecamere di sorveglianza?
Ho lavorato per un’azienda che importava le telecamere di sorveglianza per la città. Ne sapevo molto e da lì è nata una specie di fascinazione. Ho cominciato a osservare la vita in diverse parti del mondo attraverso le telecamere. Ho guardato il tempo, come si veste la gente e cosa succede nelle varie città. Una volta ho iniziato ad osservare la vita a Praga e lì ho trovato qualcosa di straordinario, perché la telecamera non era statica, come in altri luoghi, ma si muoveva montata su un tram che oliava i binari. Non è un tram con cui si può viaggare, ma grazie alla telecamera puoi vedere dal vivo cosa sta succedendo in tutta la città. Ho pensato che questo potrebbe essere un bel tema per un thriller e ho iniziato a scrivere. Ero molto determinata, scrivevo 7-8 ore al giorno, non sapendo se qualcuno avrebbe voluto leggere il mio romanzo. Mi sono dovuta organizzare perfettamente perché ho due figli. Il figlio maggiore all’epoca frequentava l’asilo e il più piccolo rimaneva con mia madre. Io invece mi chiudevo per scrivere nell’appartamento di mia madre, che chiamavo ”il mio ufficio”. Ho finito in tre mesi!
E poi tante persone hanno voluto leggere il romanzo…
Prendendo spunto dal mio manuale preferito ”Come scrivere un libro: Memorie di mestiere” di Stephen King, ho aspettato un mese prima di mandare il manoscritto alle case editrici. Poi l’ho riletto, ho fatte minime modifiche e l’ho inviato agli editori. Non potevo crederci quando il giorno dopo è arrivata una risposta positiva. È stato un segno meraviglioso, perché di solito ci vogliono diversi mesi per una risposta. Dopo 6 settimane ho firmato il contratto e ho avuto l’impressione che si stesse avverando un sogno della mia vita. Sono stata molto fortunata perché anche gli editori hanno voluto un rapido processo di pubblicazione. Era il momento in cui il mondo era dominato dai thriller psicologici nella tendenza domestic noir tipo ”La ragazza scomparsa” o ”La ragazza del treno”, e il mio romanzo era il primo di questo genere in polacco, quindi anche questa coincidenza ha aiutato al mio esordio. Il romanzo ”La donna perfetta” è stato pubblicato 9 mesi dopo che l’idea è nata nella mia testa. E poi tutto è successo a razzo: uscita del libro, campagna pubblicitaria, le recensioni positive della critica e un posto nella lista dei bestseller di Empik.
Dal 2016 ha pubblicato ben sei libri! Come fa a sfornarli così velocemente?
Ho deciso che voglio pubblicare un libro all’anno per i miei lettori e cerco di mantenere la parola. Quando ”La donna perfetta” è rimasta chiusa nel cassetto per un mese, per non stressarmi, ho iniziato a scrivere un altro libro. Quando ho ricevuto una risposta positiva a proposito del primo romanzo, avevo già gran parte di quello successivo, che è stato poi pubblicato con il titolo ”Trzecia” (casa editrice Znak, 2017). Ho sempre voluto scrivere, già da bambina scrivevo i primi racconti che chiudevo nel cassetto. Quindi possiamo dire che avevo leggerezza della parola e inoltre leggevo molto che sicuramente poi mi ha facilitato a scrivere il primo romanzo. L’unico problema era l’organizzazione. Ho dovuto trovare un giusto equilibrio tra la vita professionale e quella privata. Non volevo scrivere sacrificando la vita familiare. I bambini crescono così in fretta, non volevo e non voglio perdere nulla del loro sviluppo, perciò ho pensato che un libro all’anno fosse un piano realizzabile. Verso il mio mestiere ho un atteggiamento molto professionale e ambizioso, lo tratto come un lavoro vero e proprio e ho un sacco di storie nella mia testa. Inoltre mi piace molto il processo di creazione, quindi credo che sia un altro motivo per cui i miei romanzi escono abbastanza regolarmente.
Le sue storie nascono come frutto dell’immaginazione o le consulta con gli esperti?
Tutte le storie nascono nella mia testa. L’ispirazione per ”La donna perfetta” era il tram di Praga. Prima di iniziare il secondo romanzo, ho iniziato a chiedermi cosa sarebbe successo se ad una psicoterapeuta arrivasse una donna che le assomiglia ma ha 15 anni in più. Il rapporto tra una psicoterapeuta e il paziente è particolare, alcune domande non si possono fare, ero quindi curiosa su che cosa potrebbe nascere nella mente della persona che conduce una terapia e ho iniziato a tracciare la trama attorno a questa domanda. La prima scena del terzo romanzo l’ho sognata. Appena sveglia ho buttato giù gli appunti perché sapevo che poi sarebbero diventati l’inizio di “W pułapce” (casa editrice Znak, 2018). Durante la scrittura faccio anche ricerche approfondite, ma la tappa più importante è andare nella città in cui si svolge l’azione. Molto spesso è la mia città natale, Cracovia, ma hos critto anche su Praga, Berlino, Porto e Copenaghen. Visito ogni città per carpire la sua atmosfera e immaginare meglio dove dovrebbero muoversi i miei protagonisti.
Forse il successo dei libri è legato anche al fatto che le protagoniste sono donne con cui si identificano le sue lettrici?
La stragrande maggioranza dei miei lettori sono donne, ma scelgo le donne come mie eroine perché è più facile per me immedesimarmi con la protagonista. So come sono le donne, cosa pensano, cosa vogliono e cosa temono. Credo che le donne siano psicologicamente più complesse, fanno più conversazioni con se stesse, hanno più dilemmi e visioni, ed è estremamente interessante per l’autore entrare in questo tipo di personalità. Nel maggio 2021 è stato pubblicato il mio ultimo thriller „Odnaleziona” (Edipresse Books, 2021), che è una continuazione delle avventure di Lena di „Oszukana” (Edipresse Books, 2019), il personaggio principale è una giovane ragazza che fugge dal suo passato a Copenaghen. In questa storia ho accennato, tra gli altri, il problema del traffico di esseri umani e dopo l’uscita di „Oszukana” ho ricevuto molte e-mail da lettori che hanno scritto di aver acquistato questo libro come avvertimento per le loro figlie o nipoti, quindi sì, i miei libri parlano di donne e sono scritti principalmente per le donne, anche se ho anche fedeli lettori tra gli uomini.
In Italia è uscita la traduzione de “La donna perfetta”, ci sono in programma traduzioni in altre lingue?
La prima traduzione era in ceco a causa del tram che è molto famoso a Praga, quindi anche tutta la promozione è stata costruita attorno al tram ed il titolo è stato cambiato in „Mazací tramvaj”. Poi c’è stata la traduzione in italiano fatta da perfettamente da Marcin Wyrembelski. Ora è in preparazione una traduzione in ucraino e sono in corso colloqui abbastanza avanzati con la Romania. Per ora è stato tradotto solo il mio primo romanzo, ma sono già in corso gli accordi per pubblicare il sequel, “Strach, który powraca” (Znak, 2020).
Come è stato accolto il tuo libro in Italia?
Molto bene. Ho notato una grande risposta da parte dei lettori sui social. L’editore italiano ha costruito molto bene la promozione. Marcin mi ha mandato le foto di Bologna e di Firenze, dove si può vedere il romanzo esposto in vetrina delle librerie. Anch’io, prima della pandemia, sono stata a Torino, sono entrata in una piccola libreria dell’aeroporto e ho visto il mio titolo in prima fila. È bello vedere il frutto del proprio lavoro apprezzato in questa maniera.
C’è una città italiana che potrebbe diventare in futuro un’ambientazione per un tuo romanzo?
Amo l’Italia in modo incondizionato. Mi piacciono molto Bologna, Firenze e Milano. Mi piace anche Torino che è completamente diversa dal resto delle città italiane. Mi piace molto l’atmosfera e l’approccio alla vita. Ho studiato francese a scuola e Parigi è sempre stata il mio sogno, ma quando finalmente ci sono andata mi ha un po’ deluso. Verso l’Italia non avevo particolari aspettative e forse per questo quando sono arrivata a Roma mi sono innamorata a prima vista, quindi è possibile che ambienterò uno dei miei prossimi thriller proprio lì.
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Ieri il consiglio dei ministri ha deciso di chiedere al presidente di introdurre uno stato di emergenza per un periodo di 30 giorni nella zona di confine con la Bielorussia, ovvero in parte dei voivodati della Podlachia e di Lublino, ha affermato il primo ministro Mateusz Morawiecki. Le restrizioni si applicano a 183 località, tuttavia, non devono interferire con la vita professionale degli abitanti delle suddette aree. Lo stato di emergenza prevede di aumentare la sicurezza al confine orientale della Polonia. Le limitazioni devono introdurre “restrizioni significative per gli estranei”. Esercito polacco, guardie di frontiera e polizia devono mantenere l’ordine nella zona di confine, dove non sarà possibile organizzare manifestazioni, viaggi e happening. Dopo l’approvazione del regolamento da parte del presidente, sarà determinato l’esatto ambito delle restrizioni introdotte.
La Fondazione Signum presenta “ Killing the Boredom”, una mostra di quattro cortometraggi (tra cui due inediti) è la prima esposizione personale a Venezia di Wilhelm Sasnal che avrá luogo nel Palazzo Donà Brusa in Campo San Polo.
Wilhelm Sasnal (nato a Tarnów nel 1972, attualmente lavora a Cracovia) è un artista polacco, conosciuto sia per le sue opere pittoriche sia per i suoi film. Le sue produzioni sono molto personali, radicate nell’esistenza dell’artista e attingono alla tradizione polacca del XX secolo del cinema personale, concentrata sulla registrazione delle banalità della vita quotidiana e sulle fantasie della gente. I suoi film sono molto influenzati dall’estetica delle varie culture musicali e dai video non mainstream.
Sasnal lavora abitualmente su cortometraggi caratterizzati dalla forma destrutturata, insieme alla moglie Anka realizza invece lungometraggi narrativi. Parlando delle sue opere dice: “realizzo i film come i dipinti lasciando scorrere il loro flusso”.
Programma
Cristoforo Colombo, 2014/27′
Produzione: Lismore Castle Arts
Sasnal inizió ad approfondire la storia di famoso Cristoforo Colombo, dopo aver letto i vari documenti sulla salute mentale del famoso esploratore italiano. Sasnal racconta la sua storia del viaggio nel Nuovo Mondo attraverso affermazioni laconiche, fatti storici e sue invenzioni fantastiche. Il film parla dello stato d’animo, la sua forte personalità e la grande l’eredità che ha lasciato.
Killing the Boredom, 2021/5’33’’
Il film ci porta in un modo visuale ed intuitivo in un viaggio psichedelico. Attingendo alla tradizione di questo genere di cinema Sasnal attraverso l’uso di filmati d’archivio personali, distorsioni visive e narrazioni sperimentali, dipinge una esperienza psichedelica inquietante.
Developing Tank 2015/14′
Produzione: Johnen Galerie / Esther Schipper Galerie , Berlin
Developing Tank prende come punto di partenza la visita in una vecchia casa di famiglia. Entrando nella casa, vuota, il protagonista trova una bobina di un film non sviluppato con il materiale che aveva girato 25 anni prima. Il film fonde i ricordi di quando gli fu insegnato a maneggiare e sviluppare il materiale cinematografico con il contenuto misterioso della bobina ritrovata.
Litania, 2015/2’43’’
Litania è un film molto poetico e visivamente affascinante in cui l’artista confronta la religione con la cultura pop. L’uso di una litania e di una canzone popolare di un gruppo rock alternativo degli anni Ottanta riflette e confronta due mondi diversi ed i temi principali del film.
Sasnal, “Litany”, 2015
Sasnal, “Kiling the Boredom”, 2020
Sasnal, “Developing Tank”, 2015
Sasnal, “Columbus”, 2014
Autori della mostra
CURATORI DELLA MOSTRA: Małgorzata Kozioł, Paulina Przyborowska
CONCETTO CURATORIALE: Małgorzata Kozioł
ASSISTENTE DELL ‘ARTISTA: Paweł Gardynik
SUPPORTO TECNICO: Giovanni Slongo
PROGETTO DEL POSTER: Wilhelm Sasnal
RINGRAZIAMENTI SPECIALI A: Andrzej Przywara, Foksal Gallery Foundation
FINANZIATO DA: Signum Foundation/ Fondazione Signum
GIORNI DELLA MOSTRA: 07-12.09.2021
ORARI: 10.00-18.00
Proiezioni ogni ora
(La ultima proiezione alle 17:00)
Ingresso gratuito, obbligatorio prenotazione del posto: palazzodonabrusa@gmail.com +39 334 912 3495
Indirizzio: Palazzo Dona Brusa, San Polo 2177, 30125 Venezia
La carriera di Wilhelm Sasnal è stata costantemente divisa in due correnti artistiche: pittura e film. Negli ultimi anni l’artista con la moglie Anka ha diretto i lungometraggi: Swineherd (2008), It looks pretty from a distance (2011), Alexander (2013), Huba (2013), The Sun, the sun blinded me (2016). Queste opere sono state presentate in alcuni dei festival di cinema più prestigiosi come il Rotterdam International Film Festival e il Berlin Film Festival. Inoltre, Wilhelm e Anka Sansal hanno vinto il premio per il Miglior Film Polacco al New Horizons Film Festival. Per la creazione dei suoi film l’artista usa principalmente bobine di pellicola da 16 mm.
Wilhelm Sasnal è nato a Tarnow, Polonia, e vive e lavora a Cracovia. Pittore, disegnatore, regista e fumettista ha presentato i suoi lavori in mostre personali e collettive in tutta Europa e negli Stati Uniti, tra queste: Take Me To The Other Side, Lismore Castle Arts, Irlanda (2014); Haus der Kunst, Monaco di Baviera, Germania (2012); Whitechapel Art Gallery, Londra (2011); K21, Düsseldorf, Germania, e Centro De Arte Contemporàneo, Málaga, Spagna (entrambi 2009); Wilhelm Sasnal – Anni di lotta, Zacheta Narodowa Galeria Sztuki, Varsavia (2008); Matrix, Museo d’arte di Berkeley, Berkeley, California (2005); e Kunsthalle Zurigo, Svizzera (2003).
Fondazione Signum
La Fondazione Signum si occupa di beneficenza ai bambini ed ai giovani e della promozione internazionale dell ‘arte moderna e contemporanea con un particolare interesse per l’arte polacca. La Fondazione cerca di unire queste attività nei progetti legati all’educazione attraverso l’arte e all’arte impegnata nei temi sociali. La Fondazione è attiva in Polonia, con sede presso la Fabrica di Zeyland e a Venezia presso Palazzo Donà che ospita dal 2009 lo spazio espositivo permanente della Signum Foundation. http://signum.art.pl/en/wydarzenie/wilhelm-sasnal-killing-the-boredom/
Palazzo Donà Brusa / Fondazione Signum
Palazzo Donà Brusa è un palazzo gotico, un luogo unico nel cuore di Venezia, in Campo San Polo. Le origini di Palazzo Donà risalgono al XIV secolo. Il luogo ha una ricca storia, essendo sede di artisti, anche molto prima che la Fondazione Signum ne abbracciasse lo spirito e lo trasformasse in un luogo d’arte a tempo pieno. Palazzo Donà Brusa fu prima casa della famiglia aristocratica Donà di Aquileia. Doppo era abitato da diversi artisti, tra cui il compositore italiano Giovanni Francesco Brus. Dal 2009 è di proprietà della Fondazione Signum, che promuove l’arte contemporanea. Le attività della fondazione a Venezia sono state inaugurate con la mostra “Svegliati e Sogna”, con le opere di artisti come: Mirosław Bałka, Nicolas Grospierre, Grupa Sędzia Główny, Tadeusz Kantor, Eustachy Kossakowski, Katarzyna Kozyra, Natalia LL, Dominik Lejman, Jacek Malczewski, Kasimir Malevich, Michał Martychowiec, Roman Opałka, Ignacy Stanisław Witkiewicz, Krzysztof Wodiczko.
Nel 2010 ha avuto luogo un’altra mostra della Fondazione Signum: Luce e movimento /lumière et mouvement, mostra – omaggio all’arte cinetica e a grandi personalità del mondo dell’arte della seconda metà del XX secolo: Madame Denise René, Carlos Cruz-Diez, Jesus Rafael Soto, grazie ai quali l’arte cinetica ha cambiato non solo il nostro pensiero, ma anche lo spazio privato e pubblico che ci circond. Sono state presentate le opere degli artisti: Martha Boto, Carlos Cruz-Diez, Horacio Garcia Rossi, Werner Graeff, Julio Le Parc, László Moholy-Nagy, Józef Robakowski, Nicoals Schöffer, Jesús Rafael Soto, Gregorio Vardanega.
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“L’aspettativa di vita in Polonia è di 3 anni inferiore alla media dell’UE” ha detto Jakub Gierczyński, esperto di salute. In tutti i paesi post-socialisti la vita è più breve che nell’Europa occidentale. Gli spagnoli e i norvegesi, tra gli altri, vivono più a lungo in Europa, mentre la Polonia è tra gli ultimi nell’UE. L’esperto ha anche menzionato che in Polonia le donne vivono quasi 8 anni in più degli uomini. Le principali cause di morte sono le malattie cardiovascolari e il cancro. “La nostra nazione si sta spegnendo”, ha detto il dottore Jakub Gierczyński. Ha citato proiezioni che mostrano che se non cambierà niente, nel 2100 potrebbero esserci solo 27 milioni di polacchi. Secondo Gierczyński è possibile migliorare la salute e l’aspettativa di vita dei polacchi grazie a finanziamenti delle cure mediche. “Naturalmente, la condizione fondamentale è un maggiore finanziamento e ottimizzando il funzionamento del servizio salute”, ha sottolineato.
Il Forum Economico a Karpacz è l’incontro dei leader politici ed economici più grande nell’Europa centro-orientale, durante il quale vengono discussi temi legati alla sicurezza, prospettive per lo sviluppo economico, sfide contemporanee e superamento delle crisi, ma si presentano anche soluzioni concrete e idee innovative. La dimensione internazionale del Forum Economico ci da opportunità di sostituire stereotipi con fatti e di formare pareri basati su ragionevole scambio di opinoni.
Data: 7-9 settembre 2021 r.
Luogo: Hotel Gołębiewski, Karpacz