
Si è conclusa ieri la apprezzatissima quarta edizione del Comicon Bergamo, tenutasi tra il 26 e il 28 giugno presso il polo fieristico della città orobica. Il Salone Internazionale della Cultura Pop, cominciato nel 1998 a Napoli e da lì in poi divenuto sempre più un punto di riferimento assoluto per il mondo del fumetto e dell’intrattenimento, dal 2023 si è sdoppiato, affiancando dunque alla finestra primaverile campana una seconda estiva lombarda. Numerosissimi gli appassionati che hanno gremito i padiglioni nella al solito ben riuscita tre giorni, tra cui il sottoscritto: frequento spesso di base, se impegni e discorsi logistico-geografici chiaramente me lo permettono, svariate fiere italiane e non solo in materia, ma qui ora c’era un aspetto davvero assolutamente unico, inedito e imperdibile.
Oltre alle innumerevoli figurine, costruzioni, memorabilia, giochi da collezione e quant’altro, il punto focale dell’evento è ovviamente legato al fumetto, con la presenza di copiosi artisti di spicco del panorama tricolore ed internazionale. Ma la vera chicca di questa edizione, almeno per me così legato all’indissolubile unione tra Polonia e Italia, in qualsivoglia ambito culturale, è stata la presenza di una specifica mostra dedicata ad artisti polacchi. I lavori di trentuno tra disegnatori e sceneggiatori, nel progetto diretto dalla Galleria d’Arte BWA di Jelenia Góra intitolato “Polska a Bergamo: il fumetto polacco contemporaneo”, hanno impreziosito parte degli spazi del polo fieristico bergamasco. Diversi i generi delle opere, dal sempre amato fantastico al filone educativo, passando per la satira, l’autobiografico e molto altro. Varie anche le tecniche di realizzazione delle medesime, dal canonico disegno a pennino all’ormai quasi egemone tecnica digitale. Diversificate anche le età degli artisti, affermati in patria e all’estero, e molti dei quali presenti in loco per incontrare il pubblico.
Ho avuto il piacere in particolare di conoscere e chiacchierare con Nikola Kucharska, talentuosa classe 1993 autrice di fumetti e libri per l’infanzia, oltre che illustratrice di giochi da tavolo. Per lei non sono mancati in carriera meritati riconoscimenti in Polonia e all’estero, dove le sue opere sono state pubblicate in numerose lingue, anche in italiano. Oltre a poter sfogliare e apprezzare sul bancone dello stand polacco alcuni suoi fumetti, caratterizzati da uno stile e un taglio decisamente affine ai miei gusti, ho anche potuto avere uno sketch personalizzato tutto per me. Nella fotografia qui sotto ecco la bravissima Nikola all’opera.
Nell’altra fotografia potete invece apprezzare il titolo e la copertina dell’esposizione, gran pezzo di bravura di Ernesto Gonzales, la stessa del meraviglioso libricino che raccoglie tutte le opere presenti e numerose altre informazioni, legate alla mostra in sé ma anche alla storia più in senso lato del fumetto polacco. Una breve ma saliente panoramica dei punti cruciali per l’evoluzione artistica della materia, ad esempio pre e post date di rilievo quali il 1945 e il 1989, fino per l’appunto al fumetto contemporaneo e con la stampa di tutte le tavole in esposizione a Bergamo, chiaramente con testi in italiano. Voglio giusto citare nel novero “retrò” il celeberrimo Kajko i Kokosz, che ha festeggiato il suo cinquantenario nel 2025, e di cui conservo lo speciale francobollo celebrativo emesso dal servizio postale polacco l’anno scorso. Tornando invece prettamente alla mostra, propongo nelle due immagini più sotto un prospetto delle opere nella loro quasi integralità; ve n’erano giusto alcune ulteriori su di una terza parete un pochino più distaccata, rispetto a queste due dirimpettaie.
È sempre incredibile vivere in maniera così speciale e personale il legame tra Polonia e Italia, a maggior ragione in luoghi a me cari. Poter ammirare tutte queste tavole a Bergamo ha avuto un sapore decisamente speciale, così come allo stesso modo è stato strano ed è sempre particolare apprezzare in Polonia qualcosa che parla del mio territorio. Nel giugno 2021 discutevo a Bergamo la mia tesi di Laurea Magistrale, dedicata alla mia precedente e fino ad allora esperienza a Varsavia e in Polonia. Una delle cose che meglio ricordo di quei tempi è incredibilmente proprio una mostra di fumetti all’Istituto Italiano di Cultura della capitale, in occasione della XX Settimana della Lingua Italiana nel mondo, nell’ottobre 2020. Girando la copertina della mia tesi, la prima pagina con la dedica recita “A Bergamo e a Varsavia, all’Italia e alla Polonia”. Pochi giorni dopo quella tesi sarebbe poi arrivata proprio in Istituto, dove si trova (spero!) tutt’ora. Cinque anni dopo, giugno 2026, eccomi a Bergamo, con tanti anni in più di storie, legami, avventure ed esperienze con la Polonia, e girando la copertina del libricino della mostra, la prima pagina ha appunto il meraviglioso disegno di Nikola Kucharska, il cui significato per me va decisamente oltre quello che si può vedere.
Partecipanti alla mostra (in ordine alfabetico): Kasia Babis, Krzysztof Gawronkiewicz, Ernesto Gonzales, Sławomir Jezierski, Karol Kalinowski, Sławomir Kiełbus, Nikola Kucharska, Tomasz Lew Leśniak, Basia “Asash” Majkowska, Kasia Nie, Piotr Nowacki, Krzysztof Nowak, Krzysztof Ostrowski, Marcin Podolec, Jakub Rebelka, Michał Śledziński, Przemysław “Trust” Truściński.
Sceneggiatori: Grzegorz Janusz, Radosław Kleczyński, Tomasz Kołodziejczak, Maciej Kur, Dana Łukasińska, Aleksandra Motyka, Maciej Parowski, Rafał Skarżycki, Bartosz Sztybor, Jerzy Szyłak, Jacek Waliszewski, Wojtek Wawszczyk, Mateusz Wiśniewski, Dennis Wojda.
Curatore della mostra: Piotr Machłajewski
Testo e Foto: Alberto Mangili


















