Scipione Piattoli, un’illuminista italiano alla corte polacca

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Avventuriero “onorato” e illuminista cosmopolita, abate scolopio, avvocato. Figlio di Gaetano Piattoli e Anna Bacherini, entrambi pittori: lui ritrattista e lei eccellente esecutrice di soggetti religiosi e miniaturista. Anche il fratello maggiore Giuseppe fu pittore. Malgrado in casa sua regnino tele, tavolozze, pennelli, odori acri di colori a olio e solventi, Scipione predilige l’odore di muffa dei vecchi libri, di antiche carte e sceglie di dedicarsi allo studio delle materie umanistiche. A 14 anni entra nell’Ordine degli Scolopi, assume il nome di Urbano e qualche tempo dopo, ancora giovanissimo, insegna nelle loro scuole. Laureatosi in diritto a Firenze, si iscrive alla loggia massonica modenese “Saecura Fides” e viene assunto come docente di storia ecclesiastica e di lingua greca all’Università di Modena. Nel 1774 abbandona l’ordine religioso di cui faceva parte e pubblica un “Saggio intorno al luogo del seppellire”, commissionatogli dal duca Francesco III d’Este.

Quando il duca muore, Piattoli lascia l’insegnamento a Modena e si trasferisce in Polonia, dove diventa precettore dei figli del principe Piotr Potocki. Il suo incarico non è facile: i figli del principe hanno scarse conoscenze di lingue straniere e Pelagia e Maria Potocka, rispettivamente madre e sorella del principe Piotr, sono ostili al modello pedagogico di Scipione, ispirato a Rousseau. Nel maggio 1783 inizia a collaborare con la Società dei Libri Elementari e successivamente entra al servizio della principessa Elżbieta Czartoryska, sorella di Adam Kazimierz Czartoryski e vedova del maresciallo della Corona Polacca, Stanisław Lubomirski. La frequentazione di queste grandi famiglie della magnateria polacca fanno sì che venga notato dal re Stanisław August Poniatowski. Nel 1785 viaggia per l’Europa accompagnando Henryk Lubomirski. Visita la Germania, l’Austria, l’Italia, la Svizzera e la Francia. Durante un soggiorno parigino tra il 1786 e il 1789 conosce gli ambienti prerivoluzionari.

Tornato in Polonia, Scipione Piattoli è impegnato nel mediare tra le famiglie aristocratiche come Potocki e Czartoryski e il re. Diventa uomo di fiducia di Stanislao Augusto e partecipa al progetto di una nuova costituzione ispirata al modello americano e alla promozione di una più ampia integrazione degli ebrei nella società polacca. Il suo ruolo nell’approvazione della costituzione polacca il 3 maggio 1791 gli attira l’antipatia della zarina Caterina II. Gli anni successivi all’approvazione della costituzione sono molto convulsi. Sul finire del Settecento si consumano le ultime due spartizioni della Polonia e il regno scompare dalle cartine politiche del Vecchio Continente fino al 1918. Piattoli, ridotto in gravi difficoltà economiche, soggiorna dapprima a Dresda e poi a Lipsia. Si trova in territorio austriaco quando, nel 1794, viene arrestato assieme ad altri attivisti e incarcerato. Viene liberato soltanto nel 1800 per intercessione dei Czartoryski. Muore in Turingia nove anni più tardi.

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