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Robert Lewandowski ha ottenuto l’ordine della Polonia Restituta

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Foto https://www.facebook.com/andrzejduda/photos/pcb.4503262243023981/4503262013024004/

Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Lunedì scorso il presidente Andrzej Duda ha conferito l’ordine della Polonia Restituta al calciatore Robert Lewandowski per il suo successo nell’ambito dello sport. “Lewandowski è un eroe nazionale, lo posso dire con certezza. È un calciatore eccezionale non solo sulla scena nazionale ma anche mondiale”, ha detto Duda. Il presidente ha anche sottolineato le parole di Lewandowski, che ha detto in una intervista che non si concentra sui premi già ottenuti perché persegue quelli che non ha ancora vinto: “Ci sono solo tre onorificenze polacche più elevate di questa. Sono convinto, che otterrà anche quelle”. Il presidente ha espresso la sua ammirazione non solo per il talento, ma anche per la determinazione e la laboriosità dell’atleta. Ha anche ringraziato Lewandowski per la promozione della Polonia sulla scena mondiale ed europea. Lewandowski nel suo discorso ha espresso la gratitudine per tutti i membri e personale della squadra: “Non possiamo dimenticare, che il calcio è uno sporto di squadra, quindi vorrei ringraziare i miei colleghi, gli allenatori, il personale che ci aiuta e anche le nostre famiglie. Insieme creiamo l’unità, una squadra che ha voglia di vincere”. Ha anche aggiunto, che rappresentare il suo paese è molto importante per lui: “Non importa se gioco in una partita con la maglia della Polonia o del Bayern, la consapevolezza di sapere da dove provengo è sempre con me”. Lewandowski ha descritto il calcio come uno sport esigente, ma dichiara di non aver paura e di aver sempre la voglia di sfidare sé stesso. Lewandowski ha giocato nella squadra nazionale per la prima volta nel 2008, fino a oggi ha rappresentato il paese 116 volte segnando 63 gol. Ha vestito le maglie di Lech Poznań, Borussia Dortmund e dal 2014 gioca per il Bayern Monaco. Durante l’estate 2020 ha trionfato nella Champions League, a dicembre invece ha ottenuto il premio giocatore dell’anno come il primo polacco nella storia di FIFA.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C838083%2Cprezydent-odznaczyl-roberta-lewandowskiego-krzyzem-komandorskim-orderu

Lancia Stratos HF, Alitalia nella stratosfera

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Il primo segno di un’ennesima imminente rivoluzione nella progettazione delle auto fu l’Alfa Romeo Carabo nel 1968, quando lo Studio Bertone rivelò la sua nuova fascinazione per una carrozzeria dalle linee semplici, futuristiche e affilate. Si trattava di una proposta che prendeva le distanze dalle forme oblunghe e arrotondate che all’epoca erano la norma dello stile automobilistico e che dava inizio a una nuova era, quella delle “Dream Cars”. È con quest’auto che Marcello Gandini introdusse per la prima volta le portiere che si aprono a taglio di forbice, una soluzione che avrebbe più tardi diventata l’attributo del marchio Lamborghini.

Ciò che si poteva osservare allo stand Bertone durante il Salone dell’Automobile di Torino del 1970 era incredibile. La Lancia Stratos Prototipo Zero era come veicolo del Dr. Emmett Brown in “Ritorno al futuro – Parte III”, tranferito nel Far West di fine Ottocento. Ancor maggiore fu lo shock degli abitanti di Bruxelles nel 1971, quando il mezzo si fece strada nel traffico cittadino, diretto alla fiera automobilistica di quell’anno. In un istante tutte le auto che aveva sorpassato si trasformarono in catorci provenienti da un tempo remoto. Con la sua forma incuneata la Stratos ricordava un proiettile argentato più che un automobile. Se allora era innovativa e affatto avulsa dalla realtà di quei tempi, oggi potremmo paragonarla soltanto all’incontro con una civiltà aliena. Mentre Nuccio Bertone illustrava il suo nuovo progetto al direttore generale della Lancia Pierugo Gobbato, i due stavano davanti ai portoni della fabbrica assieme a un gruppo di ingegneri quando sotto le sbarre abbassate sfrecciò loro accanto questa nuova visione automobilistica. La sua altezza non superava quella di una comune tavola su cui fosse appoggiata una tazza, 84 cm. Il re del pop Michael Jackson volle quest’auto “ultraterrena” nel film “Moonwalker” del 1988, nel quale il protagonista fugge a un inseguimento trasformandosi proprio in una Stratos Zero. Naturalmente non era un mezzo che potesse funzionare in modo normale. Era un concept, un punto di partenza per la creazione di un auto la cui unica destinazione doveva essere la partecipazione alle corse.

La Lancia Stratos HF [High Fidelity] apparve nel novembre del 1971 in un’incarnazione completamente nuova disegnata da Gandini su un sottoscocca di Giampaolo Dallara. I due, che avevano già collaborato in precedenza sul progetto dell’indimenticabile Lamborghini Miura, crearono una nuova icona non soltanto dell’automotive italiano ma di quello mondiale. Grazie agli sforzi di Cesare Fiorio, principale ideatore del “progetto Stratos” e direttore del reparto corse di Lancia, e del già menzionato Gobbato, furono testate varie confi gurazioni fino al 1973 affinché il cuore dell’auto fosse costituito dal motore V6 della Ferrari Dino 246GT. Molti componenti minori, come le chiusure e le maniglie delle portiere, i fanali anteriori e posteriori, i pulsanti del cruscotto, ecc. furono attinti a piene mani da vari modelli Fiat, che divenne proprietaria di Lancia nel 1969. La Stratos aveva anche innovazioni proprie: era una delle prime automobili ad adottare rivestimenti in alcantara, forse l’unica al mondo nei portaoggetti delle cui portiere si trovasse posto per caschi sportivi, aveva un parabrezza anteriore tra i più panoramici dell’epoca e fi nestrini laterali che si abbassavano scorrendo un cursore sull’arcuato binario posto negli sportelli.

Compatta, a forma di cuneo, leggera e con un motore potente; l’auto indubbiamente serviva al suo scopo. Dopo aver ottenuto nel 1974 l’omologazione FIA per il gruppo 4 (nonostante fossero stati prodotti soltanto 492 dei 500 esemplari richiesti), conquistò subito il titolo di Campione del Mondo Rally e lo mantenne per i successivi due anni. Il pilota più titolato alla guida della Lancia Stratos fu Sandro Munari, tre volte vincitore del prestigioso Rally di Monte Carlo.

Ciò che le dava un vantaggio nei rally era allo stesso tempo una maledizione per la Lancia Stratos HF Stradale, destinata all’uso civile. Il veicolo aveva sospensioni molto rigide, era costoso, stretto e rumoroso, in poche parole inadatto a un uso normale. I clienti non accettavano la sua radicalità, tanto più considerando che come auto sportiva non era disponibile di colore rosso. Per di più non la si poteva registrare in nessun Paese in Europa, per non parlare del ricco mercato americano, perché non rispettava le norme sulla sicurezza. Apparentemente ancora nel 1978 si poteva ricevere un esemplare di Stradale a chilometraggio zero.

Che cosa ha a che fare con tutto questo Alitalia? È presto detto. La compagnia aerea di bandiera italiana è stata lo sponsor principale di Lancia negli anni 1975-77, ovvero il periodo di maggior successo della Stratos. Il logo tricolore di Alitalia, ideato nel 1969 da Walter Landor, autore tra l’altro del simbolo di Cotton Corporate e del logo FedEx (ora tutti lo sappiamo), era l’esibizione non verbale del dinamismo e della modernità della compagnia aerea. La Stratos dava l’apparenza di essere “tagliata” per quel logo. Durante i rally i reporter che commentavano la corsa, spesso da un elicottero, concordavano sul fatto che dall’alto si poteva riconoscere la macchina da lontano ed era una vista inimitabile.

Dedichiamo dunque ancora qualche parola all’Alitalia, società che da anni attraversa molti problemi. Mi piace viaggiare con Alitalia. Sebbene abbiano iniziato come tutti a risparmiare sui pasti e siano poco puntuali, ho comunque grande rispetto per il loro attaccamento ai dettagli. Nel 2015 il logo della compagnia è stato rinnovato ispirandosi alle auto sportive e per la tredicesima volta dal 1950 è cambiata l’uniforme del personale. Per Alitalia hanno disegnato Florence Marzotto, Renato Balestra, Giorgio Armani. Al momento dietro all’intera collezione si nasconde la famosa Alberta Ferretti. Non ho idea del perché sia stata presa così in fretta la decisione di cambiare, giacché gli abiti del personale proposti da Ettore Billotta nel 2016 erano molto chic, colorati, dignitosi ed eleganti. La collezione era ispirata agli anni Cinquanta e Sessanta, quando hostess e piloti erano considerati sinonimo di classe, eleganza e libertà. Hanno fatto il loro ritorno foulard, guanti, borsette e toque, la cui forma ricordava i pendii terrazzati della Liguria. Gli accessori in pelle provenivano da Napoli, le calzature dalle Marche, i tessuti dalla Toscana. L’ex presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo, alla guida di Alitalia dal 2014 al 2017, ha imposto l’introduzione di un colore fino ad allora mai utilizzato dalla compagnia: il rosso naturalmente, benché in una sfumatura di vinaccia. Con la fuoriuscita di Montezemolo, dalla collezione di quest’anno è sparito anche il suo amato colore rosso.

Riassumendo, la visione futuristica di Bertone, la determinazione di Fiorio e Gobbato, i geniali Dallara e Gandini, il motore Ferrari, il dinamico logo Alitalia e il talento magistrale di Munari; sono questi gli ingredienti che hanno fatto grande la Lancia Stratos, eroina dei rally.

Il modellino dell’azienda Kyosho del 2001 vestendo l’unica giusta livrea è eccezionale e anche abbastanza unico. Qui c’è la versione “Dirty”, vale a dire sporca, assieme a un supporto dato da un diorama che riproduce un pantano dopo una nevicata e dunque vediamo l’auto nel suo ambiente naturale. Un altro ele-mento eccezionale è l’inserimento all’interno del modellino del pilota e del navigatore. Trattandosi di una replica dell’auto che vinse il rally di Monte Carlo nel 1977, sono Sandro Munari e Silvio Maiga. Il tutto è accompagnato da una custodia acrilica dedicata, con l’informazione che si tratta di uno di 1000 pezzi in edizione limitata in scala 1:18.

Lancia Stratos HF – Gruppo 4 FIA
Anni di produzione: 1974-75
Volume di produzione: 492 esemplari (di cui 28 in versione rally)
Motore: Ferrari tipo 236 E. V-6 65°
Cilindrata: 2418 cm3
Prestazioni motore: 245 KM/7700
Velocità massima: 248 km/h
Accelerazione 0-100 km/h (s): 4,6
Cambio: 5 rapporti
Massa: 850 kg
Lunghezza: 3710 mm
Larghezza: 1750 mm
Altezza: 1115 mm
Interasse: 2180 mm

foto: Piotr Bieniek
traduzione it: Massimiliano Soffiati

 

La squadra medica polacca invitata dalla NATO a vaccinare i dipendenti del quartier generale

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Il primo ministro Mateusz Morawiecki ha annunciato ieri che la squadra medica polacca, che è composta dai medici, dalle infermiere ed dai paramedici, vaccinerà 3,5 mila dipendenti del quartier generale della NATO a Bruxelles entro 3 giorni. Il capo della cancelleria del primo ministro, Michał Dworczyk, ha detto a PAP che giovedì su richiesta del segretario generale della NATO Jens Stoltenberg, più di 20 medici polacchi dalla Squadra Medica di Pronto Intervento voleranno a Bruxelles. Per la vaccinazione verrà utilizzato il vaccino AstraZeneca proveniente dalle risorse polacche. Morawiecki ha sottolineato nel post su Facebook che la Polonia è sempre stata un’alleato fedele ed affidabile della NATO e tratta allo stesso modo le iniziative dell’Alleanza legate alla lotta contro la pandemia, ma anche, che garantire la continuità operativa del Comando NATO dipenderà davvero dal lavoro della squadra polacca, e questo è nell’interesse della sicurezza comune. Tanto più che tutti si stanno preparando per un importante vertice NATO alla fine di quest’anno. Il Primo Ministro è molto orgoglioso di questa missione e tale invito significa che i partner apprezzano l’esperienza e la conoscenza dei medici polacchi, ma anche l’efficacia del sistema vaccinale polacco. “Per noi, la solidarietà all’interno dell’Alleanza e l’onesto adempimento degli impegni alleati non sono solo uno slogan vuoto. Ed è ciò per cui siamo famosi nella NATO”, ha detto il Primo Ministro. Morawiecki ha anche ricordato che dall’inizio della pandemia, le équipe mediche polacche hanno aiutato i civili, tra gli altri, in Gran Bretagna, in Slovacchia, ma anche in Italia (Lombardia), USA (Chicago ), in Slovenia e negli altri paesi. La Polonia ha inoltre fornito dispositivi di protezione a chi ne aveva bisogno, tra l’altro in Iraq, Kosovo, Bielorussia, Spagna, Italia, Georgia e Ucraina. Possiamo solo vincere con il virus in solidarietà “, ha scritto Morawiecki. Il segretario generale dell’Alleanza Jens Stoltenberg ha ringraziato ieri su Twitter per la campagna di vaccinazione e ha confermato che la Polonia è un forte alleato.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C837712%2Cpolskie-zespoly-medyczne-beda-szczepic-pracownikow-kwatery-glownej-nato

Quartieri Spagnoli, la più misteriosa parte di Napoli

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Il posto in cui il tempo si è fermato

Alzo la testa. Sopra di me c’è un groviglio caotico di fili per stendere i panni piegati sotto il peso di lenzuola, mutande e magliette da calcio, con le quali probabilmente oggi nel pomeriggio si svolgerà un’altra partita tra i ragazzi del posto. Per giocare a calcio, anziché utilizzare un normale campo, useranno i vicoli piccoli e stretti. Il campo tra gli scooter che sfrecciano velocemente e sotto gli sguardi curiosi delle nonne, che trascorrono le giornate sporgendosi fuori dal balcone per sentire gli ultimi pettegolezzi sul loro vicino.

Inspiro l’aria e me la godo per un lungo momento. Tutto qua ha un odore diverso, compresa la pasta fatta dalla mamma in casa che nessun cuoco può eguagliare, e non potrebbe essere altrimenti perché siamo a Napoli. E così mi trovo in mezzo ai Quartieri Spagnoli, dove nulla è scontato e il tempo sembra essersi fermato. Un posto in cui puoi avverti la gioia delle persone semplici che forse non hanno tanto, ma non ti mostreranno mai la loro tristezza. Qui posso acquistare verdura fresca ad un prezzo davvero buono e la sera sedermi a bere un bicchiere di vino ad uno dei tavolini traballanti sulla strada. Sebbene i Quartieri Spagnoli non attraggano folle di turisti, è sempre il primo posto in cui vado durante i miei viaggi napoletani.

La cattiva reputazione di Quartieri Spagnoli

Alcuni dicono che di notte i Quartieri Spagnoli diventino pericolosi e che sia meglio evitarli, soprattutto se sei una donna sola. Mi spaventano raccontandomi di furti e risse tra adolescenti che non mi piacerebbe vedere. I titoli dei giornali regolarmente parlano di sparatorie notturne e di altre news poco edifi canti. Ovvero tutto ciò che decisamente non vuoi sperimentare sulla tua pelle. Credo che i napoletani separino i loro pensieri e la loro vita da quello che succede nei Quartieri Spagnoli tanto che è davvero strano per loro vederci qualcuno dopo il crepuscolo, con la macchina fotografi ca legata al collo che fa capire che non è di qua. In questa zona, si incontrano turisti molto raramente. Tutto questo non è causato solo dalla cattiva reputazione dei Quartieri Spagnoli, ma anche dal fatto che muovendosi per questo quartiere viene violato un confi ne invisibile, il cui attraversamento dà un chiaro segnale agli abitanti della zona. Non sei di qui, allora cosa stai cercando? A volte entrando nei Quartieri Spagnoli sembra di entrare nella vita di qualcuno. Appari improvvisamente e non si sa perché stai disturbando il loro ritmo e la loro pace. Forse proprio qui, tra le vecchie case ed i profumi della pasta fatta in casa, più volte nella mia vita, mi hanno chiesto da dove venissi e cosa davvero stessi cercando. Donne anziane che passano i loro pomeriggi su fragili balconi, che sembrano resistere per miracolo, raccontandosi storie inverosimili, casalinghe sedute su seggiole di plastica davanti agli ingressi delle loro case, con i cani rannicchiati sotto i loro piedi, che cercano un po’ di senso di sicurezza mentre i nonni fumano sigarette arrotolate manualmente. Tutti ti guardano e già sai che l’arrivo di un intruso susciterà rapidamente nuovi argomenti di conversazione. A volte la sera senti strani scoppi ma forse sono solo i suoni dei motori. Quando ascolti così tante brutte storie, alla fine inizi a sospettare davvero di tutti e non è così che dovrebbe essere.

E nonostante questa consapevolezza, puoi davvero spaventarti per un momento, ma poi vado in via Toledo, passando dal lato di Vico Santa Maria delle Grazie e ancora una volta sono davvero commossa. Penso che il “vicolo dell’amore”, composto da cuori appesi colorati, frammenti delle più belle canzoni e poesie, sia commovente per ogni anima sensibile. È così follemente fuori posto. Strade sporche e buie e accanto il vero teatro d’amore delle frasi più belle del mondo. Ogni tanto mi sembra che questo sia possibile solo a Napoli, nella città che è la più ricca di contrasti di tutte quelle che ho visto.

E anche se per molto tempo ho pensato che l’unicità di Napoli sia principalmente il paesaggio, il rispetto per l’incombente Vesuvio, i fiori intrecciati sopra le teste dei passanti nei vicoli di Posillipo,oggi aggiungo con certezza che la bellezza di Napoli è data anche dalla gente che ci vive e da luoghi in cui la realtà sembra assumere una dimensione diversa.

foto: Monika Szczepańska

Il programma InvestEU per rendere più competitiva l’economia polacca

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Il pilastro finanziario del programma InvestEU, ossia il Fondo InvestEU, è il successore dell’EFIS (il Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici) ed aiuterà a rendere più competitiva l’economia polacca. Tadeusz Kościński, il Ministro delle Finanze, dei Fondi e della Politica Regionale, sottolinea che la Polonia ha ottenuto un grande successo con l’EFIS, occupando il quinto posto nell’UE in relazione alla quantità di grossi progetti confermati ed il sesto posto dal punto di vista della quota di sostegno utilizzato: la Polonia si è posizionata subito dopo le economie più forti dell’UE; adesso l’obiettivo è di ripetere questo successo nell’ambito dell’InvestEU. Il sostegno finanziario stimolerà ad investire le risorse private e pubbliche in progetti strategici per l’economia, anche quelli realizzati in collaborazione tra i settori pubblico e privato. Il Ministero comunica anche che il Fondo InvestEU può costituire un completamento per finanziare gli investimenti in Polonia che richiedono il sostegno del Recovery Plan nazionale e della Politica di Coesione. Almeno una delle quattro condizioni seguenti è necessaria per accedere al Fondo InvestEU: la sostenibilità infrastrutturale; la ricerca scientifica, le innovazioni e la digitalizzazione; essere preferibilmente PMI (piccole e medie imprese); investimenti nel sociale e nella formazione. Il Viceministro dei Fondi e della Politica regionale Waldemar Buda informa che 1 Euro di sostegno dall’EFIS ha prodotto 4,33 Euro di investimenti in Polonia.

https://polskieradio24.pl/42/273/Artykul/2699288,Startuje-Program-InvestEU-Pomoze-zwiekszyc-konkurencyjnosc-polskiej-gospodarki

[Aggiornamento 18.03.2021] Situazione attuale in Polonia rispetto all’epidemia di COVID-19

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In Polonia questa settimana si sono registrati ancora nuovi casi, con il numero dei malati attivi e delle terapie intensive occupate in forte crescita.

Il numero complessivo dei casi attivi è salito a 332,028 (settimana scorsa 286.511), di cui in gravi condizioni 2,190 (settimana scorsa 1.929), ovvero circa lo 0,7% del totale.

Gli ultimi dati al giorno 18 marzo 2021 mostrano un numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore di 27.278 nuove infezioni registrate e 356 morti. Il numero delle vittime nell’ultima settimana è stato alto e in crescita, ovvero 2.015 morti (nella settimana precedente si erano registrati 1.724 morti).

Il Voivodato della Masovia (4.408), la Slesia (3.788), la Grande Polonia (2.493), la Bassa Slesia (2.371) e la Piccola Polonia (2.192) sono i Voivodati maggiormente interessati da nuovi casi. Preoccupa fortemente il tasso di positività del 32% su base nazionale con 86.200 tamponi effettuati ed il tasso di variante inglese, prevalente e riscontrata nel 52% dei nuovi casi.

numeri dell’epidemia sono in crescita e sale la pressione sulle strutture sanitarie polacche. Sono attualmente occupati 21.858 letti da pazienti COVID-19, 2.190 le terapie intensive, il tasso di occupazione risulta intorno al 75% della capacità attuale.

Per contrastare la pandemia sono state varate nuove restrizioni su tutto il territorio polacco, valide fino al 9 aprile 2021.

Tutto il territorio polacco è zona rossa con obbligo di mascherine nei luoghi pubblici, anche all’aperto.

Sono chiusi bar, ristoranti, palestre, centri commerciali, hotel, teatri, musei, piscine e aree sportive salvo eccezioni in casi particolari. Ristoranti, bar e caffetterie possono effettuare il solo servizio con consegna a domicilio o da asporto.

Prosegue la campagna vaccinale che conta 4.738.902 vaccinazioni per COVID-19 in Polonia, di cui 3.074.378 prima dose e 1.664.524 seconda dose.

Per quanto riguarda gli sposamenti, resta in vigore l’obbligo di quarantena di 10 giorni per gli ingressi in Polonia, anche da paesi europei, con mezzi di trasporto organizzati, salvo presentare test COVDI-19 negativo nelle 48 ore precedenti l’ingresso.

Si raccomanda di limitare gli spostamenti e monitorare i dati epidemiologici nel caso di viaggi programmati da e verso la Polonia, per il rischio di possibili nuove restrizioni sui voli e gli spostamenti.

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Informazioni per i cittadini italiani in rientro dall’estero e cittadini stranieri in Italia tra cui le risposte alle domande:

  • Ci sono Paesi dai quali l’ingresso in Italia è vietato?
  • Sono entrato/a in Italia dall’estero, devo stare 14 giorni in isolamento fiduciario a casa?
  • Quali sono le eccezioni all’obbligo di isolamento fiduciario per chi entra dall’estero?
  • E’ consentito il turismo da e per l’estero?

Per gli spostamenti da e per l’Italia a questo link le informazioni del Ministero degli Esteri:
https://www.esteri.it/mae/it/ministero/normativaonline/decreto-iorestoacasa-domande-frequenti/

La situazione Polonia verrà aggiornata all’indirizzo: www.icpartners.it/polonia-situazione-coronavirus/

Per maggiori informazioni:
E-mail: info@icpartnerspoland.pl
Telefono: +48 22 828 39 49
Facebook: www.facebook.com/ICPPoland
LinkedIn: www.linkedin.com/company/icpartners/

Le mele polacche conquistano i mercati arabi

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Nell’ambito della campagna “Siła smaku, witamin i kolorów-poznaj jakość jabłek z Europy” le mele polacche sono state promosse nelle fiere Gulfood a Dubai. L’Unione dei produttori di frutta ha informato che l’offerta polacca ha suscitato molto interesse tra i destinatari arabi. All’inizio del 2021 infatti sono state eseguite quattro azioni promozionali in quattro centri commerciali a Dubai. La campagna, attuata tra l’altro grazie ai fondi europei, mira a presentare la varietà e le quantità migliori delle mele europee, tra cui anche quelle polacche. Il progetto viene realizzato negli Emirati Arabi Uniti, in Cina ed in India. Negli ultimi anni, come riporta l’Unione dei produttori di frutta, le mele polacche hanno conquistato qualche promettente mercato, tra l’altro, l’Egitto, la Giordania e l’Arabia Saudita. Dopo l’Italia e la Francia, la Polonia rimane il leader nella produzione di mele. Paulina Kopec, segretaria generale dell’Unione ha informato che ogni anno l’Unione europea produce circa 10 mln tonnellate di mele, tra cui 3,5 mln proviene dalla Polonia. La rappresentante dell’Unione ha sottolineato che attualmente il progetto si focalizza sul mercato degli EAU, ma esiste anche opportunità dell’espansione sugli altri paesi del Golfo Persico.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C835126%2Ckraje-arabskie-zainteresowane-importem-polskich-jablek.html

Dal wester all’horror, dalla fantascienza alla storia. Gli eroi del fumetto italiano (II)

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Dopo aver pubblicato per molti decenni quasi esclusivamente fumetti western, negli anni Settanta e Ottanta la Bonelli cominciò lentamente a esplorare altri generi, personaggi e ambientazioni. A questo generale “svecchiamento” delle testate bonelliane si accompagnò anche una maggiore apertura alla cultura pop, tra cinema, televisione, musica rock e molto altro ancora.

Un ottimo esempio di questa apertura è “Dylan Dog”, probabilmente la serie più popolare in assoluto dellʼeditore italiano, creata nel 1986 dallo sceneggiatore Tiziano Sclavi. Il mensile è da sempre infarcito di citazioni e riferimenti al cinema (horror e non solo), alla musica rock e heavy metal e ai più disparati generi della cultura di massa, dal giallo alla fantascienza. Lo stesso aspetto del protagonista è ispirato a quello dellʼattore britannico Rupert Everett, mentre il suo assistente, Groucho, è palesemente una copia del comico statunitense Groucho Marx. Unʼoperazione simile si può notare nella serie investigativa “Julia”: il viso di Julia Kendall, infatti, non è altro che quello della celebre attrice Audrey Hepburn.

Le serie a fumetti bonelliane sono sempre state caratterizzate dalla mancanza di una continuity paragonabile a quella del fumetto americano: a parte qualche eccezione, ogni numero di “Tex” o “Dylan Dog” contiene una storia autoconclusiva, in genere priva di riferimenti agli episodi precedenti. In questo modo lʼordine di lettura dei singoli numeri è in larga misura intercambiabile, anche se non sono rare le storie in cui ad esempio Dylan Dog incontra un nemico già affrontato molti numeri prima. In alcune serie più recenti, invece, gli autori hanno fin dallʼinizio scelto di raccontare unʼunica, grande storia, che nelle saghe più popolari può andare avanti per decine di albi. Tra gli esempi possiamo citare “Dampyr”, fumetto a metà tra horror e azione nato nel 2000, o alcune serie limitate come “Volto Nascosto” e “Shanghai Devil” (ambientate a cavallo tra XIX e XX secolo, agli albori del colonialismo italiano, tra Italia e Africa e successivamente Asia) o “Mercurio Loi”, le cui vicende si svolgono a Roma nella prima metà dellʼOttocento. Un caso particolare è quello di “Orfani”, saga post-apocalittica creata dallo sceneggiatore Roberto Recchioni e suddivisa in “stagioni” non diversamente dalle serie televisive contemporanee. Ogni stagione di “Orfani” si concentra su personaggi almeno in parte diversi, al tempo stesso portando avanti unʼunica, complessa vicenda.

Proprio “Mercurio Loi” e “Orfani” si distinguono tra le altre serie Bonelli per il fatto di essere fin dallʼinizio interamente a colori, mentre la tradizione della casa editrice è quella del fumetto in bianco e nero. Il colore compare talvolta nei volumi che ristampano storie classiche, ma anche negli albi celebrativi, come il numero 400 di “Dylan Dog”, uscito nel gennaio 2020. Una scelta non convenzionale è invece quella degli autori della serie “Morgan Lost”, ambientata in una realtà alternativa in cui la seconda guerra mondiale non è mai scoppiata. Al bianco e al nero si accompagnano qui sfumature di grigio e il colore rosso, creando un impatto grafi co originale e accattivante.

Oltre alle ristampe di storie vecchie e amate dai lettori, la Bonelli pubblica anche volumi speciali dʼautore dedicati ai suoi personaggi più noti. La più celebre di queste opere è forse “La valle del terrore”, nota anche come il “Texone”: questʼavventura di Tex Willer, che conta più di 200 pagine, è disegnata da uno dei più grandi maestri del fumetto italiano, Magnus (alias Roberto Raviola), che la concluse nel 1996 pochi giorni prima della morte. La presenza di numerosi sceneggiatori e disegnatori che lavorano a ogni personaggio è la norma nel caso delle serie Bonelli: dato che ogni mese viene pubblicato un albo di più di 90 pagine, sarebbe impossibile per scrittori e artisti mantenere un simile ritmo di lavoro. Anche qui, ovviamente, esistono alcune eccezioni: ad esempio tutti i numeri di “Volto Nascosto” e “Shanghai Devil” sono scritti da Gianfranco Manfredi.

Anche se i fumetti della casa editrice italiana sono noti principalmente in patria, non mancano le traduzioni in altre lingue. In Polonia sono apparse, negli ultimi ventʼanni, parecchie avventure di Dylan Dog, mentre vari eroi bonelliani godono di una certa popolarità, ad esempio, in Turchia. Infi ne, verso la fine del 2019 la Sergio Bonelli Editore ha annunciato una collaborazione con lʼamericana DC Comics: tra i crossover in cantiere si possono menzionare titoli come “Dylan Dog/Batman” o “Zagor/Flash”.

foto: Sławomir Skocki, Tomasz Skocki

Possibile fare il test Covid-19 senza consultare un medico

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Adam Niedzielski, il ministro della salute, ha annunciato ieri un nuovo metodo di test per la presenza del coronavirus. Al fine di alleggerire l’assistenza sanitaria di base dall’ordinare il test COVID-19 tramite un medico, sarà possibile farlo da soli utilizzando il modulo disponibile su gov.pl/dom. “Qui ci sono le domande fondamentali che riguardano la situazione di valutazione del rischio, se c’è stato contatto con una persona infetta e eventuali note sui sintomi. Dopo questo passaggio si chiama un numero indicato nel modulo cui risponde un consulente della hotline e confermando l’identità emetterà una ricetta per eseguire il test”, ha detto il ministro. Niedzielski sottolinea che i consulenti saranno disponibili dalle 8.00 alle 18.00, anche nei fine settimana. I risultati dell’esame possono essere letti sull’account online del paziente. Il governo non esclude un lockdown a livello nazionale. Domani sarà vaccinato il 3 milionesimo paziente con la prima dose.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C833692%2Cnowa-sciezka-testowania-na-koronawirusa-nie-bedzie-potrzebne-skierowanie-od

93° gala degli Oscar, Dariusz Wolski in corsa per la fotografia

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Quest’anno si svolgerà il 93° gala degli Oscar. I vincitori saranno annunciati il 25 aprile. Un cameraman polacco Dariusz Wolski è stato nominato all’Oscar per la fotografia cinematografica in “News of the World” diretto da Paul Greengrass. Oltre a Wolski in questa categoria sono stati nominati, tra l’altro, Joshua James Richard (“Nomadland”) ed Erik Messerschmidt (“Mank”). Il miglior attore o attrice protagonista potrebbe essere Gary Oldman (“Mank”), Anthony Hopkins (“The Father”) o Vanessa Kirby (“Pieces of a Woman”). Per il miglior attore o attrice non protagonista sono stati nominati p.e. Amanda Seyfried (“Mank”) e Sacha Baron Cohen (“The Trial of the Chicago 7”). “Quo vadis, Aida?” ha ricevuto una nomination per il miglior film straniero. La regista di questo film è Jasmila Žbanić e la trama riguarda la storia della guerra nella ex Jugoslavia dal punto di vista della traduttrice che lavora per l’Organizzazione delle Nazioni Unite. Il film è stato realizzato in coproduzione tra Bosnia ed Erzegovina, Austria, Germania, Polonia, Francia, Norvegia, Turchia, Romania e Paesi Bassi. Nella categoria del miglior lungometraggio d’animazione è stato nominato, tra l’altro, “Onward” di Dan Scanlon e “Over The Moon” di Glen Keane. “The Father” di Florian Zeller e “Nomadland” di Chloe Zhao sono tra i candidati all’Oscar per il miglior film, invece il premio per la regia può andare a Thomas Vinterberg (“Druk”) o Emerald Fennell (“Promising Young Woman”).

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