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Home Blog Page 107

Serrata dei media privati polacchi contro la nuova tassa che vuole imporre il governo

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Protesta nazionale dei media non pubblici contro la volontà del governo di imporre una nuova tassa sulle entrate pubblicitarie. Siti web, radio, tv oggi hanno le pagine oscurate con un messaggio in cui denunciamo la volontà del governo di indebolire la libertà del giornalismo indipendente. “L’imposta sugli annunci è un duro colpo per i media liberi. La maggior parte di loro basa la propria esistenza sugli introiti pubblicitari. In questo modo, le autorità toglieranno forza alle inchieste giornalistiche, elimineranno il controllo dei fatti e soffocheranno le critiche. È così che Orbán si è sbarazzato dei media liberi in Ungheria. Oggi, i media liberi in Polonia protestano contro il governo PiS che vuole imporgli una tassa di solidarietà. Molti siti web, compreso Wyborcza.pl, non pubblicano alcun testo oggi, a parte la dichiarazione editoriale e un elenco congiunto di editori e emittenti che denunciano questa azione del governo. In questo modo, vogliamo mostrare insieme quanto siano importanti la libertà di parola e l’indipendenza dei media in un paese democratico. Ci scusiamo con i nostri iscritti e lettori, nonché con i nostri partner commerciali. Apprezziamo la loro comprensione e supporto”, scrive Gazeta Wyborcza sulla propria pagina online così come stanno facendo tutti i media non pubblici.

Polonia Oggi

FMI: la Polonia può spendere di più per combattere la crisi

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Il Fondo Monetario Internazionale valuta che dirigere i fondi pubblici solo alle industrie colpite da restrizioni sanitarie potrebbe lasciare alcune imprese associate ai settori colpiti senza aiuto. Il FMI ha scritto nel suo rapporto che la resilienza del settore delle imprese e del mercato del lavoro, con il forte sostegno delle misure anti-crisi del governo e della Banca Nazionale Polacca, dovrebbe rafforzare la forte ripresa economica in Polonia. Il fondo stima che nel 2020 la Polonia abbia vissuto una delle recessioni più leggere tra i paesi dell’Unione Europea, con un calo del Prodotto Interno Lordo (PIL) del 3,4% nel 2020. Finora la Polonia ha speso circa 180 miliardi di zloty per combattere la crisi. Mentre la pandemia svanisce e la ripresa si approfondisce, la politica dovrebbe evolversi verso il sostegno alla riqualificazione dei dipendenti e l’implementazione di soluzioni che stimolano gli investimenti. Il FMI ricorda che il tasso di interesse è stato ridotto praticamente a zero (allo 0,1% dall’1,5%) e la Banca Nazionale Polacca ha inoltre implementato acquisti di attività. Secondo il FMI, l’inflazione media annua nel 2021 sarà del 2,6%, nel 2022 del 2,2%, nel 2023 del 2,3%. e del 2,5% negli anni 2024-2025. Il FMI ha anche sottolineato che il mantenimento dei prestiti sarà fondamentale per la ripresa economica dopo la pandemia Covid-19 e raccomanda al settore bancario di adottare un approccio attivo alla conclusione di accordi sui prestiti immobiliari in valuta estera. La Banca Centrale Polacca ha scritto in un comunicato che il fondo ritiene che la Banca nazionale polacca abbia adeguatamente allentato il corso della politica monetaria, integrando le sue attività in ambito fiscale, il che ha ridotto l’impatto negativo della pandemia sull’economia e il settore bancario, e invece il Ministro delle Finanze ha detto che è soddisfatto della valutazione positiva e dell’economia polacca.

https://biznes.interia.pl/gospodarka/news-mfw-polska-dobrze-przygotowana-do-odbicia-gospodarczego,nId,5037141

 

Kasia Smutniak: la felicità è nella condivisione

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“Pantafa” è il nuovo film con Kasia Smutniak che la casa di produzione italiana Fandango sta realizzando in Abruzzo, la terra dell’oro giallo, il prezioso e profumato zafferano. Ed è in una pausa tra una ripresa e l’altra che intervistiamo l’attrice polacca ormai diventata una delle indiscusse icone del cinema italiano.

Immersa nel quieto Abruzzo bucolico che effetto ti fa la tumultuosa attualità socio-politica polacca?

Seguo con grande attenzione quello che succede nel mio Paese. Devo dire che sono colpita favorevolmente dal messaggio che arriva dalle migliaia di persone che scendono nelle strade a protestare per i loro diritti. Sta tornando la fiducia nel valore della collettività, ci si riunisce per cambiare la società, si condivide una posizione e la si manifesta. È un segnale positivo che non vedo in Italia dove ci si lamenta di tante cose ma, forse, si è troppo disillusi per credere che manifestando uniti si possa veramente cambiare il mondo che ci circonda.

Le proteste in corso in questi mesi organizzate dall’Ogólnopolski Strajk Kobiet (Sciopero Generale delle Donne) hanno portato nelle strade tanti diversi contenuti sociali, dal diritto all’aborto, ai temi LGBT, alla questione dei rapporti Stato-Chiesa. Manifestazioni molto partecipate dai giovani e arricchite da una incredibile fantasia e ironia di slogan. È in arrivo un tardivo 1968 in Polonia? Dopotutto il movimento sessantottino nei paesi comunisti non ebbe possibilità di influenzare pienamente la società e una volta caduto il Muro di Berlino le priorità economiche misero in secondo piano valori e diritti sociali.

Ottima analisi e bella domanda. Io da piccola ho fatto in tempo a vivere gli ultimi anni del comunismo e l’arrivo del capitalismo. È stata una ubriacatura di colori e di cose, siamo passati dal non aver nulla al poter avere tutto. Uno scossone che ha creato spaesamento e che ha spinto il Paese a rincorrere passivamente i modelli occidentali senza vaglio critico. Abbagliati dal mito americano e dalla globalizzazione abbiamo voluto omologarci troppo in fretta. Ora forse dopo qualche anno di corsa cieca cominciamo ad aprire gli occhi e a capire che rischiamo di perdere un pezzo della nostra identità. Riguardo al ruolo delle donne abbiamo fatto passi indietro. Quando giovanissima sono andata in Italia, pur arrivando da un Paese in cui la vita non era certo spensierata e ricca, ero comunque fiera di raccontare la posizione emancipata delle donne polacche. Mia nonna era una militare, mia madre una infermiera, tutte le donne lavoravano e in qualche modo la società doveva occuparsi della gestione dei figli. Io tornavo a casa da scuola e restavo sola, non esistevano baby sitter. Ecco in quella dimensione non c’era spazio per la donna casalinga e non c’erano dubbi sulla parità di diritti e doveri tra uomo e donna. L’Italia anni fa era più arretrata della Polonia su questi temi, ora la situazione si sta invertendo.

Sei madre di due figli, quanto è difficile essere genitori oggi in una società liquida in cui ci sono poche certezze, tanto individualismo e in cui l’eroismo è riuscire a stare a casa per non rischiare il contagio da Covid?

Credo che ci siano eroi anche oggi, certo si tratta di eroismi diversi dai modelli ideali che avevamo noi. Viviamo in un’epoca complessa, per me chi oggi si impegna in politica anche solo per cambiare qualcosa nel suo quartiere è un eroe, così lo sono le migliaia di persone che si organizzano per manifestare e difendere diritti individuali e collettivi. La società oggi non è più così lineare, non c’è una chiara dicotomia tra bene e male, è difficile approcciarsi ai giovani limitandosi a ripetere quelli che una volta era i canoni educativi consolidati ovvero il valore dello studio per avere un lavoro migliore, fare una famiglia e vivere tranquilli. Quello che cerco di dare ai miei figli è una apertura mentale che gli consenta di essere preparati alle imprevedibili evoluzioni della società. Li faccio viaggiare, li ho portati in Nepal dove da anni porto avanti un progetto di impegno socio-educativo, e queste esperienze sicuramente li arricchiscono e allargano i loro orizzonti. Cerco anche di insegnarli che al mondo non viviamo da soli, è importante saper convivere e condividere pensieri ed emozioni con chi ci sta vicino perché la felicità è proprio nella condivisione.

Nel film “Perfetti sconosciuti”, di cui sei stata protagonista sia nella versione italiana sia nel remake polacco, il telefono rappresentava lo scrigno dei nostri segreti, ma in realtà il cellulare è sempre più il canale attraverso cui siamo bombardati 24 ore al giorno di comunicazioni commerciali e di una babele di notizie in cui con difficoltà distinguiamo la verità dai fake. Corriamo il rischio d’essere mentalmente hackerati?

Sì, questo è un problema di grande attualità. Siamo sommersi da innumerevoli idiozie, da negazionismi, terrapiattismi e complottismi, a fatica riusciamo a separare i fatti dalle interpretazioni spesso fuorvianti che ne danno. E questa è la maggiore differenza rispetto agli anni in cui sono cresciuta, epoca in cui il rosso era rosso, il nero era nero, un tramonto era solo e invariabilmente un tramonto. Oggi l’aspetto più pericoloso è la perdita della memoria storica, in questo sensoavere dei docenti di storia preparati e onesti intellettualmente è un grande valore, attualmente mi preoccupa come possa essere insegnata la storia nelle scuole polacche.

Il cinema polacco però è in gran salute, c’è un’ondata di bravi registi che toccano tematiche importanti.

Le ondate artistiche sono cicliche e spesso sono scatenate dall’esigenza di esprimere qualcosa di forte, di raccontare ingiustizie sociali e problemi individuali. Una volta registi come Wajda e Kieslowski esprimevano determinati malesseri, oggi Komasa e Szumowska, per citarne due tra tanti, ne esprimono altri. Apprezzo molto i registi polacchi che in questi anni hanno la forza e il coraggio di trattare temi scomodi e, spesso, quando fai un film che sai che potrebbe essere indigesto ad una fetta di società allora lo fai ancora meglio.

Un coraggio che a te certo non manca. Hai mostrato senza filtri di avere la vitiligine, un gesto che avrà sicuramente dato forza a tanti che ne sono colpiti.

Bè se con questo gesto ho dato un pizzico di serenità anche ad una sola persona ne sono felice perché anch’io, da quando soffro di vitiligine, avrei avuto bisogno di incontrare qualcuno capace di darmi la forza e la tranquillità interiore per affrontare questo problema. La vitiligine è un fastidio estetico che crea insicurezza, più verso sé stessi che nei confronti degli altri o del lavoro. Anzi io lavoro sempre di più, le macchie si possono coprire con il trucco. Il problema è che ti guardi allo specchio e pensi a quando non avevi le macchie e questo indubbiamente ci disturba. Un giorno però mi sono alzata e ho pensato “questa sono io”, queste macchie sono la mia storia. Una malattia psicosomatica ti obbliga a riflettere su di te, sul tuo percorso di vita e quella che sono io oggi è il frutto di una maggiore conoscenza e consapevolezza di me stessa. Qualcuno scarica lo stress quotidiano sulla pelle e ha la vitiligine, altri hanno attacchi di panico o malattie più gravi. La cosa strana è che io che non sono certo una patita dei social ho trovato in Instagram la forma più semplice per liberarmi di questo peso, mostrare e raccontare questa patologia con parole mie, senza filtri, un gesto liberatorio che mi ha rasserenato, e se questo ha dato tranquillità anche a qualche altro compagno di questa malattia allora ho raggiunto un duplice scopo, privato e sociale.

Tra i diversi ruoli che hai interpretato qual è quello che ti è più affine?

Guarda ogni produzione significa mesi o anni di lavoro. Sul set i tempi sono infiniti, a volte mi annoio e non vedo l’ora di tornare a casa. Quindi diciamo che più che cercare interpretazioni in cui mi sento a mio agio sono attratta da ruoli diversi e lontanida come sono io, cerco sfi de nuove che mi diano quella curiosa inquietudine che mi spinge a mettermi alla prova, a imparare qualcosa di nuovo e a non annoiarmi sul set.

Il cinema come ne uscirà dalla pandemia?

Sicuramente cambiato. Non nei temi ma nella chiave espressiva, un po’ come è avvenuto nella musica dove i pezzi sono diventati più brevi e hanno eliminato le intro. Io preferisco i film alle serie ma mi rendo conto che l’utenza sta cambiando, non sono più tutti romantici come me che amano il rito dell’andare a vedere un film al cinema. Pensa a quanta differenza c’è tra lo scegliere di uscire per andare al cinema e sedersi in sala in mezzo alla gente senza usare il telefono e obbligati a guardare tutto il film, anche se non piace, e lo stare in divano e dare ad un film una chance di attenzione di 15 minuti per decidere se continuare a vederlo o cambiare canale, film o serie tv. Comunque non bisogna aver paura dei cambiamenti, da temere sono i momenti di stasi. Così nella quotidianità guardo positivamente chi si mette in gioco coinvolgendo altre persone per portare avanti un obiettivo comune, mentre mi preoccupo quando vedo prevalere l’indifferenza.

In Italia la situazione è più statica rispetto alla Polonia?

Noi polacchi la rivoluzione ce l’abbiamo nel DNA, in Italia c’è un approccio diverso. A fine novembre abbiamo pranzato in giardino, al sole, tagliatelle al tartufo, ecco al di là di qualsiasi interpretazione sociologica penso che qui, nonostante ci siano tanti problemi, la gente sta comunque bene, si fa fatica a far rivoluzioni con questo clima e avvolti da tanta bellezza.

foto: Giorgio Codazzi, Andrea Pattaro

Tomasz Kireńczuk nominato direttore artistico del Festival Teatrale di Sant’Arcangelo

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Tomasz Kireńczuk ha affermato che al Festival di Sant’Arcangelo gli artisti hanno la possibilità di esporre le proprie opinioni riguardo alla contemporaneità, affrontandola in modo critico. Kireńczuk è un critico teatrale, drammaturgo e responsabile di progetti artistici; per molti anni è stato direttore per la programmazione del Teatro Nuovo Proxima di Cracovia. Fino al 2019 è stato prima portavoce e poi ha collaborato come direttore al programma del Festival Teatrale Internazionale Dialogo a Wrocław. La settimana scorsa è stato nominato nuovo direttore artistico per gli anni 2022-2024 del Festival di Sant’Arcangelo, uno dei più importanti festival teatrali italiani, di cui quest’anno vi sarà la 51esima edizione, nell’omonima città. Questo evento annuale, famoso a livello europeo, è collegato all’arte di ricerca, di sperimentazione, moderna, impegnata socialmente e politicamente. Le parole alla base del programma di Kireńczuk sono quattro: rethink, rebuild, react, resist. Il festival secondo lui deve essere attento, sensibile, empatico, un punto di incontro interessato alle sfide dell’ambiente circostante ed alle periferie del dibattito pubblico, un luogo dove integrare ed includere tutti gli spettatori e la popolazione locale. In questo periodo caratterizzato dalla pandemia, Kireńczuk ha ricordato che l’arte è entrata in stretto contatto con la vita quotidiana, aggiungendo che bisogna pensare a rendere meno precaria la vita lavorativa degli artisti, più giusta, più equa, anche dal punto di vista economico, con soluzioni reali. Il fatto di doversi trasferire in Italia lo incuriosisce e lo motiva a conoscere la cultura e la creatività al di là dei confini.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C809695%2Ckirenczuk-santarcangelo-miejsce-dla-tych-ktorzy-traktuja-sztuke-jako

 

“I Wish You”, catartico viaggio tra Italia e Polonia di Luca Del Sole

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Un inno al coraggio di cambiar vita sulla rotta Italia-Polonia. Potremmo definire così “I Wish You” la canzone scritta, parole e musica, da Luca Del Sole, sanremese residente da anni a Bydgoszcz. “Quarant’anni è una età particolare, ti vien voglia di riflettere su quanto hai fatto, su quanto avresti potuto fare e a cosa d’ora in poi hai voglia di dedicarti”, racconta Del Sole che da qualche tempo è tornato ai suoi amori giovanili: musica e fotografia. “Ho lavorato 20 anni come militare, un’esperienza importante ma ora ho bisogno di ritrovare leggerezza e questa canzone esprime esattamente il mio stato d’animo.”

Il video della canzone esplicita il senso di un progetto nato a cavallo tra Italia e Polonia, come tu ti dividi tra Peschiera del Garda e Bydgoszcz?

Luca del Sole

All’inizio il video non era previsto, ma si è reso necessario per dare la giusta visibilità al singolo. Per questo, successivamente ho dovuto cercare un filo conduttore che fosse armonico lungo tutto lo sviluppo del brano. Il tema più coerente non poteva che essere il viaggio dato che continuo a spostarmi in diverse città tra Italia e Polonia. Così nel video trovate le località che hanno a che fare con la stesura e la produzione del brano a cominciare da Bydgoszcz, dove il brano è stato concepito e scritto il 30 giugno 2019, nonché registrato (la parte strumentale). Poi le sconfinate spiagge di Darłówko, dove mi sono abbandonato a interminabili passeggiate ammirando tramonti mozzafiato che sono poi staticatturati nel ritornello della canzone. Qui, durante l’estate del 2019, ho revisionato e ultimato testi e melodie al sole della Plaża Zachodnia durante una breve vacanza. Le emozioni più intense del lungo viaggio che è stata la realizzazione di “I Wish You” sono legate a questo piccolo villaggio. Grudziąz, il luogo dove nel piano originario avrebbe dovuto svolgersi la registrazione della traccia strumentale del brano. Alla fine non se ne è fatto nulla, ma una clip a questo “brutto anatroccolo” ho voluto dedicarla ugualmente. A Ospedaletti, sulle spiagge del ponente ligure, ho proseguito le mie vacanze e il lavoro di rifinitura della versione originale del brano prima della registrazione. Peschiera del Garda è stata base operativa italiana del progetto dove mi trovavo durante il lockdown dovuto al COVID. E infine Milano dove si è svolta tutta la registrazione e post produzione della traccia vocale, presso lo studio Bunker Home Productions di Paolo Agosta, prima di arrivare a Monzambano per il mixing finale.

Sei il deus ex machina del progetto, autore della composizione, nonché batterista di una curiosa formazione di musicisti italo-polacchi, ce li descrivi?

Mateusz Tomaszewski e Luka Zawadzki formano un duo melodico particolarmente attivo sulla scena di Varsavia con il loro progetto “Pólcień”. Sono gli autori del meraviglioso arrangiamento delle chitarre: elettrica (lead), acustica e basso. Claudio Luce è il titolare dello studio di registrazione River Studio Recording nella piccola Monzambano, suo l’arrangiamento della seconda chitarra elettrica del brano e soprattutto è il sound engineer del progetto. Geoffrey De Vai la voce della canzone. Artista eclettico, personalità tracotante e carisma da vendere. Il cantante della mia prima formazione musicale a 16anni. Una collaborazione bellissima nata dopo oltre 25 anni di silenzio assoluto.

Melodica e orecchiabile “I Wish You”, che potete ascoltare su YouTube, ha anche il merito d’essere un progetto che vuole contribuire con una donazione all’ospedale pediatrico Gaslini di Genova.

Musicisti, cantanti, tecnici siamo tutti padri con figli praticamente coetanei, così mi è venuto spontaneo mostrare attenzione verso chi si occupa di curare e quindi dare gioia e futuro ai bambini.

Krzystof Warlikowski, Leone d’oro alla carriera per il Teatro alla Biennale di Venezia

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E’ il regista polacco Krzysztof Warlikowski, figura emblematica del teatro post comunista che ha marcato la scena internazionale creando visioni memorabili, il Leone d’oro alla carriera per il Teatro 2021. Il Leone d’argento è tributato all’inglese Kae Tempest, insieme poeta, autore per il teatro e di testi narrativi, rapper e performer di travolgenti e affollatissimi reading. Lo ha deliberato il Consiglio di Amministrazione della Biennale di Venezia accogliendo la proposta di ricci/forte (Stefano Ricci e Gianni Forte), direttori del settore Teatro.
La premiazione avrà luogo nel corso del 49. Festival Internazionale del Teatro (2 > 11 luglio). “Da più di vent’anni Krzysztof Warlikowski – secondo la motivazione – è fautore di un profondo rinnovamento del linguaggio teatrale europeo. Utilizzando anche riferimenti cinematografici, un uso originale del video e inventando nuove forme di spettacolo atte a ristabilire il legame tra l’opera teatrale e il pubblico, Warlikowski sprona quest’ultimo a strappare il fondale di carta della propria vita e scoprire cosa nasconde realmente”.
Presente con le sue regie teatrali nei maggiori festival di tutto il mondo – dall’Europa alle Americhe – e con i suoi allestimenti lirici nei più importanti teatri d’opera – da Parigi a Londra e Salisburgo – Krzysztof Warlikowski è “un artista libero – scrivono ricci/forte – che apre brecce poetiche illuminando con un fascio di luce cruda il rovescio della  medaglia;  che  rompe  la  crosta  delle  cose  toccando le coscienze; che scende nelle viscere del dolore e mette in discussione con ironia le ambiguità sia della Storia con la “s” maiuscola sia quelle della nostra esistenza individuale, offrendoci la visione di una società minacciata da cambiamenti radicali e sempre più assediata da una tentacolare classe dirigente di predatori famelici, evidenziando la violenza nei rapporti sociali e familiari e il bisogno urgente che l’emozione di un puro e semplice desiderio d’amore ci può donare”.
Polonia Oggi

 

[Aggiornamento 04.02.2021] Situazione attuale in Polonia rispetto all’epidemia di COVID-19

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In Polonia si sono registrati ancora nuovi casi, ma con il numero complessivo dei malati attivi sostanzialmente stabile.

Il numero complessivo dei casi attivi è 207.004 (settimana scorsa 209.330), di cui in gravi condizioni 1.333 (settimana scorsa 1.406), ovvero circa lo 0,6% del totale. Gli ultimi dati al 4 febbraio 2021 mostrano un numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore di 6.496 nuove infezioni registrate e 444 morti.

Il numero delle vittime nell’ultima settimana è stato ancora alto, ovvero 2.290 morti dal 28 gennaio (in salita rispetto ai dati della settimana precedente dove si sono registrati 1.882 morti).

Il Voivodato della Masovia (960), la Cuiavia-Pomerania (719), la Pomerania (564), la Grande Polonia (545), e la Slesia (523) sono i Voivodati maggiormente interessati da nuovi casi.

numeri dell’epidemia sono stabilizzati, ad oggi sono occupati 12.945 letti da pazienti COVID-19, 1.333 le terapie intensive.

Tutto il territorio polacco è ancora zona rossa con obbligo di mascherine nei luoghi pubblici, anche all’aperto. Sono chiusi bar, ristoranti, palestre, cinema e teatri, con alcune eccezioni e la presenza di diverse restrizioni sul numero di persone consentite nei negozi, nei centri commerciali e vincoli per l’esercizio dell’attività delle strutture alberghiere. Ristoranti, bar e caffetterie possono effettuare il solo servizio con consegna a domicilio o da asporto.

Prosegue inoltre la campagna vaccinale in Polonia, che conta al 4 febbraio circa 1.461.578 persone vaccinate per il COVID-19.

Per quanto riguarda gli sposamenti, resta in vigore l’obbligo di quarantena di 10 giorni per gli ingressi in Polonia, anche da paesi europei, con mezzi di trasporto organizzati, salvo presentare test COVDI-19 negativo nelle 48 ore precedenti l’ingresso.

Si raccomanda di limitare gli spostamenti e monitorare i dati epidemiologici nel caso di viaggi programmati da e verso la Polonia, per il rischio di possibili nuove restrizioni sui voli e gli spostamenti.

***

Informazioni per i cittadini italiani in rientro dall’estero e cittadini stranieri in Italia tra cui le risposte alle domande:

  • Ci sono Paesi dai quali l’ingresso in Italia è vietato?
  • Sono entrato/a in Italia dall’estero, devo stare 14 giorni in isolamento fiduciario a casa?
  • Quali sono le eccezioni all’obbligo di isolamento fiduciario per chi entra dall’estero?
  • E’ consentito il turismo da e per l’estero?

Per gli spostamenti da e per l’Italia a questo link le informazioni del Ministero degli Esteri:
https://www.esteri.it/mae/it/ministero/normativaonline/decreto-iorestoacasa-domande-frequenti/

La situazione Polonia verrà aggiornata all’indirizzo: www.icpartners.it/polonia-situazione-coronavirus/

Per maggiori informazioni:
E-mail: info@icpartnerspoland.pl
Telefono: +48 22 828 39 49
Facebook: www.facebook.com/ICPPoland
LinkedIn: www.linkedin.com/company/icpartners/

Poznań: operazione di polizia tra Francia, Italia e Polonia sgomina organizzazione criminale

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Nell’ambito della congiunta operazione delle polizie di Francia, Italia e Polonia, coordinata dall’Ufficio europeo per la lotta antifrode, a Poznań la polizia ha arrestato 13 persone e ha sequestrato centinaia di migliaia dei farmaci contraffatti. Tra i prodotti sequestrati ci sono farmaci oncologici, sostanze psicotrope etc. La polizia ha trovato anche 15 kg di principi attivi e palliativi per un totale di almeno 5,6 milioni d’euro. L’operazione è stata condotta dall’Ufficio internazionale centrale della polizia polacca per le investigazioni. I funzionari lavoravano su questo caso da qualche mese. Gli investigatori hanno scoperto anche che l’organizzazione criminale aveva rubato una quantità significativa di prodotti farmaceutici. 9 persone sono detenute in attesa del processo. Il caso è ancora aperto e la polizia non esclude altri arresti.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C807358%2Cpolicja-przejela-setki-tysiecy-podrobionych-lekow-13-osob-zatrzymanych.html

L’arte della fotografia secondo Michał Sterzyński

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Michał Sterzyński direttore della fotografia, laureato all’Accademia di Belle Arti di Poznań e alla Global Cinematography Institute di Los Angeles. Il suo cortometraggio di diploma “Decay” (2014) ha ricevuto numerosi premi tra cui American Movie Award e Los Angeles Movie Award per miglior fotografia. A Gazzetta Italia Michał racconta le sue esperienze lavorative tra Europa e Stati Uniti con particolare attenzione alla produzione italo-polacca “Non odiare” di Mauro Mancini, con Alessandro Gassman come protagonista.

Il film ha avuto la prima all’ultima Mostra del Cinema di Venezia e il 16 novembre ha aperto Warsaw Jewish Film Festival. Quale direttore della fotografia di “Non odiare” Sterzyński ha ricevuto, durante il Festival di Venezia, la “Menzione Speciale per il Cinema” di Gazzetta Italia.

Michał Sterzyński / fot. Massimo Tommasini

Volevi diventare direttore della fotografia ma hai scelto un percorso originale di studi?

Ho iniziato la carriera all’Accademia di Belle Arti di Poznań in due facoltà: Fotografia e Intermedia ma molto presto ho cambiato per un percorso formativo individuale perché fin dall’inizio ero certo che volevo occuparmi di cinema. In seguito ho scelto di continuare gli studi negli Stati Uniti, in una scuola dedicata esclusivamente ai direttori della fotografia indirizzata ad insegnare la tecnica del mestiere, qui impari i segreti del cinema hollywoodiano dai professionisti. Per diventare un bravo direttore della fotografia devi percorrere una strada difficile perché adesso tanti sognano di lavorare nel cinema. È difficile soprattutto iniziare a fare i lungometraggi ma io ero testardo e ho realizzato il mio sogno.

Quali sono le differenze lavorative tra Europa e America?

La scuola americana è molto industriale e ha le proprie regole, forma gli esperti che faranno le grandi produzioni hollywoodiane. Tanta attenzione si presta al processo stesso di fare film e alla gerarchia tra i diversi mestieri, e il direttore della fotografia è ultimo in quella gerarchia. Inoltre il cinema americano, anchequello indipendente è molto commerciale e c’è la tendenza ad inquadrare ogni direttore della fotografia in un solo determinato genere in cui viene considerato bravo. Una volta ho perso l’occasione di fare un film negli Stati Uniti in fase di preproduzione perché avevo nel portfolio solo film thriller e loro volevano qualcuno per una commedia. Lì tutto è molto schematico se non hai mai fatto le commedie vuol dire che non le sai fare. Non si prende in considerazione che puoi adattare l’esperienza al film che devi girare. L’Europa è decisamente più artistica e lavora con altri principi. La scelta del direttore della fotografia dipende dall’estetica delle sue foto, dall’atmosfera che riesce a creare grazie al suo lavoro e dalle emozioni che suscitano le sue
immagini.

Michał Sterzyński, Alessandro Gassman / fot. Massimo Tommasini

C’è qualcosa che ti ha colpito nello stile di lavoro italiano?

Avevo lavorato in Italia solo nelle pubblicità, “Non odiare” è stato il mio primo lungometraggio italiano. Abbiamo avuto una grande fortuna perché il lavoro si è svolto senza complicazioni. Non abbiamo mai avuto più di un quarto d’ora di ritardo. Non ero sicuro di cosa aspettarmi perché non sapevo come si lavora su set di questo tipo in Italia. Alla fine devo dire che gli italiani si sono rivelati molto precisi e preparati. Sono rimasto piacevolmente sorpreso. L’ambiente di lavoro era perfetto, ho potuto concentrarmi del tutto sulle foto.

Con tuo fratello Maciej Sterzyński siete titolari della casa di produzione Stern Pictures che ha collaborato alla realizzazione di questo fi lm. Come siete entrati a far parte di questa coproduzione?

Abbiamo partecipato a questa produzione grazie ad Alessandro Leone e alla sua Agresywna Banda che ha coprodotto “Non odiare”. Dopo abbiamo conosciuto il resto del team e il regista Mauro Mancini. Abbiamo lavorato insieme sul progetto iniziando dalla fase di preproduzione. I preparativi sono stati intensi perché le location erano vuote e le abbiamo allestite appositamente per il film.

Avete girato un film sull’antisemitismo in una città simbolicamente legata a questa tematica?

È vero, tutte le scene le abbiamo girate a Trieste dove nel settembre del 1938 Mussolini ha annunciato le leggi razziali. La scelta del posto sicuramente non è stata casuale. Ma è altrettanto importante notare che è un film con un messaggio universale, in fondo non si riconosce facilmente in quale città siamo. Questa storia poteva succedere dappertutto. Sia la produzione che il regista non volevano collegare la tematica del film con una città precisa in Italia. In conseguenza abbiamo fatto un film che non è tipicamente italiano pur essendo realizzato in Italia. È una storia dove succedono tante cose ma nello stesso tempo è molto intima. Siamo riusciti a mantenere un certo equilibrio tra parola e immagine.

In che cosa consiste, secondo te, la buona reputazione dei direttori della fotografi a polacchi?

Ormai è un marchio mondiale, sinonimo di un alto livello di professionalità. Si distinguono soprattutto grazie al loro background artistico-culturale che ricevono nelle scuole polacche artistiche o di cinematografia. In Polonia impariamo molto di più rispetto ad un direttore della fotografia statunitense o di un’altra parte del mondo. Molto spesso siamo in grado di disegnare velocemente l’inquadratura, abbiamo una sensibilità visuale maggiore e questo aiuta molto. All’estero possiamo migliorare la tecnica ma non impareremo mai le basi che sono altrettanto importanti nel nostro mestiere.

Lunghe code all’entrata del Museo Nazionale di Varsavia

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Da lunedì i musei e le gallerie dell’arte sono stati riaperti, e ieri davanti al Museo Nazionale di Varsavia si è formata una lunga fila. La gente era in coda per visitare la mostra d’Arte Antica. Fra i visitatori che aspettavano per entrare, si potevano incontrare famiglie con figli, giovani curiosi, stranieri, ad esempio arrivati dalla Bielorussia, gente attratta dalla mostra ma probabilmente anche dall’entrata gratuita. Jolanta Hercog, vicedirettrice del Museo Nazionale di Varsavia, ha ammesso che nessuno aspettava un successo e una partecipazione così grande. Inoltre ha sottolineato che il Museo è pronto ad accogliere i visitatori, rispettando tutte le raccomandazioni sanitarie. Fino a domenica è possibile ammirare anche la mostra della pittura polacca “Polonia. La forza dell’immagine” anche se il maggiore interesse lo suscita comunque la Galleria d’Arte Antica con i suoi 1800 pezzi esposti delle antiche civiltà d’Egitto, Medio Orientale, Grecia e Roma. Fino al  7 febbraio l’ingresso al Museo Nazionale di Varsavia rimane gratuito.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C806686%2Cwarszawa-kolejka-zwiedzajacych-do-muzeum-narodowego.html