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Home Blog Page 107

[Aggiornamento 04.02.2021] Situazione attuale in Polonia rispetto all’epidemia di COVID-19

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In Polonia si sono registrati ancora nuovi casi, ma con il numero complessivo dei malati attivi sostanzialmente stabile.

Il numero complessivo dei casi attivi è 207.004 (settimana scorsa 209.330), di cui in gravi condizioni 1.333 (settimana scorsa 1.406), ovvero circa lo 0,6% del totale. Gli ultimi dati al 4 febbraio 2021 mostrano un numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore di 6.496 nuove infezioni registrate e 444 morti.

Il numero delle vittime nell’ultima settimana è stato ancora alto, ovvero 2.290 morti dal 28 gennaio (in salita rispetto ai dati della settimana precedente dove si sono registrati 1.882 morti).

Il Voivodato della Masovia (960), la Cuiavia-Pomerania (719), la Pomerania (564), la Grande Polonia (545), e la Slesia (523) sono i Voivodati maggiormente interessati da nuovi casi.

numeri dell’epidemia sono stabilizzati, ad oggi sono occupati 12.945 letti da pazienti COVID-19, 1.333 le terapie intensive.

Tutto il territorio polacco è ancora zona rossa con obbligo di mascherine nei luoghi pubblici, anche all’aperto. Sono chiusi bar, ristoranti, palestre, cinema e teatri, con alcune eccezioni e la presenza di diverse restrizioni sul numero di persone consentite nei negozi, nei centri commerciali e vincoli per l’esercizio dell’attività delle strutture alberghiere. Ristoranti, bar e caffetterie possono effettuare il solo servizio con consegna a domicilio o da asporto.

Prosegue inoltre la campagna vaccinale in Polonia, che conta al 4 febbraio circa 1.461.578 persone vaccinate per il COVID-19.

Per quanto riguarda gli sposamenti, resta in vigore l’obbligo di quarantena di 10 giorni per gli ingressi in Polonia, anche da paesi europei, con mezzi di trasporto organizzati, salvo presentare test COVDI-19 negativo nelle 48 ore precedenti l’ingresso.

Si raccomanda di limitare gli spostamenti e monitorare i dati epidemiologici nel caso di viaggi programmati da e verso la Polonia, per il rischio di possibili nuove restrizioni sui voli e gli spostamenti.

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Informazioni per i cittadini italiani in rientro dall’estero e cittadini stranieri in Italia tra cui le risposte alle domande:

  • Ci sono Paesi dai quali l’ingresso in Italia è vietato?
  • Sono entrato/a in Italia dall’estero, devo stare 14 giorni in isolamento fiduciario a casa?
  • Quali sono le eccezioni all’obbligo di isolamento fiduciario per chi entra dall’estero?
  • E’ consentito il turismo da e per l’estero?

Per gli spostamenti da e per l’Italia a questo link le informazioni del Ministero degli Esteri:
https://www.esteri.it/mae/it/ministero/normativaonline/decreto-iorestoacasa-domande-frequenti/

La situazione Polonia verrà aggiornata all’indirizzo: www.icpartners.it/polonia-situazione-coronavirus/

Per maggiori informazioni:
E-mail: info@icpartnerspoland.pl
Telefono: +48 22 828 39 49
Facebook: www.facebook.com/ICPPoland
LinkedIn: www.linkedin.com/company/icpartners/

Poznań: operazione di polizia tra Francia, Italia e Polonia sgomina organizzazione criminale

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Nell’ambito della congiunta operazione delle polizie di Francia, Italia e Polonia, coordinata dall’Ufficio europeo per la lotta antifrode, a Poznań la polizia ha arrestato 13 persone e ha sequestrato centinaia di migliaia dei farmaci contraffatti. Tra i prodotti sequestrati ci sono farmaci oncologici, sostanze psicotrope etc. La polizia ha trovato anche 15 kg di principi attivi e palliativi per un totale di almeno 5,6 milioni d’euro. L’operazione è stata condotta dall’Ufficio internazionale centrale della polizia polacca per le investigazioni. I funzionari lavoravano su questo caso da qualche mese. Gli investigatori hanno scoperto anche che l’organizzazione criminale aveva rubato una quantità significativa di prodotti farmaceutici. 9 persone sono detenute in attesa del processo. Il caso è ancora aperto e la polizia non esclude altri arresti.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C807358%2Cpolicja-przejela-setki-tysiecy-podrobionych-lekow-13-osob-zatrzymanych.html

L’arte della fotografia secondo Michał Sterzyński

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Michał Sterzyński direttore della fotografia, laureato all’Accademia di Belle Arti di Poznań e alla Global Cinematography Institute di Los Angeles. Il suo cortometraggio di diploma “Decay” (2014) ha ricevuto numerosi premi tra cui American Movie Award e Los Angeles Movie Award per miglior fotografia. A Gazzetta Italia Michał racconta le sue esperienze lavorative tra Europa e Stati Uniti con particolare attenzione alla produzione italo-polacca “Non odiare” di Mauro Mancini, con Alessandro Gassman come protagonista.

Il film ha avuto la prima all’ultima Mostra del Cinema di Venezia e il 16 novembre ha aperto Warsaw Jewish Film Festival. Quale direttore della fotografia di “Non odiare” Sterzyński ha ricevuto, durante il Festival di Venezia, la “Menzione Speciale per il Cinema” di Gazzetta Italia.

Michał Sterzyński / fot. Massimo Tommasini

Volevi diventare direttore della fotografia ma hai scelto un percorso originale di studi?

Ho iniziato la carriera all’Accademia di Belle Arti di Poznań in due facoltà: Fotografia e Intermedia ma molto presto ho cambiato per un percorso formativo individuale perché fin dall’inizio ero certo che volevo occuparmi di cinema. In seguito ho scelto di continuare gli studi negli Stati Uniti, in una scuola dedicata esclusivamente ai direttori della fotografia indirizzata ad insegnare la tecnica del mestiere, qui impari i segreti del cinema hollywoodiano dai professionisti. Per diventare un bravo direttore della fotografia devi percorrere una strada difficile perché adesso tanti sognano di lavorare nel cinema. È difficile soprattutto iniziare a fare i lungometraggi ma io ero testardo e ho realizzato il mio sogno.

Quali sono le differenze lavorative tra Europa e America?

La scuola americana è molto industriale e ha le proprie regole, forma gli esperti che faranno le grandi produzioni hollywoodiane. Tanta attenzione si presta al processo stesso di fare film e alla gerarchia tra i diversi mestieri, e il direttore della fotografia è ultimo in quella gerarchia. Inoltre il cinema americano, anchequello indipendente è molto commerciale e c’è la tendenza ad inquadrare ogni direttore della fotografia in un solo determinato genere in cui viene considerato bravo. Una volta ho perso l’occasione di fare un film negli Stati Uniti in fase di preproduzione perché avevo nel portfolio solo film thriller e loro volevano qualcuno per una commedia. Lì tutto è molto schematico se non hai mai fatto le commedie vuol dire che non le sai fare. Non si prende in considerazione che puoi adattare l’esperienza al film che devi girare. L’Europa è decisamente più artistica e lavora con altri principi. La scelta del direttore della fotografia dipende dall’estetica delle sue foto, dall’atmosfera che riesce a creare grazie al suo lavoro e dalle emozioni che suscitano le sue
immagini.

Michał Sterzyński, Alessandro Gassman / fot. Massimo Tommasini

C’è qualcosa che ti ha colpito nello stile di lavoro italiano?

Avevo lavorato in Italia solo nelle pubblicità, “Non odiare” è stato il mio primo lungometraggio italiano. Abbiamo avuto una grande fortuna perché il lavoro si è svolto senza complicazioni. Non abbiamo mai avuto più di un quarto d’ora di ritardo. Non ero sicuro di cosa aspettarmi perché non sapevo come si lavora su set di questo tipo in Italia. Alla fine devo dire che gli italiani si sono rivelati molto precisi e preparati. Sono rimasto piacevolmente sorpreso. L’ambiente di lavoro era perfetto, ho potuto concentrarmi del tutto sulle foto.

Con tuo fratello Maciej Sterzyński siete titolari della casa di produzione Stern Pictures che ha collaborato alla realizzazione di questo fi lm. Come siete entrati a far parte di questa coproduzione?

Abbiamo partecipato a questa produzione grazie ad Alessandro Leone e alla sua Agresywna Banda che ha coprodotto “Non odiare”. Dopo abbiamo conosciuto il resto del team e il regista Mauro Mancini. Abbiamo lavorato insieme sul progetto iniziando dalla fase di preproduzione. I preparativi sono stati intensi perché le location erano vuote e le abbiamo allestite appositamente per il film.

Avete girato un film sull’antisemitismo in una città simbolicamente legata a questa tematica?

È vero, tutte le scene le abbiamo girate a Trieste dove nel settembre del 1938 Mussolini ha annunciato le leggi razziali. La scelta del posto sicuramente non è stata casuale. Ma è altrettanto importante notare che è un film con un messaggio universale, in fondo non si riconosce facilmente in quale città siamo. Questa storia poteva succedere dappertutto. Sia la produzione che il regista non volevano collegare la tematica del film con una città precisa in Italia. In conseguenza abbiamo fatto un film che non è tipicamente italiano pur essendo realizzato in Italia. È una storia dove succedono tante cose ma nello stesso tempo è molto intima. Siamo riusciti a mantenere un certo equilibrio tra parola e immagine.

In che cosa consiste, secondo te, la buona reputazione dei direttori della fotografi a polacchi?

Ormai è un marchio mondiale, sinonimo di un alto livello di professionalità. Si distinguono soprattutto grazie al loro background artistico-culturale che ricevono nelle scuole polacche artistiche o di cinematografia. In Polonia impariamo molto di più rispetto ad un direttore della fotografia statunitense o di un’altra parte del mondo. Molto spesso siamo in grado di disegnare velocemente l’inquadratura, abbiamo una sensibilità visuale maggiore e questo aiuta molto. All’estero possiamo migliorare la tecnica ma non impareremo mai le basi che sono altrettanto importanti nel nostro mestiere.

Lunghe code all’entrata del Museo Nazionale di Varsavia

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Da lunedì i musei e le gallerie dell’arte sono stati riaperti, e ieri davanti al Museo Nazionale di Varsavia si è formata una lunga fila. La gente era in coda per visitare la mostra d’Arte Antica. Fra i visitatori che aspettavano per entrare, si potevano incontrare famiglie con figli, giovani curiosi, stranieri, ad esempio arrivati dalla Bielorussia, gente attratta dalla mostra ma probabilmente anche dall’entrata gratuita. Jolanta Hercog, vicedirettrice del Museo Nazionale di Varsavia, ha ammesso che nessuno aspettava un successo e una partecipazione così grande. Inoltre ha sottolineato che il Museo è pronto ad accogliere i visitatori, rispettando tutte le raccomandazioni sanitarie. Fino a domenica è possibile ammirare anche la mostra della pittura polacca “Polonia. La forza dell’immagine” anche se il maggiore interesse lo suscita comunque la Galleria d’Arte Antica con i suoi 1800 pezzi esposti delle antiche civiltà d’Egitto, Medio Orientale, Grecia e Roma. Fino al  7 febbraio l’ingresso al Museo Nazionale di Varsavia rimane gratuito.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C806686%2Cwarszawa-kolejka-zwiedzajacych-do-muzeum-narodowego.html

 

Ricerche sul vaccino polacco contro il COVID-19

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Secondo il professore Tomasz Ciach, il capo del gruppo di ricerca del Politecnico di Varsavia, i ricercatori polacchi lavorano sul vaccino contro il COVID-19 dalla scorsa primavera. Ciach ha spiegato che il vaccino è stato progettato in modo da essere prodotto massicciamente ed essere facile da conservare. Alla domanda se il lavorare sul vaccino abbia ancora un senso ha risposto che “c’è ancora uno spazio sul mercato per i nuovi vaccini.” Ciach ha detto anche che è possibile che il vaccino contro il COVID-19 verrà rinnovato ogni tanto come per il vaccino contro l’influenza. I ricercatori sono riusciti a creare la base per produrre i vaccini, ma vogliono continuare a lavorare sul vaccino la cui produzione sarebbe più facile ed efficace.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C805067%2Cna-politechnice-warszawskiej-trwaja-prace-nad-polska-szczepionka-przeciw

Torta Soffice allo yogurt e amarene

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Ingredienti
180 gr di farina 00
180 gr di zucchero semolato
3 uova intere
1 vasetto di yogurt alle amarene o alle ciliegie
3 cucchiai di olio di semi di girasole
Scorza grattugiata di un limone
Mezza bacca di vaniglia
Amarene sciroppate

Per guarnire:
200 ml di panna fresca
2 cucchiai di zucchero
semolato

 

 

Procedimento:
In una capiente terrina montate le uova con lo zucchero fino ad ottenere una massa soffice e spumosa. Per montare bene le uova occorre che esse siano rigorosamente a temperatura ambiente.

Setacciate la farina. Continuando a montare a bassa velocità, aggiungete al composto montato lo yogurt e gli aromi: la buccia del limone grattugiata e i semi della vaniglia. Incorporate bene poi unitevi la farina, un po’ alla volta fino al completo esaurimento. Aggiungete infine l’olio e mescolate bene a mano il composto.

Rivestite di carta forno il fondo di una tortiera apribile di 24 cm di diametro, imburrando bene anche i bordi. Aggiungete un po’ di amarene all’impasto e mescolate, poi versate dentro la tortiera e livellate con cura, ponendo delle amarene anche sulla superficie. Infornate in forno già caldo a 180° per circa 25 minuti (fate la prova dello stecchino in ogni caso).

Fate raffreddare e sformate su un piatto da portata.

Prima di servire la torta, spolverizzatela con zucchero a velo, montate con le fruste elettriche la panna ben fredda aggiungendovi poco per volta lo zucchero e servite il dolce a fette, con una generosa porzione di panna sopra o a lato della fetta stessa.

Voli aerei, ripresa prevista in estate, il test sul coronavirus potrà influire sul prezzo del biglietto

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“I viaggi aerei quest’anno dipenderanno dalle restrizioni che i paesi metteranno in atto a causa della pandemia, come la quarantena, i test e la vaccinazione”, ha detto il presidente dell’Autorità dell’aviazione civile Piotr Samson. A suo parere, il requisito del test può influenzare il prezzo del biglietto, invece la vaccinazione influirà sulla disposizione dei voli. Alla domanda su come sarà quest’anno per l’industria dell’aviazione, il presidente della CAA ha indicato che il fattore principale sarà la velocità e la disponibilità delle vaccinazioni. Questo dipende, sia dai produttori di vaccini, che dalla loro fornitura che dalla concreta realizzazione delle campagne di vaccinazione. “Oggi possiamo dire che stiamo entrando nel 2021 ad un livello stagnante, quindi questo primo trimestre sarà molto, molto difficile. Non mi aspetto un rimbalzo. Penso che ci sarà una continuazione del declino fino a marzo”, ha spiegato il capo dell’ufficio. Secondo lui, “un certo rimbalzo” nell’aviazione sarà visibile solo in estate. Ha ricordato che nel quarto trimestre del 2020, l’industria ha registrato una diminuzione del numero di passeggeri del 70 per cento, e nel primo trimestre di quest’anno raggiungerà l’80 per cento rispetto al primo trimestre del 2019. Alla domanda se i test o i certificati di vaccinazione saranno una condizione per consentire a un viaggiatore di salire su un aereo, Samson ha detto che c’è una discussione su questo argomento sia a livello europeo che internazionale. “In questo momento, date le restrizioni di accesso al vaccino, è improbabile che qualcuno prenda una tale decisione”. Tuttavia l’introduzione di test obbligatori può influenzare il prezzo dei biglietti. “Bisogna ricordare che i test costano. Sarà un’ altra restrizione perchè il test dovrà essere aggiunto al prezzo del biglietto. E un tale test fatto privatamente costa circa 500 PLN”. Samson non ha escluso che di fronte alla pandemia le compagnie aeree cambieranno i loro orari di volo, i tipi di aerei o i modelli di vendita dei biglietti. Secondo lui, alcune compagnie aeree potrebbero anche fallire.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C805093%2Cwymog-testu-na-koronawirusa-moze-wplynac-na-cene-biletu-lotniczego.html

Le nuvole su Ferrara

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“Bianche oblunghe come le navi greche drasticamente tagliate dal basso”, ripensai a questa citazione passando per le strade di ciottoli e mattoni, eredità della famiglia d’Este. Si tratta del frammento tratto dalla poesia “Le nuvole su Ferrara” di Z. Herbert, noto e spesso rievocato. Mi sono ricordato di un mio amico che aveva citato i versi di questa poesia in modo che non me ne fossi mai scordato. Tanto è vero che “il ricordo” è una parola chiave per Ferrara che senza dubbio mi sarebbe servita come l’hashtag sotto ogni foto di questa città misteriosa.

Ferrara è situata quasi in Veneto, infatti dista soli sette chilometri da questa regione. Tuttavia fa parte dell’Emilia-Romagna ed è la più grande tra le città della parte nordorientale della regione. I suoi confini sono delimitati dal fiume Po. La sua posizione, per così dire, sconvolge l’ordine della linea retta delle città del nord a partire da Piacenza, per poi passare per Modena, Bologna fino a Rimini. Da questo deriva la sensazione che Ferrara sia un’isola, una città a sé stante, il che emerge anche dalla storia della città. Simbolo indiscusso di Ferrara è il Castello Estense che sorge imponente nel centro storico ferrarese, circondato da un ampio fossato richiamante la grandezza della famiglia Estense che fondò la propria grandezza su questa pianura. Questa costruzione è anche la prova del crescente malessere sociale in contrasto alla vita sontuosa della corte. Infatti Niccolò II d’Este, temendo lo scoppio di una rivolta sociale, decise di costruire questa fortezza nel 1385. È interessante osservare come pure le prigioni sotterranee del castello siano un simbolo di dualismo del sistema di valori rinascimentale, da una parte la celebrazione della bellezza e dall’altra la grande spietatezza. Le prigioni sono caratterizzate da interni limitati e cupi, d’estate umidi e d’inverno gelidi. Anche una visita breve lascia una sensazione di terrore.Ed è proprio questa l’immagine che porteremo via con noi lasciando Ferrara, piuttosto che il ricordo della Cattedrale Romana oppure il Campanile (il cui progetto è attribuito a Leon Battista Alberti). Il castello fu costruito alla fine del XIV secolo, tuttavia la struttura che vediamo oggi è l’effetto della ricostruzione del 1544 effettuata sotto il regno di Ercole II d’Este, figlio di Alfonso d’Este e Lucrezia Borgia. Di fatti è proprio qui che risiedette la figlia del celebre papa che difese la propria sede dagli interessi politici del padre. Tuttavia la fine del XVI secolo è anche per Ferrara la fine di una certa epoca che lasciò la città in letargia per molto tempo.

 

Castello Estense / fot. D. Dziedziczak

Uno degli ambasciatori letterari di Ferrara in tempi più vicini a noi è lo scrittore Giorgio Bassani. Nella sua prosa narra del crepuscolo di un altro tempo, il mondo di una società dimenticata e dei luoghi di memoria di cui si interessano solo le targhe di marmo o quel che rimane dei ghetti, ossia la sorte della comunità ebraica degli anni ’30 e ’40 del ventesimo secolo, durante l’era del fascismo. “Il giardino dei Finzi Contini” del 1962 è uno dei suoi romanzi più celebri grazie al quale è possibile accedere al giardino della memoria per scontrarsi con il trauma della guerra, nonché un omaggio alla città tutt’ora attraversata da un misterioso vuoto. Nel 1970, il regista Vittorio de Sica realizzò un’opera cinematografica basato proprio sul romanzo di Bassani ed è uno di quei film che possiamo rivedere più volte e nel quale uno dei protagonisti principali è senza dubbio Ferrara. Se te la volessi immaginare, basta che pensi a una città con ciottoli e mattoni, densa di edifici bassi ed estesa su un’area piatta come un tavolo. Ferrara è simile a Ravenna e altre città dell’Emilia-Romagna dove la passione per la bicicletta come mezzo di trasporto pubblico è notevole. Penso che sia molto piacevole muoversi in bicicletta tra le non troppo strette vie del labirinto ferrarese. Giorgio Bassani, nel suo romanzo “La passeggiata prima di cena” descrive così una delle vie più movimentate del centro storico di Ferrara: “[…] corso Giovecca intorno alla fine del secolo XIX (una specie di lunga carraia nell’insieme piuttosto informe, col suo ruvido ciottolato, più degno di un paesone della Bassa che di un capoluogo di provincia, scompartito nel mezzo dalle esili righe parallele delle rotaie del tram […]”.

Palazzo dei diamanti

Seguendo il percorso delle antiche vie ferraresi è possibile giungere a due luoghi particolarmente importanti: il Palazzo dei Diamanti e il Palazzo Schifanoia. Il primo palazzo, ossia il Palazzo dei Diamanti si trova in via Ercole I d’Este, e qui bisogna aprire una parentesi. Ercole fu il leggendario sovrano e duca di Modena e Ferrara che tra gli anni 1478-1479 capeggiò le truppe fiorentine nella guerra contro il papa e il Regno di Napoli manifestando un attivo appoggio nei confronti dei Medici. Durante il suo governo, Ferrara superò i centomila abitanti, sviluppò il sistema finanziario, mentre la corte estense diventò una tra le più importanti corti rinascimentali italiane che ebbe l’onore di ospitare i più celebri umanisti del tempo come Pietro Bembo o Giovanni Pico della Mirandola. Il Palazzo dei Diamanti è senz’altro il simbolo del tempo che fu costruito alla fine del XV secolo, ora parte della Galleria Estense, un’importante tappa dell’itinerario. Sulle pareti troviamo appesi importanti ritratti dei rappresentanti di spicco della scuola ferrarese che tutt’ora sembra sottovalutata, eppure la maggior parte del pubblico colto conosce bene gli inquietanti, nonché bizzarri e smodati quadri del pittore Cosmé Tura, nato e morto a Ferrara. Nelle sale della galleria meritano l’attenzione anche i lavori di Francesco Cossa e Il Garofalo. Il secondo palazzo, chiamato Schifanoia, è caratterizzato dalle pareti interne addobbate con gli affreschi realizzati dagli artisti già menzionati prima. Ho trovato un’informazione interessante riguardo al nome del palazzo “Schifanoia” che apparentemente prende origine dal “schiavar la noia” (lett. schifare la noia). In effetti è impossibile parlare di noia se pensiamo alla vasta collezione di quadri da esaminare, suddivisi in dodici sezioni che corrispondono ai dodici mesi dell’anno e ognuno di questi a sua volta spartito ulteriormente in tre fasce. Nell’insieme creano una vera e propria glorificazione della narrativa illuminata rinascimentale, un’opera di cui gli Este possono essere indubbiamente orgogliosi.

Castello Estense, fot. F. Maciejowski

La sera “le strade di ciottolato e mattoni” diventano sempre più scure, creando un labirinto un po’ da un sogno e un po’ da cronaca nera, per poi talvolta sfociare in una piazza aperta. Pure Michelangelo Antonioni proveniva da Ferrara. Forse è stata proprio l’atmosfera della sua città natale che lo ispirò a mostrare in modo ricorrente le inquadrature delle strade vuote, come quella che osserviamo negli ultimi fotogrammi del lungometraggio “L’eclisse”. Nelle prossimità dell’incrocio tra la Via Piangipane e il Corso Porta Reno ho avuto l’impressione di essere arrivato alla fine del mondo. Il vento soffiava forte e il sole tramontava, sentivo arrivare il temporale mentre nel bar accanto, un po’ affollato, la gente si radunava per bere qualcosa, e poi il silenzio. Ed è proprio il silenzio che fa da culla ai ricordi. È magnifico il modo in cui Herbert conclude la sua poesia: “vedo chiaramente le nuvole sopra Ferrara […] proprio in esse e non nelle stelle si risolve il destino”.

tłumaczenie it: Natalia Kogut

Allentamento restrizioni: dal 1° febbraio aprono i negozi nei centri commerciali

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Durante la conferenza stampa di ieri, il ministro della salute ha comunicato le decisioni del governo. La maggior parte delle restrizioni rimarrà in vigore, almeno fino al 14 febbraio. Il cambiamento più importante è l’apertura dei negozi nei centri commerciali dal 1° febbraio (con un regime sanitario). Anche le gallerie d’arte e i musei saranno aperti dal 1° febbraio (anche in regime sanitario). Invariate sono le restrizioni sugli hotel (rimangono chiusi, eccetto per i viaggiatori d’affari), gli impianti sportivi (solo gli atleti professionisti) e la ristorazione (solo le vendite da asporto). L’insegnamento a tempo pieno si applicherà ancora solo alle classi I-III, per gli altri ci sarà ancora la didattica a distanza. Un altro cambiamento è l’abolizione degli orari per gli anziani a partire dal 1° febbraio, il che significa che tra le 10:00 e le 12:00 tutti potranno fare acquisti nei negozi.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C803441%2Codmrozony-handel-i-kultura-koniec-godzin-dla-seniorow.html

 

[Aggiornamento 28.01.2021] Situazione attuale in Polonia rispetto all’epidemia di COVID-19

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In Polonia si sono registrati ancora nuovi casi, ma con il numero complessivo dei malati attivi sostanzialmente stabile.

Il numero complessivo dei casi attivi è 209.330 (settimana scorsa 207.462), di cui in gravi condizioni 1.406 (settimana scorsa 1.597), ovvero circa lo 0,7% del totale. Gli ultimi dati al 28 gennaio 2021 mostrano un numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore di 7.156 nuovi infezioni registrate e 389 morti.

Il numero delle vittime nell’ultima settimana è stato ancora alto, ovvero 1.882 morti dal 14 gennaio (in calo rispetto ai dati della settimana precedente dove si sono registrati 2.105 morti).

Il Voivodato della Masovia (1.046), la Cuiavia-Pomerania (718), la Grande Polonia (669), la Pomerania (659) e la Slesia (557) sono i Voivodati maggiormente interessati da nuovi casi.

numeri dell’epidemia sono stabilizzati, ad oggi sono occupati 13.879 letti da pazienti COVID-19, 1.406 le terapie intensive.

Tutto il territorio polacco è ancora zona rossa con obbligo di mascherine nei luoghi pubblici, anche all’aperto. Sono chiusi bar, ristoranti, palestre, cinema e teatri, con alcune eccezioni e la presenza di diverse restrizioni sul numero di persone consentite nei negozi, nei centri commerciali e vincoli per l’esercizio dell’attività delle strutture alberghiere. Ristoranti, bar e caffetterie possono effettuare il solo servizio con consegna a domicilio o da asporto.

Nonostante numeri pandemici sostanzialmente stabili, il Governo polacco ha deciso prudenzialmente di estendere le misure di contenimento fino al 14 febbraio, concedendo la riapertura di tutti i negozi dei centri commerciali, di musei e gallerie d’arte.

Da segnalare questa settimana l’annuncio di importanti investimenti da parte di LG, che aumenterà la produzione di batterie per l’elettro-mobilità e di Amazon, che aprirà presto il suo portale e-commerce in Polonia.

Prosegue inoltre la campagna vaccinale in Polonia, che conta al 28 gennaio circa 1.008.253 persone vaccinate per il COVID-19.

Per quanto riguarda gli sposamenti, resta in vigore l’obbligo di quarantena di 10 giorni per gli ingressi in Polonia, anche da paesi europei, con mezzi di trasporto organizzati, salvo presentare test COVDI-19 negativo nelle 48 ore precedenti l’ingresso.

Si raccomanda di limitare gli spostamenti e monitorare i dati epidemiologici nel caso di viaggi programmati da e verso la Polonia, per il rischio di possibili nuove restrizioni sui voli e gli spostamenti.

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Informazioni per i cittadini italiani in rientro dall’estero e cittadini stranieri in Italia tra cui le risposte alle domande:

  • Ci sono Paesi dai quali l’ingresso in Italia è vietato?
  • Sono entrato/a in Italia dall’estero, devo stare 14 giorni in isolamento fiduciario a casa?
  • Quali sono le eccezioni all’obbligo di isolamento fiduciario per chi entra dall’estero?
  • E’ consentito il turismo da e per l’estero?

Per gli spostamenti da e per l’Italia a questo link le informazioni del Ministero degli Esteri:
https://www.esteri.it/mae/it/ministero/normativaonline/decreto-iorestoacasa-domande-frequenti/

La situazione Polonia verrà aggiornata all’indirizzo: www.icpartners.it/polonia-situazione-coronavirus/

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