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GAZZETTA ITALIA 85 (febbraio -marzo 2021)

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“E quindi uscimmo a riveder le stelle”. Il titolo della nuova Gazzetta Italia 85 – la frase pronunciata da Dante nella Divina Commedia quando esce dell’Inferno – simboleggia perfettamente il nostro pressante desiderio d’uscire dal girone infernale pandemico per ricominciare a vivere pienamente. Gazzetta celebra così l’anno di Dante, dedicando copertina e tre magnifici disegni interni a tutta pagina ad uno dei padri della lingua italiana. Tra gli articoli che approfondiscono la figura del sommo poeta c’è quello del professore Alberto Casadei uno dei maggiori esperti mondiali di Dante. 

Ma Gazzetta ci farà viaggiare in Piemonte, scoprire Faenza, analizzare l’opera dello straordinario regista Luchino Visconti, entrare nel mondo delle donne di mafia e parlare di insegnamento e poesia con il docente dell’Università di Varsavia Alessandro Baldacci. E poi come sempre non mancheranno approfondimenti sull’arte, la storia, i motori, la musica – aspettando il prossimo Festival di Sanremo – sulla cucina, con ricette e la storia dell’aceto balsamico di Modena, e naturalmente sulla lingua trattando di grammatica, fraseologia e fumetti.

[Aggiornamento 11.02.2021] Situazione attuale in Polonia rispetto all’epidemia di COVID-19

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In Polonia si sono registrati ancora nuovi casi, ma con il numero complessivo dei malati attivi sostanzialmente stabile.

Il numero complessivo dei casi attivi è sceso a 206.380 (settimana scorsa 207.004), di cui in gravi condizioni 1.267 (settimana scorsa 1.333), ovvero circa lo 0,6% del totale. Gli ultimi dati al giorno 11 febbraio 2021 mostrano un numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore di 7.008 nuove infezioni registrate e 456 morti.

Il numero delle vittime nell’ultima settimana è stato ancora alto, ovvero 1.833 morti dal 4 febbraio (in discesa rispetto ai dati della settimana precedente dove si sono registrati 2.290 morti).

Il Voivodato della Masovia (1.087), la Pomerania (702), la Slesia (621), la Cuiavia-Pomerania (567) e la Grande Polonia (556) sono i Voivodati maggiormente interessati da nuovi casi.

numeri dell’epidemia sono stabilizzati, ad oggi sono occupati 12.227 letti da pazienti COVID-19, 1.267 le terapie intensive.

Tutto il territorio polacco è ancora zona rossa con obbligo di mascherine nei luoghi pubblici, anche all’aperto. Sono chiusi bar, ristoranti e palestre, con alcune eccezioni e la presenza di diverse restrizioni sul numero di persone consentite nei negozi, nei centri commerciali e vincoli per l’esercizio dell’attività delle strutture alberghiere. Ristoranti, bar e caffetterie possono effettuare il solo servizio con consegna a domicilio o da asporto.

A partire dal 12 febbraio saranno allentate le misure di contenimento e hotel, cinema, teatri, piscine e piste da sci riapriranno, ma sotto stretto regime sanitario. Palestre, bar e ristoranti rimarranno chiusi almeno fino al 26 febbraio.

Prosegue inoltre la campagna vaccinale che conta circa 1.884.113 persone vaccinate per il COVID-19 in Polonia, 3,41% totale.

Per quanto riguarda gli sposamenti, resta in vigore l’obbligo di quarantena di 10 giorni per gli ingressi in Polonia, anche da paesi europei, con mezzi di trasporto organizzati, salvo presentare test COVDI-19 negativo nelle 48 ore precedenti l’ingresso.

Si raccomanda di limitare gli spostamenti e monitorare i dati epidemiologici nel caso di viaggi programmati da e verso la Polonia, per il rischio di possibili nuove restrizioni sui voli e gli spostamenti.

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Informazioni per i cittadini italiani in rientro dall’estero e cittadini stranieri in Italia tra cui le risposte alle domande:

  • Ci sono Paesi dai quali l’ingresso in Italia è vietato?
  • Sono entrato/a in Italia dall’estero, devo stare 14 giorni in isolamento fiduciario a casa?
  • Quali sono le eccezioni all’obbligo di isolamento fiduciario per chi entra dall’estero?
  • E’ consentito il turismo da e per l’estero?

Per gli spostamenti da e per l’Italia a questo link le informazioni del Ministero degli Esteri:
https://www.esteri.it/mae/it/ministero/normativaonline/decreto-iorestoacasa-domande-frequenti/

La situazione Polonia verrà aggiornata all’indirizzo: www.icpartners.it/polonia-situazione-coronavirus/

Per maggiori informazioni:
E-mail: info@icpartnerspoland.pl
Telefono: +48 22 828 39 49
Facebook: www.facebook.com/ICPPoland
LinkedIn: www.linkedin.com/company/icpartners/

A Carnevale ogni vino vale?

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Coriandoli, maschere, stelle filanti: Carnevale è il periodo più colorato dell’anno ed è anche un trionfo di sapori! La tradizione gastronomica per questa festa vede tra i protagonisti più importanti i dolci, e le specialità tipiche la fanno da padrone. Semplici o farcite, morbide o croccanti, ma soprattutto fritte e cosparse di zucchero.

Accompagnarle con un buon bicchiere è un piacere che vale la pena concedersi e quindi viene spontaneo chiedersi: quale vino si può abbinare ai dolci di Carnevale? Una risposta univoca non c’è, ma seguendo alcune indicazioni è più facile non sbagliare. In linea generale si può dire che i dolci di Carnevale ben si sposano a fresche bollicine e a passitiimportanti. Ecco alcuni suggerimenti ai quali si può far riferimento per esaltare il gusto e la festa.

Per i dolci fritti sono preferibili le bollicine. Le bolle sono un’ottima opzione per accompagnare le “chiacchiere” e l’abbinamento ideale è sicuramente con un fresco e profumato Moscato d’Asti, in cui le sue nuances di muschio e biancospino si fondono a intensi sentori di litchi e pescabianca, confl uendo in un elegante finale ricco di sfumature cremose. In questo caso quindi si sceglie un vino con un certo dosaggio zuccherino (quindi non un brut, o extra brut o dosaggio zero, per intendersi). La parola d’ordine, oltre alla dolcezza, è freschezza, oltre alla giusta delicatezza dei profumi. Giocando sull’affi nità il vino giusto da abbinare a dolci quali frappe, castagnole o frittelle di mele, potrebbe essere un buon Passito o un Vin Santo; corposo, profumato e dolce, con l’accortezza però di scegliere quello giusto. Niente vini troppo dolci, quindi, per evitare che il risultato finisca per essere troppo intenso, stucchevole e non piacevole.

Anche in presenza di farciture alla crema o cioccolato possiamo sicuramente affi darci ad un ricco vino passito, ma da uve rosse, come ad esempio un Sagrantino Passito di Montefalco. Al naso vi sentirete immersi in morbidi sentori fruttati di more, ribes e note di macchia mediterranea, con tocchi di spezie e vaniglia sul finale. In bocca potrete apprezzarne la grande struttura, allietata da un tannino liscio e levigato.

In tale percorso anche vini quali Marzemino o Raboso passiti saranno effi caci e sontuosi accompagnamenti, per condividere al meglio i lieti giorni di festa che il Carnevale ci regala per scaldare il cuore e la vita durante l’inverno. 

Grande attesa per la riapertura di alberghi, piste da sci e altre strutture sportive

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Il 12 febbraio gli alberghi, rispettando tutti i regimi sanitari e il 50% disponibilità dei letti, finalmente potranno accogliere i loro ospiti. Oltre agli hotel si apriranno anche alcuni impianti sportivi e le piste da sci. Chiuse rimangono invece le palestre e i ristoranti negli hotel. Tuttavia, come riporta “Polski Holding Hotelowy”, si vede che il maggiore interesse lo suscitano le strutture in montagna. Tra questi quello più famoso con quasi tutte le stanze già prenotate è “Zagroń” a Szczyrk. Successo hanno anche gli hotel a Międzyzdroje, Gdańsk o Hel. “Polski Holding Hotelowy” è una società a controllo statale che gestisce le strutture alberghiere appartenenti alla Tesoreria dello Stato. “Polski Holding Hotelowy” è la seconda maggiore società alberghiera in Polonia ed è l’unica solo con il capitale polacco in cui si trovano 27 strutture alberghiere.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C812237%2Cotwarcie-hoteli-od-12-lutego-bardzo-duze-zainteresowanie-obiektami-w-gorach

Serrata dei media privati polacchi contro la nuova tassa che vuole imporre il governo

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Protesta nazionale dei media non pubblici contro la volontà del governo di imporre una nuova tassa sulle entrate pubblicitarie. Siti web, radio, tv oggi hanno le pagine oscurate con un messaggio in cui denunciamo la volontà del governo di indebolire la libertà del giornalismo indipendente. “L’imposta sugli annunci è un duro colpo per i media liberi. La maggior parte di loro basa la propria esistenza sugli introiti pubblicitari. In questo modo, le autorità toglieranno forza alle inchieste giornalistiche, elimineranno il controllo dei fatti e soffocheranno le critiche. È così che Orbán si è sbarazzato dei media liberi in Ungheria. Oggi, i media liberi in Polonia protestano contro il governo PiS che vuole imporgli una tassa di solidarietà. Molti siti web, compreso Wyborcza.pl, non pubblicano alcun testo oggi, a parte la dichiarazione editoriale e un elenco congiunto di editori e emittenti che denunciano questa azione del governo. In questo modo, vogliamo mostrare insieme quanto siano importanti la libertà di parola e l’indipendenza dei media in un paese democratico. Ci scusiamo con i nostri iscritti e lettori, nonché con i nostri partner commerciali. Apprezziamo la loro comprensione e supporto”, scrive Gazeta Wyborcza sulla propria pagina online così come stanno facendo tutti i media non pubblici.

Polonia Oggi

FMI: la Polonia può spendere di più per combattere la crisi

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Il Fondo Monetario Internazionale valuta che dirigere i fondi pubblici solo alle industrie colpite da restrizioni sanitarie potrebbe lasciare alcune imprese associate ai settori colpiti senza aiuto. Il FMI ha scritto nel suo rapporto che la resilienza del settore delle imprese e del mercato del lavoro, con il forte sostegno delle misure anti-crisi del governo e della Banca Nazionale Polacca, dovrebbe rafforzare la forte ripresa economica in Polonia. Il fondo stima che nel 2020 la Polonia abbia vissuto una delle recessioni più leggere tra i paesi dell’Unione Europea, con un calo del Prodotto Interno Lordo (PIL) del 3,4% nel 2020. Finora la Polonia ha speso circa 180 miliardi di zloty per combattere la crisi. Mentre la pandemia svanisce e la ripresa si approfondisce, la politica dovrebbe evolversi verso il sostegno alla riqualificazione dei dipendenti e l’implementazione di soluzioni che stimolano gli investimenti. Il FMI ricorda che il tasso di interesse è stato ridotto praticamente a zero (allo 0,1% dall’1,5%) e la Banca Nazionale Polacca ha inoltre implementato acquisti di attività. Secondo il FMI, l’inflazione media annua nel 2021 sarà del 2,6%, nel 2022 del 2,2%, nel 2023 del 2,3%. e del 2,5% negli anni 2024-2025. Il FMI ha anche sottolineato che il mantenimento dei prestiti sarà fondamentale per la ripresa economica dopo la pandemia Covid-19 e raccomanda al settore bancario di adottare un approccio attivo alla conclusione di accordi sui prestiti immobiliari in valuta estera. La Banca Centrale Polacca ha scritto in un comunicato che il fondo ritiene che la Banca nazionale polacca abbia adeguatamente allentato il corso della politica monetaria, integrando le sue attività in ambito fiscale, il che ha ridotto l’impatto negativo della pandemia sull’economia e il settore bancario, e invece il Ministro delle Finanze ha detto che è soddisfatto della valutazione positiva e dell’economia polacca.

https://biznes.interia.pl/gospodarka/news-mfw-polska-dobrze-przygotowana-do-odbicia-gospodarczego,nId,5037141

 

Kasia Smutniak: la felicità è nella condivisione

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“Pantafa” è il nuovo film con Kasia Smutniak che la casa di produzione italiana Fandango sta realizzando in Abruzzo, la terra dell’oro giallo, il prezioso e profumato zafferano. Ed è in una pausa tra una ripresa e l’altra che intervistiamo l’attrice polacca ormai diventata una delle indiscusse icone del cinema italiano.

Immersa nel quieto Abruzzo bucolico che effetto ti fa la tumultuosa attualità socio-politica polacca?

Seguo con grande attenzione quello che succede nel mio Paese. Devo dire che sono colpita favorevolmente dal messaggio che arriva dalle migliaia di persone che scendono nelle strade a protestare per i loro diritti. Sta tornando la fiducia nel valore della collettività, ci si riunisce per cambiare la società, si condivide una posizione e la si manifesta. È un segnale positivo che non vedo in Italia dove ci si lamenta di tante cose ma, forse, si è troppo disillusi per credere che manifestando uniti si possa veramente cambiare il mondo che ci circonda.

Le proteste in corso in questi mesi organizzate dall’Ogólnopolski Strajk Kobiet (Sciopero Generale delle Donne) hanno portato nelle strade tanti diversi contenuti sociali, dal diritto all’aborto, ai temi LGBT, alla questione dei rapporti Stato-Chiesa. Manifestazioni molto partecipate dai giovani e arricchite da una incredibile fantasia e ironia di slogan. È in arrivo un tardivo 1968 in Polonia? Dopotutto il movimento sessantottino nei paesi comunisti non ebbe possibilità di influenzare pienamente la società e una volta caduto il Muro di Berlino le priorità economiche misero in secondo piano valori e diritti sociali.

Ottima analisi e bella domanda. Io da piccola ho fatto in tempo a vivere gli ultimi anni del comunismo e l’arrivo del capitalismo. È stata una ubriacatura di colori e di cose, siamo passati dal non aver nulla al poter avere tutto. Uno scossone che ha creato spaesamento e che ha spinto il Paese a rincorrere passivamente i modelli occidentali senza vaglio critico. Abbagliati dal mito americano e dalla globalizzazione abbiamo voluto omologarci troppo in fretta. Ora forse dopo qualche anno di corsa cieca cominciamo ad aprire gli occhi e a capire che rischiamo di perdere un pezzo della nostra identità. Riguardo al ruolo delle donne abbiamo fatto passi indietro. Quando giovanissima sono andata in Italia, pur arrivando da un Paese in cui la vita non era certo spensierata e ricca, ero comunque fiera di raccontare la posizione emancipata delle donne polacche. Mia nonna era una militare, mia madre una infermiera, tutte le donne lavoravano e in qualche modo la società doveva occuparsi della gestione dei figli. Io tornavo a casa da scuola e restavo sola, non esistevano baby sitter. Ecco in quella dimensione non c’era spazio per la donna casalinga e non c’erano dubbi sulla parità di diritti e doveri tra uomo e donna. L’Italia anni fa era più arretrata della Polonia su questi temi, ora la situazione si sta invertendo.

Sei madre di due figli, quanto è difficile essere genitori oggi in una società liquida in cui ci sono poche certezze, tanto individualismo e in cui l’eroismo è riuscire a stare a casa per non rischiare il contagio da Covid?

Credo che ci siano eroi anche oggi, certo si tratta di eroismi diversi dai modelli ideali che avevamo noi. Viviamo in un’epoca complessa, per me chi oggi si impegna in politica anche solo per cambiare qualcosa nel suo quartiere è un eroe, così lo sono le migliaia di persone che si organizzano per manifestare e difendere diritti individuali e collettivi. La società oggi non è più così lineare, non c’è una chiara dicotomia tra bene e male, è difficile approcciarsi ai giovani limitandosi a ripetere quelli che una volta era i canoni educativi consolidati ovvero il valore dello studio per avere un lavoro migliore, fare una famiglia e vivere tranquilli. Quello che cerco di dare ai miei figli è una apertura mentale che gli consenta di essere preparati alle imprevedibili evoluzioni della società. Li faccio viaggiare, li ho portati in Nepal dove da anni porto avanti un progetto di impegno socio-educativo, e queste esperienze sicuramente li arricchiscono e allargano i loro orizzonti. Cerco anche di insegnarli che al mondo non viviamo da soli, è importante saper convivere e condividere pensieri ed emozioni con chi ci sta vicino perché la felicità è proprio nella condivisione.

Nel film “Perfetti sconosciuti”, di cui sei stata protagonista sia nella versione italiana sia nel remake polacco, il telefono rappresentava lo scrigno dei nostri segreti, ma in realtà il cellulare è sempre più il canale attraverso cui siamo bombardati 24 ore al giorno di comunicazioni commerciali e di una babele di notizie in cui con difficoltà distinguiamo la verità dai fake. Corriamo il rischio d’essere mentalmente hackerati?

Sì, questo è un problema di grande attualità. Siamo sommersi da innumerevoli idiozie, da negazionismi, terrapiattismi e complottismi, a fatica riusciamo a separare i fatti dalle interpretazioni spesso fuorvianti che ne danno. E questa è la maggiore differenza rispetto agli anni in cui sono cresciuta, epoca in cui il rosso era rosso, il nero era nero, un tramonto era solo e invariabilmente un tramonto. Oggi l’aspetto più pericoloso è la perdita della memoria storica, in questo sensoavere dei docenti di storia preparati e onesti intellettualmente è un grande valore, attualmente mi preoccupa come possa essere insegnata la storia nelle scuole polacche.

Il cinema polacco però è in gran salute, c’è un’ondata di bravi registi che toccano tematiche importanti.

Le ondate artistiche sono cicliche e spesso sono scatenate dall’esigenza di esprimere qualcosa di forte, di raccontare ingiustizie sociali e problemi individuali. Una volta registi come Wajda e Kieslowski esprimevano determinati malesseri, oggi Komasa e Szumowska, per citarne due tra tanti, ne esprimono altri. Apprezzo molto i registi polacchi che in questi anni hanno la forza e il coraggio di trattare temi scomodi e, spesso, quando fai un film che sai che potrebbe essere indigesto ad una fetta di società allora lo fai ancora meglio.

Un coraggio che a te certo non manca. Hai mostrato senza filtri di avere la vitiligine, un gesto che avrà sicuramente dato forza a tanti che ne sono colpiti.

Bè se con questo gesto ho dato un pizzico di serenità anche ad una sola persona ne sono felice perché anch’io, da quando soffro di vitiligine, avrei avuto bisogno di incontrare qualcuno capace di darmi la forza e la tranquillità interiore per affrontare questo problema. La vitiligine è un fastidio estetico che crea insicurezza, più verso sé stessi che nei confronti degli altri o del lavoro. Anzi io lavoro sempre di più, le macchie si possono coprire con il trucco. Il problema è che ti guardi allo specchio e pensi a quando non avevi le macchie e questo indubbiamente ci disturba. Un giorno però mi sono alzata e ho pensato “questa sono io”, queste macchie sono la mia storia. Una malattia psicosomatica ti obbliga a riflettere su di te, sul tuo percorso di vita e quella che sono io oggi è il frutto di una maggiore conoscenza e consapevolezza di me stessa. Qualcuno scarica lo stress quotidiano sulla pelle e ha la vitiligine, altri hanno attacchi di panico o malattie più gravi. La cosa strana è che io che non sono certo una patita dei social ho trovato in Instagram la forma più semplice per liberarmi di questo peso, mostrare e raccontare questa patologia con parole mie, senza filtri, un gesto liberatorio che mi ha rasserenato, e se questo ha dato tranquillità anche a qualche altro compagno di questa malattia allora ho raggiunto un duplice scopo, privato e sociale.

Tra i diversi ruoli che hai interpretato qual è quello che ti è più affine?

Guarda ogni produzione significa mesi o anni di lavoro. Sul set i tempi sono infiniti, a volte mi annoio e non vedo l’ora di tornare a casa. Quindi diciamo che più che cercare interpretazioni in cui mi sento a mio agio sono attratta da ruoli diversi e lontanida come sono io, cerco sfi de nuove che mi diano quella curiosa inquietudine che mi spinge a mettermi alla prova, a imparare qualcosa di nuovo e a non annoiarmi sul set.

Il cinema come ne uscirà dalla pandemia?

Sicuramente cambiato. Non nei temi ma nella chiave espressiva, un po’ come è avvenuto nella musica dove i pezzi sono diventati più brevi e hanno eliminato le intro. Io preferisco i film alle serie ma mi rendo conto che l’utenza sta cambiando, non sono più tutti romantici come me che amano il rito dell’andare a vedere un film al cinema. Pensa a quanta differenza c’è tra lo scegliere di uscire per andare al cinema e sedersi in sala in mezzo alla gente senza usare il telefono e obbligati a guardare tutto il film, anche se non piace, e lo stare in divano e dare ad un film una chance di attenzione di 15 minuti per decidere se continuare a vederlo o cambiare canale, film o serie tv. Comunque non bisogna aver paura dei cambiamenti, da temere sono i momenti di stasi. Così nella quotidianità guardo positivamente chi si mette in gioco coinvolgendo altre persone per portare avanti un obiettivo comune, mentre mi preoccupo quando vedo prevalere l’indifferenza.

In Italia la situazione è più statica rispetto alla Polonia?

Noi polacchi la rivoluzione ce l’abbiamo nel DNA, in Italia c’è un approccio diverso. A fine novembre abbiamo pranzato in giardino, al sole, tagliatelle al tartufo, ecco al di là di qualsiasi interpretazione sociologica penso che qui, nonostante ci siano tanti problemi, la gente sta comunque bene, si fa fatica a far rivoluzioni con questo clima e avvolti da tanta bellezza.

foto: Giorgio Codazzi, Andrea Pattaro

Tomasz Kireńczuk nominato direttore artistico del Festival Teatrale di Sant’Arcangelo

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Tomasz Kireńczuk ha affermato che al Festival di Sant’Arcangelo gli artisti hanno la possibilità di esporre le proprie opinioni riguardo alla contemporaneità, affrontandola in modo critico. Kireńczuk è un critico teatrale, drammaturgo e responsabile di progetti artistici; per molti anni è stato direttore per la programmazione del Teatro Nuovo Proxima di Cracovia. Fino al 2019 è stato prima portavoce e poi ha collaborato come direttore al programma del Festival Teatrale Internazionale Dialogo a Wrocław. La settimana scorsa è stato nominato nuovo direttore artistico per gli anni 2022-2024 del Festival di Sant’Arcangelo, uno dei più importanti festival teatrali italiani, di cui quest’anno vi sarà la 51esima edizione, nell’omonima città. Questo evento annuale, famoso a livello europeo, è collegato all’arte di ricerca, di sperimentazione, moderna, impegnata socialmente e politicamente. Le parole alla base del programma di Kireńczuk sono quattro: rethink, rebuild, react, resist. Il festival secondo lui deve essere attento, sensibile, empatico, un punto di incontro interessato alle sfide dell’ambiente circostante ed alle periferie del dibattito pubblico, un luogo dove integrare ed includere tutti gli spettatori e la popolazione locale. In questo periodo caratterizzato dalla pandemia, Kireńczuk ha ricordato che l’arte è entrata in stretto contatto con la vita quotidiana, aggiungendo che bisogna pensare a rendere meno precaria la vita lavorativa degli artisti, più giusta, più equa, anche dal punto di vista economico, con soluzioni reali. Il fatto di doversi trasferire in Italia lo incuriosisce e lo motiva a conoscere la cultura e la creatività al di là dei confini.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C809695%2Ckirenczuk-santarcangelo-miejsce-dla-tych-ktorzy-traktuja-sztuke-jako

 

“I Wish You”, catartico viaggio tra Italia e Polonia di Luca Del Sole

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Un inno al coraggio di cambiar vita sulla rotta Italia-Polonia. Potremmo definire così “I Wish You” la canzone scritta, parole e musica, da Luca Del Sole, sanremese residente da anni a Bydgoszcz. “Quarant’anni è una età particolare, ti vien voglia di riflettere su quanto hai fatto, su quanto avresti potuto fare e a cosa d’ora in poi hai voglia di dedicarti”, racconta Del Sole che da qualche tempo è tornato ai suoi amori giovanili: musica e fotografia. “Ho lavorato 20 anni come militare, un’esperienza importante ma ora ho bisogno di ritrovare leggerezza e questa canzone esprime esattamente il mio stato d’animo.”

Il video della canzone esplicita il senso di un progetto nato a cavallo tra Italia e Polonia, come tu ti dividi tra Peschiera del Garda e Bydgoszcz?

Luca del Sole

All’inizio il video non era previsto, ma si è reso necessario per dare la giusta visibilità al singolo. Per questo, successivamente ho dovuto cercare un filo conduttore che fosse armonico lungo tutto lo sviluppo del brano. Il tema più coerente non poteva che essere il viaggio dato che continuo a spostarmi in diverse città tra Italia e Polonia. Così nel video trovate le località che hanno a che fare con la stesura e la produzione del brano a cominciare da Bydgoszcz, dove il brano è stato concepito e scritto il 30 giugno 2019, nonché registrato (la parte strumentale). Poi le sconfinate spiagge di Darłówko, dove mi sono abbandonato a interminabili passeggiate ammirando tramonti mozzafiato che sono poi staticatturati nel ritornello della canzone. Qui, durante l’estate del 2019, ho revisionato e ultimato testi e melodie al sole della Plaża Zachodnia durante una breve vacanza. Le emozioni più intense del lungo viaggio che è stata la realizzazione di “I Wish You” sono legate a questo piccolo villaggio. Grudziąz, il luogo dove nel piano originario avrebbe dovuto svolgersi la registrazione della traccia strumentale del brano. Alla fine non se ne è fatto nulla, ma una clip a questo “brutto anatroccolo” ho voluto dedicarla ugualmente. A Ospedaletti, sulle spiagge del ponente ligure, ho proseguito le mie vacanze e il lavoro di rifinitura della versione originale del brano prima della registrazione. Peschiera del Garda è stata base operativa italiana del progetto dove mi trovavo durante il lockdown dovuto al COVID. E infine Milano dove si è svolta tutta la registrazione e post produzione della traccia vocale, presso lo studio Bunker Home Productions di Paolo Agosta, prima di arrivare a Monzambano per il mixing finale.

Sei il deus ex machina del progetto, autore della composizione, nonché batterista di una curiosa formazione di musicisti italo-polacchi, ce li descrivi?

Mateusz Tomaszewski e Luka Zawadzki formano un duo melodico particolarmente attivo sulla scena di Varsavia con il loro progetto “Pólcień”. Sono gli autori del meraviglioso arrangiamento delle chitarre: elettrica (lead), acustica e basso. Claudio Luce è il titolare dello studio di registrazione River Studio Recording nella piccola Monzambano, suo l’arrangiamento della seconda chitarra elettrica del brano e soprattutto è il sound engineer del progetto. Geoffrey De Vai la voce della canzone. Artista eclettico, personalità tracotante e carisma da vendere. Il cantante della mia prima formazione musicale a 16anni. Una collaborazione bellissima nata dopo oltre 25 anni di silenzio assoluto.

Melodica e orecchiabile “I Wish You”, che potete ascoltare su YouTube, ha anche il merito d’essere un progetto che vuole contribuire con una donazione all’ospedale pediatrico Gaslini di Genova.

Musicisti, cantanti, tecnici siamo tutti padri con figli praticamente coetanei, così mi è venuto spontaneo mostrare attenzione verso chi si occupa di curare e quindi dare gioia e futuro ai bambini.

Krzystof Warlikowski, Leone d’oro alla carriera per il Teatro alla Biennale di Venezia

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

E’ il regista polacco Krzysztof Warlikowski, figura emblematica del teatro post comunista che ha marcato la scena internazionale creando visioni memorabili, il Leone d’oro alla carriera per il Teatro 2021. Il Leone d’argento è tributato all’inglese Kae Tempest, insieme poeta, autore per il teatro e di testi narrativi, rapper e performer di travolgenti e affollatissimi reading. Lo ha deliberato il Consiglio di Amministrazione della Biennale di Venezia accogliendo la proposta di ricci/forte (Stefano Ricci e Gianni Forte), direttori del settore Teatro.
La premiazione avrà luogo nel corso del 49. Festival Internazionale del Teatro (2 > 11 luglio). “Da più di vent’anni Krzysztof Warlikowski – secondo la motivazione – è fautore di un profondo rinnovamento del linguaggio teatrale europeo. Utilizzando anche riferimenti cinematografici, un uso originale del video e inventando nuove forme di spettacolo atte a ristabilire il legame tra l’opera teatrale e il pubblico, Warlikowski sprona quest’ultimo a strappare il fondale di carta della propria vita e scoprire cosa nasconde realmente”.
Presente con le sue regie teatrali nei maggiori festival di tutto il mondo – dall’Europa alle Americhe – e con i suoi allestimenti lirici nei più importanti teatri d’opera – da Parigi a Londra e Salisburgo – Krzysztof Warlikowski è “un artista libero – scrivono ricci/forte – che apre brecce poetiche illuminando con un fascio di luce cruda il rovescio della  medaglia;  che  rompe  la  crosta  delle  cose  toccando le coscienze; che scende nelle viscere del dolore e mette in discussione con ironia le ambiguità sia della Storia con la “s” maiuscola sia quelle della nostra esistenza individuale, offrendoci la visione di una società minacciata da cambiamenti radicali e sempre più assediata da una tentacolare classe dirigente di predatori famelici, evidenziando la violenza nei rapporti sociali e familiari e il bisogno urgente che l’emozione di un puro e semplice desiderio d’amore ci può donare”.
Polonia Oggi