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L’aeroporto di Breslavia progetta nuove rotte estive e offre test per Covid-19

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

La compagnia aerea Wizzair attiva un nuovo collegamento, il volo da Breslavia a Split, situata sul mare Adriatico in Croazia. Il collegamento farà parte degli orari estivi e sarà realizzato una volta alla settimana, la domenica, a partire dal 20 giugno. Il presidente dell’aeroporto di Breslavia, Dariusz Kuś ha sottolineato che d’estate la Croazia è una destinazione veramente popolare tra i polacchi. Kus ha inoltre aggiunto che da Breslavia da luglio con Ryanair sarà probabilmente possibile volare anche a Zadar in Croazia. Il vicepresidente dell’aeroporto di Breslavia, Cezary Pacamaj ha informato che l’aeroporto ed i vettori stanno continuamente progettando gli orari che consentirebbero sia i viaggi estivi al sud d’Europa che i voli agli aeroporti internazionali per le persone che viaggiano per lavoro. Naturalmente tutto è ancora in attesa di conferma. L’orario estivo sarà valido a partire da marzo. Attualmente nel piano possiamo trovare le destinazioni offerte dalle compagnie low cost, tra l’altro: Malaga,Tenerife, Palermo, Napoli, Bari, Creta, Londra o Oslo. Inoltre, dall’inizio di febbraio all’aeroporto di Breslavia sono disponibili i test antigenici rapidi per le persone che partono da Breslavia. Quelli che vogliono eseguirlo, devono informare il servizio dell’aeroporto nel punto di misurazione della temperatura. I test li possono fare anche le persone non appartenenti all’area Schengen. Un risultato negativo permette di evitare 10 giorni di quarantena obbligatoria. All’aeroporto di Breslavia è anche possibile eseguire il test in modalità Real Time-qPCR, disponibile per tutti.

Navi appestate sulle rotte mediterranee

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Fin dall’antichità le città costiere furono privilegiate rispetto a quelle continentali perché potevano intraprendere scambi commerciali più rapidi e remunerativi via mare con gli altri porti.

Ma dal 1348 sulle rotte mediterranee cominciò a viaggiare una clandestina foriera di morte: la peste, che proveniva dai focolai sempre attivi del Kurdistan iraniano e del Basso Volga che si estendeva agli Urali, al Caucaso e al Mar Caspio. Fra i vari imprevisti della navigazione (fortunali, attacchi dei pirati, avarie degli scafi…) il peggiore fu costituito dalla peste a bordo perché alla nave veniva impedito l’ingresso nei porti che nonfossero attrezzati con lazzaretti in grado di accoglierla attuando le opportune pratiche di isolamento e di espurgo.

Se l’equipaggio veniva decimato dalla peste, diventava difficile persino pilotare la nave e aumentavano esponenzialmente anche le probabilità di naufragare. Così accadde a capitan Rebatu che, dopo aver perduto per la peste sei marinai, naufragò nelle acque di Alessandria il 28 gennaio 1769.

Copertina del volume Rotte mediterranee e baluardi di sanità, a cura di N.E.Vanzan Marchini, Milano Ginevra 2004

Il Magistrato alla Sanità della Repubblica di Venezia stampava e distribuiva dei proclami destinati a tutti i porti, anche concorrenti e nemici, nei quali forniva informazioni sulle navi appestate, descrivendo sugli scali che avevano toccato con la possibilità di averli contagiati, e segnalando il lazzaretto cui erano approdate con indicazioni sull’inizio e sulla fine della loro contumacia. Così avvenne il 28 giugno 1760, quando un proclama a stampa diramò la notizia che la polacca comandata dal francese capitano Billon era partita da San Giovanni d’Acri dove c’era la peste. La nave giunse a Marsiglia, dopo aver perso parte del suo equipaggio. Venezia sospese la “libera pratica”, cioè ogni contatto con il porto di Marsiglia fino al 26 novembre 1760, quando diffuse la notizia della scomparsa del pericolo.

Un esempio della capacità operativa degli informatori veneziani è fornito dalle segnalazioni anche degli assalti corsari che moltiplicavano le occasioni di infezione. Va precisato che, a differenza dei pirati che agivano in proprio, i corsari erano sostenuti dalle nazioni che li pagavano perché depredassero e indebolissero i loro nemici. La nave corsara inglese “Neptune” nel 1760 attaccò la nave francese “La Sacre Famille”, proveniente dalla città appestata di San Giovanni d’Acri e diretta a Livorno e poi a Marsiglia. Gli inglesi presero, oltre al bottino, anche la peste che uccise numerosi marinai. Il Magistrato alla Sanità veneziano sospese la “libera pratica” con i porti di Livorno e di Marsiglia e segnalò a tutte le nazioni mediterranee che il legno francese era riparato a Malta.

Il rischio mortale che si correva imbarcandosi su una nave appestata era ben noto, come testimoniano gli altissimi compensi offerti ai marinai ingaggiati per condurla in un porto attrezzato per le operazioni di espurgo. Le navi che battevano bandiera occidentale, se contagiate, cercavano di raggiungere un lazzaretto europeo, ma quelle che partivano dai più lontani scali orientali erano costrette ad affidarsi ad un porto del Levante, infatti avrebbero perso troppo tempo nel ritornare nel Mediterraneo occidentale, per poi dirigersi ancora verso il Mediterraneo Orientale dove riprendere la loro attività.

Vincenzo Maria Coronelli, Navi in tempesta, Sec. XVII.

Oltre alla preoccupazione per le vite umane, la peste a bordo comportava anche il rischio di perdere il carico e lo scafo per il naufragio della nave o per le conseguenze di contumace scontate in luoghi aperti, non protetti da furti, pirati e intemperie. Con reiterate lettere di protesta i mercanti minacciarono i Rettori di Corfù di abbandonare quello scalo per trascorrere la contumacia in luoghi più protetti, se non si fosse provveduto a creare strutture e rifugi sicuri. Per non perdere i mercanti e per non rallentare gli scambi, la Serenissima attrezzò i suoi lazzaretti in siti strategici lungo le coste Dalmate e le Isole Ionie, che funsero da filtro sia alle navi provenienti dal Levante, che alle carovane che giungevano via terra dai paesi Ottomani per imbarcare le loro merci per Venezia. I costi della sosta, più o meno prolungata, e delle pratiche di espurgo delle navi, erano sostenuti dai proprietari delle mercanzie e dai passeggeri che usufruivano delle strutture di isolamento e che, prima di lasciarle, dovevano saldare il conto.

Nel corso del Settecento, gran parte delle navi, che traportavano merci sulle rotte orientali o collegavano gli scali orientali a quelli occidentali, erano veneziane, guidate da personale veneziano, ma affittate da mercanti dell’impero Ottomano con contratti stipulati dai consoli veneziani presenti nelle città più importanti. La peste, scoppiata in una di queste navi, creò un conflitto fra Venezia e Tunisi. Tutto cominciò quando due mercanti tunisini, il 22 marzo 1781, stipularono presso il consolato veneziano di Alessandria il contratto di affitto del vascello ”Buona Unione” del capitano veneziano Gerolamo Padella per il trasporto delle loro merci da Alessandria a Sfax, con scalo a Djerba. Il capitano, ammalato di peste fin dalla partenza, in breve morì. Lo sostituì il figlio Giovan Battista, che propose di tornare ad Alessandria o di raggiungere i porti attrezzati di Rodi o di Cipro, ma i mercanti gli imposero di portarli alladestinazione pattuita. Giunti a Cerigo, anche l’isola veneziana rifiutò di accoglierli, nel frattempo erano morti 4 membri dell’equipaggio e 10 dei 18 passeggeri tunisini. Il capitano puntò sul lazzaretto di Malta dove i sopravvissuti vennero messi in contumacia e la nave e le merci furono bruciate. L’incidente commerciale sfociò in un conflitto internazionale quando i mercanti chiesero, attraverso il bey di Tunisi, il risarcimento dei danni a Venezia, anche se erano stati proprio loro a non voler far condurre tempestivamente la nave in un lazzaretto. Dopo una lunga quanto vana trattativa, la Repubblica dichiarò guerra e attaccò Tunisi con la squadra navale capitanata da Angelo Emo.Correva l’anno 1784.

Vincenzo Maria Coronelli,, L’equipaggio festeggia l’arrivo alla destinazione finale, Sec. XVII

Venezia, che era rimasta estranea ai conflitti europei, ruppe la sua neutralità per un fatto che sembra privato e fortuito ma che, invece, avrebbe creato un precedente pericolosissimo, imputando gli oneri della perdita delle mercanzie non ai mercanti, alle loro assicurazioni e bandiera, ma al capitano della nave e alla sua bandiera. Il caso rischiava di compromettere i trattati commerciali fra Venezia e i Cantoni Barbareschi, le reggenze di Algeri, Tunisi e Tripoli che, al servizio dell’impero Ottomano praticavano la guerra di corsa a danno delle potenze cristiane. La Serenissima, piuttosto che subire gli attacchi corsari, aveva preferito siglare degli accordi di non belligeranza versando ai Barbareschi da 10.000 a 12.000 ducati l’anno, per garantire la sicurezza della navigazione sulla quale aveva costruito la ripresa della sua attività mercantile. L’affaire della nave veneziana, bruciata con le mercanzie tunisine, e la controversia sull’indennizzo compromettevano gli accordi internazionali perciò, quando la diplomazia non poté più garantirli, si ricorse alla guerra. Una guerra poco proficua, conclusa in fretta nel 1792, mentre in Europa la Rivoluzione Francese stava modificando i vecchi regimi e presto avrebbe travolto anche quello della Serenissima.

Per approfondimenti: Rotte mediterranee e baluardi di Sanità, a cura di N.E.Vanzan Marchini, Milano-Ginevra 2004.

Domani, in diretta streaming, il Maestro Caldi dirige l’Orchestra Iuventus

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Massimiliano Caldi, fot: Paweł Jaremczuk

Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Domani Massimiliano Caldi torna a dirigere l’Orchestra Giovanile Polska Orkiestra Sinfonia Iuventus in una serata intitolata “Dall’Italia alla Polonia”, che prevede un ampio programma tutto italiano. Comprenderà Verdi (120 anni dalla morte), Rota (110 anni), Rossini e Mascagni. ad affiancarlo sarà l’amico pianista, Maurizio Baglini, proveniente dall’Italia per eseguire il “Concerto Soirée” di Nino Rota nel 60° anniversario della composizione di questo brano. Il concerto sarà trasmesso in diretta streaming a 19:00 sul canale YouTube dell’Orchestra Iuventus.
Link al concerto con il programma completo: www.youtube.com/channel/UCHL5EGH9MUbelOyE2XCrZFA

Polonia Oggi

GAZZETTA ITALIA 85 (febbraio -marzo 2021)

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“E quindi uscimmo a riveder le stelle”. Il titolo della nuova Gazzetta Italia 85 – la frase pronunciata da Dante nella Divina Commedia quando esce dell’Inferno – simboleggia perfettamente il nostro pressante desiderio d’uscire dal girone infernale pandemico per ricominciare a vivere pienamente. Gazzetta celebra così l’anno di Dante, dedicando copertina e tre magnifici disegni interni a tutta pagina ad uno dei padri della lingua italiana. Tra gli articoli che approfondiscono la figura del sommo poeta c’è quello del professore Alberto Casadei uno dei maggiori esperti mondiali di Dante. 

Ma Gazzetta ci farà viaggiare in Piemonte, scoprire Faenza, analizzare l’opera dello straordinario regista Luchino Visconti, entrare nel mondo delle donne di mafia e parlare di insegnamento e poesia con il docente dell’Università di Varsavia Alessandro Baldacci. E poi come sempre non mancheranno approfondimenti sull’arte, la storia, i motori, la musica – aspettando il prossimo Festival di Sanremo – sulla cucina, con ricette e la storia dell’aceto balsamico di Modena, e naturalmente sulla lingua trattando di grammatica, fraseologia e fumetti.

[Aggiornamento 11.02.2021] Situazione attuale in Polonia rispetto all’epidemia di COVID-19

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In Polonia si sono registrati ancora nuovi casi, ma con il numero complessivo dei malati attivi sostanzialmente stabile.

Il numero complessivo dei casi attivi è sceso a 206.380 (settimana scorsa 207.004), di cui in gravi condizioni 1.267 (settimana scorsa 1.333), ovvero circa lo 0,6% del totale. Gli ultimi dati al giorno 11 febbraio 2021 mostrano un numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore di 7.008 nuove infezioni registrate e 456 morti.

Il numero delle vittime nell’ultima settimana è stato ancora alto, ovvero 1.833 morti dal 4 febbraio (in discesa rispetto ai dati della settimana precedente dove si sono registrati 2.290 morti).

Il Voivodato della Masovia (1.087), la Pomerania (702), la Slesia (621), la Cuiavia-Pomerania (567) e la Grande Polonia (556) sono i Voivodati maggiormente interessati da nuovi casi.

I numeri dell’epidemia sono stabilizzati, ad oggi sono occupati 12.227 letti da pazienti COVID-19, 1.267 le terapie intensive.

Tutto il territorio polacco è ancora zona rossa con obbligo di mascherine nei luoghi pubblici, anche all’aperto. Sono chiusi bar, ristoranti e palestre, con alcune eccezioni e la presenza di diverse restrizioni sul numero di persone consentite nei negozi, nei centri commerciali e vincoli per l’esercizio dell’attività delle strutture alberghiere. Ristoranti, bar e caffetterie possono effettuare il solo servizio con consegna a domicilio o da asporto.

A partire dal 12 febbraio saranno allentate le misure di contenimento e hotel, cinema, teatri, piscine e piste da sci riapriranno, ma sotto stretto regime sanitario. Palestre, bar e ristoranti rimarranno chiusi almeno fino al 26 febbraio.

Prosegue inoltre la campagna vaccinale che conta circa 1.884.113 persone vaccinate per il COVID-19 in Polonia, 3,41% totale.

Per quanto riguarda gli sposamenti, resta in vigore l’obbligo di quarantena di 10 giorni per gli ingressi in Polonia, anche da paesi europei, con mezzi di trasporto organizzati, salvo presentare test COVDI-19 negativo nelle 48 ore precedenti l’ingresso.

Si raccomanda di limitare gli spostamenti e monitorare i dati epidemiologici nel caso di viaggi programmati da e verso la Polonia, per il rischio di possibili nuove restrizioni sui voli e gli spostamenti.

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Informazioni per i cittadini italiani in rientro dall’estero e cittadini stranieri in Italia tra cui le risposte alle domande:

  • Ci sono Paesi dai quali l’ingresso in Italia è vietato?
  • Sono entrato/a in Italia dall’estero, devo stare 14 giorni in isolamento fiduciario a casa?
  • Quali sono le eccezioni all’obbligo di isolamento fiduciario per chi entra dall’estero?
  • E’ consentito il turismo da e per l’estero?

Per gli spostamenti da e per l’Italia a questo link le informazioni del Ministero degli Esteri:
https://www.esteri.it/mae/it/ministero/normativaonline/decreto-iorestoacasa-domande-frequenti/

La situazione Polonia verrà aggiornata all’indirizzo: www.icpartners.it/polonia-situazione-coronavirus/

Per maggiori informazioni:
E-mail: info@icpartnerspoland.pl
Telefono: +48 22 828 39 49
Facebook: www.facebook.com/ICPPoland
LinkedIn: www.linkedin.com/company/icpartners/

A Carnevale ogni vino vale?

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Coriandoli, maschere, stelle filanti: Carnevale è il periodo più colorato dell’anno ed è anche un trionfo di sapori! La tradizione gastronomica per questa festa vede tra i protagonisti più importanti i dolci, e le specialità tipiche la fanno da padrone. Semplici o farcite, morbide o croccanti, ma soprattutto fritte e cosparse di zucchero.

Accompagnarle con un buon bicchiere è un piacere che vale la pena concedersi e quindi viene spontaneo chiedersi: quale vino si può abbinare ai dolci di Carnevale? Una risposta univoca non c’è, ma seguendo alcune indicazioni è più facile non sbagliare. In linea generale si può dire che i dolci di Carnevale ben si sposano a fresche bollicine e a passitiimportanti. Ecco alcuni suggerimenti ai quali si può far riferimento per esaltare il gusto e la festa.

Per i dolci fritti sono preferibili le bollicine. Le bolle sono un’ottima opzione per accompagnare le “chiacchiere” e l’abbinamento ideale è sicuramente con un fresco e profumato Moscato d’Asti, in cui le sue nuances di muschio e biancospino si fondono a intensi sentori di litchi e pescabianca, confl uendo in un elegante finale ricco di sfumature cremose. In questo caso quindi si sceglie un vino con un certo dosaggio zuccherino (quindi non un brut, o extra brut o dosaggio zero, per intendersi). La parola d’ordine, oltre alla dolcezza, è freschezza, oltre alla giusta delicatezza dei profumi. Giocando sull’affi nità il vino giusto da abbinare a dolci quali frappe, castagnole o frittelle di mele, potrebbe essere un buon Passito o un Vin Santo; corposo, profumato e dolce, con l’accortezza però di scegliere quello giusto. Niente vini troppo dolci, quindi, per evitare che il risultato finisca per essere troppo intenso, stucchevole e non piacevole.

Anche in presenza di farciture alla crema o cioccolato possiamo sicuramente affi darci ad un ricco vino passito, ma da uve rosse, come ad esempio un Sagrantino Passito di Montefalco. Al naso vi sentirete immersi in morbidi sentori fruttati di more, ribes e note di macchia mediterranea, con tocchi di spezie e vaniglia sul finale. In bocca potrete apprezzarne la grande struttura, allietata da un tannino liscio e levigato.

In tale percorso anche vini quali Marzemino o Raboso passiti saranno effi caci e sontuosi accompagnamenti, per condividere al meglio i lieti giorni di festa che il Carnevale ci regala per scaldare il cuore e la vita durante l’inverno. 

Grande attesa per la riapertura di alberghi, piste da sci e altre strutture sportive

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Il 12 febbraio gli alberghi, rispettando tutti i regimi sanitari e il 50% disponibilità dei letti, finalmente potranno accogliere i loro ospiti. Oltre agli hotel si apriranno anche alcuni impianti sportivi e le piste da sci. Chiuse rimangono invece le palestre e i ristoranti negli hotel. Tuttavia, come riporta “Polski Holding Hotelowy”, si vede che il maggiore interesse lo suscitano le strutture in montagna. Tra questi quello più famoso con quasi tutte le stanze già prenotate è “Zagroń” a Szczyrk. Successo hanno anche gli hotel a Międzyzdroje, Gdańsk o Hel. “Polski Holding Hotelowy” è una società a controllo statale che gestisce le strutture alberghiere appartenenti alla Tesoreria dello Stato. “Polski Holding Hotelowy” è la seconda maggiore società alberghiera in Polonia ed è l’unica solo con il capitale polacco in cui si trovano 27 strutture alberghiere.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C812237%2Cotwarcie-hoteli-od-12-lutego-bardzo-duze-zainteresowanie-obiektami-w-gorach

Serrata dei media privati polacchi contro la nuova tassa che vuole imporre il governo

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Protesta nazionale dei media non pubblici contro la volontà del governo di imporre una nuova tassa sulle entrate pubblicitarie. Siti web, radio, tv oggi hanno le pagine oscurate con un messaggio in cui denunciamo la volontà del governo di indebolire la libertà del giornalismo indipendente. “L’imposta sugli annunci è un duro colpo per i media liberi. La maggior parte di loro basa la propria esistenza sugli introiti pubblicitari. In questo modo, le autorità toglieranno forza alle inchieste giornalistiche, elimineranno il controllo dei fatti e soffocheranno le critiche. È così che Orbán si è sbarazzato dei media liberi in Ungheria. Oggi, i media liberi in Polonia protestano contro il governo PiS che vuole imporgli una tassa di solidarietà. Molti siti web, compreso Wyborcza.pl, non pubblicano alcun testo oggi, a parte la dichiarazione editoriale e un elenco congiunto di editori e emittenti che denunciano questa azione del governo. In questo modo, vogliamo mostrare insieme quanto siano importanti la libertà di parola e l’indipendenza dei media in un paese democratico. Ci scusiamo con i nostri iscritti e lettori, nonché con i nostri partner commerciali. Apprezziamo la loro comprensione e supporto”, scrive Gazeta Wyborcza sulla propria pagina online così come stanno facendo tutti i media non pubblici.

Polonia Oggi

FMI: la Polonia può spendere di più per combattere la crisi

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Il Fondo Monetario Internazionale valuta che dirigere i fondi pubblici solo alle industrie colpite da restrizioni sanitarie potrebbe lasciare alcune imprese associate ai settori colpiti senza aiuto. Il FMI ha scritto nel suo rapporto che la resilienza del settore delle imprese e del mercato del lavoro, con il forte sostegno delle misure anti-crisi del governo e della Banca Nazionale Polacca, dovrebbe rafforzare la forte ripresa economica in Polonia. Il fondo stima che nel 2020 la Polonia abbia vissuto una delle recessioni più leggere tra i paesi dell’Unione Europea, con un calo del Prodotto Interno Lordo (PIL) del 3,4% nel 2020. Finora la Polonia ha speso circa 180 miliardi di zloty per combattere la crisi. Mentre la pandemia svanisce e la ripresa si approfondisce, la politica dovrebbe evolversi verso il sostegno alla riqualificazione dei dipendenti e l’implementazione di soluzioni che stimolano gli investimenti. Il FMI ricorda che il tasso di interesse è stato ridotto praticamente a zero (allo 0,1% dall’1,5%) e la Banca Nazionale Polacca ha inoltre implementato acquisti di attività. Secondo il FMI, l’inflazione media annua nel 2021 sarà del 2,6%, nel 2022 del 2,2%, nel 2023 del 2,3%. e del 2,5% negli anni 2024-2025. Il FMI ha anche sottolineato che il mantenimento dei prestiti sarà fondamentale per la ripresa economica dopo la pandemia Covid-19 e raccomanda al settore bancario di adottare un approccio attivo alla conclusione di accordi sui prestiti immobiliari in valuta estera. La Banca Centrale Polacca ha scritto in un comunicato che il fondo ritiene che la Banca nazionale polacca abbia adeguatamente allentato il corso della politica monetaria, integrando le sue attività in ambito fiscale, il che ha ridotto l’impatto negativo della pandemia sull’economia e il settore bancario, e invece il Ministro delle Finanze ha detto che è soddisfatto della valutazione positiva e dell’economia polacca.

https://biznes.interia.pl/gospodarka/news-mfw-polska-dobrze-przygotowana-do-odbicia-gospodarczego,nId,5037141