Slide
Slide
Slide
banner Gazzetta Italia_1068x155
Bottegas_baner
baner_big
Studio_SE_1068x155 ver 2
Baner Gazetta Italia 1068x155_Baner 1068x155
ADALBERTS gazetta italia 1068x155
FA-1013-Raffaello_GazettaItalia_1068x155_v1

Home Blog Page 112

Nel terzo trimestre 2020 dimezzato il valore degli acquisti da parte di stranieri

0

Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Il valore dei beni e dei servizi acquistati in Polonia da stranieri nel terzo trimestre del 2020 è sceso del 46,6 per cento annuo. Lo riporta l’Ufficio centrale di statistica (Gus), i cui dati vengono ripresi dal portale “Business Insider Polska”. Il valore di tali acquisti nel periodo luglio-settembre di quest’anno è di 7 miliardi di zloty (1,5 miliardi di euro). Sebbene il dato sia significativamente minore rispetto a quello del terzo trimestre del 2019, resta comunque molto positivo se confrontato al trimestre precedente (+113,4 per cento). Per quanto riguarda l’ingresso di stranieri in Polonia nel terzo trimestre, esso è sceso del 38,5 per cento annuo mentre è cresciuto dell’87,1 per cento su base trimestrale.

https://businessinsider.com.pl/finanse/handel/gus-wydatki-cudzoziemcow-w-polsce-polakow-za-granica-iii-kwartal-2020/kr8e4lw

Portavoce premier, dalla seconda metà di gennaio partiranno le vaccinazioni del gruppo 1

0
nor

Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Dalla seconda metà di gennaio partiranno le vaccinazioni del gruppo 1, ovvero anziani e membri di alcune professioni quali docenti e forze dell’ordine. Lo ha detto Michal Dworczyk, a capo della cancelleria del premier polacco Mateusz Morawiecki. Questa previsione è fondata “sulle dichiarazioni delle società farmaceutiche che forniscono il vaccino” e su di esse il governo di Varsavia “ha un’influenza limitata”. Un altro fattore da tenere in considerazione è il tempo che ci vorrà per la vaccinazione del cosiddetto gruppo 0, cominciata ufficialmente ieri. Dworczyk ha detto anche che entro il Capodanno arriveranno in Polonia 300 mila dosi di vaccino e che questa sarà la quantità settimanale che arriverà nel Paese finché altre società farmaceutiche non avranno registrato i loro vaccini. I prossimi rifornimenti avverranno per via aerea.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C782739%2Cdworczyk-w-drugiej-polowie-stycznia-rozpoczniemy-szczepienia-grupy

Giove pittore di farfalle, ovvero le istruzioni del duca Alfonso d’Este per una buona vita

0
Dosso Dossi, Giove pittore di farfalle, Mercurio e la Virtù, anni Venti del XVI secolo, olio su tela, altezza 112 cm, larghezza 150 cm, Castello reale di Wawel, Cracovia

Quando ci viene proposto di abbandonare i nostri doveri e fuggire in campagna, nel cuore della natura, la maggior parte delle persone sorride sognante tra sé e sé, ma presto riappaiono alla mente il pensiero del lavoro e dell’ordinaria e indaffarata quotidianità. Vogliamo andare via, sederci sulla terrazza di qualche villa e osservare la natura: il cielo, il mare, un gatto che poltrisce su un muro assolato, gli uccelli che volano in cerchio nell’aria. Vogliamo essere circondati dal verde, toccare l’erba soffice, contemplare la vita senza affanni. Notare che abbiamo tempo illimitato e nessun obbligo è più importante dello scorrere pigramente le pagine di un libro o del fotografare farfalle. Il nostro mondo oggi è accelerato a tal punto che è difficile immaginare l’ozio ideale se non mentre si aspetta un caffè alla macchinetta.

Nulla di più lontano dal Giove che appare nel dipinto del pittore rinascimentale Dosso Dossi. La storia e il soggetto del dipinto, conservato in Polonia, sono istruzioni sulla buona vita. Vi invito alla lettura.

Della natura degli dei

Dosso Dossi derivò la propria ispirazione da alcune fonti: la storia dell’Egitto tolemaico, l’antica Grecia, l’antica Roma, l’astrologia, l’esoterismo, il simbolismo. Tuttavia c’è anche un poema che ha influito direttamente sulla tematica e sulla composizione del dipinto, ovvero Virtus (La Virtù) di Leon Battista Alberti, teorico dell’arte, architetto ed erudito del primo Rinascimento. L’opera è stata scritta in latino intorno al 1430 durante un soggiorno dell’autore a Roma o poco dopo, quando stava visitando Firenze. Nel 1464 il poema è stato tradotto in italiano ed erroneamente ascritto a Luciano, sofista, retore e satirista romano del II secolo d.C. Alberti, in qualità di celebre umanista ed erudito, ha consapevolmente inserito elementi antichi nella sua opera. Virtus ha la forma di un dialogo tra la Virtù e Mercurio. La dea Virtù arriva sull’Olimpo e vuole lamentarsi con Giove della propria sorte. Nel corso di una passeggiata per i Campi Elisi in compagnia di dotti sapienti e ammiratori della moralità quali Socrate, Platone e Cicerone, la Virtù era stata attaccata dalla Fortuna. Nessuno degli dei era accorso in sua difesa. Avendo ascoltato la sua lamentela, Mercurio ritiene che questo sia un caso insolitamente difficile e che la rimostranza non abbia senso, giacché ciascuno degli dei è subalterno alla Fortuna, persino Giove. Il silenzio è la migliore soluzione e la Virtù dovrebbe usare la sua sapienza per nascondersi tra gli dei minori finché l’odio della Fortuna non si sia placato.

Il tema del poema di Alberti affascinò l’artista, perché la lamentela della Virtù contro la Fortuna venne raffigurata negli affreschi del Castello del Buonconsiglio di Trento. Le volte di una parte del palazzo furono decorate con rappresentazioni delle Virtù. Ai quattro angoli sono rappresentate le Virtù cardinali: Giustizia, Temperanza, Prudenza e Fortezza. Ai due lati più corti l’artista dipinse gli stemmi dei Medici (il papa all’epoca era Clemente VIII ed era membro della famiglia fiorentina) e degli Asburgo, ovvero dell’imperatore Carlo V. Affreschi monocromatici che mostrano la Virtù dalla storia di Alberti occupano i lati più lunghi della stanza. È curioso che proprio in queste raffigurazioni Dosso Dossi abbia mostrato la Virtù vestita di stracci, come descritto da Alberti nel dialogo. Il gruppo dei saggi dell’antichità si lamentano dietro di lei, afflitti e svestiti dei loro abiti e della loro dignità. Mercurio al contrario è impaziente, indaffarato, non vuole consentire alla Virtù di raggiungere Giove e la tratta come un’intrusa. Nel dipinto conservato in Polonia, invece, la Virtù è una donna vestita elegantemente con una ghirlanda sulla testa e nulla del suo atteggiamento o aspetto indica la sfortuna che l’ha colpita.

Un duca sibaritico

Giovanni di Niccolò di Luteri, noto come Dosso Dossi, visse nella cittadina di Mirandola, nelle vicinanze di due corti culturalmente e politicamente vivaci: Mantova e Ferrara. Attivo presso la famiglia estense, fece per loro dipinti e affreschi. Intorno al 1524, su commissione del duca Alfonso d’Este, dipinse l’opera Giove pittore di farfalle, Mercurio e la Virtù. Il dipinto raffigura tre divinità romane: Giove, Mercurio e la Virtù. Ai loro piedi fluttuano le nuvole. Sopra le loro teste c’è un arcobaleno dorato, in un cielo abbastanza cupo e avvolto dall’oscurità, che Giove usa come una tavolozza per dipingere delle farfalle. È un atto creativo, gli dei dipingono noi mortali, gli animali, gli insetti e tutti quanti, particelle della natura, veniamo alla vita sotto lo sguardo divino e voliamo in cielo o scendiamo dalla tela divina verso la terra.

Il duca d’Este era un umanista, ammiratore dell’arte e di vita militare. Era inoltre un sibarita che fuggiva dal trambusto della corte ferrarese in campagna, al palazzo di Belvedere. Occasionalmente dipingeva e creava maioliche. Leggeva poesie, assumeva artisti, si circondava di eruditi. In un ambiente bello e bucolico contemplava le opere d’arte che ordinava e acquistava. Era un tempo in cui l’inerzia, chiamata otium o riposo, era uno stato dell’essere da ricercare, un’abilità nobiliare che pochi riuscivano a usare. In questo senso il dipinto si inserisce perfettamente nel tempo del riposo aristocratico. Dipingere farfalle è creare bellezza circondati dalla natura, è lodare il riposo, importante tanto quanto il lavoro. Non sappiamo a cosa pensasse il duca d’Este osservando l’opera, ma concentrarsi sull’arte, la sua contemplazione, certamente poteva essere un momento di riposo dopo un giorno, una settimana, un mese di lavoro.

Il simbolismo del dipinto

Giove pittore di farfalle, Mercurio e la Virtù è una delle composizioni allegoriche ed esoteriche popolari nella corte ferrarese del XVI secolo. Dosso Dossi trasse ispirazione da un poema di cento anni prima, ma ai tempi del duca Alfonso I d’Este il castello era frequentato da artisti affascinati dai cicli cosmogonici, dall’esoterismo e dall’astrologia. Nel XV secolo a Palazzo Schifanoia a Ferrara, appartenente agli Estensi, venne creato un ciclo astrologico la cui iconografia è stata decifrata soltanto all’inizio del XX secolo dallo storico dell’arte tedesco Aby Warburg. Nel XVI secolo però è probabile che il simbolismo degli affreschi fosse noto in quanto non troppo risalenti. Dosso Dossi richiama temi antichi, ma il dipinto, oltre a raccontare una storia concreta, contiene in sé anche un simbolismo e un messaggio popolari nell’Italia settentrionale all’epoca. L’opera nasconde in sé anche un messaggio esoterico. Mercurio, il cui attributo è il caduceo, era il messaggero degli dei. Il medesimo caduceo d’oro esprimeva il potere esoterico di addormentare e risvegliare i viventi. Le farfalle sono simbolo della volatilità del pensiero, mentre l’arcobaleno dal quale Giove trae i colori come da una tavolozza è simbolo della volatilità delle idee. Il pittore ha pertanto combinato l’invenzione artistica al concetto di ordine universale del mondo. Il gesto di silenzio di Mercurio allude all’ispirazione. Il silenzio è necessario preludio alla creatività.

Il gesto di silenzio

Si pensa che Giove sia il protagonista del dipinto. Ogni interpretazione oscilla intorno alla sua figura di dio che è impegnato nel dipingere farfalle e non nota, o non vuole notare, il mondo che scorre intorno a lui. O non è forse il gesto di silenzio di Mercurio a costruire la narrazione dell’opera? Dosso Dossi si è ispirato agli Emblemata di Andrea Alciati, umanista italiano. Il suo Emblematarum Liber, pubblicato per la prima volta in Italia, è una raccolta di epigrammi, ovvero brevi componimenti poetici, basati su iscrizioni antiche e con incisioni che illustrano testi singoli. Nella prefazione di questo piccolo libro Alciati descrive gli emblemi come un divertimento per gli umanisti fondato sulla cultura classica. Alcuni emblemi indicano una chiara ispirazione. Il gesto del silenzio di Mercurio è stato con molta probabilità ispirato dalle strofe e dalla xilografia In Silentium, in cui il dito del saggio portato alle labbra invita lo stolto a trasformarsi in Arpocrate di Faro (l’isola ad Alessandria d’Egitto). Arpocrate, in qualità di una delle rappresentazioni del dio Horus del periodo tolemaico e romano in Egitto, fu venerato in Grecia e a Roma come dio del silenzio. Gli antichi Greci e Romani hanno però decifrato erroneamente i geroglifici egizi, perché oggi sappiamo che il gesto del silenzio nell’iconografia egiziana identificava l’infanzia (Horus = bambino). Al dipinto possono essere associati alcuni altri emblemi, ma il silenzio diventa in tale opera un messaggio significativo.

La lamentela della Virtù diventa irrilevante. La creazione del mondo viene messa da parte. La cosa più importante è restare in silenzio. Se ci si riesce a contemplare il dipinto in pace, l’equilibrio tra un’attività apparentemente inutile, resta preservata. Dosso Dossi ha dipinto nel quadro il momento di tacitamento della Virtù da parte di Mercurio. Giove è altrimenti occupato, dipinge farfalle. Non si può disturbare il padre degli dei in un’attività così importante. Dite che è divertente? Non credo. Potete immaginare un mondo senza farfalle?

traduzione it: Massimiliano Soffiati

Test gratuiti per il coronavirus per tutti coloro che tornano dall’estero

0
dav

Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Per ricevere una prescrizione per un test gratuito bisogna contattare l’infolinea dell’ispezione sanitaria al numero +48 22-25-00-115. Tutti coloro che arrivano dall’estero in Polonia, e in particolare i viaggiatori dalla Gran Bretagna, possono eseguire un test gratuito per l’individuazione di SARS-CoV-2. Questa raccomandazione è rivolta a tutti coloro che sono venuti in Polonia negli ultimi 14 giorni, anche agli stranieri. Tuttavia, il portavoce del GIS Jan Bondar appella a non presentarsi alle stazioni sanitarie ed epidemiologiche locali, ma ad utilizzare la linea diretta dove i consulenti forniscono istruzioni dettagliate. I test vengono eseguiti su base continuativa e senza ritardi nei punti drive-thru ed  è sufficiente solo una dichiarazione orale della persona interessata . Le persone in attesa di un risultato del test PCR non sono formalmente messe in quarantena, ma devono prestare attenzione fino a quando non ottengono il risultato.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C780527%2Cgis-zacheca-osoby-powracajace-z-zagranicy-do-wykonywania-darmowych-testow

Le vaccinazioni contro il coronavirus inizieranno il 27 dicembre

0

Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Il capo della Cancelleria del Primo Ministro Michał Dworczyk ha annunciato che c’era una dichiarazione secondo cui entro la sera del 26 dicembre le prime 10.000 dosi del vaccino contro il coronavirus saranno consegnate in Polonia, e entro mezzogiorno del 27 dicembre arriveranno agli ospedali principali selezionati e le vaccinazioni inizieranno lo stesso giorno. L’Agenzia Europea per i Medicinali ha deciso lunedì di autorizzare il vaccino contro il coronavirus di Pfizer e BioNTech, poi la Commissione Europea rilascerà un permesso per utilizzare il vaccino in tutti gli stati membri dell’UE. Dworczyk ha sottolineato che dal punto di vista organizzativo la Polonia è pronta ad avviare le vaccinazioni, che inizialmente verranno somministrate agli operatori sanitari e al personale ausiliario e amministrativo delle strutture mediche e delle stazioni sanitarie ed epidemiologiche.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C780169%2Cdworczyk-27-grudnia-pierwsze-szczepienia-przeciw-covid-19.html

La Polonia sospende i collegamenti aerei con il Regno Unito

0

Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

La Polonia ha deciso di sospendere i voli dal Regno Unito dalla mezzanotte di oggi. Questo è quanto deciso dal governo di Varsavia dopo che è emersa la notizia che in Gran Bretagna è apparsa una forma di coronavirus più contagiosa. Il portavoce dell’esecutivo Piotr Muller ha reso noto che oggi si riunisce la squadra di crisi del governo, che discuterà come reagire. Sono intanto in corso la raccolta e l’esame delle informazioni disponibili e il loro scambio tra i Paesi membri dell’Unione europea.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C779721%2Cmuller-loty-z-wielkiej-brytanii-do-polski-zawieszone-od-polnocy-z

Un vaso pieno di ispirazioni che escono dal cuore!

0

Ogni anno i preparativi natalizi pongono nuove sfide. Come conferire ai gusti tradizionali dei dolci natalizi una nuova dimensione che sorprenda e delizi i nostri cari? Quali regali scegliere perché interpretino la gioia dei momenti passati insieme? Sì, sì… sono i soliti dilemmi, sui quali, quest’anno, plana un suggerimento da Nutella® nel suo Calendario dell’Avvento! A quanto pare, il famosissimo vasetto di Nutella® nasconde non solo l’amato gusto della crema di nocciole e cacao, ma anche la forza dell’ispirazione che esce del cuore!

La ricetta di un Natale dolce

È ormai risaputo che la cucina è il cuore di ogni casa e passare tempo insieme preparando dolci natalizi è una bella tradizione di famiglia. Se volete dare un tocco unico ai gusti tradizionali, date un’occhiata a diciassette ricette proposte nel Calendario dell’Avvento di Nutella® e guardate come le hanno realizzate Matteo Brunetti, in gara alla sesta edizione del programma Masterchef, Ewa Wachowicz, autrice del programma “Ewa gotuje” e due blogger culinarie Marieta Marecka e Anna Pastuszka. Una cosa è certa: il loro semifreddo italiano, oppure la torta al formaggio polacca con un’aggiunta di Nutella®, si dimostreranno un’ottima scelta per qualsiasi festa in famiglia!

Create decorazioni o regali natalizi assolutamente unici

Il Calendario dell’Avvento di Nutella® comprende non solo ricette, ma anche ispirazioni su come utilizzare il mitico vasetto di vetro per realizzare decorazioni. Agnieszka Winnicka, conduttrice di programmi televisivi, ha preparato alcune idee per ispirare gli allestimenti natalizi. Contenitori per spezie, lanterne, decorazioni da appendere sulle porte o palle di neve: queste sono solo alcune proposte che la decoratrice e la Nutella® Vi suggeriscono per il Natale di quest’anno! La cosa più importante è il fi lo rosso del Calendario dell’Avvento di Nutella®: il cuore. Quel cuore che mettiamo nella preparazione dei piatti natalizi, delle decorazioni o dei regali e che li rende davvero unici!

Scopri il Calendario dell’Avvento Nutella®
Sito web:
www.nutella.com
Facebook:
www.facebook.com/Nutella.Poland

L’azienda americana Box investe in Polonia

0

Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

L’azienda americana Box specializzata nella gestione dei contenuti basati su cloud, ha scelto Varsavia come sede del suo nuovo ufficio e sta reclutando sviluppatori. Box prevede di impiegare 80 persone entro il 2022 e nei primi mesi del 2023 impiegherà altre 150 persone. Secondo “Puls Biznesu”, Box quotato alla Borsa di New York è il creatore di una piattaforma di gestione dei contenuti basata su cloud. Il capitale della società fondata nel 2005 è attualmente di circa 3 miliardi di dollari. I servizi dell’azienda sono utilizzati da oltre 100.000 aziende e organizzazioni, inclusi marchi come AstraZeneca, Coca-Cola, GE e Morgan Stanley. Secondo il quotidiano, Box impiega oltre 2.000 persone. Secondo la rivista, Box impiega oltre 2.000 persone in tutto il mondo, inclusi Stati Uniti, Canada, Europa, Australia e Giappone. Ha quasi 200 dipendenti nel vecchio continente, ma questo numero aumenterà notevolmente presto, perché l’azienda ha deciso di aprire una filiale in Polonia. Il co-fondatore e presidente di Box Aaron Levie ritiene che la Polonia abbia uno dei più grandi database di programmatori di talento che parlano inglese in Europa, e Varsavia è una città ideale che dà accesso a ingegneri di livello mondiale con una vasta esperienza. La filiale di Varsavia si occuperà principalmente di ricerca e sviluppo.

https://www.pulshr.pl/rekrutacja/amerykanski-gigant-inwestuje-i-zatrudnia-w-polsce,78386.html

Vino e divinità

0

Per i Greci Dioniso, per i Romani Bacco, erano gli dei del vino e dell’estasi.

Secondo la versione più diffusa del mito, Dioniso era nato dall’unione di Zeus con Semele, figlia di Cadmo, re di Tebe. Zeus per avvicinare la donna, che era mortale, le aveva nascosto il suo vero aspetto, ma Semele, istigata dalla gelosa Era, gli chiese di poterlo ammirare nella sua forma di dio del cielo, ed essendogli Zeus comparso con la folgore, restò incenerita. Zeus allora salvò dal suo corpo il piccolo Dioniso e lo cucì nella propria coscia per portarne a compimento la gestazione; quando il bimbo nacque, lo affidò alle ninfe del monte Nisa affinché lo allevassero. Cresciuto nella solitudine dei boschi, educato da Sileno, Dioniso piantò la vite, inebriandosi dell’“umòr che da essa cola”. 

“Il giovanotto con la bella capigliatura azzurra ondeggiante e un mantello scuro sopra le forti spalle” (inno omerico), insegnò agli uomini la viticoltura percorrendo il mondo su un carro trainato da pantere (simbolo d’irrazionalità) con al seguito un corteo di musici, danzatrici, baccanti e divinità minori.

Su questo dio, descritto perpetuamente giovane, esistono molte leggende. In alcune appare mite, generatore di entusiasmo e benevolo consolatore delle afflizioni umane, grazie al vino che allieta il cuore e libera dall’inibizione. In altre saghe viene presentato crudele e violento. Il suo nome presso i romani divenne Bacco “colui che strepita”, per via del rumore e delle grida che facevano i suoi seguaci.

Omero narra che nell’Olimpo il banchetto era il passatempo preferito degli dèi: «Per tutto il giorno, fino al tramonto del sole, essi se ne stanno al festino e il loro cuore non deve lamentarsi di un pranzo in cui tutti hanno la propria parte».

Secondo Ateneo, gli alimenti dell’eterna giovinezza trasudavano dai corni della capra Amaltea, ed erano ambrosia e nettare, bevanda dolce e profumata. Il banchetto, allietato da musica e conversazione, era il simbolo della loro spensierata felicità. In origine anche gli uomini sedevano al banchetto degli dei, Esiodo ricorda: «I pasti allora erano comuni e comuni i seggi fra gli immortali e gli uomini mortali».

Poi venne l’inganno di Prometeo, il quale rubando per gli uomini il fuoco scatenò l’ira e la punizione di Zeus. Da allora gli uomini diventarono mortali, e furono obbligati a lavorare per nutrirsi e ad accoppiarsi per riprodursi.

L’uomo che, per una qualche straordinaria evenienza, fosse stato ammesso di nuovo a nutrirsi del cibo degli dei, avrebbe acquistato l’immortalità. Ed è per questo che Ulisse, aspirando a far ritorno a Itaca, pur dividendo il letto e la tavola con la dea Calipso, mangia alla sua mensa solo cibi «umani», appositamente imbanditi per lui, rifiutando l’offerta dell’immortalità. La corrispondenza del latino Bacco e del greco Dioniso è pressoché totale: così come il dio latino è figlio di Giove e Semele, analogamente Dioniso nasce secondo la mitologia greca dall’incontro tra Zeus e Semele nota anche come “Luna”. Le modalità con cui avvenivano le celebrazioni in onore di Bacco e Dioniso sono in pratica le stesse anche se in Grecia il culto di Dioniso risale a tempi molto più antichi. Tali feste, dette Baccanali, consistevano in celebrazioni all’insegna della sfrenatezza alle quali partecipavano quasi sempre esclusivamente donne

Flavia Paulon: la Dogaressa della Mostra del Cinema

0
F. Paulon con l'attore americano Edward G. Robinson

Unica donna nello staff originario della Mostra del Cinema di Venezia che si distinse per la sua capacità organizzativa e per la sua passione per l’arte cinematografica, al punto da diventare, nell’arco di pochi anni, la colonna portante e la memoria storica di quel primo festival del cinema al mondo. Critica, giornalista, saggista e studiosa di cinema, lavorò nell’organizzazione del festival veneziano per oltre cinquant’anni cominciando dalla prima edizione del 1932.

Flavia Guidini nacque in Inghilterra nel 1906, figlia di Giuseppe, italo svizzero laureato a Ca’ Foscari, e Sophia Sorgudjan, discendente da una famiglia aristocratica e poliglotta di Costantinopoli che si trasferì a Londra per fuggire dalle persecuzioni dell’impero ottomano. A Venezia, dove risiedeva la sua nonna paterna Carlotta Zorzi, Flavia arrivò ancora adolescente con sua madre che si dedicò all’arte e nel 1936 espose un’opera alla Biennale. Flavia invece iniziò a frequentare il liceo Marco Polo e presto si innamorò della città diventando una vera veneziana. Sposò felicemente un giovane architetto Mario Paulon con cui ebbe quattro figli. Come madrelingua inglese e conoscendo il francese non ebbe difficoltà a trovare lavoro a Venezia che all’epoca, oltre che del turismo, viveva anche di affari mercantili.

Le connessioni con il giornalismo iniziarono da una collaborazione con la rivista “Lido”, scritta in inglese grazie a cui conobbe Elio Zorzi, allora capo ufficio stampa della Biennale d’Arte. Così iniziò la sua lunga avventura con la Biennale e la Mostra dove ebbe la possibilità di sfruttare appieno il suo talento organizzativo. 

F. Paulon con l’attore americano Edward G. Robinson

La Biennale di Venezia era una realtà dominata dagli uomini (e lo è ancora adesso se pensiamo che nella sua lunga storia non c’è mai stata una donna alla direzione). All’epoca l’unico incarico a cui poteva aspirare una donna era quello di segretaria però la funzione che svolgeva Flavia era molto più complessa. Tra i mutabili direttori lei resisteva ed era un punto di riferimento sicuro ed affidabile per produttori e registi. Tanti di loro le mandavano le pellicole direttamente a casa scrivendo sulla busta: “Flavia Paulon – Venice – Italy”. Nel colophon del catalogo della XXVI Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica si legge “Flavia Paulon – Ufficio Mostre: con l’incarico particolare della Mostra del Film Documentario e di curare i rapporti con i produttori italiani ed esteri e di collaborare alle ricerche e alle selezioni dei film. Collaborazione con l’Ufficio Stampa alla preparazione del Catalogo Generale”. Questa descrizione illustra perfettamente il fondamentale ruolo di questa “segretaria” che concentrava in sé un lavoro che oggi è suddiviso tra numerose persone. Bisogna inoltre sottolineare che il suo lavoro si divideva tra la Biennale d’Arte e la Mostra del Cinema e lei si muoveva con abilità tra entrambe.

Grazie al suo incarico la Paulon conobbe i fratelli Lumière nonché i maggiori intellettuali, artisti, registi e produttori, che in caso di bisogno si recavano solo da lei. Peggy Guggenheim chiese proprio a Flavia un aiuto prima dell’acquisto di Palazzo Venier dei Leoni. Ma non serve andar lontano anche gli stessi direttori della Mostra si rivolgevano sempre alla Paulon  perché nessuno conosceva meglio di lei i meandri della storia festivaliera. Tutto questo succedeva prima dell’era digitale, in un piccolo ufficio tramite telefono e lettere e grazie ai mille contatti della Paulon. Il suo ufficio veniva spesso descritto come angusto ed affollato di gente che parlava diverse lingue chiedendo suggerimenti e indicazioni, e lei in tutto ciò continuava a lavorare piena di entusiasmo, ironica e sempre sorridente.

F. Paulon, Peggy Guggenheim

Sicuramente non le mancava la passione, la dedizione e lo spirito d’iniziativa in tutto quello che faceva. “Le idee mi nascono come delle viole nel cervello e si moltiplicano”, disse una volta in un’intervista e lo confermano le numerose iniziative firmate con il suo cognome. Ha saputo sfruttare l’esperienza acquisita in  anni di Biennale per creare una serie di eventi cinematografici di cui alcuni esistono ancora. Era tra le co fondatrici del Festival Internazionale del Film di Fantascienza di Trieste (attivo fino al 1982), del Festival Internazionale del Film sull’Arte e di Biografie d’Artista (adesso Asolo Art Film Festival), della Rassegna Internazionale del Film Scientifico e Didattico di Padova (attivo fino al 1975; inizialmente Mostra del Documentario, una sezione speciale del Festival di Venezia), dell’Omaggio alla Mostra di Venezia (una rassegna dei film che resero gloriosa la Mostra di Venezia, fondata nel 1978 su commissione dell’Istituto di Cultura Palazzo Grassi).

La Paulon fu inoltre l’ideatrice della rivista “Film, rassegna internazionale di critica cinematografica” nonché l’autrice di numerosi libri tra cui “La Dogaressa Contestata” (1971) la prima dettagliata storia della Mostra che conteneva eventi, situazioni e personaggi legati al Festival dalla nascita fino al 1970. Puntuale e pungente nelle ricostruzioni, ma scritto con umorismo e leggerezza di stile. La continuazione della storia della Mostra è conservata nell’archivio di famiglia e non è mai stata pubblicata. 

Flavia lavorò instancabile fino alla morte (nonostante che dal 1968 fosse in pensione) che la colse all’improvviso nella primavera del 1987, alla scrivania, durante i preparativi per la Mostra di agosto.