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Scattano i controlli sanitari alle frontiere e sui treni

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Il Comandante in capo della Guardia di frontiera, Tomasz Praga, ha comunicato che oggi dalle 15 in cinque località: Kołbaskowo, Świecko, Olszyna, Jędrzychowice, Gorzyczki iniziano a funzionare i punti di controllo sanitario. Lavoreranno 24 ore su 24, prima di tutto verranno controllate le persone che viaggiano in pullman e autobus. Il Comandante in capo della Guardia di frontiera ha informato che sono state sviluppate delle procedurę, compresi i modelli di carte passeggeri e carte del conducente, che saranno bilingui: polacco e inglese. Il primo ministro Mateusz Morawiecki ha annunciato che attueremo controlli sanitari ai principali valichi di frontiera con la Germania e la Repubblica Ceca, nonchè sui treni e nei porti. Se una persona è sospettata di coronavirus, il veicolo che sta guidando sarà fermato e saranno intraprese ulteriori azioni. Tomasz Praga ha sottolineato che a queste attività partecipano, oltre alle guardie di frontiera, anche la polizia, la KAS, l’esercito, il Ministero della Salute e i governatori principali. Ha sottolineato che senza l’azione congiunta di tutti i servizi sopra citati, l’attuazione di queste procedure sanitarie non sarebbe stata possibile, poichè si parla di un enorme traffico alla frontiera esterna, cioè con la Russia, Bielorussia, l’Ucraina.

Taxi! Taxi!

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Finora abbiamo parlato di auto uniche e mooolto costose. Perciò oggi vi racconterò di un’auto in cui ognuno di noi può salire a bordo. Ho in mente un taxi. Anche se, in realtà, quando chiameremo il nostro radiotaxi preferito, non verrà a prenderci questo preciso modello.

Ecco la Fiat 600 D Multipla del 1961. Modello Taxi Milano. Proviamo a decifrarne il nome. Milano è facile, ma cosa c’entra Taxi? Ebbene, abbiamo tre opzioni. Innanzitutto potrebbe derivare dal greco “tachys”, che significa veloce. Secondo un’altra spiegazione si tratterebbe del nome della famiglia aristocratica tedesca Thun und Taxis, per secoli detentrice del monopolio sui servizi postali per il Sacro Romano Impero. Potrebbe infine avere origine anche dal tassametro inventato dai tedeschi, detto in forma abbreviata tax, cioè tassa.

Il primo taxi è apparso nel 1896 a Stoccarda. La prima società di taxi, fondata nel 1897, fu, invece, la Electric Carriage and Wagon Company di New York. Aveva a sua disposizione 12 veicoli elettrici. Il boom risale al 1907, quando Harry N. Allen acquistò in Francia 65 automobili, con le quali ha inizio la storia della New York Taxicab Company. Le auto importate erano di colore rosso-verde, ma vennero riverniciate di giallo in modo che fossero ben più visibili ai potenziali clienti. Erano così tante le persone intenzionate a usufruire dei servizi dell’azienda che già l’anno seguente 700 taxi gialli circolavano in città.

Torniamo a Milano. All’inizio anche qui, come in ogni parte del mondo, il servizio pubblico da piazza veniva svolto con carrozze trainate da cavalli. Il cocchiere (del resto, non era ancora un tassista) a Milano veniva chiamato “brumista” dalla parola “brum”, il fanale montato sulla parte superiore della carrozza che illuminava la strada da percorrere.

Come già sappiamo, in questo settore il colore della carrozzeria è piuttosto importante, ma in Italia dal 1927 tutti i mezzi di trasporto pubblico erano neri e verdi. Non è del tutto chiaro se sia stato per volere del governo fascista, ispiratosi al colore delle divise delle organizzazioni giovanili fedeli al partito, o se la ragione sia più pratica, visto che in quegli anni l’Austria aveva ceduto all’Italia, a titolo di indennità di guerra, grosse quantità di vernice in questi due colori.

Colori che sopravvissero fino al 1970, quando per le stesse motivazioni emerse a New York si decise di passare al giallo. Si cambiò di nuovo colore nel 1993 e questa volta venne introdotto il bianco.

Negli anni ’60 a Milano i taxi erano in servizio secondo un sistema di turni. La giornata venne divisa in 6 turni, che si sovrapponevano tra loro nell’arco di alcune ore. Per distinguerli sulla macchina venne posto un apposito contrassegno metallico, la cosiddetta paletta. Per ogni turno forma e colore della paletta erano differenti. Il primo (dalle 06.00 alle 16.00) era segnalato da un triangolo verde, mentre l’ultimo (dalle 21.30 alle 06.00) da un cerchio bianco. Ai restanti quattro turni erano stati assegnati palette di forma rotonda, triangolare o quadrata rispettivamente nei colori giallo, bianco e rosso.

Negli anni ’90 furono sostituite da cartoncini numerati, su cui era segnata l’ora dell’inizio del turno della durata di 10 ore. Allora il numero di turni era salito a 11. Negli anni ’60, ai quali risale il modello di auto in questione, comparve la prima centrale radiotaxi di Milano. Venne chiamata “Velasca”, dal nome della torre in cui avevano sede gli uffici e i centralini.

Multipla, cioè versatile. Il costruttore fu Dante Giacosa, che in risposta alle nuove esigenze del dopoguerra creò la prima monovolume prodotta in serie. Altre società, compresa l’Alfa Romeo, già molto tempo prima avevano presentato le loro idee su questa concezione di carrozzeria, ma si erano limitate ai soli prototipi. Stiamo parlando di una monovolume, cioè di quel tipo di auto ad almeno quattro posti, ma che si basa sul telaio di un’auto a uso privato piuttosto che per il trasporto collettivo, come ad esempio il pulmino Volkswagen T2 del 1949.

A seguire il prototipo della Carrozzeria Castagna Alfa Romeo 40/60 HP Aerodinamica del 1913. Si tratta pure della prima concept car realizzata da Alfa Romeo.

Il modello della Multipla fu presentato per la prima volta al Salone di Bruxelles nel 1956. Ci fu una variazione rispetto alla carrozzeria della Fiat 600 presentata l’anno prima come successore della longeva Fiat Topolino del 1936. Tra l’altro aggiungo che nel 1936 la Topolino con una cilindrata di 596 cc e una potenza di 13 CV era la più piccola vettura di serie al mondo.

La Fiat offriva due modelli della Multipla: una cinque-posti (due divanetti) e una sei-posti (un divanetto anteriore + quattro sedili posteriori separati). Naturalmente non era un’auto comoda, ma la possibilità di configurare gli interni grazie ai sedili pieghevoli e al divanetto ha convinto molti clienti ad acquistarla.

Non era nemmeno un’auto troppo sicura. Siccome il motore era situato nella parte posteriore, in caso di incidente l’autista era protetto solo dal parabrezza. Abbastanza immediate giunsero le rassicurazioni che questa fosse l’automobile…più sicura al mondo, a patto che il suo guidatore, dotato di almeno un po’ di istinto di autoconservazione, prestasse particolare attenzione.

Le Fiat vennero lanciate in molti mercati, inclusi negli Stati Uniti e in Polonia. Nel 1957 la Motozbyt importò 500 Multiple, il che ci costò una fortuna. Era l’equivalente di circa 64 stipendi medi mensili. Ciò non scoraggiò gli acquirenti e, come con la maggior parte dei prodotti a quei tempi, la domanda superò l’offerta.

Il modello presentato dall’azienda italiana Mini Miniera è limitato a soli 600 pezzi. La Mini Miniera ha prodotto diversi modelli di Multipla. A partire dai modelli “da città” e “a uso civile con rimorchio” (solo 18 pezzi) in versione Gazzetta dello Sport, Abarth, Aral anch’essa dotata di rimorchio, due modelli ritrovati del Taxi Torino e del Taxi Costa Amalfitana e per finire… il caravan. Il modello più sorprendente è, però, la Multipla adibita a veicolo pubblicitario per l’azienda Sagip, dove era stato collocato dietro il posto di guida…un gigantesco maialino rosa. La carrozzeria originale è stata realizzata dalla Carrozzeria Boneschi. Un po’ mi dispiace per l’autista che ha viaggiato “a bordo di questa roba”, ma è risaputo che la pubblicità è l’anima del commercio!

Torniamo infine ai taxi, o meglio ai tassisti. Consiglio il film di Jim Jarmusch Taxisti di notte (Night on Earth), con la trama romana affidata a Roberto Benigni, perché si tratta di storie in taxi che ti danno la sensazione di essere sulle montagne russe!

Ho detto montagne russe? E dirò di più… Il “Formula Rossa”, il più veloce roller coaster al mondo, si trova nel parco tematico Ferrari World di Abu Dhabi. Là raggiungiamo i 240 km/h in appena 4,9 secondi (0 -100 km/h in 2 s.). L’accelerazione di gravità arriva a 1,7 G. Il percorso, lungo 2,07 km e modellato sul circuito dell’Autodromo di Monza, è dotato di una curva di 70 gradi e del punto di passaggio più basso (appena 1,5 m). Il tutto a queste velocità? Una follia!

  • Anni di produzione: 1956 – 1969 (600 D 1^ serie 1960 – 1964)
  • Volume di produzione: circa 200.000 (tutti i modelli)
  • Motore: Fiat 100 (4 cilindri in linea)
  • Cilindrata: 767 cm3
  • Potenza/giri: 29 CV a 4.800 giri/min
  • Velocità max: 99 km / h
  • Accelerazione 0-90 km/h: 39.8 sec
  • Posti totali: 4
  • Peso: 720 Kg 
  • Lunghezza: 3535 mm 
  • Larghezza: 1450 mm 
  • Altezza 1580 mm 
  • Interasse: 2000 mm

 

Coronavirus: ambasciata italiana avvia tavolo di consultazioni per supporto connazionali

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Si è svolta questa mattina presso l’ambasciata d’Italia a Varsavia una riunione tra i vertici delle istituzioni e rappresentanti del sistema Italia in Polonia. Durante l’incontro l’ambasciatore Aldo Amati ha fatto il punto sulla situazione legata al coronavirus in Italia e in Polonia con particolare attenzione al problema della parziale interruzione dei trasporti tra i due paesi e alle norme precauzionali per evitare il diffondersi del contagio. Risultato della riunione è stato l’istituzionalizzazione di un tavolo permanente tra i referenti delle istituzioni e della comunità italiana, e la prossima creazione di una unità di supporto per gli italiani in Polonia che avessero bisogno di interfacciarsi con il sistema sanitario polacco. Unità di supporto cui parteciperanno medici e che attraverso la rete consolare sarà in grado di rispondere alle eventuali richieste d’aiuto in tutto il territorio polacco.

Pecan pie

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INGREDIENTI:

Per la base:

  • 300 g di farina 00
  • 150 g di zucchero a velo
  • 150 g di burro morbido a pezzetti
  • 2 uova intere
  • 1 pizzico di sale

Per la farcitura:

  • 200 g di noci peccar non salate
  • 4 uova
  • 175 g di sciroppo d’acero
  • 50 g di burro morbido
  • 85 g di zucchero di canna 
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia o un po’ di vaniglia in polvere o in bacca

PROCEDIMENTO:

Su un piano di lavoro, mescolare la farina con il burro e intridere con le dita. Aggiungere il sale, lo zucchero e impastare ancora fino ad ottenere un composto sabbioso, poi unire le uova per ultime e impastare fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Far riposare in frigorifero per circa un’ora avvolto nella pellicola.

Preriscaldare il forno a 190° in modalità ventilata.

Poi riprendere l’impasto e stenderlo sul piano infarinato, rivestendo uno stampo di 24 cm di diametro rivestito di carta forno. Bucherellare il fondo della torta con i rebbi di una forchetta. Rimettere in frigorifero mentre si prepara la farcitura.

Tenere da parte 30 g circa di noci pecan e spezzettare grossolanamente le altre. In una capiente ciotola, mescolare il burro morbido, lo zucchero di canna, le uova, lo sciroppo d’acero e a vaniglia, poi aggiungervi le noci spezzettate. Versare la farcitura nel guscio di pasta e disporre i gherigli di noce interi come a formare un disegno circolare. 

Cuocere per circa 35 minuti in forno, coprendo con carta d’alluminio gli ultimi 10 minuti di cottura per evitare che scurisca troppo.

Servire tiepida con panna leggermente montata o una pallina di gelato alla vaniglia.

Buon appetito!

Passato prossimo o imperfetto?

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I due tempi maggiormente usati per esprimere il passato nella lingua italiana sono: il passato prossimo e l’imperfetto. Quando usare l’uno e quando l’altro? Una risposta apparentemente facile potrebbe indurre in errore. Il passato prossimo esprime un’azione avvenuta in un passato, recente o lontano, i cui effetti perdurano nel presente. Questo tempo verbale viene applicato per esprimere un’azione puntuale o una serie di azioni di durata breve, avvenute in un determinato momento (1).

  1. Mi sono svegliata alle 7, ho fatto colazione e sono andata al lavoro. 

Obudziłam się o 7, zjadłam śniadanie i pojechałam do pracy. 

Ciononostante, lo si applica anche per esprimere le azioni ripetute più volte nel passato ma che non vengono abitualmente svolte (2).

2. L’anno scorso sono andato spesso in piscina.

W ubiegłym roku chodziłam często na basen.

È corretto quindi, dichiarare che il passato prossimo è applicato in tutti i casi in cui una determinata azione viene conclusa nel passato. Bisogna però prendere in considerazione le differenze che si possono riscontrare tra i diversi sistemi linguistici. Infatti, un’azione conclusa nel passato nel sistema linguistico italiano, non sempre equivale ad un’azione conclusa nel sistema linguistico polacco. Per questo motivo l’uso del passato prossimo, in alcuni casi, può essere poco chiaro per i molti polacchi che studiano la lingua italiana. A differenza del polacco, in italiano la conclusione dello svolgimento di una determinata azione, riguarda infatti ogni tipo di attività finita in un determinato momento. Per facilitare la comprensione ci serviamo del seguente esempio:

3. Cosa hai fatto ieri?  

Co robiłeś wczoraj?/Co zrobiłeś wczoraj?

La domanda Cosa hai fatto ieri? può essere tradotta in polacco in due modi diversi a seconda del contesto situazionale. L’uso del passato prossimo è motivato dal fatto che, l’azione espressa dal verbo è conclusa nel passato secondo il sistema linguistico italiano. Il verbo fare all’imperfetto, può essere applicato solo esclusivamente quando vengono espresse due azioni passate, in cui una è considerata come lo sfondo della seconda (4).

4. Cosa facevi ieri quando ti ho telefonato?

Co robiłeś wczoraj jak do Ciebie zadzwoniłam? 

In questo caso il verbo fare all’imperfetto, non sarà riferito alle azioni svolte dal soggetto durante tutta la giornata, ma focalizzerà l’attenzione precisamente in un determinato momento. Per rendere l’idea più chiara ci serviamo di un altro esempio:

5. Ieri ho letto il libro di Moravia. 

Wczoraj przeczytałem/łam książkę Moravii./Wczoraj czytałem/łam książkę Moravii. 

Il verbo ho letto può essere tradotto in polacco sia come przeczytałem/łam, indicando l’azione conclusa nel passato, sia czytałem/łam, se si vuole sottolineare la durata dell’evento. Anche questo esempio illustra perfettamente la differenza tra il sistema linguistico italiano e quello polacco. Secondo la grammatica della lingua polacca, infatti, a differenza di quella italiana, l’azione di leggere non sarà considerata conclusa nel passato se, ad esempio, abbiamo letto solo alcune pagine del libro. Comprendere bene l’idea dell’azione conclusa nel passato è quindi fondamentale per applicare correttamente questo modo verbale. Per fortuna ogni dubbio scompare se nella frase sono presenti gli elementi che stabiliscono il quadro temporale di un’azione come ad esempio tutto il giorno, per due ore o tutta la sera. In questi casi, senza esitazione, si ricorre all’uso del passato prossimo anche se nel sistema linguistico polacco, le azioni espresse dai verbi hanno un aspetto durativo.

6. Ieri ho lavorato dalle 8 alle 16.

Wczoraj pracowałem/łam od 8 do 16.

7. Ti ho aspettato per un’ora! 

Czekałam/łem na ciebie godzinę! 

 Quando invece usiamo l’imperfetto? Innanzitutto, quando esprimiamo le azioni ripetibili o abituali nel passato (8). Questo tempo verbale, come già accennato in precedenza, si applica anche nel caso in cui vengano espresse due azioni passate, una durativa all’imperfetto che costituisce lo sfondo della seconda azione, momentanea, espressa dal passato prossimo (9). Infine, lo si usa quando si vuole sottolineare la contemporaneità dello svolgimento di due azioni passate della stessa durata (10), nonché nelle descrizioni degli stati sia fisici che d’animo (11).

8. D’estate ogni settimana andavamo al mare. 

Latem w każdy weekend jeździliśmy nad morze.  

9. Quando andavo al negozio, ho incontrato il mio vicino di casa. 

Kiedy szedłem/szłam do sklepu, spotkałam swojego sąsiada.   

10. Mentre leggevo il giornale, bevevo un caffè. 

Podczas gdy czytałem/łam gazetę, piłem/łam kawę.

11. Alla fine della giornata eravamo stanchi ma contenti. 

Na koniec dnia byliśmy zmęczeni, ale zadowoleni.

Per quanto riguarda i verbi modali potere, volere e dovere, a seconda del tempo applicato si possono ottenere ulteriori informazioni a proposito dell’azione espressa dal verbo. Infatti, se quest’ultimo è coniugato al passato prossimo, il risultato è certo e dalla costruzione grammaticale si evince che l’azione espressa dal verbo è stata svolta e conclusa nel passato (12). 

12. Ho dovuto lavorare. (= Ho lavorato.) 

 Musiałem pracować. (= Pracowałem.)

Di conseguenza la frase Ho dovuto lavorare,  ma sono andato a casa. è scorretta dal punto di vista grammaticale e priva di un senso. 

Se invece si ricorre all’imperfetto non conosciamo l’esito dell’azione espressa (13). Per comprenderlo abbiamo bisogno di aggiungere ulteriori informazioni in merito.

13. Dovevo lavorare. 

Musiałem/am pracować. (Powinienem był/Powinnam byłą pracować). 

14. Dovevo lavorare quindi sono rimasta in ufficio. 

Musiałem/łam pracować, zatem zostałam w biurze. 

15. Dovevo lavorare ma sono andata al teatro. 

Powinienem był/Powinnam była pracować, ale poszedłem/ poszłam do teatru. 

In Polonia il primo sistema di controllo nazionale sul volo dei droni

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L’agenzia di navigazione aerea Polacca (PAŻP) ha attuato il primo sistema tra i paesi europei di controllo del traffico aereo per droni PansaUTM. Il sistema consente la comunicazione digitale tra i controllori del traffico aereo e gli operatori dei droni, che migliorerà la sicurezza intorno agli aeroporti. Pansa UTM ha passato il processo d’accreditamento fatto da PAŻP e supervisionato dall’ente per l’aviazione civile ed è stato lanciato nelle zone controllate degli aeroporti a Poznań, Bydgoszcz e Modlin. La fine del processo di attuazione è previsto entro il secondo trimestre del 2020. Il viceministro delle infrastrutture nonchè rappresentante del governo sul l’aeroporto centrale di comunicazione (CPK), Marcin Horała ha affermato che cresce il numero degli aeromobili a pilotaggio remoto, quindi i droni devono essere trattati come utenti uguali dello spazio aereo. Horała ha sottolineato che il sistema è il primo di questo tipo in Europa, e che questo è un motivo di orgoglio. PAŻP ha spiegato che grazie a PansaUTM gli operatori di droni potranno controllare velocemente se c’è la possibilità di volo nella zona interessata, ma anche potranno presentare in via digitale il progetto di volo per ottenere il permesso se il volo non minaccia la sicurezza degli aeromobili.

La Polonia offre il supporto della guardia di frontiera per aiutare la Grecia

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Mariusz Kamiński il capo del ministero degli Affari Interni e dell’Amministrazione polacca (MSWiA) ha preso parte alla riunione straordinaria dei ministri degli affari interni dei paesi membri dell’Ue lo scorso mercoledì a Bruxelles. “A nome delle autorità polacche ho dichiarato che se ci sarà bisogno la Polonia può mandare 100 poliziotti e 100 guardie di frontiera alla Grecia. Riusciamo a fornire l’aiuto reale per i greci” ha detto Kamiński. Il capo della guardia di frontiera polacca ha già fornito questa informazione a Frontex, il quale dopo aver concordato il piano operativo d’intervento rapido, chiederà agli altri Stati membri dell’Ue e ai Paesi associati Schengen di fornire le guardie di frontiera. Secondo il capo di MSWiA anche gli altri paesi hanno presentato le dichiarazioni dell’aiuto per la Grecia ma non sono state così concrete come l’offerta polacca. All’incontro Kaminski ha indicato che la ricollocazione dei migranti è fuori discussione. Lo scorso mercoledì le guardie greche hanno informato che da sabato hanno fermato quasi 28 mila persone che provavano a passare illegalmente il confine e hanno arrestato 220 persone che lo hanno fatto.

La strategia dell’industria energetica polacca per prossimi anni: gas e impianti nucleari

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Lo scorso Mercoledì a Ruda Śląska si è svolta una conferenza dedicata alle questioni di sicurezza e autonomia della industria energetica polacca nel contesto del Green Deal europeo. Piotr Naimski, il ministro della infrastruttura energetica, ha assicurato che nei prossimi anni in Polonia si prevede lo sviluppo particolare di fonti gas, FER (Fonti Energetiche Rinnovabili) ed energia nucleare, il che non significa una totale esclusione dei fonti di carbonio. Naimski informa che il progetto Baltic Pipe, ovvero il gasdotto che connette la Polonia con la piattaforma norvegese sarà completato fino al 1 ottobre 2022. Allo stesso tempo in Polonia vengono realizzati altri 30 progetti che assicurano il flusso di gas dalla costa baltica verso il Sud del paese e anche alla Ucraina. Per quanto riguarda l’energia nucleare, il costo della costruzione di 6-9 gigawatt dell’energia nel futuro ammonta a 60 miliardi di zloty. In totale, tutto il progetto è stimato sui 100-120 miliardi zloty per i prossimi 20 anni. Inoltre, Naimski ha sottolineato l’importanza di FER, però bisogna mantenere tutto il tempo l’energia da fonti diversi perché FER (nel caso di pale eoliche e impianti fotovoltaici) si basano sulle condizioni meteorologiche e non sempre si possono utilizzare. In sostanza, la Polonia è pronta per grandi cambiamenti e innovazioni nella sua industria energetica e nei prossimi anni si potranno vedere i primi effetti.

Coronavirus, le università polacche sospendono gli scambi con l’Italia, la reazione dell’Ambasciata

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Tra Polonia e Italia c’è uno storico intenso interscambio culturale legato alle università che ora, a causa del coronavirus, è stato bloccato. Una sospensione delle relazioni universitarie decisa prima unilateralmente da alcune università polacche, in particolare quella di Cracovia, e poi oggi (5 marzo 2020) confermata dal ministero dell’istruzione polacco. Una questione su cui era intervenuto ieri l’Ambasciatore italiano in Polonia Aldo Amati con una nota ufficiale in cui esprimeva: “preoccupazione e stupore per la decisione adottata da alcune autorità accademiche polacche di sospendere tutte le attività di scambio con alcuni paesi, tra cui l’Italia a causa dell’emergenza coronavirus. Non si è infatti a conoscenza di misure restrittive e vincolanti adottate in materia dalle autorità centrali polacche, le quali hanno invece finora adottato linee di buon senso riguardo all’arrivo di vettori aerei dall’Italia. Tali decisioni appaiono pertanto in contrasto con tale orientamento e si spingono evidentemente ben oltre lo spirito delle norme di comportamento che qualsiasi ente o persona (a prescindere dalla nazionalità) è stata giustamente invitata a seguire per ridurre il rischio di propagazione del virus.” Un comunicato che si chiudeva con l’auspico dell’ambasciatore Amati “che le misure adottate dalle università polacche non determinino violazioni dei diritti degli studenti italiani e che non venga posto in essere un atteggiamento ingiustamente discriminatorio nei confronti del nostro paese”. Ma oggi è intervenuto il governo polacco ufficializzando una linea di blocco nelle relazioni universitarie tra la Polonia e Cina, Hong Kong, Corea del Sud, Giappone, Iran e Italia. Questa la nota ufficiale del Ministero dell’Istruzione polacco: “Si raccomanda di sospendere i viaggi di studenti polacchi, dottorandi e docenti accademici e ricercatori in aree a rischio di coronavirus SARS-Cov-2, nonché di arrestare l’arrivo di studenti, dottorandi, docenti accademici e ricercatori da queste aree. Secondo le informazioni dell’Ispettorato sanitario capo (secondo lo stato attuale), le regioni attualmente a rischio sono: Cina, Hong Kong e Corea del Sud, Italia, Iran e Giappone. Si raccomanda di considerare di limitare gli scambi accademici e i viaggi di lavoro in altri paesi. A seconda dello sviluppo della situazione, si raccomanda di considerare la possibilità di posticipare l’inizio dello scambio internazionale al prossimo semestre o consentire l’apprendimento a distanza e di lavoro utilizzando le moderne tecnologie, ad esempio quelle utilizzate nel campo del telelavoro e dei processi di apprendimento a distanza. Nelle università che forniscono istruzione medica, si può prendere in considerazione la limitazione o la sospensione delle lezioni nei reparti infettivi, come valutato dai rettori.” La sospensione degli scambi universitari è ora diventata una disposizione provvisoria ma cogente riguardo tutti gli istituti di formazione che hanno relazioni con l’Italia, unico paese europeo sottoposto a tale trattamento. Secondo l’ambasciatore Amati bisogna lavorare per trovare una via di sicurezza per consentire a studenti, dottorandi, ricercatori e a chiunque lavora nelle università italiane e polacche di continuare nella collaborazione. “Ritengo importante e urgente salvaguardare la continuità delle relazioni universitarie a tutti i livelli per questo auspico che si trovi un sistema, sanitariamente garantito, per evitare sospensioni di rapporti sine die. Ad esempio una soluzione potrebbe essere una quarantena volontaria di 2 settimane a casa di chi arriva dall’Italia in Polonia. In ogni caso ribadisco che la questione coronavirus riguarda molti paesi europei e non solo l’Italia.”

Vino e seduzione

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Se si sta cercando qualcosa che possa trasformare anche la semplice cenetta romantica in una situazione “ad alta tensione” non sono da sottovalutare le proprietà afrodisiache del vino. Il potere seduttivo di questa nobile bevanda è infatti conosciuto da migliaia di anni e poeti e filosofi di ogni epoca ne hanno sempre decantato le proprietà afrodisiache.

Sebbene la scienza non ne abbia provato veri e propri poteri afrodisiaci, esistono alcune proprietà chimiche del prelibato nettare che hanno effetti tonificanti sul nostro corpo. Per esempio, forse non tutti sanno che il vino rosso contiene una sostanza antiossidante, il resveratrolo, che favorisce la fluidità del sangue e che, di conseguenza, produce effetti positivi sulla libido.

Ma allora come mai, fin dalle epoche antiche questa bevanda veniva considerata un vero e proprio catalizzatore delle nostre passioni?

Già Ovidio ci insegnava che: Il vino dispone l’uomo all’amore e lo rende pronto alla passione. (Ars amatoria). E, se le parole del poeta non mentono, forse possiamo scoprire di più sulle sue potenzialità afrodisiache abbandonando le analisi chimiche, e provando a volgere il nostro sguardo altrove… Sappiamo che il desiderio può avere una natura chimica, ma la sua genesi è molto spesso di origine psicologica: esiste una chimica dell’amore che non viene sintetizzata in laboratorio, ma creata nella nostra testa. E probabilmente le proprietà afrodisiache del vino vanno cercate nel suo potere di creare immagini molto forti nelle nostre menti.

Pensiamo ad un calice di bollicine: quante immagini è in grado di richiamare alla nostra mente?

Strumento di seduzione per eccellenza in numerose pellicole storiche, come Casablanca Colazione da Tiffany, oppure nei numerosi 007, dove il famoso agente segreto sapientemente si avvale dell’aiuto delle bollicine francesi per sedurre fanciulle di ogni nazionalità e nelle situazioni più disparate. Nel nostro immaginario colleghiamo inevitabilmente lo Champagne a momenti di festa, spesso dai retroscena piccanti … Persino Napoleone ne venne sedotto, tanto da non riuscire a resistere ai corteggiamenti della vedova Cliquot Ponsardin, nobile sì, ma nemmeno così attraente, che lo prese per la gola offrendogli le tanto decantate bollicine.

Lasciamo da parte i bianchi per un momento, e guardiamo invece ai rossi: le loro sfumature regali richiamano alla mente la passione, la morbidezza del velluto, che ci avvolge come un caldo abbraccio…

Si dice che gli amanti di Cleopatra usassero omaggiarla con un vino rosso, dolce e passito, chiamato “Vinum Acquense”, forse progenitore dell’attuale Brachetto: l’ardente tonalità e la morbidezza zuccherina creavano un mix evidentemente irresistibile che risvegliava gli ardori della bella principessa. Ma certo non è solo questione di colori, ma anche di odori, sapori e gesti: non basta una coppa di Dom Perignon per trasformarci in un Connery o una Hepburn… Il vino aiuta a sedurre, a patto che tu sappia creare la giusta atmosfera.

Non dimenticare i piatti, pochi, ma meglio se a base d’ingredienti speciali e, perché no, afrodisiaci, per un finale con i fuochi d’artificio, soprattutto se ne saprai esaltare i sapori abbinandoli ai vini giusti. E ancora, non sottovalutare il modo di servirli, mi raccomando, sempre con eleganza, e di saperli raccontare mentre li versi, magari menzionando gli aneddoti sopra citati o le mille altre leggende legate al mondo del vino e della passione.

Insomma, sarete voi stessi a speziare l’incontro, ma attenzione a non esagerare!

E se per caso la serata si dovesse dimostrare un flop, i vini che avrai scelto per la tua cena si riveleranno comunque un buon mezzo con cui affogare i dispiaceri d’amore!