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Tra storia e leggenda, la “Carbonara”: uno dei piatti più famosi al mondo

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La cucina moderna sta perdendo l’obiettivo primario, cioè cuocere e preparare piatti e cibi di qualità che si possano ammirare, annusare, ma soprattutto degustare. Con questo articolo non voglio ribadire quanto sia vituperata la cucina tradizionale italiana, ma solo raccontarvi un po’ di aneddoti sulla meravigliosa Carbonara.

Fin da giovanissimo cercai informazioni storiche che confermassero perché la ricetta degli spaghetti alla carbonara fosse stata realizzata così. Nelle mie ricerche di allora non era ben precisata la regione di provenienza, si parlava dell’area centro appenninica intorno all’800.

Nelle miniere di carbone i minatori dovevano spesso rimanere anche più giorni nelle viscere della terra, pertanto non era possibile conservare prodotti freschi tranne alcuni. Ad esempio: pasta, uova, guanciale stagionato e pecorino stagionato. Secondo la storia è da questi prodotti che scaturì la ricetta degli spaghetti alla carbonara. La probabile leggenda dice inoltre che i minatori, non avendo molta acqua a disposizione, riciclassero quella di cottura della pasta e, per evitare proliferazioni batteriche, mettessero in fusione nella stessa della salvia (potente antibatterico). L’utilizzare l’acqua del giorno precedente rendeva sicuramente la pasta particolarmente collosa, conferendo al piatto maggior cremosità e il leggero profumo di salvia copriva quel possibile odore di “freschino”, solitamente provocato dall’uovo. Si dice, inoltre, che i vistosi puntini neri caratteristici della pietanza non fossero altro che polvere di carbone finita nel piatto dei commensali, successivamente sostituito dal pepe nero. Ma le novelle sono molte e spesso controverse,  dato che non vi è traccia scritta della carbonara prima del 1944. Una delle versioni più attendibili narra che a Napoli, ma più verosimilmente a Roma, nel periodo dello sbarco degli americani c’era penuria di cibo e che con le razioni dei militari americani “bacon e uova in polvere” uno sconosciuto cuoco di strada ebbe l’idea di mescolare il tutto, realizzando forse la prima “carbonara”. I venditori di spaghetti per strada, detti gli spaghettari, servivano ai passanti dei piatti poveri, come spaghetti cacio e pepe, spesso su cartocci e senza posate, in pratica consumati solo con l’uso delle mani. Questi furono, sicuramente, i precursori dei veri “street food” italiani di “spaghetti e pizza”. Per confermare questa tesi e dare un riferimento al nome “carbonara” ci sono altre ipotesi. La prima è che il guanciale o la pancetta, due ingredienti ambivalenti per la realizzazione della odierna e classica carbonara, a quel tempo erano molto pepati, permettendo una lunga conservazione. Questo salume veniva chiamato, in particolare nella zona dell’Appennino abruzzese, “Carbonada”, perché cotta nei carboni ardenti. La seconda ipotesi è che un ex carbonaio (spazzacamino) romano, si dedicò successivamente alla ristorazione e inventò questo piatto, in onore del suo vecchio mestiere chiamandolo, appunto, “carbonara”.

Dal 1951 fino al 1955 la carbonara fu uno dei piatti più in voga spopolando in tutto il mondo, in particolare negli USA. Se ne parlò molto nelle riviste dell’epoca e molti ristoratori si cimentarono nella realizzazione del piatto ma, non essendoci ancora una documentazione ufficiale, purtroppo, fu oggetto di molte personalizzazioni.

Riporto le dichiarazioni di un grande chef italiano, ormai 95enne, Renato Gualandi, Principe della cucina italiana, che ribadisce di essere lui l’inventore della carbonara:“Fu realizzata per la prima volta a Riccione il 22 settembre del 1944 per festeggiare la liberazione della città alla presenza dei generali americani. La ricetta fu così composta da: spaghetti, crema di formaggio, crema di latte, bacon e un bel colore rosso delle uova in polvere. La pasta venne un po’ cremosa e questo fu il suo successo”.

Ora, dopo tante ricerche storie e leggende, l’amico Executive Chef  Luca Alfieri ci riporta una grande testimonianza: quella dello Chef Alberto Ciarla. Queste le parole di Luca Alfieri: “Finalmente! Ho pregato uscisse la vera storia, ho sempre omesso la fonte, per stima, rispetto e perché volevo fossi tu a raccontarla” ha rivelato ad Alberto Ciarla, maestro e amico. 

La Carbonara nacque a Roma nell’immediato dopoguerra, intorno a Via della Scrofa in una piccola trattoria romana forse in Vicolo della Campana, con ingredienti tipicamente americani. Ero piccolo ma c’ero. Mia madre, cuoca da tradizioni, non la volle mai cucinare perché venivano usati degli ingredienti stranieri, come il bacon e l’uovo liofilizzato, che non ci appartenevano come cultura gastronomica e non fu una invenzione, ma un mero e sorprendente risultato della necessità di sopravvivenza“, spiega Alberto Ciarla da Roma.

Luca Alfieri mi raccontò inoltre che, di fatto, in quella piccola trattoria all’angolo di via della Scrofa  e vicolo della Campana, un giorno del ‘44 si presentarono degli ufficiali americani, stanchi di mangiare razioni “K”. Diedero al cuoco uova in polvere e bacon e gli imposero di realizzare qualcosa di buono. Mi diede un ulteriore dettaglio. Successivamente la ricetta fu riproposta con i medesimi ingredienti, quelli reperibili allora, ma con una interessante variante: l’aggiunta di pecorino al parmigiano, quasi in uguali proporzioni. La scelta era motivata dalla scarsa reperibilità di parmigiano.

Sono ormai anni che questo “povero ma ricco e famoso piatto” è stato perfezionato. Chef romani più o meno noti, chef internazionali e italiani amanti della carbonara sanno bene come si fa e la carbonara si cucina con questi ingredienti: spaghetti, pancetta o guanciale, tuorli d’uovo, pecorino romano e/o parmigiano reggiano, pepe, sale e null’altro!

PS: La ricetta completa e la procedura la pubblicheremo nel prossimo numero nella rubrica Cucina di Gazzetta Italia.

“Attraverso Siena”, il nuovo libro di Simona Merlo

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Attraverso Siena”, il nuovo libro di Simona Merlo

Passeggiare e perdersi tra le vie di Siena, osservare la città con occhi non senesi e raccontarla insieme a chi invece appartiene “per forza e per amore” a Siena: è il filo che “attraversa” l’ultimo lavoro di Simona Merlo edito dalla Betti Editrice, una guida emozionale, condivisa, raccontata. Diverse le interviste inserite nel testo a giornalisti, storici, stranieri, contradaioli tra cui la senese Lucia Morgantetti, altamurana ormai da 26 anni, per amore e lavoro lontana dalla sua città ma col cuore e con la mente sempre pronta a svelare qualcosa della sua amata Siena.

Il libro è arricchito da gallerie fotografiche e materiali di approfondimento consultabili attraverso la scansione di QR-code. Non resta che perdersi tra le vie di Siena, liberi – come suggerisce l’autrice – di imboccare una strada, di guardare un quadro, di respirare una città diversa dalle altre senza fretta né costrizioni.

Tutti coloro che per qualche motivo, sia per studio o semplicemente per turismo, sono passati da Siena possono infine seguire i social network di Simona Merlo e pubblicare fotografie e ricordi con l’hashtag #AttraversoSiena raccontando la città così come l’hanno vissuta.

POLONIA OGGI: Progettista di auto elettriche, nuova specializzazione all’universita di Katowice

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Gli studenti di Katowice avranno a breve l’opportunità di iniziare a progettare auto elettriche e ibridiche. Adam Urbańczyk, appartenente al reparto di promozione e sviluppo della scuola tecnica superiore di Katowice ha sottolineato che la nuova specializzazione è una risposta alle esigenze del mercato automobilistico che cambia di continuo.I vertici della facoltà fanno notare come il loro scopo sia quello di formare degli specialisti che siano in grado di creare e migliorare macchine elettriche. Secondo Urbańczyk questo potrebbe essere un passo importante nella lotta all’inquinamento e nel far si che l’economia polacca cresca e si modernizzi. Il vicepremier ministro dello sviluppo Mateusz Morawiecki dice che la Polonia punta fortemente sul trasporto elettrico, del quale vuole fare un marchio di fabbrica nazionale. L’azienda “E-bus” sta lavorando sulla costruzione di un bus elettrico polacco. La conclusione dei lavori è prevista per il 2025. Alcuni consorzi come PKN Orlen o Tesla stanno lavorando per creare delle infrastrutture dedicate ai trasporti elettrici. La più grande barriera all’espansione di questo tipo di trasporto sono finora state le batterie delle auto elettriche, le cui capacità sono troppo basse. Per ottobre di quest’anno il consorzio tedesco Daimler prevede la presentazione di una nuova macchina elettrica che potrà fare concorrenza al modello americano Tesla Model X. In Polonia è possibile ottenere un prestito per l’acquisto di un’auto elettrica per gli abitanti dei dintorni di Szczecin.

POLONIA OGGI: Ikea Retail: Anna Maria Pawlak‒Kuliga prima presidentessa polacca

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Nell’ultimo decennio tutti i presidenti dell’Ikea Retail in Polonia erano stranieri. Recentemente l’azienda ha nominato il nuovo capo: Anna Maria Pawlak‒Kuliga che inizierà a lavorare a settembre. Pawlak‒Kuliga si distingue per una grande esperienza presso Ikea. La sua carriera è cominciata nella filiale britannica nel 2008. Dopo quattro anni Pawlak‒Kuliga era già un membro del consiglio direttivo polacco e ricopriva tra l’altro il ruolo di vice presidentessa del consiglio. Al momento, l’Ikea Retail ha 9 negozi localizzati nelle diverse città polacche e raggiunge un fatturato annuo di circa 3 miliardi di PLN. L’obiettivo di lungo termine dell’azienda è quello di varcare la soglia dei 16 miliardi di PLN entro il 2035. Anna Pawlak‒Kuliga ha annunciato che nei prossimi anni Ikea aprirà dei nuovi negozi in Polonia. La prima inaugurazione si svolgerà nella seconda metà del 2017 a Lublino.

pb.pl

Ulteriori informazioni: www.gazzettaitalia.pl/it/polonia-oggi

POLONIA OGGI: Progetto del ministero dello sport e del turismo “Polonia: vedere di più, fine settimana a metà prezzo’

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Miniere, musei, parchi, zoo, castelli, palazzi, teatri, alberghi, ostelli e perfino centri benessere hanno dichiarato la loro partecipazione all’azione del Ministero dello Sport e del Turismo “Polonia: vedere di più, fine settimana a metà prezzo” la cui premessa è quella di creare una banca che offrisse dei prodotti e servizi turistici a sconti interessanti dal 23 al 25 settembre. ”Questo autunno sarà elaborato un progetto pilota”, spiega Dawid Lasek il vice ministro dello sport e del turismo. ”Abbiamo quasi 400 offerte. L’interesse per la partecipazione al progetto ha superato le nostre aspettative. Su richiesta del settore abbiamo anche esteso la scadenza per le domande di 5 giorni. Abbiamo partner provenienti da tutte le regioni, la distribuzione è abbastanza uniforme, in ogni regione c’è qualcosa di interessante”, aggiunge Lasek. “Polonia: vedere di più, fine settimana a metà prezzo” usa al livello nazionale una formula già comprovata delle azioni di sconto di fine settimana organizzate dalle città e regioni polacche. Azioni simili sono organizzate da anni a Poznań, Kołobrzeg e in Bassa Slesia. Al momento il ministero prepara un sito web con un database di tutti i partner.

rp.pl

Ulteriori informazioni: www.gazzettaitalia.pl/it/polonia-oggi

POLONIA OGGI: L’arcivescovo Salvatore Pennacchio nuovo nunzio apostolico in Polonia

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L’arcivescovo italiano Salvatore Pennacchio è stato nominato nuovo nunzio apostolico in Polonia da Papa Francesco. Nato nel 1952 a Napoli, Salvatore Pennacchio ha ricevuto l’ordine sacro nell’anno 1976. Dopo aver ottenuto il dottorato di ricerca in filosofia è stato mandato al settore diplomatico della Sede Apostolica. Nel 1999 ha ricevuto l’ordine episcopale dalle mani di Papa Giovanni Paolo II. L’arcivescovo Pennacchio è noto sopratutto per il suo legame stretto con il Santo Giovanni Paolo II. Il motto dell’arcivescovo è “Nolite timere” il che è la parafrasi delle parole del Papa Giovanni Paolo II “Non abbiate paura”. L’arcivescovo Salvatore Pennachio subentra nel ruolo di nunzio apostolico in Polonia all’arcivescovo Celestino Migliore che sarà il nunzio apostolico nella Federazione Russa.

L’approvazione della legge sull’energia e le possibilità delle aziende italiane nel settore delle rinnovabili

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Dopo circa tre anni di iter di approvazione, finalmente il parlamento polacco ha approvato la nuova legge che disciplina il tema dell’energia e regolamenta gli incentivi statali concessi per il settore delle rinnovabili. Sicuramente era una norma molto attesa anche da numerose aziende ed investitori italiani, che vedevano nella Polonia la possibilità di replicare i progetti sviluppati con successo in Italia qualche hanno fa, ma che fino ad ora sono stati in attesa delle linee guida chiare sia economiche che procedurali.

L’interesse delle aziende Italiane verso questo settore, soprattutto riferito al fotovoltaico, non si è mai interrotto , ma le richieste di analisi o quantomeno di chiarimenti in materia , giungevano in modo altalenante a seconda che si pensasse essere ormai vicino alla pubblicazione della legge, cosa che è stata paventata più volte negli ultimi tre anni.

Gli aspetti più importanti di questa norma appena approvata riguardano sia le modalità di approvazione degli investitori, sia il valore dell’incentivo distribuito dal governo. Si differenzia molto rispetto alla legge che disciplinava la materia in Italia, in quanto non si avranno i certificati verdi ma un sistema di aste dove dopo una prima fase di pre-selezione, i produttori di energia rinnovabile dovranno ottenere un certificato per potervi partecipare. Questo processo sancirà l’ottenimento di tutti i requisiti per partecipare all’asta, ossia le capacità finanziarie, lo sviluppo di un piano locale, i permessi ambientali, l’allacciamento alla rete. Etc. Durante le aste poi i partecipanti depositeranno i progetti e il prezzo offerto per l’energia e si aggiudicherà l’asta chi avrà stabilità il prezzo di vendita più basso , per la nuova azienda a partecipazione statale che si occuperà dell’acquisto dell’energia.

Le aziende e gli investitori italiani saranno sicuramente più interessati al tema dei micro impianti, ossia quegli impianti fino a 40 kW, che sono anch’essi disciplinati dalla normativa e per i quali è stato deciso che le società di distribuzione dell’energia elettrica saranno obbligate ad acquistarne l’energia prodotta, e per i quali non sono stati previsti particolari requisiti o licenze . Questo ultimo aspetto dei micro impianti che ho citato è forse il più interessante perché permetterebbe anche ai privati, o ai medi investitori italiani, con il supporto di istituti di credito di poter preparare dei progetti comuni legati alle rinnovabili con business plan dai numeri ragionevoli seppur a fronte di incentivi statali che non saranno certamente enormi. In sinestesi la linea decisa da Varsavia è stata di una scelta di gestione meno aggressiva e di non voler sturare il mercato nel brevissimo termine come accaduto in Italia, dove da un giorno ad un altro chiunque si inventava installatore di impianti fotovoltaici.

Il tema delle energie rinnovabili è però più ampio e non lo si può ridurre esclusivamente al prezzo per l’energia prodotta. Infatti oggi la Polonia è molto ricettiva anche per quanto riguarda i nuovi sistemi di mobilità urbana sostenibile, come i sistemi di bike o car sharing , anche elettrico. Sono molte le città polacche che sempre di più presentano nei loro centri urbani l’offerta di biciclette o auto a noleggio per spostarsi in modo comodo, ecologico e anche salutare. L’apprezzamento di queste iniziative arriva sempre di più dai turisti, poi dagli studenti ed infine un po’ da tutti i cittadini e le municipalità che si adoperano per queste realizzazioni sono spesso premiate per lo sviluppo civile che manifestano.

Da alcune ricerche svolte, gli impianti di bici a noleggio anche elettriche, si trovano ormai in tutte le città principali del Paese , da Wroclaw , Katowice , Varsavia e Danzica. In molti casi la realizzazione di questi impianti è affidata ad imprese straniere, e in alcune collaborazioni per la partecipazione a progetti di questo tipo sono presenti anche aziende Italiane , con un forte know-how nel settore. L’evoluzione del servizio riguarderà il posizionamento delle colonnine di ricarica per i veicoli elettrici, non solo a noleggio , che potranno essere posizionati non solo nei centri urbani , ma anche presso investitori privati , come centri commerciali , sportelli bancari , cinema e dare così la possibilità anche a chi volesse acquistare un veicolo elettrico di poter viaggiare tranquillamente senza la preoccupazione di rimanere a “secco”. L’istallazione di questi dispositivi inoltre potrebbe costituire anche un volano per le case automobilistiche sempre più decise a puntare sulla produzione di questo tipo di veicoli , che ormai nel nord Europa rappresentano già una buona fetta del mercato della vendita di auto nuove.

POLONIA OGGI: 12° Festival “Chopin e la sua Europa” a Varsavia

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Fra il 15 e il 30 agosto a Varsavia si svolgerà il 12° Miedzynarodowy Festiwal Muzyczny Chopin i jego Europa (il festival musicale Chopin e la sua Europa). Durante il festival si potranno ascoltare non solo le opere di Chopin ma anche di Bach, Mozart, Haydn o Bellini. Quest’anno la scelta è davvero vasta, da opere a sinfonie. Come sempre arriveranno musicisti famosi, per esempio Jan Lisiecki, Jonathan Polwright o Nelson Goerner. Inoltre fra le attrazioni del programma si sottolinea che per la prima volta in Europa sarà suonata l’intera opera di Vincenzo Bellini intitolata I Capuleti e i Montecchi utilizzando strumenti dell’epoca. Per maggiori informazioni: www.festiwal.nifc.pl

pap.pl

Ulteriori informazioni: www.gazzettaitalia.pl/it/polonia-oggi

POLONIA OGGI: Lingue e capacità informatiche per trovare subito lavoro

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Come risulta dal sondaggio condotto dall’Istituto IBRIS tra oltre 1 mille polacchi, una specializzazione precisa in un determinato settore nonché un’ottima padronanza di almeno 2 lingue straniere sono i migliori requisiti per trovare un lavoro attraente. Però aumenta il numero dei datori di lavoro che apprezzano molto i candidati che possiedono capacità di programmare e creare in modo autonomo programmi informatici. Inoltre, i datori di lavoro sempre di più apprezzano le capacità di lavorare in gruppo, visto che continuamente cresce il numero dei progetti che vengono realizzati in gruppi, spesso internazionali. Inoltre, come sottolinea Michał Młynarczyk, direttore amministrativo di Hays Poland/CEE, ogni candidato dovrebbe essere preparato alla situazione in cui il datore di lavoro voglia vedere immediatamente le sue capacità. I certificati non bastano più per convincere un potenziale datore di lavoro.

rp.pl

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POLONIA OGGI: Ecco le proposte di legge sui prestiti in valute estere

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Ieri Adam Glapiński, presidente della Banca Nazionale Polacca ed i rappresentanti della cancelleria del presidente dello Stato hanno presentato le proposte riguardanti la legge sui prestiti in valute estere (soprattutto in franchi svizzeri). Maciej Łopiński, segretario di Stato presso la Cancelleria del Presidente, ha informato che la prima fase del regolamento della questione dei prestiti in valute estere sarà la restituzione a chi ha chiesto i crediti dei cosiddetti spread (la differenza tra il corso d’acquisto e di vendita di una determinata valuta estera, tramite la quale le banche possono guadagnare, aggiungendola ai costi del prestito) di un valore superiore a quello consentito. Invece la conversione dei prestiti in valuta estera sarà un processo volontario, prolungato nel tempo. “Però se il processo di conversione dei prestiti verrà rimandato a lungo, il presidente presenterà il suo progetto di legge che prevede una conversione una tantum”, ha sottolineato Łopiński. Il progetto riguarderà i contratti di prestito stipulati dal 1° luglio del 2000 all’introduzione della “legge antispread” del 26 agosto 2011.

finanse.wnp.pl

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