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POLONIA OGGI: L’arcivescovo Salvatore Pennacchio nuovo nunzio apostolico in Polonia

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

L’arcivescovo italiano Salvatore Pennacchio è stato nominato nuovo nunzio apostolico in Polonia da Papa Francesco. Nato nel 1952 a Napoli, Salvatore Pennacchio ha ricevuto l’ordine sacro nell’anno 1976. Dopo aver ottenuto il dottorato di ricerca in filosofia è stato mandato al settore diplomatico della Sede Apostolica. Nel 1999 ha ricevuto l’ordine episcopale dalle mani di Papa Giovanni Paolo II. L’arcivescovo Pennacchio è noto sopratutto per il suo legame stretto con il Santo Giovanni Paolo II. Il motto dell’arcivescovo è “Nolite timere” il che è la parafrasi delle parole del Papa Giovanni Paolo II “Non abbiate paura”. L’arcivescovo Salvatore Pennachio subentra nel ruolo di nunzio apostolico in Polonia all’arcivescovo Celestino Migliore che sarà il nunzio apostolico nella Federazione Russa.

L’approvazione della legge sull’energia e le possibilità delle aziende italiane nel settore delle rinnovabili

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Dopo circa tre anni di iter di approvazione, finalmente il parlamento polacco ha approvato la nuova legge che disciplina il tema dell’energia e regolamenta gli incentivi statali concessi per il settore delle rinnovabili. Sicuramente era una norma molto attesa anche da numerose aziende ed investitori italiani, che vedevano nella Polonia la possibilità di replicare i progetti sviluppati con successo in Italia qualche hanno fa, ma che fino ad ora sono stati in attesa delle linee guida chiare sia economiche che procedurali.

L’interesse delle aziende Italiane verso questo settore, soprattutto riferito al fotovoltaico, non si è mai interrotto , ma le richieste di analisi o quantomeno di chiarimenti in materia , giungevano in modo altalenante a seconda che si pensasse essere ormai vicino alla pubblicazione della legge, cosa che è stata paventata più volte negli ultimi tre anni.

Gli aspetti più importanti di questa norma appena approvata riguardano sia le modalità di approvazione degli investitori, sia il valore dell’incentivo distribuito dal governo. Si differenzia molto rispetto alla legge che disciplinava la materia in Italia, in quanto non si avranno i certificati verdi ma un sistema di aste dove dopo una prima fase di pre-selezione, i produttori di energia rinnovabile dovranno ottenere un certificato per potervi partecipare. Questo processo sancirà l’ottenimento di tutti i requisiti per partecipare all’asta, ossia le capacità finanziarie, lo sviluppo di un piano locale, i permessi ambientali, l’allacciamento alla rete. Etc. Durante le aste poi i partecipanti depositeranno i progetti e il prezzo offerto per l’energia e si aggiudicherà l’asta chi avrà stabilità il prezzo di vendita più basso , per la nuova azienda a partecipazione statale che si occuperà dell’acquisto dell’energia.

Le aziende e gli investitori italiani saranno sicuramente più interessati al tema dei micro impianti, ossia quegli impianti fino a 40 kW, che sono anch’essi disciplinati dalla normativa e per i quali è stato deciso che le società di distribuzione dell’energia elettrica saranno obbligate ad acquistarne l’energia prodotta, e per i quali non sono stati previsti particolari requisiti o licenze . Questo ultimo aspetto dei micro impianti che ho citato è forse il più interessante perché permetterebbe anche ai privati, o ai medi investitori italiani, con il supporto di istituti di credito di poter preparare dei progetti comuni legati alle rinnovabili con business plan dai numeri ragionevoli seppur a fronte di incentivi statali che non saranno certamente enormi. In sinestesi la linea decisa da Varsavia è stata di una scelta di gestione meno aggressiva e di non voler sturare il mercato nel brevissimo termine come accaduto in Italia, dove da un giorno ad un altro chiunque si inventava installatore di impianti fotovoltaici.

Il tema delle energie rinnovabili è però più ampio e non lo si può ridurre esclusivamente al prezzo per l’energia prodotta. Infatti oggi la Polonia è molto ricettiva anche per quanto riguarda i nuovi sistemi di mobilità urbana sostenibile, come i sistemi di bike o car sharing , anche elettrico. Sono molte le città polacche che sempre di più presentano nei loro centri urbani l’offerta di biciclette o auto a noleggio per spostarsi in modo comodo, ecologico e anche salutare. L’apprezzamento di queste iniziative arriva sempre di più dai turisti, poi dagli studenti ed infine un po’ da tutti i cittadini e le municipalità che si adoperano per queste realizzazioni sono spesso premiate per lo sviluppo civile che manifestano.

Da alcune ricerche svolte, gli impianti di bici a noleggio anche elettriche, si trovano ormai in tutte le città principali del Paese , da Wroclaw , Katowice , Varsavia e Danzica. In molti casi la realizzazione di questi impianti è affidata ad imprese straniere, e in alcune collaborazioni per la partecipazione a progetti di questo tipo sono presenti anche aziende Italiane , con un forte know-how nel settore. L’evoluzione del servizio riguarderà il posizionamento delle colonnine di ricarica per i veicoli elettrici, non solo a noleggio , che potranno essere posizionati non solo nei centri urbani , ma anche presso investitori privati , come centri commerciali , sportelli bancari , cinema e dare così la possibilità anche a chi volesse acquistare un veicolo elettrico di poter viaggiare tranquillamente senza la preoccupazione di rimanere a “secco”. L’istallazione di questi dispositivi inoltre potrebbe costituire anche un volano per le case automobilistiche sempre più decise a puntare sulla produzione di questo tipo di veicoli , che ormai nel nord Europa rappresentano già una buona fetta del mercato della vendita di auto nuove.

POLONIA OGGI: 12° Festival “Chopin e la sua Europa” a Varsavia

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Fra il 15 e il 30 agosto a Varsavia si svolgerà il 12° Miedzynarodowy Festiwal Muzyczny Chopin i jego Europa (il festival musicale Chopin e la sua Europa). Durante il festival si potranno ascoltare non solo le opere di Chopin ma anche di Bach, Mozart, Haydn o Bellini. Quest’anno la scelta è davvero vasta, da opere a sinfonie. Come sempre arriveranno musicisti famosi, per esempio Jan Lisiecki, Jonathan Polwright o Nelson Goerner. Inoltre fra le attrazioni del programma si sottolinea che per la prima volta in Europa sarà suonata l’intera opera di Vincenzo Bellini intitolata I Capuleti e i Montecchi utilizzando strumenti dell’epoca. Per maggiori informazioni: www.festiwal.nifc.pl

pap.pl

Ulteriori informazioni: www.gazzettaitalia.pl/it/polonia-oggi

POLONIA OGGI: Lingue e capacità informatiche per trovare subito lavoro

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Come risulta dal sondaggio condotto dall’Istituto IBRIS tra oltre 1 mille polacchi, una specializzazione precisa in un determinato settore nonché un’ottima padronanza di almeno 2 lingue straniere sono i migliori requisiti per trovare un lavoro attraente. Però aumenta il numero dei datori di lavoro che apprezzano molto i candidati che possiedono capacità di programmare e creare in modo autonomo programmi informatici. Inoltre, i datori di lavoro sempre di più apprezzano le capacità di lavorare in gruppo, visto che continuamente cresce il numero dei progetti che vengono realizzati in gruppi, spesso internazionali. Inoltre, come sottolinea Michał Młynarczyk, direttore amministrativo di Hays Poland/CEE, ogni candidato dovrebbe essere preparato alla situazione in cui il datore di lavoro voglia vedere immediatamente le sue capacità. I certificati non bastano più per convincere un potenziale datore di lavoro.

rp.pl

Ulteriori informazioni: www.gazzettaitalia.pl/it/polonia-oggi

POLONIA OGGI: Ecco le proposte di legge sui prestiti in valute estere

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Ieri Adam Glapiński, presidente della Banca Nazionale Polacca ed i rappresentanti della cancelleria del presidente dello Stato hanno presentato le proposte riguardanti la legge sui prestiti in valute estere (soprattutto in franchi svizzeri). Maciej Łopiński, segretario di Stato presso la Cancelleria del Presidente, ha informato che la prima fase del regolamento della questione dei prestiti in valute estere sarà la restituzione a chi ha chiesto i crediti dei cosiddetti spread (la differenza tra il corso d’acquisto e di vendita di una determinata valuta estera, tramite la quale le banche possono guadagnare, aggiungendola ai costi del prestito) di un valore superiore a quello consentito. Invece la conversione dei prestiti in valuta estera sarà un processo volontario, prolungato nel tempo. “Però se il processo di conversione dei prestiti verrà rimandato a lungo, il presidente presenterà il suo progetto di legge che prevede una conversione una tantum”, ha sottolineato Łopiński. Il progetto riguarderà i contratti di prestito stipulati dal 1° luglio del 2000 all’introduzione della “legge antispread” del 26 agosto 2011.

finanse.wnp.pl

Ulteriori informazioni: www.gazzettaitalia.pl/it/polonia-oggi

 

GAZZETTA ITALIA 58 (agosto-settembre 2016)

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Gazzetta Italia 58, ovvero interviste, paparazzi e star anni Sessanta, mete di vacanze, rubriche culinarie e linguistiche e tutti gli appuntamenti degli Istituti di Cultura Italiani in Polonia. Articolo d’apertura dedicato a Stefano Silvino, il ballerino siciliano che lo scorso giugno ha vinto il programma “You can dance” di TVN. Silvino racconta la divertente storia che l’ha portato dal Sud della Sicilia alla Polonia e svela i piani del suo futuro artistico. In tema di spettacolo su Gazzetta 58 troviamo poi l’intervista all’attore Claudio Santamaria, recente ospite della rassegna di film italiani al Kino Muranów di Varsavia, e una serie di splendide foto d’epoca che ci catapultano nei favolosi anni Sessanta del cinema, quando paparazzi e star vivevano fianco a fianco sotto le luci della ribalta. La copertina dedicata alla “Sicilia (non) banale” richiama uno dei suggerimenti di viaggio che proponiamo in questo numero. Ricchissima la parte dedicata alla lingua, con l’intervista al famoso professore Krzysztof Żaboklicki, pioniere degli studi d’italianistica in Polonia, un approfondimento sul dialetto spezzino, e il consueto angolo linguistico, dove scoprirete quanto è sessista la grammatica italiana… 😉 Ma non finisce qui! Gazzetta 58 offre tanti altri articoli curiosi, tra cui un parallelo Italia-Polonia sul ruolo della donna, visto attraverso le riviste femminili, e un divertente resoconto del Torneo di Calcetto degli Italiani in Polonia. 

POLONIA OGGI: Archeologi polacchi scoprono i resti di un palazzo nell’antica Illiria

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Un gruppo d’archeologi di Varsavia ha scoperto il primo palazzo dei re di Illiria in Montenegro. Grazie alla loro ricerca si ha l’opportunità di approfondire la cultura e il funzionamento del potere in quell’area. Una scoperta importante quindi per conoscere la storia e mettere in ordine il primato di alcuni re ed indicare i luoghi precisi di significativi eventi storici. Nel 2000 il gruppo degli scienziati dell’Università di Varsavia, guidati da prof. Dyczka, ha cominciato la ricerca nella zona di Rhizon, ma solo recentemente hanno scoperto oggetti importanti, come spiega il professore i proprietari del palazzo erano almeno due (prima non si sapeva se esistessero davvero), l’edificio fu saccheggiato già nell’antichità e il resto delle mura vennero interamente distrutte all’inizio del Novecento.

pap.pl

Ulteriori informazioni: www.gazzettaitalia.pl/it/polonia-oggi

Ritrovarsi in Valle Elvo

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Nel Piemonte settentrionale, a pochi chilometri dalla Valle d’Aosta, scopriamo il territorio biellese, un cuore verde incastonato tra le metropoli di Torino e Milano. La peculiarità di questo paesaggio sta soprattutto nella variabilità della sua orografia, ovvero nel fatto che in pochissima distanza si passa dalle pianure risicole alle vette alpine alte fino a 2600m, una caratteristica molto rara sul territorio italiano e che in questo caso è responsabile della moltitudine di scenari naturalistici ivi presenti. Perla del territorio biellese è la Valle Elvo, che, situata nella parte più occidentale della provincia, delimita il territorio biellese da quello canavese, seguendo la linea della “Serra”, una delle più estese colline moreniche d’Europa, lunga 25 km. La Valle Elvo riunisce 14 comuni che si sviluppano all’incirca tra i 500 e i 2000m di altitudine. Questo territorio trova le proprie radici nella tradizione dell’allevamento di bestiame, soprattutto ovini e bovini, dal cui latte si ottengono prodotti caseari DOP quali il burro e la toma, riconosciuti negli ultimi anni anche da Slow food. L’antica attività dell’allevamento, viva ancora oggi, ma praticata da una più ridotta parte di popolazione, è responsabile della conservazione del paesaggio naturale di questa zona, abitata da verdi colline boscose attraversate dal torrente Elvo, che nasce a circa 2.300m di altezza, dalle pendici del Monte Mars, la cima più alta delle Alpi Biellesi. Per gli appassionati di trekking, arrampicata ed escursionismo, questo paesaggio si presta perfettamente a ogni tipo di esigenza, con i suoi numerosi sentieri ed itinerari verso alpeggi sopra i due mila metri, percorsi per mountain-bike e ferrate di vario genere. In Valle Elvo si trovano tantissimi sentieri per passeggiate naturalistiche, le quali ripercorrono spesso il passaggio dei “margari”, i pastori locali che in primavera e in estate si spostavano in montagna tramite la “transumanza”, ovvero il cammino per la migrazione stagionale del pascolo. Per questo motivo la Valle Elvo è invasa dalle caratteristiche cascine di pietra che testimoniano l’eredità zootecnica e che, in parte, hanno visto la propria conversione in rifugi escursionistici e cellule museali. Tra i rifugi alpini più apprezzati, non si può non citare il rifugio Mombarone, la cui colma interessa tre comuni, Settimo Vittone (TO) Donato e Graglia (BI). Questo posto, raggiungibile in circa 4 ore di cammino, è famoso per lo splendido panorama che offre, poiché dalla colma di 2372m è possibile ammirare uno scenario sconfinato, a 360°. Da qui si vede il lungo percorso della collina morenica Serra, sul cui sfondo spicca la vetta del Monviso, seguito dal Monte Bianco e dal Monte Rosa, seguiti poi dalle alpi biellesi che a loro volta lasciano spazio alla distesa della pianura biellese e vercellese. Per gli amanti della corsa in montagna, ogni anno viene organizzata la Ivrea-Mombarone, evento che ha origini nel 1922 e che si ripete da quasi quarant’anni, presenta un percorso dalla lunghezza di 20 km e dal dislivello di 2100m e riunisce ogni anno centinaia di partecipanti di diversa provenienza. Una volta giunti al rifugio è inoltre possibile proseguire la passeggiata con l’itinerario diretto verso altre due cime della Valle Elvo, il rifugio Coda (2280m) e il monte Mucrone (2231m). Un altro modo per conoscere la Valle Elvo è percorrere la ferrata dell’Infernone, un percorso della durata di circa un’ora e mezza che costeggia e attraversa il letto delle limpide acque del torrente Elvo. La ferrata, quasi interamente realizzata sulle rocce del torrente, è costituita da antichi ponti di pietra romanici e ponti tibetani, scale e cordate, le uniche opere dell’uomo in uno scenario del tutto selvaggio ambientato nel bosco, dov’è possibile ammirare gole, cascate e specchi d’acqua verde azzurrina in cui d’estate ci si può immergere in un rinfrescante bagno. La ferrata parte da Sordevolo (paese che ogni cinque anni ospita la “Rievocazione Storica della Passione di Cristo”) e che, attraversando il torrente Elvo arriva a Bagneri, caratteristica frazione di Muzzano, (904m di altezza), una borgata del XIV secolo di grande pregio per la cultura montanara. Qui è stata creata una cellula dell’Ecomuseo Valle Elvo e Serra che ha rimesso in funzione l’antica falegnameria (centro delle attività produttiva della frazione, insieme al lavoro dei contadini), per preservare le attività manuali e la tutela dell’ambiente, i principali valori della civiltà montanara. L’Ecomuseo Valle Elvo e Serra riunisce vari siti di diverso interesse, tra cui le “Ex Officine Rubino di Netro” per la produzione e lavorazione del ferro, dove le prima unità produttive furono installate alla fine del Cinquecento; qui sono raccolte le serie di attrezzi prodotti dalle Officine Rubino insieme ai disegni, ai campionari, ai manuali tecnici e ai macchinari che testimoniano l’evoluzione dei sistemi di lavorazione e consentono di legarli alle pratiche locali delle regioni cui erano destinati. Il Museo della Resistenza è un altro sito dell’Ecomuseo Valle Elvo e Serra, sede di una mostra che custodisce preziosi materiali documentari e iconografici raccolti dai protagonisti e dai ricercatori dei paesi di Torrazzo e Sala Biellese, conosciuta come “Paese della Resistenza” durante la Seconda Guerra Mondiale. Sempre in località Serra, al centro della Bessa, si trovano le grandi “aurifodine” di età romana attive tra il II e il I secolo a.C., un paesaggio artificiale dominato da enormi cumuli di ciottoli accatastati per selezionare il materiale ricco di oro alluvionale; anche qui è presente una cellula museale incaricata di raccogliere le tecniche manuali impiegate nei secoli per la ricerca aurifera. Quelli citati sono solo alcuni dei siti della ricca rete museale della Valle Elvo, una realtà consapevole del proprio patrimonio culturale che è attenta alla preservazione e alla trasmissione delle proprie tradizioni. La Valle Elvo ospita inoltre diversi importanti luoghi di culto, tra cui il Santuario dedicato alla Madonna di Loreto e il Monastero tibetano Mandala Samteng Ling, entrambi situati a 800m di altezza, nella frazione “Santuario di Graglia”, nell’omonimo comune. Riguardo al primo, la costruzione della chiesa risale al 1659; il centro del Santuario è la Cappella, dove si venera la Madonna di Loreto con il Bambino Gesù, meta delle visite di numerosi pellegrini. Il monastero invece, sorto nel 1991 sulle Alpi Biellesi per opera del ven.Paljin Tulku Rinpoce, è il primo monastero tibetano del nord Italia, importante punto di riferimento per i praticanti di Dharma e per chi persegue la via della crescita interiore nel raccoglimento meditativo.
Visitare la Valle Elvo significa immergersi in un luogo selvaggio ma ricco di storia e tradizioni popolari, in cui riscoprire le peculiarità di una variegata cultura del lavoro, di una cucina povera dai sapori antichi, di paesaggi incontaminati che favoriscono la cura del benessere fisico e spirituale. In una parola, <>.

POLONIA OGGI: UniCredit chiede l’intervento dei garanti

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Italy's largest bank UniCredit is pictured in downtown Milan September 12, 2013. REUTERS/Stefano Rellandini ( ITALY - Tags: BUSINESS)

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In risposta alle diverse voci dei mass media e delle speculazioni riguardanti una revisione strategica degli attivi di UniCredit, che hanno causato dei cambiamenti straordinari delle azioni di UniCredit, FinecoBank e di Pekao durante la sessione del 27 luglio, UniCredit si rivolgerà ai garanti competenti con una richiesta di indagine nell’ambito di un possibile abuso, e se sarà necessario, UniCredit utilizzerà tutti i modi possibili per garantire che i suoi diritti e la sua reputazione siano protetti. Si tratta delle informazioni, pubblicate martedì sera da Bloomberg, secondo le quali UniCredit per rafforzare i suoi capitali rifletteva sull’emissione delle azioni di un valore di 5,5 mld di euro e sulla vendita dell’intero pacchetto delle azioni di Pekao e FinecoBank. Inoltre, all’inizio di luglio si sono avverate le previsioni precedenti di Bloomberg e UniCredit aveva venduto le azioni di Pekao per 3,3 mld di zloty. In conseguenza a quelle informazioni, ieri il valore delle azioni di UniCredit, FinecoBank e Pekao è calato molto. Solo ieri i valori di UniCredit sono scesi del 3,4%, di FinecoBank del 4%, invece di Pekao sono aumentati dell’1%.

rp.pl

Ulteriori informazioni: www.gazzettaitalia.pl/it/polonia-oggi

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Crostata con crema di mandorle, amaretti e noci peacan

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INGREDIENTI:

Per la frolla:

  • 250 g di burro morbido
  • 250 g di zucchero semolato
  • 2 uova intere (circa 100 g)
  • 4 g di sale fino
  • 10 g di lievito in polvere
  • 400 g di farina 00
  • 80 g di cacao in polvere
  • Per la crema agli amaretti:
  • 70 g di farina di mandorle
  • 55 g di amaretti polverizzati
  • 125 g di burro morbido
  • 125 g di zucchero a velo
  • 50 g di farina 00
  • 125 g di uova intere
  • 100 g noci peacan intere e a pezzetti
  • qualche amaretto a pezzetti

PREPARAZIONE:

Con la planetaria o con le fruste elettriche, amalgamate il burro morbido con lo zucchero semolato. Quando si sarà formata una crema, unite lentamente gli altri ingredienti: prima le uova, poi la farina miscelata con il cacao, il lievito e il sale. Non impastate troppo, giusto il tempo di far amalgamare il composto. Avvolgetelo in pellicola e lasciatelo in frigorifero a riposare per circa 2 ore.

Preparate intanto la crema frangipane: con le fruste elettriche o la planetaria con frusta piatta, montate il burro con lo zucchero a velo, aggiungete poco per volta le uova. In una ciotola, amalgamate la farina di mandorle, quella di ameretti e la farina 00. Aggiungetela al composto di burro continuando a lavorare con la planetaria o le fruste elettriche.

Riponete al fresco a riposare.

Accendete il forno a 175° in modalità ventilata.

Riprendete la pasta frolla e stendetela ad uno spessore di 4 mm, poi rivestite una tortiera, anche sui bordi. Punzecchiate il fondo con una forchetta, poi mettete in forno a cuocere per circa 5-8 minuti solo il guscio di frolla. Estraetelo dal forno e cospargete, sulla base, noci peacan e amaretti spezzettati. Inserite la crema frangipane e stendetela bene con una spatola. Decorate la superficie con noci peacan intere. Mettete in forno a cuocere per circa 30 minuti (dipende dalla grandezza della torta). Fate raffreddare prima di sformare la torta.