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Home Blog Page 281

Il meglio oltre i numeri

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Il vino è un altro miracolo che appartiene a quella conformazione geografica, posta al centro del continente Europeo e che si allunga nel mare fino ad adocchiare le coste del nord-Africa, che viene chiamata Italia e il cui solo nome rievoca bellezza, qualità, eccellenze.

Nel 2014 la produzione di vino in Italia si è assestata in 44,4 milioni di ettolitri (al secondo posto dopo la Francia con 46,2 milioni) con le regioni Veneto, Emilia Romagna, Puglia e Sicilia ai primi posti della produttività (queste regioni danno il 60% della produzione nazionale).

Al di là dei numeri, che possono incuriosire o dare una idea complessiva ma fredda delle cose, è interessante e utile sapere che le varietà di uva da vino in Italia sono ben 493, e oltre ai nomi conosciuti ve ne sono tantissimi a carattere gergale, di fantasia o che assumono nomi diversi in luoghi diversi pur appartenendo alla stessa uva, in un excursus geografico e lessicale incredibilmente vario e pittoresco.

Queste uve portano alla composizione di 73 D.o.c.g. (Vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita), 336 D.o.c. (Denominazioni di Origine Controllata) e 118 I.g.t. (Indicazione Geografica Tipica), che creano l’incredibile varietà di prodotti che l’Italia offre, esporta, e racconta in tutto il mondo attraverso i viticoltori, i Consorzi di tutela, i Sommelier, i giornalisti e i blog che ogni giorno (e ogni notte) rendono omaggio a questo dono della natura e del territorio italiano.

Tra le parole ormai di successo e più adeguate per esprimere ampi spa[cml_media_alt id='113469']Lamponi - In vino veritas (1)[/cml_media_alt]zi emotivi oltre che reali vi è la parola “Territorio”. Quando un ospite, un viaggiatore o un turista si informa, acquista o assaggia un vino lo fa anche per riappropriarsi di un territorio che ha conosciuto, che vuole conoscere o che vuole ricordare. L’export dei vini italiani è motivato anche da queste dinamiche e a pensarci bene moltissimi vini italiani di successo hanno il nome del territorio da cui provengono (Chianti, Barolo, Brunello di Montalcino, Amarone della Valpolicella, Bardolino, Custoza, Lugana, Vermentino di Gallura e tantissimi altri); ciò significa che il legame col territorio, col suolo e con il lavoro delle persone che vi abitano è stretto e imprescindibile, portandoci a ricordare che dietro e dentro ogni bottiglia e ogni calice ci sono persone e fatica, risorse, tradizioni, linguaggi e l’ostinato amore per la propria terra da cui si riesce a produrre il meglio di cui è capace, una qualità che è alla portata di tutti coloro che sanno riconoscerla.

 

Sposarsi in Toscana

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Una villa che abbonda di affreschi ornamentali e di note emesse da un’arpa. Io, in un vestito bello e lungo da principessa, con un bicchiere di fresco prosecco in mano e davanti una vista mozzafiato sulle colline che riflettono le luci delle piccole città nascoste tra viuzze a spirale e alberi rigogliosi. Sorrido e sorride anche il mondo attorno a me.

Sembra una pubblicità? Un sogno? No. Anzi, è un copione abbastanza facile da realizzare. Basta sposarsi in Toscana!

Ne sa qualcosa Simona Cappitelli, una Wedding Planner (organizzatore di matrimoni) che da anni rende il giorno del matrimonio di tanti novelli sposi ancora più bello di quanto si possa immaginare. Dal font sugli inviti al colore delle scarpe nelle quali la sposa esprime il magico “si”, e il tutto questo circondato dal Belpaese. “Lavoro” mi pare una parola troppo esagerata. Sarebbe meglio chiamarlo uno svago o al massimo un grande piacere. Ma in realtà è veramente così? Cerchiamo di scoprirne qualcosa di più.

Il mestiere di wedding planner diventa sempre più popolare anche se ancora pochi sanno veramente di che cosa si tratta. Ci spie[cm</a srcset=

Dalla Polonia a Cento per scoprire i segreti delle rinnovabili

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Si è appena conclusa una settimana di scambio Europeo organizzata dalle due Srl centesi Centoform e Phorma Mentis, da anni attive in ambito di progettazione europea in collaborazione con associazioni, aziende, professionisti del settore ed università della nostra provincia.

È terminata la visita di una delegazione di 12 installatori e manutentori dalla Polonia in rappresentanza dell’Associazione Nazionale Energie Rinnovabili Polaccche si è confrontata con le tecnologie, tecniche di installazione e progettazione presenti sul nostro territorio nell’ambito del progetto “Become a rural…an electrician” finanziato dal Fondo Sociale Europeo della Polonia in partenariato transnazionale con Centoform. “Questo progetto – affermano i responsabili – è un esempio di come progettazioni in ambito europeo che partono dal nostro territorio possano offrire occasioni costruttive di scambio e di contatto tra professionisti, associazioni, aziende, interessate ad ampliare la propria attività in ambito internazionale. Per raggiungere questi obiettivi Centoform e Phorma Mentis lavorano costantemente con imprese, pubbliche amministrazioni locali ed associazioni di categoria per costruire nuove progettualità a ricaduta territoriale su programmi europei quali Horizon 2020, Erasmus +, Cosme, Cooperazione Territoriale”.

In particolare sulla nostra provincia il gruppo polacco è stato ospite al Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Ferrara coinvolgendolo in una giornata di studio, aperta anche agli studenti di Unife, con una specifica visita all’avanzata centrale a biogas EnviTec di Migliarino. La delegazione ha poi incontrato nella sede di Unindustria Ferrara – a riprova dell’attenzione alle tematiche energetiche mostrata dall’associazione di via Montebello – alcuni professionisti di Asp Energia, associazione da anni impegnata in molte regioni italiane sullo sviluppo di progetti di riqualifica energetica dei territori, in particolare sul “Patto dei Sindaci”.

“L’obiettivo della visita a Ferrara e Bologna è stato quello di toccare con mano lo stato dell’arte delle tecniche di installazione della nostra Regione per creare ponti di cooperazione settoriale fra il nostro territorio e la Polonia, paese in costante crescita dell’Est Europa”, concludono da Centoform e Phorma Mentis.

PartnersPol Group: in costante movimento

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PartnersPol Group ha iniziato la sua attività nel 1997. Focalizzata sin dall`inizio sul trasporto internazionale, principalmente da e per l`Italia, ha incrementato le sue quote di mercato in virtù dell`ottimo rapporto tra le tariffe e la qualità dei servizi prestati. La necessità di ampliare l’offerta ha consentito successivamente di sviluppare i collegamenti da e per tutti i paesi Europei. La gamma dei servizi si è poi arricchita con la distribuzione nazionale, i servizi di magazzino e lo stoccaggio.

Attualmente PartnersPol Group dispone di una flotta pari a circa 3000 mezzi di trasporto, tra cui camion centinati, isotermici, refrigerati e furgoni. Le consegne sono effettuate con elevati livelli di qualità e puntualità. L`ampiezza dell`offerta in termini di mezzi consente di soddisfare richieste particolari, nonchè di trattare un’ampia gamma di prodotti: elettrodomestici, alimentari, prodotti industriali, materiali da costruzione, macchinari di grandi dimensioni e merci pericolose ADR.

PartnersPol Group effettua carichi completi, parziali, conse gne speciali e trasporti espressi via furgone per Italia, Francia, Inghilterra, Turchia, Portogallo, Spagna, Grecia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Russia, Paesi Baltici. Il 60% delle consegne sono relative alla tratta Italia-Polonia-Italia.

L`ufficio trasporti internazionali vanta un’esperienza più che decennale, con operatori a disposizione dei clienti 7 giorni a settimana, 24 ore al giorno. L`obiettivo è quello di garantire la piena affidabilità, identificata con la sicurezza del carico, la puntualità della consegna, la completa disponibilità dell`operatore. L’elevata professionalità è garantita anche dalle certificazioni ISO 9001: 2008, ISO 14001: 2004, HACCP, IFS Logistic e AEO.

In virtù della collaborazione con operatori specializzati nel trasporto marittimo ed aereo, Partnerspol Group è oggi in grado di garantire la copertura delle consegne in tutto il mondo.

PartnersSpol Group registra annualmente un incremento dell`attività. Nel 2014 è stato superato il numero di 12 mila trasporti internazionali effettuati via strada nel solo continente europeo, che vanno ad aggiungersi ai più di 45.000 carichi effettuati per la distribuzione nazionale nella sola Polonia.

Il budget per il 2015 prevede un ulteriore incremento del 25% e l`acquisizione di nuovi clienti, sia per carichi completi che parziali.

Sito web: www.partnerspol.pl
Facebook: www.facebook.com/Partnerspol-Group-216941611792863

Prossimo summit Nato sarà a Varsavia l’8-9 luglio 2016

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La Nato ha annunciato oggi che terrà il suo prossimo summit l’8 e 9 luglio 2016 a Varsavia e sarà un vertice cruciale, perché si terrà in un momento in cui gli assetti geopolitici stanno cambiando sia a est che a sud. L’ha spiegato oggi il segretario generale Jens Stoltenberg, facendo riferimento ai rapporti deteriorati con la Russia e al conflitto con i jihadisti.

La capitale polacca era la sede del cosiddetto Patto di Varsavia, l’alleanza che raggruppava i paesi dell’Est comunista prima del crollo dell’Unione sovietica. Nell’ultimo summit, a settembre dello scorso anno, i membri della Nato hanno deciso di rafforzare le loro difese a est e hanno accusato Mosca di fornire truppe ed equipaggiamento ai separatisti filorussi in Ucraina orientale.

“Il prossimo summit viene in unmomento cruciale per l’alleanza, mentre le placche tettoniche della sicurezza euro-atlantica si spostano sia a est che a sud”, ha spiegato Stoltenberg. “Noi – ha continuato – stiamo già realizzando il più grande rafforzamento della nostra difesa collettiva dalla fine della guerra fredda”.

I leader dei 28 paesi Nato, compresa la superpotenza militare Usa e diversi ex satelliti dell’Urss, decideranno in quella sede come adattare al meglio le strutture di risposta alle minacce percepite. “La Nato resta pronta a difendere tutti gli alleati contro ogni minaccia da ogni direzione”, ha detto ancora Stoltenberg. Una dichiazione, questa, che sembra destinata a rassicurare soprattutto i tre paesi baltici – Estonia, Lituania e Lettonia – che hanno espresso forti preoccupazioni per l’attivismo russo.

La Nato, inoltre, è in allarme anche per quanto sta accadendo sulla sponda Sud del Mediterraneo e in Medio Oriente, dove il gruppo dello Stato islamico (Isis) ha guadagnato terreno in Iraq, in Siaria e anche in Libia.

Prestige: il meglio dell’enogastronomia “made in Italy”

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Il marchio Prestige nasce come sinonimo di ricerca e passione nel mondo dell’enogastronomia italiana. La visione del brand è che “le cose buone vanno sempre condivise”, e il marchio opera in Polonia con l’obiettivo di proporre, ogni giorno, il meglio dell’offerta food & beverage autenticamente “made in Italy”. Lo fa sia attraverso una rete commerciale dedicata al settore Ho.Re.Ca., sia grazie ai punti vendita: il negozio storico di Bielsko-Biala, il nuovo punto vendita di Varsavia (che verrà inaugurato il 28 Maggio, per i dettagli visitare il website Prestige) e le prossime apertura a Cracovia e Wroclaw.

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I principali punti di forza del marchio stanno nella capacità di offrire prodotti freschi (non solo salumi e formaggi, ma anche carne, pesce, frutta e verdura) e nel proporre prodotti di nicchia come oli, vini e altre tipicità di alta gamma che in Polonia non possono essere reperiti altrove. Alcuni esempi: una ricca selezione di formaggi regionali DOP che rappresenta la tradizione casearia italiana da Nord a Sud, i salumi italiani apprezzati in tutto il mondo come culatello, prosciutto crudo DOP 24 mesi e bresaola, prelibatezze dal mare come ricci, granseola, canestrelli e bottarga, vini di etichette molto rinomate come Bolgheri e Bellavista.

Ogni giorno grazie a Prestige sarà possibile gustare a casa, o proporre nel proprio ristorante, questi e moltissimi altri prodotti enogastronomici che hanno fatto della cucina italiana un’icona di gusto e stile amata in tutto il mondo. Prestige: from Italy, every day.

Prestige: from Italy, every day. 

www.prestigeimportexport.pl

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La Polonia è buon partner per utilizzo fondi europei

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Grande interesse per le forme di cooperazione tra regioni in modo da utilizzare al meglio le opportunità e i fondi messi a disposizione dall’Unione Europea, con particolare riferimento al settore dei brevetti.

È l’esito dell’incontro avvenuto ieri a Pianeta Lombardia tra la delegazione guidata da Iwona Wendel, sottosegretario di Stato allo Sviluppo e Infrastrutture della Repubblica di Polonia, e Promos, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano. Tra i partecipanti alla riunione, avvenuta nell’ambito degli incontri business to business che si svolgeranno nei sei mesi di Expo in accordo con Regione Lombardia, quattro governatori di altrettante regioni, accompagnati da consiglieri regionali.

La Lombardia e le regioni della Polonia orientale, è stato sottolineato nel corso della riunione, possono fare sistema per unire best practice e incrementare la loro competitività soprattutto sui mercati esteri come Cina, Medio Oriente, Middle East e America Latina.

“Expo si dimostra una straordinaria occasione – ha commentato l’assessore regionale alla Casa, Housing sociale, Expo e Internazionalizzazione delle imprese Fabrizio Sala – non solo per avvicinare culture e sapori del mondo ma anche per allacciare rapporti con Paesi con cui sviluppare business. L’incontro con la delegazione della Polonia orientale testimonia il grande interesse per la Lombardia e la sua capacità di competere oltre che di attrarre investimenti”.

“Lublin – racconta Aleksander Czechowski, responsabile per lo sviluppo economico della Presidenza del Voivodato del Lublin – è una città con oltre 300.000 abitanti e il suo tessuto economico è costituito principalmente da produttori di frutta, mele soprattutto, e trasformatori alimentari con export verso l’Europa e verso i Paesi non Ue. I nostri territori confinano con Bielorussia e Ucraina, quindi siamo una sorta di ‘gateway’, una porta da e verso l’Europa”.

“Siamo molto interessati a collaborare con la Lombardia, che è il motore e la benzina dell’economia italiana, – ha commentato Czechowski – e Expo costituisce per noi un’ottima opportunità per approfondire le modalità con cui fare rete insieme e utilizzare il sostegno dei fondi europei per la cooperazione tra regioni per proporci ai mercati non europei”.

Anche alla delegazione polacca è stato fatto provare il gioiello tecnologico con cui Pianeta Lombardia accoglie i suoi visitatori, gli speciali occhiali ‘Oculus’ che hanno conquistato subito l’interesse per le bellezze e la ricchezza artistica presente nei territori lombardi che ospitano i dieci siti Unesco. Particolarmente gradito il brindisi finale con una degustazione di vini dell’Oltrepò pavese di cui è stato molto apprezzato un rosé, il Pinot Nero rosé – Cruasé.

milano.ogginotizie.it

Gentiloni: Polonia partner “fondamentale” nell’Ue

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L’Italia considera la Polonia un partner “fondamentale” nell’Unione europea per il suo tasso di crescita e sviluppo “invidiabile”. Lo ha spiegato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, al termine del suo incontro a Varsavia con l’omologo polacco Grzegorz Schetyna.

Gentiloni ha ricordato “le relazioni molto forti” tra Roma e Varsavia, con un “interscambio di 18 miliardi”. In Polonia si registra inoltre “una presenza molto importante” di piccole e medie imprese italiane: “sono circa 1.300”, ha detto il ministro.

Da parte sua, durante la conferenza stampa congiunta con l’omologo italiano, Schetyna ha ringraziato l’Italia per gli eccellenti rapporti bilaterali ed ha ricordato che il nostro Paese è per la Polonia il secondo partner nell’Ue. (askanews)

Consigli di sopravvivenza nei rapporti italo-polacchi

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disegno di: Luca Laca Montagliani

“Vuoi un altro po’ di dolce?”, mi chiede la bella e dolce padrona di casa in una fredda sera varsaviana. “Dziekuje! (grazie!)” rispondo raggiante. E lei gelidamente voltando lo sguardo altrove si allontana offrendo il dolce ad un’altra persona. Nella piccola guida di sopravvivenza di un italiano in Polonia bisogna segnarsi anche questo. Ovvero se qualcuno vi offre qualcosa la risposta italiana “grazie”, che nel Bel Paese equivale al ringraziamento per aver volentieri accettato quello che vi viene offerto, corrisponde in Polonia a “no, grazie non voglio”. Quindi immaginate l’espressione di delusione dipinta sul mio volto quando, ancora alle prime armi con le usanze polacche, davanti ad una succulenta proposta di una seconda porzione di Charlotka ho risposto entusiasticamente “grazie!” con il risultato di vedermi sfilare sotto il naso l’ultima fetta di torta finita nel piatto della persona che avevo al mio fianco! Diciamo la verità le incoerenze tra usi e costumi, italiani e polacchi, sono un automatico generatore di situazioni al limite del ridicolo. Per un italiano i modi polacchi sono una scuola di psicologia sociale e sicuramente anche una quotidiana occasione per allenare l’autocontrollo. Facciamo un esempio, l’italiano che entra in un bar ha un obiettivo chiaro: ordinare e ottenere l’ordinazione nel più breve tempo possibile. Quindi la strategia è: 1) percorrere a passo rapido la linea retta più breve tra la porta e la cassa; 2) sfruttare l’ampio panorama di frasi e gesti, di cui il DNA italico abbonda, per ottenere l’attenzione della cassiera e ordinare prima di chi ci sta di fianco o davanti. Questo naturalmente è l’approccio “lento” ovvero quello cui siamo obbligati quando entriamo in un bar dove non ci conoscono. Se invece ci conoscono allora applichiamo l’approccio comunicativo “veloce”, ovvero pretendiamo – cosa assolutamente possibile in Italia, ma azione piuttosto temeraria in Polonia – che già dal ciglio dell’entrata, incrociando lo sguardo della cassiera o della cameriera, basti una nostra espressione concludente per far capire cosa vogliamo. Anch’io, inevitabilmente intriso di tale back ground culturale, ho impiegato un po’ di tempo per capire il motivo dello stupore della cassiera polacca al mio presentarmi dritto davanti a lei chiedendo con temperamento frettoloso, e qualche zloty in mano, un caffè. Solo alla quarta o quinta volta mi sono ahimè reso conto che di fianco alla persona che mi stava davanti alla cassa, l’unica che pensavo mi precedesse, c’era un’ordinata fila di clienti in attesa ZEN lungo il bancone del loro turno. Clienti che mi guardavano con lo stesso stupore della cassiera. Sì ammetto la nostra impazienza italica è proverbiale ma allo stesso tempo è leggendaria anche la scarsa empatia dei camerieri polacchi. In centro a Varsavia, per alcuni mesi, mi è capitato di andare allo stesso bar, alla stessa ora, ordinando le medesime cose (caffè e croissant), alle stesse 2 cameriere che si alternavano. Risultato: dal primo all’ultimo giorno mi hanno guardato come fosse sempre la prima volta che entravo in quel bar e neppure la ripetitività della mia ordinazione ha aiutato, ero e sono rimasto uno perfetto sconosciuto. Ma spesso mi domando se in realtà tali incomprensioni siano veramente involontarie. Ho spesso la sensazione che dietro i canoni delle formalità verbali e comportamentali polacche ci sia un sottile gioco ironico. Nel frattempo in attesa di approfondire il tema ci ha pensato mia figlia Matilde a darmi una lezione di humor nordico. Seppur totalmente a digiuno dell’idioma polacco Matilde, tornata a Venezia dopo una settimana a Varsavia, maneggiava già con sicurezza le quattro parole imparate. “Matilde ti sei preparata per l’interrogazione di storia?”, chiedo paternamente. “No”, risponde seccamente. “Come no???” ribatto già infuriato. “No, tak, tato! (sì certo papà)” risponde sorniona.

Quattro giorni in Campania

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Da oltre 6 mesi sono in Erasmus a Siena, la mia amata cittadina medievale in Toscana. Non solo perfeziono il mio parlato, vivo la vita da studentessa e studio all’Università per Stranieri, ma sfrutto il mio soggiorno in Italia anche per viaggiare. Lo scorso semestre sono riuscita a visitare le città più importanti del Nord Italia, questo semestre invece lo dedico alla conoscenza dell’Appennino Meridionale. Per iniziare volevo recarmi in Campania e in Puglia. Nelle gite maggiori a volte mi accompagna un’amica, che mi raggiunge dalla Polonia. Anche questa volta dovevamo partire insieme. Il pernottamento su CouchSurfing trovato, il passaggio iniziale su Bla Bla Car idem (volevamo continuare il nostro viaggio in autostop). Ma all’ultimo minuto, all’improvviso, abbiamo dovuto cambiare i piani e mi sono trovata di fronte alla scelta: andare da sola in Wild Wild South e rischiare o rimanere a casa sana e salva? Ho scelto il primo, limitando il mio trip alla sola Campania.

Non sono riuscita a trovare un passaggio diretto da Siena a Napoli; il conducente con cui viaggiavo mi ha lasciato a Caserta. Il piano era di prendere subito il treno da Caserta e andare a Napoli. Ma quando sono arrivata ho capito che la maggiore attrazione turistica locale, la Reggia di Caserta, è situata nell’immediata vicinanza della stazione dei treni! Essendo così vicina e avendo qualche oretta di anticipo ho deciso di vedere il palazzo Borbone settecentesco. Mi è subito venuto in mente Sanssouci, il palazzo di Hohenzollern a Potsdam, che mi è piaciuto molto. Sono entrata nel parco e ho sentito la gioiosa voglia di godermi ogni momento in questo posto meraviglioso. Mi aspettava una passeggiata lunghissima lungo le deliziose fontane che conducono alla scarpata con torrente. L’arrampicata alla cima della collina si è dimostrata essere un’ulteriore attrazione e la veduta mi ha compensato lo sforzo del viaggio in un caldo inconsueto per il mese di marzo. Ho passato così tanto tempo al parco che poi il palazzo ho dovuto vederlo di corsa, ma comunque sono uscita dall’intero complesso con un senso di soddisfazione turistica. La tappa seguente della mia avventura è stato il viaggio in treno a Napoli, dove in cerca di una presa funzionante mi sono trovata nello stesso scompartimento con persone poco raccomandabili e per un attimo mi sono pentita della mia decisione di viaggiare da sola… Ma poi tutto e andato per il meglio!

Dal momento in cui il mio primo host Andrea è venuto a prendermi dalla stazione tutto è andato come un orologio. Molto presto ho avuto l’occasione di vedere e assaggiare ciò che più mi aspettavo andando a Napoli. La stazione metro Toledo in realtà si è rivelata anche p[cml_media_alt id='113397']Kurkowska - Campania (12)[/cml_media_alt]iù bella che nelle foto, è veramente incredibile! Poi ho saputo che Andrea e il suo coinquilino Filippo abitano nel centro e hanno la vista sul Vesuvio. A cena invece mi hanno portato nella migliore, secondo loro, pizzeria a Napoli, Pellone. Per me la pizza lì è stata troppo pesante, ma non mi stupisce la loro scelta da maschi. Ho deciso pero di condurre una mini-indagine e creare un proprio ranking!

Il secondo giorno ho dato ancora uno sguardo di addio al Vesuvio e mi sono trasferita nella casa del secondo host, Paolo, da cui sono rimasta fino alla fine del soggiorno a Napoli. Sono passata un attimo alla Galleria Umberto I e mi pareva di essere a Milano! Nella nuova casa come antipasto mi hanno servito la vera mozzarella locale, che mi ha fatto capire perchè quella imballata del negozio non mi piace tanto. Di seguito siamo andati a fare una passeggiata nel centro storico, dove abbiamo visto il vecchio quartiere di Forcella, il Duomo e la via dei Presepi. Paolo mi ha regalato un peperoncino portafortuna, il cosiddetto cornetto: funziona solo se lo otteniamo come regalo! Siamo passati da una delle botteghe per osservare il lavoro degli artigiani sui presepi; uno di loro ci ha fermati e si è messo a raccontarci qualcosa. Io ho spento il mio cervello quasi subito, visto che del dialetto napoletano non capisco quasi nulla. Finito il racconto, Paolo mi ha guardata con un’espressione per farmi capire che manco lui ha tratto molto dalla conversazione… Abbiamo deciso di recarci alla Certosa di San Martino, da cui c’è un bel panorama di Napoli. Nel frattempo abbiamo mangiato sfogliatelle e babà, i tipici dolci locali. Giunti alla Certosa abbiamo notato che tutta la vista era coperta da foschia, cioè nebbia meno densa, una specialità locale. Abbiamo deciso di tornare a casa usando la Pedamentina, cioè scale del XIV secolo che portano dalla Certosa fino a Spaccanapoli, la via che divide la città in due. A cena ho mangiato forse la pizza più buona della mia vita, a Sorbillo in via dei Tribunali. Ve la consiglio vivamente!

Il terzo giorno della gita è stato segnato da Sorrento e piaceri epicurei. Verso mezzogiorno siamo saliti con Paolo sul treno della Circumvesuviana e dopo meno di un’ora eravamo lì. Oltre alle bellissime vedute sul mare e le tipiche cupole a piastrelle giallo-verdi, Sorrento ci ha offerto anche gli onnipresenti alberi di limoni che creavano un’atmosfera di vacanze e spensieratezza. Non si può omettere la buonissima delizia di limone che ho assaggiato nella versione tiramisù. A pranzo ci siamo concessi gnocchi alla sorrentina, con mozzarella fusa. Alla fine di questo giorno piacevole abbiamo guardato il tramonto osservando le navi che tornavano da Capri…

L’ultimo giorno l’abbiamo iniziato con una passeggiata sul lungomare. Siamo arrivati al porto e da lì c’erano solo quattro passi per il Castel dell’Ovo, su cui ovviamente siamo saliti per avere una vista migliore della zona e della gente sdraiata sulla costa rocciosa come foche. Quelli più audaci hanno deciso anche di fare bagno! Il tempo era bellissimo, quindi perché no? Dopo pranzo ho incontrato ancora una volta Andrea e Filippo, che mi hanno portato a Pozzuoli al vulcano Solfatara. Quando ci siamo avvicinati alle paludi di zolfo bollenti mi sono davvero pentita della nostra idea e volevo scappare: in tutta l’area si sentiva un odore soffocante di uova sode! Andrea riteneva che le inalazioni sulfuree fanno bene ai polmoni e quasi si tuffava negli sbuffi di vapore, mettendomi al contempo disgusto e stupore. Dopo un attimo però anch’io mi sono abituata al particolare “profumo” e la parte restante della nostra visita alla riserva mi è piaciuta di più. I visitatori possono avere l’impressione di essere sulla Luna, vista la bianchezza del suolo e la presenza di numerosi crateri da cui esce il vapore: un’esperienza inusuale! Quel giorno il tramonto l’abbiamo visto al Lago d’Averno, dopodiché siamo tornati a Napoli, dove ho mangiato ormai l’ultima pizza al famoso ristorante da Michele. Molto buona, ma secondo me non vince con Sorbillo!

Il giorno successivo, mentre tornavo a Siena, guardavo le foto dalla gita ed ero triste perché era finita. Ero grata alla sorte per aver avuto degli host bravissimi, ma sentivo anche che mi sarebbero mancati, cosa paradossalmente non positiva. Il viaggio solitario si è concluso con successo, perché grazie a CouchSurfing non ero affatto da sola, anzi, ho avuto l’opportunità di conoscere meglio la cultura e la gente locale. Mi rimangono ancora molte cose da vedere in quelle parti dell’Italia, forse la prossima volta mi accompagnerà la mia amica. Ma stavolta, anche viaggiando per conto mio, contrariamente al proverbio: ho visto Napoli e non sono morta! 😉