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Kinga Gradowska: “Varsavia sarà una delle prossime capitali dell’arte contemporanea”

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Tra i protagonisti della “Trendy Warsaw”, la capitale che dalla moda all’arte inizia a svolgere un ruolo importante e di richiamo per tutta Europa, c’è Kinga Gradowska.

Fondatrice del progetto ARTsupport e curatrice e mecenate delle arti Konga Gradowska da alcuni anni si occupa della promozione dell’artista cracoviano Marcin Kowalik di cui ha già organizzato diverse mostre in svariate gallerie ed istituzioni come ad esempio presso l’UE a Bruxelles, nella sede di rappresentanza della Polonia, oppure in numerose gallerie tra Berlino, Dublino e al Miami Art Bassel negli USA. “Nel frattempo come ARTsupport partecipiamo a fiere ed aste d’arte nel nostro paese ed all’estero” racconta Kinga il cui primo approccio con l’arte è iniziato al Liceo Artistico di Zamo??. “Io stessa dipingo e scolpisco. Le mie conoscenze ed esperienze le ho acquisite tra le nozioni universitarie e le attività di marketing, aspetti che oggi ho deciso di unire. La realtà artistica contemporanea è in continua evoluzione, l’artista ha bisogno di un appoggio manageriale che io offro collaborando con nuovi partners, sponsor ed opinionisti. Grazie all’unione di queste forze nascono sempre progetti curiosi ed il risultato di queste scelte diventa molto costruttivo.”

La Polonia e Varsavia da anni si fanno notare a livello internazionale per le ottime performance nell’economia, una crescita che si registra parallelamente anche nel campo dell’arte contemporanea?

In Polonia il mercato dell’arte sta notevolmente cambiando ed osservo questi cambiamenti con grande speranza, penso che nell’arco dei prossimi due-tre anni saremo paragonabili a Berlino. I polacchi si possono permettere buone auto e vestiti costosi, tuttavia, penso che non s’intendano ancora sufficientemente d’arte contemporanea, ne hanno quasi timore anche se ho la senzazione che le cose stiano cambiando nel verso giusto. Nelle città maggiori città polacche continuano a nascere luoghi in cui si promuove l’arte: gallerie, caffè-gallerie, oppure negozi in cui, oltre ai vestiti o ai gadgets, sono proposti lavori di giovani artisti. Lentamente ci stiamo abituando all’arte. È bello avere un oggetto artistico in casa e non solo la solita TV ed un divano comodo. Sono sempre più numerosi i giovani che appendono quadri nei loro appartamenti, a volte lo fanno per motivi estetici altre volte li trattano come veri e propri investimenti. La cosa più importante è che quest’esigenza non è percepita come un banale spreco di denaro.

Quali sono gli eventi legati all’arte che preferisci?

Nel nostro paese stanno crescendo le fiere dell’arte, i festival e gli appuntamenti. Assieme a Marcin Kowalik prendiamo parte ad alcuni di questi eventi che spesso sono ottime occasioni per presentare il lavoro di giovani artisti poco conosciuti. In Polonia sono importanti le mostre d’arte di Varsavia (Warszawskie Targi Sztuki) organizzate da Rempex, nelle quali da tre anni, assieme a Marcin, partecipiamo. Inoltre, ogni anno, presso Stary Browar di Pozna? ha luogo l’evento Art & Fashion Festival di Gra?yna Kulczyk. Un’altra idea curiosa è l’Art Yard Sale di Varsavia. Siamo ancora lontani dall’art week di Berlino ma siamo ottimisti e sulla buona strada.

[cml_media_alt id='111902']Kinga Gradowska “Varsavia sarà una delle prossime capitali dell’arte contemporanea” (7)[/cml_media_alt]Come descriveresti le tendenze contemporanee dell’arte polacca?

La storia polacca, gli anni del comunismo e dell’uscita dal comunismo, le diverse situazioni politiche hanno naturalmente influenzato la creatività degli artisti polacchi. Tuttavia ho l’impressione che la generazione più giovane, per il fatto che vive in un paese democratico ed è testimone di un rapido sviluppo, torna sempre più raramente al passato. È difficile oggi definire le attuali tendenze artistiche. L’arte di oggi è molto varia e spesso si sente la famosa frase “non me ne intendo, non comprendo l’arte contemporanea”. Penso che l’arte non vada compresa. Il primo contatto con un’opera d’arte sono in realtà sensazioni ed emozioni dirette. L’importante è che l’osservatore apprezzi e si senta bene circondato dall’arte.

L’arte contemporanea è un buon investimento?

Registro un interesse crescente per gli investimenti nell’arte. Attualmente i maggiori collezionisti sono gli uomini d’affari. In Polonia nascono fondi d’investimento artistico come l’art banking, grazie ai quali aumentano gli investimenti nei giovani artisti. Grazie a questo l’acquirente dell’opera è consapevole che un domani, il giovane e sconosciuto artista di oggi, sarà conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo. Sono importanti gli esempi di artisti come Sasna?ów, Opalka, Mitoraj oppure ?io?kowski. Essi dopo una lunga e travagliata carriera hanno raggiunto altissimi livelli. Marcin Kowalik è un altro di questi artisti, le sue opere saranno presto riconosciute dalle migliori gallerie d’arte nel mondo. Credo che attraverso il duro lavoro, la pratica e naturalmente il talento Marcin sarà sempre più apprezzato. In qualsiasi settore, per raggiungere il successo c’è bisogno di continuità, tanto lavoro e fede nelle proprie potenzialità. Sono convinta che in mezzo a tutta la spazzatura plasticata e la banalità in cui oggi viviamo, ciascuno di noi ricerchi qualcosa che abbia un valore più profondo. Siamo stanchi degli scandali e delle buffonate televisive. La nostra coscienza sta mutando, sono convinta che il mercato polacco dell’arte sia arrivando ad una svolta.

C’è un artista italiano che ti attrae?

Gli italiani da sempre hanno ispirato il mondo dell’arte regalando grandi nomi, di fatto tra più significativi della storia come Da Vinci, Uccello o Caravaggio; essi sono e saranno fonte d’isipirazione per sempre. Osservo con attenzione un paio di artisti contemporanei italiani come ad esempio Paolo De Biasi. Spero di conoscere meglio l’arte contemporanea italiana durante la mostra del prossimo concorso Arte Laguna a Venezia. È una fantastica iniziativa a livello internazionale, nella quale con Marcin Kowalik, prendiamo parte con la speranza di avere l’occasione di avvicinarci meglio all’attuale arte italiana.

 

Elezioni Com.It.Es. – Lettera dell’Ambasciatore d’Italia in Polonia

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Cari elettori/cittadini,

sono state indette le elezioni per il rinnovo dei Comitati degli Italiani all’Estero (Comites), gli organi che rappresentano i cittadini italiani residenti all’estero nei rapporti con gli Uffici consolari. I componenti dei Comites saranno eletti sulla base di liste di candidati sottoscritte dai cittadini italiani residenti in ogni circoscrizione consolare. Le liste potranno essere presentate al Consolato entro il 19 ottobre 2014.

Potranno votare tutti i cittadini italiani che hanno compiuto 18 anni alla data del 19 dicembre 2014, sono iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE), sono residenti nella circoscrizione consolare da almeno sei mesi e che godono dei diritti politici. Questa lettera è rivolta quindi a tutti i membri del nucleo famigliare che possiedono tali requisiti e che risiedono all’indirizzo di invio.

CHI INTENDE VOTARE DOVRÀ FAR PERVENIRE AL CONSOLATO UNA DOMANDA FIRMATA DI ISCRIZIONE NELL’ELENCO ELETTORALE, ALLEGANDO FOTOCOPIA DI UN DOCUMENTO DI IDENTITÀ.

LA DOMANDA E’ INDIVIDUALE, OGNI ELETTORE DEVE INVIARE LA PROPRIA DOMANDA DI PARTECIPAZIONE AL VOTO (modulo).

Il modulo di domanda potrà essere scaricato dal sito del Consolato (www.ambvarsavia.esteri.it). Sono accettate anche domande redatte in forma libera, purché riportino nome e cognome, data di nascita e l’indirizzo aggiornato del richiedente, esprimano l’intenzione di votare per l’elezione del Comites, siano firmate ed accompagnate da fotocopia di un documento personale.

La domanda può essere inviata al Consolato per posta (Plac Dabrowskiego 6, 00-055 Varsavia), posta elettronica (elettorale.varsavia@esteri.it), fax (numero 228271821), o anche recapitata personalmente.

LA DOMANDA DEVE ARRIVARE AL CONSOLATO ENTRO IL 19 NOVEMBRE 2014

Entro il 29 novembre 2014 il Consolato invierà per posta ai soli elettori che lo abbiano richiesto il plico elettorale, contenente la scheda per il voto e una busta preaffrancata per la sua restituzione.

Conto che anche voi vorrete contribuire a questo importante esercizio di democrazia.

Con i migliori saluti

L’Ambasciatore

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Smart city, premiati i 5 migliori progetti europei tra cui Varsavia

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Tagli alle risorse pubbliche, tecnologie digitali, coesione sociale, educazione, sostenibilità: sono alcune delle sfide epocali a cui le città già oggi, ma sempre più domani, sono chiamate a dare risposte all’insegna dell’innovazione e del coraggio.

I progetti più innovativi sviluppati (ma non ancora realizzati) da medie e grandi città europee (smart cities e smart communities)sono stati premiati nei giorni scorsi in Germania. Si tratta delle cinque città europee – tra cui nessuna italiana – che hanno vinto l’edizione 2014 del concorso Mayors Challenge, organizzato dall’americana Bloomberg Philantrophies, rivolto a progetti che utilizzano tecnologie e pratiche innovative per risolvere problematiche urbane, sociali e ambientali. Al concorso hanno partecipato oltre 150 città di 28 nazioni europee.

5 MILIONI DI DOLLARI. Il primo premio, 5 milioni di dollari, è andato a Barcellona, il secondo è stato assegnato ex aequo ai progetti messi a punto da Atene, Kirklees (Regno Unito), Stoccolma e Varsavia. A ciacuna di queste quattro città è andato un assegno da1 milione di dollari. I premi sono vincolati allo sviluppo dei progetti. Ecco una sintesi.

BARCELLONA. Reti collaborative per gli anziani. Nella capitale catalana più di un abitante su cinque è oltre i 65 anni. Entro il 2040 saranno uno su quattro. L’invecchiamento della popolazione impone di affrontare problemi nuovi e crescenti connessi alla salute, all’emarginazione sociale, all’isolamento. Per fronteggiarli, Barcellona vuole sperimentare social media e strategie digitali di facile utilizzo per creare “una rete di fiducia” tra anziani, familiari, amici, vicini di casa, operatori sociali, volontari. Questa rete di fiducia aiuterà ad individuare le lacune dei servizi di assistenza, consentirà di coordinare meglio le attività di supporto, promuoverà la qualità della vita.

ATENE. Il programma Synathina è il tentativo di rispondere alla devastante crisi economica che ha prodotto disoccupazione, degrado urbano, problemi infrastrutturali. La capitale greca intende creare una piattaforma on-line per collegare i nuovi, dinamici stimoli provenienti dalla società civile con le istituzioni e i governi locali, per sviluppare in modo collaborativo politiche solide e sostenibili capaci di incidere sui problemi di inclusione sociale e sulla rinascita urbana dei quartieri di Atene.

KIRKLEES (REGNO UNITO). Qui il proposito è far fronte alla crisi mettendo in grado di funzionare pezzi di sharing economy (economia della condivisione) attraverso piattaforme on line che organizzano risorse pubbliche e no profit per dare impulso a forme di prestito, baratto, banche del tempo soprattutto a livello di servizi offerti al privato o alla comunità.

STOCCOLMA. Con Biochar siamo in piena green economy. Attraverso un progetto che coinvolge attivamente la città e gli abitanti, la capitale svedese produrrà biochar, una sostanza di derivazione naturale che aumenta la crescita degli alberi, migliora la fertilità del terreno, sequestra il carbonio nei suoli, purifica le acque piovane che non filtrano nei terreni ma scorrono via lungo la terra. Il programma punta a diffondere le buone pratiche in direzione di una sorta di “riconversione” a biochar della città.

VARSAVIA. “Varsavia Virtuale”, attraverso l’impiego delle nuove tecnologie, offrirà servizi di supporto per facilitare la mobilità di ciechi e ipo-vedenti installando migliaia di segnalatori luminosi e non lungo la città che comunicano con gli utilizzatori attaverso apps telefoniche. Questi strumenti promettono di cambiare la vita a coloro che hanno problemi di vista, risparmiando loro, ogni giorno, ore negli spostamenti e permettendo una maggior autosufficienza.

Autore Paolo FrancesconiSocial Sforzum

Eurostat, bene commercio in Germania e Polonia ad agosto

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Ad agosto 2014 rispetto a luglio 2014 il volume del commercio al dettaglio con aggiustamento stagionale è cresciuto dell’1,2% nell’Eurozona e dell’1,4% nell’Ue nel suo insieme, dell’1,9% nell’Eurozona e del 2,5% nell’Ue in rapporto all’agosto 2013. Lo comunica Eurostat.

Per quanto riguarda i Paesi della ‘Nuova Europa’ per i quali sono stati resi noti i dati dall’ufficio statistico dell’Ue, su base mensile spiccano il +2,5% della Germania e il +2,2% dell’indice registrato in Polonia, fra le nazioni Ue che hanno registrato gli aumenti più consistenti. Maglie nere a livello continentale, invece, Romania e Slovacchia, entrambe con un -0,6%. Sempre in un confronto tra agosto e luglio 2014, il volume del commercio al dettaglio ha registrato un +0,4% in Bulgaria, leggeri cali in Estonia (-0,1%), Lettonia (-0,2%) e Lituania (-0,1%), un +0,2% in Ungheria, +0,9% in Austria, +1,3% in Slovenia.

Su base annua, ovvero in un confronto tra l’agosto 2013 e l’agosto del 2014, il commercio al dettaglio in Bulgaria ha registrato una crescita del 4,5%, in Germania del 3,1%, in Estonia del 6,7%, in Lettonia del 3,9%, in Lituania del 4,7%, in Ungheria del 2,5%, in Austria dello 0,3%, in Polonia dell’1,3%, in Romania del 4,7%, in Slovenia del 2,1%, in Slovacchia dell’1,1%. (ANSA).

Maxi donazione del Vaticano per Auschwitz

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Il Vaticano ha donato 100 mila euro ad un fondo internazionale destinato alla salvaguardia dell’ex campo di sterminio nazista di Auschwitz-Birkenau, nel sud della Polonia, ha annunciato la direzione del museo.

“Non è una somma molto importante. Ciononostante esprime un sostegno totale al progetto della Fondazione Auschwitz-Birkenau”, ha detto il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede, citato in un comunicato del museo.

Il Vaticano è il 31esimo stato che partecipa al fondo, il cui obiettivo è raccogliere almeno 120 milioni di euro per il mantenimento del campo, che occupa una superficie di 200 ettari e che include 155 edifici intatti e 300 in rovina.

[cml_media_alt id='111889']poloniaAuschwitz-Birkenau[/cml_media_alt]Finora sono stati raccolti 67 milioni di euro, 60 dei quali sono stati donati dal governo tedesco.

Circa 1,1 milioni di persone, tra cui un milione di ebrei provenienti da diversi paesi europei, sono morti tra il 1940 e il 1945 in questo campo di sterminio installato dalla Germania nazista nel sud della Polonia.

Il museo del campo di Auschwitz, divenuto il simbolo dell’Olocausto, riceve annualmente più di un milione di visitatori.

Luca Pistone – atlasweb.it

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Italia-Polonia, guida semiseria di sopravvivenza: regole a tavola e anarchia al volante!

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Se è pur vero che tra italiani e polacchi c’è spesso un’attrazione fatale, è altrettanto accertato che a volte si è costretti a superare ardue prove d’adattamento per stare insieme. Italia-Polonia ovvero l’attrazione dei diversi, anche se in realtà è facile rintracciare innumerevoli affinità più o meno elettive. Ma voliamo basso cercando d’essere pragmatici e concreti (come sono i polacchi!) per suggerire alcune regole di sopravvivenza che potrebbero aiutare le relazioni tra italiani e polacchi. Naturalmente parliamo per banali stereotipi, che sono quotidianamente e fortunatamente smentiti da polacchi italianizzati e da italiani polacchizzati.

Le incomprensioni più frequenti nascono dai ritmi di vita. L’italiano si alza al mattino e brancola per la casa disattivato mentalmente finché non sente l’aroma del caffè. Poi si aggrappa alla tazzina e sorbisce il caffè come si trattasse di una salvifica pozione magica senza la quale non si può affrontare la giornata lavorativa. E mentre si gode quel vigoroso nettare nero, al massimo imbastardito in un cappuccino, intingendoci biscotti e croissant, immaginiamo al suo fianco una ipotetica compagna polacca che a colazione mangia pane nero, formaggio pre-tagliato a fette e affettati, non disdegnando pomodori e magari un cetriolo sottaceto. Il tutto accompagnato da una sbrodaglia acquitrinosa prodotta con qualche caffè solubile di cui non voglio neppure sapere il nome! [cml_media_alt id='111853']Giorgi - Una guida semiseria. (3)[/cml_media_alt]Se non si vuol mettere a rischio la stabilità della coppia fin dal primo mattino, l’italiano eviti la vicinanza visiva e olfattiva con la ricca colazione della polacca per non indisporre il suo delicato stomaco e la polacca rinunci a guardare con sufficienza la per lei misera colazione con caffè e biscotti e soprattutto, quando l’italiano dopo un’oretta inizierà a dire che comincia ad aver fame, non gli ricordi che caffè e croissant non bastano. Restando in tema di cibo una delle incomprensioni più macroscopiche – già causa nella mia vita privata di liti furibonde – sta nella gestione della cena. Seppur si è riusciti a domare gli ospiti polacchi ad accettare che la cena NON cominci prima delle 20 – sperando che non vengano dopo aver già mangiato a casa alle 18… – il problema sta poi nel comportamento a tavola.
Per gli italiani la cena ha rituali chiari, ci può essere un leggero antipasto che serve a riempire il tempo necessario a preparare il primo. Ecco in questa fase è accettabile che si possa anche non mangiare e che ci si alzi da tavola magari per guardare la casa. Ma quando viene servito il primo suggeriamo vivamente ai polacchi ospiti a casa di un italiano di iniziare a mangiare subito e senza interruzioni. Pasta, risotto o altri primi italiani vanno mangiati caldi, in tempo reale! Per un italiano NON è ammissibile che per qualche ragione differiate il momento di mangiare o che diciate frasi tipo “mangio tra un po’” e vi mettiate a far altro o peggio vi alziate da tavola! Cari polacchi l’italiano detesta l’anarchia a tavola, così come non sopporta se per caso assaggiate qualcosa di dolce mentre state cenando e quando arriva il secondo non azzardatevi a dire che non lo volete tirando fuori la teoria (peraltro giusta!) che è scorretto mangiar tanto alla sera perché a quel punto potrebbe scattare il finimondo! Ben che vi vada l’italiano vi scaricherà addosso tutti i paragoni culinari possibili per dimostrare quanto la cucina polacca sia pesante, infestata da fritti fatti con oli scadenti, da verdure stracotte che perdono le vitamine e da troppa carne. Agli italiani ricordo invece che è una pura follia nostrana, non sempre capita dai non connazionali, il fatto che mentre mangiamo parliamo di quello che abbiamo mangiato ieri o di quello che cucineremo domani. È pura (insopportabile per i polacchi) overdose del tema culinario.

[cml_media_alt id='111852']Giorgi - Una guida semiseria. (2)[/cml_media_alt]Alle rigorose e numerose regole comportamentali a tavola, su cui potremmo disquisire a lungo, gli italiani non fanno corrispondere altrettanta rigorosità nel rispettare le regole stradali, cosa che fa letteralmente (e comprensibilmente) disperare i polacchi. La strada, anche senza scomodare Kerouac, è metafora della vita, e siccome gli italiani affrontano la vita forti del motto “vincere arrangiandosi per la via più breve e comoda” è inevitabile che quando si mettono al volante approccino la strada nello stesso modo. Così ogni partenza ad un semaforo è una sfida da vincere, mentre ogni entrata/uscita in rotonda viene fatta tracciando la linea retta più breve tra entrata e uscita senza tener conto di quei (pittoreschi e inutili per gli italiani) segni bianchi che tratteggiando le carreggiate sull’asfalto che pretenderebbero di far deviare l’italico pilota dalla meta. Se poi qualche insensibile automobilista si permette di ostacolare queste geometriche traiettorie ecco il colpo di clacson! Preso atto che invece i polacchi al volante seguono le linee delle carreggiate come se guidassero un treno sui binari, posso solo suggerire a chi si trovasse in macchina al fianco di un italiano di alzare il volume della radio e immaginarsi d’essere nelle vie di Bombay (pardon oggi Mumbay) o di Napoli (fa lo stesso), sapendo che prima o poi qualche elefante o motorino con tre persone a bordo senza casco vi taglierà la strada. A volte l’accettazione ZEN del diverso è la migliore tutela del nostro sistema nervoso anche perché in certi casi, soprattutto a tavola e al volante, al DNA non si comanda!

Intervista S.E. Alessandro De Pedys (parte 1)

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Gazzetta Italia intervista Alessandro De Pedys Ambasciatore Italiano a Varsavia. Parte 1, l’Ambasciatore parla dell’istituzione del Comites, della Polonia quale meta di lavoro per le aziende italiane e dell’importanza della Camera di Commercio italiana in Polonia.

Libri: arriva ‘Il ragazzo di Varsavia’ di Andrew Borowiec

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Dal 2 ottobre dalla penna di Andrew Borowiec arriva in libreria ‘Il ragazzo di Varsavia, la vera storia del bambino soldato’ (Newton Compton Editori, pp. 376, euro 9,90). Non aveva nemmeno sedici anni, Andrew Borowiec, quando nel 1944 prese parte alla rivolta di Varsavia, la più grande ribellione organizzata di fronte all’insensata violenza nazista. I combattimenti proseguirono senza tregua per due mesi, in una carneficina che perfino Heinrich Himmler definì “la peggior guerriglia di strada dalla battaglia di Stalingrado”. Questo libro raccoglie l’eccezionale testimonianza del più giovane sopravvissuto a quel massacro, un vero bambino-soldato che ha dovuto mettere nero su bianco l’orrore cui i suoi giovani occhi avevano assistito, al punto di trascrivere subito le sue impressioni già nel campo di prigionia dove venne rinchiuso alla fine della Rivolta. Un resoconto così urgente e necessario che Borowiec ha sentito il bisogno di nascondere al mondo e custodire al sicuro per tutti questi anni. Borowiec è nato a Lodz (Polonia) nel 1928, a quindici anni entrò nella Resistenza polacca, dov’era conosciuto con il nome di battaglia ”Zych”, partecipando attivamente alla famosa Rivolta di Varsavia. Catturato dai nazisti, è stato internato in un campo di prigionia con il numero 47489. Dopo la guerra si è laureato in giornalismo alla Columbia University e ha lavorato per diverse testate. Autore di sei libri, attualmente vive a Cipro con sua moglie Juliet.

Polonia in UE da 10 anni, boom economico e peso politico

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Adam Hanzelewicz

L’adesione della Polonia all’Unione Europea ha avuto una ricaduta positiva sia sul piano economico che quello politico: a partire dal 1 maggio 2004 il Pil è raddoppiato (48,7%), sono stati creati due milioni di nuovi posti di lavoro, le esportazioni verso i Paesi dell’Ue sono triplicate, mentre i fondi ottenuti nel corso del decennio di adesione hanno avuto un saldo positivo di 61,4 miliardi di euro rispetto ai contributi versati; sul piano politico la Polonia è diventata un componente forte e influente della Comunità europea, capace di difendere i propri interessi, ma anche di operare responsabilmente a favore del processo di integrazione.

Il quadro emerge in un rapporto del Ministero degli Esteri polacco sui dieci anni di appartenenza all’Ue.

L’economia polacca ha superato anche l’esame più importante, la crisi economica globale: nel 2009 la Polonia, l’unico paese Ue, non ha subito un collasso dell’economia. Negli anni 2008-2013 la crescita cumulativa del Pil polacco ha superato il 20% raggiungendo il risultato migliore fra tutti i Paesi Ue. Una crescita più veloce rispetto ad altri paesi ha fatto sì che la Polonia ha già oggi raggiunto i due terzi dell’indice di sviluppo economico medio dei paesi Ue. Ancora nel 2003 il Pil polacco pro capite a parità del potere d’acquisto ammontava al 48,8% della media UE27. Nel 2013 era pari al 66,9% il che significa una crescita di 18,1 punti percentuale.

Lo sviluppo economico della Polonia era accompagnato da importanti cambiamenti del mercato di lavoro. Nell’arco dei dieci anni dall’adesione sono stati creati due milioni di nuovi posti di lavoro: hanno trovato occupazione dei rappresentanti di tutti i gruppi sociali, compreso mezzo milione di inattivi. La crescita economica ha migliorato in modo significativo la situazione della società polacca: dal 2005 al 2012 il numero delle persone a rischio povertà o esclusione sociale è diminuito di sette milioni, mentre 1,3 milioni di persone sono uscite dallo stato di indigenza.

La Polonia ha saputo approfittare bene delle possibilità offerte dal mercato unico che prevede il libero flusso dei beni, persone, servizi, e capitale, diventando parte della maggiore zona di libero scambio nel mondo che comprende 500 milioni di consumatori e 20 milioni di aziende. Nel corso dell’ultima decade la partecipazione delle esportazioni polacche verso l’Ue è raddoppiata raggiungendo il 4%: si tratta della maggiore crescita tra i paesi dell’Europa centro-orientale (Peco), e la seconda in tutta l’Ue dopo l’Olanda; nel 2013 la Polonia ha quasi triplicato le esportazioni in Ue rispetto al periodo pre-adesione. Le aziende polacche hanno esportato nell’Ue merci per un valore di quasi 3,5 miliardi di zloty, una cifra doppia rispetto al Pil polacco, e hanno raggiunto un reddito totale di circa 550 miliardi di zloty (135 miliardi di euro) grazie all’esportazione di servizi (principalmente trasporti e turismo) verso l’Ue, con un saldo positivo totale superiore a 37 miliardi di zloty, che corrispondono a oltre nove miliardi di euro. L’adesione all’Ue ha decisamente migliorato l’attrattiva della Polonia come paese da investire. A partire dal 2004, il valore complessivo degli investimenti esteri diretti in Polonia ha superato i 405 miliardi di zloty, all’incirca 100 miliardi di euro. Nell’ultimo decennio proprio la Polonia – tra tutti gli stati Peco – è stata scelta dal maggior numero di investitori esteri, principalmente da altri paesi Ue, che hanno deciso di investire lì 1 euro su 3. Gli investimenti polacchi diretti verso gli stati Ue sono invece aumentati di qualche decina di volte, dai 4,6 miliardi di zloty nel 2003 sino ai 137 miliardi di zloty nel 2012.

Nonostante nel 2005 il presidente di una delle compagnie aeree low cost abbia detto che nessuno sarebbe voluto andare a Danzica poiché “lì sono da vedere solo i cantieri navali”, negli ultimi dieci anni, gli stranieri hanno compiuto oltre 630 milioni di viaggi verso la Polonia, di cui oltre 140 milioni a scopo turistico. Durante queste visite è stato speso in Polonia un totale di 284,3 miliardi di zloty. Al 2014, a godere di un collegamento aereo diretto con Varsavia sono ben cento città al mondo, vale a dire quattro volte in più rispetto al periodo antecedente all’adesione all’Ue. (ANSA)

Concorso Internazionale “Echi di poesia dialettale” 2015

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Il Centro di ricerca tradizioni popolari  “La Grande Madre” indice il Concorso Internazionale “Echi di poesia dialettale” 2015

Il dialetto costituisce la “specificità immateriale di un’etnia, la sua perdita porta verso l’omologazione culturale, il recupero è un atto di salvataggio”.

Attraverso questo concorso intendiamo raccogliere gli echi che giungono dalla cultura popolare, le voci che vivono ancora di storia, tradizioni, natura e che riconoscono, nell’idioma locale, un vincolo di appartenenza. Il concorso non è stato concepito a scopo di lucro ma solo ed esclusivamente per il recupero dei dialetti attraverso il componimento poetico. Non prevede alcuna quota di partecipazione. Inoltre, teniamo a sottolineare che, pur partecipando a un concorso, non è importante arrivare primi, ma operare il recupero con diligenza e passione, è questo il reale servigio che si rende alla ricerca.

Regolamento e  MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE

Ogni concorrente può partecipare inviando tre poesie in dialetto, a tema libero, inedite, con relativa traduzione, specificando il luogo di provenienza e rispettando le regole della parlata scelta. La lunghezza dei componimenti non dovrà superare trenta versi.

Le opere dovranno essere trasmesse, a pena di inammissibilità al concorso, nel rispetto delle modalità sotto indicate: invio in busta chiusa all’indirizzo “Molinaro Franca, Via Piano Rose 1, 82018 Calvi (BN), di:
1)Una copia cartacea dell’opera, firmata in originale sul frontespizio, con traduzione e specificazione del dialetto utilizzato.
2) Modulo di partecipazione correttamente compilato in tutte le sue parti. Conterrà obbligatoriamente le seguenti informazioni: Nome, cognome, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza e recapiti (telefono, fax, e-mail).
3) Brevi note biografiche sull’autore.
4) Dichiarazione del partecipante attestante che l’opera presentata è autentica.
5) Copia di documento di riconoscimentoLe poesie corredate di traduzione vanno inviate anche tramite posta elettronica all’indirizzo: molinarofranca@gmail.com in formato word e non pdf o jpg. Inoltre preghiamo i poeti di non inserire caselle nei file delle poesie e delle traduzioni.
Tutto il materiale può essere inviato anche esclusivamente via mail all’indirizzo mail sopraindicato ma deve contenere tutti i documenti richiesti.
Le stesse regole vanno rispettate anche dagli Italiani all’estero.

Gli autori, per il fatto di partecipare al concorso, cedono il diritto di pubblicazione cartaceo e digitale senza aver nulla a pretendere come diritto d’autore.

I diritti rimangono comunque di proprietà dell’autore.

Si chiede cortesemente agli autori di non attendere l’approssimarsi della scadenza del premio ma di anticipare, se possibile, l’invio delle opere in modo tale da agevolare il lavoro della segreteria.

All’atto del ricevimento, ogni opera sarà consegnata alla giuria con numero e senza nome per evitare qualsiasi favoritismo. Non saranno considerate valide le poesie inviate in forma anonima.

La partecipazione al concorso implica l’accettazione integrale del presente bando.

I componimenti premiati riceveranno una valutazione scritta dai membri della giuria, il cui giudizio è insindacabile e inappellabile. I nomi dei consulenti, provenienti dal mondo della cultura e dell’arte, da diverse regioni italiane, saranno resi noti a selezione conclusa.
Gli esperti che andranno a costituire la giuria lo faranno a titolo gratuito come atto d’amore per la scrittura e per la propria terra, così il presidente, tutto lo staff interno e quanti si prodigheranno per la diffusione del premio. Tutte le opere dovranno essere inviate entro e non oltre il 30 marzo 2015 (farà fede la data presente sul timbro postale di spedizione).
Per qualsiasi informazione scrivere all’indirizzo mail: molinarofranca@gmail.com o rivolgersi al 339 7475004,

Le poesie premiate e quelle ritenute valide dalla giuria, andranno a costituire l’antologia del premio. La giuria si riserva di istituire premi speciali ed effettuare ulteriori segnalazioni.

La premiazione avverrà in luogo e in data da stabilirsi. Gli autori assenti durante la giornata di premiazione potranno ricevere l’attestato e l’antologia, a casa tramite posta facendosi carico delle relative spese.

Per quanto concerne gli autori premiati gli stessi dovranno confermare la presenza alla serata di premiazione entro e non oltre 7 giorni dalla comunicazione.

Il Centro organizzatore si riserva di dare comunicazione ai concorrenti e di apportare eventuali variazioni delle presenti disposizioni dandone tempestiva comunicazione sul blog lagrandemadre.wordpress.com

PREMI

La cerimonia di premiazione dei vincitori è prevista entro il mese di agosto. In tale data sarà pubblicato sul blog lagrandemadre.wordpress.com, l’elenco delle opere vincitrici e di quelle segnalate.

Premi:

1° classificato: l premio, pergamena e un’opera d’arte.

2° classificato: ll premio, pergamena e un’opera d’arte.

3° classificato: lll premio, pergamena e un’opera d’arte.

Premi per gli Italiani all’estero:

1° classificato: l premio, pergamena e un’opera d’arte.

2° classificato: ll premio, pergamena e un’opera d’arte.

3° classificato: lll premio, pergamena e un’opera d’arte.

Il premio alla memoria sarà assegnato a un poeta o a uno studioso della tradizione popolare, scomparso, ritenuto particolarmente attivo nel recupero del dialetto.

Gli autori delle poesie selezionate per l’antologia riceveranno un attestato di merito.

La giuria si riserva di istituire premi speciali al momento ed effettuare segnalazioni.

Info

Tel 339 7475004

Mail molinarofranca@gmail.com

Centro di ricerca tradizioni popolari “La Grande Madre”

Concorso Internazionale “Echi di poesia dialettale” 2015