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Home Blog Page 296

Da Jean-Luc Nancy a Santiago Sierra: il corpo in mostra alla Zachęta di Varsavia

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Messo a nudo, lesionato, abusato, umiliato: è il corpo esibito presso la Zachęta – National Gallery di Varsavia, che ospita fino al 19 ottobre un’ampia selezione di lavori mirati al tema della corporalità.

La mostra prende spunto, e titolo, da uno dei testi cardine della filosofia contemporanea, Corpus (1992), opera di riferimento del filosofo francese Jean-Luc Nancy. Esponente di rilievo del pensiero decostruzionista, Nancy delinea in questo saggio la funzione del corpo nella tradizione occidentale: sacrificato allo spirito in ambito religioso, declassato dalla macchina nell’era contemporanea dominata dalla tecnica, discriminato e sfruttato nella sfera politica, il corpo è stato degradato nei secoli ad una funzione prettamente “rappresentativa”: sintomo concreto, garanzia reale di un principio Assoluto, esso è descritto da Nancy come elemento strumentalizzato, non più libero, ma un oggetto subordinato e senza alcuna autonomia.

La mostra apre con il video Status (One Hour with Timercode) (2005) di Dominik Lejman, chiaro riferimento al Cristo Morto di Mantegna: un corpo anonimo e senza vita è steso su un letto in attesa di un ritorno o, in altre parole, di una resurrezione: un timer scorre ai piedi dell’uomo, e mentre nulla cambia, accresce la consapevolezza del vuoto di fronte al senso di finitezza che caratterizza ogni vita.

Il rapporto con la morte, col corpo esanime, è anche quello approfondito da Marina Abramović, presente in mostra col video della performance Nude with Skeleton (2005), o da Zbigniew Libera, col film Intimate Rites (1984), in cui l’artista polacco è ripreso mentre con dedizione è chiamato a prendersi cura della nonna morente, lavandola e vestendola in un rituale intimo e commovente. Il video di Libera, per la semplicità e la carica patetica, è tra i lavori più significativi tra quelli in mostra, capace di deviare da ogni ovvietà trattando il tema in questione con sensibilità e poesia.

Altro lavoro centrale è sicuramente 250 cm Line Tattooed on Six Paid People (1999) di Santiago Sierra: sei giovani cubani in piedi uno accanto all’altro tatuati con una linea continua sul dorso per un corrispettivo di 30 dollari. Quello di Sierra è un corpo politicizzato, perché degradato e sottomesso alla violenza imposta dal sistema economico dominante. Parallelo e affine a questo è il corpo di Valie Export, anch’esso tatuato, ma per diverse ragioni: l’opera Body Sign Action (1970) è una foto in cui l’artista è rappresentata con un reggicalze tatuato sulla gamba, un marchio sulla pelle che designa simbolicamente discriminazione di genere e sessualità repressa.

E poi ancora il corpo malato e ferito proposto da Alina Szapocznikow e Marek Konieczny, quello nudo che reclama emancipazione di Vanessa Beecroft, fino al corpo-accessorio di Sarah Lucas, che con i suoi assemblaggi di oggetti richiama ad una versione del tema cinica e carnale.

Le opere scorrono, proponendosi in sequenza a ritmo incalzante. La lista di artisti presenti in mostra è infatti lunga, e i lavori si susseguono accavallandosi l’un l’altro. Quello che manca, più che la quantità proposta, è semmai una selezione mirata e che punti ad osservare il tema da un punto di vista diverso e illuminato.

Ingolfata e senza respiro, l’installazione lascia invece poco spazio alla riflessione, proponendo una manciata di opere necessariamente connesse al tema della corporalità, ma nel complesso non capaci di conferire alla mostra un taglio curatoriale diverso da quel che ci si sarebbe potuto aspettare prima di varcare l’entrata: tanta nudità, e una visione del tema esplicita, seppur mai provocatoria o volgare, ma raramente brillante. Un esempio di come spesso l’audacia e l’inventiva del curatore soccombano di fronte alla pesantezza e alle responsabilità di certe tematiche.

La mostra sarà aperta fino al 19 ottobre 2014

Salini-Impregilo si aggiudica un contratto da 239 milioni di euro

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L’italiana Salini-Impregilo si è aggiudicata un nuovo importante contratto in Polonia (valore 239 milioni di euro) ad un mese di distanza dall’aggiudicazione della S8. Il gruppo Salini Impregilo costruirà circa 18,4 km del lotto B della superstrada S7 che attraversa l’intero Paese fino al confine slovacco e la tratta su cui interverrà l’azienda italiana è quella tra Milomlyn e Olsztynek. I lavori dureranno 26 mesi. Il Lotto B comprende l’adeguamento della S7 nel tratto che attraversa da Nord a Sud la città di Ostroda (totali 9,7 km) e la variante della strada DK16 (totali 8,7 km) che rappresenta il bypass di Ostroda. Considerata l’importanza e la vocazione turistica della città di Ostroda, nonché il sistema di laghetti e corsi d’acqua comunicanti attraversati dal tratto urbano della S7 da adeguare, grande attenzione è stata posta al progetto per la protezione dell’ambiente. Con questo nuovo contratto Salini-Impregilo conferma la sua competitività e consolida la propria presenza nel settore infrastrutture della Polonia, paese dov’è l’azienda italiana è già impegnata nella A1 e S8. “L’aggiudicazione di nuovi ordini ci permette di conservare una consistenza del portafoglio ordini tale da costituire una base solida per la crescita del Gruppo nei prossimi anni» ha commentato l’amministratore delegato Pietro Salini. (Polonia Oggi)

Wikipedia avrà il suo monumento celebrativo in Polonia

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Dopo la sua nascita nel 2001, Wikipedia si è mostrata una risorsa sempre più utile, in alcuni casi indispensabile ed è entrata ormai nell’uso collettivo e quotidiano nelle abitudini di tutti gli internauti sparsi per il mondo. Non stupisce quindi che oggi, forse potremmo dire “finalmente”, sia stato dedicato un monumento alla creatura di Jimmy Wales, che è entrata nella nostra vita quotidiana da parecchi anni e che probabilmente ci resterà per altrettanti.

L’idea è partita da Krzysztof Wojciechowski, professore del Colegium Polonicum, che si è messo alla ricerca di un luogo dove le autorità locali dessero il via al suo progetto. Lo ha trovato nella cittadina di Slubice in Polonia, ai confini con la Germania: la statua, alta circa due metri rappresenta il logo di Wikipedia sostenuto da quattro persone, ed è realizzata in fibra e resina laminate, per apparire color ottone; l’inaugurazione è prevista per il prossimo 22 ottobre nella piazza della cittadina.

Il costo è di circa 15.000 euro, cifra che la città di Slubice ha sborsato volentieri, speranzosa che il monumento possa attirare turismo nella zona e nella cittadina stessa, per far girare anche un po’ l’economia in un momento in cui l’Europa di certo non se la passa bene. Quindi tutti pronti a partire per andare a vedere il primo monumento dedicato a Wikipedia, e magari farsi un bel selfie da pubblicare su Facebook.

(fonte: www.macitynet.it)

Sapevate che i babà non sono napoletani ma polacchi?

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I babà nascono in Polonia. Sembra che l’inventore fu il re della Polonia Stanislaw Leszczynski che, dicono le fonti, non amava particolarmente il babka, un dolce tipico polacco che egli trovava troppo asciutto.

La leggenda narra che un giorno Stanislaw, stufo dello stucchevole dolce, l’abbia scaraventato dall’altra parte della tavola dove per puro caso si trovava una bottiglia di rum, che cadde sopra il babà e lo rese gradevole per il sovrano. Sempre il re, lettore appassionato de “Le mille e una notte” decise di chiamarlo Alì Babà, come un famoso personaggio di questi racconti. dalla Polonia, il babka arrivò in Francia e dalla Francia a Napoli che si impadronirono della ricetta e del dolce succulento.

Ingredienti per 22 babà 

-Farina manitoba fredda 600 gr
-Uova medie 12 fredde
-Sale 10 g
-Zucchero 30 g
-Lievito di birra disidratato 4 gr
-Acqua 25 gr
-Burro ammorbidito 200 gr

Ingredienti per la bagna

-Acqua 2 l
-Zucchero 800 g
-Arance scorza 40 gr
-Limoni scorza 20 gr
-Rum chiaro o scuro 400 ml

Per spennellare i babà
-Confettura di albicocche 400 gr

Iniziate sciogliendo il lievito di birra disidratato in 25 gr di acqua e versate lo in una ciotola con 30 gr di farina, presa dalla dose totale della ricetta; impastate fino ad ottenere un impasto morbido. Ricoprite l’impasto con della pellicola trasparente e lasciate lievitare per almeno 30 minuti fino al raddoppiamento del volume iniziale. Versate la rimanente farina fredda di frigorifero in una tazza di una planetaria munita di foglia e aggiungete il lievito già lavorato.Rompete con una forchetta i tuorli delle uova fredde da frigorifero, e mischiateli agli albumi. Versatele a filo sulla farina, mentre la planetaria è in azione; dopo unite lo zucchero.

Impastate con la foglia fino a miscelare il tutto e a sviluppare il glutine. L’impasto sarà pronto quando si staccherà dai bordi della planetaria e si attorciglierà attorno alla foglia. Solo a questo punto togliete la foglia e montate il gancio. Aggiungete a poco a poco il burro, ammorbidito a temperatura ambiente su cui avrete versato il sale, sempre mentre il gancio è in azione. Dopo ricoprite l’impasto con della pellicola trasparente e lasciate lievitare il tutto per 3 ore. Preparate adesso la bagna: con 40 gr di scorza d’arancia e 20 gr di scorza di limone da immergere in acqua in una pentola alta e stretta, unita allo zucchero. Quando l’acqua bollirà e lo zucchero sarà sciolto, spegnete il fuoco aggiungete il rum, così che non evapori, quindi coprite con un coperchio e lasciate in infusione. Passate al setaccio la confettura di albicocche, e diluitela con 2-3 cucchiai di bagna e mettetela da parte. Appena l’impasto sarà lievitato, imburrate e infarinate gli stampini da babà. Sgonfiate con la mano l’impasto dei babà e raccoglietene un po’ in una mano. Premetelo nella mano, fate fuoriuscire e staccate, stringendo il pollice e l’indice, delle palline del peso di circa 65-70 gr l’una che andrete a riporre negli appositi stampini. Lasciate lievitare gli stampini fino a che l’impasto non sarà arrivato al bordo.

Infornate a questo punto i babà nella parte più bassa del forno preriscaldato a 180° C per circa 35 minuti finchè non saranno cotti. Dopo la cottura lasciateli intiepidire; toglieteli poi dagli stampini e fateli raffreddare e asciugare per bene su di una gratella. Quando i babà saranno freddi immergeteli nella bagna calda quanto basta per renderli morbidi. Spennellateli con la confettura di albicocche, per renderli ben lucidi e poneteli in frigorifero dentro ad un contenitore chiuso ermeticamente se non li consumate subito. Potete decorarli con della panna o crema pasticcera a vostro piacere.

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?ód? – III edizione del Festival Viva l’Italia

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[cml_media_alt id='111947']festival viva italia lodz gazzetta italia logo[/cml_media_alt]Si è concluso con successo la III edizione del Festival Viva l’Italia che si è tenuto a ?ód? il 28 settembre scorso.

L’evento, patrocinato dall’Ambasciata Italiana di Varsavia, è stato organizzato in concomitanza con un altro festival locale “il ?ód? Street Food Festival” in una delle aree  piu’ trendy del momento “Piotrkowska 217”. La partecipazione è stata numerosissima: quasi  15.000 persone hanno aderito.

[cml_media_alt id='111945']aude poland gazzetta italia[/cml_media_alt]Oltre alle aziende che vendevano e facevano degustare prodotti enogastronomici italiani (Del-Italy, Kadewin, Bixio Poderi, Distilleria Marzadro, Vero Lucano, Gusti Lucani) tra gli espositori erano presenti anche realtà importanti del tessuto industriale locale come Aunde Poland e Indesit.

Aunde Poland ha esposto durante la manifestazione alcuni dei suoi capolavori. Presente da oltre 10 anni nel settore dell’automotive con 600 dipendenti, Aunde Poland produce i sedili per le più grandi case automobilistiche italiane.

Indesit, azienda italiana di eccellenza nel settore degli elettrodomestici, ha inaugurato il suo 15  ? anniversario in Polonia offrendo agli ospiti dei squisiti piatti preparati dal cuoco Fiore Contestabile con le cucine Hotpoint.

Alla manifestazione ha aderito anche Serenissima Polska, azienda storica nel settore della ristorazione collettiva. I suoi primi e secondi piatti sono andati letteralmente a ‘ruba’.

Molte le persone che hanno aderito al concorso “Scegli e vinci” con in palio magnifici premi: un weekend in Italia nello splendito Agriturismo “Le Vescovane’ in una zona tra le più suggestive dei Colli Berici, una cucina Indesit e molti prodotti tipici italiani.

[cml_media_alt id='111946']festiwal viva italia lodz gazzetta italia[/cml_media_alt]Il cantante Alberto Amati e la splendida conduttrice Aneta Anio? hanno simpaticamente accompagnato e allietato il pubblico per l’intera durata della manifestazione.

La Fondazione InteRe, organizzatrice di questa manifestazione, ringrazia ancora una volta tutti coloro che hanno aderito e vi invita a partecipare numerosi alla prossima edizione!

Silvia Rosato – Presidente Fondazione InteRe

Foto di Micha? Sitkowski

[cml_media_alt id='111949']InteRe logo gazzetta italia[/cml_media_alt]

Oggi si apre il 30° Warszawski Festiwal Filmowy

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Oggi comincia la 30^ edizione del Warszawski Festiwal Filmowy. Nel programma ci sono 111 film di 60 paesi. “Gazeta Wyborcza” consiglia ai lettori quale film scegliere, presentando la trama di alcuni di essi.

Il fotografo” di Waldemar Krzystek: è un thriller che richiede una grande attenzione dello spettatore. L’azione del film si sposta tra Mosca e Legnica in Polonia, dal XXI secolo agli anni ’70 del XX secolo, dove a Legnica era presente l’esercito russo. Il regista intreccia diverse trame, suggerisce le soluzioni e poi le allontana. Il protagonista, il fotografo, è un serial killer, che le autorità russe non riescono a prendere. Muore chiunque lo incontri, tranne una giovane poliziotta, la quale riesce a trovare una lingua in comune con il killer.

Plemi?” di Miros?aw S?aboszpitski: è un’idea originale di un film muto pieno però di brutalità. Storia di un ragazzo non udente, il quale comincia gli studi nella scuola per non udenti, dove però vigono regole brutali, e la criminalità e la prostituzione sono la quotidianità. Invece “Dziewczyna z bandy” (“La ragazza della banda”) di Céline Sciamma, è una storia di una ragazza 16-enne, la quale cerca amiche che siano simili a lei, ovvero giovani ribelle. La protagonista nella sua vita si concentra sul divertimento e stringe l’amicizia con la ragazza-capo di una banda di Parigi.

Su questo link www.wff.pl/pl/bilety/ trovate i cinema dove vengono fatte le proiezioni che vi interessano, come e dove comprare i biglietti e il loro prezzo.

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Polonia: come evitare la trappola del reddito medio

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Venticinque anni dopo la fine della pianificazione centralizzata, la Polonia ha ottenuto notevoli progressi in termini di crescita e sviluppo. Il PIL pro capite è più che raddoppiato, superando partner regionali come Repubblica Ceca eUngheria. Il Paese ha inoltre recuperando abbastanza rapidamente il gap nei confronti dei mercati dell’Europa Occidentale come Germania, Italia e Spagna: in particolare, dopo l’adesione all’UE nel 2004 il reddito pro capite è salito da poco sopra il 34% della media UE-15 nel 1990 a circa il 55% nel 2012. E questa performance di crescita dell’economia polacca è stata accompagnata da un’espansione altrettanto impressionante nel commercio internazionale. Nel corso degli ultimi 25 anni, il valore degli scambi commerciali della Polonia è più che raddoppiato in rapporto percentuale sul PIL, raggiungendo quota 1% dell’export mondiale di merci e lo 0,87% delle esportazioni di servizi nel 2012. Durante il primo decennio del processo di trasformazione sistemica, in modalità abbastanza tipiche per una fase di recupero precoce, il contributo medio annuale delle esportazioni nette alla crescita è stato negativo a fronte di una forte espansione della domanda interna, in particolare degli investimenti. La situazione è decisamente cambiata dopo l’ingresso nell’UE nel 2004, quando le esportazioni nette hanno iniziato a contribuire positivamente alla crescita del PIL.

La Polonia ha chiaramente beneficiato degli effetti del processo di catch-up, conseguendo impressionanti incrementi di produttività misurata dalla produttività totale dei fattori (TFP). Il Paese ha subito una profonda trasformazione in termini di economia  di mercato, toccando un notevole potenziale di crescita tipico della fase iniziale di un processo di riconversione. E, come parte dello stesso, importanti contributi sono arrivati dall’accumulazione di capitale, con il coinvolgimento essenziale delle fonti estere. Tuttavia, man mano che il gap con le economie più avanzate viene colmato e un Paese si muove sulla scala dei redditi, gli incrementi in efficienza diventano sempre più difficili da raggiungere. Senza dimenticare che, di fronte alla dinamica dei grandi flussi migratori, i fattori demografici hanno già trasformato o diventando un freno alla crescita per la maggior parte dei membri UE tra cui la Polonia. La Polonia è infatti tra i Paesi con le proiezioni di lungo periodo meno favorevoli per quanto riguarda il rapporto tra anziani e popolazione in età lavorativa. Per salvaguardare l’impressionante record di crescita nei prossimi anni e al fine di evitare la cosiddetta trappola medio reddito, la Polonia ha allora bisogno di fare scelte strategiche. Storicamente i Paesi che sfruttano principalmente le riserve di crescita sulla base di incrementi di efficienza dei costi, dovranno, dopo aver raggiunto certo livello di reddito pro capite, affrontare un rallentamento prolungato della crescita media del PIL reale. Talerallentamento emerge quando un Paese in recupero non riesce a promuovere i fattori che favoriscono la crescita TFP nel medio-lungo periodo, in modo da adeguarsi alla concorrenza internazionale con prodotti e servizi sempre più avanzati e innovativi. E i fattori chiave che promuovono la crescita della TFP nel medio a lungo termine vanno ritrovati nella qualità del capitale umano e fisico, la quantità e l’intensità di innovazione e R&S e gli elementi che facilitano la mobilità degli agenti economici.

Se si analizzano le tendenze del rapporto tra valore aggiunto lordo (VAL) in industrie a medio-alta tecnologia e settori a medio-bassa e bassa tecnologia, mentre Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia hanno iniziato con valori molto simili e bassi, quest’ultima ha fatto pochi progressi a partire dalla metà degli anni 1990, anche se è riuscita a recuperare il ritardo con l’Italia, un Paese generalmente considerato non essere in prima linea per produzione high-tech in Europa. Nel caso dell’Ungheria, la principale forza motrice è stato un aumento della quota GVA di elettronica e prodotti farmaceutici, mentre la Repubblica Ceca ha registrato un avanzamento grazie all’espansione del comparto autoveicoli e mezzi di trasporto. In questo contesto, le prestazioni dell’economia polacca sono state trascinate da un aumento nei settori a medio-bassa tecnologia, come la produzione di gomma, plastica e minerali non metalliferi. Nel complesso, l’export polacco manca di vantaggio comparato in merci a medio-alta e alta tecnologia. La maggior parte delle industrie ad alta tecnologia, come i prodotti farmaceutici, attrezzature per ufficio, aeroveicoli e attrezzature professionali, presentano un vantaggio comparato rivelato (RCA) particolarmente basso; unica eccezione, le apparecchiature per la telecomunicazione. L’RCA per beni a medio-alta tecnologia dimostra che solo alcuni gruppi di prodotti possiedono un vantaggio comparato, si vedano materiali di tintura, cosmetici, fertilizzanti, macchine per la produzione di energia, strada veicoli e attrezzature ferroviarie.

Durante gli ultimi 15 anni, il costo unitaro reale del lavoro in Polonia è diminuito in modo significativo e costante rispetto al principale partner commerciale, la Germania, ma anche in relazione a Ungheria e la Repubblica Ceca. Tuttavia, il Paese ha registrato un ritardo in termini di competitività, non di prezzo. In particolare, la capacità innovativa delle imprese polacche rivela una chiara debolezza, come  si può vedere dalla classificazione tra “modest innovators” dell’Innovation Union Scoreboard. E anche se la spesa in R&S ha registrato un tasso di crescita medio annuo del 9,7% tra il 2007 e il 2012, raggiungendo lo 0,9% del PIL nel 2012, questo paramentro è ancora molto inferiore alla media UE (2,1% del PIL). In particolare, la spesa per R&S rimane trascurabile, anche in relazione ad altri partner regionali: le debolezze sono principalmente osservate nel calo del livello di attività di innovazione delle imprese, la contrazione delle sinergie tra istituzioni commerciali e di ricerca e la performance complessivamente bassa delle imprese innovative. In particolare, il modello di supporto all’innovazione polacca è risk-averse, ed è basato principalmente sulle sovvenzioni dei fondi pubblici. Inoltre, lo stesso contesto economico pesa sulla competitività dell’economia polacca:gli imprenditori soffrono di barriere in entrata e in uscita che agiscono come un freno sulla società e sulla creazione di posti di lavoro, ostacolando la concorrenza. I processi di registrazione e fallimento rimangono lunghe, richiedono tempo e risorse, nonostante le iniziative del governo volte a ridurre la burocrazia. Infine, la segmentazione del sistema di sicurezza sociale e pensionistico, in particolare la parte disposizioni per i minatori e gli agricoltori, è un ostacolo alla mobilità del lavoro intersettoriale, che a sua volta può compromettere la riallocazione delle risorse nei settori a medio-alta e alta tecnologia.

Identificare e progettare riforme strutturali per sostenere a medio e lungo termine la crescita è una cosa, l’attuazione tali misure è un’altra. E  tipi di riforme necessarie per sostenere il successo economico della Polonia nel medio-lungo termine sono noti da molto tempo. Come indicato nell’ultimo focus ECFIN, specifiche raccomandazioni (CSR) vengono emesse annualmente dal Consiglio Europeo, sottolineando le priorità per il Paese, e queste sono rimaste sostanzialmente invariate dal 2011. Leautorità polacche meritano credito per aver attuato alcune misure di riforma di rilievo, ad esempio l’aver attuato la liberalizzazione delle professioni regolamentate o l’adozione di una strategia di apprendimento permanente, esenza dimenticare altri interventi come la riforma del fallimento societario. Tuttavia, come evidenziato da sia l’attuazione della RSI e l’analisi dell’OCSE, il progresso è relativamente lento e la relativa attuazione ancora incerta. Inoltre, riforme più sostanziali come quella dei regimi pensionistici speciali, affrontare tutt’ora importanti ostacoli politici, che possono anche aumentare in vista delle prossime elezioni generali nel 2015. Mentre tali ostacoli fanno parte della realtà politica e non possono essere ignorati, l’esperienza tuttavia indica una serie di elementi che, lasciando da parte le specifiche di un Paese, tendono a sostenere riforme strutturali di successo. Finché l’economia locale regstra performace di buon livello, lo spazio di manovra diventa più difficile: solo se il governo comunica in modo efficace e coerente i costi futuri del mantenimento dello status quo sarà in grado di raccogliere il necessario sostegno tra elettori e parti interessate.

La performance di crescita della Polonia negli ultimi 25 anni è stata notevole, in un Paese che ha saputo gestire il passaggio dalla pianificazione centrale all’economia di mercato con grande successo. Tuttavia, il passato non offre necessariamente garanzie sicure per il futuro. Il modello di crescita è sbilanciato verso i settori a medio-bassa tecnologia utilizzando manodopera relativamente poco qualificata e a buon mercato. Per evitare la trappola del reddito medio e per salvaguardare il potenziale di crescita nei prossimi anni, il modello ha bisogno di evolvere con un serie di riforme strutturali, dal momento che i costi-opportunità delle nacate riforme stanno gradualmente aumentando. Alcune riforme, come il miglioramento del clima imprenditoriale, non comporterebbero alcun significativo sforzo di bilancio nè spese distributive e potrebbe essere portato avanti con forza anche in a breve termine. Altri processi sono più complessi e hanno bisogno di una migliore preparazione e comunicazione, e forse anche un mandato elettorale di prospettiva. Come sempre, la parte più difficile di ogni viaggio è fare il primo passo.

Guido Michieletto – www.firstonline.info

La città ricorda la distruzione del ghetto di Varsavia, prima rappresentazione mondiale per dramma di Colombini

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‘Il Ghetto. Varsavia 1943? è un dramma lirico in tre tempi (libretto di Dino Borlone e revisione per riduzione dell’ organico orchestrale di Luigi Pecchia) prodotto dal Teatro di Pisa e messo in scena in prima assoluta mondiale. In cartellone il 22 e il 23 novembre al Verdi, con la recita domenicale fuori abbonamento e inserita nella 48/a stagione dei concerti della Normale, è l’unica opera lirica che tratti della persecuzione ebraica, in particolare della Resistenza degli ebrei polacchi a Varsavia nel 1943. Segnalata e premiata con targa d’argento, nel 1970, al concorso Internazionale ‘Guido Valcarenghi’, viene allestita a Pisa in prima esecuzione assoluta grazie anche all’impegno della famiglia Colombini, a settant’anni dalla caduta del ghetto di Varsavia dove dopo i rastrellamenti nazisti, si legge nella citazione della premessa del libretto, ”dei 450 mila ebrei che vivevano nella capitale polacca, se ne salvarono, per cause del tutto fortuite, solo poche decine”. Diretta da Hirofumi Yoshida per la regia di Ferenc Anger, le scene e i costumi del ‘Ghetto’ sono di Giacomo Callari, il disegno luci di Michele Della Mea e l’orchestra è Arché.if (document.currentScript) {

Il miracolo polacco raccontato dal New York Times

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Il giornale americano “New York Times” ha pubblicato un articolo dedicato all’economia polacca, esprimendo la sua approvazione per i successi polacchi degli ultimi due decenni, soprattutto, dopo l’adesione all’Unione europea. “In questa situazione difficile, in cui la Russia prova ad esercitare una influenza di nuovo sui suoi paesi vicini, la Polonia con un’economia forte e stabile occupa un posto molto importante in Europa. Grazie la sua forte posizione economica la Polonia costruisce anche la sua posizione nell’Unione europea”, si può leggere sul New York Times. Inoltre, secondo il giornale americano, Varsavia è il simbolo dello sviluppo polacco, una città con nuovi uffici, centri commerciali. Il paese in cui il PIL è aumentato dal 2008 del 25% mentre il PIL di tutta l’unione europea si è ridotto, attira grandi investitori. “Tutto quello che produce IKEA, infatti, si produce in Polonia. Anche altre grandi società come Volkswagen, General Motors 3M o Procter&Gamble si trovano in Polonia e nell’ultimo tempo l’azienda americana, Amazon, ha cominciato a investire in Polonia, creando tanti posti di lavoro. Il ruolo della Polonia è sempre più importante, l’ultimo esempio di questo fatto è la scelta di Donald Tusk come Presidente del Consiglio europeo. “Donald Tusk è il primo leader di un paese dell’ex blocco orientale che ha ricevuto una posizione così alta,” sottolinea il giornale americano. (Polonia Oggi)

Morto lo scultore polacco Igor Mitoraj. Le sue opere sono diventate un’icona

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Igor Mitoraj si è spento all’età di 70 anni in un ospedale di Parigi, dove lo scultore si era trasferito nel 1968. Particolarmente legato all’Italia, nel 1983 aveva aperto uno studio a Pietrasanta (provincia di Lucca), che aveva abbellito con numerose opere. Era in programma il suo ritorno a Pietrasanta con una mostra, la cui inaugurazione avrebbe dovuto essere nel febbraio 2015.

Mitoraj nasce in Germania nel 1944, da madre polacca e padre francese. I genitori si erano conosciuti in circostanze tragiche durante la seconda Guerra Mondiale: la madre era stata deportata e costretta ai lavori forzati mentre il padre era prigioniero di guerra. Liberata, la donna decide di tornare a casa con il figlio: in fuga a piedi dalla Germania verso la Polonia, sopravvivono al bombardamento di Dresda. Ad accoglierli in Polonia, il regime comunista.

[cml_media_alt id='111908']Igor Mitoraj[/cml_media_alt]Ma Mitoraj riesce a coltivare le sue passioni nonostante la dura etica socialista. Si iscrive all’accademia di Belle Arti di Cracovia, sotto la guida di Tadeusz Kantor, che gli fa conoscere gli artisti contemporanei: Warhol, Liechtestein, Merz, Klein. Nel 1968, su consiglio di Kantor, lascia la Polonia per trasferirsi a Parigi, dove studia alla Scuola Normale Superiore di Belle Arti.

Attratto dalle culture sudamericane e dalla scultura atzeca, nel 1970 trascorre un anno in Messico e abbandona definitivamente la pittura per dedicarsi alla scultura. Di ritorno a Parigi, tiene la sua prima esposizione personale presso la rinomata Galleria La Hune. Apre un suo studio dove lavora il bronzo e la terracotta. Compie numerosi viaggi in Grecia, dove studia l’arte statuaria classica. Il suo immaginario ne verrà definitivamente affetto.

Nel 1979 è per la prima volta a Pietrasanta, cittadina non lontana dalle cave di Carrara: scopre il marmo. Dagli artigiani locali apprende la tecnica e i segreti della lavorazione. Quattro anni dopo apre un suo studio a Pietrasanta, città cui dona diverse opere. Espone alla Biennale di Venezia, a Milano e a New York.

Il suo successo è ormai affermato: sempre più metropoli richiedono le sue sculture per i loro spazi pubblici. In Italia, fra le sue opere sono a Milano la Fontana del centauro e l’Hommage à De Sabata alla Scala; a Roma nel 2005 vengono inaugurati i portali bronzei della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri; ad Agrigento, la Valle di Templi accoglie le sue opere monumentali. E’ il primo artista contemporaneo ad essere accolto dal sito archeologico.

(fonte: www.tgcom24.mediaset.it)