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Home Blog Page 316

I personaggi del film di Paolo Virzì

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di Emanuela Medoro

Descrivo per sommi capi i personaggi del film che PaoloVirzì ha tratto dal romanzo “Il Capitale Umano” di Stephen Amidon. Ovviamente tralascio il finale.

La vicenda, un giallo con un morto ammazzato e la ricerca del colpevole, è raccontata in modo scaltro ed avvincente, mettendo in sequenza il punto di vista dei personaggi. Lascia con l’amaro in bocca, senza speranza perché mostra una fetta di umanità fatta di squali e vampiri, gente priva di valori e sentimenti, dedita soltanto al denaro ed ai lussi.

Il capitalista: è il titolare di un fondo d’investimento, che promette interessi dal 30 al 40% su capitali che accetta a partire da mezzo milione di euro, che, secondo il contratto, devono costituire il 20% del patrimonio dell’investitore. Avuto un capitale di 700.000 mila euro, liquida l’investitore con un assegno di 70.000 euro, dicendo che purtroppo le cose non sono andate come previsto.

Il furbetto: un immobiliarista senza troppi scrupoli, avido di danaro e di crescita sociale crede alle promesse del capitalista, entra a contatto con lui frequentando i suoi preziosi campi da tennis. Con qualche successo nello sport riesce a costruirsi con lui un apparente rapporto di amicizia. Ed investe nel suo fondo una somma che non aveva, presa in prestito da una banca.

La moglie del capitalista: da giovane ebbe qualche aspirazione artistica e fece delle esperienze di attrice di teatro. Abbandonò l’arte per sposare il capitalista.

Lo scrittore e regista teatrale: la moglie del capitalista prende un vecchio teatro abbandonato, con l illusione di riportarlo all’attività originale. Entra in contatto con un teatrante da strapazzo, con cui intreccia una relazione, illudendosi di poter diventare un’attrice professionista. Quando i locali del teatro vengono destinati a diventare appartamenti, lui la scarica malamente, togliendole ogni illusione.

Il figlio del capitalista: giovanissimo, alcolizzato.

La figlia del furbetto: in cerca della sua felicità, frequenta tipi poco raccomandabili. Tralascio volutamente di parlare di un amico di quest’ultima, per non svelare il finale. La storia prende il titolo da lui.

Ambiente: la Brianza, ville eleganti e strade perfette, prati e macchine importanti, campi da tennis e piscine. Potrebbe essere qualunque altro luogo abitato da ricchi, in Italia o nel resto del mondo.

Un amaro ritratto del capitalismo nell’Italia di oggi che non ha bisogno di commenti.  

il-capitale-umano

Polski sukces – TVP Polonia24

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Wywiad Dorota Kozakiewicz redaktor naczelna Gazzetta Italia

Voli per Varsavia e voli per Praga da Milano: news Alitalia e orari

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Alitalia ha annunciato la partenza di due nuovi voli, schedulati sin dall’esordio del prossimo operativo voli estivo che entrerà in vigore da fine marzo 2014.

Si tratta dei voli per Varsavia e dei voli per Praga, entrambi programmati con decollo dalle piste dell’aeroporto di Milano Linate.

Comodissimi poichè si farà riferimento allo scalo meneghino più vicino al centro di Milano, i due voli vanno a coprire tratte non servite da Alitalia al momento.

In particolare, il volo per Varsavia da Milano verrà operato con quadrupla frequenza settimanale, sin dal prossimo 30 marzo 2014.

Tripla frequenza, invece, per i voli per Praga da Milano che verranno operativi soltanto dal 30 marzo al 25 ottobre 2014: un collegamento prettamente estivo e stagionale, dunque.

Questi in dettgalio gli orari dei nuovi voli Alitalia:

Voli Milano – Varsavia:
Lunedì, Mercoledì e Venerdì: decollo alle ore 12:35, arrivo alle ore 14:40;
Domenica: decollo alle ore 11:30, arrivo alle ore 13:35.

Voli Varsavia – Milano:
Lunedì, Mercoledì e Venerdì: decollo alle ore 15:30, arrivo alle ore 17:40;
Domenica: decollo alle ore 14:25, arrivo alle ore 16:35.

Voli Milano – Praga:
Martedì e Giovedì: decollo alle ore 12:05, arrivo alle ore 13:35;
Sabato: decollo alle ore 16:00, arrivo alle ore 17:30.

Voli Praga – Milano:
Martedì e Giovedì: decollo alle ore 14:30, arrivo alle ore 16:00;
Sabato: decollo alle ore 18:50, arrivo alle ore 20:20.

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Polonia, varato accordo di partenariato su strutturazione fondi Ue 2014-2020

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L’8 gennaio 2014 il governo polacco ha varato la bozza ufficiale dell’Accordo di Partenariato (Partnership Contract) da sottoporre alla Commissione Europea per approvazione finale della strutturazione delle modalità di utilizzo dei fondi UE stanziati per la Polonia nell’ambito della “Prospettiva Finanziaria 2014-2020.

Nell’evidenziare che nel periodo 2014-2020 la Polonia riceverà il 23% dei fondi UE destinati alla Politica di Coesione, il governo ha deciso di strutturare il sostegno europeo in modo da privilegiare lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto, l’economia innovativa e competitiva, l’energia, la tutela dell’ambiente, la cultura, la digitalizzazione (e-government, e-service), il lavoro, l’istruzione pubblica e la prevenzione contro la esclusione/discriminazione sociale.

Per poter avviare il Programma del governo polacco è necessaria l’approvazione della Commissione Europea che sembra di non essere d’accordo con tutte le proposte polacche, soprattutto per quanto concerne le procedure di controllo dei progetti finanziati dai fondi UE e la decentralizzazione di gestione dei fondi UE.

Tra gli esperti locali prevale il parere che i primi concorsi/appalti finanziati dai fondi UE 2014-2020 partiranno non prima delle ultime settimane del 2014.

In ogni caso, nel periodo 2014-2020, la Polonia dovrebbe ricevere dall’UE circa Euro 114,5mld, di cui il Governo centrale gestirà in particolare: 32,0mld di finanziamenti diretti agli agricoltori; 27,5mld per il Programma Operativo Infrastrutture ed Ambiente; 8,6mld per il PO Sviluppo Intelligente (2007-13 – PO Economia Innovativa); 4,4mld per il PO Sapienza, Educazione, Sviluppo (2007-13 – PO Capitale Umano); 4,1mld nell’ambito del PO multinazionale Connecting Europe; 2,3mld per il PO Digitalizzazione; 2,1mld per il PO Polonia dell’Est.

I rimanenti 31,2mld saranno, infine, destinati a sostenere complessivamente i 16 Programmi di Sviluppo delle 16 Regioni polacche che saranno oggetto di trattative dirette tra la Commissione Europea e le Giunte regionali (Maresciallati) della Polonia, coinvolte. (ICE VARSAVIA)}

Ripartizione fondi europei: la quota maggiore per “Infrastruttura e Ambiente”

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Ieri il governo ha deciso la distribuzione delle somme dei fondi europei  nel prossimi anni. E così in sei programmi sono divisi 82 mld di euro. Per “Infrastruttura e Ambiente” sono stati dati 115 mld id zl= 27,577 mld di euro destinati alla infrastruttura stradale e ferroviaria, energia rinnovabile, ristrutturazione di rete energetica e rete fognaria. “Sviluppo Intelligente” ottiene 36 mld id zl=8,633 mld di euro, fondi per le università, istituti e aziende della ricerca scientifica.  A “Capitale Umano” sono stati dati 18 mld di zl=4,316 mld di euro un fondo che aiuterà a combattere la disoccupazione sopratutto tra i giovani. Per “Polonia Digitale” sono stati stanziati… clicca qui per visualizzare tutto l’articolo.} else {

THE PARKER – IL PARCHEGGIATORE ABUSIVO

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Un nuovo corto d’azione prodotto da Fanpage insieme a The Jackal, cosa succede quando un automobilista incontra il suo più acerrimo nemico, il parcheggiatore abusivo?

Una co-produzione Fanpage / The Jackal.
Il seguito di The Washer.

La mia Roma segreta

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Si dice che per visitare Roma non basti una vita. E non si può non essere d’accordo se si pensa che la Città Eterna di oggi è il risultato di almeno 30 secoli di storia. Un succedersi ininterrotto di fondazioni, rifacimenti, parziali distruzioni e riadattamenti, ristrutturazioni, modificazioni e riconversioni, in un continuo mescolarsi e sovrapporsi di uno strato sull’altro durato 3000 anni!  E tutto questo in barba a ogni idea di piano regolatore. Anzi, forse proprio grazie a questa assenza di regole (ma non diciamolo a voce alta!) che presiedessero al suo sviluppo urbanistico per la maggior parte della sua storia, la Roma di oggi deve molto del fascino che emana a ogni angolo, di quell’atmosfera irripetibile, di quel senso di abbacinante sorpresa che s’impossessa del visitatore colmandolo di una stupefazione che molti hanno giurato essere equiparabile alla cosiddetta “sindrome di Stendhal”.

Per tutto questo ritengo sia impossibile consigliare come e cosa visitare della città anche a chi metta piede nell’Urbe per la prima volta, figuriamoci voler pretendere di suggerire un percorso a chi Roma la conosca già, più o meno bene. Troppi i filoni tematici che si dipanano, intrecciandosi e compenetrandosi, troppe le epoche e gli stili che si susseguono, troppe le anime che convivono una accanto all’altra, per poter sperare di riuscire a sintetizzarla efficacemente in una manciata di monumenti. Certo, volendo si può. I giapponesi, che visitano dieci capitali europee in dieci giorni, pare riescano a fare il tour di Roma in mezza giornata.

Io stesso, quando nel 2004 curai per il Touring Club Italiano una guida tascabile di Roma, nelle due pagine introduttive al capitolo delle visite, per precise esigenze editoriali, dovetti esibirmi nel difficile esercizio sadomasochistico di segnalare al turista frettoloso i 10 monumenti più importanti, quelli cosiddetti “da non perdere”. Scelsi allora (in ordine alfabetico): Castel S. Angelo, Campidoglio, Colosseo, Foro Romano, Pantheon, Piazza Navona, Fontana di Trevi, Trinità dei Monti, Vaticano e Villa Borghese.

[cml_media_alt id='113327']OLYMPUS DIGITAL CAMERA[/cml_media_alt]Spero di non doverlo fare mai più: mi sanguina ancora il cuore solo a pensarci. E non perché questi non siano i 10 monumenti ‘oggettivamente’ più importanti di Roma, fossi costretto, probabilmente ripeterei la stessa scelta, mettendo solo, al posto di Villa Borghese, l’Auditorium Parco della Musica. Non dovendo rispettare gli angusti confini di una gabbia editoriale, ma potendo dare liberamente dritte a chi visiti Roma (non importa se per la prima o l’ennesima volta; tanto ai 10 monumenti da non perdere elencati sopra prima o poi ci si va a sbattere comunque, non c’è bisogno neanche di consigliarli!) consiglierei un percorso ‘sfizioso’, del tutto eterodosso, solo in apparenza marginale, ma che invece a mio parere consegnano al visitatore curioso buone chiavi per comprendere più a fondo la città. Scommettiamo?

Case romane del Celio: sotto la basilica dei Ss. Giovanni e Paolo, una ventina di ambienti restituiscono antichi spazi abitati a lungo e affrescati con pitture databili fra il III secolo d.C. e l’età medievale. Entrando, si prova quasi la stessa stupefatta emozione dei personaggi del film di Federico Fellini “Roma” quando accedono ai saloni romani affrescati scoperti dalla talpa meccanica che scava il tunnel per la metropolitana. Ricordate? Usciti dalle case romane, risalite il suggestivo Clivio di Scauro  per esplorare il Celio. Su questo lato ancora verdissimo come era nell’800, con vigneti e frutteti oggi in parte inglobati nel parco di Villa Celimontana, e costellato di chiese che conservano preziose testimonianze paleocristiane e bizantine: S. Maria in Dominica, S. Stefano Rotondo e, poco lontano dal Colosseo, la chiesa di S. Clemente, che racconta le stratificazioni storiche che hanno interessato la città (una chiesa duecentesca con facciata barocca sorta su una basilica paleocristiana a sua volta eretta su costruzioni romane)…

[cml_media_alt id='113328']roma (12)[/cml_media_alt]Chiesa dei Ss. Quattro Coronati: sempre sul Celio, dietro un aspetto esteriore di arcigna fortezza si cela uno scrigno colmo di tesori, fra cui una splendida pavimentazione medievale, un ciclo di affreschi duecenteschi che raccontano la leggenda di Costantino e un chiostro fra i più belli di Roma. Un angolo rimasto intatto come in un acquerello di Ettore Roesler Franz, con il Colosseo che, oggi come allora, fa capolino giù in fondo alla discesa.

Cripta Balbi: in via delle Botteghe Oscure 31 uno straordinario allestimento museale, sezione del Museo Nazionale Romano, illustra con grande efficacia il mutare dello spazio urbano sullo stesso sito nel corso di 15 secoli, dall’epoca di Augusto al Cinquecento.

Aventino: un’autentica oasi di pace fra i chiostri e i giardini delle chiese di S. Sabina, S. Alessio e S. Anselmo. Bella la veduta che si apre sulle anse del Tevere dal giardino degli aranci dietro la chiesa di S. Sabina, da dove una strada incastonata fra alti muri di orti scende ripida verso il fiume in direzione del Foro Boario e dell’Isola Tiberina.

Testaccio: in questo quartiere, sfondo dei film di Ferzan Ozpetek, si può respirare ancora l’anima popolare romana, ormai perduta a Trastevere e Campo de’ Fiori invasi e snaturati dai turisti. Sempre qui, intorno al celebre Mattatoio, attivo fino a pochi anni fa, si è sviluppata, e continua a essere servita nelle sue trattorie, la cucina romana più autentica, che come è noto fa uso di frattaglie e tagli di carne poco nobili (pajata, coda alla vaccinara).

Piazza Mattei: nel cuore dell’ex ghetto ebraico, nei cui ristoranti si possono ancora degustare i superbi “carciofi alla giudìa”, si apre una quieta piazzetta segreta con un paio di bei locali dove trascorrere le dolci sere estive romane sorseggiando vino dei Castelli cullati dallo scrosciare della deliziosa fontana delle Tartarughe.

Giardini di Villa Aldobrandini: in fondo a via Nazionale, svoltate a sinistra in via Mazzarino, salite le scalette che si aprono nell’alto muraglione e vi ritroverete in un sorprendente giardino pensile che domina la chiesa dei Ss. Domenico e Sisto, la Torre delle Milizie e i Mercati Traianei, con una vista che si arriva fino all’Altare della Patria.

San Luigi dei Francesi: non lontano da Piazza Navona, dietro forme poco appariscenti si celano tre fra le più belle tele di un grande protagonista del barocco romano: Caravaggio.

Quattro Fontane: nei pressi del Quadrivio delle Quattro Fontane si trovano alcune chiese che più di tutte riassumono l’essenza del barocco romano maturo. In via XX Settembre, la chiesa di S. Maria della Vittoria, ospita una delle opere-simbolo di questo stile: il gruppo scultoreo di “S. Teresa trafitta dall’amore di Dio” di Gian Lorenzo Bernini. E, poco più giù, in via del Quirinale, uno accanto all’altro, i gioielli dei due più grandi architetti rivali di questa straordinaria stagione artistica romana: S. Carlo alle Quattro Fontane di Francesco Borromini, e S. Andrea al Quirinale di Bernini. Entrambe di piccole dimensioni, costrinsero gli architetti a dare il meglio di sé per sfruttare l’esiguo spazio con artifici illusionistici e sapienti giochi di volumi concavi e convessi.

Gianicolo: vale la pena inerpicarsi sul colle alle spalle di Trastevere per abbracciare con uno sguardo il più vasto e maestoso panorama di Roma, immortalato da miliardi di foto e decine di film: tutta la Città Eterna ai vostri piedi come in un plastico.

Tifosi arrestati in Polonia

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“Il fatto che in Italia la squallida violenza che puntualmente si registra per via di cose banali quanto può esserlo una partita di calcio venga considerata solo un problema delle Forze dell’Ordine, lasciate sole a subire le conseguenze di fatti per i quali invece l’intera comunità dovrebbe insorgere con la massima severità, non legittima a inveire istericamente contro un Paese dove, piuttosto, l’ordine e la sicurezza sono considerate una cosa seria da trattarsi con il polso fermo che essi richiedono. Crediamo fermamente che le nostre Istituzioni debbano battersi e far sentire forte la propria voce all’estero sì, ma in ben altri casi, come può esserlo quello dei Marò bloccati in India, o come certamente è il caso di un pluriassassino come Cesare Battisti, libero e felice in Brasile mentre l’Italia ha avuto un peso pari a zero nell’andamento della sua vicenda. Ma vedere i nostri vertici di Governo che si mobilitano per i tifosi arrestati in Polonia come se si trattasse di innocenti che rischiano un’ingiusta tortura per aver invece compiuto gesta eroiche ci lascia ben più che perplessi. La Polonia ha le sue leggi e le sue procedure, esse faranno il proprio corso e chi ha delle responsabilità ne risponderà adeguatamente. E’ tutto molto semplice e non si capisce perché allarmare l’intero Stato. Se proprio i nostri Numeri Uno al Governo hanno tempo da dedicare a vicende personali ed a familiari di italiani che hanno bisogno di essere ascoltati, allora dovrebbero certamente sedersi a fare quattro chiacchiere con le vittime di violenze e abusi di ogni genere, con i loro cari, e con tutte le famiglie orfane di fedeli Servitori dello Stato morti, magari, proprio per colpa di una idiota partita di calcio. Facciano due chiacchiere con la famiglia di Filippo Raciti, piuttosto, e poi trovino il coraggio di ‘attivarsi’ in difesa di chi è sospettato di aver voluto praticare la violenza nella sua veste di tifoso”.

Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia interviene così in merito alla vicenda dei 22 tifosi laziali arrestati dopo gli incidenti del pre-partita tra Legia Varsavia e Lazio di giovedì scorso. Una vicenda che ha visto scendere in campo il Ministro degli Esteri, Emma Bonino, e persino lo stesso Premier, Enrico Letta, per seguire da vicino le sorti dei tifosi italiani e per sollecitare il loro rimpatrio. Anche i familiari dei supporter hanno avuto modo di essere ascoltati, raccomandandosi al Governo. “Se per qualche motivo – insiste Maccari – ci fosse ragione di temere la normativa o le procedure che si seguono a Varsavia per far rispettare la legge, allora il Governo dovrebbe dirlo apertamente. Altrimenti, insistiamo: sarebbe meglio occuparsi d’altro invece che dare a tutti, italiani e polacchi, l’idea concreta e reale che chi pratica la violenza, in patria o all’estero, viene assistito e coccolato, e che se si è italiani si può fare casino ad ogni partita di calcio. Proprio come, in effetti, è”.

Fonte Ufficio Stampa Sindacato polizia

I migliori singoli 2013

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La classifica dei migliori singoli 2013, secondo Luca D’Ambrosio, musicletter.it

 

1. Bill Callahan “Small Plane”

2. Anna Calvi – Sing To Me

3. Billy Bragg – No One Knows Nothing Anymore

4. The National – Graceless

5. Yo La Tengo – “I’ll be Around”

6. Ghostpoet – Meltdown

7. Jacco Gardner – Clear The Air

8. Jonathan Wilson “Dear Friend”

9. Kurt Vile – “Wakin on a Pretty Day”

10. Jim James – State Of The Art (A.E.I.O.U.)

 

 

Auguri da Chuck Norris – VIDEO

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Un simpatico video realizzato dai ragazzi di Delov Digital, che ci augurano buon Natale e buon anno con Chuck Norris che fa la spaccata tra due aerei in volo e tenendo in equilibrio sulla testa undici paracadutisti che impersonano l’albero di Natale.
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