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La Polonia è il principale destinatario dei fondi europei

Con circa 40 milioni di abitanti, la Polonia rappresenta il 7,5% della popolazione europea. Il Pil del 2016 si è attestato su 424,269 miliardi di euro, con previsioni di crescita del 3,5% per il 2017, confermando le tendenze degli ultimi anni, che vedono la Polonia come una delle economie più solide del continente. Un ruolo rilevante per lo sviluppo dell’economia polacca è svolto dai fondi europei, che hanno contribuito in maniera sostanziale all’ammodernamento delle infrastrutture, e anche oggi fungono da vero e proprio volano per l’economia. L’UE fornisce finanziamenti per un’ampia gamma di progetti e programmi nei settori più diversi, e vengono gestiti seguendo norme rigorose.

La maggior parte dei finanziamenti è gestita nei paesi beneficiari e spetta ai governi effettuare controlli e audit annuali per i vari programmi operativi nazionali e regionali. Nel programma di finanziamento 2007-2013 la Polonia ha ricevuto fondi per 74 miliardi di euro, ottenendo performance ottime, con un ritorno di circa 98 miliardi, che ha consentito di aumentare ulteriormente la quota di finanziamento stanziata per il periodo 2014-2020. La Polonia è il principale destinatario di Fondi Strutturali Europei per la prospettiva 2014-2020, con 82,4 miliardi di euro (esclusi i fondi per l’agricoltura), ripartiti in 7 Programmi Operativi: Assistenza Tecnica; Programmi Regionali; Infrastruttura e Ambiente; Sviluppo Intelligente; Sapienza, Educazione e Sviluppo; Polonia Digitale; Sviluppo della Polonia dell’Est.

La Commissione Europea, prendendo in considerazione i Paesi dell’Europa centro-orientale, ha previsto una crescita del prodotto interno lordo nel 2018 al 4,7% in Slovenia, segue con il +4,5% la Romania. L’economia crescerà quest’anno di un +4,3% in Polonia, +4% in Slovacchia e Ungheria, +3,8% in Bulgaria, +3,7% in Estonia, +3,3% in Lettonia, +3,4% in Repubblica Ceca, +3,1% in Lituania e +2,8% in Croazia. Tutti i Paesi dell’Europa centro-orientale e dei Balcani registreranno una crescita superiore alla media Ue e dell’Eurozona nel 2018, prevista dalla Commissione europea al 2,3%.

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