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Stefano Colli-Lanzi: tecnologia e nuove professioni cambieranno il mondo del lavoro

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Stefano Colli-Lanzi CEO della multinazionale italiana Gi Group, e docente all’Università Cattolica di Milano, è stato inserito da Forbes Italia tra “i 100 imprenditori e manager italiani che stanno guidando le loro imprese con la lungimiranza dei grandi leader, soprattutto in un momento difficile come quello che stiamo vivendo”. Un riconoscimento che cade in un anno in cui GI Group ha ulteriormente allargato il suo campo d’azione acquisendo una serie di aziende negli USA e in Europa tra cui anche la polacca Work Service attraverso gli advisor Baker McKenzie, Deloitte, Core.

Dottor Colli-Lanzi in questo periodo di recessione economica internazionale, causato dalla pandemia di Covid-19, il vostro Gruppo si è rafforzato. Vale il motto secondo cui è nei tempi difficili che hanno più successo le aziende solide?

Il nostro Gruppo ha obiettivi di medio e lungo termine che non sono stati messi in discussione dalle conseguenze economiche della pandemia, i cui peggiori effetti ritengo prevalentemente temporanei. Inoltre paradossalmente la crisi ha accelerato dei processi, le aziende che stavano per essere acquisite sono state spinte dalla situazione contingente a velocizzare la cessione ad altri gruppi e con questo a garantirsi un futuro migliore. In pratica i cambiamenti determinati nel mondo del lavoro dalla pandemia hanno rafforzato le opportunità nella direzione che avevamo scelto.

Stefano Colli-Lanzi

Tra le acquisizioni che avete realizzato spicca quella dell’azienda polacca quotata in borsa Work Service, con filiali in altri dieci paesi europei. Perché avete deciso di investire su questo mercato?

Riteniamo che in questa area del centro-est Europa (Polonia, Serbia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria ecc.) ci siano mercati giovani con ampia possibilità di crescita in cui vale la pena investire. Attualmente Gi Group nel suo settore è la sesta azienda in Europa per grandezza, una delle poche in grado di servire corporation globali. L’acquisizione della polacca Work Service da un lato ci fa diventare l’azienda leader in quest’area d’Europa e dall’altra consente a Work Service di rilanciarsi, salvando i posti di lavoro e ricominciando a progettare un futuro di crescita. Entrare a far parte di Gi Group dà a Work Service un valore aggiunto a livello qualitativo importante.

Siete un Gruppo concentrato, a livello globale, sull’evoluzione del mercato del lavoro e sull’educazione al valore personale e sociale del lavoro, in quest’ottica che prospettive immagina per il mercato post pandemia? È vero che sono tornati competitivi gli studi umanistici come filosofia e psicologia?

Se vogliamo parlare dell’evoluzione del lavoro nel prossimo futuro dobbiamo partire dal fatto che c’è una mostruosa potenzialità tecnologica inutilizzata. Questo farà sì che rapidamente una serie di lavori di routine a basso valore aggiunto spariranno assorbiti dall’automazione mentre, parallelamente, crescerà un mercato secondario sussidiario in cui avranno valore pratiche oggi non riconosciute come il prendersi cura degli anziani. L’intelligenza artificiale è una straordinaria risorsa di catalogazione ma non è performante a livello decisionale e quindi la persona rimane al centro del lavoro, ma dovrà essere disponibile ad aggiornarsi continuamente, l’idea che l’aver fatto una università ci garantisca poi di stare seduti per trent’anni sullo stesso posto di lavoro è assolutamente obsoleta. Lei mi chiede degli studi umanistici….sicuramente avremo sempre più bisogno di persone curiose e pronte ad imparare, meglio se hanno un back ground culturale solido. In sintesi possiamo dire che la tecnologia si compra mentre è più ricercata la persona che sappia gestirla.

Tutti parlano di smart working da casa, sarà la diffusione capillare di questa modalità di lavoro una delle principali novità?

È una delle nuove modalità lavorative ma la vera innovazione sta nel rendere il lavoro più attrattivo, interessante e appagante. In questo senso la nostra missione come GI Group è quella di porci in modo pro attivo per far incontrare domanda e offerta, non basta più presentare passivamente le possibilità di impiego ma al contrario bisogna crearne di nuove tagliate su misura sulle persone e sui bisogni da soddisfare.

Tra Green Deal e rivoluzione del mondo del lavoro stiamo entrando in una nuova epoca?

“Sì, esatto. Gli schemi di vita e lavoro tradizionali stanno saltando, abbiamo davanti tante potenzialità di nuove professioni e conseguentemente tanti punti di domanda cui rispondere. Per esempio non sono sicuro che il mercato del lavoro resterà la prima forma di distribuzione del reddito. Penso che le logiche dei redditi di cittadinanza cresceranno, come diceva Bill Gates tasseremo di più chi fa utili con l’automazione per distribuire redditi con criteri diversi dal posto di lavoro, magari premiando certe pratiche individuali. Riguardo il Green Deal, ovvero la sostenibilità, si tratta di un tema immenso che tocca i cardini della società non solo il mondo del lavoro. Al di là delle battaglie un po’ folkloristiche, seppur meritevolissime, di Greta Thunberg la questione della trasformazione in senso sostenibile della nostra vita – ovvero creare valore senza toglierlo ai paesi vicini, creare valore oggi senza consumare le potenzialità del domani – è una sfi da gigantesca con enormi valenze politico-sociali. Tanto per essere chiari gli Stati Uniti hanno costruito il loro successo creando difficoltà agli altri paesi, ecco queste logiche non possono più ripetersi né essere accettate. Noi come Gi Group puntiamo ad essere leader nel lavoro sostenibile.

Guardando all’Italia perché c’è una così evidente e radicata discrepanza tra effi cacia dell’amministrazione pubblica e capacità di essere competitivi dei privati?

L’Italia è un paese ricchissimo di potenzialità e cultura ma costantemente bloccato da problemi atavici: l’essere estremamente e profondamente diviso, in particolare tra Nord e Sud, e avere una pubblica amministrazione che non ha come obiettivo quello di generare valore. Sulla divisione è facile capire come collaborando i risultati possano essere moltiplicati, per fare un esempio noi in GI Group siamo in seimila, se non collaborassimo efficacemente non potremmo svilupparci. Riguardo all’amministrazione pubblica dobbiamo pensare che nei paesi del nord è un fattore di sviluppo e ricchezza non una palla al piede. In Italia la logica del pubblico è quella di distribuire denaro ai dipendenti, e la difesa di questo obiettivo è il fi ne ultimo di chi ci lavora, il pensare al creare valore aggiunto non è nemmeno preso in considerazione. La ricaduta di questo approccio è drammatica su tutti i settori dall’università, dove si negano risorse al Politecnico di Milano per garantire corsi inutili in altre facoltà, alla sanità, fino alle infrastrutture che sono obsolete quando non crollano causando tragedie. La pubblica amministrazione dovrebbe essere giudicata in base al valore che genera, ai bisogni che è in grado di soddisfare e non in base ai soldi che distribuisce.

Le donne guadagnano il 20% in meno degli uomini

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Le donne polacche guadagnano in media il 20% in meno rispetto agli uomini. Oltre al fatto che si prendono cura dei figli e lavori domestici, le donne sono meno attive professionalmente degli uomini. Łukasz Komuda, l’esperto della Fondazione di Iniziative Socio-economiche, ha notato che la pandemia ha esacerbato la distribuzione ineguale delle faccende domestiche aumentando l’onere per le donne. Se guardiamo alla disoccupazione, non c’è molta differenza tra uomini e donne. Il 63% degli uomini e il 47% delle donne lavora. Le donne hanno però meno possibilità degli uomini di occupare posti dirigenziali. Secondo Grant Thorton solo il 38% dei dirigenti delle aziende polacche sono donne. Nella categoria dei manager e dei direttori, entrambi i sessi sono rappresentati allo stesso modo, gli uomini sono più spesso responsabili della produzione, mentre le donne primeggiano quali responsabili delle risorse umane. Alla domanda su una promozione negli ultimi 12 mesi, la percentuale di uomini e donne promossi è la stessa. Le donne hanno aspettative salariali inferiori del 17-20% rispetto agli uomini.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C828564%2Ckobiety-na-rynku-pracy-zarabiaja-mniej-pandemia-zwiekszyla-wzrost

Varsavia legge Dante: “E quindi uscimmo a riveder le stelle”

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Autore: Michał Bukowy

Il 25 marzo si celebra il Dantedì, ovvero il giorno consacrato a Dante Alighieri, che corrisponde all’inizio del viaggio del poeta fiorentino nella Divina Commedia. Una data che diventa l’occasione per stimolare non solo gli italiani ma tutti gli amanti del “Bel Paese”, locuzione dantesca, a riscoprire i versi del sommo poeta.

Un Dantedì che quest’anno assume ulteriori valenze perché nel 2021 ricorre il settecentesimo anniversario della morte di Dante, e perché mai come in questo periodo, caratterizzato dalla pandemia, abbiamo avuto un così forte bisogno di riscoprire le radici della nostra cultura e lingua.

In Polonia i legami con l’Italia vantano radici profonde, secolari, che spaziano in tutti i settori del vivere, dalla cultura all’architettura, dall’arte al cibo,dalla musica all’economia, fino alla lingua, tanto che il polacco è l’idioma slavo con il maggior numero di vocaboli latini.

Per queste ragioni la rivista bilingue Gazzetta Italia ha realizzato, con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Varsavia e la collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, una lettura dantesca fortemente connessa alla capitale polacca. Un video che propone la lettura del XXXIV Canto dell’Inferno suddiviso in 12 voci interpretate da altrettante persone del fecondo mondo italo-polacco varsaviano tra cui docenti, imprenditori, personale diplomatico, giornalisti, attori. Un lavoro, calato nella scenografia varsaviana, che coinvolge e unisce italiani e polacchi nella celebrazione di un personaggio che ha segnato indelebilmente la cultura occidentale cui ha offerto una meravigliosa cornice valoriale d’altissima qualità letteraria.

Perché si è scelto il XXXIV Canto dell’Inferno? Perché è il momento in cui Dante conclude il suo viaggio infernale per uscire “a riveder le stelle” mettendo piede nel Purgatorio. Un Canto catartico in cui Dante si avvinghia al collo di Virgilio, che rappresenta la ragione, quando il maestro risale il corpo di Lucifero, che è conficcato a testa in giù nel ghiaccio, per uscire nel mondo opposto, anche fisicamente, del Purgatorio che apre la strada al Paradiso. Un’allegoria che racconta come solo aggrappandosi alla ragione si risale e siesce dagli abissi, esattamente come oggi tutti ci auguriamo che mantenendo calma e raziocinio usciremo tutti dall’inferno pandemico per ritornare a riveder le stelle nel Purgatorio della nostra quotidianità.

“Varsavia legge Dante”, è un progetto senza scopro di lucro che Gazzetta Italia offre e rende disponibile a tutti, con sottotitoli in polacco, sul suo sito.

Ilustrazione: Michał Bukowy 

Gigi Proietti: L’amico geniale

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"Più di tutto amo la leggerezza che − come mi diceva Fellini − è una categoria irraggiungibile." Gigi Proietti (1940-2020)

Il grande “maestro della risata” è scomparso nel giorno del suo ottantesimo compleanno. Ancor prima della chiusura delle sale, il pubblico polacco ha potuto ammirare l’attore romano nel nuovo adattamento cinematografico di “Pinocchio” di Matteo Garrone. Proietti ha interpretato nel film il crudele, ma alla fine misericordioso, Mangiafuoco. È stato l’ultimo ruolo di uno degli artisti più iconici nella grande storia dello spettacolo italiano (cinema, teatro, cabaret, televisione…). Sebbene lui stesso si definisse un abile artigiano nella sua professione, il pubblico vedeva in lui una sorta di “amico geniale”. Un amico con il quale il pubblico ha trascorso con gioia una parte ampia e importante della propria vita. Un personaggio, che ha regalato alla lingua italiana e ai suoi utenti tante battute e barzellette meravigliose. Per molti anche mentore ed educatore che ha unto con le propria attività vere e proprie legioni di comici italiani. Anche se la leggerezza citata nel motto di questo episodio sembra una fantasticheria sfuggente, per Proietti non era uno stato episodico, ma… di permanente felicità.

Devo ammettere che non ero pienamente consapevole di quanto fosse ampio e complesso l’impegno creativo dell’attore italiano¹, immerso in gran parte nel mondo della contestazione e delle avanguardie nell’ambito del cinema e del teatro (vedi l’affascinante amicizia e collaborazione con l’enfant terrible Carmelo Bene o la partecipazione ai primi, non-erotici film del cineasta veneziano Tinto Brass [“L’urlo”, esordio da protagonista!]).

Per anni Gigi Proietti è stato per me uno dei carabinieri più famosi e amati nel panorama televisivo italiano. Ancora negli anni Novanta il Maresciallo Rocca ha intrapreso con audacia indagini complesse e a volte molto pericolose. Al carismatico protagonista non si poteva negare mai una straordinaria intuizione, sensibilità e senso dell’umorismo. Ma non era un “santo irreprensibile”, essendo troppo impulsivo o testardo ha anche commesso degli errori. Le situazioni diffi cili sul lavoro creavano un impatto sul benessere della sfera domestica. Rocca in questi due mondi era alla costante ricerca di equilibrio, giustizia e verità. Il vedovo che si prende cura di tre figli da solo (una novità ai tempi!), conquistò non solo il cuore della bellissima farmacista Margherita (interpretata da un’icona del cinema italiano, Stefania Sandrelli; insieme hanno creato una delle coppie più amate del piccolo schermo), ma anche l’intero pubblico italiano. La serie di avventure del famoso maresciallo e dei suoi cari è stata “un incontro obbligatorio” nelle case italiane per oltre un decennio, godendo di un livello di ascolti davvero elevato fino alla fine.

Tuttavia, non tutto fu sempre così bello… O almeno non subito nell’ambito del cinema.

Dal punto di vista delle attività dell’artista che si sono sviluppate nell’arco di vari decenni, il 1976 sembra essere per vari motivi l’anno della svolta. Da un lato, un anno di grande successo sul palcoscenico teatrale (lo spettacolo “A me gli occhi, please” è diventato per molti anni una sorta di biglietto da visita delle incredibili capacità dell’attore), d’altra parte invece… L’attore romano sognava allora di interpretare il ruolo di Giacomo Casanova nell’ultimo progetto di Federico Fellini. Durante il provino però non piacque al maestro riminese e alla fine fu Donald Sutherland ad interpretare il controverso personaggio dell’avventuriero veneziano. Ma la storia non finisce affatto qui. Nella fase di post-produzione, alla ricerca di una voce che corrispondesse all’intera opera, il regista de “La dolce vita” si rivolse proprio a Proietti con la richiesta di partecipare a questa nobile impresa. Sebbene Gigi fosse profondamente deluso di aver perso la parte, alla fine cedette alla persuasione dell’uomo che era solito chiamare “il più grande mago del cinema”. Anni dopo Fellini spiegò che l’attore romano aveva una faccia troppo “simpatica e plebea”, e lui cercava un viso “vagabondo, stanco, sfocato, che ricordasse l’acquatica Venezia” per il suo film.

Questo “elemento plebeo” ha trovato il suo avvenimento nel film più iconico con Proietti protagonista, ovvero “Febbre da cavallo” (1976, regia di Steno). Nelle zone periferiche della capitale italiana, una banda di amici “vitelloni” si dedica alla loro più grande passione: le scommesse agli ippodromi. Tra di loro troviamo Bruno Fioretti, detto “Mandrake” (soprannome in onore del famoso mago-illusionista, eroe dei fumetti di Lee Falk del 1934), aspirante attore (mantenuto) dal sorriso seducente e modi di essere molto particolari. Ossessionati dal forte desiderio di “mettersi sempre in gioco”, gli uomini saranno pronti a far qualsiasi cosa per non fermare questo stato di strana follia. Tuttavia, nel 1976 il film di Steno – proprio come lo stesso Proietti durante il già menzionato provino per “Casanova” – non fu notato né dal pubblico né dalla critica. “Non c’erano né lodi né critiche. Certamente non tutti risero all’epoca”, raccontò Proietti in un’intervista. Ma la febbre decise di tornare. La rivoluzione è avvenuta all’inizio degli anni Novanta a causa di numerose repliche del film nelle televisioni private. I romani trovarono alla fine l’essenza della loro città nel film e nel personaggio di Mandrake, il loro surreale bardo. Le svariate battute dell’autoproclamato mago capace di fare l’impossibile sono ampiamente conosciute fino ad oggi, e la scena dell’originale difesa di Mandrake nell’aula del tribunale rimane una delle più amate e citate nella storia del cinema italiano. Il film di Steno ebbe anche un sequel (“Febbre da cavallo – La mandrakata”, regia di Carlo Vanzina, 2002).

In questo modo, dunque, le parole di Fellini si sono rivelate a loro modo profetiche. Con il tempo, nel volto e nella voce di Proietti² si è riscontrato il grande desiderio, o addirittura la necessità, di identificazione spirituale del pubblico. Come ha confessato una volta il Mandrake nostrano: “Da quando ho capito che sapevo far ridere la gente, ho messo da parte il registro drammatico. Secondo me, non c’è soddisfazione più grande delle risate e della soddisfazione del pubblico che si diffonde nella sala. Del pubblico che con me contribuisce al successo di ogni spettacolo… Il successo della mia vita”.

¹ La descrizione della ricca attività teatrale di Proietti merita sicuramente un approfondimento a parte. Il primo signifi cativo successo nel mondo dello spettacolo appare proprio sul fronte teatrale, quando nel 1970 l’attore sostituì lo stesso Domenico Modugno nel musical ”Alleluia, brava gente”. Vale la pena aggiungere soltanto, che Gigi è considerato all’unanimità come legittimo erede della tradizione comica e del varietà di Ettore Petrolini (1884-1936).

²La voce è una delle ”armi” più importanti nel serbatoio artistica di Proietti. Non mi riferisco solamente al canto o al doppiaggio (l’attore era responsabile, tra gli altri, della voce del Genio blu nella versione italiana di ”Aladdin” della Disney), anche se vale la pena notare che la pratica del doppiaggio ha portato all’italiano molte soddisfazioni professionali, come l’inaspettato incontro e la collaborazione internazionale con il grande Robert Altman. Durante la sua visita nella penisola appenninica e in occasione della post-produzione sonora di ”Tre donne” (3 donne, 1977), il maestro americano accettò di visitare uno studio di doppiaggio italiano dove incontrò Proietti, che a sua volta fu nel mezzo del lavoro proprio sul film di Altman. Deliziato dalla sua spontaneità, il regista di “Mash” gli offrì un ruolo ”in carne e ossa” nel suo nuovo progetto italo-americano ”Un matrimonio” (A Wedding, 1978). L’attore apparve allora accanto al suo idolo, poi anche amico Vittorio Gassman. La notevole capacità di improvvisare, imitare vari personaggi e dialetti è sempre stata presente nel suo lavoro, sia per il cinema che per la televisione italiana. Nessuno, come Proietti, è riuscito a realizzare personificazioni così riuscite come quella in cui interpreta il ruolo dello stesso Eduardo de Filippo! 

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FINCHÈ C’È CINEMA, C’È SPERANZA è una serie di saggi dedicati alla cinematografia italiana – le sue tendenze, opere e autori principali, ma anche meno conosciuti – scritta da Diana Dąbrowska, esperta di cinema, organizzatrice di numerosi eventi e festival, animatrice socioculturale, per molti anni docente di Italianistica all’Università di Łódź. Vincitrice del Premio Letterario Leopold Staff (2018) per la promozione della cultura italiana con particolare attenzione al cinema. Nel 2019, è stata nominata per il premio del Polish Film Institute (Istituto Polacco d’Arte Cinematografica) nella categoria “critica cinematografica”, vincitrice del terzo posto nel prestigioso concorso per il premio Krzysztof Mętrak per giovani critici cinematografici.

Il Museo Nazionale di Cracovia celebra Aleksander Kotsis

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Kraków, 04.03.2021. Wystawa „Aleksander Kotsis. Odcienie realizmu” w Kamienicy Szo³ayskich im. Feliksa Jasieñskiego, oddziale Muzeum Narodowego w Krakowie, 4 bm. Aleksander Kotsis to jeden z najwa¿niejszych przedstawicieli polskiego malarstwa realistycznego. (kf) PAP/£ukasz G¹gulski

Wystawa ,, Aleksander Kotsis. Odcienie realizmu” w oddziale Muzeum Narodowego w Krakowie Fot.PAP/Łukasz Gągulski

Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Il Museo Nazionale di Cracovia ha allestito la mostra in occasione del 185° anniversario di nascita di Aleksander Kotsis, che include dipinti ad olio, acquerelli, disegni e schizzi selezionati da collezioni di musei e da collezioni private. Il direttore del Museo Nazionale di Cracovia Andrzej Szczerski ha detto che la mostra adempie alla missione del museo, che vuole presentare le più grandi conquiste dell’arte polacca ma che oggi sono dimenticate. Aleksander Kotsis era uno dei artisti dalla generazione che ha creato la pittura moderna polacca nel XIX secolo. Szczerski ha sottolineato che Kotsis ha presentato le realtà della vita quotidiana nella provincia impoverita della Galizia, ha dipinto diverse persone nei loro rituali, nei costumi popolari dando loro dignità. Kotsis ha dipinto le scene quotidiane, i paesaggi e i ritratti in cui è possibile vedere il fascino della campagna polacca. Le sue opere sono esposte secondo i temi che ha interpretato e la parte principale della mostra è stata completata dall’esplorazione dei segreti della tecnica e della tecnologia del pittore. I dipinti di Kotsis sono esposti nella filiale del museo della Casa Szołayski, dove le didascalie non sono state collocate direttamente sotto le opere, ma sui piedistalli per permettere di concentrarsi prima sui dipinti. Aleksander Kotsis è uno dei rappresentanti della pittura realistica polacca, è nato a Ludwinów vicino a Cracovia e ha studiato all’Accademia di belle arti di Cracovia e all’Akademie der bildenden Künste di Vienna. È morto all’età di 41 anni per una malattia cerebrale. La mostra è accompagnata da una pubblicazione polacco-inglese sulla vita di Aleksander Kotsis e dai saggi che analizzano il suo lavoro. La mostra sarà aperta fino al 13 giugno.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C826848%2Codcienie-realizmu-w-muzeum-narodowym-wystawa-z-okazji-185-urodzin-kotsisa

[Aggiornamento 4.03.2021] Situazione attuale in Polonia rispetto all’epidemia di COVID-19

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In Polonia si sono registrati ancora nuovi casi, con il numero complessivo dei malati attivi in sensibile crescita.

Il numero complessivo dei casi attivi è salito a 257.391 (settimana scorsa 232.816), di cui in gravi condizioni 1.650 (settimana scorsa 1.375), ovvero circa lo 0,6% del totale. Gli ultimi dati al giorno 4 marzo 2021 mostrano un numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore di 15.250 nuove infezioni registrate e 289 morti.

Il numero delle vittime nell’ultima settimana è stato ancora alto, ovvero 1.555 morti (in linea rispetto ai dati della settimana precedente dove si erano registrati 1.512 morti).

Il Voivodato della Masovia (2.563), la Slesia (1.620), la Pomerania (1.337), la Grande Polonia (1.251), la Bassa Slesia (1.174), la Cuiavia-Pomerania (1.049) e la Piccola Polonia (953), sono i Voivodati maggiormente interessati da nuovi casi.

numeri dell’epidemia sono in crescita, ad oggi sono occupati 15.992 letti da pazienti COVID-19, 1.650 le terapie intensive.

Tutto il territorio polacco è ancora zona rossa con obbligo di mascherine nei luoghi pubblici, anche all’aperto. Sono chiusi bar, ristoranti e palestre, con alcune eccezioni e la presenza di diverse restrizioni sul numero di persone consentite nei negozi, nei centri commerciali e vincoli per l’esercizio dell’attività delle strutture alberghiere. Ristoranti, bar e caffetterie possono effettuare il solo servizio con consegna a domicilio o da asporto. Sono aperti hotel, cinema, teatri, piscine e piste da sci, ma sotto stretto regime sanitario.

In Masuria sono in vigore ulteriori restrizioni ovvero chiusura hotel, centri commerciali, teatri, musei, piscine e aree sportive.

Prosegue inoltre la campagna vaccinale che conta 3.619.316 persone vaccinate per il COVID-19 in Polonia, di cui 2.338.137 prima dose e 1.281.179 seconda dose.

Per quanto riguarda gli sposamenti, resta in vigore l’obbligo di quarantena di 10 giorni per gli ingressi in Polonia, anche da paesi europei, con mezzi di trasporto organizzati, salvo presentare test COVDI-19 negativo nelle 48 ore precedenti l’ingresso.

Si raccomanda di limitare gli spostamenti e monitorare i dati epidemiologici nel caso di viaggi programmati da e verso la Polonia, per il rischio di possibili nuove restrizioni sui voli e gli spostamenti.

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Informazioni per i cittadini italiani in rientro dall’estero e cittadini stranieri in Italia tra cui le risposte alle domande:

  • Ci sono Paesi dai quali l’ingresso in Italia è vietato?
  • Sono entrato/a in Italia dall’estero, devo stare 14 giorni in isolamento fiduciario a casa?
  • Quali sono le eccezioni all’obbligo di isolamento fiduciario per chi entra dall’estero?
  • E’ consentito il turismo da e per l’estero?

Per gli spostamenti da e per l’Italia a questo link le informazioni del Ministero degli Esteri:
https://www.esteri.it/mae/it/ministero/normativaonline/decreto-iorestoacasa-domande-frequenti/

La situazione Polonia verrà aggiornata all’indirizzo: www.icpartners.it/polonia-situazione-coronavirus/

Per maggiori informazioni:
E-mail: info@icpartnerspoland.pl
Telefono: +48 22 828 39 49
Facebook: www.facebook.com/ICPPoland
LinkedIn: www.linkedin.com/company/icpartners/

Vertice tra l’ambasciatore Aldo Amati e il vicepremier Jaroslaw Gowin

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Ieri presso la sede dell’ambasciata Italiana a Varsavia si è tenuto un incontro tra l’ambasciatore Aldo Amati e il vicepremier Jarosław Gowin. Il tema principale dell’incontro è stato la cooperazione economica bilaterale, le iniziative congiunte nel foro UE e le prospettive del loro sviluppo durante e post Covid. Al inizio del incontro Gowin ha fatto le congratulazioni per il nuovo governo di Mario Draghi con un augurio di rafforzamento delle relazioni economiche. “L’Italia è per noi un dei partner principali per l’interscambio commerciale. In prospettiva conto su una intensificazione di collaborazioni in particolare nel settore turistico. Sono anche convinto che la realizzazione di progetti congiunti rafforzerebbe sia l’economia polacca che quella italiana “. Ha sottolineato Gowin. All’incontro era presente anche il sottosegretario del ministero dello Sviluppo, del Lavoro e della Tecnologia Grzegorz Piechowiak. “Ci fa piacere che sia cresciuto l’impegno degli investitori italiani in Polonia nel 2020, molti dei quali nelle zone economiche speciali. Gli imprenditori italiani sono all’ottavo posto per il volume del capitale investito e al terzo posto per quanto riguarda il numero degli investimenti. Contiamo non solo sulla conferme di quel trend positivo ma anche sulla loro crescita”, ha commentato Piechowiak. Nel 2020 le esportazioni polacche in Italia sono ammontate a 10,3 miliardi di euro  invece le importazioni dall’Italia hanno raggiunto la cifra di 11,2 miliardi di euro.

https://www.gov.pl/web/rozwoj-praca-technologia/premier-jaroslaw-gowin-spotkal-sie-z-ambasadorem-wloch-aldo-amatim

Ricordo musicale delle vacanze

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Quando la temperatura fuori dalle finestre si abbassa, si sente di più la mancanza dell’estate. Vale la pena quindi di tornare per un momento ai brani che durante la passata estate hanno conquistato il cuore degli ascoltatori delle radio italiane. Come ogni anno gli artisti hanno gareggiato per comporre il pezzo più orecchiabile mentre, a causa delle restrizioni pandemiche, la richiesta di musica gioiosa è notevolmente aumentata durante l’estate 2020. Ecco alcune canzoni che sicuramente danno un po’ di sole alle giornate invernali.

Karaoke Boomdabash e Alessandra Amoroso

L’insuperabile tormentone della scorsa estate è Karaoke di Boomdabash con la partecipazione di Alessandra Amoroso. Karaoke è stato il singolo più venduto in Italia durante il periodo delle vacanze venendo certificato triplo disco di platino. Questo è il terzo singolo in cui i ragazzi di Boomdabash hanno invitato Alessandra Amoroso (i precedenti erano A tre passi da te e Mambo salentino), una collaborazione estremamente fruttuosa che ha portato alla creazione della hit estiva: il suono pop unito con lo spirito del reggae e la carismatica voce della Amoroso nel ritornello, creano un mix energico e gioioso. Ascoltando questa canzone – in particolare il ritornello – ci viene la voglia di ”ballare il reggae sulla spiaggia”. Indipendentemente dal fatto che ne siamo capaci o meno.

Ciclone Takagi i Ketra, Elodie, Mariah, Gipsy Kings

È senza dubbio un altro brano capace di emanare un’energia positiva clamorosa. La voce di Elodie in armonia sul confi ne tra R&B e il pop calza a pennello con Ciclone: il ritornello melodico non è solo orecchiabile, ma rimane in testa più a lungo. Le frasi in spagnolo evocano nella canzone un po’ il ritmo della musica latinoamericana che si armonizza con il carattere vivace dell’intera composizione. Il video musicale fa riferimento alla commedia, considerata ormai un cult cinematografico, di Leonardo Pieraccioni Il Ciclone del Elodie con un gruppo di ballerine riproduce le scene del film. Anche in questo caso, la voglia di ballare si fa sentire sin dalla prima sessione d’ascolto.

Guaranà Elodie

Il 13 maggio 2020 è uscito il singolo Guaranà. E mentre la fine della primavera non sembrava essere ancora il momento adatto per le canzoni estive, proprio Elodie ha fornito agli ascoltatori esattamente ciò di cui avevano bisogno. Fin dai primi suoni si capisce che il pezzo si posiziona tra i migliori dell’estate. L’intrigante melodia composta da Dario Faini (meglio conosciuto con lo pseudonimo di Dardust) e le liriche decisamente ipnotiche di Davide Petrella sembrano fatte su misura per la voce di Elodie. La canzone evoca l’atmosfera di vacanza anche grazie al video musicale girato nel Parco Nazionale del Circeo. La clip è caratterizzata da naturalezza e semplicità: questo è il suo punto di forza. Guaranà in combinazione con la vista sulle spiagge della Savoia riporta alla mente i ricordi estivi, e il sorriso subito scolpisce il volto.

Mediterranea Irama

Questa è la terza estate consecutiva (Nera nel 2018 e Arrogante nel 2019) in cui Irama lancia un singolo che entra di prepotenza nelle playlist estive. Mediterranea porta una ventata di freschezza: il suono esotico e reggaeton, nonostante l’orecchiabilità tipica delle hit estive, si distingue in modo significativo dalle altre canzoni. Il giovane cantante dimostra la sua versatilità: questo è il secondo singolo tratto dal suo ultimo album Crepe che è incredibilmente vario dall’inizio alla fine. Tuttavia è proprio Mediterranea quella che ha le maggiori potenzialità per essere ricordata come un simbolo di una vacanza spensierata.

A un passo dalla Luna Rocco Hunt e Ana Mena

Uno dei migliori rapper della giovane generazione, Rocco Hunt, ha pubblicato il 3 luglio 2020 il nuovo singolo A un passo dalla Luna, con la partecipazione della cantante spagnola Ana Mena. La musica al confine tra il reggaeton e la bachata con l’atmosfera percettibile della melodia napoletana creano un connubio sorprendentemente armonioso. Considerando il fatto che dalla metà di luglio fino alla seconda metà di settembre la canzone non è scesa dalla cima della lista dei singoli più venduti in Italia, è difficile non concordare sul fatto che questa canzone è perfetta per la stagione estiva o il pieno inverno, quando sogniamo il sole d’agosto.

traduzione it: Amelia Cabaj
illustrazioni: Weronika Kulis

Polonia leader nella produzione di batterie per auto elettriche

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Come riporta l’organizzazione di Bruxelles Transport & Environment, la Polonia è il leader riguardo la produzione degli accumulatori agli ioni di litio adoperati nella produzione delle auto elettriche. Fino a poco tempo fa la maggior parte degli accumulatori erano prodotti dai paesi dell’Est dell’Asia, ma già quest’anno la produzione europea copre il fabbisogno nel continente. La più significativa fabbrica in Polonia, che è responsabile per l’ottimo risultato, è la fabbrica della coreana LG Energy Solution localizzata vicino a Breslavia. Gli analisti stimano che il fabbisogno per le batterie crescerà tantissimo nel corso di anni. Nuove fabbriche di accumulatori saranno costruite in Germania, Ungheria, Svezia e Francia. Soprattutto la Germania potrebbe superare la Polonia in questo campo. Adesso sono in corso anche i lavori sulla novellizzazione delle leggi riguardo le batterie elettriche dalla Commissione Europea nel campo della protezione dell’ambiente.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C824410%2Craport-brukselskiej-organizacji-polska-liderem-produkcji-baterii.html  

 

Studenti di Cracovia sperimentano soluzioni per il problema dei rifiuti cosmici

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Ieri è stato reso pubblico che gli studenti della AGH (Università della Scienza e della Tecnologia) di Cracovia condurranno alcuni esperimenti riguardanti il recupero dei rifiuti cosmici dall’orbita terrestre, elaborando un algoritmo per analizzare il modo in cui tali oggetti si spostano. Il progetto Black Spheres sarà realizzato dagli studenti all’interno del concorso, vinto da loro, intitolato “Drop Your Thesis!” ed organizzato dall’Agenzia Spaziale Europea. L’esperimento verrà condotto nella torre a caduta dell’Università di Brema da Michał Błażejczyk, Kamil Switek, Kacper Synowiec e Kamil Maraj. Il problema dei rifiuti cosmici è sempre più grave dato l’aumento della quantità di oggetti lanciati verso l’orbita terrestre, i quali rischiano di scontrarsi con i satelliti in funzione; il risultato di tali collisioni è una nuvola di migliaia di nuovi rifiuti cosmici che a loro volta incrementano l’eventualità di ulteriori scontri. Il recupero dei rifiuti spaziali è una sfida a causa delle esigue dimensioni degli oggetti, la loro alta velocità ed ampia diffusione: il metodo più efficace è di afferrare l’oggetto per mezzo di un braccio meccanico e ripararlo. Il progetto degli studenti della AGH (che dall’anno scorso è denominata Università Spaziale Europea) si concentra sull’osservazione del satellite danneggiato e sulla previsione automatica della sua posizione e direzione, per determinare il metodo di predizione del movimento in microgravità.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C824695%2Ckrakow-studenci-chca-pomoc-rozwiazac-problem-kosmicznych-smieci.html