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Passato prossimo o imperfetto?

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I due tempi maggiormente usati per esprimere il passato nella lingua italiana sono: il passato prossimo e l’imperfetto. Quando usare l’uno e quando l’altro? Una risposta apparentemente facile potrebbe indurre in errore. Il passato prossimo esprime un’azione avvenuta in un passato, recente o lontano, i cui effetti perdurano nel presente. Questo tempo verbale viene applicato per esprimere un’azione puntuale o una serie di azioni di durata breve, avvenute in un determinato momento (1).

  1. Mi sono svegliata alle 7, ho fatto colazione e sono andata al lavoro. 

Obudziłam się o 7, zjadłam śniadanie i pojechałam do pracy. 

Ciononostante, lo si applica anche per esprimere le azioni ripetute più volte nel passato ma che non vengono abitualmente svolte (2).

2. L’anno scorso sono andato spesso in piscina.

W ubiegłym roku chodziłam często na basen.

È corretto quindi, dichiarare che il passato prossimo è applicato in tutti i casi in cui una determinata azione viene conclusa nel passato. Bisogna però prendere in considerazione le differenze che si possono riscontrare tra i diversi sistemi linguistici. Infatti, un’azione conclusa nel passato nel sistema linguistico italiano, non sempre equivale ad un’azione conclusa nel sistema linguistico polacco. Per questo motivo l’uso del passato prossimo, in alcuni casi, può essere poco chiaro per i molti polacchi che studiano la lingua italiana. A differenza del polacco, in italiano la conclusione dello svolgimento di una determinata azione, riguarda infatti ogni tipo di attività finita in un determinato momento. Per facilitare la comprensione ci serviamo del seguente esempio:

3. Cosa hai fatto ieri?  

Co robiłeś wczoraj?/Co zrobiłeś wczoraj?

La domanda Cosa hai fatto ieri? può essere tradotta in polacco in due modi diversi a seconda del contesto situazionale. L’uso del passato prossimo è motivato dal fatto che, l’azione espressa dal verbo è conclusa nel passato secondo il sistema linguistico italiano. Il verbo fare all’imperfetto, può essere applicato solo esclusivamente quando vengono espresse due azioni passate, in cui una è considerata come lo sfondo della seconda (4).

4. Cosa facevi ieri quando ti ho telefonato?

Co robiłeś wczoraj jak do Ciebie zadzwoniłam? 

In questo caso il verbo fare all’imperfetto, non sarà riferito alle azioni svolte dal soggetto durante tutta la giornata, ma focalizzerà l’attenzione precisamente in un determinato momento. Per rendere l’idea più chiara ci serviamo di un altro esempio:

5. Ieri ho letto il libro di Moravia. 

Wczoraj przeczytałem/łam książkę Moravii./Wczoraj czytałem/łam książkę Moravii. 

Il verbo ho letto può essere tradotto in polacco sia come przeczytałem/łam, indicando l’azione conclusa nel passato, sia czytałem/łam, se si vuole sottolineare la durata dell’evento. Anche questo esempio illustra perfettamente la differenza tra il sistema linguistico italiano e quello polacco. Secondo la grammatica della lingua polacca, infatti, a differenza di quella italiana, l’azione di leggere non sarà considerata conclusa nel passato se, ad esempio, abbiamo letto solo alcune pagine del libro. Comprendere bene l’idea dell’azione conclusa nel passato è quindi fondamentale per applicare correttamente questo modo verbale. Per fortuna ogni dubbio scompare se nella frase sono presenti gli elementi che stabiliscono il quadro temporale di un’azione come ad esempio tutto il giorno, per due ore o tutta la sera. In questi casi, senza esitazione, si ricorre all’uso del passato prossimo anche se nel sistema linguistico polacco, le azioni espresse dai verbi hanno un aspetto durativo.

6. Ieri ho lavorato dalle 8 alle 16.

Wczoraj pracowałem/łam od 8 do 16.

7. Ti ho aspettato per un’ora! 

Czekałam/łem na ciebie godzinę! 

 Quando invece usiamo l’imperfetto? Innanzitutto, quando esprimiamo le azioni ripetibili o abituali nel passato (8). Questo tempo verbale, come già accennato in precedenza, si applica anche nel caso in cui vengano espresse due azioni passate, una durativa all’imperfetto che costituisce lo sfondo della seconda azione, momentanea, espressa dal passato prossimo (9). Infine, lo si usa quando si vuole sottolineare la contemporaneità dello svolgimento di due azioni passate della stessa durata (10), nonché nelle descrizioni degli stati sia fisici che d’animo (11).

8. D’estate ogni settimana andavamo al mare. 

Latem w każdy weekend jeździliśmy nad morze.  

9. Quando andavo al negozio, ho incontrato il mio vicino di casa. 

Kiedy szedłem/szłam do sklepu, spotkałam swojego sąsiada.   

10. Mentre leggevo il giornale, bevevo un caffè. 

Podczas gdy czytałem/łam gazetę, piłem/łam kawę.

11. Alla fine della giornata eravamo stanchi ma contenti. 

Na koniec dnia byliśmy zmęczeni, ale zadowoleni.

Per quanto riguarda i verbi modali potere, volere e dovere, a seconda del tempo applicato si possono ottenere ulteriori informazioni a proposito dell’azione espressa dal verbo. Infatti, se quest’ultimo è coniugato al passato prossimo, il risultato è certo e dalla costruzione grammaticale si evince che l’azione espressa dal verbo è stata svolta e conclusa nel passato (12). 

12. Ho dovuto lavorare. (= Ho lavorato.) 

 Musiałem pracować. (= Pracowałem.)

Di conseguenza la frase Ho dovuto lavorare,  ma sono andato a casa. è scorretta dal punto di vista grammaticale e priva di un senso. 

Se invece si ricorre all’imperfetto non conosciamo l’esito dell’azione espressa (13). Per comprenderlo abbiamo bisogno di aggiungere ulteriori informazioni in merito.

13. Dovevo lavorare. 

Musiałem/am pracować. (Powinienem był/Powinnam byłą pracować). 

14. Dovevo lavorare quindi sono rimasta in ufficio. 

Musiałem/łam pracować, zatem zostałam w biurze. 

15. Dovevo lavorare ma sono andata al teatro. 

Powinienem był/Powinnam była pracować, ale poszedłem/ poszłam do teatru. 

In Polonia il primo sistema di controllo nazionale sul volo dei droni

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

L’agenzia di navigazione aerea Polacca (PAŻP) ha attuato il primo sistema tra i paesi europei di controllo del traffico aereo per droni PansaUTM. Il sistema consente la comunicazione digitale tra i controllori del traffico aereo e gli operatori dei droni, che migliorerà la sicurezza intorno agli aeroporti. Pansa UTM ha passato il processo d’accreditamento fatto da PAŻP e supervisionato dall’ente per l’aviazione civile ed è stato lanciato nelle zone controllate degli aeroporti a Poznań, Bydgoszcz e Modlin. La fine del processo di attuazione è previsto entro il secondo trimestre del 2020. Il viceministro delle infrastrutture nonchè rappresentante del governo sul l’aeroporto centrale di comunicazione (CPK), Marcin Horała ha affermato che cresce il numero degli aeromobili a pilotaggio remoto, quindi i droni devono essere trattati come utenti uguali dello spazio aereo. Horała ha sottolineato che il sistema è il primo di questo tipo in Europa, e che questo è un motivo di orgoglio. PAŻP ha spiegato che grazie a PansaUTM gli operatori di droni potranno controllare velocemente se c’è la possibilità di volo nella zona interessata, ma anche potranno presentare in via digitale il progetto di volo per ottenere il permesso se il volo non minaccia la sicurezza degli aeromobili.

La Polonia offre il supporto della guardia di frontiera per aiutare la Grecia

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Mariusz Kamiński il capo del ministero degli Affari Interni e dell’Amministrazione polacca (MSWiA) ha preso parte alla riunione straordinaria dei ministri degli affari interni dei paesi membri dell’Ue lo scorso mercoledì a Bruxelles. “A nome delle autorità polacche ho dichiarato che se ci sarà bisogno la Polonia può mandare 100 poliziotti e 100 guardie di frontiera alla Grecia. Riusciamo a fornire l’aiuto reale per i greci” ha detto Kamiński. Il capo della guardia di frontiera polacca ha già fornito questa informazione a Frontex, il quale dopo aver concordato il piano operativo d’intervento rapido, chiederà agli altri Stati membri dell’Ue e ai Paesi associati Schengen di fornire le guardie di frontiera. Secondo il capo di MSWiA anche gli altri paesi hanno presentato le dichiarazioni dell’aiuto per la Grecia ma non sono state così concrete come l’offerta polacca. All’incontro Kaminski ha indicato che la ricollocazione dei migranti è fuori discussione. Lo scorso mercoledì le guardie greche hanno informato che da sabato hanno fermato quasi 28 mila persone che provavano a passare illegalmente il confine e hanno arrestato 220 persone che lo hanno fatto.

La strategia dell’industria energetica polacca per prossimi anni: gas e impianti nucleari

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Lo scorso Mercoledì a Ruda Śląska si è svolta una conferenza dedicata alle questioni di sicurezza e autonomia della industria energetica polacca nel contesto del Green Deal europeo. Piotr Naimski, il ministro della infrastruttura energetica, ha assicurato che nei prossimi anni in Polonia si prevede lo sviluppo particolare di fonti gas, FER (Fonti Energetiche Rinnovabili) ed energia nucleare, il che non significa una totale esclusione dei fonti di carbonio. Naimski informa che il progetto Baltic Pipe, ovvero il gasdotto che connette la Polonia con la piattaforma norvegese sarà completato fino al 1 ottobre 2022. Allo stesso tempo in Polonia vengono realizzati altri 30 progetti che assicurano il flusso di gas dalla costa baltica verso il Sud del paese e anche alla Ucraina. Per quanto riguarda l’energia nucleare, il costo della costruzione di 6-9 gigawatt dell’energia nel futuro ammonta a 60 miliardi di zloty. In totale, tutto il progetto è stimato sui 100-120 miliardi zloty per i prossimi 20 anni. Inoltre, Naimski ha sottolineato l’importanza di FER, però bisogna mantenere tutto il tempo l’energia da fonti diversi perché FER (nel caso di pale eoliche e impianti fotovoltaici) si basano sulle condizioni meteorologiche e non sempre si possono utilizzare. In sostanza, la Polonia è pronta per grandi cambiamenti e innovazioni nella sua industria energetica e nei prossimi anni si potranno vedere i primi effetti.

Coronavirus, le università polacche sospendono gli scambi con l’Italia, la reazione dell’Ambasciata

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Tra Polonia e Italia c’è uno storico intenso interscambio culturale legato alle università che ora, a causa del coronavirus, è stato bloccato. Una sospensione delle relazioni universitarie decisa prima unilateralmente da alcune università polacche, in particolare quella di Cracovia, e poi oggi (5 marzo 2020) confermata dal ministero dell’istruzione polacco. Una questione su cui era intervenuto ieri l’Ambasciatore italiano in Polonia Aldo Amati con una nota ufficiale in cui esprimeva: “preoccupazione e stupore per la decisione adottata da alcune autorità accademiche polacche di sospendere tutte le attività di scambio con alcuni paesi, tra cui l’Italia a causa dell’emergenza coronavirus. Non si è infatti a conoscenza di misure restrittive e vincolanti adottate in materia dalle autorità centrali polacche, le quali hanno invece finora adottato linee di buon senso riguardo all’arrivo di vettori aerei dall’Italia. Tali decisioni appaiono pertanto in contrasto con tale orientamento e si spingono evidentemente ben oltre lo spirito delle norme di comportamento che qualsiasi ente o persona (a prescindere dalla nazionalità) è stata giustamente invitata a seguire per ridurre il rischio di propagazione del virus.” Un comunicato che si chiudeva con l’auspico dell’ambasciatore Amati “che le misure adottate dalle università polacche non determinino violazioni dei diritti degli studenti italiani e che non venga posto in essere un atteggiamento ingiustamente discriminatorio nei confronti del nostro paese”. Ma oggi è intervenuto il governo polacco ufficializzando una linea di blocco nelle relazioni universitarie tra la Polonia e Cina, Hong Kong, Corea del Sud, Giappone, Iran e Italia. Questa la nota ufficiale del Ministero dell’Istruzione polacco: “Si raccomanda di sospendere i viaggi di studenti polacchi, dottorandi e docenti accademici e ricercatori in aree a rischio di coronavirus SARS-Cov-2, nonché di arrestare l’arrivo di studenti, dottorandi, docenti accademici e ricercatori da queste aree. Secondo le informazioni dell’Ispettorato sanitario capo (secondo lo stato attuale), le regioni attualmente a rischio sono: Cina, Hong Kong e Corea del Sud, Italia, Iran e Giappone. Si raccomanda di considerare di limitare gli scambi accademici e i viaggi di lavoro in altri paesi. A seconda dello sviluppo della situazione, si raccomanda di considerare la possibilità di posticipare l’inizio dello scambio internazionale al prossimo semestre o consentire l’apprendimento a distanza e di lavoro utilizzando le moderne tecnologie, ad esempio quelle utilizzate nel campo del telelavoro e dei processi di apprendimento a distanza. Nelle università che forniscono istruzione medica, si può prendere in considerazione la limitazione o la sospensione delle lezioni nei reparti infettivi, come valutato dai rettori.” La sospensione degli scambi universitari è ora diventata una disposizione provvisoria ma cogente riguardo tutti gli istituti di formazione che hanno relazioni con l’Italia, unico paese europeo sottoposto a tale trattamento. Secondo l’ambasciatore Amati bisogna lavorare per trovare una via di sicurezza per consentire a studenti, dottorandi, ricercatori e a chiunque lavora nelle università italiane e polacche di continuare nella collaborazione. “Ritengo importante e urgente salvaguardare la continuità delle relazioni universitarie a tutti i livelli per questo auspico che si trovi un sistema, sanitariamente garantito, per evitare sospensioni di rapporti sine die. Ad esempio una soluzione potrebbe essere una quarantena volontaria di 2 settimane a casa di chi arriva dall’Italia in Polonia. In ogni caso ribadisco che la questione coronavirus riguarda molti paesi europei e non solo l’Italia.”

Vino e seduzione

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Se si sta cercando qualcosa che possa trasformare anche la semplice cenetta romantica in una situazione “ad alta tensione” non sono da sottovalutare le proprietà afrodisiache del vino. Il potere seduttivo di questa nobile bevanda è infatti conosciuto da migliaia di anni e poeti e filosofi di ogni epoca ne hanno sempre decantato le proprietà afrodisiache.

Sebbene la scienza non ne abbia provato veri e propri poteri afrodisiaci, esistono alcune proprietà chimiche del prelibato nettare che hanno effetti tonificanti sul nostro corpo. Per esempio, forse non tutti sanno che il vino rosso contiene una sostanza antiossidante, il resveratrolo, che favorisce la fluidità del sangue e che, di conseguenza, produce effetti positivi sulla libido.

Ma allora come mai, fin dalle epoche antiche questa bevanda veniva considerata un vero e proprio catalizzatore delle nostre passioni?

Già Ovidio ci insegnava che: Il vino dispone l’uomo all’amore e lo rende pronto alla passione. (Ars amatoria). E, se le parole del poeta non mentono, forse possiamo scoprire di più sulle sue potenzialità afrodisiache abbandonando le analisi chimiche, e provando a volgere il nostro sguardo altrove… Sappiamo che il desiderio può avere una natura chimica, ma la sua genesi è molto spesso di origine psicologica: esiste una chimica dell’amore che non viene sintetizzata in laboratorio, ma creata nella nostra testa. E probabilmente le proprietà afrodisiache del vino vanno cercate nel suo potere di creare immagini molto forti nelle nostre menti.

Pensiamo ad un calice di bollicine: quante immagini è in grado di richiamare alla nostra mente?

Strumento di seduzione per eccellenza in numerose pellicole storiche, come Casablanca Colazione da Tiffany, oppure nei numerosi 007, dove il famoso agente segreto sapientemente si avvale dell’aiuto delle bollicine francesi per sedurre fanciulle di ogni nazionalità e nelle situazioni più disparate. Nel nostro immaginario colleghiamo inevitabilmente lo Champagne a momenti di festa, spesso dai retroscena piccanti … Persino Napoleone ne venne sedotto, tanto da non riuscire a resistere ai corteggiamenti della vedova Cliquot Ponsardin, nobile sì, ma nemmeno così attraente, che lo prese per la gola offrendogli le tanto decantate bollicine.

Lasciamo da parte i bianchi per un momento, e guardiamo invece ai rossi: le loro sfumature regali richiamano alla mente la passione, la morbidezza del velluto, che ci avvolge come un caldo abbraccio…

Si dice che gli amanti di Cleopatra usassero omaggiarla con un vino rosso, dolce e passito, chiamato “Vinum Acquense”, forse progenitore dell’attuale Brachetto: l’ardente tonalità e la morbidezza zuccherina creavano un mix evidentemente irresistibile che risvegliava gli ardori della bella principessa. Ma certo non è solo questione di colori, ma anche di odori, sapori e gesti: non basta una coppa di Dom Perignon per trasformarci in un Connery o una Hepburn… Il vino aiuta a sedurre, a patto che tu sappia creare la giusta atmosfera.

Non dimenticare i piatti, pochi, ma meglio se a base d’ingredienti speciali e, perché no, afrodisiaci, per un finale con i fuochi d’artificio, soprattutto se ne saprai esaltare i sapori abbinandoli ai vini giusti. E ancora, non sottovalutare il modo di servirli, mi raccomando, sempre con eleganza, e di saperli raccontare mentre li versi, magari menzionando gli aneddoti sopra citati o le mille altre leggende legate al mondo del vino e della passione.

Insomma, sarete voi stessi a speziare l’incontro, ma attenzione a non esagerare!

E se per caso la serata si dovesse dimostrare un flop, i vini che avrai scelto per la tua cena si riveleranno comunque un buon mezzo con cui affogare i dispiaceri d’amore!

Confermato nella notte il primo caso di coronavirus in Polonia

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Le autorità polacche hanno confermato il primo caso di coronavirus nel paese. Lo ha annunciato oggi il ministro della Sanità, Lukasz Szumowski. Il paziente, originario del voivodato di Lubusz, è attualmente ricoverato all’ospedale di Zielona Gora, sta bene ed è rientrato in Polonia dalla Germania. Le persone che hanno avuto contatti con lui sono state sottoposte a quarantena nelle proprie abitazioni.

La Milano cinematografica

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Milano è una città incredibilmente europea, con scintillanti vetrine dei maggiori brand mondiali, fiera della sua importanza e ricchezza. Tuttavia, allontanandosi dalla Galleria Vittorio Emanuele troviamo anche un’altra dimensione della città, dai confini indefiniti. Per scoprirla bisogna avere passione per il cinema, senso dell’orientamento e – per i polacchi – conoscere anche qualche parola di italiano. Le origini del cinema a Milano risalgono agli anni Venti del secolo scorso e tra gli innumerevoli registi che hanno girato film nel capolluogo meneghino ci sono personaggi che hanno scritto pagine indelebili della storia del cinema come ad esempio Michelangelo Antonioni. Perché invece è stata Roma a diventare la città del cinema italiana? Probabilmente grazie al Centro Sperimentale di Cinematografia, fondato nel 1935, anche se Milano non ha mai smesso di restare un luogo importante anche in campo didattico per il cinema. Alla fine comunque si è deciso di designare Roma come ‘’The City of Film Unesco” mentre Milano viene associata alla moda e al design.

Fotogrammi

Cosa amano gli artisti del cinema? Soprattutto la bella luce e i contrasti. Entrambi si possono trovare a Milano, prima di tutto nella struttura architettonica della città, iniziando dalle antiche chiese fino ai grattacieli. I primi film girati a Milano risalgono agli albori del cinema con autori i fratelli Lumière che furono i primi a riprendere il Duomo, il più noto simbolo della città. Duomo che fu poi spesso protagonista in parecchi altri film tra cui la famosissima commedia ‘’Totó, Peppino e la malafemmina” (1956) di Camillo Mastrocinque quando Totò e Peppino, arrivati in treno da Napoli, chiedono informazioni ad un vigile in Piazza del Duomo, una scena memorabile giocata sugli stereotipi tra il Nord e il Sud dell’Italia.

Oltre al Duomo un altro emblema del capoluogo lombardo è la Galleria Vittorio Emanuele, piena di negozi delle grandi firme della moda e di caffetterie di lusso. Nonostante la galleria sia un indiscusso simbolo della moda durante l’estate si trasforma e sui suoi tetti vengono organizzate proiezioni di film italiani.

Superata la galleria si arriva alla Piazza della Scala con il famoso omonimo Teatro che compare nel film di Vittorio de Sica ‘’Ieri, oggi, domani” (1963), nell’inquadratura che apre su Anna, quando la protagonista va in giro per la città e parla liberamente con sé stessa.

Con una lunga passeggiata verso Nord raggiungiamo Porta Garibaldi il cui arco neoclassico stabilisce un simbolico confine tra la Milano antica e quella contemporanea. Poi continuiamo sempre dritto verso Piazza Gae Aulenti dove si trovano le torri dell’azienda Unicredit dentro le quali la luce è sempre accesa. Nel quartiere domina lo stile moderno in cui è stata anche costruita la stazione “Porta Garibaldi” della metropolitana. La futuristica architettura della zona è stata presentata in due film: “Né Giulietta né Romeo” (dir. Veronica Pivetti, 2015) e “Aspirante vedovo” (dir. Massimo Venier, 2013). Paradossalmente entrambi i film sono commedie.

Salendo in metropolitana è possibile scappare dalla modernità verso un luogo più accogliente cioè i Navigli. Non tutti sanno che nel 1978 Ermanno Olmi girò qui una scena de “L’albero degli zoccoli’’. I Navigli che appaiono nel film di Olmi sono una zona commerciale, punto d’incontro sia per aristocratici che per contadini. I turisti troveranno più interessanti le atmosfere dei Navigli che si trovano nella parte meridionale di Milano. Bisogna segnalare che questi ultimi non sono direttamente collegati con i canali dell’est, ma hanno una cosa in comune: il contesto sociale. Sui Navigli ci aspetta una vibrante e viva atmosfera e si sente un melodico “allora” dappertutto. È un posto magico pieno di accoglienti vicoli, di botteghe artistiche e librerie, di ristoranti e bar; il posto dove una foto o il girare una scenetta amorosa vanno sempre bene.

Film e festival

Attualmente in Lombardia vengono effettuate circa 20-30 produzioni audiovisive all’anno. È il risultato della ricchezza della provincia grazie alla quale il governo può destinare una rilevante somma al cinema. Dall’altra parte bisogna notare che nella regione esiste la Lombardia Film Commission il cui scopo è promuovere sia l’ambiente cittadino che naturale della regione oltre alla creazione di migliori condizioni economiche, tecniche e legali per le future produzioni audiovisive.

Parlando di cinema, si devono menzionare anche le mostre e i vari festival. Milano non è certamente Venezia ma anche qui vengono organizzati importanti eventi culturali. Uno di questi è il Milano Film Festival il cui programma propone produzioni italiane e internazionali, suddivise in vari sezioni e presentate in particolari sale cinematografiche. Il festival è stato fondato nel 1996 e sin dall’inizio i fondatori hanno voluto diffondere il cinema alternativo, artistico ed originale. Dopo la sua ventitreesima edizione sembra che i milanesi abbiano sposato il progetto.

Il film è uno sforzo di comunicazione. Così credono anche gli organizzatori del Fashion Film Festival, una rassegna creata dall’incontro tra moda e cinema. L’evento, organizzato annualmente dal 2014, è un concorso di film focalizzati sulla moda, ma soprattutto è una piattaforma di discussioni e di incontri con straordinari personaggi: disegnatori, stilisti, registi e fotografi. Nonostante sia una manifestazione recente il programma è internazionale e di alta qualità perciò il festival è diventato uno degli eventi principali del calendario culturale di Milano.

A scuola di cinema

Molti pensano che una cine-città inizi con una scuola. Una scuola del cinema, ovviamente. La presenza di un istituto didattico specializzato nel campo dell’audiovisivo ha sempre un impatto sullo sviluppo di una città perché, prima o poi, gli studenti usciranno con le videocamere nelle strade. A Milano si trova una buonissima scuola, la migliore nel Nord Italia, che iniziò la sua attività negli anni Sessanta del secolo scorso. La Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti offre corsi di specializzazione: regia, sceneggiatura, ripresa e fotografia, produzione, montaggio, suono, animazione e tra i professori sono presenti grandi professionisti del settore.

La scuola è localizzata all’interno dell’ex Manifattura Tabacchi, fuori dal centro, e al suo interno ospita: studio televisivo, postazioni di montaggio, mediateca. Tutto ciò che può desiderare l’anima di un novizio. Inoltre, accanto alla scuola si trova il Museo Interattivo del Cinema (MIC) che è più un centro di divertimento e di educazione che un museo storico. Ha una collezione di vari oggetti conservati e storiche fotocamere. Dentro si trovano anche la Biblioteca Morando e l’Archivio dei Film della Fondazione Cineteca Italiana, fondato nel 1947, che è il primo archivio dedicato all’arte audiovisiva in Italia. Tra le attrazioni principali ci sono dispositivi e applicazioni con cui si può interagire. All’inizio della visita riceviamo un tablet e così ci mettiamo in viaggio nel mondo del cinema: una creazione di un film d’animazione, una composizione di una colonna sonora, un disegno di un poster oppure una foto su uno fondo prescelto. È ovvio che l’offerta del museo è dedicata principalmente ai bambini e agli adolescenti ma ogni appassionato di cinema ne sarà attratto. 

Miracolo a Milano

A Milano tutte le strade portano alla Piazza del Duomo. Trovandoci lì una notte, con la luce riflessa dal Duomo, ci coglie il pensiero di liberarci e volare su per vedere dall’alto il panorama della città, come hanno fatto i protagonisti di ‘’Miracolo a Milano” di Vittorio de Sica. Purtroppo, la mia vacanza, al contrario dell’immaginazione, ha la sua fine. I ricordi mi rimarranno scolpiti per sempre mentre gli studenti della Civica Scuola di Cinema stanno già scrivendo nuove storie. Sarebbe possibile, per caso, riprendere una scena nella Galleria Vittorio Emanuele completamente chiusa e vuota? È un’idea ardita che forse sarebbe piaciuta anche al maestro De Sica.

Targa commemorativa a Malinowski alla Stazione centrale di Varsavia

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Una targa commemorativa all’ingegnere Ernest Malinowski è stata posta alla Stazione ferroviaria centrale di Varsavia. Malinowski costruì una delle ferrovie più alte del mondo, la ferrovia transandina peruviana. “La Stazione centrale è attraversata ogni anno da 15 milioni di passeggeri, vede la partenza di mille treni ogni giorno ed è quindi il posto migliore per ricordare il nome di Malinowski”, ha detto il presidente di Pkp, Krzysztof Maminski. Alla cerimonia di svelamento della targa ha partecipato anche Alberto Efrain Salas Barahona, ambasciatore peruviano a Varsavia, che ha ricordato l’importanza della figura di Malinowski nelle relazioni polacco-peruviane e nello sviluppo economico del suo paese nel 19mo secolo. La linea ferroviaria transandina aprì nel 1893 e collega ancora oggi il porto di Callao al centro minerario di La Oroya, a 5 mila metri d’altezza. La linea, che complessivamente misura 219 km, attraversa la capitale Lima e la valle del fiume Rimac. 60 sono i tunnel che dovettero essere scavati e il più lungo misura più di un chilometro. Numerosi anche i ponti, incluso quello di Verrugas.

Le aziende polacche cominciano a risentire degli effetti dei ritardi nelle consegne dei componenti dalla Cina

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La Cina ha chiuso migliaia di fabbriche per prevenire l’ulteriore diffusione del coronavirus. Inizialmente, a causa del capodanno cinese, questo non ha avuto alcun impatto sulle aziende polacche che utilizzano componenti cinesi, perchè i subfornitori avevano fatto scorte, tuttavia questo periodo si è prolungato e le fabbriche non sono ancora in funzione, il che inizia ad avere un impatto sulle aziende che avevano scorte piccole. Al momento le aziende sono alla ricerca di fornitori alternativi o stanno adattando i loro processi produttivi. Nell’importazione di merci cinesi in Polonia, i macchinari elettrici, i prodotti metallurgici e chimici svolgono un ruolo significativo. L’impatto della situazione in Cina sulle imprese polacche viene osservato anche dalle agenzie di collocamento. I componenti provenienti dalla Cina non vengono consegnati in tempo, il che significa che i dipendenti delle aziende manifatturiere hanno meno lavoro. Non sono situazioni comuni, ma accadono. Alcune aziende hanno preso decisioni in merito a interruzioni, turni di lavoro e hanno ridotto la loro domanda di dipendenti. Ciò riguarda in particolare le aziende dell’industria automobilistica, del largo consumo e della produzione elettronica. Le aziende, invece, sono molto caute quando decidono di ridurre i posti di lavoro a causa della carenza di lavoratori qualificati e lo considerano temporaneo. Ci sono anche anche singoli casi in cui la situazione in Cina influisce sulla crescita dell’occupazione in Polonia. Mateusz Żydek dell’agenzia di collocamento di Randstad ha detto che le aziende stanno analizzando la situazione e si stanno preparando a diversi scenari, ma finora non ci sono segnali di problemi.