La Camera d’ Affari Polacca in Italia CAPI, insieme alla Fiera di Cracovia e alla Camera di Commercio di Varsavia organizzerà degli incontri B2B per le aziende polacche dell’industria cosmetica e alimentare presenti alla fiera SANA dall’8 all’11 settembre e fornirà supporto presso lo stand CAPI PIBW (padiglione 29 stand B59). La Camera invita tutte le aziende italiane che desiderano stabilirsi sul mercato polacco a contattarla durante la fiera e offrirà la propria assistenza a tutti i livelli.
Il SANA, la fiera del Biologico e del Naturale, è giunto quest’anno alla sua 34a edizione. Nel 1988 è stata la prima fiera in Europa ad aprire le porte al mondo dei prodotti biologici e naturali, con l’intento di dare voce a prodotti di nicchia e altamente innovativi, sapendo che il futuro appartiene proprio a questo settore.
– Presso il nostro stand, creeremo opportunità per i marchi bio cosmetici nazionali, green ed eco per incontrare potenziali partner italiani che possono introdurre le aziende polacche nel mercato italiano. Presenteremo un progetto simile nel padiglione degli alimenti salutari, delle tisane e degli integratori alimentari dove la Fiera di Cracovia presenterà la sua offerta invitando le aziende internazionali a Cracovia per la fiera HoReCa di novembre – ha dichiarato Ewa Trzcińska, Presidente della CAPI e ha aggiunto:
– Sono lieta di annunciare che la Fiera SANA ha accettato con entusiasmo la nostra proposta di organizzare il “FOCUS DAY POLONIA”, come aveva annunciato Claudia

Castello, responsabile dell’organizzazione della fiera, durante la conferenza stampa. Sabato 10 settembre la nostra Camera avrà l’occasione di presentare su uno dei palchi principali della fiera a un vasto pubblico internazionale il potenziale dell’industria cosmetica e alimentare polacca, ma anche di presentare i pregi dell’economia polacca. Saranno presenti Agnieszka Szymecka – Wesołowska, esperta mondiale di diritto alimentare, Barbara Minczewa, direttrice della sede di Roma dell’Organizzazione Turistica Polacca, e Grażyna Grabowska, presidente della Fiera di Cracovia. Saranno presenti anche un rappresentante della Camera di Commercio Polacca in Italia CAPI (Agnieszka B. Gorzkowska, vicepresidente della Camera) nonché uno dei distributori italiani che avevano introdotto con successo il marchio RESIBO su questo mercato, ovvero Brazzale Distribuzion
SANA IN PILLOLA
La 34a edizione del SANA, Salone Internazionale dei Prodotti Biologici e Naturali, riunirà espositori e acquirenti di settori quali l’alimentazione, la cosmesi naturale e biologica e lo stile di vita biologico. Accanto al SANA si svolgerà anche Sanatech, un salone professionale dedicato ai settori dell’alimentazione e dell’agricoltura biologica e sostenibile, della zootecnia e del benessere.
Cura e bellezza del corpo – SANA è il punto di riferimento per la cosmesi certificata e naturale, con un’area interamente dedicata alla cura del corpo, agli integratori e alle erbe. Nel 2022, sarà il punto d’incontro chiave per il mondo degli affari nel settore della cosmesi e degli integratori naturali e sostenibili, che sta diventando sempre più importante sia per i professionisti che per la vita quotidiana.
CAPI fornirà supporto logistico e sostanziale in ogni fase della preparazione della fiera, come la traduzione professionale dei materiali, l’assistenza nei rapporti con l’organizzatore, la fornitura di traduttori e hostess per tutta la durata dell’evento.
– Si dice che l’Italia sia un mercato per i migliori. Si tratta certamente di un mercato per le imprese che hanno una posizione consolidata e stabile nel loro paese d’origine L’Italia è un mercato maturo, che in molti settori è ancora ricettivo, ma che richiede una preparazione e una strategia adeguata. Per questo è necessario un supporto specifico, che noi, come Camera, possiamo fornire, e la fiera SANA può diventare un biglietto d’ingresso per le aziende nel nostro mercato e in quelli limitrofi – ha aggiunto Ewa Trzcińska, invitando a contattare la Camera direttamente in fiera – padiglione 29, stand B59 o via e-mail (et@capiplit.eu).
Il Focus Day Polonia si terrà sabato 10 settembre dalle ore 14.30 presso l’OPEN THEATRE, padiglione 28.














moglie di un carpentiere romano, una certa Francesca, afferrò la pialla del marito nella concitazione del momento e cominciò a piallare un blocco di ghiaccio che allora veniva utilizzato, tra l’altro, nelle case come frigorifero. Quando le emozioni si placarono Checca (diminutivo italiano del nome Francesca), davvero stanca e assetata, si accorse che il ghiaccio, grattugiato così, era perfetto per dissetarsi, e con l’aggiunta di sciroppo era una vera prelibatezza. E così, secondo alcuni, Checca grattando il ghiaccio creò la prima grattachecca al mondo. Invece, una teoria meno romantica spiega che il nome di questo dolce rinfrescante è legato a un blocco di ghiaccio, che in dialetto romano veniva chiamato “checca”, che in combinazione con il verbo grattare (pl. drapać) ci dà grattachecca. La bevanda stessa, oltre a dissetare perfettamente e portare sollievo nelle giornate calde, è molto facile da preparare. Basta grattare un pezzo di ghiaccio, con l’aiuto della grattugia speciale, poi basta mettere il ghiaccio grattugiato in un bicchiere, versare sciroppo di ciliegia, menta o mandorle a discrezione, aggiungere un po’ di frutta a fette, infilare una cannuccia e buon appetito! Trovandosi a Roma, non confondete la grattachecca
con la granita, perché sebbene entrambe queste specialità abbiano un denominatore comune, cioè il dissetarsi nelle giornate calde combinato con un piacere del palato, le loro somiglianze finiscono qui. La grattachecca, come già detto sopra, ha come base del ghiaccio appena grattugiato, su cui viene versato dello sciroppo, i cui pezzi si sentono in bocca mentre si mangia. La granita, invece, è una mescolanza di acqua, sciroppo, zucchero e altri ingredienti che vengono raffreddati fino a quando diventano una massa ghiacciata e relativamente liscia. Inoltre la granita è un dolce siciliano servito spesso a colazione, mentre i romani mangiano il loro dolce ghiacciato il pomeriggio e la sera. Nonostante siano sempre meno i locali a Roma che servono grattachecca originali e fatte a mano, dall’inizio del XX secolo è stata venduta ininterrottamente in diversi chioschi. Uno dei più antichi a servire questa bontà dissetante è “Alla fonte d’oro”, attiva dal 1913 situata in Lungotevere Raffaello Sanzio. Lungo il Tevere, e più precisamente in Lungotevere Degli Anguillara, si trova un altro storico chiosco il “Sora Mirella”, invece in via Trionfale c’è “Sora Maria”, dove la grattachecca è servita dal 1933. Oggi sempre più spesso, tra l’altro per motivi igienici, al posto della grattugia tradizionale viene utilizzato un dispositivo
speciale per tritare il ghiaccio. Tuttavia, nonostante questo, il dolce non perde il suo valore e la sua consistenza è ancora alla pari con l’originale. Per coloro che patiscono il caldo nella città di Wars e Sawa e vogliono provare questa specialità ghiacciata italiana, abbiamo un’ottima informazione. Nel verde quartiere di Żoliborz a Varsavia, “Flaminia Gelateria” ha iniziato la sua avventura con grattachecca. Come vuole, non la leggenda, ma la ricetta originale, per fare la grattachecca a Varsavia vengono utilizzati solo ingredienti italianioriginali. Abbiamo quindi la garanzia che il tutto sia preparato con un temperamento altrettanto italiano e impreziosito da un sorriso sincero e, con un po’ di fortuna, possiamo scambiare una parola in dialetto romano con il proprietario di Flaminia. Cosa si può volere di più in una calda giornata in città? Probabilmente solo un’altra porzione di grattachecca.






