L’articolo è stato pubblicato sul numero 85 della Gazzetta Italia (febbraio-marzo 2021)
Il Festival della Canzone Italiana di Sanremo che celebra quest’anno già la 71-esima edizione si terrà dal 2 al 6 marzo del 2021. Tradizionalmente sul palco del Teatro Ariston si sfidano in gara i maggiori cantanti. Il direttore artistico dell’evento sarà – come l’anno scorso – Amedeo Sebastiani, meglio conosciuto come Amadeus. Per prepararci alle serate musicali che ci aspettano a marzo, riassumiamo sinteticamente un po’ di storia della manifestazione e l’elenco dei partecipanti di quest’anno.
Indipendentemente dall’essere un fan o meno del Festival, non si può negare che si tratta di un evento diventato parte integrante della cultura italiana. Al concorso competono ogni anno canzoni composte da autori italiani sia nella lingua italiana che regionale. È importante sottolineare che i brani possono essere ascoltati per la prima volta solo durante la sera del concorso, non possono essere pubblicate prima del Festival. Il festival si divide in due categorie: Campioni, cioè la sezione principale nella quale competono gli artisti ben noti, e Nuove Proposte, alla quale partecipano i debuttanti.
Che cosa c’è in gioco?
Il vincitore del Festival non riceve un premio in denaro, a sottolineare la dimensione simbolica dell’intero evento, dove l’unico vincitore è la musica. Nonostante la mancanza di un premio in denaro, i vincitori del concorso guadagnano in popolarità che si traduce nel numero di album o biglietti dei concerti venduti. Il brano vincitore diventa un tormentone su tutte le radio acquisendo parallelamente una grande visibilità sui media. Vincere il primo premio nella maggior parte dei casi significa ottenere il biglietto per rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest, consentendo all’artista di presentarsi a un pubblico ancora più ampio. Il vincitore riceve una statuetta commemorativa che rappresenta un leone con la palma, ovvero lo stemma della città. Il trofeo in argento fuso e intagliato a mano è realizzato a Venezia dall’azienda Santi, che produce anche i leoni alati che vengono assegnati in premio alla Mostra del Cinema di Venezia.
Al Festival ci sono anche i premi speciali. Uno dei più importanti è il Premio della Critica Mia Martini, assegnato dal 1982 (e dedicato alla memoria di Mia Martini dopo la sua morte, cioè dal 1996). Si tratta di un premio distinto da quello assegnato dalla giuria del concorso tanto che per alcuni è più importante del primo premio dell’intero Festival (ovviamente si possono vincere entrambi i premi contemporaneamente). Tra i tanti riconoscimenti che vengono dati al Festival, vale la pena citare il premio della Sala Stampa denominata Lucio Dalla, assegnato dai giornalisti; il premio Sergio Bardotti per il miglior testo o il premio Giancarlo Bigazzi per la migliore composizione.
I record
Claudio Villa e Domenico Modugno vantano quattro vittorie ciascuno del Festival, che è il record assoluto. Tre volte ha invece trionfato Iva Zanicchi. Il vincitore più giovane del Festival è, fino ad oggi, Gigliola Cinquetti che vinse il Festival nel 1964 a 17 anni. Il vincitore più anziano invece è Roberto Vecchioni, che ha conquistato la vittoria nel 2011 a 66 anni.
traduzione it: Amelia Cabaj














Chi sono i vincitori?








A partire dal 1974 Pratt torna a realizzare storie più lunghe, sul modello della “Ballataˮ. La prima di esse è “Corte Sconta detta Arcanaˮ, una complessa vicenda di guerra, intrighi e tradimenti ambientata tra Cina, Russia e Mongolia nel 1919-1920, sullo sfondo della guerra civile russa. Qui Corto ritrova lʼamico-nemico Rasputin e conosce la femme fatale Shanghai Lil. La storia successiva, più breve ma non meno interessante, è “Favola di Veneziaˮ, dove gli elementi fantastici e fiabeschi accennati nelle avventure precedenti di Corto diventano più visibili e lʼatmosfera si fa onirica e misteriosa. Nella “Favolaˮ compaiono riferimenti a varie tradizioni esoteriche e soprattutto la massoneria, alla quale lo stesso Pratt era legato nella vita reale. Segue poi una lunga avventura ambientata tra Grecia, Turchia e Asia centrale, “La casa dorata di Samarcandaˮ, di nuovo con Rasputin coprotagonista.
Negli anni Novanta, poco prima della morte, Hugo Pratt scrisse due romanzi basati sulle sue precedenti opere a fumetti: si tratta di “Una ballata del mare salatoˮ (1995) e “Corte Sconta detta Arcanaˮ (1996). Sulle avventure di Corto sono state basate anche alcune produzioni animate: la serie televisiva “Corto Malteseˮ, di produzione italo-francese, e il lungometraggio dʼanimazione “Corte Sconta detta Arcanaˮ, entrambi del 2002. A partire dal 2015 sono state pubblicate tre nuove avventure del Maltese realizzate da due autori spagnoli, lo sceneggiatore Juan Díaz Canales e il disegnatore Rubén Pellejero. Il terzo volume, intitolato “Il giorno di Taroweanˮ (2019), è a tutti gli effetti il prequel di “Una ballata del mare salatoˮ.