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L’imperdibile festival di Sanremo!

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L’articolo è stato pubblicato sul numero 85 della Gazzetta Italia (febbraio-marzo 2021)

Il Festival della Canzone Italiana di Sanremo che celebra quest’anno già la 71-esima edizione si terrà dal 2 al 6 marzo del 2021. Tradizionalmente sul palco del Teatro Ariston si sfidano in gara i maggiori cantanti. Il direttore artistico dell’evento sarà – come l’anno scorso – Amedeo Sebastiani, meglio conosciuto come Amadeus. Per prepararci alle serate musicali che ci aspettano a marzo, riassumiamo sinteticamente un po’ di storia della manifestazione e l’elenco dei partecipanti di quest’anno.

Indipendentemente dall’essere un fan o meno del Festival, non si può negare che si tratta di un evento diventato parte integrante della cultura italiana. Al concorso competono ogni anno canzoni composte da autori italiani sia nella lingua italiana che regionale. È importante sottolineare che i brani possono essere ascoltati per la prima volta solo durante la sera del concorso, non possono essere pubblicate prima del Festival. Il festival si divide in due categorie: Campioni, cioè la sezione principale nella quale competono gli artisti ben noti, e Nuove Proposte, alla quale partecipano i debuttanti.

Che cosa c’è in gioco?

Il vincitore del Festival non riceve un premio in denaro, a sottolineare la dimensione simbolica dell’intero evento, dove l’unico vincitore è la musica. Nonostante la mancanza di un premio in denaro, i vincitori del concorso guadagnano in popolarità che si traduce nel numero di album o biglietti dei concerti venduti. Il brano vincitore diventa un tormentone su tutte le radio acquisendo parallelamente una grande visibilità sui media. Vincere il primo premio nella maggior parte dei casi significa ottenere il biglietto per rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest, consentendo all’artista di presentarsi a un pubblico ancora più ampio. Il vincitore riceve una statuetta commemorativa che rappresenta un leone con la palma, ovvero lo stemma della città. Il trofeo in argento fuso e intagliato a mano è realizzato a Venezia dall’azienda Santi, che produce anche i leoni alati che vengono assegnati in premio alla Mostra del Cinema di Venezia.

Al Festival ci sono anche i premi speciali. Uno dei più importanti è il Premio della Critica Mia Martini, assegnato dal 1982 (e dedicato alla memoria di Mia Martini dopo la sua morte, cioè dal 1996). Si tratta di un premio distinto da quello assegnato dalla giuria del concorso tanto che per alcuni è più importante del primo premio dell’intero Festival (ovviamente si possono vincere entrambi i premi contemporaneamente). Tra i tanti riconoscimenti che vengono dati al Festival, vale la pena citare il premio della Sala Stampa denominata Lucio Dalla, assegnato dai giornalisti; il premio Sergio Bardotti per il miglior testo o il premio Giancarlo Bigazzi per la migliore composizione.

I record

Claudio Villa e Domenico Modugno vantano quattro vittorie ciascuno del Festival, che è il record assoluto. Tre volte ha invece trionfato Iva Zanicchi. Il vincitore più giovane del Festival è, fino ad oggi, Gigliola Cinquetti che vinse il Festival nel 1964 a 17 anni. Il vincitore più anziano invece è Roberto Vecchioni, che ha conquistato la vittoria nel 2011 a 66 anni.

traduzione it: Amelia Cabaj

Trionfano i Måneskin, il rock conquista Sanremo!

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L’articolo è stato pubblicato sul numero 86 della Gazzetta Italia (aprile-maggio 2021)

Le cinque serate della 71^ edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo sono alle spalle. Ed è stata una delle edizioni più strane della storia, poiché per la prima volta il concorso si è svolto senza la partecipazione del pubblico. Le emozioni provate stanno svanendo lentamente, quindi diamo uno sguardo a quello che è successo al Teatro Ariston all’inizio di marzo.

Ospiti

Oltre agli artisti in concorso sono intervenuti tanti ospiti speciali: Loredana Bertè, Negramaro, Alessandra Amoroso ed Emma Marrone, Ornella Vanoni e Laura Pausini, che solo pochi giorni fa aveva ricevuto il Golden Globe per la miglior canzone originale: Io Sì (Seen). Sono saliti sul palco dell’Ariston anche cantanti delle precedenti edizioni, come Diodato, vincitore l’anno scorso, Mahmood, il trionfatore del Festival di Sanremo 2019 e Il Volo, che ha vinto il Festival nel 2015, rendendo omaggio al defunto maestro della musica da film Ennio Morricone. Quest’anno, tra gli ospiti che si sono alternati sul palco, due erano fissi tutte le sere: Zlatan Ibrahimovic e Achille Lauro. Lauro ha mostrato una serie dei quadri audiovisivi che raccontavano i vari generi musicali, performance che saranno sicuramente ricordate a lungo soprattutto per la loro eclettica, controversa forma. Un momento significativo è stata la presenza di Alessia Bonari, infermiera che lavora in un ospedale milanese, molto nota grazie ad una foto pubblicata sul suo profilo Instagram, in cui il suo volto è segnato dalla mascherina. Una foto che ha fatto il giro del web, diventando il simbolo di chi lotta senza tregua contro il Covid. È stato un bel tributo alla battaglia in cui tutti partecipiamo e alle persone come Alessia che combattono in prima linea contro il nemico invisibile.

La classifica finale del Festival

A sorpresa hanno vinto i Måneskin con il brano Zitti e buoni nella categoria Campioni, anche se Ermal Meta era stato in testa nei giorni precedenti con la sua ballata Un milione di cose da dirti, ma come già tante volte è successo al Festival, i risultati delle votazioni dei telespettatori hanno cambiato la classifica finale. I Måneskin hanno ottenuto il 53,15% del televoto, mentre Ermal Meta è arrivato in terza posizione con il 18,2% dei voti. Oltre al prestigioso terzo posto, Ermal Meta ha vinto anche il Premio Giancarlo Bigazzi per la miglior composizione musicale, assegnato dall’Orchestra. Al secondo posto sono arrivati Francesca Michielin e Fedez con la bella canzone Chiamami per nome, una coppia amata più dai telespettatori, i più votati tra i 26 artisti, che dai giurati.

Willie Peyote con il brano Mai dire mai (La locura) ha ricevuto il Premio della Critica “Mia Martini”. Gaudiano, finalista nella categoria Nuove Proposte con la sua Polvere da sparo ha conquistato il favore dei telespettatori risultando tra i vincitori di Ama Sanremo. Le differenze nei punteggi dei giudici e giornalisti erano minime.

Chi sono i vincitori?

Il gruppo musicale dei Måneskin è composto da quattro giovani musicisti: la bassista Victoria De Angelis, il cantante Damiano David, il chitarrista Thomas Raggi e il batterista Ethan Torchio. Nel 2017, la band si è classifi cata seconda al programma X Factor: questo successo è diventato un ottimo biglietto da visita per la loro carriera. Da allora il gruppo ha partecipato a numerosi festival e il loro album in studio Il ballo della vita, uscito nel 2018 e promosso dal documentario This is Måneskin, è stato certificato triplo disco di platino in Italia, mentre il loro ultimo album, Teatro d’ira – Vol.I, è stato pubblicato il 19 marzo 2021. Alla conferenza stampa organizzata dopo l’ultimo giorno di gara, è stato ufficialmente confermato che la band rappresenterà l’Italia al 65° Eurovision Song Contest di Rotterdam.

I Måneskin hanno fatto una rivoluzione, la rock band vincitrice al Teatro Ariston non è certamente qualcosa di abituale, così come l’intera competizione di quest’anno non può essere definita con la parola “standard”. La mancanza di pubblico ha chiaramente causato la perdita di una magia che non poteva essere sostituita in alcun altro modo. Le reazioni spontanee del pubblico creano un’atmosfera straordinaria, soprattutto durante il primo ascolto delle canzoni in gara. I momenti d’emozione con applausi erano limitati e la mancanza delle interazioni dirette durante la competizione è stata particolarmente visibile. E sebbene il Festival sia diventato argomento di vivaci discussioni sui social media dove i fan sostengono i loro idoli in tutti i modi possibili, la platea vuota dell’Ariston, per la prima volta nella storia, sarà purtroppo uno dei ricordi indelebili di questo ultimo 71° Festival di Sanremo.

traduzione it: Natalia Pieśniewska

11 milioni di turisti a Cracovia nel 2021

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Cracovia è l’unica città polacca ad essere nel gruppo delle destinazioni di viaggio europee più popolari secondo la classifica Travellers’ Choice 2022, organizzata da TripAdvisor. L’elenco comprende 25 città, Cracovia si trova al 24° posto. La classifica si basa sulle recensioni e sui consigli dei viaggiatori che valutano hotel, ristoranti, monumenti, ecc. Cracovia attrae con luoghi come Wawel, Piazza del Mercato, la Basilica di Santa Maria e Kazimierz. La città è apprezzata anche per i suoi valori gastronomici e i numerosi festival ed eventi internazionali. Nel 2021, circa 11,3 milioni di turisti hanno visitato Cracovia. Si stima che hanno speso 5,5 miliardi di złoty.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C1065685%2Ckrakow-wsrod-najpopularniejszych-kierunkow-podrozy-wedlug-tripadvisor.html

Czesław Michniewicz nuovo allenatore della nazionale di calcio polacca

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Finalmente è finito il lungo casting di 36 giorni per la carica di nuovo allenatore della squadra nazionale polacca di calcio. Tra i diversi candidati c’erano anche tanti nomi italiani: Cannavaro, Pirlo, Ranieri e Donadoni. Oggi allo Stadion Narodowy a Varsavia durante una conferenza stampa il presidente del Federcalcio polacca Cezary Kulesza ha informato che il nuovo ct. della nazionale polacca sarà Czesław Michniewicz che ha firmato per allenare fino alla fine di quest’anno con possibilità di prolungare ma anche di essere rimosso prima. Czesław Michniewicz classe 1970 durante della sua carriera professionistica di calciatore è stato il secondo portiere di Amica Wronki (1996-2000) dove ha disputato solo 9 gare in Ekstraklasa. La sua avventura come allenatore l’ha iniziata come aiutante nello Schalke 04 (2000), Bayer 04 Leverkusen (2001), Hannover 96 (2002) e Tottenham Hotspur F.C. (2006). Ha debuttato in Ekstraklasa nel 2003 come allenatore del Lech Poznań. Ha vinto il campionato con lo Zagłębie Lubin nella stagione 2006/2007 e con il Legia Warszawa l’anno scorso. Nel 2019 riuscito a qualificarsi con la nazionale U-21 al Campionato europeo Under-21 organizzato in Italia e San Marino, dove si aggiudicato il terzo posto nel girone dietro Spagna e Italia.

Polonia Oggi

L’aringa sparirà dai negozi polacchi?

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

A causa del deterioramento delle condizioni del settore ittico e della mancanza di decisioni politiche adeguate, le più importanti attività di pesca di aringhe nell’Atlantico nordorientale e nel Mar Baltico hanno perso la certificazione MSC. Se si continua a pescare l’aringa al di sopra dei livelli scientificamente raccomandati, potrebbe subire la stessa sorte del merluzzo baltico. Se non si interviene immediatamente, l’aringa certificata potrebbe scomparire completamente dai negozi polacchi nei prossimi mesi. “Esortiamo i consumatori a prestare particolare attenzione nell’attuale situazione al fatto che l’aringa che acquistano provenga da una pesca sostenibile. Nei negozi polacchi, possiamo ancora trovare prodotti di aringa certificati MSC, ad esempio del Mare del Nord, dove i branchi di aringhe sono ancora in buone condizioni e la pesca viene effettuata in conformità con i requisiti dello standard MSC. Tuttavia, se non siamo sicuri da dove provenga la nostra aringa, dobbiamo essere pronti ad apportare modifiche al menu e scegliere un altro pesce” sottolinea Anna Dębicka di MSC. Se non vediamo aringhe provenienti da catture sostenibili nei negozi, serviamo ai nostri cari piatti deliziosi con molte altre specie di pesce che provengono da queste e che possiamo facilmente trovare nei negozi. Ci sono quasi 400 prodotti certificati disponibili sul mercato polacco, tra cui salmone selvatico, merluzzo, nasello, tonno ecc. In molte case polacche, il pesce è tradizionalmente dominante sulle tavole alla vigilia di Natale. I più comuni sono le carpe (65%) insieme a aringhe (55%) e pesci bianchi come il merluzzo (42%).
https://www.portalspozywczy.pl/mieso/wiadomosci/sledzie-znikna-z-polskich-sklepow-ekolodzy-bija-na-alarm,206198.html

Caravaggio a Varsavia letto da Wojciech Malajkat

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Ancora per un paio di settimane, fino al 13 febbraio, nel museo al Castello Reale a Varsavia potete ammirare la mostra “Caravaggio e altri maestri. Capolavori dalla collezione di Roberto Longhi.”

Alla mostra troverete il dipinto “Ragazzo morso da un ramarro” di Caravaggio, e altre opere di pittori italiani e nord europei del Cinquecento e Seicento quali Lorenzo Lotto, Matthias Stomer e Jusepe de Ribera.

Tutte le opere provengono dalla collezione di uno grande storico dell’arte Roberto Longhi. Frammenti dei saggi sulla collezione di Longhi e sulle opere di Caravaggio legge per Voi Wojciech Malajkat, rettore dell’Accademia Teatrale a Varsavia.

L’intero articolo sulla mostra è disponibile qui. Maggiori informazioni sulla mostra sul sito di Zamek Królewski.

Istituto italiano di Cultura a Varsavia – Avviso di assunzione di impiegato a contratto

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L’Ambasciata d’Italia a Varsavia ha pubblicato un avviso di selezione per assumere un impiegato con contratto a tempo indeterminato da assegnare alle funzioni di commesso-centralinista all’Istituto Italiano di Cultura di Varsavia.

Il termine per la presentazione delle domande per partecipare alla selezione è il 14 febbraio 2022 alle ore 14.00.

Le informazioni su come presentare la domanda e sulle modalità di selezione sono pubblicate sui seguenti siti internet: www.iicvarsavia.esteri.it e www.ambvarsavia.esteri.it

Gli scienziati polacchi: “il vaccino contro il Covid-19 è il più studiato in assoluto”

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Secondo gli scienziati dell’Accademia polacca delle scienze il vaccino contro il Covid-19 è quello meglio studiato di tutti in assoluto, la malattia in sé stessa invece è una delle miglior conosciute tra le malattie infettive. Tale informazione viene da un gruppo di scienziati polacchi provenienti da diverse branche delle scienze come una reazione alla quarta ondata della pandemia che c’è adesso in Polonia, assieme a varie informazioni false che la riguardano.  Gli scienziati sostengono che le persone infettate con la variante Omicron hanno il decorso della malattia più lieve rispetto alle altre varianti, ma che l’infezione con questa variante continua ad essere un pericolo potenzialmente mortale per molte persone, soprattutto in Polonia dove una gran percentuale delle persone rimane non vaccinata. Gli scienziati aggiungono inoltre che si aspetta il numero più alto delle persone ospedalizzate per colpa del Covid nella seconda metà di febbraio, un numero paragonabile a quello del novembre del 2020. In tale situazione hanno deciso di proporre cinque consigli, l’applicazione dei quali dovrebbe diminuire il numero delle persone infettate. Il primo, cosiddetta regola di MDDV cioè: maschere, distanza, disinfezione, ventilazione ma anche “sei ammalato-rimani a casa”; gli scienziati consigliano anche il ritorno al lavoro da remoto dove c’è tale possibilità, anche delle persone vaccinate. Il secondo riguarda le agevolazioni per le persone vaccinate e l’introduzione delle restrizioni per le persone non vaccinate. Il terzo: la promozione di fare i test per tutte le persone interessate e l’incoraggiamento a fare i tamponi regolari ai bambini e allo staff nelle scuole. Il quarto provvede un’intensa campagna di sensibilizzazione riguardante la pandemia, anche nelle scuole. Il quinto ed l’ultimo sarebbe l’adozione delle misure il cui scopo sarebbe la stigmatizzazione delle opinioni che negano i fatti scientifici riguardanti la pandemia.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news,1060447,naukowcy-z-pan-szczepionka-przeciw-covid-19-jest-najlepiej-zbadana

Ugo Pratt: Il maestro di Venezia (II)

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“Una ballata del mare salatoˮ è forse lʼopera più importante di Hugo Pratt, o perlomeno quella che ha segnato il maggior punto di svolta nella sua carriera di fumettista. Anche se la vicenda vede protagonisti molti personaggi, a spiccare di più è il carismatico marinaio che diventerà protagonista di molte storie successive: Corto Maltese.

Figlio di una gitana di Gibilterra e di un marinaio della Cornovaglia, Corto nasce a Malta nel 1887. Nellʼinfanzia studia di tutto e sviluppa numerosi interessi, non diversamente dal suo autore: nella numerosa famiglia veneziana di Pratt, infatti, scorreva sangue inglese, francese, ebraico e turco, fatto che influenzò molto il futuro artista, infondendogli una sensibilità sincretica e un grande interesse per le più diverse culture, paesi e lingue. Del resto, proprio come il suo personaggio più famoso, nel corso della sua vita lʼartista italiano viaggiò molto ed ebbe modo di vedere di persona i tanti luoghi lontani ed esotici che raffigurava nei suoi fumetti.

Fra i numerosi personaggi della “Ballataˮ vanno sicuramente menzionati la giovane Pandora Groovesnore e suo cugino Cain. I due adolescenti, provenienti dallʼAustralia, sopravvivono a un naufragio nel Pacifico e vengono salvati dal pirata Rasputin, che poco dopo soccorre anche lo stesso Corto Maltese. Rasputin, ispirato nel nome e nellʼaspetto al celebre predicatore russo, è un uomo crudele, violento ed egoista e uno spietato assassino, legato da una strana e burrascosa amicizia allo stesso Corto. Il Maltese, invece, in questa prima avventura è per certi versi solo un abbozzo di quello che sarà in futuro, essendo molto più rude sia nellʼaspetto che nel carattere rispetto al personaggio romantico e sognatore delle storie successive (tanto che anche lui, come Rasputin, viene presentato ai lettori come un pirata). La trama della “Ballataˮ ruota intorno alle operazioni belliche nellʼOceano Pacifico, tra la Nuova Guinea e le Isole Salomone, allʼinizio della Prima guerra mondiale; il vero protagonista della storia è però lʼoceano stesso, che diventa teatro di tante vicende umane, grandi o piccole che siano.

Corto Maltese è invece il protagonista assoluto delle storie pubblicate in Francia negli anni 1970-1973. Si tratta di una serie di episodi relativamente brevi che, in ordine cronologico, raccontano i viaggi del marinaio in varie parti del mondo, spesso in cerca di tesori o misteri vecchi di secoli. Le prime undici storie hanno per ambientazione i Caraibi e il Sudamerica, dove Corto incontra personaggi come il giovane inglese Tristan Bantam e la sua sorellastra Morgana, lo studioso (e alcolizzato) Jeremiah Steiner o ancora la misteriosa Bocca Dorata, apparentemente immortale e dotata di poteri magici. Successivamente Corto si reca in Europa, tra Italia, Irlanda, Inghilterra e Francia (altri cinque episodi), per poi ritrovarsi in Africa orientale (le ultime quattro storie). In tutte queste avventure, ambientate tra il 1916 e il 1918, è inevitabilmente presente la Grande Guerra e il Maltese si ritrova spesso, suo malgrado, coinvolto negli eventi bellici.

A partire dal 1974 Pratt torna a realizzare storie più lunghe, sul modello della “Ballataˮ. La prima di esse è “Corte Sconta detta Arcanaˮ, una complessa vicenda di guerra, intrighi e tradimenti ambientata tra Cina, Russia e Mongolia nel 1919-1920, sullo sfondo della guerra civile russa. Qui Corto ritrova lʼamico-nemico Rasputin e conosce la femme fatale Shanghai Lil. La storia successiva, più breve ma non meno interessante, è “Favola di Veneziaˮ, dove gli elementi fantastici e fiabeschi accennati nelle avventure precedenti di Corto diventano più visibili e lʼatmosfera si fa onirica e misteriosa. Nella “Favolaˮ compaiono riferimenti a varie tradizioni esoteriche e soprattutto la massoneria, alla quale lo stesso Pratt era legato nella vita reale. Segue poi una lunga avventura ambientata tra Grecia, Turchia e Asia centrale, “La casa dorata di Samarcandaˮ, di nuovo con Rasputin coprotagonista.

Nel 1981 Pratt inizia a pubblicare, sul quotidiano francese “Le Matin de Parisˮ, una serie di strisce dedicate alle avventure di un Corto diciottenne e al suo primo incontro con Rasputin, avvenuto in Manciuria nel 1905. Fatto curioso, i veri protagonisti de “La giovinezzaˮ sono Rasputin e lo scrittore americano Jack London, mentre il Maltese compare solo verso la fine della storia. Le ultime tre avventure di Corto realizzate da Pratt si svolgono tra il 1923 e il 1925: si tratta di “Tangoˮ, ambientato ovviamente in Argentina, “Le Elveticheˮ, una storia ricca di suggestioni magiche ed esoteriche e infine “Mū – la città perdutaˮ. Questʼultima opera vede il ritorno di tanti personaggi, come Jeremiah Steiner, Tristan Bantam o Bocca Dorata, già conosciuti nelle prime avventure di Corto Maltese pubblicate su “Pif Gadgetˮ. Anche qui le classiche avventure marittime si mescolano ad elementi fantastici e visionari legati al mito dei continenti perduti di Mū e Atlantide. Negli ultimi anni della sua vita Pratt lavorò a unʼaltra storia che avrebbe dovuto proseguire le avventure di Corto e Rasputin dopo “La giovinezzaˮ; di quellʼopera, però, rimangono solo alcune tavole poco più che abbozzate.

Negli anni Novanta, poco prima della morte, Hugo Pratt scrisse due romanzi basati sulle sue precedenti opere a fumetti: si tratta di “Una ballata del mare salatoˮ (1995) e “Corte Sconta detta Arcanaˮ (1996). Sulle avventure di Corto sono state basate anche alcune produzioni animate: la serie televisiva “Corto Malteseˮ, di produzione italo-francese, e il lungometraggio dʼanimazione “Corte Sconta detta Arcanaˮ, entrambi del 2002. A partire dal 2015 sono state pubblicate tre nuove avventure del Maltese realizzate da due autori spagnoli, lo sceneggiatore Juan Díaz Canales e il disegnatore Rubén Pellejero. Il terzo volume, intitolato “Il giorno di Taroweanˮ (2019), è a tutti gli effetti il prequel di “Una ballata del mare salatoˮ.

foto: Sławomir Skocki, Tomasz Skocki

Cambiamenti nel divieto di commercio domenicale

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Dal 1° febbraio 2022 sarà molto più difficile per i colossi commerciali aprire la domenica. Scomparirà la possibilità di “essere un ufficio postale”, il che consentirebbe a tutti gli enti che offrono servizi postali di commerciare. Dopo le modifiche, potranno farlo solo i punti vendita che hanno almeno il 40% del reddito proveniente da servizi postali. La norma che doveva agevolare il funzionamento degli uffici postali nei piccoli centri, è stata invece sfruttata nel tempo solo a vantaggio delle catene di vendita al dettaglio. Le autorità hanno reagito abbastanza rapidamente. Gli emendamenti alla legge sulla limitazione del commercio domenicale sono stati introdotti in pochi mesi dal momento in cui Kaufland – come prima catena di vendita al dettaglio – ha annunciato che avrebbe fornito servizi postali. Kaufland, Netto Polska e Carrefour hanno confermato che dal 1 febbraio non apriranno i negozi di domenica. D’altra parte, Lidl Polska e Biedronka hanno assicurato il rispetto della legge applicabile. Nel 2022 ci saranno un totale di sette domeniche di commercio. Queste saranno: due domeniche prima di Natale, una prima di Pasqua e le ultime domeniche: gennaio, aprile, giugno e agosto.

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