Ad un anno dalla prima intervista con il presidente di Confindustria Polonia (in Gazzetta Italia 81/2020), torniamo a fare il punto sullo stato dell’Associazione, sugli obiettivi raggiunti e sui target dell’anno che verrà. Insieme al Direttivo di Confindustria Polonia, che ringraziamo per la disponibilità, abbiamo pensato di dare voce ai soci strategici dell’Associazione, che ci hanno raccontato il punto di vista di ‘fruitori’ della loro nuova casa italiana. Quest’anno difficile ha messo tutti alla prova, ma anche grazie a questo si è appreso e compreso l’importanza delle relazioni umane e la forza, oltre che la bellezza, dell’unità e della solidarietà trasmessa dalla rete degli Associati come si percepisce dalle parole degli intervistati.
Ivan Senatore – SENATRANS POLSKA
“Confindustria è per me da sempre un punto di riferimento che consente di creare relazioni di valore e spesso di trovare un confronto utile tra soci. Confindustria Polonia è stata per Senatrans Polska il naturale approdo di decisioni imprenditoriali che ci avevano portato a scegliere un percorso di internazionalizzazione in Polonia: ogni paese ha le sue dinamiche e credo che affidarsi a partner strategici sia fondamentale per chi vuole inserirsi nel nuovo contesto industriale. L’aiuto di tutto lo staff di Confindustria Polonia ci ha permesso di entrare in contatto con professionisti di livello, esperti e competenti, che hanno agevolato il nostro insediamento e che contribuiscono oggi al nostro sviluppo. Ma anche di creare relazioni con il network che si sono dimostrate un cardine fondamentale attorno al quale impostare la crescita della nostra azienda”.
In che modo l’associazionismo è di supporto all’estero e quali strumenti pensa siano stati e saranno interessanti da sviluppare, anche alla luce della situazione pandemica?
“Fare rete è importantissimo per aumentare la competitività. Le aziende che fanno parte di Confindustria Polonia sono radicate nel tessuto sociale del Paese ma mantengono forti legami con l’Italia. Questo fa sì che con alcuni soci si sia avviato un percorso comune e continuativo che trova nel nostro collegamento quotidiano con l’Italia attraverso i nostri 4 hub uno strumento utile. Noi ci occupiamo di trasporti e grazie alla rete che abbiamo costruito in Polonia siamo in grado di soddisfare qualunque esigenza logistica, anche in un momento come quello attuale nel quale il trasporto su gomma è messo sotto stress e molte aziende hanno difficoltà a trasportare le loro merci. Questi mesi post covid vedono una fortissima accelerazione della circolazione delle merci e fare rete con gli imprenditori diventa importante per accreditarsi come partner affidabili, che sanno offrire un servizio puntuale e di qualità. Farsi conoscere dalle aziende italiane all’estero ha il valore di favorire situazioni di collaborazione in maniera veloce e diretta e credo che le attività organizzate dall’Associazione, penso allo strumento Guida Paese 2021 ma anche agli eventi e agli incontri tra imprenditori, siano utilissimi a questo scopo”.
Silvio Corbucci – PLOH VENDING
“Come azienda fornitrice di servizi, la nostra più grande esigenza era di farci conoscere dalle aziende italiane e polacche presenti sul mercato. Avendo al possibilità di mostrare i nostri servizi al mercato siamo stati in grado di mostrare la qualità e l’efficienza dei nostri servizi e quindi guadagnare fette di mercato. Senza alcun dubbio, Confindustria Polonia, è stata in grado di fornirci quel palcoscenico che desideravamo e cercavamo. Grazie alla rete di imprese, che l’Associazione si impegna a costruire e ad alimentare quotidianamente, le possibilità di collaborazione, di conoscenza e condivisione crescono giorno dopo giorno dando anche a noi la possibilità di crescere all’interno della nostra stessa Associazione”.
In che modo l’associazionismo è di supporto all’estero e quali strumenti pensa siano stati e saranno interessanti da sviluppare, anche alla luce della situazione pandemica?
“Confrontandoci con un sistema estero, all’inizio ci si sente spaesati, per questo, avere un’Associazione come Confindustria che è in grado di guidarti, di consigliarti e di supportarti nei primi passi e successivamente con continuità nella crescita, è stata una fortuna oltre che la giusta scelta. Gli elementi di supporto alla crescita messi a disposizione da Confindustria migliorano nel tempo e di conseguenza e cresce il vantaggio che noi come azienda riusciamo a trarne. Esiste una newsletter a cadenza mensile nella quale sono messe a disposizione molte informazioni utili per i Soci e incontri che attualmente sono in modalità on line, ma che presto saranno finalmente in presenza. La rete di imprese creata dall’Associazione è il valore aggiunto. Le conoscenze e le competenze condivise fanno arricchire tutti i Soci”.
In che modo l’associazione potrà essere di supporto nel futuro e perché consiglieresti ad altri imprenditori di associarsi e diventare partner?
“Sfruttare le sinergie della conoscenza è il vantaggio principale dell’essere iscritti a Confindustria, rimanere in contatto con le altre aziende tramite gli incontri e avere visibilità sia all’interno che all’esterno dell’associazione sono i principali vantaggi di essere soci. La possibilità di essere sempre al passo con le dinamiche del Paese che ci ospita, anche grazie a documenti come la Guida Paese 2021, vademecum che Confindustria ha messo a diposizione dei propri Soci, completano il quadro di un associazionismo efficace e produttivo. La Guida Paese è nata con lo scopo di aiutare tutti gli imprenditori italiani già presenti sul territorio polacco e in procinto di espandere il proprio business in questo Paese, e in qualità di soci strategici è stato un piacere contribuire alla realizzazione di questo strumento”.
Alessandro Romei – RINA
“RINA è un Gruppo con oltre 150 anni di storia con ad oggi poco meno di 5000 dipendenti ed è presente in tutto il mondo con oltre 200 uffici e laboratori. La nostra presenza internazionale e settorialmente eterogenea si sposa con la visione e gli obiettivi di associazioni di categoria come Confindustria Polonia. Rina ha sempre creduto nell’associazionismo, nella rappresentanza forte e unitaria e nella grande capacità del Sistema Italia di far valere e curare gli interessi comuni, in tutti i Paesi dove siamo presenti, motivo per il quale siamo oggi partner strategici dell’Associazione in Polonia”.
In che modo l’associazionismo è di supporto all’estero e quali strumenti pensa siano stati e saranno interessanti da sviluppare, anche alla luce della situazione pandemica?
“Il beneficio principale è sicuramente il sentirsi parte attiva di un qualcosa di più grande e strutturato, un sistema che ci dà sicurezza e ci garantisce il fattivo supporto di tutti gli attori del Sistema Italia. Consideriamo fondamentali le iniziative e gli eventi dell’Associazione, come i momenti di confronto e conoscenza che riusciamo ad ottenere e a beneficiare dall’appartenenza a questa. Ne è un esempio l’opportunità rappresentata da Aeromixer, evento che si terrà il 28 Settembre 2021, di rilevanza internazionale, che abbiamo subito colto diventandone principali sponsor e promotori, in uno dei settori per noi di maggior interesse quale è l’aerospace, e da cui ci aspettiamo ritorni e risultati”.
In che modo l’associazione potrà essere di supporto nel futuro e perché consiglieresti ad altri imprenditori di associarsi e diventare partner?
“Associarsi significa potersi confrontare in modo affidabile potendo contare su tutti i fronti su un partner qualificato nella gestione operativa corrente, ma anche disporre di un interlocutore professionale per affrontare temi strategici e di rilievo. La crescita all’estero comporta difficoltà per le imprese, portando con sé delle sfide complesse che possono essere meglio affrontate con il supporto di una associazione esperta in ambito di internazionalizzazione. Voglio citare a questo proposito la Guida Paese 2021 che dà un valore aggiunto in termini di descrizione delle potenzialità di un bel Paese quale è la Polonia. Confindustria Polonia è anche parte attiva della Federazione di Confindustria Est Europa, garantendo un accesso a servizi ed assistenza oltre i confini polacchi. L’associazionismo è quindi una scelta obbligata per un’efficace competizione sui difficili mercati interazionali e il Sistema Italia ha sicuramente bisogno di una rappresentanza forte, coesa e orientata al benessere di imprese e professionisti. Proprio quello che abbiamo trovato noi in Confindustria Polonia: il chiaro intento di portare avanti una filosofia in cui l’agire economico è orientato alla soddisfazione dei valori come la condivisione, la vicinanza, la partecipazione, lo scambio: valori che vanno ben al di là delle mere logiche del profitto”.






































Dopo aver creato il più grande impero della storia, Temujin morì in Cina a seguito delle ferite riportate in battaglia nel 1227. Nei vent’anni seguenti, i suoi successori ampliarono ancor più lo Stato mongolo, assoggettando la penisola coreana, l’Impero cinese, la Persia, il Pakistan, il Caucaso e una buona parte della Russia europea e dell’Ucraina. Questi territori erano controllati attraverso armate a cavallo e un rigoroso sistema tributario. Spesso, ad aiutare i nuovi signori, c’erano le popolazioni turciche, in particolare i tatari e i cumani, che presto sarebbero diventati una consistente parte dell’élite mongola, tant’è che si è solito definire questi sovrani “tataro-mongoli”. Tuttavia, l’Impero era unito solo formalmente. La capitale dell’impero, la città di Karakorum, fondata dallo stesso Temujin pochi anni prima della morte a circa 360 chilometri a ovest dall’odierna Ulan Bator, era una centro amministrativo solo all’apparenza. I quattro figli maggiori di Gengis Khan si spartirono le rispettive zone di influenza dell’impero. Karakorum e i territori cinesi, i più importanti e popolati territori, furono assegnati al terzogenito Ögödei.
La missiva conteneva una bolla papale indirizzata al sovrano mongolo, nonché un elenco degli obiettivi del viaggio: giungere a Karakorum, annotare il numero di soldati e cavalieri, scovare le debolezze dell’Impero, studiare le lingue e le usanze delle culture che vi abitavano e stringere una tregua col Khan portandogli doni di ogni tipo. Innocenzo, infine, gli consigliò di raggiungere il confine mongolo-polacco non prima di aver trovato altri monaci all’altezza della spedizione. Giovanni partì dunque da Lione, passando per Colonia e Praga, dove fu ricevuto dal re di Boemia Venceslao I. Arrivato a Breslavia assieme a una manciata di monaci, Giovanni incontrò Benedykt, e fu subito lieto di accoglierlo nel gruppo per servirsi delle sue conoscenze sulla cultura e lingua mongola. A quel punto il viaggio ebbe inizio.