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Home Blog Page 93

Pranzo ad asporto, ed è subito schiscetta!

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Non tutti gli italiani sanno che cosa sia la schiscetta, quindi partiamo con un po’ di storia. Schiscetta è un termine dialettale, riferito originariamente al contenitore per il trasporto e il consumo di vivande. Il termine deriva dall’abitudine di colmare questi contenitori oltre le loro capacità, con il risultato che il cibo veniva schiacciato: “schiscià”, in milanese!

Altrimenti conosciuta anche come gavetta, o gamella, la schiscetta è stata prodotta in moltissime versioni: la più nota, e la prima a essere progettata specificatamente per operai e studenti, è La 2000, progettata da Renato Caimi e prodotta a partire dal 1952. In Lombardia è considerata un simbolo del boom economico, tanto che La 2000 è esposta permanentemente al museo del design della Triennale presso la Villa Reale di Monza.

Un oggetto con questa valenza storica, come può essere oggi sconosciuto a molti? Presto detto: la ripresa economica del dopoguerra portò molteplici cambiamenti alle abitudini e allo stile di vita dei lavoratori. Vuoi per l’offerta sempre maggiore di locali che proponevano menù economici, vuoi perché il tempo libero era sempre di meno, il pranzo da asporto scomparve, soppiantato da nuove possibilità che allora devono essere sembrate più comode e moderne.

In breve tempo la confidenza con il cibo è stata persa, la preparazione dei pasti sempre più delegata a terzi. Paradossalmente, il pranzo portato da casa è diventato una cosa considerata “da poveri”.

Grazie a una rinnovata coscienza alimentare, oggi la schiscetta torna a essere protagonista. Dalla Lombardia il termine si è diffuso in tutta Italia, anche se gli esterofili preferiscono la Lunch box, o le giapponesi Bento box. Online si trovano portavivande modernissimi e di design, impazzano i libri di ricette, i siti internet specializzati e pure gli account Instagram dedicati!

Quello della schiscetta però è un rito che richiede un minimo di organizzazione, fantasia, e senso pratico!

Partiamo dal contenitore: elettrico, termico, con scompartimenti separati? Scegliete qualcosa più semplice possibile, iniziate con ciò che avete in casa, purché con coperchio ermetico: eviterete che il vostro pranzo vi rovini la borsa, oltre che la giornata! In base alle esigenze, ai gusti, e a ciò che avete disponibile sul luogo di lavoro (microonde, scaldavivande, presa elettrica), potrete eventualmente aggiustare il tiro verso qualcosa di più specifico.

Per quanto riguarda la composizione del pasto, i cereali sono sempre una buona soluzione, meglio se integrali per il maggior contenuto di fibre. Possono essere cotti in precedenza per poi essere conservati in frigo fino a cinque giorni, oppure in congelatore per periodi più lunghi. Da condire con verdure di stagione saltate in padella per pochi minuti, frutta secca e semi oleosi (noci, mandorle, semi di girasole o di zucca).

La verdura non può mai mancare: la masticazione favorisce il senso di sazietà. Dopo averla tagliata, aggiungete un goccio di succo di limone: in questo modo eviterete che si annerisca, e arriverà all’ora di pranzo ancora fresca e croccante. Per quanto riguarda i condimenti, se non avete la possibilità di lasciarli sul luogo di lavoro, potete preparare un vasetto o una piccola bottiglia con una miscela già pronta: olio d’oliva, aceto, sale e pepe. Un pinzimonio take away!

Inserite degli ingredienti proteici e facilmente digeribili, per non appesantire la digestione e subire un calo dell’attenzione: i legumi, come i cereali, possono essere preparati in precedenza e conservati in congelatore, ma possono anche essere acquistati già lessati, e trasformati velocemente in zuppe, hummus, insalatone.

Voglia di dolce? Aggiungete anche un po’ di frutta fresca, frutta disidratata, oppure cioccolato fondente. Cambiate spesso gli ingredienti, e soprattutto giocate sempre con i colori: il vostro umore ne gioverà.

Di solito mi piace salutarvi con una ricetta, ma questa volta vorrei lasciarvi un ricordo della mia amata nonna. Molti anni fa, aveva l’abitudine di viziarmi preparandomi tanti vasetti di pasta e fagioli da tenere in congelatore. Per lei era un modo semplice di sentirsi utile, e per me era un contributo indispensabile per un pranzo dignitoso: ero giovane e sapevo cucinare poche cose, inoltre lavoravo e studiavo allo stesso tempo (come ora, del resto!) e trascorrevo le pause pranzo sui libri. Nonostante la fatica per gli obiettivi da raggiungere, quella pasta e fagioli consumata sotto a un albero nel giardino aziendale mi consolava, sapeva di famiglia. I legami affettivi non si manifestano solo nei giorni di festa, attorno a una tavola imbandita. Possono essere portati con sé nella vita di tutti i giorni. Anche dentro a una schiscetta.

Domande o curiosità inerenti l’alimentazione? Scrivete a info@tizianacremesini.it e cercherò
di rispondere attraverso questa rubrica!

***

Tiziana Cremesini, diplomata in Naturopatia presso l’Istituto di Medicina Globale di Padova. Ha frequentato la Scuola di Interazione Uomo-Animale ottenendo la qualifica di Referente per intervento di Zooantropologia Assistenziale (Pet-Therapy), attività in cui si sposano i suoi interessi: supporto terapeutico e miglioramento della relazione fra essere umano e ambiente circostante. Nel 2011 ha vinto il premio letterario Firenze per le culture di pace in memoria di Tiziano Terzani. Attualmente è iscritta al corso di Scienze e Tecnologie per Ambiente e Natura presso l’Università degli Studi di Trieste. Ha pubblicato due libri  “Emozioni animali e fiori di Bach” (2013), “Ricette vegan per negati” (2020). Con Gazzetta Italia collabora dal 2015 curando la rubrica “Siamo ciò che mangiamo”. Per più informazioni visitate il sito www.tizianacremesini.it

Lotteria per incentivare le vaccinazioni, è possibile vincere un milione di zloty

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Il governo polacco per incoraggiare i polacchi a vaccinarsi contro il Covid ha deciso di organizzare una lotteria e fornire un sostegno finanziario. La lotteria sarà realizzata dal 1 luglio da Totalizator Sportowy e dalle altre società dell’erario, ha detto Michał Dworczyk, il capo della Cancelleria del Primo Ministro della Polonia. Dworczyk ha assicurato che i premi saranno molto allettanti, sarà possibile vincere il premio in denaro, cioè 500 zl, 50 000 zl, 100 000 zl, oppure due volte un milione di zloty. Gli altri premi previsti sono: i monopattini elettrici, i buoni per il carburante o per l’assicurazione e le macchine ibride. Per realizzare la lotteria sono stati stanziati più di 140 mln di zloty. Inoltre Dworczyk ha detto che dal 15 giugno i commissari del governo saranno obbligati a garantire la protezione dei punti di vaccinazione durante gli eventi di massa.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C878971%2Cdworczyk-we-wtorek-przekroczymy-prog-50-proc-osob-pelnoletnich-ktore

 

Treno a levitazione magnetica, a breve i primi test

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Secondo il rapporto delle aziende IDOM e Nevomo il treno a levitazione magnetica, che permette di raggiungere più di 500 km/h, è ipotizzabile sulla tratta ferroviaria Y da Varsavia a Breslavia e Poznań attraverso Łódź. Nevomo da 3 anni lavora sulla tecnologia magrail, cioè treno a levitazione magnetica che, grazie alle modificazioni può funzionare sulle linee ferroviarie regolari. L’idea è di aggiungere un motore lineare tra la rotaia e una traccia magnetica composta da piastre sagomate. Sulle linee modificate potrebbero viaggiare sia i treni convenzionali che a levitazione magnetica e, inoltre, tale tecnologia non richiede la costruzione di nuova infrastruttura e quindi è economica. Nella seconda metà dell’anno dovrebbero iniziare i test. Per tale scopo il Centro nazionale della ricerca e dello sviluppo (Narodowe Centrum Badań i Rozwoju, NCBR) ha destinato 16.5 milioni di zloty, il resto dei fondi proviene dal crowdfunding. Il programma pilota e la certificazione sono pianificati per anni 2022-2024, mentre la tecnologia magrail dovrebbe essere pronta per il mercato nel 2025. Il progetto è composto da 2 elementi: la ferrovia d’alta velocità (Kolej Dużych Prędkości, KDP) utilizzata dai treni tradizionali, e la modificazione magrail. Solo il primo investimento costerebbe 33.8 mld di zloty, il secondo altri 23.3 mld. La magrail permetterebbe di viaggiare tra Varsavia e Breslavia in 67 minuti (normalmente 95 minuti) e tra Varsavia e Łódź in 24 minuti (normalmente 35 minuti).

https://forsal.pl/transport/kolej/artykuly/8167573,magrail-kolej-magnetyczna-linia-y-kolej-duzych-predkosci.html

Volo Atene-Vilnius dirottato a Minsk, Morawiecki chiede sanzioni per la Bielorussia

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Ieri il volo Ryanair che viaggiava da Atene a Vilnius è stato costretto ad effettuare un atterraggio di emergenza all’aeroporto di Minsk per la minaccia di una bomba. Dopo aver controllato l’aereo non sono stati trovati esplosivi. Lì è stato invece arrestato Roman Protasevich, un attivista d’opposizione e il fondatore di Nexta, il canale informativo su Telegram. Protasevich che si trovava a bordo era ricercato con un mandato d’arresto dalle forze dell’ordine bielorusse. “Condanno la detenzione di Roman Protasevich da parte delle autorità bielorusse, dopo che è stato dirottato un aereo passeggeri. Questo è un atto riprovevole di terrorismo di stato”, lo ha scritto su Twitter il Primo Ministro polacco Mateusz Morawiecki. Il premier ha chiesto anche al Presidente del Consiglio europeo di includere nell’agenda di oggi la discussione di sanzioni immediate contro il regime di A. Lukašėnko.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C877714%2Cporwanie-cywilnego-samolotu-bezprecedensowy-akt-panstwowego-terroryzmu

 

Donne di mafia, quale emancipazione?

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I giudici Falcone e Borsellino

Tutte le storie sulla mafia sono raccontate dal punto di vista maschile, nei saggi dedicati si usano di solito le testimonianze dei boss di mafia o dei poliziotti, avvocati e giudici. La voce delle donne diventa però sempre più presente a causa dei cambiamenti fondamentali che riguardano la posizione e i diritti delle donne, avvenuti nelle società occidentali negli ultimi decenni. Prima di analizzare la posizione attuale delle donne nelle mafia italiana vale la pena esaminare il loro ruolo tradizionale in queste strutture.

Le donne sono l’elemento cruciale della rete dei collegamenti sui quali è basato il funzionamento della mafia, la costruiscono e la rafforzano sia in modo attivo che passivo. Il compito più importante della donna è essere madre, inculcando nei bambini lo specifico codice culturale (per esempio i termini come vendetta o omertà) e la divisione dei ruoli secondo il genere. L’apoteosi del ruolo della madre è probabilmente legata all’archetipo della Madonna con il Bambino, che definisce il fine ultimo e il senso della vita delle donne: la maternità. In tali condizioni le donne rafforzano il culto della maternità, perchè è l’unico modo per guadagnare il rispetto o ottenere un’autonomia almeno parziale. Donne che hanno anche il compito di incitare alla vendetta esercitando pressioni sugli uomini della famiglia, ricorrendo alla relazione tra “la mascolinità” e l’ottenere la vendetta. La mancata difesa dell’onore macchiato porta con sé il senso di vergogna, debolezza e codardia, che sminuisce la “mascolinità”. Accade però che a volte per porre fine al bagno di sangue di una faida tra famiglie mafiose rivali la donna viene data in sposa ad un membro del clan ostile e in questo caso viene ridotta ad oggetto. In questo contesto è importante notare il simbolismo del sangue: il sangue vergine della sposa annulla il sangue versato dalla sua famiglia nella lotta per la supremazia.

Oltre alle tendenze sociali che hanno cambiato la posizione della donna sia nella società che nei rapporti con gli uomini, l’estensione delle attività della mafia (in particolare nel traffico della droga) ha anche influenzato i cambiamenti del ruolo di donna nelle attività criminali della mafia.

All’inizio le donne furono coinvolte nel trasporto della droga come corrieri, il che era dovuto soprattutto al modo in cui le donne si vestivano e alla forma del loro corpo che permettevano di nascondere efficacemente i pacchi di droga sotto l’abbigliamento. Successivamente l’attività criminale invase lo spazio fortemente legato alle donne, cioè la cucina; la droga veniva confezionata proprio lì. Marina Pino, giornalista italiana, ha raccolto le storie di donne coinvolte nel traffico di droga nel suo libro Le signore della droga. Come risulta dalle sue indagini, le donne non spendevano soldi per particolari investimenti ma solo per le spese quotidiane. La mafia sfruttò la disperazione delle donne dovuta alle tragiche condizioni economiche, ma anche alla loro preoccupazione per le famiglie e le spinse non solo ad avere un ruolo nel traffico di droga (p.e. negli Stati Uniti), ma anche alla prostituzione contro la loro volontà. Nonostante il coinvolgimento delle donne nelle attività criminali della mafia, la loro posizione non è migliorata. Al contrario venivano loro affidati i compiti più rischiosi e meno redditizi, quelli che gli uomini non volevano più svolgere.

Inoltre le donne cominciarono a far parte dell’attività criminale della mafia tramite il loro coinvolgimento nel ruolo di corrieri che trasmettevano le informazioni e gli ordini tra i membri della mafia e i boss quando questi erano in carcere oppure si davano alla latitanza. Un interessante esempio di questa strategia è la storia di Cinzia Lipari, che sfruttò la sua posizione di avvocato per aiutare suo padre a dirigere dal carcere l’organizzazione criminale. Mentre il padre scontava la pena, Cinzia Lipari gestiva il patrimonio e in un certo senso dava gli ordini ai subordinati, sempre però sotto l’influenza del padre. Cinzia raggiunse una posizione di solito riservata agli uomini anche se il suo potere era comunque limitato dalle decisioni superiori del padre.

A partire dal 1992, quando furono uccisi i giudici Falcone e Borsellino, lo Stato italiano intensificò la lotta contro la criminalità organizzata, con il risultato che nelle strutture mafiose, fortemente colpite dall’azione di polizia e magistratura, si liberarono molti ruoli di vertice che vennero ricoperti da donne affidabili: mogli, sorelle e figlie dei boss imprigionati. Le donne che salirono al potere in questo modo garantivano agli uomini separati dal mondo la continuità del loro potere, soprattutto in caso di rivalità tra i clan. Se il boss cedeva il potere ad un uomo c’era il rischio che questo volesse mantenere questo ruolo in modo perenne. Rischio che invece non c’era quando a sostituire provvisoriamente il boss era una donna, il che illustra con estrema chiarezza che il potere della donna non è mai al livello di quello dell’uomo.

Vale la pena impiegare il concetto di “pseudoemancipazione” introdotta da Ombretta Ingrascì, studiosa del ruolo delle donne nelle strutture di mafia. Le donne, sia svolgendo i ruoli tradizionali, ad esempio crescendo i bambini nel rispetto del codice d’onore o incitando gli uomini alla vendetta, che dedicandosi ai ruoli tradizionalmente riservati agli uomini, sono soggette comunque al potere maschile. Il potere degli uomini sulle donne è una parte immanente delle struttura della mafia. Non esiste dunque la possibilità di ridefinire il concetto di “femminilità” al di fuori dell’ottica della maternità, ovvero attraverso una evoluzione personale delle donne tramite l’istruzione. I cambiamenti avvenuti nel corso degli anni del ruolo e della posizione delle donne di mafia mostra che, pur avendo accresciuto il loro potere, non si è mai arrivati ad una vera e propria emancipazione.

Ricostruzione di Aleje Jerozolimskie grazie al progetto ‘’Nuovo centro di Varsavia’’

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Il sindaco di Varsavia ha annunciato durante la conferenza di giovedì che vuole ricostruire Aleje Jerozolimskie. In base al progetto ‘’Nuovo centro di Varsavia’’, la rotonda di Dmowski e la rotonda de Gaulle si trasformeranno in incroci stradali, che sarebbe più favorevoli al traffico, ha detto Michał Olszewski, vice sindaco di Varsavia. Per trasformare le vecchie ‘rotonde’ stradali in moderne incroci più efficienti si dovrà fare il restringimento delle corsie. I lavori dovrebbero essere completati nel 2027 o nel 2028. Gli automobilisti non saranno soddisfatti dei cambiamenti. Il sindaco di Varsavia  ha stretto un accordo con le ferrovie che hanno pianificato la modernizzazione e la ricostruzione della linea per gli anni 2023-2027. Tuttavia, più spazio dovrebbe essere previsto per i ciclisti. Si prevede di piantare una fila di alberi tra la strada e la ciclabile. Ci saranno passaggi pedonali, nonché fermate degli autobus e tram e piste ciclabili. Come ha detto Łukasz Puchalski, direttore dell’Autorità municipale per le strade, la ricostruzione di Aleje Jerozolimskie “è un piano a lungo termine”. I documenti di progettazione devono essere pronti entro la fine dell’anno.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C875900%2Caleje-jerozolimskie-w-warszawie-maja-byc-zwezone-rondo-dmowskiego-i-rondo

[Aggiornamento 20.05.2021] Situazione attuale in Polonia rispetto all’epidemia di COVID-19

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In Polonia questa settimana si sono registrate ancora nuove infezioni da COVID-19, ma si conferma la diminuzione dei casi giornalieri.

Il numero complessivo dei casi attivi è sceso a 174.831 (settimana scorsa 189.990), di cui in gravi condizioni 1.309 (settimana scorsa 1.772), ovvero circa l’ 0,7% del totale.

Gli ultimi dati mostrano un numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore di 2.086 nuove infezioni registrate su 55.300 test effettuati e 250 morti. Il numero delle vittime nell’ultima settimana è stato ancora alto, ovvero 1.479, in netto calo rispetto ai 2.028 morti registrati nella settimana precedente.

Il Voivodato della Grande Polonia (274), la Slesia (238) e la Masovia (236) sono i Voivodati maggiormente interessati da nuovi casi.

Attualmente la situazione nelle strutture sanitarie polacche è sotto controllo, con 9.713 malati ospedalizzati e 1.309 terapie intensive occupate.

Prosegue la campagna vaccinale in Polonia, attualmente sono state effettuate 16.812.136 vaccinazioni per COVID-19, di cui 12.125.653 prima dose (32,1%) e 4.995.207 seconda dose oppure Johnson & Johnson (13,2%).

Continua il processo di alleggerimento delle restrizioni attualmente in vigore. Sono aperti al pubblico centri commerciali, negozi, saloni di bellezza, parrucchieri, musei e gli hotel.

Da sabato 15 maggio sono aperti bar e ristoranti con servizio all’aperto sotto stretto regime sanitario e distanziamento dei tavoli, nonché non è più in vigore l’obbligo di indossare mascherine all’aperto.

A partire dal 28 maggio è prevista la riapertura delle attività al chiuso, tra cui anche le palestre e gli impianti sportivi al chiuso con limite di 1 persona per 15m2.

Per quanto riguarda gli sposamenti, resta in vigore l’obbligo di quarantena di 10 giorni per gli ingressi in Polonia, anche da paesi europei salvo presentazione di test COVDI-19 negativo PCR molecolare o test antigenico effettuato nelle 48 ore precedenti l’ingresso.

Per gli ingressi in Polonia da paesi al di fuori dell’area Schengen è prevista quarantena automatica obbligatoria, fino alla presentazione di un test negativo effettuato in Polonia successivamente all’ingresso, ad esclusione delle persone vaccinate per il COVID-19.

Si raccomanda di limitare gli spostamenti e monitorare i dati epidemiologici nel caso di viaggi programmati da e verso la Polonia.

***

Informazioni per i cittadini italiani in rientro dall’estero e cittadini stranieri in Italia tra cui le risposte alle domande:

  • Ci sono Paesi dai quali l’ingresso in Italia è vietato?
  • Sono entrato/a in Italia dall’estero, devo stare 14 giorni in isolamento fiduciario a casa?
  • Quali sono le eccezioni all’obbligo di isolamento fiduciario per chi entra dall’estero?
  • E’ consentito il turismo da e per l’estero?

Per gli spostamenti da e per l’Italia a questo link le informazioni del Ministero degli Esteri:
https://www.esteri.it/mae/it/ministero/normativaonline/decreto-iorestoacasa-domande-frequenti/

La situazione Polonia verrà aggiornata all’indirizzo: www.icpartners.it/polonia-situazione-coronavirus/

Per maggiori informazioni:
E-mail: info@icpartnerspoland.pl
Telefono: +48 22 828 39 49
Facebook: www.facebook.com/ICPPoland
LinkedIn: www.linkedin.com/company/icpartners/

Calabria fuori percorso: Rossano

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“Sai quante cose meravigliose ci sono in Calabria che nemmeno i calabresi conoscono!”, mi hanno detto. Ho risposto “neanche io, visto che non lo sanno nemmeno i calabresi”. Così siamo andati a vedere il Codex che conta ben più di 1500 anni, ed il quale arrivò al sud dello stivale italiano, probabilmente dai lontani territori della Siria.

Era la mia seconda visita a Rossano, un piccolo paese situato su una delle colline della Calabria, in provincia di Cosenza. A quanto pare, anche i luoghi apparentemente insignificanti dello stivale italiano, piccole località, raramente menzionate anche nelle guide piú lette, nascondono dei tesori locali frutto di una storia secolare e offrono al contempo il dono più prezioso per i viaggiatori, ovvero un pizzico di una quotidianità che a volte si presenta gioiosamente rumorosa e l’altra volta piacevolmente tranquilla.

Pertanto, prima di dirigere i nostri passi verso il museo, collocato in una carina strada stretta, presso la Cattedrale di Santa Maria Acheiropita, vi invito a fare un giro nella parte antica di una Rossano incantevole.

Una Rossano pigra

Iniziamo la nostra gita, dirigendoci verso la Piazza della Vittoria, dove è situato il monumento ai caduti della prima e seconda guerra mondiale. Dalla piazza c’è una bella vista sulla zona circostante e sulla costa. Guardate a destra, dove sulle scarpate irregolari ci sono collocati dei palazzi residenziali, costruiti sopra una strada tortuosa. Da lì, percorreremo corso Giuseppe Garibaldi fino alla Piazza Matteotti. Seguendo le stradine strette, ogni tanto lasceremo passare dei veicoli. Per quanto non mi sorprendevano più i motorini, continuavo però ad ammirare quelli che in macchina riuscivano a fare delle manovre quasi impossibili nei vicoli strettissimi e tortuosi. Molto spesso, nuvole di fumo salivano, i motori ringhiavano come matti quando partiva una fila di piccole Fiat 500 che alcuni istanti prima erano bloccate ad una curva, in una stradina che saliva quasi verticalmente.

In Piazza Santi Anargiri, ci arriverà alle orecchie un’allegra risata proveniente dai piccoli negozi aperti. Nei bar vicini i ventilatori gireranno pigramente, il cui rumore verrà accompagnato da quello della macinatura di un caffè fresco. Lì, vale la pena fermarsi e provare un ottimo gelato e caffè alla caffetteria Tagliaferri, fondata nel 1900 da Giuseppe Tagliaferri, che fino ad oggi funziona come caffettiera gestita dalla stessa famiglia.

Poi, seguendo via Labina e una tortuosa via Duomo, arriviamo alla Cattedrale, dove in via Arcivescovado si trova il museo. Il biglietto d’ingresso costa 5 euro ed il prezzo include una visita guidata e l’ingresso al Museo Diocesano, dove si può ammirare la collezione della diocesi conservata per secoli.

Il Codex di Rossano

Il Codex di Rossano

Il Codex Purpureus Rossanensis, manoscritto risalente al VI secolo, viene conservato in una piccola stanza buia ad una temperatura costante di 18-20 gradi. La visita inizia con un breve film documentario che racconta la storia del manoscritto, dalle sue origini fino all’arrivo a Rossano. Esso probabilmente arrivò in Calabria nel VIII secolo, portato da un gruppo di monaci in fuga dall’invasione araba. I monaci volevano proteggere il documento dalla distruzione. A Rossano esso divenne proprietà dell’arcivescovo locale.

I dettagli di ciascuna delle carte, dei disegni e del testo ci vengono mostrati su un grande schermo. Davanti a noi invece, dietro una vetrina espositiva, giace quell’enorme libro di più di 300 pagine. Il museo, volendo garantire la conservazione del manoscritto, decise di girare solamente una pagina all’anno. Il Codex viene chiamato “purpureo” a causa del colore rossastro della pergamena realizzata con pelle di agnello. Il manoscritto contiene il testo integrale del Vangelo di Matteo ed il testo incompleto del Vangelo di Marco, preceduti da 15 pagine (in originale ne furono probabilmente 17) su cui possiamo ammirare le miniature colorate raffi guranti le scene della vita di Gesù. Su ogni pagina il testo è diviso in due colonne. Le prime tre righe di ogni Vangelo furono scritte in oro, mentre il resto del testo in argento. Vale la pena notare che gli unici segni di punteggiatura presenti nel manoscritto sono i punti al termine delle singole frasi. Alla fine della presentazione della guida, tutti hanno l’opportunità di ammirare da vicino, per quanto possibile, il manoscritto e la perfezione di ciascuno dei disegni e l’irregolarità delle lettere dovuta alle mani tremanti dell’autore dell’opera.

Le altre sale del museo, suddivise in epoche dai tempi antichi attraverso il Rinascimento fino al XIX secolo, ci raccontano la storia della città tramite diversi oggetti conservati dalla diocesi. Tra di essi, vi si trovano le monete, le colonnine di marmo, i manoscritti e un dipinto che racconta la storia del quadro della Madonna Achiropita, il quale è possibile ammirare nella cattedrale.

Il museo, anche se nascosto tra le stradine strette, i vicoli ed i palazzi, gode dell’interesse degli abitanti locali, soprattutto nel periodo delle vacanze estive. Vengono con i bambini, che seguono con attenzione il movimento delle dita della guida su un piccolo schermo del tablet. E così, una misteriosa storia può anche essere nascosta tra le mura poco appariscenti di un piccolo paese della Calabria.

foto: Karolina Romanow

“Copernico” di Matejko alla National Gallery di Londra, prima volta di un artista polacco

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Venerdì alla National Gallery verrà aperta al pubblico la mostra “Conversazioni con Dio: Copernico di Jan Matejko” il cui elemento principale sarà il dipinto preso in prestito da Collegium Novum dell’Università Jagellonica “L’astronomo Copernico, o Conversazioni con Dio”. È la prima volta che un dipinto di un artista polacco viene portato alla National Gallery. Christopher Riopelle, il curatore della mostra ha detto che la scelta di Matejko come primo pittore polacco alla National Gallery e proprio di questo dipinto era chiara: “Matejko è un personaggio significativo, ma non è molto conosciuto fuori dalla Polonia. Invece Copernico, lo conoscono tutti”, ha detto Riopelle. Gabriele Finaldi, il direttore della galleria ha aggiunto che Copernico consente di far conoscere Matejko al pubblico e spera che aprirà la strada ai prossimi dipinti polacchi. Il quadro ad olio “L’astronomo Copernico, o Conversazioni con Dio” risalente al 1873 è stato dipinto per celebrare il 400⁰ anniversario della nascita di Niccolò Copernico. Faranno parte della mostra anche l’esemplare dell’opera più importante di Copernico “De revolutionibus orbium coelestium”, gli strumenti astronomici e l’autoritratto di Matejko. La mostra sarà aperta fino al 22 agosto.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C874922%2Cnational-gallery-london-kopernik-matejki-przetrze-szlaki-dla-polskiego

Dell’imperfetto passato

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Dire che l’uso dei tempi passati in italiano è un incubo per molti studenti stranieri non è un’esagerazione. Da un lato, soprattutto a prima vista, il loro uso sembra essere abbastanza piacevole ma dopo un attimo di riflessione e pratica ci fa porre però sempre più domande.

Riassumiamo prima le regole generali dell’uso dei tempi passato prossimo e imperfetto.
Il passato prossimo si usa:

  1. Per esprimere un’azione compiuta nel tempo passato ad es.
    Ho comprato le scarpe. Kupiłem(am) buty.
    Abbiamo fatto una bella vacanza. Spędziliśmy super wakacje.
  2. Per esprimere un’azione che dura per un definito periodo di tempo ad es.
    Paolo ha lavorato in banca per 10 anni. Paweł pracował 10 lat w banku.
  3. Con una sequenza di azioni che succedono l’una dopo l’altra ad es.
    Mi sono svegliata, mi sono lavata, ho fatto colazione e sono uscita. Obudziłam się, umyłam się, zjadłam śniadanie i wyszłam.

L’imperfetto invece si usa:

  1. Nella descrizione dello stato emotivo, dell’aspetto fisico o sentimenti ad es.
    Era una bella ragazza, era snella ed aveva i capelli lunghi. To była ładna dziewczyna, była szczupła i miała długie włosy.
    Erano tristi e delusi. Byli smutni i rozczarowani.
  2. Per esprimere le azioni ripetitive
    Da piccolo andavo al mare ogni estate. Jak byłem mały jeździłem nad morze każdego lata.
  3. Quando due azioni si svolgono contemporaneamente:
    Stiravo e guardavo la tv. Prasowałem(am) i oglądałem telewizję.

A queste definizioni si aggiunge di solito anche un esempio in cui si usano tutti e due i tempi in una frase dove un’azione espressa in imperfetto fa da sfondo per un’altra in passato prossimo che la interrompe ad es.

Quando andavamo al mare abbiamo incontrato i nostri vicini.
Kiedy jechaliśmy nad morze spotkaliśmy naszych sąsiadów.

Tutte le regole ci fanno fare, a noi polacchi che studiamo la lingua italiana, un paragone tra questi tempi e quelli in polacco che sono il tempo compiuto e incompiuto. Infatti, possiamo provare a fare questo tipo di semplificazione, alla fine ce la dobbiamo cavare in queste complicatezze della nostra adorata lingua italiana ma c’è un ma: questa soluzione non vale sempre, ricordiamo quindi alcuni casi dove quel modo di pensare non funziona:

a) L’ingannevole sempre – zawsze. E’ vero che ci si possa aspettare che la parola sottolinei il carattere ripetitivo di un’azione però è anche vero che alla parola sempre piaccia il passato prossimo, diciamo che stanno bene insieme ad es

Ti ho sempre detto. Zawsze ci mówiłem (am)

Per mettere la parola sempre accanto all’imperfetto ci vuole un forte contesto di un’azione che si ripete e quindi ad un esempio dato in precedenza. “Da piccolo andavo al mare ogni estate.” Jak byłem mały jeździłem nad morze każdego lata, possiamo aggiungere la parola sempre giusto per enfatizzarlo ancora.

b) Una situazione simile riguarda le espressioni una, due, tre volte etc, ci può sembrare che alcune volte signifi chino che qualcosa si ripete ebbene osservate queste frasi:

Ho telefonato tre volte a mia madre ma lei non c’era.
Dzwoniłam(em) trzy raz do mojej mamy, ale jej nie było.
Sono stato due volte a Parigi. Dwa razy byłem w Paryżu.

Alla fine è solo l’informazione che qualcuno ha fatto qualcosa più di una volta ma non vuol dire che la cosa si doveva ripetere.

c) Bisogna fare anche attenzione ai verbi che automaticamente vogliamo usare in imperfetto perché in polacco non hanno la forma compiuta.

Ho incontrato una vecchia amica e abbiamo parlato un po’.
Spotkałem starą przyjaciółkę i żeśmy trochę porozmawiały(li).

In questa frase il verbo parlare (rozmawiać in polacco) suggerisce la forma incompiuta mentre in italiano è solo un’informazione che è stata fatta una cosa, presentata quindi in passato prossimo. Oppure una domanda:

Cosa hai fatto domenica sera? Co robiłeś w niedzielę wieczorem?

Ma quanto strano sarebbe tradurlo in polacco con il verbo compiuto co zrobiłeś w niedzielę wieczorem? Qual è la regola d’oro? Forse quella di ricordare di non affezionarsi troppo a nessuna regola scritta che servono ad aiutare ma la cosa che conta è la pratica.