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Numero record di iscritti stranieri allo ZUS

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ZUS

Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Il numero degli assicurati stranieri ad aprile 2021 era circa 780,5 mila ed è aumentato di 110,3 mila rispetto a febbraio 2020 e di 14,5 mila rispetto a marzo 2021, ha dichiarato L’istituto d’assicurazione sociale (ZUS). L’aumento più alto rispetto a marzo di quest’anno è stato registrato per i cittadini ucraini (10,3 mila), causato dallo sblocco dei confini dopo il primo lockdown. “La pandemia COVID-19 ha indubbiamente avuto un impatto sul numero di stranieri iscritti all’assicurazione sociale. Dopo una diminuzione nel secondo trimestre, il numero di stranieri è nuovamente aumentato nella seconda metà del 2020, raggiungendo il livello più alto della storia. Le ultime stime dicono che ci sono oltre 780 mila di stranieri, fatto che si può considerare una specie di record”, ha affermato la presidente dello ZUS, Gertruda Uścińska. Questi dati sono importanti anche dal punto di vista economico, ad esempio possono essere valorizzati sul mercato del lavoro, aggiunge. Sta crescendo negli ultimi anni il numero di stranieri che vivono e lavorano legalmente in Polonia. Tra gli stranieri registrati per l’assicurazione, il gruppo più numeroso sono cittadini ucraini, circa il 75%. Ogni lavoratore straniero, che ha un regolare rapporto di lavoro in Polonia, deve pagare i contributi di assicurazione sociale. Questa è la regola generale, tranne nei casi in cui si scelga di assicurarsi nel KRUS (Fondo delle assicurazioni sociali per gli agricoltori).

ZUS: rekordowa liczba ubezpieczonych cudzoziemców | Polska Agencja Prasowa SA (pap.pl)

Guardie di frontiera polacche in missione in Slovenia

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Domenica mattina gli agenti della Guardia di Frontiera sono partiti per la Slovenia con lo scopo di impedire attraversamenti illegali lungo la frontiera verde tra la Slovenia e la Croazia. La missione è stata avviata su richiesta del Ministero degli Affari Interni della Repubblica di Slovenia. L’aiuto delle guardie di frontiera polacche consisterà nel sostenere gli agenti sloveni nella lotta contro la pressione migratoria nell’area di Nove Mesto. Secondo le informazioni fornite dal S.Ten. Anna Michalska, che ha parlato in rappresentanza del Comando Centrale della Guardia di Frontiera, sono stati mandati in Slovenia 10 agenti in divisa dotati di arma di ordinanza, attrezzature tecniche speciali e 4 fuoristrada di pattuglia. Oggi è previsto il benvenuto speciale con la partecipazione dei rappresentanti del Ministero degli Affari Interni della Repubblica di Slovenia e i rappresentanti del servizio diplomatico della Polonia. Le guardie di frontiera polacche, comandate dal Magg. Radosław Stryjski, rimarranno in Slovenia fino alla fine del mese. Stando al comunicato del Comando Centrale della Guardia di Frontiera si prevede di organizzare in totale 5 missioni in Slovenia e ognuna di esse coinvolgerà una pattuglia diversa a seconda della regione. Oltre alla Polonia hanno deciso di dare una mano alla Slovenia anche Ungheria, Romania, Estonia, Lituania e Lettonia.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C868379%2Cfunkcjonariusze-polskiej-strazy-granicznej-wyruszyli-z-misja-do-slowenii

Innamorati delle Marche!

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Gli ammiratori del Bel Paese a forma di stivale conoscono perfettamente la Toscana, sanno dove si trova la Sicilia e per che cosa è famosa Napoli. Delle Marche invece sappiamo poco, nonostante si trovi in mezzo all’Italia e confini con regioni ben note in Polonia: Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Umbria e Abruzzo. Le Marche devono il loro fascino alla posizione strategica che attira turisti da tutto il mondo, italiani inclusi. Conosci le Marche e scopri l’eccezionalità di questo posto.

Cominciano a sud-est di San Marino estendendosi per 160 chilometri lungo l’Adriatico. Ciò che la rende una regione eccezionale è, senza dubbio, il paesaggio variegato, l’accesso al mare, tanto verde, vigne, oliveti e la vista spettacolare dalle montagne.

Con una splendida offerta di vacanze nelle località tipo San Benedetto del Tronto, Civitanova, Pesaro o Gabicce Mare. Gli amanti della natura troveranno molti percorsi per escursioni a piedi e i angoli inesplorati di natura selvatica, ad esempio nel Conero, dove in alcuni punti si può arrivare solo a piedi immergendosi nell’incantevole vegetazione mediterranea. La Spiaggia delle Due Sorelle è una delle più pittoresche e spettacolari. L’acqua cristallina, vicino alla falesia, mozza il fiato ed è una delle destinazioni scelte più volentieri dai locali.

I pellegrini che hanno slanci spirituali dovranno assolutamente visitare Loreto, dove si trova il santuario con la cosiddetta Santa Casa che, secondo le credenze, fu la casa di Maria. A detta della leggenda, la portò in Italia la famiglia de Angelis, che volle salvare il luogo sacro dalla distruzione. Oltre ai luoghi di culto, meritano attenzione le opere degli artisti italiani, tra cui c’è anche la rappresentazione della Battaglia di Varsavia del 1920. La Piazza Apostolica riempie il visitatore di una calma insolita, che aiuta preghiera e contemplazione. E su quei terreni, vicino al santuario, sorge il cimitero militare dove riposano oltre 1000 polacchi del Secondo Corpo d’Armata.

In vicinanza della località montagnosa Gegna si possono ammirare le caverne carsiche Frassasi e i loro depositi imponenti (stalagmiti, stalattiti, ecc.), ma questo non è l’unico motivo per visitare questa parte delle Marche. Nei pressi della caverna, ci aspetta una vera prova mistica: l’incontro in un colpo solo con la forza della natura e della religione. Il tempio Valadier è una chiesa neoclassica ottagonale, nascosta dentro una grotta. È stato costruito nel 1828 dall’architetto romano Giuseppe Valadier, su commissione di papa Leone XII. Luogo che diventa favoloso durante il Natale, quando si trasforma in presepe vivente. Ciò che lo rende ancora più speciale e isolato dal mondo esterno è il fatto che si può arrivare al tempio soltanto a piedi, percorrendo circa un chilometro in mezzo ad un bellissimo paesaggio naturale.

Nelle Marche vale assolutamente la pena visitare la monumentale città medievale di Ascoli Piceno. Qui ogni terzo fine settimana del mese si organizza, all’aperto, la fiera vintage. Il centro storico si presenta fantasticamente durante la notte, grazie al gioco di luce e  l’ombra. Il tintinnio serale di bicchieri e posate, che provengono dai ristoranti e bar collocati nella bellissima Piazza del Popolo, inondata dall’oro del travertino, sottolineano lo stile italiano, che adoriamo così tanto. Qui si deve assolutamente bere un caffè nell’antico e carino Caffè Meletti e, prima di cena, accomodati tra le arcate, bere l’aperitivo mangiando le famose olive ascolane, olive fritte ripiene di carne. Se vi piacciono i tartufi dovete assaggiare la versione nera di questa prelibatezza. I fortunati che arrivano in città nella prima domenica di agosto, possono partecipare allo spettacolare torneo cavalleresco Quintana, invece nel periodo carnevalesco si svolgono numerose parate mascherate.

Nella stessa provincia si trova il comune Offida, luogo imperdibile dove si respira il fascino e l’incanto di un’Italia ferma nel tempo. Piccola e con soli 5 mila abitanti Offida nasconde tesori indimenticabili. Tra questi l’arte dei merletti con una tradizione di cinque secoli, trasmessa di generazione in generazione. Un artigianato da scoprire ammirando il lavoro delle donne del luogo e gli splendidi prodotti nei piccoli negozi familiari. Vale anche la pena di andare al Museo del Merletto a Tombolo, che si trova nel Palazzo De Castellotti- Pagnanelli del XIX secolo. Il centro di Offida è racchiuso dalle mura del castello del XII secolo dove, tra un piatto di formaggi e di vino Passerina o Pecorino, puoi ammirare la chiesa Collegiata o il teatro Serpente Aureo, il cui interno, decorato meravigliosamente fa una grande impressione. Oltre che grazie alle sagre, ovvero i festival del cibo, Offida attira la folla con il carnevale. E bisogna far attenzione a non perdersi in mezzo ad una quantità enorme di persone che sorseggiano vino, gustano manicaretti fantastici farciti di porchetta, ossia il maiale arrosto, o con la straordinaria salsiccia cruda, e ballano in piazza. Le origini dell’evento risalgono al XVIII secolo e il momento culminante della grande festa è “Lu bov fint”, vale a dire il vitello guidato dagli uomini. La marionetta passa per tutti i vicoli della città, annunciando la fine del carnevale. Successivamente, ha luogo una processione eccezionale “Vlurd”. Uomini mascherati portano enormi fasci di canne accesi che, dopo il passaggio, sono buttati per terra nella parte centrale della piazza, creando così un grande falò che simboleggia l’inizio della Quaresima. Dopo tale corteo, alla fine, resta soltanto da vedere la chiesa di Santa Maria della Croce, situata in una posizione caratteristica.

Le Marche sono bagnate dall’Adriatico, e quindi è impossibile privarsi del soggiorno sulla spiaggia. E così suggeriamo di andare a San Benedetto del Tronto, che attrae non soltanto con la sua bella riviera ma anche con l’ottima cucina e la vita, di cui è piena a ogni ora, rimanendo però godibile per anziani e famiglie con bambini. I chilometri del bel lungomare sono un posto perfetto per le passeggiate, gite in bicicletta, pattini o jogging.

L’estetica dei viali vicini al mare e una serie di attrazioni, sotto forma di canapè nascosti, giochi basati sulla localizzazione e fontane carine, attira le famiglie che passano volentieri il loro tempo all’aria fresca. Sulla strada per il molo, a ogni passo, ci aspettano tante sorprese: monumenti al pescatore e gabbiani, oasi, mini cascate e vere opere d’arte scavate nelle rocce, ad esempio rocce-poltrone, che vengono spesso fotografate. Una delle attrazioni maggiori è il monumento di parole con un vero motto italiano “Lavorare, lavorare, lavorare. Preferisco il rumore del mare”.

Le località marittime sono un’ottima meta per gli amanti della cucina mediterranea. A San Benedetto un piatto di culto è il brodo che, come dice la leggenda, è antico quanto il mestiere di pescatore. Alle 13, obbligatoriamente, bisogna mettersi a tavola e dilettarsi con i sapori. Attenzione a non andare in visibilio per le mezze maniche allo scoglio o gli spaghetti con le vongole! Qui scoprirai l’amore per i pesci e capirai il senso dela dolce vita, facendo una passeggiata pomeridiano-serale, unita all’aperitivo e alle lunghe conversazioni. E poi porta la tua dolce metà a una cena romantica a Grottamare Alto, borgo da cui si gode una veduta sull’intero panorama marittimo.

Non ci sono voli diretti per arrivare direttamente nelle Marche, ma basta volare fino a Roma e prendere, dall’aeroporto o dal centro, il pullman (parte in media ogni ora), il cui biglietto costa circa 25 euro. Esiste anche la possibilità di arrivare al più vicino aeroporto di Pescara in Abruzzo, ma i voli ci sono soltanto in alta stagione. Da lì il cuore delle Marche dista soltanto 50 chilometri.

traduzione it: Paulina Siwko
foto: Nina Romanek, Katarzyna Kurkowska

Vino e medicina

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Il vino rappresenta una delle bevande più antiche del mondo. Molti popoli antichi ne conoscevano i processi produttivi e la sua capacità di apportare un senso di piacevole stordimento misto a euforia e benessere. Considerato da alcuni di essi come bevanda di origine divina (come accadde per esempio tra gli antichi Greci e i Romani), ma anche come rimedio medicamentoso.

La fermentazione alcolica viene fatta risalire al 7.000 a.C. è possibile dunque che il vino fosse già utilizzato in campo medico come rimedio erboristico e anestetico, come cioè venne considerato sino a non molti decenni fa anche in Occidente, prima dell’avvento di sostanze più specifi che ed efficaci. Dal punto di vista biochimico gli studi concordano che esso contenga una buona dose di polifenoli, cioè sostanze dall’alto valore antiossidante che a livello fisico sono in grado di apportare ottimi benefici tra cui la riduzione di problemi cardiovascolari, problemi del metabolismo, problemi alle ossa. La medicina cinese lo ritiene un buon rimedio in caso di dolori addominali, dolori articolari, diarree o stipsi, ma anche per concorrere a risolvere disturbi quali crampi, contratture, dolori mestruali o disturbi di circolazione del sangue. Le prime testimonianze sul vino nella cultura medica risalgono al V, IV secolo a.C. ad alcuni scritti di Ippocrate di Cos, uno dei più eminenti medici dell’antichità, che lo prescriveva per curare le ferite, come bevanda nutriente e come antifebbrile, come purgante e come diuretico e lo consigliava assieme ad altre bevande alcoliche come antisettico e aiuto nelle convalescenze.

Per oltre duemila anni, il vino è stato l’unico antisettico utilizzato sia per disinfettare le ferite, sia per rendere potabile l’acqua. Presso gli Egizi il vino, come rimedio, veniva usato essenzialmente come anestetico locale. In epoca romana l’uso del vino quale rimedio terapeutico divenne assai frequente,  soprattutto nella preparazione di decotti a base di erbe medicinali. Era anche utilizzato nello svezzamento: verso un anno e mezzo di età il bambino veniva svezzato con briciole di pane imbevute in vino dolce aromatizzato.

La fonte più ricca e dettagliata sull’uso del vino come rimedio, è quella offerta da Galeno medico personale di Marco Aurelio, nel suo De Remediis dove dedica un lungo capitolo alla terapia con ricette a base di vino; le sue idee e suggerimenti terapeutici influirono a lungo sulla medicina occidentale e l’uso del vino a scopo terapeutico, in particolare nella pratica chirurgica, continuò per tutto il Medioevo in particolare da parte dei monaci e dei cavalieri ospedalieri.

I medici della Scuola di Bologna erano convinti che una fasciatura imbevuta di vino portasse alla cicatrizzazione e alla guarigione della ferita. Un noto chirurgo del medioevo, Guy de Chauliac, usava pulire le ferite del torace con lavaggi a base di vino. Fu soprattutto il medico Arnaldo de Villanova durante il tardo medioevo (1235¬ 1311 circa d.C.) a stabilire con fermezza l’uso del vino come metodo terapeutico riconosciuto. Fra l’ampia lista degli usi medicamentosi del vino, Arnaldo de Villanova ne sottolineò le qualità antisettiche e corroboranti, consigliandone l’uso nella preparazione degli impiastri. Per tutto il periodo medievale il vino fu uno dei pochi liquidi capaci, per effetto del suo contenuto alcolico, di sciogliere e nascondere il sapore delle sostanze ritenute curative dai medici dell’epoca. Le “teriache”, così si chiamavano questi preparati farmaceutici a base di erbe e vino, entrarono così in uso per curare qualunque tipo di disturbo o malattia. Più tardi il dolore procurato dalla gamba incancrenita di Luigi XIV, il Re Sole, veniva alleviato facendo immergere la gamba in una vasca piena di vino caldo aromatizzato. Nei secoli successivi, ancora fino alla metà dell’800, famosi clinici tedeschi consigliavano l’uso di piccole quantità di buon vino come stimolante cardiaco.

Il vino contiene in una soluzione di acqua ed alcool numerosissimi altri elementi, responsabili di azioni benefiche sul nostro organismo. Il solo alcool, senza l’influenza di altri elementi, risulterebbe nella maggior parte dei casi dannoso agli organi del corpo umano. Partendo dal presupposto che il vino non è un concentrato di alcool ma un armonioso composto di numerosi elementi di cui l’alcool è solo una parte, possiamo affermare che l’insieme di questi elementi rappresenta un giusto mix per un prodotto sano e soprattutto salutare se assunto in dosi moderate.

L’ambasciatore Amati interviene al vertice sul Baltic Pipe

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

La costruzione del gasdotto Baltic Pipe prosegue secondo i piani. Alla fine del 2021 gli specialisti della marina finiranno i lavori di saldatura dell’intero gasdotto di circa 274 km. Questi sono i temi discussi durante l’incontro che si è tenuto mercoledì a Rotterdam sulla nave “Castorone” tra Piotr Naimski plenipotenziario del governo polacco per le Infrastrutture energetiche strategiche, l’ambasciatore d’Italia in Polonia Aldo Amati e i rappresentanti dei consigli di amministrazione di Gaz-System e Saipem, esecutore della parte offshore nel Mar Baltico. “La visita sulla nave Castorone ha consentito a me a alle autorità polacche di apprezzare pienamente le straordinarie risorse tecnologiche di cui dispone Saipem. Siamo di fronte a un progetto molto ambizioso che  costituisce l’ esempio migliore di un virtuoso incontro tra le industrie italiane e polacche”, ha dichiarato l’ambasciatore Aldo Amati. L’argomento principale della riunione è stata la discussione sulle disposizioni finali per la costruzione del Baltic Pipe. “Siamo pronti per iniziare i lavori a mare, il che significa che il primo ottobre 2022 il gas transiterà attraverso il gasdotto dalla piattaforma norvegese alla Polonia”, ha detto il plenipotenziario. Il presidente di Gaz-System Tomasz Stępień, ha ricordato che quest’anno è previsto il completamento della saldatura del gasdotto offshore, e l’anno prossimo si faranno le prove di pressione, test e certificazioni per ottenere l’autorizzazione per l’utilizzo del gasdotto. Gli operatori coinvolti nel progetto sono l’azienda polacca Gaz-System e la danese Energinet.

Budowa Baltic Pipe przyspieszyła. Do końca roku zakończy się spawanie podwodne gazociągu – Gospodarka – polskieradio24.pl

[Aggiornamento 06.05.2021] Situazione attuale in Polonia rispetto all’epidemia di COVID-19

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In Polonia questa settimana si sono registrati ancora nuovi casi, ma con il numero dei casi giornalieri e dei malati attivi in sensibile calo.

Il numero complessivo dei casi attivi è sceso a 202.634 (settimana scorsa 234.500), di cui in gravi condizioni 2.334 (settimana scorsa 2.895), ovvero circa l’ 1% del totale.

Gli ultimi dati mostrano un numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore di 6.431 nuove infezioni registrate su 66.600 test effettuati e 510 morti. Il numero delle vittime nell’ultima settimana è stato ancora  alto, ovvero 1.920 morti, numeri ancora importanti ma in forte calo rispetto alla settimana precedente in cui si erano registrati 2.905 morti.

Il Voivodato della Slesia (1.086), la Masovia (793) e la Grande Polonia (763) sono i Voivodati maggiormente interessati da nuovi casi.

Attualmente la pressione sulle strutture sanitarie polacche è in calo e sotto controllo. Risultano occupati 19.433 posti letto da pazienti COVID-19 su 39.168 disponibili, mentre sono 2.334 le terapie intensive attualmente occupate su 4.218.

Prosegue la campagna vaccinale in Polonia, attualmente sono state effettuate 12.614.827 vaccinazioni per COVID-19, di cui 9.454.765 prima dose (25,0%) e 3.308.889 seconda dose oppure Johnson & Johnson (8,7%).

Dal 4 maggio sono state avviate misure di alleggerimento delle restrizioni attualmente in vigore.

Hanno riaperto su tutto il territorio nazionale i saloni di bellezza, parrucchieri, centri commerciali e musei, mentre dal giorno 8 maggio apriranno nuovamente al pubblico gli hotel. Dal 15 maggio riapriranno bar e ristoranti con servizio all’aperto e sotto stretto regime sanitario, nonché cesserà obbligo di indossare mascherine, se all’aperto e in condizione di poter mantenere la distanza di sicurezza.

A partire dal 29 maggio è prevista la riapertura delle attività al chiuso, compresi ristoranti, bar, palestre, cinema e teatri.

Al momento tutto il territorio polacco rimane in zona rossa con obbligo di mascherine nei luoghi pubblici, anche all’aperto.

Sono ancora chiusi bar, ristoranti, hotel, teatri, piscine e palestre salvo eccezioni in casi particolari. Ristoranti, bar e caffetterie possono effettuare il solo servizio con consegna a domicilio o da asporto.

Per quanto riguarda gli sposamenti, resta in vigore l’obbligo di quarantena di 10 giorni per gli ingressi in Polonia, anche da paesi europei salvo presentazione di test COVDI-19 negativo PCR molecolare o test antigenico effettuato nelle 48 ore precedenti l’ingresso.

Per gli ingressi in Polonia da paesi al di fuori dell’area Schengen è prevista la quarantena automatica obbligatoria, fino alla presentazione di un test negativo effettuato in Polonia successivamente all’ingresso, ad esclusione delle persone vaccinate per il COVID-19.

Si raccomanda di limitare gli spostamenti e monitorare i dati epidemiologici nel caso di viaggi programmati da e verso la Polonia.

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Informazioni per i cittadini italiani in rientro dall’estero e cittadini stranieri in Italia tra cui le risposte alle domande:

  • Ci sono Paesi dai quali l’ingresso in Italia è vietato?
  • Sono entrato/a in Italia dall’estero, devo stare 14 giorni in isolamento fiduciario a casa?
  • Quali sono le eccezioni all’obbligo di isolamento fiduciario per chi entra dall’estero?
  • E’ consentito il turismo da e per l’estero?

Per gli spostamenti da e per l’Italia a questo link le informazioni del Ministero degli Esteri:
https://www.esteri.it/mae/it/ministero/normativaonline/decreto-iorestoacasa-domande-frequenti/

La situazione Polonia verrà aggiornata all’indirizzo: www.icpartners.it/polonia-situazione-coronavirus/

Per maggiori informazioni:
E-mail: info@icpartnerspoland.pl
Telefono: +48 22 828 39 49
Facebook: www.facebook.com/ICPPoland
LinkedIn: www.linkedin.com/company/icpartners/

Rete Consolare, Billi (Lega): massimo supporto per migliorare i servizi

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Roma, 06/05/21 – “Massimo supporto per migliorare i servizi della Rete Consolare” dichiara l’On.Simone Billi, unico eletto della Lega Salvini Premier nella Circoscrizione Estero, Europa “che versa in una situazione critica, nonostante l’impegno e la passione dei dipendenti e dei Consoli, a causa del raddoppio degli AIRE negli ultimi 15 anni – 3 milioni di AIRE nel 2006, 6 milioni nel 2020 – a fronte di una riduzione delle risorse disponibili, a cui si aggiunge la drammatica pandemia che ha costretto alla chiusa o al lavoro ridotto molti Consolati.”

“L’aumento delle risorse rimane la soluzione principale per risolvere le carenze di organico” dichiara l’On.Billi “per colmare i posti vacanti nei Consolati utilissima anche la velocizzazione dell’assegnazione all’estero dei circa 200 neo-assunti dalla Farnesina, che oggi devono attendere 18 mesi per training a Roma.”

“Positive sono anche tutte le iniziative che possano supportare la Rete Consolare subito e a basso costo o addirittura a costo zero” precisa Billi “proprio a questo riguardo ieri, mercoledì 5 Maggio, la Commissione Esteri ha approvato all’unanimità una risoluzione per la valorizzazione della Rete Consolare Onoraria.”

“Sono soddisfatto perchè la buona politica nell’interesse degli italiani vince sulle divisioni ideologiche” conclude il deputato della Lega “incontrerò nei prossimi giorni alla Farnesina i funzionari di riferimento per discutere di queste e di ulteriori proposte di immediata attuazione per potenziare la Rete Consolare e quella Onoraria.”

Comunicato stampa di Simone Billi

Plurale o singolare?

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Da sempre ripeto che la lingua non è solo la grammatica che è importante, certo, ma ancora più importante è conoscere molte parole, espressioni e modi di dire. Poi ovviamente senza la grammatica non si può fare molto ma bisogna trovare un giusto equilibrio tra le due cose.

Alcune parole apparentemente facili possono diventare complicate perché hanno i generi diversi in polacco ed in italiano ad esempio il libro – książka, in italiano maschile in polacco è femminile. O altri esempi: la casa – dom, il pesce – ryba oppure la luna – księżyc di cui si parlava un’altra volta. Quali sono le conseguenze? A volte parlando abbiniamo in modo automatico un aggettivo del genere sbagliato, quello che c’è nella nostra lingua madre perché è naturale che uno parlando pensi nella lingua madre ed in un certo senso traduca le frasi.

Una situazione simile può nascere nei casi delle parole che in italiano funzionano solo al plurale o solo al singolare mentre in polacco al contrario. Vi presento alcuni esempi:

  • LA GENTE – è una parola che si usa sempre al singolare. In teoria è facile ma in pratica chi è madrelingua di una lingua in cui la stessa parola è al plurale parlando a volte sbaglia. E quindi si dice:
    La gente va a teatro. Ludzie idą do teatru.
    La gente non ha fatto niente. Ludzie nic nie zrobili.
    Non è tutto perché la parola non solo è singolare ma anche è femminile!
    Vedi quella gente dall’altra parte della strada? Widzisz tych ludzi po drugiej stronie ulicy?
    Molta gente è sorpresa. Dużo ludzi jest zdziwionych.
    Tutta la gente era contenta. Wszyscy ludzie byli zadowoleni.

La cosa da fare a questo punto è praticare per ricordare meglio e per rendere la cosa automatica o nel caso della parola “gente” si potrebbe anche usare la parola “persona”, “persone” – osoba, osoby che in polacco ha lo stesso numero e genere. Diciamoci però la verità è difficile parlare l’italiano evitando la parola “gente”.

Altri esempi delle parole che hanno la stessacaratteristica sono:

  • LA PORTA questa parola singolare e femminile in italiano in polacco invece è al plurale drzwi e quindi un errore che ci capita di fare è di nuovo quella di abbinare automaticamente un aggettivo sbagliato.
    La porta è chiusa. Drzwi są zamknięte.
    Vedi quella porta nera? Widzisz tamte czarne drzwi?
    Non aprire la porta! Nie otwieraj drzwi!
  • L’UVA – in italiano si usa al singolare per parlare della frutta in generale, in polacco funziona piuttosto la forma al plurale.
    Devo comprare l’uva. Muszę kupić winogrona.
    Preferisco l’uva nera. Wolę ciemne winogrona.
    L’uva è ricca di vitamine. Winogrona są bogate w witaminy.
    La stessa parola al plurale le uve possiamo incontrare nel contesto in cui si parla della qualità di uva.
  • LA FRUTTA – inteso come l’insieme dei frutti che si mangiano è singolare mentre in polacco è plurale ad esempio:
    La frutta è molto sana. Owoce są bardzo zdrowe.
    Non le piace la frutta. Ona nie lubi owoców.
    In vacanza ho mangiato molta frutta. Na wakacjach jadłam dużo owoców.

Questi esempi servono solo a farvi prestare attenzione a tale aspetto perché possiamo trovarne molti altri e non ha senso studiarne la lista ma è molto meglio ogni volta che ne troviamo una sottolineare questa differenza.

Censimento agricolo: meno aziende ma di maggiori dimensioni

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Dominik Rozkrut, presidente del GUS (l’Istituto Statistico Polacco), ha reso noti i risultati del Censimento Agricolo Generale del 2020. In Polonia attualmente vi sono 1.317.000 aziende agricole, circa il 13% in meno (circa 190.000) rispetto al Censimento Agricolo Generale del 2010, tuttavia sono di dimensioni sempre più grandi: la loro estensione è aumentata da 9,8 ettari nel 2010 ad 11,1 ettari (circa il 13% in più). Commentando questi dati, Rozkrut ha sottolineato che essi mostrano le tendenze essenziali osservate nei territori agricoli polacchi, dove si osserva una sempre maggiore specializzazione delle aziende agricole ed il progresso nella concentrazione della produzione agricola. Mentre il numero di aziende agricole aventi estensione fino a 15 ettari di terreni coltivabili è diminuito di circa il 16%, è aumentato di circa il 6% il numero di aziende agricole aventi estensione oltre 15 ettari. Il GUS ha comunicato che è diminuito il numero delle aziende agricole più piccole, aventi estensione fino a 5 ettari di terreni coltivabili, dal 54% nel 2010 al 52,5% nel 2020, e contemporaneamente è aumentata la presenza di aziende agricole aventi estensione di 15 ettari ed oltre di terreni coltivabili, dal 13% nel 2010 al 15,8% nel 2020. Secondo i risultati preliminari del censimento del 2020, l’estensione dei terreni coltivabili complessivamente nelle aziende agricole risulta di circa 14 637 mila. Negli ultimi 10 anni, questa superficie è diminuita di circa 200 mila ettari (circa 1,5%). Il censimento inoltre ha mostrato che nell’arco di 10 anni è aumentata la superficie dei terreni per la semina di circa 340 mila ettari (del 3,3%), ma è diminuita la superficie destinata ai frutteti di circa 50 mila ettari (di circa il 14%) e dei terreni a prato permanente di circa 45 mila ettari (dell’1,4%). La percentuale dei terreni per la semina è del 73,2%, e a confronto con il 2010 è aumentata di 3,4 punti percentuali. La percentuale dei terreni a prato permanente è del 21,8% (con un aumento di 0,1 punto percentuale). La percentuale dei frutteti è del 2,1% (con una diminuzione di 0,3 punti percentuali). La superficie complessiva dei terreni per la semina nelle aziende agricole nel 2020 è risultata essere di oltre 10.707 mila ettari, più estesa di circa 340 mila ettari rispetto al 2010. La coltivazione dominante è rappresentata dai cereali, che costituiscono circa il 70% delle colture. La loro superficie nel 2020 è risultata di circa 7 377 mila ettari. Riguardo alle coltivazioni, rispetto al 2010, è diminuita la percentuale dei cereali (di 4,5 punti percentuali) e delle patate (di 1,5 punti percentuali), la coltivazione delle rape è rimasta invariata, ed è di poco aumentata la percentuale delle barbabietole da zucchero (di 0,3 punti percentuali). Invece riguardo agli animali da allevamento, rispetto al 2010, il bestiame è aumentato circa del 10% fino a raggiungere 6 299 mila unità, mentre i suini sono diminuiti di oltre il 26%, ora sono 11 203 mila. Nel 2020, per ogni azienda agricola avente animali da allevamento, corrispondono mediamente 24 unità di bestiame (rispetto ad 11, nel 2010) e 133 suini (rispetto a 39, nel 2010). Dal 2014, le malattie che hanno colpito i suini, principalmente l’ASF (African swine fever), hanno condotto alle misure veterinarie di controllo negli allevamenti e quindi alla diminuzione degli allevamenti di suini su piccola scala rispetto a quelli intensivi, di tipo industriale. Secondo i dati preliminari del censimento, nell’arco dell’ultimo decennio è aumentato anche il numero di trattori nelle aziende agricole (circa 1 444 mila, ossia circa 2% in più rispetto al 2010); mediamente, per ogni azienda agricola risultano esservi 1,1 trattore (rispetto a 0,9, nel 2010). Comunque, la superficie media dei terreni coltivabili per trattore (circa 10 ettari) si è mantenuta ad un livello simile a quella del 2010 (10,5 ettari). Nel 2020 le mietitrebbiatrici sono circa 167 mila, ossia oltre il 10% in più rispetto al 2010. In confronto al 2010, è diminuita la quantità di spruzzatori agricoli per distribuire sulle piante i prodotti per la loro protezione (di circa il 5%, a 513mila unità). Il Censimento Agricolo Generale del 2020 è stato condotto dal 1 settembre al 30 novembre 2020, ed è il secondo dopo l’entrata della Polonia nell’UE.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C844003%2Cw-polsce-znacznie-spadla-liczba-gospodarstw-rolnych.html

Mummia egiziana conservata a Varsavia, si tratta di donna incinta

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La ricerca di un team di scienziati polacchi mostra che la prima mummia egiziana riconosciuta al mondo di una donna incinta si trova nel Museo Nazionale di Varsavia. Si è creduto a lungo che nascosto sotto i rotoli di bende fosse il sacerdote Hordehuti ma nuove analisi utilizzando un tomografo moderno hanno dato nuovi risultati. La scoperta è stata fatta nell’ambito del Warsaw Mummy Project. Un articolo sui risultati è appena apparso sul Journal of Archaeological Science. La dottoressa Marzena Ożarek-Szilke, l’antropologa ed l’archeologa della Facoltà di Archeologia dell’Università di Varsavia, che è una degli autori dell’articolo, ricorda in un’intervista a PAP che, poco prima che la stampa fosse pubblicata per la pubblicazione, insieme con il marito Stanisław, hanno notato un piccolo piede nel ventre della donna deceduta. Finalmente, dopo l’uso di vari filtri e scansioni e molte ore d’esperienza di Marcin Jaworski, esperto nel campo della visualizzazione ed allo stesso tempo archeologo, è stato possibile vedere con maggiore precisione l’intero feto. Si è scoperto che la donna era nella 26.-28. settimana di gravidanza. Ciò significa che questa mummia è l’unica finora riconosciuta al mondo con un feto nel grembo materno, sottolinea l’autore principale della pubblicazione, il dottor Wojciech Ejsmond dell’Istituto delle culture mediterranee ed orientali dell’Accademia polacca delle scienze. Ożarek-Szilke afferma che lasciare il feto nella pancia è un mistero e che i tessuti contengono tracce del sangue del defunto. Come parte della prossima fase pianificata del progetto, gli scienziati vogliono analizzare la sua composizione. Grazie a questo, potrebbe essere possibile scoprire la causa della morte di una donna incinta, in quanto alcune tossine indicative di malattie specifiche possono essere rilevate ancora oggi. La mummia arrivò in Polonia nel XIX secolo, probabilmente grazie a Stanisław Kostka Potocki, il ministro dell’istruzione, che sostenne attivamente la creazione della collezione di antichità presso l’emergente Università di Varsavia. Secondo il dottor Ejsmond, si è creduto a lungo che ci fosse una “mummia di donna” all’interno della bara. Questo è ciò che dicono i documenti del XIX secolo. Fu solo nel periodo tra le due guerre che furono letti i geroglifici sulla bara, che indicavano chiaramente il suo proprietario: il sacerdote Hordehuti. Si riteneva quindi che l’uomo stesse riposando all’interno. Solo nel corso di recenti studi è stato accertato che si tratta di una donna. Attualmente la mummia, appartenente all’Università di Varsavia, è depositata presso il Museo Nazionale di Varsavia dal 1917. Insieme al sarcofago è esposto nella Galleria permanente di Arte Antica di recente apertura.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C862298%2Cpierwsza-znana-egipska-mumia-ciezarnej-kobiety-znajduje-sie-w-warszawie