Speciale Genova

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fot: Opera Laboratori

Genova tra storia e sviluppo, destinazione top 2026

La Superba, per secoli straordinaria Repubblica Marinara, casa della grande scuola dei cantautori e del pesto, la città che diede i natali a Cristoforo Colombo è oggi in piena rinascita sociale, economica, turistica. Un percorso iniziato nel 2004, quando è stata Capitale Europea della Cultura, continuato nel 2006 con il prestigioso riconoscimento di una parte del centro storico – nello specifico le Strade Nuove e il sistema dei palazzi dei Rolli di Genova – tra i siti Patrimonio mondiale dell’umanità tutelati dall’UNESCO, per arrivare all’inserimento di Genova, unica città italiana, tra le “52 destinazioni imperdibili del 2026”, secondo la classifica del New York Times. Un successo della città e della sua rinnovata vocazione turistica che è stato presentato lo scorso maggio presso l’Ambasciata d’Italia a Varsavia alla presenza dell’Ambasciatore Luca Franchetti Pardo, dell’Assessora al Commercio, Turismo, Marketing Territoriale Tiziana Beghin, della Presidentessa di Genova Convention Bureau Ilaria Alzona, del Direttore Generale dell’Aeroporto di Genova Francesco D’Amico e del Presidente di AICE Poland Franco Aprile. Un incontro, impreziosito dalla cantante attrice Monika Mariotti che ha interpretato in polacco “La città vecchia” del grande Fabrizio De Andrè, da cui è emersa una Genova modello virtuoso di sviluppo turistico, essendosi affermata in poco più di un anno tra gli epicentri del viaggio in Europa, a confermarlo i dati del 2025, che fotografano una Genova tra le mete più dinamiche del panorama italiano, che ha trainato la crescita dell’intera Liguria: 3,5 milioni di presenze nel 2025 di cui il 50% dall’estero, che sono cresciute del 15%, con variazioni a seconda della stagionalità. 

 

 

Tiziana Beghin: Genova, meraviglioso equilibrio di contrasti

Tiziana Beghin

Il ricoprire un importante ruolo istituzionale non ha fatto perdere all’Assessora al Commercio, Turismo e Marketing Territoriale di Genova, Tiziana Beghin, la spontanea fascinazione per questa città.

Cosa l’affascina di Genova?

Ciò che mi seduce profondamente di Genova – un legame che ho compreso appieno solo vivendo lontano – è il suo straordinario equilibrio tra i contrasti. Genova è una città che non si concede facilmente, ma che va conquistata passo dopo passo. È un luogo fatto di ossimori: la luce del porto e l’ombra densa dei vicoli; l’austera maestosità dei palazzi di Via Garibaldi che dialoga, a pochi metri di distanza, con la veracità più autentica dei caruggi. Negli anni vissuti all’estero mi sono reso conto che per me nessun’altra città possiede una tale stratificazione unica di epoche, odori e anime.

foto di Clara Vannucci; su gentile concessione dell’ufficio stampa di Opera Laboratori

Ci svela i suoi angoli del cuore, mete note e tesori nascosti?

La mia è ormai una riscoperta quotidiana. Tra i luoghi più noti Boccadasse resta un miracolo senza tempo, ma oggi a incantarmi sono soprattutto gli angoli nascosti. Penso a Campopisano, con il suo caratteristico ciottolato a risseu bianco e nero e quella quiete surreale, quasi medievale, sospesa a due passi dal caos del centro. Ciò che amo di più, però, è l’atmosfera che si respira camminando nei caruggi la mattina presto: è il momento in cui le botteghe alzano le saracinesche e nell’aria si mescola il profumo del caffè con quello della focaccia appena sfornata. È una dimensione intima, quasi confidenziale.

Quali sapori e suoni definiscono l’identità genovese?

Il cibo e la musica a Genova non sono semplici elementi culturali, ma veri e propri riti identitari. Penso al sapore inconfondibile della focaccia mangiata calda, appena sfornata, un gesto semplice che racchiude l’essenza della nostra tradizione. E poi c’è la musica, perché Genova ha una sua colonna sonora intrinseca. È la voce di Fabrizio De André che risuona tra i muri di Via del Campo, ma è anche il suono stesso della “vocalità” genovese. Persino il tipico mugugno, che un tempo potevo percepire come un limite, oggi lo ritrovo e lo comprendo come una vera e propria forma d’arte, un modo pudico ma sincero di esprimere affetto e appartenenza.

Se dovesse scegliere un solo luogo e un momento perfetto, dove ci porterebbe?

Un luogo che racchiuda tutta la magia della città? Non ho dubbi: Spianata Castelletto, in primavera, all’ora del tramonto, quando il giorno cede il passo alla sera. Quel balcone sospeso è diventato il mio punto fermo. In primavera l’aria si fa più dolce, il cielo si tinge di un blu profondo e Genova si accende sotto gli occhi, tra il porto antico e i tetti d’ardesia. Ma la vera magia, per me, è sonora: è il momento in cui il richiamo selvaggio dei gabbiani si incrocia e si confonde con i primi voli bassi e stridenti delle rondini. In quell’intreccio di ali e di versi, sospeso tra il mare e il cielo, ritrovo ogni volta il senso profondo della mia città.

foto di Clara Vannucci; su gentile concessione dell’ufficio stampa di Opera Laboratori

Ilaria Alzona: innamorarsi di Genova

La presidentessa di Genova Convention Bureau, Ilaria Alzona, è intervenuta lo scorso 13 maggio all’Ambasciata d’Italia a Varsavia all’evento di presentazione delle potenzialità turistico-economiche del capoluogo ligure. Alzona nel sottolineare l’importanza del turismo congressuale e l’eccezionale offerta di sedi fieristiche e congressuali di Genova ha poi raccontato la sua visione della città: “Genova, storica città di mare, è il crocevia e la culla del Mediterraneo. È una città da scoprire lentamente, passo dopo passo, lasciandosi guidare dai suoi contrasti: il mare e i caruggi, i palazzi nobiliari e le botteghe popolari, il silenzio delle creuze e l’energia del porto. Negli ultimi anni Genova ha registrato una crescita costante del turismo internazionale e del settore congressuale, grazie a grandi eventi culturali, scientifici e business che hanno portato in città migliaia di visitatori da tutto il mondo. Oggi Genova è sempre più riconosciuta come destinazione autentica, sostenibile e sorprendente. Per chi organizza congressi ed eventi, Genova rappresenta una scelta unica: una città raccolta, facilmente vivibile, con sedi storiche e contemporanee affacciate sul mare. Mi piace definirla “una location a cielo aperto”, perfetta per trasformare ogni evento in un’esperienza unica e memorabile. Quello che affascina davvero chi arriva qui è l’atmosfera. Genova ha il profumo della focaccia appena sfornata al mattino, il suono del mare nelle giornate d’inverno, la luce dorata che al tramonto illumina i palazzi dei Rolli. È una città elegante ma mai ostentata, intensa ma discreta. Tra i luoghi più noti amo naturalmente il centro storico, uno dei più grandi d’Europa, e Boccadasse, piccolo borgo di pescatori sospeso nel tempo. Ma la Genova più autentica si trova anche negli angoli meno conosciuti: nei panorami di Castelletto, nei vicoli silenziosi di Carmine, nelle passeggiate sul mare di Nervi o nei piccoli ascensori storici che collegano la città verticale. Genova si vive anche attraverso il cibo e la musica. Il pesto, la focaccia, il pesce ligure raccontano una cultura semplice e raffinata allo stesso tempo. E poi c’è la grande tradizione musicale genovese, da Fabrizio De André ai cantautori che hanno dato voce all’anima più poetica della città. Il mio momento preferito dell’anno è l’inizio dell’autunno, quando le giornate sono ancora luminose, il mare conserva il calore dell’estate e la città ritrova i suoi ritmi autentici. Amo particolarmente passeggiare al tramonto tra Corso Italia e Boccadasse: in quel momento Genova riesce davvero a farsi amare, con colori incredibili che trasformano il mare, i palazzi e il cielo in un unico paesaggio”.

foto di Clara Vannucci; su gentile concessione dell’ufficio stampa di Opera Laboratori