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Istituto Polacco dell’Economia: nei prossimi mesi peggioreranno gli indicatori dell’occupazione
[Aggiornamento 19.11.2020] Situazione attuale in Polonia rispetto all’epidemia di COVID-19
Negli ultimi giorni in Polonia si sono registrati ancora numeri in crescita per i casi di COVID-19.
Il numero complessivo dei malati attivi è salito a 422.824, di cui in gravi condizioni 2.080, ovvero circa l’1% del totale. Gli ultimi dati mostrano nell’ultima settimana un numero stabile di nuovi casi giornalieri che al 19 Novembre sono 23.975. Preoccupa l’alto numero di morti 637, numero record da inizio pandemia.
Il Voivodato della Slesia (4.377), la Masovia (3.041), la Grande Polonia (2.153), la Bassa Slesia (1.808), e la Piccola Polonia (1.660), sono i Voivodati maggiormente interessati dai nuovi casi.
I numeri dell’epidemia destano preoccupazione anche se scende la pressione sulle strutture sanitarie polacche. Attualmente sono 37.348 i posti letto per pazienti COVID-19, di cui occupati 22.536, mentre le terapie intensive sono 2.888, di cui occupate 2.080. Questa settimana si sono registrati numeri molto pesanti dal punto di vista dei decessi, saliti a 12.088 totali da inizio pandemia.
Tutto il territorio polacco è zona rossa con chiusura di bar, ristoranti, palestre, cinema, teatri, centri commerciali, con alcune eccezioni e la presenza di diverse restrizioni sul numero di persone consentite e l’esercizio degli hotel. Bar e ristoranti possono effettuare il solo servizio di asporto.
Da segnalare questa settimana l’opposizione di Polonia e Ungheria, che hanno posto il veto sul Recovery Fund bloccando l’accordo raggiunto sul Bilancio Ue 2021-2027.
Si raccomanda di limitare gli spostamenti e monitorare i dati epidemiologici nel caso di viaggi programmati da e verso la Polonia, per il rischio di possibili nuove restrizioni sui voli e gli spostamenti.
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Informazioni per i cittadini italiani in rientro dall’estero e cittadini stranieri in Italia tra cui le risposte alle domande:
- Ci sono Paesi dai quali l’ingresso in Italia è vietato?
- Sono entrato/a in Italia dall’estero, devo stare 14 giorni in isolamento fiduciario a casa?
- Quali sono le eccezioni all’obbligo di isolamento fiduciario per chi entra dall’estero?
- E’ consentito il turismo da e per l’estero?
Per gli spostamenti da e per l’Italia a questo link le informazioni del Ministero degli Esteri:
https://www.esteri.it/mae/it/
La situazione Polonia verrà aggiornata all’indirizzo: www.icpartners.it/polonia-situazione-coronavirus/
Per maggiori informazioni:
E-mail: info@icpartnerspoland.pl
Telefono: +48 22 828 39 49
Facebook: www.facebook.com/ICPPoland
LinkedIn: www.linkedin.com/company/icpartners/
Campagna ICE per promuovere i prodotti agroalimentari italiani
Nell’ambito delle iniziative di promozione dei prodotti agroalimentari italiani organizzate dall’ufficio Ice-Agenzia di Varsavia ha avuto inizio la “campagna digitale” in collaborazione con la piattaforma e-commerce FRISCO.PL
La campagna promozionale fa leva sul concetto di autenticità dei prodotti italiani (100 per cento italiani). I consumatori che entrano nella piattaforma troveranno la sezione Area Italiana (Strefa Wloska) attraverso la quale avranno accesso all’offerta di oltre 500 prodotti italiani, a loro volta contrassegnati da una coccarda tricolore. Per facilitare gli acquisti i prodotti italiani sono divisi per categorie merceologiche (formaggi, bibite, prodotti da forno, condimenti, salumi etc..). La campagna è supportata anche da banner promozionali e con una pubblicità sui 40.000 cataloghi che i migliori clienti di FRISCO.PL ricevono a domicilio, oltre che nelle rubriche Facebook curate della stessa piattaforma.
La campagna promozionale, ad intervalli periodici, proseguirà fino a giugno 2021. “Grazie a questa iniziativa”, dichiara il Direttore dell’Ufficio Ice di Varsavia, Antonino Mafodda, “su un totale di 83 fornitori italiani presenti sulla piattaforma FRISCO.PL ben 25
aziende sono presenti per la prima volta nel canale e-commerce in Polonia, e questo grazie alla campagna di sensibilizzazione condotta la scorsa estate dalla sede centrale di Ice-Agenzia in Italia. Sono anche grato all’Ambasciata d’Italia che ci ha incoraggiato a continuare nell’opera di promozione dell’agroalimentare italiano puntando sui canali digitali. Nonostante l’incremento del nostro export in Polonia nel settore agroalimentare, vicino al miliardo di euro in valore, i nostri rimangono prodotti di nicchia che hanno difficoltà ad entrare nei tradizionali canali GDO. Per questo il canale e-commerce può rappresentare la chiave di volta per approdare sulle tavole dei consumatori polacchi”.
L’uso dei droni nella lotta contro il Covid-19
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Ricordiamoci dell’infinito
L’infinito, la parola vicina al termine latino infinitivus, a seconda di una delle prime voci trovate su Google è “che non è finito, nel senso di qualcosa che non ha una determinazione precisa, cioè che è indeterminato, che è indefinito.“ La sua analoga definizione in polacco „forma czasownika, która wyraża czynność lub stan w sposób abstrakcyjny, zazwyczaj bez określania czasu, rodzaju, liczby, osoby, trybu, strony i aspektu”.
E quindi visto che l’infinito non è definito, non indica nessuna persona né tempo, non si coniuga dovrebbe piacere a chi studia la lingua italiana ed a chi non piace studiare le coniugazioni, per i polacchi però alcune frasi che lo usano non sono per niente così evidenti, sarà perché nella lingua polacca la struttura delle frasi non sempre è simile.
Vediamo prima quelle frasi che nelle due lingue hanno la struttura identica:
- Penso di andare in vacanza. Zamierzam pojechać na wakacje. Io penso, ho intenzione – ja myślę, zamierzam e pojechać, andare nella forma dell’infinito anche in polacco e quindi è per noi chiaro che riguardi la stessa persona, io devo andare ed io penso e non penso che lo faccia qualcun altro.
- Volete uscire? Chcecie wyjść? Giustamente anche qui usiamo il primo verbo coniugato ed il secondo all’infinito.
Fin qui tutte e due frasi sembrano probabilmente chiare perché pure in polacco la loro struttura è simile ed è probabile che un lettore ormai si chieda perché spiegare le cose evidenti. Un attimo di pazienza per favore e vediamo questa qui:
- Spero di riuscirci. Mam nadzieję, że mi się uda. In italiano sempre, come negli esempi precedenti dopo il primo verbo coniugato spero si mette l’infinito riuscire. Ma non in polacco che non è qui conseguente ed all’improvviso nonostante che la frase continui a parlare dello stesso soggetto, io spero ed io riesco, se tutto va bene, si usa la forma coniugata del verbo riuscire, mi się uda.
Ecco BISOGNA RICORDARE DI USARE L’INFINITO nella lingua italiana perché l’uso della forma coniugata è addirittura un errore. Ne faccio alcuni altri esempi di sotto per avvicinarci al tema:
- Lui ha paura di perdere il treno. On boi się, że nie zdąży na pociąg.
- Siete contenti di essere qui? Cieszycie się, że tu jesteście?
- Dubitavo di passare quell’esame. Wątpiłam, że zdam ten egzamin.
- Luisa credeva di essere bella. Luisa sądziła, że jest ładna.
- Erano sorpresi di vederci. Zdziwieni byli, że nas widzą.
Chiaramente l’infinito è una forma che si usa anche nelle altre costruzioni; nelle espressioni fisse tipo a dire il vero prawdę mówiąc o lo possiamo trasformare nella forma del sostantivo ad esempio nella famosa frase “Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare” tradotto in polacco come Łatwo powiedzieć trudno zrobić.
Volevo però concentrare la vostra attenzione su queste frasi esempi come su un punto dove ci capita di sbagliare perché spesso quando incontriamo una forma oppure una struttura diversa da quella nella nostra lingua madre c’è rischio di fare un errore. Quindi ricordiamo di usare l’infinito!
La pandemia spinge i polacchi a spendere con più attenzione
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La pandemia non ferma la crescita dei prezzi nel settore immobiliare
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Fino al 24 novembre voli interdetti tra la Polonia e 10 stati
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Sofonisba Anguissola, ritrattista rinascimentale
Un tempo le artiste lavoravano principalmente nei monasteri o nelle botteghe dei padri, sia che essi fossero pittori o scultori. Accadeva di rado che una talentuosa figlia fosse mandata a studiare pittura presso un maestro e lavorasse nel suo laboratorio. La storia dimostra tuttavia che tra le genti di un tempo c’erano anche menti così coraggiose da sostenere il talento delle proprie figlie. È il caso di Amilcare Anguissola, padre di Sofonisba, ritrattista del XVI secolo.
Una giovane pittrice e umanista
Sofonisba, nata intorno al 1535, fu la figlia di maggior talento artistico di Amilcare, e il padre la spedì a studiare nella bottega di Bernardino Campi. Un altro maestro della futura pittrice fu Bernardino Gatti, detto il Sojaro. Dopo sei anni di studio la giovane pittrice aprì una propria bottega, di cui il padre fu primo mecenate. In cambio del loro favore, ripagava conoscenze altolocate con i propri dipinti e intratteneva una corrispondenza con noti artisti, tra i quali Michelangelo, che le chiese di inviargli un disegno. Nel 1557 Sofonisba gli inviò il Fanciullo morso da un gambero, che fu apprezzato. In poco tempo la ragazza ottenne commissioni dall’aristocrazia e, dopo aver lavorato nelle corti di Mantova e di Ferrara, iniziò a lavorare per la corte reale madrilena. In qualità di dama di corte istruita e di precettrice della regina Elisabetta di Valois, Sofonisba era considerata una pari dall’aristocrazia locale e la sua compagnia era ricercata. Spese gli ultimi anni della sua vita a Palermo, dove la visitò Antoon van Dyck. Di lei van Dyck fece un ritratto a matita e si sono conservate note risalenti al 1624, in cui scrisse che una Sofonisba ormai ipovedente gli consigliò come sfruttare la luce per nascondere le sue rughe. Un ritratto a olio della pittrice basato sul disegno si trova oggi nella collezione di un museo inglese.
Un ritratto rinascimentale nelle collezioni polacche
T
ra le collezioni polacche si trova un Autoritratto della pittrice del 1556. Conservato al castello di Łańcut, rappresenta una perla per le collezioni museali, ma è allo stesso tempo una testimonianza rinascimentale sulla vita della pittrice. Sofonisba si dipinse davanti al cavalletto, con il pennello in mano durante la conclusione di una Madonna con Bambino. Forse è una copia di un dipinto di Bernardino Gatti, perché una sagoma allungata e manieristica richiama la scuola cremonese e l’artista poteva così rendere omaggio al proprio maestro. Sofonisba appare con un volto giovane e quasi infantile, con occhi grandi e curiosi e capelli tenuti modestamente ai lati e raccolti, nascosti da una retina nera. L’abito di seta nera, semplice ma elegante, e il corpetto marrone scuro aperto e con pieghe sulle spalle non limitano la pittrice, che appare libera di muoversi. All’altezza del collo e dei polsi emergono i merletti bianchi e soffici di una camicetta in stile veneziano. Nella mano sinistra la donna tiene un supporto di legno, nella destra un pennello sospeso davanti al dipinto.
I colori del quadro sono smorzati, ma ci sono alcuni accenti decisi, come la macchia di colore rosso sulla tavolozza, il rosa pastello e l’azzurro degli abiti della Madonna, che contrastano con lo sfondo scuro, conferendo energia al tutto. I colori dominanti sono tuttavia i marroni, che danno al ritratto calore e serenità. Lo sfondo scuro e la luce chiara diffusa danno risalto al volto della pittrice ed è innanzitutto verso di lei che si rivolge lo sguardo. Un ulteriore qualità della tecnica pittorica sono i contorni delicatamente addolciti, che fanno sì che una scena dipinta con precisione assuma morbidezza.
Molti autoritratti della pittrice sono oggi sparsi per i musei di tutta Europa. L’artista solitamente si presentava davanti al cavalletto o suonando alla spinetta o con un libro tra le mani. Ognuno di questi oggetti la definiva come una donna istruita.
Sofonisba dipingeva principalmente ritratti nonostante a quel tempo godessero di popolarità le scene religiose e mitologiche. I disegni e i dipinti non includevano scene dalla natura e la donna non era in grado di conoscere l’anatomia umana come la studiavano gli uomini, che creavano composizioni con molte figure su richiesta di committenti laici ed ecclesiastici. Come artista d’epoca tardo-rinascimentale non aveva gli stessi diritti degli uomini, ma il suo talento e gli sforzi del padre le permisero una vita agiata e la richiesta di ritratti era cospicua. Sofonisba dava risalto al carattere del soggetto ritratto e lo trasferiva sulla tela, creando opere naturalistiche, benché spesso lievemente idealizzate, come se stesse facendo un leggero inchino in direzione del modello. In ogni autoritratto conservato, come in Autoritratto al cavalletto, si mostrava senza imbarazzi, attenta, serena e riappacificata a una buona vita. Osservando i suoi dipinti sembra infatti che Sofonisba conduca una vita buona e tranquilla.
Le donne nella cultura del XVI secolo
L’epoca in cui Sofonisba dipinse era un’epoca di svolta. Sebbene ancora per molti anni le donne avrebbero rappresentato un’eccezione nel mondo dell’arte, già nel XVI secolo Ludovico Ariosto, poeta rinascimentale, scrisse che le donne arrivano alla perfezione in ogni arte in cui si cimentano. Non rinunciate, o dame che volete praticare arte eccelsa, a tale strada. Ci furono donne rinascimentali che scrissero poesie e furono mecenati di artisti: Elisabetta Gonzaga, musa di Baldassarre Castiglione; Vittoria Colonna, poetessa e amica di Michelangelo; Isabella d’Este, mecenate di molti artisti, tra i quali Leonardo da Vinci, Tiziano, Ludovico Ariosto e molti altri che hanno avuto un impatto culturale significativo. Sofonisba dipingeva ritratti, ma il suo talento ha influenzato molti artisti dopo di lei: Peter Paul Rubens, Antoon van Dyck, Caravaggio, che ispirato dal Fanciullo morso da un gambero dipinse il suo Ragazzo morso da un ramarro. Il successo di Sofonisba come artista divenne un lasciapassare per le generazioni successive di artiste donne. Lavinia Fontana, la prima artista nella storia a lavorare fuori da una corte o un monastero, cominciò la sua attività nella bottega del padre, ma in una lettera scrisse che si consacrò alla pittura dopo aver visto un ritratto di Sofonisba Anguissola.
tłumaczenie it: Massimiliano Soffiati
“Boże ciało” e “Szarlatan” nominati agli European Film Awards
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