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Seminario polacco-italiano sul giardino “Citri et aurea”

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Il progetto “Citri et Aurea”, avviato con successo nel 2019, continua con eccellenti sviluppi, alla pari della collaborazione fra le Gallerie degli Uffizi e il Museo del Palazzo del Re Jan III di Wilanów. All’inizio di settembre ha avuto luogo un seminario specialistico al quale hanno partecipato i tecnici e gli specialist curatori del patrimonio botanico italiani e polacchi operanti presso i giardini storici. Nel corso del seminario, sono stati presentati i risultati ottenuti da entrambi i paesi nell’ambito delle attività di conservazione dei giardini e della collezione di agrumi.

Il consolidamento dei contatti diplomatici tra le corti del granduca di Toscana Cosimo III de’ Medici e di Re Jan III dopo la vittoriosa battaglia di Vienna portò, nel 1684, all’invio di otto casse di piante a Wilanów. Tra le varietà menzionate nelle fonti troviamo il limone lumia chiamato Pomo d’Adamo (Citrus lumia ’Pomum Adami’), che veniva donato a quei tempi come prova di amicizia. Il delicato carico percorse gli oltre 1600 km della difficile strada da Firenze a Varsavia. La straordinaria storia delle piante di quasi 340 anni fa ha contribuito all’avvio della collaborazione imperniata sulle storiche collezioni di agrumi tra il Giardino di Boboli, afferente alle Gallerie degli Uffizi, e il Museo del Palazzo del Re Jan III a Wilanów.

Il Giardino di Boboli può vantare un’eccezionale collezione di agrumi, considerata una delle più importanti raccolte a livello europeo. Comprende oltre 500 vasi con alberi di agrumi di circa 90 varietà diverse, tra le quali oltre 20 costituiscono antiche varietà del periodo dei Medici. Le piante vengono conservate affidandosi tuttora a metodi di coltivazione tradizionali e all’arte toscana del giardino.

Gli specialisti del Giardino di Boboli, con le loro conoscenze specialistiche, supporteranno il team del museo di Wilanów nella realizzazione di un’impresa estremamente complessa – ricostruire la collezione delle varietà storiche di agrumi. Il processo di ripristino delle antiche varietà ha preso il via nel 2016, quando nel giardino barocco sono comparsi 38 aranci, collocati in caratteristici vasi di quercia dipinti a strisce bianche e verdi. La collezione Wilanów conta attualmente oltre 100 esemplari di agrumi di 7 specie e rappresenta una rara collezione in Polonia di alberi da orangerie.

Nella prima fase del progetto “Citri et Aurea”, realizzata nel 2019, tre dipendenti del museo di Wilanów si sono recati a Firenze in visita di studio per apprendere i metodi di coltivazione tradizionali e l’arte toscana del giardino. La visita è stata l’occasione per scambiare conoscenze ed esperienze nel campo della conservazione dei giardini storici e delle collezioni di alberi di agrumi.

Quest’anno, nel corso del seminario italo-polacco avente per tema i giardini, svoltosi online all’inizio di settembre, sono stati presentati i risultati ottenuti dalle istituzioni dei due paesi nell’ambito delle opere di conservazione dei giardini e della collezione di agrumi. All’evento hanno partecipato gli esperti e professionisti che hanno lavorato presso la storica residenza. A rappresentare le Gallerie degli Uffizi a Firenze sono stati: la dott.ssa Bianca Maria Landi, coordinatrice del Giardino di Boboli e Curatrice del Patrimonio botanico, l’arch. Paola Ruggieri, Curatrice del Patrimonio architettonico, le quali hanno parlato della conservazione, tutela e rivitalizzazione del Giardino di Boboli. Per quanto concerne la prospettiva delle piante e dell’architettura inerente alla secolare tradizione della collezione di agrumi che vanta ben 470 anni di storia, a parlarne è stato Gianni Simonti, giardiniere del Giardino di Boboli. Jacek Kuśmierski, specialista dei giardini monumentali del Museo del Palazzo di Re Giovanni III a Wilanów, ha parlato del passato e del futuro della collezione di agrumi del luogo. Łukasz Przybylak, direttore dei giardini di Wilanów, ha presentato la storia e delle prospettive di rivalutazione del giardino dell’Aranciera. Il Museo di Nieborów ed Arkadia è stato presentato da Agnieszka Chmielewska del Dipartimento per la Tutela Ambientale, la quale ha spiegato fatti e miti connessi alla collezione di agrumi del luogo. Il seminario si è concluso con la presentazione di Beata Kańska, direttrice del giardino del Museo del Parco Łazienki Królewskie di Varsavia, che ha raccontato dei 250 anni di storia del parco di Łazienki e della collezione di agrumi.

Il seminario sui giardini „Citri et Aurea” realizzato dal Museo del Palazzo di Re Giovanni III a Wilanów e dalle Gallerie degli Uffizi a Firenze sono uno straordinario esempio di collaborazione tra la Polonia e l’Italia nell’ambito dell’arte dei giardini. La Prof.ssa Dorota Folga-Januszewska, vice direttrice del Museo del Palazzo di Re Giovanni III a Wilanów, rammenta che: Firenze e Roma sono considerate una sorta di città-ideali più frequentemente citate nella letteratura polacca, luoghi che si visitano per assaporare: bellezza, scienza, divertimento ma anche i frutti della natura e le visioni d’autore di giardini. Dal XVI secolo furono scritte migliaia di pagine con appunti inerenti le spedizioni italiane che poi fruttarono in: architettura, pittura, scultura e soprattutto nell’arte dei giardini. Wilanów: il pallazzo-museo ed i giardini circostanti sono l’esempio perfetto per sottolineare questi usi e costumi. Nel nostro museo, la tradizione culinaria viene trattata da un punto di vista investigativo e scientifico, ovvero al livello delle restanti arti, il che lo rende indubbiamente un luogo in cui il progetto “Citri et Aurea” si compone perfettamente nella storia dei sensi, delle sensazioni e delle impressioni.

Il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, dichiara: Il progetto “Citri at Aurea” mi rende davvero orgoglioso perchè proietta verso il futuro una tradizione di fecondi scambi fra Italia e Polonia, avviata in epoca barocca dal Granduca Cosimo III de’ Medici.

Grazie alla partnership fra Giardino di Boboli e Museo del Palazzo del Re Jan III a Wilanów, questo secolare scambio di competenze e buone pratiche – focalizzato sul giardinaggio in generale e sulle collezioni di agrumi e la loro conservazione in specifico – si è potuto oggi proficuamente rinnovare.

Ancora più grande è la mia soddisfazione, oggi, perchè nonostante il difficile momento storico che stiamo tutti attraversando a causa della pandemia che ha cambiato radicalmente le nostre vite, possiamo, grazie alle tecnologie digitali, ugualmente essere vicini e partecipi e condividere i contributi competenti degli esperti del nostro Dipartimento Botanica.

Con l’augurio che questa comunità, al momento attuale solo virtuale, torni di nuovo nel futuro prossimo a scambiarsi reciproca ospitalità anche fisica, invio il mio saluto e quello delle Gallerie degli Uffizi tutte agli amici polacchi.

Le registrazioni degli incontri sono accessibili sul canale YouTube del Museo del Palazzo di Re Giovanni III a Wilanów, ed sul canale Youtube delle Gallerie degli Uffizi a Firenze.

Il progetto è finanziato dal Ministero per la Cultura e il Patrimonio Nazionale della Repubblica Polacca, nell’ambito del programma “La Cultura che ispira”. La Galleria degli Uffizi è partner strategico di questo progetto. L’iniziativa è sostenuta da: Istituto Polacco di Roma, Accademia Polacca delle Scienze a Roma, Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, Rete dei Giardini Storici Europea e Organizzazione Turistica Polacca (POT), mentre il patrocinio mediale del seminario è stato dato da Gazzetta Italia.

Fonte: Gallerie degli Uffizi a Firenze, Museo del Palazzo di Re Giovanni III a Wilanów

Ministro Dera sulla sentenza del Tribunale Costituzionale: “Dobbiamo creare delle norme legali precise sull’aborto”

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Durante l’intervista con il giornalista di TVN24, il ministro presidenziale Andrzej Dera ha commentato la sentenza del Tribunale Costituzionale sull’ aborto. “Abbiamo un compromesso sviluppato nella legislazione polacca, oggi questo compromesso esiste ancora. Il Tribunale Costituzionale ha solamente giudicato che le disposizioni del compromesso sull’aborto utilizzano criteri indefiniti, che potrebbero portare alla violazione del diritto costituzionale alla protezione della vita”. “Dobbiamo in parlamento creare norme legali che saranno precise. La nuova legge dovrà essere scritta in modo che nessuno abbia dubbi che la vita umana sia protetta” ha proseguito Andrzej Dera. Il ministro ha sottolineato che le proteste odierne indicano chiaramente che il compromesso sull’aborto deve essere un compromesso valido per tutti i polacchi, e non solo per il partito al potere.

Biscotti canestrelli

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Ingredienti (per circa 80 biscotti):

  • 300 gr di farina di frumento 00
  • 200 gr di fecola di patate
  • 150 gr di zucchero a velo
  • 1 bacca di vaniglia
  • La scorza di 1 limone
  • 300 gr di burro morbido a pezzetti
  • 1 cucchiaino di sale
  • 6 uova

Procedimento:

I canestrelli sono biscotti buonissimi, tipici del Piemonte e della Liguria. La loro particolare friabilità è data dalla cottura dei tuorli nella pasta.

Per prima cosa, fate cuocere le uova in abbondante acqua per circa 8-10 minuti. Sbucciatele, eliminate l’albume cotto e conservate solo i tuorli. Passateli con uno schiacciapatate o un colino a maglie fitte. In una capiente ciotola lavorate la farina, la fecola, il sale, lo zucchero a velo e il burro con le dita, intridendo bene, fino ad ottenere un composto sabbioso. Aggiungete gli aromi: il limone e il contenuto della bacca di vaniglia fresca. Per ultimi aggiungete i tuorli sodi setacciati e lavorate il composto fino a formare un impasto compatto e morbido.

Avvolgetelo in pellicola trasparente e riponetelo in frigorifero a raffreddare per almeno un’ora. Preriscaldate quindi il forno a 170° in modalità statica. Stendete l’impasto ad uno spessore di circa 1 cm e ricavate dei biscotti del diametro di 3 cm circa, possibilmente utilizzando uno stampo a bordi scanalati. Con uno stampo tondo liscio più piccolo, del diametro massimo di 1 cm, ricavate un buco al centro di ogni biscotto. Disponete i biscotti sulle teglie rivestite di carta forno man mano che sono pronti e impastate nuovamente gli avanzi di pasta per ricavare nuovi biscotti. Continuate così fino ad esaurimento dell’impasto. Fate cuocere per circa 20-25 minuti.

Fate raffreddare i canestrelli e spolverizzate con lo zucchero a velo. Conservate i biscotti dentro una scatola di latta o un contenitore ermetico per mantenere la fragranza nel tempo.

Buon appetito!

Cover d’importazione

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Le cover hanno sempre avuto una certa rilevanza nel mondo della musica leggera. Inoltre, dato che la maggioranza delle hit internazionali è in lingua inglese, è più che comune vedere, anche in Italia, cantanti locali che reinterpretano noti brani di artisti anglosassoni. Alcune cover sono più “tradizionali”, nel senso che mantengono il testo inglese dell’originale; più interessante è però il fenomeno delle cover in italiano di brani anglofoni, con i testi rimaneggiati in maniera più o meno riuscita e indirizzati al pubblico italiano.

Canzoni di questo tipo erano particolarmente comuni negli anni Sessanta e nei primi Settanta, sull’onda del successo del rock e del beat di provenienza statunitense e britannica. Imitare le più celebri star internazionali era prassi comune: basti pensare a un cantante come Little Tony, emulo dichiarato di Elvis Presley.

La band più iconica degli anni Sessanta furono sicuramente i Beatles. Nella prima metà del decennio Fausto Leali incise le versioni italiane di “Please Please Me” e “She Loves You”: in entrambi i casi il ritornello rimaneva (almeno in parte) in inglese mentre le strofe erano in italiano. Il testo di “Please Please Me” inizia con la frase “tu vuoi che parli un po’ l’inglese”, quasi a voler giustificare la scelta di entrambe le lingue. Tra le altre cover di brani del quartetto di Liverpool possiamo ricordare quella di “Yellow Submarine”, eseguita nel 1969 da una giovanissima Nada. Il testo (scritto per la cantante toscana dal più importante dei parolieri italiani, Giulio Rapetti alias Mogol) è semplice e spensierato come nella canzone originale e il ritornello non si discosta molto da quello dei Beatles: “noi viviamo in un bel sottomarin […] / in un giallo e bel sottomarin”. Altri artisti scelsero invece di usare testi propri: si veda per esempio “Se ritornerai” dei Camaleonti, gruppo beat italiano, uscita nel 1966 come rivisitazione di “Norwegian Wood”, altro classico dei Beatles.

Molte altre celeberrime canzoni dell’epoca vennero adattate in italiano: possiamo qui menzionare “Stivaletti rossi” di Dalida, cover di “These Boots Are Made for Walking” di Nancy Sinatra o “Sono bugiarda” di Caterina Caselli, ovvero “I’m a Believer” di Neil Diamond. In quest’ultimo caso il testo è abbastanza fedele all’originale, a parte il ritornello (che cambia “credo [nell’amore]” in “sono bugiarda”). Anche due grandi classici del rock sinfonico della seconda metà degli anni Sessanta, “A Whiter Shade of Pale” dei Procol Harum e “Nights in White Satin” dei Moody Blues, vennero eseguiti in italiano, rispettivamente dai Dik Dik (col titolo “Senza luce”) e dai Nomadi (“Ho difeso il mio amore”). Capitavano anche cover “non ufficiali”: ad esempio il brano “Pietre” di Gian Pieretti, peraltro dal testo molto bello, è fin troppo simile a “Rainy Day Women #12 & 35” di Bob Dylan, mentre “Chi ce l’ha con me” di Adriano Celentano è di fatto un rifacimento di “We Say Yeah” di Cliff Richard.

Ovviamente esistono anche esempi di cover molto più recenti: uno dei classici di Vasco Rossi, “Gli spari sopra”, uscito nel 1993, è in realtà una rivisitazione della canzone “Celebrate” degli An Emotional Fish, un poco noto gruppo irlandese. La genesi del titolo italiano è sorprendentemente semplice: il ritornello “(non) sorridete, gli spari sopra sono per voi” è nato per una semplice assonanza con “celebrate, this party’s over, I’m going home”. Il testo nel suo insieme ha qualche somiglianza con l’originale ma trasmette molta più rabbia e rappresenta una critica dura e sarcastica della società e della politica italiana. Nel 1994 invece è uscito l’album di un altro noto artista rock italiano, Luciano Ligabue, intitolato “A che ora è la fine del mondo?”. Il brano omonimo è una cover di “It’s the End of the World as We Know It (And I Feel Fine)” del trio americano R.E.M., un gruppo quindi tutt’altro che di nicchia. La versione di Ligabue, con un testo fortemente satirico sull’onnipresenza della televisione in Italia, è riuscita a diventare uno dei classici del musicista emiliano e ancora oggi viene regolarmente eseguita dal vivo.

Tomasz Skocki, autore dell’articolo

Oggi non è più così comune che canzoni ben note vengano reinterpretate in italiano. Il rischio è quello di scivolare nel kitsch, oltretutto scontentando i fan di artisti e band di culto. Un esempio non recentissimo, essendo del 2001, ma decisamente famigerato è “E chi se ne frega” di Marco Masini, cover di “Nothing Else Matters” dei Metallica, mentre lo stesso Vasco Rossi ha inciso nel 2009 la canzone “Ad ogni costo”, una rivisitazione nientemeno che di “Creep” dei Radiohead. Questi brani non sono per forza pessimi, ma per i cultori della musica rock sfiorano comunque il sacrilegio. Eppure, inutile nasconderlo, le cover “trash” di canzoni eccellenti hanno una lunga tradizione: il brano di Nino D’Angelo intitolato “Gesù Crì” (chiaramente una forma troncata di “Gesù Cristo”), del 1989, non è altro che “Let It Be” dei Beatles, trasformato in una sorta di pacchiana preghiera in dialetto napoletano.

[Ringrazio Gaia Bisignano per l’aiuto e i suggerimenti.]

La Corte Costituzionale emette la sentenza in materia d’aborto, mondo politico diviso

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Ieri pomeriggio la Corte costituzionale ha emesso un verdetto che definisce incostituzionale la legge che consente l’aborto in caso di malformazioni del feto, rafforzando ancora di più la legislazione anti-aborto in Polonia. Il tribunale ha accolto l’appello di 119 parlamentari di destra, secondo i quali la norma che consente la terminazione di gravidanza a causa di difetti fetali non è conforme alla costituzione. La legge sull’aborto polacca in vigore dal 1993 consente l’aborto solo in due altri casi: quando sussiste un rischio per la vita della donna e in caso in cui la gravidanza è frutto di violenza o incesto. Opposte come prevedibile le reazioni dei politici: “la Polonia finalmente garantisce la protezione giuridica della vita di ogni persona”, ha commentato la sentenza il viceministro della Giustizia, Michał Woś. Krzysztof Bosak, parlamentare del partito “Confederazione” ha scritto: “È stato emesso l’unico verdetto possibile. Peccato che dovessimo aspettare così tanto per ottenere giustizia.” Il resto dell’opposizione invece critica duramente tale sentenza. La vicepresidente della Camera bassa, Małgorzata Kidawa-Błońska (KO) ha detto: “Il verdetto della Corte costituzionale politicizzata significa l’inferno per le donne.” Secondo Kidawa-Błońska, i politici di destra hanno scaricato la responsabilità sulla Corte e li ha chiamati “vigliacchi”. Tomasz Siemoniak (KO) ha sottolineato che l’unica persona responsabile per la sentenza di oggi è Jaroslaw Kaczynski: “I giudici nominati dal partito sono solo strumenti obbedienti, privi di qualsiasi soggettività”. “Il 22 ottobre i diritti di donne sono finiti in Polonia.” ha detto Krzysztof Gawkowski, il presidente della Sinistra nel Parlamento. “Non è né politica né religione, è un delitto contro l’umanità”, ha aggiunto.

 

Tom Cruise a Venezia e Roma per Mission Impossible 7

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Mantenendo intatto il programma di riprese previsto per lo scorso marzo, e sospeso per l’emergenza Covid-19, Tom Cruise e il regista Christopher McQuarrie portano il set di Mission Impossible 7 da Roma a Venezia.

I soldi spesi dalla produzione del film in Italia ammonteranno a circa 35 milioni di dollari. Il set in questi giorni a Venezia è allestito per riprese notturne, ma nei pomeriggi Tom Cruise prepara le scene, come lo vediamo qui in foto. Una scena del film prevede un inseguimento in cui Tom Cruise supera un canale saltando da una barca all’altra.

photo-copyright Sebastiano Casellati

[Aggiornamento 22.10.2020] Situazione attuale in Polonia rispetto all’epidemia di COVID-19

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Negli ultimi giorni in Polonia si sono registrati ancora numeri record per nuovi casi di COVID-19. Il numero complessivo dei malati attivi è salito a 108.463, di cui in gravi condizioni 812, ovvero circa l’1% del totale. Tutta la settimana ha visto il numero dei casi in forte aumento, arrivati anche oltre 12.000 casi/giorno. Gli ultimi dati mostrano 12.107 nuovi contagi, con 168 morti. Il Voivodato di Masovia (1.579), la Grande Polonia (1.516) la Piccola Polonia (1.331), e la Slesia (1.168) sono i Voivodati maggiormente interessati dai nuovi casi.

numeri dell’epidemia destano preoccupazione vista la pressione in salita sulle strutture sanitarie polacche. L’impennata dei nuovi casi ha avviato i piani per la realizzazione di strutture temporanee per la gestione dei malati di COVID-19. A Varsavia sarà allestito un ospedale temporaneo specializzato presso lo Stadion Narodowy.

Tutto il territorio polacco è zona giallacon obbligo universale di mascherina, anche all’aperto, e oltre 150 zone rosse (152 contee e 11 città). Si attende nelle prossime ore l’annuncio dell’estensione a tutta la Polonia dello status di zona rossa e nuove misure.

Si raccomanda di limitare gli spostamenti e monitorare i dati epidemiologici nel caso di viaggi programmati da e verso la Polonia, per il rischio di possibili nuove restrizioni sui voli e gli spostamenti.

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Informazioni per i cittadini italiani in rientro dall’estero e cittadini stranieri in Italia tra cui le risposte alle domande:

  • Ci sono Paesi dai quali l’ingresso in Italia è vietato?
  • Sono entrato/a in Italia dall’estero, devo stare 14 giorni in isolamento fiduciario a casa?
  • Quali sono le eccezioni all’obbligo di isolamento fiduciario per chi entra dall’estero?
  • E’ consentito il turismo da e per l’estero?

Per gli spostamenti da e per l’Italia a questo link le informazioni del Ministero degli Esteri:
https://www.esteri.it/mae/it/ministero/normativaonline/decreto-iorestoacasa-domande-frequenti/

La situazione Polonia verrà aggiornata all’indirizzo: www.icpartners.it/polonia-situazione-coronavirus/

Per maggiori informazioni:
E-mail: info@icpartnerspoland.pl
Telefono: +48 22 828 39 49
Facebook: www.facebook.com/ICPPoland
LinkedIn: www.linkedin.com/company/icpartners/

“Des’art le fou” omaggio al grande Ennio Morricone

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“Des’art le fou” omaggio al grande Ennio Morricone. Una performance artistica che avrà luogo in des’art, una location suggestiva, ex laboratorio di marmo di fine ‘800 sito in Carrara (Toscana) ad oggi accademia di danza e polo artistico.

Visto il difficile momento che stiamo affrontando io, Alex Bordigoni, assieme ad un gruppo di artisti, abbiamo pensato di non fermarci  e di utilizzare il potere del web per diffondere la cultura italiana attraverso musica e danza , unico collegamento fra noi artisti ed il pubblico. Il nostro obbiettivo è quello di rendere visibile e udibile un’emozione artista veicolando le emozioni sino al cuore dell’essere umano . La musica, arte intangibile, farà da tramite fra anima e materia.

Durante l’esibizione si alterneranno momenti di danza contemporanea, danza aerea, piano solo e lirica, tutto racchiuso in una scenografia con allestimenti di drappeggi in teli di nylon e statue di marmo che rappresenteranno l’arte ma sopratutto la cultura di Carrara, città Toscana che ospiterà la perfomance.

Si esibiranno artisti di fama internazionale: PAPE GURIOLI, pianista eclettico, stile pianistico unico riconosciuto al mondo, collaboratore di Luciano Pavarotti, Jovanotti, Laura Pausini, Stevie Wonder e tanti altri. FEDERICA BALUCANI soprano lirico della banda della Polizia di Stato, performer internazionale. ELENA GIARRATANA ballerina professionista classica e aerea. ALEX BORDIGONI “il ballerino del marmo” performer e coreografo professionista finalista al campionato europeo e mondiale di danza nel 2019.

In Polonia i nuovi casi giornalieri superano quota 12 mila

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

I test di laboratorio hanno confermato 12.107 nuovi casi di contagio da coronavirus in Polonia nella ultime 24 ore. Lo riferisce nel consueto aggiornamento il ministero della Sanità, ripreso dall’agenzia di stampa “Pap”. E’, per l’ennesima volta, il numero più alto dall’inizio dell’epidemia la scorsa primavera. Un nuovo primato è segnato anche dal numero dei morti, 168, che portano il totale a 4.019. Da marzo ad oggi in Polonia sono stati accertati 214.686 contagi. I pazienti ospedalizzati di cui è stata confermata la diagnosi di Covid-19 sono al momento 10.091, di cui 812 necessitano di respirazione artificiale. In quarantena si trovano 378.348 persone. Resta invece contenuto – e cala rispetto al giorno prima – il numero dei tamponi compiuti ieri, ovvero 50.200. Il numero massimo era stato raggiunto il 15 ottobre con 64.518 tamponi.

La cucina polacca in Italia?

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Vi siete mai chiesti quanto sia popolare la cucina polacca in Italia? Se agli italiani piace il nostro cibo? Vivendo attualmente a Roma, mi è venuta voglia di mangiare il nostro cibo polacco. Ero sicura che in questa fantastica capitale italiana così cosmopolita avrei trovato un posto dove poter gustare il cibo polacco fatto in casa. E l’ho trovato.

Il ristorante polacco ”Bajka” situato a Roma in Largo Andrea Barbazza 32/33, con mia grande sorpresa, si è rivelato essere l’unico ristorante in tutta Italia dove si può gustare la cucina polacca. Quindi non potevo perdere l’occasione. Sono andata dalla signora Anna di Kraśnik e dal signor Adam, nato a Częstochowa, i proprietari del ristorante, che da quattro anni invitano con successo gli italiani a provare i gusti polacchi.

Cominciamo dall’inizio, siete una coppia di amici, come vi siete conosciuti e quando è cominciata la vostra avventura in Italia?

Ad essere onesti, l’Italia è stata un caso. Venticinque anni fa, sono venuto a Roma per lavorare durante le vacanze e ci sono rimasto. All’epoca studiavo marketing in Polonia e allo stesso tempo lavoravo da McDonald’s, ma i miei guadagni e il clima italiano mi hanno assorbito così tanto che ho deciso di trasferirmi definitivamente. A quel tempo, era molto bello vivere in Italia, era facile trovare un lavoro e tornando in Polonia con le lire ci si poteva permettere molto. La storia di Ania è simile. Negli anni ’90 è partita con un coro per una vacanza romana e si è innamorata della città. La sua amica che vive nella capitale italiana l’ha convinta a restare. Ania ed io avevamo la stessa passione e ci siamo incontrati qualche anno fa in un gruppo di appassionati di moto. Fin dall’infanzia desideravo avere una moto, vivendo qui il mio sogno si e realizzato.

Com’è nata l’idea di aprire un ristorante?

L’idea è nata più di quattro anni fa, quando un giorno Anna ed io volevamo mangiare qualcosa di polacco. Non avevamo voglia di cucinare, quindi abbiamo deciso di mangiare fuori. Alla fine non siamo riusciti a trovare un posto a Roma dove servono la cucina polacca. Così abbiamo deciso di provare ad aprire il nostro ristorante. Volevamo ricreare il clima polacco e soprattutto recuperare i nostri gusti. I clienti spesso ci chiedono se troveranno qualcosa di italiano nel nostro menù, come il formaggio o le spezie italiane, ma noi rispondiamo di no. L’unica eccezione è il vino. Vogliamo che il nostro ristorante sia completamente associato alla cucina polacca. E credo che sia questo il motivo per cui tanti italiani amano questo posto.

Gestire il ristorante in due deve essere faticoso. Come condividete le vostre responsabilità?

Sapevamo che sarebbe stato duro, soprattutto all’inizio. Aprire una propria attività comporta sempre dei rischi. Abbiamo avuto coraggio e dopo quattro anni di attività, posso dire che ne è valsa la pena. Il ristorante è aperto ogni venerdì, sabato e domenica. Durante la settimana lavoriamo entrambi in altri luoghi, quindi non è facile. Sono i nostri clienti e le loro opinioni sul ristorante che ci danno una grande motivazione a continuare. Ogni fine settimana è pieno di prenotazioni e di ospiti. Ania è una grande cuoca, si occupa di tutto ciò che riguarda la preparazione dei piatti. Io mi occupo della sala, della cassa e intrattengo i clienti che spesso fanno domande sulla cucina polacca. Ma non è sempre stato tutto cosi bello. Due anni fa abbiamo avuto un periodo difficile e ci è venuto un momento di dubbio. Abbiamo anche pensato di chiudere il ristorante, il che fortunatamente non è avvenuto.

Chi sono i vostri clienti, sono polacchi in cerca di cibo fatto in casa, o piuttosto italiani?

La maggior parte dei nostri clienti, circa il 90%, sono italiani o coppie italo-polacche. La maggior parte di loro è già stata in Polonia e hanno cercano e gradiscono la cucina tradizionale polacca, quindi sono felici di venire da noi. Abbiamo già molti clienti fissi che apprezzano l’atmosfera accogliente e familiare. Per le coppie polacco-italiane organizziamo spesso eventi familiari, come compleanni, onomastici o battesimi, dove gli italiani possono provare la vera atmosfera polacca. Ogni anno organizziamo anche il Natale e la vigilia di Natale, ovviamente servendo tradizionali piatti polacchi.

Quali sono i piatti più popolari e cosa pensano gli italiani della nostra cucina?

Prima di tutto, pierogi, ma anche gołąbki, bigos, schaby, aringhe marinate o salumi polacchi. Direi che non c’è piatto che non si venda. Serviamo anche piatti alla griglia e piatti vegetariani. Gli italiani possono anche assaggiare la birra polacca e la vodka. Recentemente abbiamo introdotto nel nostro menù lo stinco cotto nella birra al miele, che ha trovato i suoi ammiratori. D’altra parte, Ania con i suoi pierogi al formaggio ha ottenuto il secondo posto nella trasmissione televisiva italiana ”Cuochi italiani – Campionati del Mondo”, nel quale ha rappresentato la cucina polacca. Cosa pensano gli italiani della nostra cucina? Chi viene da noi per la prima volta si aspetta cibi grassi, difficili da digerire. È bello vedere come rimangono positivamente sorpresi. Cambiano completamente opinione e tornano da noi con piacere.

Sito web: Bajka Ristorante Polacco