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In Polonia i nuovi casi giornalieri superano quota 12 mila
La cucina polacca in Italia?
Vi siete mai chiesti quanto sia popolare la cucina polacca in Italia? Se agli italiani piace il nostro cibo? Vivendo attualmente a Roma, mi è venuta voglia di mangiare il nostro cibo polacco. Ero sicura che in questa fantastica capitale italiana così cosmopolita avrei trovato un posto dove poter gustare il cibo polacco fatto in casa. E l’ho trovato.
Il ristorante polacco ”Bajka” situato a Roma in Largo Andrea Barbazza 32/33, con mia grande sorpresa, si è rivelato essere l’unico ristorante in tutta Italia dove si può gustare la cucina polacca. Quindi non potevo perdere l’occasione. Sono andata dalla signora Anna di Kraśnik e dal signor Adam, nato a Częstochowa, i proprietari del ristorante, che da quattro anni invitano con successo gli italiani a provare i gusti polacchi.
Cominciamo dall’inizio, siete una coppia di amici, come vi siete conosciuti e quando è cominciata la vostra avventura in Italia?
Ad essere onesti, l’Italia è stata un caso. Venticinque anni fa, sono venuto a Roma per lavorare durante le vacanze e ci sono rimasto. All’epoca studiavo marketing in Polonia e allo stesso tempo lavoravo da McDonald’s, ma i miei guadagni e il clima italiano mi hanno assorbito così tanto che ho deciso di trasferirmi definitivamente. A quel tempo, era molto bello vivere in Italia, era facile trovare un lavoro e tornando in Polonia con le lire ci si poteva permettere molto. La storia di Ania è simile. Negli anni ’90 è partita con un coro per una vacanza romana e si è innamorata della città. La sua amica che vive nella capitale italiana l’ha convinta a restare. Ania ed io avevamo la stessa passione e ci siamo incontrati qualche anno fa in un gruppo di appassionati di moto. Fin dall’infanzia desideravo avere una moto, vivendo qui il mio sogno si e realizzato.
Com’è nata l’idea di aprire un ristorante?
L’idea è nata più di quattro anni fa, quando un giorno Anna ed io volevamo mangiare qualcosa di polacco. Non avevamo voglia di cucinare, quindi abbiamo deciso di mangiare fuori. Alla fine non siamo riusciti a trovare un posto a Roma dove servono la cucina polacca. Così abbiamo deciso di provare ad aprire il nostro ristorante. Volevamo ricreare il clima polacco e soprattutto recuperare i nostri gusti. I clienti spesso ci chiedono se troveranno qualcosa di italiano nel nostro menù, come il formaggio o le spezie italiane, ma noi rispondiamo di no. L’unica eccezione è il vino. Vogliamo che il nostro ristorante sia completamente associato alla cucina polacca. E credo che sia questo il motivo per cui tanti italiani amano questo posto.
Gestire il ristorante in due deve essere faticoso. Come condividete le vostre responsabilità?
Sapevamo che sarebbe stato duro, soprattutto all’inizio. Aprire una propria attività comporta sempre dei rischi. Abbiamo avuto coraggio e dopo quattro anni di attività, posso dire che ne è valsa la pena. Il ristorante è aperto ogni venerdì, sabato e domenica. Durante la settimana lavoriamo entrambi in altri luoghi, quindi non è facile. Sono i nostri clienti e le loro opinioni sul ristorante che ci danno una grande motivazione a continuare. Ogni fine settimana è pieno di prenotazioni e di ospiti. Ania è una grande cuoca, si occupa di tutto ciò che riguarda la preparazione dei piatti. Io mi occupo della sala, della cassa e intrattengo i clienti che spesso fanno domande sulla cucina polacca. Ma non è sempre stato tutto cosi bello. Due anni fa abbiamo avuto un periodo difficile e ci è venuto un momento di dubbio. Abbiamo anche pensato di chiudere il ristorante, il che fortunatamente non è avvenuto.
Chi sono i vostri clienti, sono polacchi in cerca di cibo fatto in casa, o piuttosto italiani?
La maggior parte dei nostri clienti, circa il 90%, sono italiani o coppie italo-polacche. La maggior parte di loro è già stata in Polonia e hanno cercano e gradiscono la cucina tradizionale polacca, quindi sono felici di venire da noi. Abbiamo già molti clienti fissi che apprezzano l’atmosfera accogliente e familiare. Per le coppie polacco-italiane organizziamo spesso eventi familiari, come compleanni, onomastici o battesimi, dove gli italiani possono provare la vera atmosfera polacca. Ogni anno organizziamo anche il Natale e la vigilia di Natale, ovviamente servendo tradizionali piatti polacchi.
Quali sono i piatti più popolari e cosa pensano gli italiani della nostra cucina?
Prima di tutto, pierogi, ma anche gołąbki, bigos, schaby, aringhe marinate o salumi polacchi. Direi che non c’è piatto che non si venda. Serviamo anche piatti alla griglia e piatti vegetariani. Gli italiani possono anche assaggiare la birra polacca e la vodka. Recentemente abbiamo introdotto nel nostro menù lo stinco cotto nella birra al miele, che ha trovato i suoi ammiratori. D’altra parte, Ania con i suoi pierogi al formaggio ha ottenuto il secondo posto nella trasmissione televisiva italiana ”Cuochi italiani – Campionati del Mondo”, nel quale ha rappresentato la cucina polacca. Cosa pensano gli italiani della nostra cucina? Chi viene da noi per la prima volta si aspetta cibi grassi, difficili da digerire. È bello vedere come rimangono positivamente sorpresi. Cambiano completamente opinione e tornano da noi con piacere.
Sito web: Bajka Ristorante Polacco
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Beatificazione del giovane Carlo Acutis
Il 10 ottobre 2020 ad Assisi ha avuto luogo la beatificazione del giovane Carlo Acutis, deceduto per grave malattia nel 2006 all’età di quindici anni.
Era un ragazzo come tutti gli altri, ben inserito nel suo mondo ma già da piccolo dimostrava amore verso il prossimo e grande carità cristiana, tanto da diventare un esempio per gli altri. Carlo era italiano ma suo bisnonno era polacco. Perciò anche i polacchi rendono omaggio a questo giovane beato.
Studenti del Politecnico di Cracovia si laureano con tesi futuristiche su Venezia
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Oppure studia pure! Albo się i ucz!
In ogni lingua ci sono pure parole che si assomigliano molto eppure hanno significati diversi. Oppure non sono facili da ricordare neppure da chi studia da un bel po’. Chiaro? Pure, oppure, neppure e eppure non sono la stessa cosa.
Cominciamo con la più facile, almeno secondo me:
OPPURE significa:
- o, o invece (lub, czy), va usato nelle frasi interrogative, ad esempio:
Ti chiamo io oppure mio marito. – Zadzwonię do ciebie ja lub mój mąż.
Preferisci andare al mare oppure in montagna? – Wolisz jechać nad morze czy w góry?
Vieni oppure no? Idziesz czy nie?
Dobbiamo fare attenzione alla traduzione polacca della parola con czy, va bene ma mai all’inizio della frase come si fa spesso in polacco. È la cosiddetta domanda indiretta.
- Vuol anche dire altrimenti (w przeciwnym razie), nel caso contrario (w przeciwnym wypadku), ad esempio:
Decidi qualcosa oppure te ne pentirai. – Zdecyduj coś w innym razie będziesz żałować
Anche all’inizio della frase per introdurre una nuova opzione, ad esempio:
Oppure non vuoi? Czy nie chcesz? Per dire non lo vuoi o vuoi?
PURE significa:
- anche (też)
Lui è di Roma e sua moglie pure. – On jest z Rzymu i jego żona też.
Siamo contenti pure noi. – My też jesteśmy zadowoleni.
2. Addirittura (a nawet, do tego stopnia), ha un valore esclamativo:
Pure tu?! – Ty też?!
Mi ha accompagnato e mi ha pure proposto un caffè. – Odwiózł mnie do domu i nawet mnie zaprosił na kawę.
Non solo l’ho aiutata a portare le valigie ma le ho pure detto che mi può chiamare quando vuole. – Nie tylko jej pomogłem zanieść walizki, ale nawet jej powiedziałem, że może dzwonić kiedy chce.
3. Una forma di incoraggiamento, spesso usato con imperativo:
Entra pure! – No wejdz!
4. Anche se, sebbene, nonostante (chociaż, pomimo):
Sia pure bella ma rimane stupida. – Chociaż jest ładna to jednak głupia.
Nella forma PUR usata con gerundio.
Pur avendo detto tutta la verità non mi hanno creduto. – Chociaż powiedziałem im całą prawdę nie uwierzyli mi.
5. Una parola pleonastica, quando parliamo del dubbio, serve a rafforzare la forma.
Dimmi tutto potrei pure crederci. – Powiedz mi wszystko może, nawet w to uwierzę
6. Per esprimere una certa noia, malavoglia.
Va bene, vengo con te e facciamo pure la spesa. – No dobrze, pójdę z tobą i zrobimy nawet zakupy.
Qui si vede un significato simile a quello del punto 1, anche ma diverso per questa sfumatura di parlare di qualcosa che uno veramente non vuole.
Attenzione: non confondete tutte queste opzioni della parola PURE con PUR DI che vuol dire al fine di eppure sembra simile.
NEPPURE
Significa neanche nemmeno (też nie), è la forma negativa del primo significato della parola PURE (anche).
Non so dove sono andati. Neppure io. – Nie wiem gdzie poszli. Ja też nie.
Non mi piace questa persona, non so neppure chi è. – Nie podoba mi się ta osoba, nie wiem nawet kto to.
EPPURE
Vuol dire tuttavia (jednak), contraddice quanto detto prima.
Mi ha detto che tutto andava bene eppure non era vero. – Powiedział mi, że wszystko jest ok a jednak to nie była prawda.
Ed ora studiate pure!
Governo dispone creazione di un ospedale da campo nello Stadio nazionale di Varsavia
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Spettacolo “Guerra e pace” di Lev Tolstoj al Teatro Morlacchi: LA PRIMA 28 X
Andrea Baracco e Letizia Russo dopo lo straordinario successo de Il maestro e Margherita ci accompagneranno nel magico mondo di uno dei più grandi capolavori della letteratura mondiale Guerra e Pace di Tolstoj. La platea del Teatro Morlacchi diventerà un grande palcoscenico, gli spettatori potranno assistere allo spettacolo unicamente dai palchi.
“Se ti chiedono di parlare di Guerra e Pace non sai che dire, e se ci provi hai la frustrante consapevolezza di balbettare delle banalità. I personaggi, tutti, proprio tutti, se ne stanno ostinatamente distanti da qualunque tipo di definizione, i temi sono talmente “alti” da non sognare neanche lontanamente di farsi precipitare a terra. E quindi non si può che procedere per contradditorie impressioni, oppure provare a dare della carne e delle ossa a quei personaggi, a quei temi, farli un poco circolare tra la vita, nel teatro, indicargli la strada della sala e mettersi ad osservarli agire. Ma l’ingombro è davvero sproporzionato, vanno fuori quinta di continuo, il palco non riesce proprio a contenere tanta maestosità, tanta volontà di grandezza e allora via tutto, via le quinte, via la platea, Austerlitz, Lisie Gory, la casa di Anna Pavlovna, Mosca, la trincea, Pietroburgo, le carrozze, le feste, Andrej e il cielo, Pierre e la massoneria, hanno bisogno di spazio.
A sproporzione non si può che rispondere con sproporzione, ed il teatro è il luogo ideale, unico, per ingigantire o rimpicciolire, per mostrare in primissimo piano i turbamenti sui volti di Marja, di Lize, di Nikolaj per poi, immediatamente dopo staccare nei campi lunghissimi delle strade di Mosca, dei campi di battaglia, dei ricevimenti che sono uno dei luoghi più significanti ed emblematici del romanzo, tant’è che apri il libro e ti ci ritrovi subito immerso. Siamo a casa di Anna Pavlovna, lei apre la porta, dà il via al romanzo, ed è un incipit sensazionale: ora un personaggio parla russo, ora francese: parole russe si frammischiano in discorsi francesi, parole francesi si insinuano in discorsi russi, parole francesi sono trascritte in russo, e il gioco delle due lingue, condotto con una meravigliosa felicità, viene accompagnato dai suoni delle forchette e dei coltelli, dal tintinnio dei bicchieri, dal passo discreto dei camerieri, dal nome delle portate e dei vini rossi. Mai, forse, qualcuno ha rappresentato con più grazia e potenza insieme, l’inconsistente.
Le prove, l’allestimento e le repliche di Guerra e Pace si svolgeranno al Teatro Morlacchi che per l’occasione riapre al pubblico dopo mesi di chiusura. Abbiamo pensato che oggi, in questo momento, è assolutamente necessario festeggiare il teatro, e non si può fare una festa e non invitare chi negli anni quel luogo lo ha abitato, frequentato, trasformato, insomma chi ha fatto sì che quel luogo sia oggi quello che è. Useremo quindi, per la composizione della scenografia, elementi e oggetti ideati e costruiti per altri spettacoli, da Castri a Ronconi; così a questa “festa”, ci sarà anche chi ha creato momenti memorabili di vita in quel luogo, e noi ci attaccheremo con ferocia a quella vita nel tentativo di costruirne un’altra.
Riscrittura: Letizia Russo
Regia: Andrea Baracco
Con: Giordano Agrusta, Caroline Baglioni, Carolina Balucani, Dario Cantarelli, Stefano Fresi, Ilaria Genatiempo, Lucia Lavia, Emiliano Masala, Laurence Mazzoni, Alessandro Pezzali, Ludovico Röhl, Emilia Scarpati Fanetti, Aleph Viola, Oskar Winiarski
Scene e costumi: Marta Crisolini Malatesta
Luci: Simone De Angelis
Musiche originali: Giacomo Vezzani
Produzione: Teatro Stabile dell’Umbria con il contributo speciale della Fondazione Brunello e Federica Cucinelli
Da mercoledi 28 ottobre a domenica 22 novembre:
- da martedi a venerdi ore 21
- sabato e domenica ore 17
Fonte: www.teatrostabile.umbria.it/spettacolo/guerra-e-pace/?produzione=1
[Aggiornamento 15.10.2020] Situazione attuale in Polonia rispetto all’epidemia di COVID-19
Negli ultimi giorni in Polonia si sono registrati ancora numeri record per nuovi casi di COVID-19. Il numero complessivo dei malati attivi è salito a 61.007 (numero doppio rispetto a una settimana fa), di cui in gravi condizioni 508, ovvero circa l’1% del totale. Tutta la settimana si sono registrati casi in aumento, arrivati anche oltre 8.000 casi/giorno. Gli ultimi dati mostrano 8.099 nuovi contagi, con 91 morti. Il Voivodato di Masovia (1.306), la Piccola Polonia (1.303), la Grande Polonia (835) e la Slesia (822) sono i Voivodati maggiormente interessati dai nuovi casi.
Complessivamente i numeri dell’epidemia rimangono sotto controllo e senza pressione eccessiva sulle strutture sanitarie polacche. L’impennata dei nuovi casi ha indotto il Governo a prendere nuove misure restrittive per contenere il contagio.
Tutto il territorio polacco è zona gialla, con obbligo di mascherina, anche all’aperto, e oltre 150 zone rosse (152 contee e 11 città). Sia per le zone rosse che per le zone gialle sono state introdotte nuove misure per prevenire la diffusione dell’epidemia.
Si raccomanda di limitare gli spostamenti e monitorare i dati epidemiologici nel caso di viaggi programmati da e verso la Polonia, per il rischio di possibili nuove restrizioni sui voli e gli spostamenti.
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Informazioni per i cittadini italiani in rientro dall’estero e cittadini stranieri in Italia tra cui le risposte alle domande:
- Ci sono Paesi dai quali l’ingresso in Italia è vietato?
- Sono entrato/a in Italia dall’estero, devo stare 14 giorni in isolamento fiduciario a casa?
- Quali sono le eccezioni all’obbligo di isolamento fiduciario per chi entra dall’estero?
- E’ consentito il turismo da e per l’estero?
Per gli spostamenti da e per l’Italia a questo link le informazioni del Ministero degli Esteri:
https://www.esteri.it/mae/it/
La situazione Polonia verrà aggiornata all’indirizzo: www.icpartners.it/polonia-situazione-coronavirus/
Per maggiori informazioni:
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