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51 scienziati chiedono di chiudere le miniere di carbone della Slesia

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Mercoledì scorso 51 scienziati dell’Università della Slesia a Katowice, in accordo con i sindacati minerari, hanno fatto appello al governo chiedendo di terminare l’estrazione del carbone nella Slesia. Nella lettera scritta al governo i scienziati chiedono di mettere in moto un processo di cambiamenti economici, tecnologici e sociali grazie a cui la regione dell’Alta Slesia avrà l’opportunità di raggiungere gli scopi europei per quanto riguarda la politica climatica. Gli autori sottolineano che ora la regione ha bisogno di una rivitalizzazione degli spazi post-minerari e un miglioramento radicale della qualità dell’ambiente naturale. Per farlo bisogna impiegare tante persone e tanti soldi che ora vengono spesi per l’industria mineraria del carbone. Secondo gli scienziati tanti soldi provenienti dall’UE vengono spesi male e invece di continuare a sostenere l’industria del carbone potrebbero facilmente coprire le trasformazioni di cui la regione e gli abitanti hanno tanto bisogno. Gli scienziati credono che l’epoca dell’estrazione del carbone debba finire al più presto perché continuando a estrarre carbone la regione può diventare marginalizzata dall’economia europea e mondiale. Gli autori della lettera sottolineano che la trasformazione non influenzerà la regione in un modo negativo visto che si prenderanno in considerazione non solo gli interessi dei sindacati minerari ma anche dei consigli territoriali, degli ambienti economici, delle organizzazioni non governative e delle comunità scientifiche.

Nutella, l’irresistibile dolcezza italiana

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Da quell’aprile del 1964, da quando cioè esce il primo barattolo di Nutella dalle linee della Ferrero, ad Alba, in provincia di Cuneo, le merende per i bambini non sarebbero state mai più le stesse.

I Ferrero – Pietro prima e Michele poi – inseguono dagli anni Venti l’obiettivo di creare una merenda al cioccolato e a basso prezzo da mangiare assieme al pane.

All’inizio Pietro Ferrero non si rivolge ai bambini, bensì agli operai. Il fondatore della dinastia industriale si era spostato dalle natie Langhe a Torino dove aveva aperto una bottega di pasticcere. Vede gli operai che vanno a lavorare in fabbrica portando con sé del pane da consumare assieme a pomodori e formaggio. Pensa che se fosse riuscito a fornire a quegli operai qualcosa di dolce e a basso prezzo da mangiare assieme al pane, avrebbe fatto tombola. In Piemonte al tempo esiste già una specie di cioccolato autarchico, fatto con poco cacao e molte nocciole tritate fino a essere ridotte in polvere: il gianduia. Pietro Ferrero comincia a lavorarci sopra e nel 1925 mette a punto il cosiddetto “pastone”, una sorta di nonno della Nutella. Si tratta di una pasta al cioccolato e nocciole, ottima da mangiare assieme al pane. Naturalmente, oltre che dagli operai, viene subito apprezzata anche dai bambini e proprio i più piccoli diventano l’obiettivo di Ferrero convinto che ci saranno sempre bambini a cui far fare merenda.

Arriva la guerra, Pietro chiude la bottega di Torino e si rifugia ad Alba dove continua a lavorare attorno a quel composto al cioccolato. È buono nel gusto, ma troppo duro, difficile da utilizzare. Pietro cerca la formula per ammorbidirlo. Il successo arriva a guerra finita da pochi mesi: all’inizio del 1946 ritrova su uno scaffale un dimenticato barattolo di burro di cacao. Lo aggiunge all’impasto e ottiene una pasta bella morbida, che si può fare a fette, che sa di cioccolato, ma soprattutto, che costa pochissimo. Nell’Italia stremata dalla guerra nessuno ha soldi da buttar via in dolcezze e voluttà. Gli ingredienti sono più o meno quelli odierni: zucchero, nocciole, grassi vegetali e cacao. Per il nome Pietro non ci pensa su molto: va benissimo quello del tradizionale cioccolato con le nocciole piemontese. Il Giandujot, o Pasta gianduja, arriva nei negozi nel 1946 e costa 4-5 volte meno del cioccolato tradizionale. Si tratta di una specie di marmellata solida in pani avvolti nella stagnola che si vende a peso e si taglia a fette per imbottire i panini.

Il prodotto va subito fortissimo, il successo è immediato. Il cioccolato per far merenda con il pane si vende come il pane e il problema ora, per Ferrero è tener dietro agli ordini. Lo stabilimento di Alba, da minuscolo laboratorio artigianale, si amplia sempre di più. Monsù Pietro, come tutti lo chiamano, ha un’ulteriore idea: vendere il Giandujot in confezioni monodose. Nasce così il cremino, un cioccolatino popolare ancora ai nostri giorni.

Il passo successivo è quello di rendere la pasta al cioccolato da affettabile a spalmabile. Ma non sarà Pietro a compierlo: il fondatore della Ferrero muore il 2 marzo 1949, sostituito dal figlio Michele (scomparso nel 2015). La leggenda vuole che in quella stessa estate del 1949, particolarmente calda, la pasta gianduja si sciolga e in tal modo la si possa spalmare sul pane.  

A quel punto Ferrero ritocca la formula e rende la pasta più morbida, facendo sì che si possa spalmare sempre, a prescindere dalla temperatura esterna. L’impasto non contiene più burro di cacao, bensì una miscela di oli vegetali. Come questa miscela sia composta è uno dei segreti meglio custoditi dall’azienda. I pochi che lo conoscono non possono, per contratto, abbandonare la provincia di Cuneo. E pur di non violare quel segreto, la Ferrero ha preferito perdere alcune cause legali (la più clamorosa negli Stati Uniti) basate sull’impossibilità di identificare cosa diavolo si celi all’interno di quella benedetta scritta «olî vegetali».

Il prodotto prende il nome di Supercrema e si affianca, senza sostituirlo, al Giandujot. I genitori, tuttavia, preferiscono la crema spalmabile alla pasta da tagliare a fette perché i bambini non possono più buttare le fette di pane per mangiarsi solo l’imbottitura di cioccolato, come talvolta avveniva in precedenza.

C’è anche una componente psicologica: il dolce in Italia, paese cattolico, è visto come qualcosa di peccaminoso. La Ferrero, per renderlo maggiormente accettabile, lo confeziona dentro oggetti che poi resteranno: dapprima giocattoli per i bambini e in seguito i celebri bicchieri. Il contenitore che può essere riutilizzato fornisce una giustificazione morale all’acquisto.

Il decennio Cinquanta costituisce un periodo di crescita clamorosa per la Ferrero, che apre pure uno stabilimento in Germania, ad Allendorf, 150 chilometri da Francoforte. Proprio dalla filiale tedesca verranno le spinte più forti a cambiare il nome del prodotto: Supercrema riesce ostico da pronunciare in tedesco, per non parlare di Giandujot, che è ostico pure in italiano. Inoltre, nel 1962, il parlamento italiano approva una legge che viene interpretata come un divieto di apporre prefissi accrescitivi ai nomi: niente più super, ultra, stra e poi qualcosa. La Supercrema ci ricade in pieno.

Ad Alba c’è grande fermento per trovare un nome nuovo. La rosa è ampia, si parla di SuperNut, Nutosa, Nutola, Nusty. Alla fine, però, come sempre, è Michele Ferrero in persona a decidere. E sceglie Nutella. Il nome è formato da due parti: la prima «nut» vuol dire noce in inglese, ma è facilmente identificabile anche in altre lingue. La seconda «ella» è un diminutivo femminile, che quindi comporta sentimenti positivi come tenerezza, affetto, dolcezza. Inoltre è facile da pronunciare in qualsiasi lingua.

Evidentemente la scelta è ben ponderata perché il nome viene depositato il 10 ottobre 1963. Il primo barattolo, come detto, vede la luce sei mesi più tardi. Dal 20 aprile 1964 inizia l’era della Nutella in cui ancora, ci piaccia o meno, ci ritroviamo immersi.

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Alessandro Marzo Magno

Pillole culinarie è una rubrica di approfondimento sulla storia della cucina curata dal giornalista e scrittore Alessandro Marzo Magno. Dopo essere stato per quasi un decennio il responsabile degli esteri di un settimanale nazionale, si è dedicato alla scrittura di libri di divulgazione storica, pubblicati da importanti case editrici e in alcuni casi tradotti in varie lingue. Ne ha pubblicati diciassette, uno di questi “Il genio del gusto. Come il mangiare italiano ha conquistato il mondo” ripercorre la storia delle più importanti specialità gastronomiche italiane. Partecipa a trasmissioni televisive sulla principale rete della tv pubblica italiana.

Agricoltori protestano contro la legge sulla tutela degli animali

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Decine di migliaia di agricoltori hanno protestato ieri contro il disegno di legge a tutela dei diritti degli animali, di cui il premier Morawiecki ha recentemente annunciato alcune modifiche. Fin dal mattino gli agricoltori hanno cominciato a convergere in piazza Zawiszy a Varsavia. Il ddl prevede il divieto dell’allevamento di animali da pelliccia e la limitazione della macellazione rituale alla sola soddisfazione del fabbisogno delle organizzazioni religiose presenti sul territorio nazionale. Attualmente il testo è in discussione al Senato. I contadini polacchi channo portato la manifestazione di protesta fin sotto la cancelleria della presidenza del Consiglio dei ministri.

“Zła matka/La cattiva madre” 21.10 Klub Komediowy ore: 19

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“Zła matka/La cattiva madre” è uno studio della maternità in chiave autoironica. E’ uno spettacolo sulle donne che non vogliono interpretare i ruoli loro imposti e vogliono essere libere di decidere di se stesse. E’ un racconto ironico sul rapporto con gli uomini e non solo.

Replica: 21.X.2020 ore 19.00, Klub Komediowy a Varsavia

Regia: Karolina Porcari
Testo: Krzysztof Szekalski
Attrici: Karolina Porcari, Małgorzata Bogdańska
Musica dal vivo: Daniel Pigoński
Coreografia: Izabela Chlewińska
Costumi: Olga Turczak

Acquista biglietti: komediowy.pl/event/zla-matka-rez-karolina-porcari-2/


Evento Facebook:
fb.me/e/3yqIKvdOP

 

Presidente Duda, collaborazione economica con l’Ucraina è strategica

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La collaborazione economica bilaterale polacco-ucraina contribuisce all’edificazione della sicurezza comune, inclusa quella energetica. Lo ha detto il presidente della Polonia, Andrzej Duda, in conferenza stampa a Kiev assieme all’omologo Volodymyr Zelensky. Duda ha così commentato l’accordo raggiunto tra la società energetica polacca Pgnig e il Fondo per le risorse statali dell’Ucraina per la partecipazione della prima al processo di privatizzazione del settore energetico ucraino. Duda ha anche evidenziato il significato che ha la collaborazione economica nel contesto della pandemia di coronavirus in corso. Nel 2019 il volume degli scambi commerciali tra Varsavia e Kiev ha superato i 7,5 miliardi di euro. “Ovviamente nel corso di quest’anno gli scambi si sono indeboliti. Sono persuaso che si debba fare tutto il possibile per attraversare questo periodo nel modo migliore possibile, affinché il numero minore possibile di imprese soffra”. Il capo dello Stato polacco ha detto di aver parlato con Zelensky anche del traffico transfrontaliero tra Polonia e Ucraina.

GAZZETTA ITALIA 83 (ottobre-novembre 2020)

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Gazzetta 83, un mosaico di emozioni!

Un collage dal cuore di Napoli è la copertina della nuova Gazzetta in cui troverete un affresco del Rione Sanità, cuore della Napoli più autentica, scritto dal giornalista del Mattino Pietro Treccagnoli. Nel nuovo numero c’è tanto cinema con le interviste a Szumowska e al direttore della fotografia del film “Non odiare” (“Pod tym samym niebem”) Michał Sterzyński.

E poi ancora cinema, lingua e cultura con l’intervista alla professoressa di italianistica Anna Osmólska Mętrak e la nostra rubrica “Finchè c’è cinema c’è speranza” che da questo numero ha il suo nuovo logo progettato da Zespół Wespół, studio di design di cui raccontiamo storia e modalità di lavoro in un’intervista con Łukasz Izert. E poi ancora viaggi, a Ferrara, arte, musica con il singolo di Luca Del Sole, lettura, con un approfondimento sui gialli, angolo linguistico, motori e cucina, con l’intervista alle ragazze della splendida pescheria Popularna Ryba.

[Aggiornamento 8.10.2020] Situazione attuale in Polonia rispetto all’epidemia di COVID-19

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Negli ultimi giorni in Polonia si sono registrati nuovi numeri record per nuovi casi di COVID-19. Il numero complessivo dei malati attivi è salito a 32.242, di cui in gravi condizioni 296, ovvero circa l’1% del totale. Tutta la settimana si sono registrati casi giornalieri sopra mille unità, arrivati anche oltre i 4.000 casi/giorno. Gli ultimi dati mostrano 4.280 nuovi contagi, con 76 morti. Il Voivodato di Masovia (598), la Piccola Polonia (548), la Grande Polonia (505), la Slesia (375) e la Pomerania (313) sono i Voivodati maggiormente interessati dai nuovi casi.

Complessivamente i numeri dell’epidemia rimangono sotto controllo e senza pressione eccessiva sulle strutture sanitarie polacche. L’impennata dei nuovi casi ha indotto il Governo a prendere nuove misure restrittive.

Tutto il territorio polacco dal 10 ottobre sarà zona giallacon obbligo di mascherina, anche all’aperto, e 38 zone rosse (32 contee e 6 città). Saranno inoltre in vigore nuove restrizioni valide fino al 17 ottobre 2020, per limitare la diffusione della pandemia.

Si raccomanda di limitare gli spostamenti e monitorare i dati epidemiologici nel caso di viaggi programmati da e verso la Polonia, per il rischio di possibili nuove restrizioni sui voli e gli spostamenti.

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Informazioni per i cittadini italiani in rientro dall’estero e cittadini stranieri in Italia tra cui le risposte alle domande:

  • Ci sono Paesi dai quali l’ingresso in Italia è vietato?
  • Sono entrato/a in Italia dall’estero, devo stare 14 giorni in isolamento fiduciario a casa?
  • Quali sono le eccezioni all’obbligo di isolamento fiduciario per chi entra dall’estero?
  • E’ consentito il turismo da e per l’estero?

Per gli spostamenti da e per l’Italia a questo link le informazioni del Ministero degli Esteri:
https://www.esteri.it/mae/it/ministero/normativaonline/decreto-iorestoacasa-domande-frequenti/

La situazione Polonia verrà aggiornata all’indirizzo: www.icpartners.it/polonia-situazione-coronavirus/

Per maggiori informazioni:
E-mail: info@icpartnerspoland.pl
Telefono: +48 22 828 39 49
Facebook: www.facebook.com/ICPPoland
LinkedIn: www.linkedin.com/company/icpartners/

Polonia-Italia: ambasciatore Amati annuncia missione società energetiche polacche a Milano a fine mese

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Una missione di operatori polacchi del settore energetico privati e pubblici sarà a Milano il 27 e 28 ottobre per incontri con le controparti italiane organizzati dall’ambasciata italiana in Polonia e dall’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane (Ice). Lo riferisce l’ambasciatore italiano a Varsavia, Aldo Amati, presente al sesto Congresso sulle problematiche energetiche in corso a Breslavia e dedicato al Green Deal europeo. All’evento intervengono alcuni tra i maggiori esperti del settore energetico, tra i quali dirigenti di società quali Orlen, Pgnig ,Lotos, Tauron, oltre che rappresentanti dei ministeri del Clima, dello Sviluppo e delle Risorse Statali. All’evento, sponsorizzato anche da Banca Intesa Sanpaolo, Amati ha partecipato per promuovere la presenza delle aziende italiane nel processo di trasformazione energetica che la Polonia si appresta ad affrontare, segnalando che esse possono offrire il know-how tecnologico indispensabile al processo di de-carbonizzazione del sistema industriale polacco.

Coronavirus: Varsavia da sabato sarà quasi certamente una zona gialla

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Secondo il portavoce del Ministero della Salute, Wojciech Andrusiewicz, Varsavia da sabato si troverà probabilmente nella zona gialla e ci saranno oltre un centinaio di altri distretti con restrizioni. Ciò significa che l’ordine di indossare le mascherine all’aria aperta tornerà nella capitale. Dall’inizio della pandemia la malattia è stata rilevata in 107 319 persone mentre 2792 sono morte. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 44.000 test per la presenza del virus corona. Il maggior numero di nuove infezioni è stato registrato nei voivodati della Masovia, Piccola Polonia e Slesia. Attualmente, la zona rossa include Sopot e la zona gialla, tra le altre Danzica, Gdynia, Rzeszów, Kielce, Nowy Sącz e Stettino. Inizialmente era previsto che le restrizioni si applicassero il 15 ottobre, ma il Ministero della Salute non esclude che possa accadere prima. Tali nuove restrizioni sarebbero, ad esempio, nuovi limiti per le persone che partecipano alle assemblee, che includono anche feste familiari, nella zona verde fino a 100 persone, nella zona gialla fino a 75 persone e nella zona rossa fino a 50 persone. Altre restrizioni consisterebbero nel limitare le attività di ristoranti, pub e bar fino alle 22.00 nella zona rossa e l’obbligo di coprire bocca e naso all’aperto, sia nella zona rossa che in quella gialla.