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Mam Przepis na Miłość! Attenzione ITALIENI IN POLONIA!

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Strappare un sorriso nel mezzo di una pandemia. Mentre medici e infermieri, eroi dei nostri tempi, si dedicano 24 ore al giorno alla cura di chi soffre fisicamente, non bisogna dimenticare che bloccati a casa, in una reclusione forzata e prolungata, ci sono milioni di persone. Un popolo agli arresti domiciliari che ha bisogno di parole, musica, umanità e soprattutto di sorridere per alleggerire una quotidianità che ferisce psicologicamente.

Ed ecco che sui polacchi, ma anche sugli italiani in Polonia, atterra la navicella degli ITALIENI! Missione strappare un sorriso al ritmo della Disco Polo con l’inedito “Mam przepis na miłość”. Con un video artigianale montato via skipe tra Italia, Polonia, Spagna e Argentina, la band degli ITALIENI, tra mestoli e piatti, tra bambini ululanti e compagne inferocite che girano per casa, hanno scritto, musicato, cantato e registrato un pezzo in polacco che racconta l’amore tra Italia e Polonia attraverso il popolarissimo genere musicale della Disco Polo.

A lanciarsi in questa avventura ironica, positiva, casalinga, che strizza l’occhio alla tradizione melodica italiana, con contaminazioni gipsy-balcaniche è la band degli ITALIENI composta da Thomas Grotto, Andrea Anzaldi, Federico Bandiani Lagomarsino, Cosimo Francavilla, Luca Laca Montagliani, cinque elettici e irriverenti artisti che con la loro spensierata canzone ci raggiungono sul telefono, sul computer e ci entrano in casa portandoci uno squarcio di umanità da un pianeta lontano, quel mondo pieno di vita cui presto tutti vogliamo tornare!

https://www.youtube.com/watch?v=EFbc8IFpeHI

Bloomberg, economia polacca la meglio attrezzata dell’Ue nella crisi coronavirus

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Tra le economie dell’Unione europea quella polacca è la più capace di resistere alla crisi indotta dalla pandemia di coronavirus. Lo scrive “Bloomberg”. Il portale cita l’opinione del presidente del Fondo polacco di sviluppo (Pfr), Pawel Borys, per il quale in ogni caso la Polonia affronterà la situazione peggiore nel secondo trimestre di quest’anno. Secondo le previsioni della Commissione Ue, la contrazione del Pil polacco nel 2020 sarà del 4,3 per cento, tra le più contenute nell’Unione. “Nella seconda metà di aprile abbiamo toccato il fondo”, dichiara Borys, per il quale maggio e giugno saranno mesi non meno complicati, giacché nel secondo trimestre l’economia potrebbe sprofondare del 10-15 per cento. “Tutto indica che l’uscita dalla crisi occuperà alcuni mesi e sentiremo gli effetti di quanto accade ora ancora per anni”, ha continuato il presidente del Pfr. “Bloomberg” precisa che il Pfr è una società di proprietà del Tesoro che si occupa di distribuire aiuti alle imprese. In meno di due settimane, l’ente statale ha trasferito 11,5 miliardi di zloty (2,5 miliardi di euro) a oltre 56 mila aziende e Borys ritiene che presto il numero salirà a 100 mila. L’economista di Ing Bank Rafal Benecki evidenzia che le prestazioni dell’economia polacca saranno legate soprattutto a quelle dei paesi dell’eurozona, verso i quali è indirizzata più della metà dell’export polacco. Benecki è d’accordo con Borys nel ritenere che il secondo trimestre del 2020 sarà in assoluto il periodo peggiore per l’economia della Polonia.

Pomodoro, re dell’estate!

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Fresh gazpacho on the table

Re dell’estate e più in generale della cucina mediterranea, il pomodoro può essere acquistato tutto l’anno, ma è proprio nei mesi più caldi che i suoi frutti giungono a maturazione, e quindi esprimono al meglio le loro caratteristiche organolettiche, da apprezzare in mille varianti cotte e crude.

Ho scritto frutti, ma allora perché il pomodoro è considerato una verdura? Da molti anni è aperto il dibattito che vede il pomodoro esattamente sulla linea di confine fra le due categorie. Esattamente dal 1893, anno in cui gli Stati Uniti imposero un dazio doganale su tutte le verdure importate. La legge fu molto contestata, e il pomodoro finì al centro delle dispute a causa della sua ambiguità sulla tavola, poiché la frutta, al contrario della verdura, non era soggetta a tassazione. Dal punto di vista botanico, infatti, i pomodori sono considerati dei frutti, ma per il loro gusto si prestano a essere consumati nelle pietanze salate, come fossero verdure. 

La risposta al dilemma si può trovare in una citazione attribuita al giornalista Miles Kington (1941 – 2008), che potrebbe aver risolto il dibattito una volta per tutte: «La conoscenza è sapere che un pomodoro è un frutto, la saggezza sta nel non metterlo in una macedonia!».

Quello che è certo, è che la bontà e la versatilità del pomodoro sono grandi come lo sono i benefici che il suo consumo apporta alla salute del nostro organismo. Con le dovute eccezioni: rientrando nella categoria degli alimenti acidi, è controindicato in caso di irritazione gastrica e reflusso gastroesofageo, così come in caso di allergia al nichel.

Innanzitutto, i pomodori sono amici della linea: 100 grammi di alimento fresco apportano soltanto 18 calorie e grazie all’abbondanza di acqua e di potassio, il consumo di pomodori freschi e crudi ha un effetto diuretico, riducendo di conseguenza la ritenzione di liquidi e la formazione della cellulite.

Sono un’ottima fonte di licopene, potente antiossidante responsabile del colore rosso, presente anche in altri vegetali come l’anguria, i peperoni e i frutti rossi. Il licopene svolge un’azione antinfiammatoria, è considerato un alimento altamente protettivo per il nostro organismo nei confronti delle malattie degenerative, ed è prezioso in particolare per contrastare l’invecchiamento cellulare e la formazione di tumori.

La carenza di licopene nel periodo della menopausa sarebbe in grado di favorire la comparsa dell’osteoporosi. È bene quindi consumare alimenti che ne siano ricchi, a scopo preventivo, ad ogni età. Il contenuto di licopene nei pomodori e pari a 11 mg/100 gr nella polpa e a 54 mg/100 gr nella buccia.

Il consumo di pomodori è correlato ad una diminuzione del rischio di incorrere in patologie cardiache pari al 29%. Il pomodoro, a patto che sia di provenienza biologica, è considerato come un vero e proprio farmaco naturale per la prevenzione delle malattie che interessano il cuore. Il potassio contenuto nel frutto agisce da vasodilatatore, favorisce la riduzione della pressione arteriosa e previene la comparsa di crampi muscolari.

Per finire, luteina e beta-carotene proteggono gli occhi dalle radiazioni solari e favoriscono la salute della vista in generale.

I pomodori si prestano a essere consumati in mille modi: crudi o cotti, fermentati, essiccati e conservati sott’olio, frullati, farciti, marinati, accompagnati da cereali, verdure, oppure serviti solo con basilico e un filo d’olio, purché extravergine!

Le mie ricette preferite sono quelle semplici: pomodori frullati con un po’ di cipolla, uno spicchio d’aglio, cetriolo e peperone, e conditi a piacere con sale, pepe, olio d’oliva, per un dissetante gazpacho tipico della tradizione andalusa, che può essere servito con crostini di pane e qualche fogliolina di menta.

La panzanella toscana vince su tutto: per prepararla servono pomodori maturi, cipolla rossa, basilico fresco, e pane raffermo, bagnato e strizzato. Il tutto tagliato a pezzetti, condito con olio, sale e aceto, e lasciato a marinare per almeno un’ora. Semplice, veloce, incredibilmente buona!

Coronavirus: non ci sono piani per isolare la Slesia

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Il portavoce del governo Piotr Müller ha scritto sul suo Twitter che non si prevede di isolare la Slesia, e ha anche chiesto di non diffondere informazioni false a questo proposito. Secondo gli ultimi dati pubblicati ieri mattina dall’Ufficio del Voivodato della Slesia il numero di persone con infezione confermata in tutta la regione è attualmente di 3708 (142 in più rispetto a domenica pomeriggio). In quarantena in casa (fonti sanitarie, senza dati della polizia) ci sono 5526 persone, e 6418 persone sono sotto controllo sanitario. 150 persone sono morte, 877 sono guarite e 411 sono rimaste in ospedale. Per la regione sono stati analizzati 41 386 campioni. Il vice ministro della Salute Waldemar Kraska ha informato che entro mercoledì sarà terminata l’azione di test per il coronavirus tra i minatori. Ha aggiunto che da domani le prove saranno condotte anche tra le famiglie dei minatori. Saranno realizzati con i cosiddetti autobus che viaggeranno per la Slesia. È probabile che alla fine della settimana ci sarà la decisione di testare nuovamente i minatori per evitare una nuova ondata di infezioni.
Polskieradio24.pl

Zloty stabile dopo l’indebolimento causato dal coronavirus

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“Fin dall’inizio della crisi pandemica lo zloty si è indebolito contro il dollaro e l’euro. Dopo pochi giorni il valore dello zloty si è stabilizzato e, cosa sorprendente, questa stabilizzazione dura da sei settimane” ha detto l’analista dall’ufficio d’intermediazione di mBank, Rafał Sadoch. Marek Rogalski dal brokeraggio BOŚ ha sottolineato, che considerando l’entità dei problemi causati dalla pandemia, l’indebolimento dello złoty è stato piccolo ma la moneta polacca non tornerà presto al valore primario. in modo simile alle altre valute della regione. Rogalski ha affermato che lo zloty si comporta in modo simile alle altre valute della regione. L’analitico della BOŚ ha notato che prima della pandemia l’euro era cambiato a 4,3 PLN ed attualmente è a 4,5 PLN che dimostra che la diminuzione della valuta polacca è al livello 6-7%. Attualmente l’euro costa circa 4,56 PLN e il dollaro 4,21 PLN. Rogalski ha detto che il Brasile e la Turchia hanno avuto una grave crisi valutaria. L’analista ha stimato che se non succede nulla nei mercati emergenti, nei prossimi mesi il valore dello zloty resterà al livello attuale. Rogalski ha aggiunto che la situazione in Italia può avere impatto sulla valuta polacca, perché ha uno squilibrio di bilancio grave, l’aumento del debito, ed inoltre l’Italia chiede l’UE dell’aiuto ma per il momento non lo riceve. Secondo Rogalski la mancanza del miglioramento significativo è causata dall’acquisto delle attività da parte della Banca centrale europea e gli investitori potrebbero presto iniziare a speculare “sull’anello debole nell’UE”, che ora è l’Italia, e prima era la Grecia. Rogalski ha avvertito che se l’euro avrà i problemi con il mercato della destabilizzazione nella zona euro, lo zloty si indebolirà contro il dollaro e l’euro.
Polskieradio24.pl

Il Presidente polacco intervistato dal Washington Post sui 5 punti per le nuove strategie geopolitiche

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Andrzej Duda, il presidente polacco, si è pronunciato sulle pagine del giornale americano, Washington Post, nell’ambito della campagna “Safe and Innovative Poland”. L’articolo riguarda le ripercussioni geopolitiche causate dalla pandemia di Coronavirus e le proposte di Duda per migliorare la situazione politica mondiale al fine di mantenere la sicurezza ed essere più efficaci. Secondo il presidente: “la pandemia costringe le autorità a cercare nuove strategie e nuovi principi” e a tal riguardo ha suggerito cinque assiomi da seguire: il primo riguarda il rispetto della legge da parte di tutti i Paesi a prescindere dalla dimensione economica o dal potere militare; il secondo verte proprio sul potere militare: nonostante la pandemia e le altre difficoltà, le spese dello Stato per la difesa non vanno ridotte. Duda spiega come in questo momento ci possa essere la tentazione di risparmiare fondi in primo luogo tagliando i costi della difesa ma a suo parere sarebbe un’azione poco lungimirante. Il terzo pilastro consiste nella tutela dell’ambiente, a tal riguardo il Presidente ha ricordato come recentemente la Polonia ha raggiunto un progetto di imboschimento dei propri terreni e combatte contro lo smog e contro l’eccessivo uso della plastica. Il quarto assioma è l’aiuto sociale per incentivare le analisi e contrastare le malattie. Ovviamente a livello mondiale, l’auspicio è che i Paesi collaborino per la sicurezza sanitaria. Il quinto principio riguarda la crescita economica che dovrebbe essere equilibrata, garantendo nel contempo una distribuzione delle risorse per coloro che si trovano in maggiore difficoltà. Duda sottolinea che la pandemia di COVID-19 ci ha mostrato che anche le persone più benestanti non possono comprarsi la salute e i cittadini dei paesi più sviluppati sono a rischio al pari dei cittadini dei paesi con un’economia più debole.

Pap.pl

Gazzetta Italia n 80

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Microsoft ha scelto la Polonia per un investimento da 1 miliardo di dollari

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eri Operator Chmury Krajowej OChK (l’Operatore della Nuvola Nazionale) ha annunciato che ha stretto una partnership strategica con la società tecnologica globale Microsoft. Questo accordo è l’inizio di una nuova fase di sviluppo della piattaforma costruita in Polonia che fornisce accesso alle soluzioni della nuvola informatica alle imprese ed alle istituzioni pubbliche. Nel quadro dell’accordo con OChK, Microsoft lancerà in Polonia la sua prima area di elaborazione dati in Europa centro-orientale. L’investimento nella tecnologia digitale raggiungerà 1 miliardo di dollari. Il primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki ha scritto su Facebook, che “un altro attore globale, ovvero Microsoft, ha scelto la Polonia come luogo del suo investimento”. Secondo il premier questo mostra che il mercato digitale polacco resta attraente anche al tempo in cui le economie mondiali sono in crisi, e che gli ingegneri e programmatori polacchi sono apprezzati nel mondo. Morawiecki ha affermato che tale progetto permetterà agli ingegneri e programmatori di svolgere un ruolo chiave nell’economia mondiale senza lasciare il paese. Ha sottolineato che il progetto è parte della strategia di sviluppo responsabile e “la cooperazione con Microsoft è un ulteriore passo nel futuro per la Polonia”. Morawiecki ha aggiunto che la trasformazione digitale è una grande opportunità per uscire velocemente dalla crisi. Nel comunicato del OChK si legge che il nuovo centro data center farà parte della infrastruttura Microsoft globale costituita dai 59 regioni delle nuvole informatiche che mettono a disposizione il servizio Microsoft Azure in oltre 140 paesi. Questo fornirà l’accesso all’offerta completa dei servizi della nuvola Microsoft a livello locale.

Pap.pl

Justyna Bacz, lo straordinario potere delle canzoni

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Cantantautrice, linguista, autrice delle traduzioni di canzoni. Justyna Bacz canta in Polonia, Francia e Germania. Ma ha tenuto concerti anche negli Stati Uniti e in Svizzera. Vincitrice di numerosi festival della canzone poetica e francese. Nel 2013 ha ricevuto il premio del pubblico al festival Journées Georges Brassens a Parigi e inoltre ha ricevuto l’onorificenza dell’arte e della letteratura del Ministero della cultura francese. Collabora con l’Istituto Francese, il Centro Alliance Française, con il Teatro Kamienica e con “Piwnica na Wójtowskiej” a Varsavia. Da tanti anni prende parte negli eventi culturali durante il Festival Francofonia e nel Festival Internazionale OPPA organizzato dall’Associazione di letteratura e musica “Ballada” di cui Bacz è membro. Inoltre, da anni la cantante è invitata al Festival G. Brassens di Berlino. Justyna Bacz collabora con noti musicisti polacchi e stranieri. Ha registrato cinque album: “Tête-à-tête” (2006), “Brassens mon amour” (2008), “Empatik” (2013), “Francuska Chanson française” (2014), “Dalida pieśń miłości” (2017).

Si sente più linguista o cantante?

Sono entrambe due grandi passioni che ho sviluppato parallelamente. Da una parte ho sempre sognato di cantare e da ragazzina immaginavo me stessa un giorno sul palco. Dall’altra invece mi piaceva imparare le lingue e apprendevo facilmente. È stata mia madre a decidere che dovevo studiare anche il francese che è diventato praticamente la mia seconda lingua e ha determinato tante cose nella mia vita. Alla fine linguistica e musica si sono unite perché adesso faccio spesso delle traduzioni dei testi dal francese in polacco e a volte viceversa.

Comunque la musica, non solo francese, rimane al primo posto nella sua vita?

Decisamente si. Uno dei primi dischi che ho ricevuto in regalo era di Edith Piaf che mi ha subito conquistato anche se all’epoca avevo solo undici anni. Dopo ho avuto diverse fasi, ho cantato anche delle canzoni russe. Ma solo all’università ho iniziato la mia avventura seria con la canzone. Il punto decisivo è stato il Festival della canzone di Leonard Cohen a Cracovia dove ho partecipato con Kuba Michalski e il caso ha voluto che abbiamo vinto! Subito dopo abbiamo dovuto creare un programma delle canzoni, abbiamo iniziato i concerti nei club e locali per gli studenti. Era anche il momento in cui ho iniziato a esercitare la voce e suonare la chitarra. Dopo sono arrivati i festival della canzone francese in Polonia e in Francia. Nel mio repertorio ovviamente c’è anche posto per le canzoni italiane che un tempo sono state molto di moda e piacevano molto ai polacchi. Ho anche studiato l’italiano che mi aiuta molto nella ricerca degli artisti interessanti, la conoscenza della lingua mi era d’aiuto inoltre durante la fase di preparazione dello spettacolo “Dalida – Pieśń Miłości – Chant D’Amour”.

Perché ha deciso di dedicare uno spettacolo proprio a Dalida?

Mia madre ascoltava Dalida quando era incinta quindi la sua musica l’ho assorbita ancora prima della nascita. Però, parlando sul serio, era un’idea che da tempo volevo realizzare. Il primo passo l’ho fatto inserendo la straordinaria canzone “Parole, parole” nel mio disco d’esordio. È un pezzo italiano ma sono stati Dalida e Delon a renderlo veramente famoso. Per questo ho pensato che valesse la pena ampliare il repertorio dedicato a Dalida che è stata una indiscussa regina della canzone francese con una caratteristica particolare: l’accento italiano che è diventato il suo valore aggiunto. Un altro stimolo per avviare il progetto erano gli anniversari della morte di Dalida e di Luigi Tenco, il suo grande amore che purtroppo si è concluso in modo tragico. E infine il caso ha voluto che durante la prima del concerto c’era anche la prima polacca del film su Dalida.

Quale immagine di Dalida appare dalle canzoni che lei ha scelto?

Preparando lo spettacolo ho letto tanto su di lei e ho guardato numerose interviste da cui ho capito che era una persona estremamente sensibile, sincera, provata dalle esperienze di vita, in continua ricerca dell’amore ma anche una professionista perfezionista. Ho avuto un grande dilemma scegliendo le canzoni perché ne ha registrate quasi duemila in diverse lingue. Ci tenevo a far vedere la versatilità di Dalida e raccontare la sua vita con le canzoni che erano sempre legate alla sua biografia. In conseguenza nel programma ci sono quelle più conosciute e alcune che spero d’aver fatto conoscere al pubblico polacco. Alcune le ho tradotte in polacco come il famoso “Gigi l’Amoroso” e “Mourir sur scène “. Al progetto ho invitato anche il famoso tenore italiano Sergio Bettas che ha cantato in italiano la canzone di Luigi Tenco “Vedrai, vedrai”, e con me “Love in Portofino” e “Parole”. Il mio invito lo ha accettato anche la grande cantante Anna Riveiro con cui ho cantato in arabo e in spagnolo. In questo modo ho voluto sottolineare il multiculturalismo di Dalida che era di origini italiane ma era nata e cresciuta in Egitto per poi stabilirsi a Parigi. Prendere da tante culture diverse arricchisce e amplia gli orizzonti di tutti, non solo degli artisti.

A chi vorrebbe dedicare i prossimi progetti?

Mi affascina tanto Luigi Tenco che ho scoperto mentre stavo lavorando su Dalida. Secondo me scriveva delle canzoni belle e molto fini, era un poeta non adatto ai tempi in cui viveva. Ma un programma dedicato a questo cantante straordinario è stato già fatto da Alessandro Predari con la partecipazione di Jarek Wist. L’evento, a cui ho avuto il piacere di cantare “Ciao amore ciao”, è stato organizzato il 30 giugno a Prom Kultury a Varsavia. Un’altra personalità che mi incuriosisce è Mina. Chissà forse dedicherò a lei il mio prossimo progetto, per adesso invece sto finendo la registrazione del disco “Femmes czyli kobiety” dedicato a 16 cantanti francesi, dalla Piaf alla Zaz. Il tutto crea una storia che racconta i momenti importanti della vita di donna. Ho anche in programma un progetto d’autore francese-polacco.

Abbiamo parlato della canzone francese, italiana, russa, ci sono invece canzoni polacche presenti nel suo repertorio?

La canzone poetica polacca occupa un posto importante nella mia carriera. Sul disco “Tête-à-tête” accanto alle canzoni francesi ho registrato anche delle canzoni poetiche polacche, tra le altre le poesie di Anna Piwkowska, una poesia di Jakub Należyty e una canzone di Agnieszka Osiecka “W żółtych płomieniach liści” nella traduzione francese di Stanisław Waszak. Molto spesso la canto durante i concerti perché piace molto ai polacchi e stranieri. Il disco “Empatik” invece è polacco con accenti francesi. Prevalgono le poesie di Piwkowska, un testo è la poesia di Julia Hartwig, ho sfruttato anche i miei testi polacchi e francesi. La musica è del pianista Mariusz Dubrawski, compositore e arrangiatore con cui collaboro da anni, si possono ascoltare anche le mie composizioni. Inoltre partecipo al progetto “Koncert umarłych poetów” creato da Marek Bartkowicz e Andrzej Ozga dedicato ai cantautori polacchi e stranieri che si svolge a “Piwnica na Wójtowskiej” a Varsavia. Invece quando sono all’estero cerco sempre di sottolineare l’unicità della canzone d’autore polacca. Non molto tempo fa durante un’intervista per una radio francese a Parigi ho raccontato del fenomeno di Ewa Demarczyk e il regista del programma per farmi piacere ha trovato la sua canzone “La Grande valse brillante” e l’ha messa in onda. È stato un momento tanto magico quanto magico è il potere delle canzoni.

I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo

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Ludwig Wittgenstein, nel “Trattato logico e filosofico”, ha detto che “I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo”. Conoscendo la lingua dell’opera originale, le sue sfumature, la cultura da cui proviene e che descrive, comprendiamo meglio non solo il linguaggio della narrazione, ma siamo in un mondo diverso che diventa parte della nostra realtà ed esperienza. Da qui l’invito e l’ispirazione per imparare una lingua straniera, la cui conoscenza ci dà l’indubbio privilegio di aprirci ad un altro mondo, ad altre persone, allargando i nostri orizzonti.

Siccome da anni lavoro tra libri italiani, con piacere ho accettato l’invito della redazione di “Gazzetta Italia” di creare una rubrica che ricordasse agli amanti della lingua e della cultura italiana l’offerta della libreria Italicus. Il mercato polacco della lingua italiana è un mercato “di nicchia” ma è, senza dubbio, composto da persone con autentica passione per la lettura.

Ho aderito all’iniziativa di pubblicare su “Gazzetta Italia” con piacere, ma anche con soddisfazione, perché un tale invito dimostra che la nostra presenza in questa fascia di mercato non è temporanea né sporadica. Italicus è una libreria italiana che opera ininterrottamente da 28 anni, inizialmente come negozio per corrispondenza (forse ho intuito l’arrivo dell’era delle librerie online), e ora come libreria e caffetteria a Cracovia. E poiché lo sviluppo della tecnologia dell’informazione lo ha reso possibile, distribuiamo anche pubblicazioni come libreria online .

La gestione della rubrica “Leggo, vivo meglio” è anche un impegno a mantenere una buona qualità dell’offerta, a proporre nuove opere di autori di glottodidattica e letteratura italiana, ma anche a tenere il passo con il costante sviluppo della tecnologia, e scegliere cosa può interessare in un mercato di nicchia non è sempre facile. Dopotutto l’età matura (28 anni di attività) e il desiderio di essere una libreria d’autore è, ormai, un obbligo!

Italicus, in linea con l’idea della libreria d’autore, cerca e rende disponibili pubblicazioni necessarie, utili o interessanti in primo luogo per gli italianisti polacchi: insegnanti, studenti e traduttori. In questi anni di attività, Italicus è diventata un luogo in cui sono sempre stati disponibili i più importanti libri di testo italiani per l’apprendimento e l’insegnamento. E quando i nostri clienti hanno amato la lingua italiana, raggiunto un giusto livello di conoscenza e voluto conoscerne la bellezza a diretto contatto con le opere di scrittori e poeti italiani, abbiamo deciso di diventare divulgatori della letteratura italiana ampliando la nostra offerta di libri in versione originale.

La rubrica “Leggo, vivo meglio” è un’altra sfida in linea con la nostra filosofia. Presenteremo periodicamente pubblicazioni, autori, eventi degni di attenzione e raccomandazioni e recheremo il “marchio di qualità” in tutte le nostre proposte.

Per cominciare presentiamo la casa editrice fiorentina Alma Edizioni, il nostro fornitore “storico” (quasi coetaneo, anno 1994). Oggi Alma si ritrova bene nel mondo digitale, offrendo libri di testo, materiali multimediali, applicazioni, registrazioni video (Alma TV) resi disponibili online come supporti, ispirando insegnanti e attraendo studenti. Gli autori dei libri di testo e dei materiali di Alma sono professionisti, il che garantisce un alto livello di contenuto e l’adattamento dei materiali alle reali esigenze e aspettative degli studenti.

Quindi In bocca al lupo, ragazzi! (per citare uno dei corsi di Alma).

Inaspettatamente, in questo difficile periodo, ci è stato dato molto da trascorrere in modo diverso. Forse vale la pena cercare un buon libro italiano? I suggerimenti di lettura sono un classico facile come il “Decameron” di Boccaccio, e un’opera meno nota ma assolutamente da scoprire ovvero “Sessanta racconti” di Dino Buzzati.