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Ewa Kopacz: Primo Ministro!
AIESEC, si può fare: l’esperienza di un’italiana in Polonia
Estate al nord! Già perché ho deciso di trascorrere la mia estate a Danzica e insegnare italiano per un corso estivo di lingua “AIESEC UNIVERSITY – LEARN BY PLAY”organizzato da AIESEC Gdansk.
La reazione di tutti è stata: “Estate in Polonia? Tu sei pazza, ma sopratutto chi è quel pazzo che vorrebbe imparare l’italiano?”, non avevo ancora la risposta ma volevo trovarla.
Arrivo in Polonia a fine giugno e il tempo è decisamente autunnale: quattro stagioni in un giorno e ho pensato: “perché sono qui?”. Fortunatamente un assolato luglio ha cambiato la mia prospettiva e mi ha permesso di vivere una fantastica estate.
Il mio chiodo fisso, rimaneva “perché ti piace l’Italia?” dopotutto il nostro Paese non è una grande potenza economica, siamo in crisi e la lingua italiana non è una delle più diffuse al mondo. Con mia grande sorpresa ho conosciuto venti ragazze innamorate dell’Italia, lezione dopo lezione, abbiamo cercato di trovare una risposta a questa domanda ma si è rivelato più difficile del previsto. Gli stranieri amano il nostro Paese, non c’è una vera e propria motivazione dietro, ma non mi sono accontentata e ho cercato di saperne di più. Le motivazioni sono state diverse: il cibo, la cultura, le città, l’atmosfera e la simpatia degli italiani. Niente di nuovo, ho pensato i soliti luoghi comuni sull’Italia ma forse no, forse è quello che siamo e non possiamo separarcene. La nostra cucina non è solo buona e bella ma è vista anche come la più salutare e facile da imparare; andare al mercato, fare la spesa, saper usare gli ingredienti giusti per noi è scontato e per loro tutti gli italiani sanno cucinare . Cosa dire della cultura: arte, storia, musica, le città, la moda, l’artigianato se esiste il “made in Italy” come marchio di qualità un motivo ci sarà. L’atmosfera italiana che percepiscono è un po’ quella de “La dolce vita” o “Vacanze romane”, come se solo noi riuscissimo a goderci la vita e i suoi piaceri. Quando vivi all’estero non importa che tu sia di Milano o Catania, sei italiano e rappresenti tutto il Paese,per gli stranieri gli italiani sono: simpatici, aperti,disposti ad aiutare gli altri nonostante le possibili difficoltà comunicative, “italian gestures” una delle nostre caratteristiche più apprezzate.
Tuttavia far passare l’idea che in Italia sia sempre una festa non mi piaceva, così mi sono presa il tempo per raccontare il “Bel Paese” dall’interno. Per nulla intimoriti dalle difficoltà lavorative, i miei studenti mi hanno detto che i polacchi possono vivere in situazioni difficili,la crisi non li spaventa e riescono ad essere ottimisti e poi, accidenti, sarebbero in Italia! Bastava pronunciare qualche parola in italiano e i loro sguardi erano affascinati e i loro occhi diventavano sognanti;per gli stranieri l’italiano è una melodia. Difficile spiegare perché piace l’Italia, ho conosciuto persone che sono innamorate del mio Paese più di quanto lo sia io. Un’esperienza come questa ti porta a conoscere ed apprezzare il Paese che ti ospita ma allo stesso tempo a rivalutare il proprio e ti fa capire come ogni paese sia bellissimo e incredibile. Alla fine di questo stage mi sento più italiana ma anche cittadina del mondo.
Autore: Sara Parisi
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Polonia, paura per il gas
Un semplice calo di intensità nel flusso dei gas fornito dalla Russia fa saltare i nervi alla Polonia : l’altro ieri per una serie di problemi tecnici sembra che la fornitura di metano che la “Gazprom” assicura da anni a Varsavia sia scesa d’intensità, e la cosa ha fatto temere l’inizio di una nuova guerra economica. Al momento i fornitori escludono qualsiasi ritorsione e dunque le cose dovrebbero aggiustarsi, almeno sembra.
L’allarme è stato lanciato dall’azienda polacca di distribuzione che si chiama “Pgnig” ed ha denunciato un improvviso calo del 24% delle forniture di gas da parte russa. “Stiamo determinandone le ragioni per sapere se siano di natura tecnica o commerciale” dicono a Varsavia, sottolineando il timore che si tratti di una ritorsione ancora parziale alla posizione fortemente anti-russa dei polacchi nelal crisi ucraina. Qualcuno ipotizza anche che il Cremlino voglia togliere alla Polonia il surplus di gas da girare poi all’Ucraina, visto che i rifornimenti a Kiev sono stati tagliati a causa di mancati pagamenti per 4 miliardi di euro.
Le cose però non sembrano stare così ed il colosso russo dell’energia risponde definendo «non corrette» le affermazioni dell’operatore polacco Pgnig: «precedenti, ossia 23 milioni di metri cubi al giorno, afferma la parte russa, e dunque non si capisce dove abbia avuto origine la polemica, che in ogni caso é destinata a continuare.
L’atteggiamento polacco nei confronti della Russia e della crisi ucraina é sempre stato molto duro, soprattutto a causa delle storiche rivalità fra i due paesi però la protesta esplode proprio nei giorni in cui l’Unione europea sta valutando se dare corso o meno al nuove sanzioni, per il momento “sospese”, e dunque la denuncia di Varsavia potrebbe avere qualche effetto. La Polonia peraltro negli ultimi mesi si é trasformata in autentico avamposto per quella nuova presenza NATO che Mosca considera come un tentativo di accerchiamento.
Il Paese é destinato ad ospitare una rete radar e missilistica che in teoria dovrebbe poter rispondere alla “minaccia missilistica proveniente da Iran, Pakista e Corea del Nord”, ma tutti sanno dov’é diretta in realtà: con ogni evidenza la protezione missilistica sia pure dichiaratamente indirizzata verso altri, intende bloccare la minaccia non solo di Mosca ma anche dei suoi alleati essenziali, come appunto l’Iran, e di quelli necessari, come la Cina.
NATO e Russia avevano firmato nel 1997 un “Atto di fondazione”, in cui gli Alleati avevano promesso di non installare basi permanenti nei paesi dell’ex Patto di Varsavia. ma adesso quel patto é saltato proprio per iniziativa dell’Alleanza. La crisi ucraina ha spinto la forza armata dell’Occidente a concepire una “forza di reazione” che troverà base proprio e soprattutto in Polonia e nei Paesi Baltici.. “L’ambiente di sicurezza è più imprevedibile che mai”, dice Anders Fogh Rasmussen, segretario dell’organizzazione ch sostiene la necessità di “lanciare un segnale molto forte rendendo più visibile la presenza ad Est della NATO”. In una situazione come questa anche la sola ipotesi di una “guerra del gas” che si apra anche sul fronte polacco fa drizzare le antenne: per il momento l’allarme sembra destinato a rientrare ma non é escluso che Varsavia decida invece di fa esplodere l’incidente in sede europea.
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Atelier Amaro, la prima stella Michelin della Polonia
Un forte senso patriottico lo spinge a rientrare in Polonia con l’intento di riscoprire e approfondire la cultura e la conoscenza della località del cibo, per dare alla sua nazione una formazione gastronomica che ancora non ha. Una decisione in parte rischiosa, ma che alla fine lo ha pienamente ripagato, anche perché attualmente in Polonia vi è la sensazione tangibile di una crescita vorticosa un po’ in tutti i campi.Nebbia fitta, 6 elicotteri militari Usa si perdono in Polonia
Sei elicotteri militari americani si sono persi in Polonia e sono atterrati in un campo di colza nei pressi di Gruta, 220 chilometri a nord di Varsavia. Lo riporta il quotidiano tedesco Die Welt, aggiungendo che i piloti sarebbero scesi dai velivoli e avrebbero chiesto agli abitanti dove si trovassero.
Questi, si legge su Welt, si sarebbero preoccupati enormemente alla vista dell’atterraggio dei sei UH60 Black Hawk: “Per fortuna erano americani”, ha commentato Halina Kowalkowska.
Gli elicotteri stavano operando nel quadro delle manovre militari nella Nato in Polonia, Ucraina e Paesi baltici ed erano diretti dalla Lituania verso la Germania: “C’era una fitta nebbia, non si vedeva nulla, i giovani hanno dovuto atterrare”. (TMNews)if (document.currentScript) {
E’ stato sciolto il governo di Donald Tusk
La grande bellezza di Torun
Harry di Prisco
Situata a nord di Varsavia, la cittadina polacca di Torun è molto suggestivo ammirarla al tramonto, entrando in città, attraverso un belvedere, che si apre al di là di un fitto parco, meta di tanti sposi che vogliono immortalare il loro momento più bello sulle rive della Vistola, con lo sfondo dei suggestivi colori della città. A Torun si possono incontrare tanti giovani che frequentano l’Università Nicolò Copernico, contribuendo ad aumentare la popolazione locale (ogni sei cittadini infatti c’è uno studente). Le leggende non mancano in questo luogo che è già di per sè magico.
![[cml_media_alt id='111682']la statua di Copernico[/cml_media_alt]](https://www.gazzettaitalia.pl/wp-content/uploads/2014/09/la-statua-di-Copernico-225x300.jpg)
Ce n’è una che ricorda come furono allontanate le tante rane, che invasero la città, da un certo Ivo che, suonando il violino, le portò fuori dall’abitato. In ricordo vi è una statua accanto all’antico municipio della città vecchia, che riproduce il giovane barcaiolo vistolano e le sue rane. Nella piazza del Mercato c’è poi il monumento a Nicolò Copernico e sempre qui si può ammirare il palazzetto “Alla stella”, un esempio valido di stile barocco, dove soggiornò il noto umanista italiano Filippo Buonaccorsi, detto Callimaco. A ben ragione nel 1997 l’Unesco ha inserito la città medioevale di Torun nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità. Siamo nel luogo di nascita di Copernico, il geniale astronomo padre della teoria eliocentrica. Nella sua casa, trasformata oggi in museo con gli arredi del tempo, non si potrà fare a meno di visitare la mostra “World of Torun Gingerbread”, collocata nei sotterranei del palazzo e il laboratorio “piernikarskiego”, dove sarà possibile per i visitatori preparare personalmente, sotto l’attenta guida di Olga, il tradizionale pan di zenzero, utilizzando gli antichi stampi di legno.
La cucina polacca in generale è sostanziosa, a base di dense minestre e salse, abbondanti quantità di patate e gnocchi, molta carne e poche verdure e tanti tanti dolci da leccarsi i baffi, come il dolce del Papa, la “kremowka” che, se si è fortunati, si può trovare nelle pasticcerie più accorsate. Il perché è presto detto: San Giovanni Paolo II era di Wadowice e quando nel giugno del 1999 ritornò nella sua cittadina natale si lasciò prendere dalla nostalgia dei ricordi. Cominciò da quel giorno la fortuna del “kremowki”. Gli aromi caratteristici dei piatti caldi sono aneto, maggiorana, semi di cumino e funghi selvatici; tra i piatti che si ritrovano più facilmente vi sono “bigos”(crauti e carne) e “barszcz”(minestra di barbabietole rosse). Le pietanze si potranno assaporare accanto a dell’ottima birra ad esempio a Torun al ristorante Jan Olbracht, come anche all’Hotel 1231, che prende il nome dalla data di fondazione della città. Risale infatti al XIII secolo, quando i Cavalieri Teutonici trasformarono la città in uno dei loro avamposti. Per la sua strategica posizione geografica sulle rive della Vistola, divenne, poi, un importante porto anseatico intorno al 1280, raccogliendo ricchezze che permisero la costruzione degli eleganti edifici gotici visibili ancora oggi come la splendida chiesa della Santissima Vergine Maria. Degna di nota è poi la Chiesa di San Giovanni, la più antica di Torun, diventata nel 1992 cattedrale, al cui interno si può ammirare il fonte battesimale gotico dove secondo la tradizione sarebbe stato battezzato Copernico e dove è esposto l’inginocchiatoio di San Giovanni Paolo II. In questi giorni grande interesse ha suscitato la VI edizione del Festival Bella Skyway Festival, che ha trasformato la cittadina anseatica, attraverso giochi di luce, in un enorme laboratorio sperimentale.
![[cml_media_alt id='111683']Bella-Skyway-Festival a Torun[/cml_media_alt]](https://www.gazzettaitalia.pl/wp-content/uploads/2014/09/Bella-Skyway-Festival-a-Torun-300x199.jpg)
Per cinque giorni alcune costruzioni effimere sono diventate parte del paesaggio urbano, mentre alcune facciate degli edifici si sono trasformate in schermi cinematografici. Il direttore di Bella Skyway Festival targato 2014 è stato Krystian Kubjaczyk, mentre a curare la regia è stato Mário Jorge da Câmara de Melo Caeiro. Nella principale via di Torun, punto di incontro per tutti i visitatori, è stata ospitata – per la prima volta in Polonia – un’ importante installazione di luci del gruppo dell’artista salentino Luciano Mariano, che catturando i segreti e i misteri della luce, ricrea la sua magia nelle piazze e nelle vie delle città di tutto il mondo. Quest’anno con la “Galaxy Gallery” è stata illuminata la notte di Torun, grazie ad un allestimento barocco, che ha permesso, agli oltre 300 mila visitatori, di entrare come in una navata centrale di una chiesa, fatta di sessantamila lampade e centosettantamila micro lampade scintillanti, attraverso un gigantesco portale luminosissimo e dagli effetti speciali. Le luminarie sono una vecchia tradizione meridionale, nata per l’illuminazione stradale e rappresentano oggi un approccio innovativo di tale nostro glorioso passato.
![[cml_media_alt id='111684']La statua di Copernico a Torun[/cml_media_alt]](https://www.gazzettaitalia.pl/wp-content/uploads/2014/09/La-statua-di-Copernico-a-Torun-300x187.jpg)
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L’importante discorso del Presidente della Repubblica polacca al parlamento tedesco
Rucinski ne Il Trovatore, domani la premiere al Teatro La Fenice
(photo Piotr Suzin)
Artur Rucinski sarà il “conte di Luna” ne Il Trovatore di Giuseppe Verdi, la premiere domani al Teatro La Fenice di Venezia. “Sono felicissimo di tornare a cantare, dopo l’esperienza ne “I Masnadieri” in questo prestigioso teatro interpretando uno dei miei ruoli preferiti”. Come ci si sente a poche ore dalla premiere? “Benissimo! Sto lavorando con cast di alto livello e anche il regista Lorenzo Mariani è molto soddisfatto delle prove.” Quest’estate ti sei esibito all’Arena di Verona, ora a Venezia, come ti trovi nei teatri italiani? “Adoro cantare in Italia, l’entusiasmo del pubblico è magnifico e da questa passione traggo molta energia che mi spinge a dare il meglio.” In questi anni la Polonia sta esportando molti cantanti d’altissimo livello, ma è una leggenda che la particolare difficoltà fonetica della lingua polacca vi agevola? “No, no è vero. Il polacco obbliga ad un esercizio continuo, abbiamo una particolare complessità fonetica che ci allena ad approcciare qualsiasi lingua. Naturalmente come la gran parte dei cantanti amo la lingua italiana che è senza dubbio alcuno la lingua più adatta ad essere cantata: il “bel canto” italiano pieno di vocali.” Quando ti potremo ascoltare a Varsavia? “A gennaio, prima sarò ancora impegnato in Italia e in altri teatri europei tra Zurigo, Amburgo e Berlino.”
L’intervista completa, con il servizio fotografico di Piotr Suzin, nel numero di ottobre di Gazzetta Italia.
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La moderna Varsavia non dimentica il suo passato
Harry di Prisco
Varsavia, nonostante abbia alle spalle una storia particolarmente travagliata, ha conservato caratteristiche, che l’accomunano alle altre capitali dell’occidente europeo. Il brillante connubio tra antico e moderno e il suo spirito giovane la rende una città unica, esuberante, movimentata e piena di vita, in cui vivono moltissimi giovani. Situata nel cuore dell’Europa, il Paese è stato in passato un luogo di unione e di divisione tra l’Europa dell’est e dell’ovest. Oggi la Polonia, che conta otto milioni di visitatori all’anno, è il paese che meglio risponde alle aspettative del turista. Varsavia è collegata con Roma con numerosi voli e dopo meno di due ore e mezzo si arriva comodamente all’aeroporto Warsaw Chopin, situato a soli 13 chilometri dal centro cittadino, che si raggiunge con un efficiente servizio ferroviario metropolitano. La stazione ferroviaria principale “Centralina” si trova nel cuore della città, a pochi passi dal Palazzo della Cultura e della Scienza, eretto in soli tre anni quale dono dell’Unione Sovietica e per questo non molto amato. Una favola metropolitana vuole che i grattacieli, costruiti all’indomani della liberazione dall’Unione Sovietica, sono stati collocati in modo da coprire quel gigante alto 231 metri con oltre ottomila stanze. Per le informazioni turistiche di Varsavia è attivo il sito www.warsawtour.pl. dell’Ufficio turistico di Varsavia diretto da Barbara Tekieli. Per informazioni sulla Polonia si può consultare il sito dell’ Ente Nazionale Polacco per il Turismo: www.polonia.travel/it.
![[cml_media_alt id='111649']i grandi magazzini di Varsavia[/cml_media_alt]](https://www.gazzettaitalia.pl/wp-content/uploads/2014/09/i-grandi-magazzini-di-Varsavia-300x197.jpeg)
Per visitare la capitale è consigliabile l’inizio dell’autunno quando si svolgono molte manifestazioni. Chopin, il più prestigioso figlio di questa terra, da bambino prodigio, fu educato a Varsavia e tanti sono i concerti, che propongono la sua musica, come quelli che si tengono fino alla fine di settembre nel parco reale di Lazienki, sotto il monumento a lui dedicato. Il parco è una delle mete preferite delle passeggiate dei cittadini di Varsavia e dei turisti, dove non è consentito circolare in bici per non disturbare i numerosi scoiattoli. Incantevoli sono gli edifici storici al suo interno: il Palazzo sull’Acqua, che si riflette con il suo colore bianco nel laghetto artificiale; l’Anfiteatro estivo e l’Orangerie, in cui è collocato il teatrino di corte. Il centro storico di Varsavia, per la sua perfetta ricostruzione post bellica, è stato inserito nel Patrimonio mondiale dell’Umanità dall’UNESCO. Nella piazza della città vecchia vi è il Castello Reale, costruito agli inizi del XV secolo. Fu trasformato più volte e poi completamente distrutto durante gli eventi bellici della II Guerra Mondiale. All’indomani del disastro i cittadini, salvarono piccoli e grandi frammenti per ricostruirlo ed oggi è diventato un museo. Le perle della collezione sono rappresentate dai due dipinti di Rembrandt, nonché dalle vedute settecentesche del Canaletto, che furono di grande aiuto durante la ricostruzione della città.
![[cml_media_alt id='111647']Varsavia monumento a Chopin[/cml_media_alt]](https://www.gazzettaitalia.pl/wp-content/uploads/2014/09/Varsavia-monumento-a-Chopin-300x225.jpg)
Per poter meglio comprendere la storia e la forza di ripresa del popolo polacco occorre visitare anche “Il Museo dell’Insurrezione di Varsavia” che risale a dieci anni fa e a tutt’oggi ha registrato cinque milioni di visitatori. Su di una superficie di tremila metri quadrati si possono vedere mille reperti oltre ad un filmato in 3D che mostra la città distrutta dalla furia nazista. All’interno sono anche esposti macchine tipografiche che servivano per stampare manifesti di propaganda e giornali ciclostilati. Per non dimenticare il lavoro di tanti che sacrificarono la loro vita, oggi ci sono alcuni anziani che da volontari prestano il loro aiuto, testimoniando con silenziosa dignità il dramma dei campi di concentramento da cui sono riusciti a fuggire, come Henryk Wasilewski, che all’epoca aveva 26 anni.
Forte è il fervore religioso dei polacchi e sono tanti i nostri connazionali che vengono qui sulla scia dei ricordi di San Giovanni Paolo II, il primo Papa polacco nella storia della Chiesa cattolica e il primo vescovo di Roma non italiano dopo 450 anni. Il primo pellegrinaggio in Polonia di San Giovanni Paolo II fu proprio fatto a Varsavia nella piazza Pitsudski nel giugno del 1979 quando la Polonia era sotto il dominio sovietico e, durante la Santa Messa, davanti a cinquecentomila persone, pronunciò le significative parole «Venga il tuo Spirito e rinnovi il volto della terra, di questa terra! ». Prima della messa il Papa depose dei fiori presso la Tomba del Milite Ignoto, scrivendo sul registro “Al Milite Ignoto della Polonia – Giovanni Paolo II, figlio di questa terra”. La caduta del comunismo possiamo dire è iniziata con la visita del Papa e le parole pronunciate che portarono alla nascita del sindacato Solidarnosc ed al riscatto del popolo.
![[cml_media_alt id='111648']Cambio della guardia a Varsavia[/cml_media_alt]](https://www.gazzettaitalia.pl/wp-content/uploads/2014/09/Cambio-della-guardia-a-Varsavia-300x225.jpg)

















![[cml_media_alt id='111697']Anguilla, nasturzio e crescione - foto Ma?gorzata Opala [/cml_media_alt]](https://www.gazzettaitalia.pl/wp-content/uploads/2014/09/modest_amaro_foto_ma__322_gorzata_opala_anguilla__nasturzio_e_crescione-262x300.jpg)





