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Home Blog Page 307

Charlotte Gainsbourg infiamma il red carpet veneziano

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(fot. Piotr Suzin)

È Charlotte Gainsbourg la regina incontrastata del 71^ Festival di Venezia, o almeno questa è la sensazione che emerge dal red carpet dove il maschile incidere di questa sexy eroina fa ribollire paparazzi e fan. Vestita rock-elegant con un abito nero con tagli netti asimmetrici che non lasciano spazio all’immaginazione riguardo le forme esili del suo corpo. La natura non l’ha dotata di forme particolarmente femminili ma in cambio le ha dato un sex appeal debordante che lei intelligentemente gestisce grazie ad una personalità forte che deve avere evidentemente ereditato da cotanti genitori. Charlotte transita sul tappetto rosso del più antico festival del cinema del mondo insieme ad un divertito Lars Von Trier, ad una elegante e carismatica Uma Thurman e ad un po’ imbolsito Stellan Skarsgard giunti a Venezia per la presentazione della long version di Nymphomaniac. Grande successo sul red carpet anche per la bellissima cubana Ariadna Romero, che ormai lavora da anni in Italia, e per Elio Germano molto apprezzato nelle difficili vesti di Giacomo Leopardi nel film “Il giovane favoloso” di Mario Martone.

Intanto ci si avvicina all’assegnazione del Leone d’oro con poche certezze. Nessuno dei film in concorso finora ha suscito particolare gradimento. Ieri sera l’ennesima delusione con “Nobi” del giapponese Shina Tsukamoto. Una storia di soldati giapponesi in fuga nella giungla, inseguiti da guerriglieri e americani, contrassegnata da ettolitri di sangue che spruzzano da ogni poro, da volti sfigurati, braccia e gambe staccate che alla fine diventano il pasto di soldati affamati. Un iperrealismo irritante unito ad una trama banale. Insomma potete tranquillamente evitare la visione di questo film.

Gazzetta Italia settembre 2014

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Negli Empik la nuova Gazzetta Italia di settembre!!! Una polacca alla scoperta di Napoli, i consigli su come sopravvivere guidando nel Sud Italia, un paio di interessanti ricette, il viaggio in Italia di Teatr Akt e poi ancora si parla di Siena come città musa per i poeti polacchi. Questi sono alcuni degli articoli del nuovo numero di Gazzetta Italia che dedica ben quattro articoli all’arte tra cui un’intervista alla artista-manager Kinga Gradowska che annuncia: “Varsavia sarà la nuova capitale dell’arte contemporanea!”. Come sempre ci sarà poi la rubrica linguistica insieme a tanti altri articoli tra cui quello dedicato al Club Italiano a Danzica. Quindi polacchi che amate l’Italia e italiani che amate la Polonia non perdetevi il numero di settembre di Gazzetta Italia in cui si parla anche di moda, eventi, musica e sport con l’intervista a Skorupski, portiere polacco in forza alla Roma. In copertina una splendida immagine del palazzo dei Vescovi a Kielce, un’opera che vanta forti legami con l’Italia. Gazzetta Italia è l’unico mensile bilingue italiano/polacco distribuito nella gran parte degli Empik della Polonia (3,90 z?).

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Angela Merkel: “L’Europa ha bisogno di persone capaci, oneste e sicure come Donald Tusk”

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Il cancelliere federale Angela Merkel durante il suo discorso al Bundestag (il parlamento tedesco) ha porto le sue più sentite congratulazioni al nuovo Presidente del Consiglio Europea. La Merkel ha rimarcato l’importanza simbolica che ha l’elezione di Donald Tusk, dopo i 25 anni dalla rivoluzione pacifica di Solidarnosc. La Merkel ha ricordato che Donald Tusk è originario di Danzica, città roccaforte del movimento di “Solidarietà”. “Senza gli sforzi dei polacchi, tra cui, anche Donald Tusk, oggi forse la parola libertà per i polacchi e per gli europei avrebbe un altro sapore. Dobbiamo ricordare e ringraziare il movimento di Solidarnosc che ha permesso il superamento delle divisioni europee. La Germania e la Polonia oggi possono vantare di una stretta collaborazione. La fiducia è alla base della cooperazione con questa nazione in pieno sviluppo” ha dichiarato con forza la Merkel. Il cancelliere ha ricordato a tutti i deputanti che nel 2010 si porgeva a Donald Tusk il premio Carlo Magno, riconoscimento annuale conferito dalla città tedesca di Aquisgrana (in tedesco Aachen) a personalità con meriti particolari.
“L’Europa ha bisogno di persone appassionate, sicure ed oneste come Donald Tusk” ha concluso Angela Merkel.
(fonte: Polonia Oggi)

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Dalla Polonia il primo bus Euro 6 In arrivo 125 nuovi veicoli «green»

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Dallo stabilimento di Poznan in Polonia al deposito di Milano di via Novara: ha già effettuato il suo primo viaggio su strada il nuovo autobus Atm che prenderà servizio a partire dalla seconda settimana di settembre. Dopo i primi 85 autobus, che saranno immessi nella rete entro dicembre, l’azienda ha approvato l’acquisto di altri 40 bus, portando a 125 il numero di veicoli Euro 6 di ultimissima generazione e le nuove acquisizioni realizzate entro aprile 2015. Dopo aver acquistato 30 nuovi treni per la metropolitana, Atm prosegue nel piano di rinnovo della flotta bus finanziato per metà con fondi propri, per metà con contributi regionali. Il costo dell’operazione è di 228 mila euro per ogni veicolo. Alla gara pubblica, a livello europeo, hanno partecipato tutti i maggiori costruttori di autobus. Ad aggiudicarsela è stata Solaris Bus, primario operatore che distribuisce in 28 Paesi nel mondo. Con questo contratto Atm si è assicurata la possibilità di acquisire fino a 250 modelli di questo moderno mezzo allo stesso prezzo con opzione fino ad aprile 2018. Gli autobus sono Euro 6, modello «Urbino», 12 metri di lunghezza, 3 di altezza e 2,5 di larghezza, un prodotto che si caratterizza per gli elevati standard tecnologici, l’economicità d’uso e il basso impatto ambientale.

Ecologici e con sistema di videosorveglianza

I nuovi mezzi sono di colore verde, in linea con i bus già in esercizio, silenziosi e dotati di tutti i più moderni comfort: pedana d’accesso per i disabili, 32 posti a sedere e 63 in piedi, spazio riservato alle carrozzelle e ai passeggini, sistema di videosorveglianza, impianto di spegnimento incendi per il vano motore. I mezzi sono a basso impatto ambientale: l’emissione degli inquinanti più pericolosi, ovvero polveri sottili, anidride carbonica e ossidi di azoto sarà pressoché azzerata. Completata la consegna del primo mezzo, un secondo arriverà a Milano il 20 settembre. Poi lo stabilimento di Poznan lavorerà a pieno ritmo sulla fornitura: 40 bus saranno consegnati entro la metà di novembre e altri 43 saranno consegnati entro la settimana di Natale. Nella fase iniziale gli autobus entreranno in servizio sulla linea 58, progressivamente il loro utilizzo sarà esteso a tutte le linee automobilistiche gestite da Atm.

(fonte: http://milano.corriere.it)

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La festa del volley è cominciata! Record allo Stadio Narodowy con 63 mila spettatori alla partita d’apertura dei Campionato del Mondo

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Il 30 agosto 2014 passerà sicuramente negli annali della pallavolo mondiale. Sabato sera allo Stadion Narodowy di Varsavia circa 63 mila spettatori hanno assistito ad un grande spettacolo. La Cerimonia di apertura del Campionato mondiale di pallavolo maschile in Polonia con la partita Polonia-Serbia, vinta nettamente dai polacchi. La cerimonia ha suscitato una grande ammirazione tra i vertici della FIVB, ha detto Miros?aw Przedpe?ski presidente di Federvolley Polonia. Anche i giornalisti  stranieri sono rimasti colpiti dalla grandiosità di questa cerimonia cosa si poteva leggere nei loro articoli del giorno dopo. Sabato sera tutto ha funzionato alla perfezione: ottimo spettacolo artistico, grande tifo di migliaia di persone e fantastico gioco della squadra polacca. Gli unici scontenti dopo una serata cosi eccellente, sono i giocatori e tifosi della Serbia, ma loro squadra avrà ancora la possibilità di mostrare il suo valore in altre partite. Teniamo le ditta incrociate  per la squadra polacca e per gli organizzatori che ci possono garantire fino all’ultima partita uno spettacolo uguale come quello di sabato sera.
La Polonia ancora una volta ha dimostrato che in questo paese la pallavolo è amatissima, e che si riescono ad organizzare eventi di livello mondiale.
Teniamo le ditta incrociate  anche per gli Azzurri, che nel prima partita sono stati sorprendentemente sconfitti dalla squadra iraniana 1-3, ma speriamo che si rifacciano subito . Forza ragazzi!!! vi vogliamo vedere in finale a Katowice.} else {

Martone porta Leopardi sugli schermi, mentre al Lido s’aggira Uma Thurman (qui videoclip del film “Il giovane favoloso”)

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Diciamo subito che “Il giovane favoloso”, il film (in concorso) sulla vita del poeta Giacomo Leopardi, del regista Mario Martone mi è piaciuto. Non è facile raccontare la vita di una figura così significativa della cultura italiana. E non lo è per tanti motivi, innanzitutto perché chi l’ha letto e studiato si è fatto un’idea di Leopardi che non potrà mai essere completamente rappresentata e soddisfatta da nessun film, e poi perché chi non conosce la figura di Leopardi non sarà più di tanto affascinato da un’esistenza malinconica di un intellettuale fisicamente malato che non riesce a trovare scampoli né di serenità, né tantomeno di piacere e che trova il suo unico rifugio nello scrivere. Un film che scorre contrassegnato più dai versi poetici di Leopardi che dagli aneddoti della sua vita. Ottima l’interpretazione di Elio Germano che riesce a rendere palpabile l’inquietudine che domina il poeta di Recanati.

Intanto mentre Vi scrivo Uma Thurman sta gironzolando per il Lido in attesa di assistere alla proiezione di Nymphomaniac (long version), in cui recita una breve ma significativa parte, anche se il vero motivo per cui è arrivata in laguna, accompagnata dai suoi tre figli, è la presenza in concorso del film “Good kill” dell’ex marito Ethan Hawke.

Restando in tema di italianità ho apprezzato il documentario dedicato a Gian Luigi Rondi, mostrato in anteprima ieri alla presenza dello stesso 92enne ex direttore della Mostra del Cinema di Venezia. “Gian Luigi Rondi: vita, cinema, passione”, del regista Giorgio Treves, è anche un ottima occasione per ripercorrere oltre mezzo secolo di cinema italiano, dal neorealismo, al cinema civile, alla commedia all’italiana, attraverso la carriera di Rondi.

Stamattina ho poi provato a vedere “Tsili” (fuori concorso) di Amos Gitai, storia di una ragazza ebrea che sfugge ai massacri della guerra nascondendosi in un bosco. Sarò sincero, dopo aver combattuto per 20 minuti col rischio di appisolamento sono uscito a prendere una boccata d’aria fresca. Aria oggi, forse in onore delle atmosfere letterarie de “Il giovane favoloso”, autenticamente autunnale.

http://paolozennaro.com/gazzettaitalia/4756.mp4

Lanciata la gara d’appalto per la costruzione del tratto dell’autostrada S3 in Bassa Slesia

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Come ha informato GDDKiA (Direzione Generale delle superstrade nazionali e autostrade) sei aziende si sono presentate alla gara d’appalto per la costruzione del tratto di S3 Gaworzyce – Ka?mierzów in Bassa Slesia. Il percorso si estenderà per 17 km di lunghezza e il vincitore della gara avrà 30 mesi di tempo per eseguire l’opera, esclusi i tre mesi invernali.

 

 

“Si prevede di firmare il contratto per l’avvio dei lavori entro la fine dell’anno e saremo attenti a scegliere l’offerta migliore, considerando il prezzo, i termini e la garanzia per il lavoro” ha riferito il portavoce, Joanna Borkowska.

Il percorso S3 collegherà il confine occidentale del paese con quello meridionale e con la Repubblica Ceca.

(fonte: Polonia Oggi)} else {

Celebrazioni per il 75° anniversario dell’inizio della Seconda Guerra mondiale

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c. Come ogni anno a Westerplatte si iniziano le celebrazioni per l’anniversario dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Durante le celebrazioni per il 75° anniversario il Primo Ministro polacco, Donald Tusk, ha detto:

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“questa “non più guerra” non può essere un’espressione di delusione ed illusione che il mondo è privo di Paesi che con la forza vorrebbero svolgere le proprie politiche”.

Secondo Donald Tusk, ormai non è il tempo per fare un bel discorso e oggi non è il momento per l’ottimismo perché le parole “non più guerra” nel confronto con quello che succede in Ucraina portano un carico completamente diverso.

“Noi europei dobbiamo imparare la lezione di questi tragici anni della Seconda Guerra mondiale, la lezione, che non può essere considerata come ottimismo ingeuo” – ha esortato Donald Tusk e ha aggiunto “Oggi c’è ancora il tempo per fermare tutti quelli in Europa e nel mondo per i quali la violenza, la forza, l’aggressività sono l’arsenale di azioni politiche. Per questo motivo a Westerplatte noi polacchi abbiamo diritto e dovere di dire ad alta voce che nessuno ha il diritto di bloccare le nostre iniziative volte a fare la pace in tutto il mondo”.

(fonte: Polonia Oggi)

Drammi nazionali e dolori privati, a Venezia per ora dominano le trame cupe (nell’articolo una videoclip di “Hungry Hearts”)

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Genocidi e drammi familiari. Il clima cupo che in questi anni si respira quasi ad ogni latitudine del pianeta è abbondantemente rappresentato dai film in concorso a questa 71^ edizione della Mostra del Cinema.

Oggi vi presento due storie drammatiche e intense, una di grandi dimensioni, il genocidio armeno ad opera dei Turchi e l’altra intensamente familiare legata alla paranoia di una madre ossessiva.

“The cut” di Fatih Akin (vi ricordate il suo film “Soul Kitchen”?), è un film epico vecchio stile, lungo 2 ore e 20 minuti, e con ambientazioni sontuose e costose. Attorno alla figura di Nazareth Manoogian (interpretato da Tahar Rhamin), armeno, padre di due figlie, strappato dalla sua famiglia, si racconta il genocidio del popolo armeno avvenuto durante la prima guerra mondiale ad opera dei Turchi. Nazareth miracolosamente sfuggito al genocidio cercherà dopo la fine del conflitto le figlie, partendo dal deserto della Mesopotamia per arrivare fino al North Dakota. Un ricerca resa facile o difficile a seconda della variegata umanità che incontra sul suo cammino. Un film avventuroso e drammatico che nel raccontare una storia di un secolo fa sembra attualissimo. Se vi piacciono i colossal del genere guardatelo.

Dolore e dramma sono protagonisti anche di “Hungry hearts”, firmato da Saverio Costanzo, secondo film italiano in concorso (ma girato in inglese). Qui il dramma si esprime nella dimensione più privata possibile ovvero il rapporto tra madre e figlio. Jude e Mina si conosco casualmente, si piacciono e mettono al mondo un figlio. La sensibilità preparto di Mina si tramuta in una ossessione possessiva ed egocentrica. Fantasie messianiche sul ruolo che avrebbe il figlio unite ad un veganismo intollerante portano il piccolo alla malnutrizione e ad uno sviluppo ritardato. Il padre Jude per amore di Mina regge fin troppo ai deliri della compagna, cercando di nutrire il bambino di nascosto finchè la situazione precipita ed entra in gioco la madre di Jude. Un film intenso non adatto ai cuori sensibili sul tema della maternità.

A completare il clima cupo che regna nella maggior parte delle trame che vengono presentate quest’anno a Venezia, spendiamo due parole sul film “H.” di Rania Attieh e Daniel Garcia, un’opera che rientra nella sezione Biennale cinema-college, ovvero tra film aiutati da un contributo destinato a progetti da idearsi e svilupparsi in 11 mesi e da presentarsi alla Mostra. Il film con buone capacità stilistiche racconta una storia di cambiamenti ed estraneazioni causate da un evento inspiegabile avvenuto in una sperduta cittadina americana. Protagonisti anziane signore che accudiscono bambole come fossero esseri umani e artisti che confondono emotività, fisicità, arte arrivando ad una finale disintegrazione del senso di vivere.

Che dire, speriamo in un cambio tematico nei prossimi film. A domani!

A questo link una videoclip di “The cut”: http://paolozennaro.com/gazzettaitalia/4654.mp4}

Al Pacino e Charlotte Gainsbourg, ovvero sono arrivate le star! (nell’articolo clip video su “3 coeurs”)

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Al Pacino, Charlotte Gainsbourg, Catherine Deneuve, Chiara Mastroianni. È una giornata del Festival contrassegnata dalle star che in conferenza stampa fanno il pieno di applausi e complimenti anche se né i due film di Al Pacino presentati a Venezia, né il francese “3 coeurs” (in cui Deneuve recita al fianco della figlia Chiara Mastroianni e dell’eroina di “Nymphomaniac” Charlotte Gainsbourg) sembrano destinati a far sfracelli al botteghino.

Cominciamo da quello che mi ha deluso di più: “Manglehorn” (film in concorso) diretto da David Gordon Green. La trama è quella di un uomo buono, giunto alla stagione della vecchiaia pieno di rimorsi per aver perso l’amore della sua vita. Vive con la gatta, tra scarsi rapporti umani ed un banale lavoro da fabbro. Un film che cerca di esaltare la normalità di tante esistenze ma che alla fine non incide, nonostante l’ennesima ottima interpretazione di Al Pacino che alla fine si libererà dall’ossessione per l’amore perso e si lascerà conquistare dalla cassiera della banca interpretata da Holly Hunter. Un film che di certo non sarà ricordato tra i più riusciti della celeberrima filmografia di Al Pacino.

Leggermente più intrigante “The humbling” (fuori concorso) in cu Barry Levinson narra la relazione erotica tra il quasi settantenne Al Pacino e la poco più che teenager Greta Gerwig. La trama è abbastanza prevedibile con Al Pacino attore in pensione che si innamora della rude, lesbica ma assolutamente eccitante quanto egoista Greta Gerwig che nel film è la figlia di amici coetanei di Al Pacino che naturalmente quando scoprono la relazione si infuriano. Il film è abbastanza prevedibile ma si fa rendere godibile grazie ad alcune scene piacevolmente ironiche e alla buona recitazione del cast.

“3 coeurs” ci riporta alle atmosfere europee, anzi precisamente dei film di genere “triangolo amoroso” di cui i registi francesi ci hanno sempre offerto a piene mani. È una storia incastonata sugli episodi che determinano il destino di una vita. Coincidenze che portano il protagonista, un funzionario del fisco interpretato da Benoite Poelvoorde, prima ad innamorarsi di Sylwie (Charlotte Gainsbourg) – che però perde di vista mancando ad un appuntamento – e poi casualmente a conoscere e sposare la sorella della stessa Sylwie, la bella e timida Sophie (Chiara Mastroianni). Il melodramma si materializza al matrimonio quando Sylwie torna dagli USA e ritrova l’amante mancato sposato con la sorella. Da quel momento ne nasce un cupo menage a trois alle spalle dell’inconsapevole Sophie ma non della mamma delle sorelle, interpretata dalla sempre più formosa Catherine Deneuve. Un film che si guarda con piacere e che nel finale dà un colpo d’ali facendo oniricamente incontrare i due amanti mancati al famoso appuntamento. Film perfetto da guardare a novembre sotto le coperte mangiando cioccolatini.

Ho trovato invece sufficientemente irritante “Heaven knows what” (in concorso sezione orizzonti) di Josh e Benny Safdie, film che pretende di raccontarci la vita tossica di sbandati a New York dimenticandosi che sul genere “sballo” ci sono precedenti da cui sarebbe il caso prendere spunto: “Trainspotting” tanto per citarne uno. Quindi se non volete sprecare 94’ minuti della vostra vita lasciate perdere questo film.
http://paolozennaro.com/gazzettaitalia/4416.mov