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Home Blog Page 308

Chi è Donald Tusk, il nuovo presidente del Consiglio Europeo

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Donald Tusk, primo ministro della Polonia, è stato appena nominato presidente del Consiglio Europeo. La sua nomina giunge contemporaneamente a quella di Federica Mogherini come Lady Pesc. Prima di tutto, vediamo di che cosa si occupa il presidente del Consiglio Europeo. Il Consiglio europeo è composto dai capi di Stato o di governo dei paesi membri dell’Unione europea e dal Presidente del Consiglio europeo che ne presiede le sessioni; inoltre partecipa senza diritto di voto il Presidente della Commissione europea. Secondo il trattato di Lisbona, il Consiglio Europeo dà all’Unione gli impulsi necessari al suo sviluppo e ne definisce gli orientamenti politici e le priorità politiche generali.

E invece, chi è Donald Tusk? Classe 1957, nato a Danzica, attivo ai tempi dell’università in Solidarnosc, membro della minoranza casciuga, centrista pragmatico e cattolico praticante (ma laico in politica). In Polonia, era stato sconfitto nel 2005 dal candidato iperconservatore Lech Kaczynski, per poi prendersi una rivincita nel 2007 e rivincere nuovamente nel 2011. Il suo partito è Piattaforma Civica, partito di centrodestra dalla forte connotazione europeista e membro del Partito Popolare Europeo.

La storia politica di Donald Tusk è un po’ quella della nuova Polonia, uno dei pochissimi paesi dell’Unione Europea che anche in questi paesi di magra sta raccogliendo ottimi risultati dal punto di vista economico divenendo un’ennesima meta per i giovani talenti, anche italiani. La situazione economica in Polonia è infatti ottima, se dovessimo usare i criteri numerici del debito pubblico (55%) e della crescita del Pil in anni di recessione (nel 2014 dovrebbe salire del 2,8%). Ciononostante rimane molto alta la disoccupazione (al 10,3%) e soprattutto ci sono ancora vaste aree del paese che vivono in una situazione di povertà.

Nel complesso, però, la tendenza economica della Polonia è molto positiva, tanto più che l’ingresso della Polonia nella Ue ha avuto parecchi risvolti positivi, come scrive Limes: “L’aumento di credibilità del paese nell’arena internazionale, che ha consentito di attirare più facilmente gli investimenti esteri e pagare un premio di rischio più basso in punti percentuali. L’altro è stato l’afflusso dei fondi di coesione dell’Ue, negli ultimi anni pari a circa il 3% del pil, che hanno permesso alla Polonia di vivere una vera e propria rivoluzione infrastrutturale“.

A favore di Donald Tusk ha però giocato anche la “chimica” tra lui e Angela Merkel, chimica che ha fatto sì che in questi anni i rapporti tra i due paesi diventassero strettissimi. Scrive Europa:

L’agenda di Tusk ha portato a risultati apprezzabili, anche grazie alla “chimica” raggiunta con Angela Merkel. Entrambi centristi, entrambi pragmatici, entrambi nati negli anni ’50 (Tusk nel ’57 e Merkel nel ’54) e cresciuti al di là della cortina di ferro. I due paesi, inoltre, hanno sperimentato in questi anni un ulteriore aumento delle relazioni economiche. Si deve tenere conto, infine, anche delle origini polacche della cancelliera tedesca: hanno senz’altro aiutato.

( Andrea Signorelli – www.polisblog.it )

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Sikorski sfida Putin e distribuisce le mele polacche a Milano bandite da Mosca

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La disputa sul frutto della discordia, potremmo chiamarlo, l’ennesima sfida tra Russia e Polonia. Il ministro degli esteri di Varsavia, grande esportatrice di frutta, si è presentato all’incontro informale dei ministri degli Affari Esteri dell’Unione europea in corso a Milano oggi e domani ospitata dal nostro ministro Federica Mogherini, con un cesto colpo di mele e le ha distribuite agli stupefatti giornalisti internazionali presenti affermando: «Mangiatele pure, non sono avvelenate come dice Vladimr Putin» ha detto Radoslav Sikorsky, uomo dotato di forte personalità, riferendosi al blocco delle importazioni del frutto deciso dalla Russia come contromossa alle sanzioni europee per il conflitto in Ucraina.

«Intanto in Ucraina la gente sta morendo e i russi sembra stiano avvicinandosi alla città di Mariupol – ha aggiunto – bisogna essere qui – ha poi sottolineato – per capire quali idee ci sono sul tappeto per fermare Putin».

Nel frattempo si sono susseguiti gli arrivi degli altri ministri degli Esteri della Ue, fra cui quello dell’Estonia Urmas Paet, che ha chiesto il «dispiegamento di truppe Nato alleate nei paesi confinanti con la Russia», quello olandese, Frans Timmermans che ha invocato «l’aumento delle spese militari in Europa» ma avvertendo che non siamo di fronte “al ritorno della Guerra fredda” e quello della Svezia, Carl Bildt, che ha sottolineato: «Siamo di fronte alla seconda invasione russa in un anno (riferendosi all’annessione della Crimea, ndr) e bisogna dare un forte supporto finanziario e politico all’Ucraina. Le sanzioni non servono – ha aggiunto – Putin ha deciso di sacrificare la sua stessa popolazione e per l’Italia addirittura il parmigiano».
( Vittorio Da Rold – www.ilsole24ore.com )

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Prze?mieszne “She’s funny that way”! (w artykule link do fragmentu filmu)

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(tłum. Katarzyna Kurkowska)

Nieodparta ironia, poziom godny Woody’ego Allena, aktorzy (Owen Wilson, Imogen Poots, Jennifer Aniston) arcyprzekonywujący w swoich rolach! Peter Bodganovich, w trzecim filmie na Festiwalu w Wenecji, podarował publiczności znakomitą komedię “She’s funny that way” (poza konkursem), która z pewnością okaże się hitem kasowym. Śmiejemy się nawet zanim padnie żart, bo same sytuacje są przezabawne, a gra aktorska – radośnie teatralna, zgodna z fabułą filmu. Fascynujący reżyser z Broadwayu, Arnold Albertson, z nawykiem ratowania kobiet z opresji, wciąga niechcący do swojego życia piękną call girl (Imogen Poots), która marzy o byciu aktorką. Szkoda tylko, że pewien stary sędzia ma obsesję na punkcie czaru tej samej call girl, która z kolei w tym samym czasie chodzi na terapię do kochanki scenarzysty, który… pracuje z reżyserem. Krótko mówiąc, jak już pewnie zauważyliście, wychodzi z tego niezły galimatias nieprawdopodobnych sytuacji, którym pikanterii dodaje fakt, że ojciec scenarzysty wciela się w rolę detektywa opłacanego przez starego sędziego (oczarowanego ‘pozytywną energią’ call girl) i śledzi każdy krok uroczej Imogen Poots, która z kolei ma za zadanie wnieść odrobinę magii do życia smutnych mężczyzn… Jak tylko film “She’s funny that way” wejdzie do kina, pędźcie, aby go zobaczyć!

Ameryka twarda i pełna cynizmu przedstawiona jest klarownie przez Ramina Bahrani w filmie “99 Homes” (w konkursie); jawi się tam jako bezlitosne państwo, które kocha zwycięzców i nie znosi przegranych, zwłaszcza tych biednych. Reżyser zmusza widza do ciągłego zadawania sobie pytania: jaki jest akceptowalny poziom nieszczerości, gdy chcemy uratować swoją sytuację finansową będąc na skraju przepaści?

W konkursie bierze też udział dokument “The look of silence” Joshuy Oppenheimera, poświęcony dramatowi dyktatury wojskowej w Indonezji, która poniosła za sobą masakrę tysięcy cywili podejrzanych o bycie komunistami. Film, który opowiada (tak jakby to jeszcze było komukolwiek potrzebne) w stylu dziennikarskiego reportażu co oznacza polityka zagraniczna USA, czyli przerażającą wolę niesienia „demokracji” w Azji jako sposób na niedopuszczenie do władzy przeciwnika, którym w tamtych czasach (1965) byli komuniści. Amerykański imperializm i rosnący w siłę islamizm połączone w jedno, aby pokonać tych, którym bliska była idea sprawiedliwości społecznej, oskarżonych o bycie groźnymi wywrotowcami. Film-protest, który być może warto obejrzeć przed wakacjami na Bali.

Fragment “She’s funny that way”: http://paolozennaro.com/gazzettaitalia/4184.mov

Angolo linguistico

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Salve a tutti. Eccoci nel nostro “Angolo del Linguista”. Intanto vorrei ringraziare le persone che mi hanno scritto rivolgendomi delle domande interessanti, non vi preoccupate della forma, siate coraggiosi nel fare le domande, comunque al limite potete scrivere anche in polacco. Ricordo a tutti che l’indirizzo al quale inviare i vostri dubbi linguistici è: lingua@gazzettaitalia.pl

La prima domanda è quella di Kasia. Lei ci scrive che qualche volta ha sentito, e che nell’ultimo numero di Gazzetta Italia, in una intervista ha letto la frase: “(…) sono sicuro che molti turisti polacchi siano arrivati anche indipendentemente.”

A questo punto dice: non ci hanno sempre insegnato che il congiuntivo è il modo dell’incertezza? Allora perché mai dopo “sono sicuro che…” dovremmo usare il congiuntivo?

La domanda è molto interessante. Prima di tutto, in questi particolari casi, sarebbe opportuno analizzare il contesto nel quale la frase è stata espressa. Spesso, facendo dei semplici esercizi di grammatica, non abbiamo il contesto linguistico nel quale calare la nostra frase.

Facciamo un doppio esempio:

  1. Ero sicuro che aveva preso il treno.
  2. Ero sicuro che avesse preso il treno.

Immaginiamo un contesto: siamo alla stazione, stiamo aspettando una nostra amica.

Ora due scenari: nel primo l’amica scende dal treno, nel secondo il treno va via ma noi non vediamo ancora la nostra amica, forse non è neanche arrivata.

Nel primo diremo: ero sicuro che aveva preso il treno… (infatti eccola là che scende)

Nel secondo diremo: (dove è la mia amica?) … ero sicuro che avesse preso il treno … (ma ora ho dei dubbi, visto che non la vedo). In questo caso, allora, il contesto mi ha portato a dubitare della mia sicurezza, ecco che uso il congiuntivo.

In un’altra e-mail, Ania si complimenta per la mia spiegazione, nel box linguistico del mese di marzo, per la parola “anzi”. Mi chiede di fare la stessa cosa per altre parole italiane. Tuttavia le parole da lei elencate sono molto particolari e hanno innumerevoli sfaccettature. Allora le prometto di scrivere un intero articolo sull’uso di queste due parole.

Infine un’interessante domanda sul vocabolario: Hania ci chiede se c’è una differenza fra le parole tavolo e tavola.

Certamente:

Il tavolo è l’oggetto in sé. Il tavolo di legno, un tavolo grande, ecc. La tavola invece è il tavolo apparecchiato pronto per il pranzo o la cena; quindi con tovaglia, posate, bicchieri e tutto quello che rende una tavola invitante e che trasmette il calore della famiglia. La mamma dice ai suoi bambini: “È pronto, a tavola”.

La sorpresa “The Goob” prima dello sguardo nostalgico sul cinema polacco impegnato

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Liam Walpole, protagonista di "The Goob"

Nostalgia di Wajda. L’anno scorso di questi tempi sulla terrazza del leggendario Hotel Excelsior intervistavo il maestro polacco il giorno dopo aver visto la premier del film su Wa??sa. Tra le domande che gli feci anche quella sul grande gap di impegno culturale tra la stagione del grande cinema polacco e la contemporaneità delle commedie alla “Testosteron”. “Siamo in un’epoca diversa, oggi non mancano solo i film di impegno, manca proprio l’impegno a 360° in tutte le arti, viviamo una stagione in cui la Polonia è libera e corre economicamente ma sembra aver smesso di pensare alla cultura”, la risposta di Andrzej Wajda. E così oggi preso da un moto di nostalgia sono andato a vedermi “Bez ko?ca” di Kie?lowski. Un film che mi ha rifatto respirare le atmosfere della Polonia impegnata e combattente negli ultimi anni del comunismo. Ma la domanda sorge spontanea: quando il cinema polacco contemporaneo tornerà a svolgere un ruolo da protagonista? Anche se a dire il vero opere come “Ida” fanno ben sperare per il futuro. Il primo impatto con i film della Mostra l’ho avuto però stamattina con  “The Goob”, l’opera prima di Guy Myhill, regista che ha proposto un bel film asciutto e intenso incentrato sulla rude vita della countryside inglese, una ventata di cruda autenticità sui rapporti darwiniani che regolano la società inglese, quella vera delle periferie e della campagna e non quella dorata dei pochi fortunati che vivono ai piani alti di Londra. Al termine della proiezione l’incontro in sala con regista e attori del cast, quasi tutti alle prime armi e molto felici degli applausi scroscianti profusi dal pubblico in sala. Ma in questo meraviglioso angolo di mondo che è il Lido le sale cinematografiche distano circa 100 metri dal bagnasciuga dell’Adriatico e quindi come non approfittarne? Quindi pausa dalla cinefilia, con bagno in mare e oretta sulla sdraio a scegliere dal programma quale film guardare stasera.

Nella foto Liam Walpole, protagonista di “The Goob”.

 

La costruzione del grattacielo di Zlota 44 non rispetterà i termini previsti

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Il grattacielo di ul. Z?ota 44 progettato da Daniel Libeskind e costruito dalla INSO, un’azienda italiana, è stato venduto. I nuovi investitore della “Vela” sono il fondo immobiliare americano Amstar e la società polacca BBI Developmnet. Secondo informazioni non ufficiali, per l’edificio sono stati spesi da parte del precedente investitore circa 700 mln di PLN. Attualmente l’immobile è stato venduto per 260 mnl di PLN. Gli americani rappresentano il maggiore investitore dell’edificio di Z?ota 44. La BBI Developmnet, conosciuta per aver realizzato i progetti come l’ex-fabbrica di vodka “Koneser” su ul. Z?bkowska o il centro commerciale “Sezam” a Plac Uni Lubelskiej, otterrà il pacchetto di minoranza. La costruzione, realizzata dagli italiani di INSO, è iniziata nel 2008 e un anno dopo erano stati già costruiti 17 piani, ma in seguito sono stati bloccati i lavori a causa di un problema riguardante la licenza edilizia, riscontrato dal Tribunale amministrativo. Il Tribunale ha dimostrato l’inaffidabilità dei documenti emessi dal voivodato di Masovia. I lavori sono stati ripresi nel gennaio 2011. L’edificio doveva essere ultimato nel 2014, ma la società Orco ha dichiarato di non riuscire a rispettare il termine previsto. “Il lussuoso progetto di Z?ota 44 è stato decisamente un fallimento finanziario per tutto il gruppo”: dichiarano gli investitori.

(Polonia Oggi)

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Pronti… via! Iniziata la 71^ mostra del Cinema di Venezia, in arrivo Al Pacino, Naomi Watts, Willem Dafoe

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Ci siamo! Oggi comincia la 71^ edizione del festival del cinema più antico al mondo! Io in realtà al Lido ci arriverò fisicamente domani, oggi è giorno di “check in” e voli tra Varsavia-Francoforte e Venezia, visto che nel terzo millennio nessuna compagnia aerea offre un volo diretto tra Varsavia e Venezia, anche se per la precisione vorrei un collegamento tra ?oliborz e il Lido, basterebbe solo fare una piccola pista d’atterraggio a ?oliborz visto che l’aeroporto Nicelli del Lido, primo aeroporto civile d’Italia (1926), c’è già. Ok ok, parliamo di cinema e allora ovvio dire che è “tutto pronto” per la 71^ edizione (in programma dal 27 agosto al 6 settembre) della Mostra. Ad aprire le proiezioni, oggi, sarà Birdman di Alejandro Iñárritu, con un curriculum di 12 nomination all’Oscar e un cast del nuovo film di assoluto richiamo (Michael Keaton, Edward Norton, Emma Stone, Naomi Watts).

Tra i registi in concorso al Festival spiccano nomi di peso come Andrei Konchalovsky, Amos Gitai, Peter Bogdanovich, ma anche Shinya Tsukamoto, David Gordon Green, Abel Ferrara e Roy Andersson. Per il secondo anno consecutivo in gara c’è inoltre un atteso documentario, The Look of Silence, di Joshua Oppenheimer, fuori concorso Salvatores e Lars Von Trier. E i film italiani? Il direttore Alberto Barbera ne ha visionati parecchi, tra questi 3 sono in lizza per il Leone D’Oro, si tratta de Il Giovane Favoloso di Mario Martone, con Elio Germano nei panni di Leopardi; Anime Nere di Francesco Munzi, girato (in dialetto calabrese) in un paesino dell’Aspromonte; Hungry Hearts di Saverio Costanzo che invece è stato girato a New York, interpretato da Alba Rohrwacher e Adam Driver. Ma ogni Festival che si ripeti ha la sua quota di glamour e allora ecco che sul tappetto rosso del Lido sfileranno grandi star come: Al Pacino, Michael Keaton, Willem Dafoe, Ethan Hawke, Bill Murray, Edward Norton, e le attrici, naturalmente, a cominciare dalle francesi Catherine Deneuve, Chiara Mastroianni, Charlotte Gainsbourg, ma anche le hollywoodiane Emma Stone e Naomi Watts. La madrina sarà quest’anno una bruna mediterranea: Luisa Ranieri, un’attrice di cinema e di teatro. La giuria è composta da Carlo Verdone, Tim Roth, Sandy Powell, Joan Chen, Philip Gröning, Jessica Hausner, Jhumpa Lahiri ed Elia Suleiman. A capo del panel di giurati: Alexandre Desplat, pluripremiato compositore di musiche per il cinema. Tra i maggiori successi, le saghe di Twilight e Harry Potter, ma anche i film di Wes Anderson.

 

Gemellaggio tra Santa Marina-Policastro Bussentino e Niegowi? in Polonia

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Un gemellaggio tra Santa Marina-Policastro Bussentino e Niegowi? in Polonia nel Comune di Gdów, a 25 km a sud-est di Cracovia. Questo è quello che si sono ripromessi i sindaci dei due paesi ieri sera nel corso della presentazione del film “Curato Don Wojty?a a Niegowi?”.

Una proposta che è nata spontaneamente e reciprocamente tra padre Jaroslaw Jarek Cielecki, il Sindaco di Santa marina Dionigi Fortunato e il Presidente del Consiglio Comunale on. Giovanni Fortunato.

Il  progetto è stata accettata subito da entrambe le parti, tanto che padre Jarek ha chiamato immediatamente  il sindaco di Niegowi? che, in viva voce, ha salutato i presenti ed ha accettato di buon grado l’idea del gemellaggio.

La proposta sarà presto formalizzata nel prossimo Consigli Comunale e saranno avviate le procedure  necessarie per prendere accordi e  per avviare il patto di fratellanza. Così Santa Marina sarà il primo Comune italiano ad essere gemellato con il paese dove  Karol Wojty?a, il futuro papa Giovanni Paolo II, fu  inviato per il primo incarico da vice parroco.

Il film, presentato ieri sera, racconta proprio l’esperienza del giovane parroco Wojty?a al suo primo incarico. prende spunto dall’omonimo libro di padre Jaroslaw Jarek Cielecki, letto e approvato in vita da Papa Wojty?a. Girato interamente in Polonia, tra Wadowice, Pierzchow, Gdów, Kaly e Niegowi?: luoghi molto amati da Karol,  ripercorre la vita di “Don Karol Wojty?a”, narrata attraverso i ricordi di Eleonora Mardosz, una donna di ottantasette anni che fu la perpetua del futuro Papa nella parrocchia di Niegowi?. La storia è incentrata sul viaggio di Leucadia (Eleonora Mardosz), che, da Cracovia, attraverserà in autobus la campagna polacca fino a Niegowi?, la parrocchia dove Karol Wojty?a, il futuro Papa Giovanni Paolo II, fu  inviato come vice parroco al suo primo incarico: rimase qui per circa un anno, dal luglio del 1948 all’agosto del 1949.

Grazie ai ricordi della donna, ripercorreremo le tappe fondamentali della vita di  San Giovanni Paolo II e conosceremo meglio l’uomo, il suo pensiero e gli episodi inediti sulla sua vita quotidiana. Alcuni oggetti di scena sono appartenuti realmente al Papa, come la stola e la tunica , che il protagonista , Karol Dudek,  indossa durante la scena del matrimonio, girato proprio nella chiesa di legno di Metkow , dove don Karol Wojty?a celebrò le sue Sante Messe. La colonna sonora, pubblicata da edizioni musicali Bixio Sam, è composta da brani originali di Giulio del Prato.

Presenti alla manifestazione: il Sindaco di Santa Marina Dionigi Fortunato, l’on. Giovanni Fortunato, Presidente del Consiglio Comunale, don Antonio Savino, Parroco di Policastro Bussentino, il dott. Tonino Luppino, promoter del film nel sud italia e  Mons. Jarek Cielecki, regista del film e direttore dell’ Agenzia televisiva ” Vatican Service News”.

(fonte: www.salernonotizie.it)

Oggi 14:45 Radiowa Czwórka, caporedattore di GI parla la petizione contro il grande canale

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Oggi alle 14:45 su radio Czwórka intervista a Sebastiano Giorgi, caporedattore di Gazzetta Italia sul tema della petizione all’Europa contro la costruzione del nuovo grande canale in Laguna di Venezia.

link alla radio:
http://www.polskieradio.pl/10,Czworka

ulteriori informazioni:
https://www.gazzettaitalia.pl/it/venezia-chiama-bruxelles/

Sebastiano Giorgi parla la petizione

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