FOCUS DAY POLONIA: Relazioni italo-polacche – sfide e opportunità
Durante la 34ª edizione della fiera Sana per i prodotti biologici e naturali di Bologna, la Camera d’Affari Polacca in Italia CAPI, insieme alla Fiera di Cracovia, ha avuto l’opportunità di presentare la Polonia alle aziende internazionali dell’industria cosmetica e alimentare.
Dall’8 all’11 settembre, lo stand CAPI PIBW (padiglione 29 stand B59) ha ospitato numerosi incontri B2B, tra cui quelli con le aziende cosmetiche polacche Ava Cosmetic Laboratory, Yappco e Senelle.
Sabato 10 settembre, nell’OPEN THEATRE (dove la fiera era stata inaugurata ufficialmente due giorni prima), si è tenuta la conferenza FOCUS DAY POLONIA – Le relazioni italo-polacche: sfide e opportunità. L’organizzatore, la Camera d’Affari Polacca in Italia CAPI, ha presentato la Polonia come paese interessante sia per il turismo che per gli affari.
Iniziando con i saluti del Console Onorario della Repubblica di Polonia a Bologna, Pasquale Laurenzano, il moderatore dell’evento, Ewa Trzcińska, Presidente del CAPI, ha detto:
– Oggi la Polonia intrattiene rapporti commerciali con più di 200 Paesi nel mondo, l’Italia è un partner molto importante per la Polonia. Maggiore conoscenza significa anche maggiore consapevolezza di ciò che si può fare insieme da un punto di vista industriale e commerciale. Viviamo in un periodo particolare, dominato da una pandemia e, negli ultimi mesi, dalla guerra in Ucraina, che ha rallentato l’economia mondiale, ma le tendenze non stanno cambiando: l’espansione globale delle aziende non si sta fermando, ma solo eventualmente rallentando.
La conferenza mirava a presentare la Polonia come un partner interessante dal punto di vista economico, ma anche come destinazione turistica. Quest’ultimo ruolo è stato perfettamente assolto dalla presentazione di Barbara Minczewa, diretrice Ente Nazionale Polacco per il Turismo (Polish Tourism Organisation in Rome), che ha presentato la Polonia con le sue bellezze naturali e città storiche. CAPI aveva distribuito agli stand di espositori e prima della conferenza i cataloghi forniti dalla Ente Nazionale Polacco per il Turismo con la presentazione della Polonia.
“Prodotti naturali: la prospettiva del mercato polacco” è il titolo della presentazione di Agnieszka Szymecka – Wesołowska, FOOD LAW Centre, che ha tenuto una presentazione molto interessante sulla prospettiva del mercato polacco dei prodotti naturali.

Jenny Zannoni, Brazzale Distribuzion, che da diversi anni rappresenta con successo il marchio polacco RESIBO in Italia, ha parlato di quanto sia difficile introdurre sul mercato italiano prodotti cosmetici provenienti da altri Paesi. Gli italiani sono noti per il loro attaccamento ai marchi nazionali, all’alta qualità ma anche all’estetica delle confezioni. I marchi polacchi non temono le sfide e hanno l’esperienza necessaria sia in patria che in altri mercati per competere anche in Italia, come ha dimostrato l’interessante presentazione di Agnieszka Piotrowska, Ava Cosmetic Laboratory.
“Il successo inizia con un incontro”: questo il titolo della presentazione di Grażyna Grabowska, Presidente della Fiera di Cracovia, che ha invitato i visitatori a Cracovia (una città con 1800 ristoranti e 190 alberghi, una città apprezzata dall’UNESCO) e alla fiera stessa, presentando il vasto programma di eventi della sua azienda.
Agnieszka B. Gorzkowska, Vicepresidente di PIBW CAPI, rifacendosi agli interventi dei suoi predecessori, ha mostrato come la CAPI possa supportare le aziende italiane e di altri Paesi nell’ingresso nel mercato polacco, poiché non c’è bisogno di convincere nessuno di quanto sia importante e strategico un partner esperto.
– Siamo molto contenti che la prima conferenza della tradizione di 34 anni della Fiera SANA
dedicata alle relazioni italo-polacche, alle opportunità e alle sfide, abbia suscitato così tanto interesse. Vorrei dire che, come Camera, stiamo già pianificando ulteriori eventi – ha concluso Ewa Trzcińska, moderatrice della conferenza, ringraziando sia gli ospiti (in particolare la professoressa Carla Faralli dell’Università di Bologna) sia gli organizzatori (Claudia Castello e Carolina d’Alessandro).
Agnieszka Gorzkowska ha aggiunto:
– Si dice che l’Italia sia un mercato per i migliori. L’Italia è un mercato maturo, ancora ricettivo in molti settori, ma che richiede la giusta preparazione e strategia, che noi come Camera possiamo fornire.
Foto: Aneta Malinowska













sono solo quelli che si sviluppano dall’ovario, cioè dall’apparato riproduttivo del fiore femminile. Molte piante però si sono evolute in modo diverso, e i frutti si possono generare da parti del fiore differenti: in tutti questi casi si parla di frutti falsi. Esempi di frutti falsi sono la mela (dove il vero frutto è costituito dal torsolo che normalmente viene scartato), e i fruttiaggregati, formati cioè da tanti piccoli frutticini uniti a formare un unico corpo, come le more, il fico e per l’appunto: le fragole. Osservando la superficie di una fragola si può notare che questa è ricoperta da tanti minuscoli semini neri, gli acheni: solo questi sono in realtà i veri frutti della pianta, raggruppati insieme nella polpa carnosa che tanto piace.





un incontro in onore della 76^ Festa Nazionale della Repubblica Italiana, svoltasi il 2 giugno 2022. Il luogo d’incontro è stato la Galeria Izerska in una bella chiesa post-evangelica adattata ad ospitare attività culturali, diretta da Adam Spolnik. Gli appassionati d’Italia, i soci e tutti i membri del club si sono dati appuntamento con entusiasmo alla tavola imbandita di buon cibo italiano a tema per le regioni, questa volta protagonista è stata la bontà della Puglia. Cibi che Izabela Zobel, grande amante dell’Italia, prepara personalmente avendo trascorso 40 anni in Italia, mentre ora vive nella regione di Karkonosze. Zobel per non farsi mancare niente del Bel Paese sta coltivando l’atmosfera italiana fondando il Club Italiano. Izabela Zobel (presidente e fondatrice del Club Italiano) porta per questi incontri i prodotti solamente e direttamente dall’Italia, tra cui naturalmente vino e olio.





Cura e bellezza del corpo – SANA è il punto di riferimento per la cosmesi certificata e naturale, con un’area interamente dedicata alla cura del corpo, agli integratori e alle erbe. Nel 2022, sarà il punto d’incontro chiave per il mondo degli affari nel settore della cosmesi e degli integratori naturali e sostenibili, che sta diventando sempre più importante sia per i professionisti che per la vita quotidiana.
moglie di un carpentiere romano, una certa Francesca, afferrò la pialla del marito nella concitazione del momento e cominciò a piallare un blocco di ghiaccio che allora veniva utilizzato, tra l’altro, nelle case come frigorifero. Quando le emozioni si placarono Checca (diminutivo italiano del nome Francesca), davvero stanca e assetata, si accorse che il ghiaccio, grattugiato così, era perfetto per dissetarsi, e con l’aggiunta di sciroppo era una vera prelibatezza. E così, secondo alcuni, Checca grattando il ghiaccio creò la prima grattachecca al mondo. Invece, una teoria meno romantica spiega che il nome di questo dolce rinfrescante è legato a un blocco di ghiaccio, che in dialetto romano veniva chiamato “checca”, che in combinazione con il verbo grattare (pl. drapać) ci dà grattachecca. La bevanda stessa, oltre a dissetare perfettamente e portare sollievo nelle giornate calde, è molto facile da preparare. Basta grattare un pezzo di ghiaccio, con l’aiuto della grattugia speciale, poi basta mettere il ghiaccio grattugiato in un bicchiere, versare sciroppo di ciliegia, menta o mandorle a discrezione, aggiungere un po’ di frutta a fette, infilare una cannuccia e buon appetito! Trovandosi a Roma, non confondete la grattachecca
con la granita, perché sebbene entrambe queste specialità abbiano un denominatore comune, cioè il dissetarsi nelle giornate calde combinato con un piacere del palato, le loro somiglianze finiscono qui. La grattachecca, come già detto sopra, ha come base del ghiaccio appena grattugiato, su cui viene versato dello sciroppo, i cui pezzi si sentono in bocca mentre si mangia. La granita, invece, è una mescolanza di acqua, sciroppo, zucchero e altri ingredienti che vengono raffreddati fino a quando diventano una massa ghiacciata e relativamente liscia. Inoltre la granita è un dolce siciliano servito spesso a colazione, mentre i romani mangiano il loro dolce ghiacciato il pomeriggio e la sera. Nonostante siano sempre meno i locali a Roma che servono grattachecca originali e fatte a mano, dall’inizio del XX secolo è stata venduta ininterrottamente in diversi chioschi. Uno dei più antichi a servire questa bontà dissetante è “Alla fonte d’oro”, attiva dal 1913 situata in Lungotevere Raffaello Sanzio. Lungo il Tevere, e più precisamente in Lungotevere Degli Anguillara, si trova un altro storico chiosco il “Sora Mirella”, invece in via Trionfale c’è “Sora Maria”, dove la grattachecca è servita dal 1933. Oggi sempre più spesso, tra l’altro per motivi igienici, al posto della grattugia tradizionale viene utilizzato un dispositivo
speciale per tritare il ghiaccio. Tuttavia, nonostante questo, il dolce non perde il suo valore e la sua consistenza è ancora alla pari con l’originale. Per coloro che patiscono il caldo nella città di Wars e Sawa e vogliono provare questa specialità ghiacciata italiana, abbiamo un’ottima informazione. Nel verde quartiere di Żoliborz a Varsavia, “Flaminia Gelateria” ha iniziato la sua avventura con grattachecca. Come vuole, non la leggenda, ma la ricetta originale, per fare la grattachecca a Varsavia vengono utilizzati solo ingredienti italianioriginali. Abbiamo quindi la garanzia che il tutto sia preparato con un temperamento altrettanto italiano e impreziosito da un sorriso sincero e, con un po’ di fortuna, possiamo scambiare una parola in dialetto romano con il proprietario di Flaminia. Cosa si può volere di più in una calda giornata in città? Probabilmente solo un’altra porzione di grattachecca.