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L’insolito Carnevale Ambrosiano

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I nostri lettori, ma non solo, avranno compreso che in Italia basta sfiorare col piede il confine di un paesino poco distante dal proprio e pensare di trovarsi in un mondo diverso. Anche il Carnevale non è una celebrazione identica dalla Testa Gemella fino a Lampedusa.

Le sue origini si riscontrerebbero nelle Saturnali dell’Antica Roma: tra il 17 e 23 dicembre di ogni anno, gli schiavi potevano considerarsi uomini liberi, banchettavano per giorni interi e si mascheravano con abiti smaglianti. Più tardi la festività entrò a far parte della tradizione cristiana, eliminando i riferimenti alle divinità pagane, e col tempo assunse il nome attuale dal latino carnem levare, eliminare la carne, riferito all’inizio della Quaresima all’indomani del Martedì Grasso, l’ultimo giorno in cui era permesso lasciarsi andare a tavola. Nel Settecento le maschere della Commedia dell’Arte (Arlecchino, Pulcinella, Meneghino, Colombina, Pantalone, Balanzone…) entrarono nelle celebrazioni carnevalesche. 

In Italia il Carnevale più conosciuto è senza dubbio quello veneziano, ufficialmente organizzato per la prima volta nel 1296. Quest’anno il Martedì Grasso cade il 1 marzo, ma ogni anno la data si sposta. Tradizione memorabile è il Volo dell’Angelo: a mezzogiorno della seconda domenica di Carnevale, in Piazza San Marco una giovane si lancia dal Campanile attaccata a una fune per raggiungere il Palazzo Ducale. 

Superati i canali veneziani, si scopre, però, che altre località del Bel Paese custodiscono le tessere del  mosaico del Carnevale italiano. A Milano il Carnevale è detto Ambrosiano. Si dice che sant’Ambrogio, vescovo e poi santo patrono della città, di ritorno da un pellegrinaggio, decise di posticipare i festeggiamenti. Un’altra ipotesi è che a causare il ritardo del Carnevale milanese potrebbe essere stato il prolungamento di conflitti o carestie. Un’altra teoria vuole che il rito ambrosiano sia il frutto della transizione dal calendario giuliano al calendario gregoriano avvenuta nel 1582. Il rito ambrosiano è la liturgia ufficiale adottata dalla Chiesa latina nella maggior parte dell’Arcidiocesi di Milano e in alcune delle diocesi limitrofe. Proprio per questo la Quaresima inizierà domenica 6 marzo. Pertanto l’ultimo giorno di Carnevale sarà sabato 5 marzo, il cosiddetto Sabato Grasso, ovvero quattro giorni dopo rispetto agli osservanti del rito romano.

Se si ha voglia di cambiare identità per un giorno e divertirsi lanciando coriandoli e ballando per le strade, nel capoluogo lombardo le classiche sono Arlecchino, il servo sciocco e imbroglione originario della città di Bergamo, Meneghino, schietto e onesto lavoratore, o il furbo e astuto Beltrame. Uno degli eventi più seguiti è la Sfilata dei Carri che termine alla Piazza del Duomo. Se a Venezia regnano i galani come re dei dolci carnevaleschi, a Milano non possono mancare le chiacchiere, più piccole e a forma di rombo e ripiene di cioccolata o marmellata. Queste delizie si possono trovare anche nella tradizione culinaria polacca col nome di faworki.

Il Belpaese è ricco di altre tradizioni carnevalesche: basta pensare agli Issohadores e i Mamuthones a Marmoiada in Sardegna, ai Rölar e Kheirar nel paesino friulano di Sauris, ai carri satirici di Viareggio in Toscana, agli Eremiti in mezzo ai boschi di Satriano in Basilicata, ma per chi volesse provare un assaggio del Carnevale italiano senza lasciare la Polonia può recarsi alla Trattoria Flaminia a Varsavia nel quartiere di Żoliborz. Il locale offre pietanze tipiche del periodo di festa come la classica lasagna, la meringa al pistacchio e i cannoli siciliani con ricotta di pecora, immancabili nelle case delle famiglie del Belpaese. 

[Aggiornamento 03.03.2022] Situazione attuale in Polonia rispetto all’epidemia di COVID-19

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In Polonia questa settimana si registrano dati in diminuzione sotto il profilo dei nuovi contagi (-32%), in calo anche i morti (-17%). Il numero complessivo dei casi attivi è sceso a 497.182, di cui in gravi condizioni 696, ovvero circa lo 0,1% del totale. Gli ultimi dati giornalieri 14.068 nuove infezioni (su 81.000 test effettuati), con 266 morti da coronavirus nelle ultime 24 ore.

Il numero delle vittime nell’ultima settimana è stato di 1.272 morti (settimana scorsa 1.628) e la situazione nelle strutture sanitarie polacche è in miglioramento, con diminuzione sia delle terapie intensive occupate, che l’ospedalizzazione complessiva. Sono ospedalizzati 10.957 malati di COVID-19, con 696 terapie intensive occupate.

Attualmente sono state effettuate 53.414.424 vaccinazioni per COVID-19. La copertura sul totale della popolazione è di circa il 58,6%, inferiore alla media UE 71,9%. L’Italia ha copertura sul totale della popolazione pari al 78,8% (maggiori informazioni su: https://vaccinetracker.ecdc.europa.eu).

Da marzo sono state alleggerite le restrizioni, ma resta in vigore fino a fine mese l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi pubblici al chiuso. Sono aperti bar e ristoranti, ma senza più limiti di capienza. Sono aperti hotel, centri commerciali, negozi, saloni di bellezza, parrucchieri, musei e gli impianti sportivi, anche al chiuso. Sono aperte anche discoteche e sale da ballo.

Per quanto riguarda gli sposamenti, prevista la quarantena di 7 giorni obbligatoria per persone in arrivo in Polonia salvo eccezioni per vaccinati, persone con test negativo effettuato nelle 48 ore precedenti e casi particolari. Si è liberati dalla quarantena obbligatoria da un test covid negativo. Per entrare in Polonia da paesi non Schengen obbligatorio test COVID-19 negativo effettuato nelle 48 ore precedenti, anche per vaccinati.

A seguito degli sviluppi legati alla guerra in corso oltre i confini orientali, sono sospesi i voli verso Ucraina, Bielorussia e Russia, sono bloccati anche gli accessi via terra e il traffico ferroviario da Bielorussia e Ucraina.

Si raccomanda di limitare gli spostamenti e monitorare i dati epidemiologici per viaggi da e verso la Polonia.

Per spostamenti all’interno dell’UE, si raccomanda di verificare le restrizioni su: https://reopen.europa.eu

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Informazioni per i cittadini italiani in rientro dall’estero e cittadini stranieri in Italia tra cui le risposte alle domande:

  • Ci sono Paesi dai quali l’ingresso in Italia è vietato?
  • Sono entrato/a in Italia dall’estero, devo stare 14 giorni in isolamento fiduciario a casa?
  • Quali sono le eccezioni all’obbligo di isolamento fiduciario per chi entra dall’estero?
  • E’ consentito il turismo da e per l’estero?

Per gli spostamenti da e per l’Italia a questo link le informazioni del Ministero degli Esteri:
https://www.esteri.it/mae/it/ministero/normativaonline/decreto-iorestoacasa-domande-frequenti/

La situazione Polonia verrà aggiornata all’indirizzo: www.icpartners.it/polonia-situazione-coronavirus/

Per maggiori informazioni:
E-mail: info@icpartnerspoland.pl
Telefono: +48 22 828 39 49
Facebook: www.facebook.com/ICPPoland
LinkedIn: www.linkedin.com/company/icpartners/

Duda: attenzione alla disinformazione, i soldati polacchi non andranno in Ucraina

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Durante una conferenza dopo la riunione della RBN (Consiglio di Sicurezza Nazionale), il presidente Duda ha detto di aver chiesto ai rappresentanti dei gruppi parlamentari di fare attenzione alla disinformazione. Come ha sottolineato il presidente, “i soldati polacchi non andranno assolutamente in guerra e credo fermamente che non dovranno combattere”. “Naturalmente, se è necessario difendere il nostro paese, difenderemo il nostro paese, ma non c’è nessun motivo per cui dovremmo essere attaccati”. In seguito ha sottolineato che la Polonia fa parte dell’Alleanza Nord Atlantica, il presidente degli Stati Uniti e tutta l’Alleanza Nord Atlantica ribadisce ogni volta le garanzie dell’articolo 5 (del Patto della NATO): se un qualsiasi paese dell’Alleanza Nord Atlantica fosse attaccato, significherebbe di fatto la guerra mondiale. “Ho chiesto qui ai vostri presidenti, ai vostri deputati, che sono di diversi gruppi e appartengono a diversi raggruppamenti, anche nello spazio europeo, politicamente, di fare pressione tra i loro colleghi all’estero perché all’Ucraina sia concesso lo status di candidato all’Unione europea”, ha dichiarato Duda. “L’entrata nella UE è estremamente necessaria per l’Ucraina oggi, per gli ucraini che stanno lottando per la loro libertà, per la sopravvivenza del loro paese, per rafforzare il loro morale, per far loro vedere che l’UE è con loro,” ha aggiunto il presidente e ha esortato i rappresentanti delle forze politiche all’unità assoluta.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C1100296%2Cprezydent-polska-nie-zamierza-brac-udzialu-w-wojnie-nic-nie-wskazuje-na

Ringraziamenti alla Polonia da Papa Francesco e Ursula von der Leyen

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All’udienza generale, nel giorno in cui comincia il cammino quaresimale, Papa Francesco ha parlato della situazione in Ucraina. Salutando i polacchi il Papa ha ricordato che, per prima, questa nazione ha sostenuto l’Ucraina, aprendo confini, cuori e porte delle case agli ucraini che scappano dalla guerra. Complimenti alla Polonia arrivano anche dalla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen che durante la sessione straordinaria del Parlamento europeo ha affermato: “Sono particolarmente grata a Polonia, Romania, Slovacchia e Ungheria per aver accolto donne, uomini e bambini dall’Ucraina”. Von der Leyen ha affermato che a 30 anni dal conflitto nei Balcani, la guerra è tornata in Europa. Ursula von der Leyen ha accusato il presidente russo Vladimir Putin di averne la responsabilità. La von der Leyen ha affermato che il numero delle vittime sta crescendo terribilmente in Ucraina. Sempre più uomini, donne e bambini muoiono perché Vladimir Putin ha deciso che l’Ucraina non ha il diritto di esistere. La presidente della Commissione europea. ha dichiarato che l’UE non accetterà mai l’aggressione russa contro l’Ucraina. Ursula von der Leyen ha ribadito che l’Unione europea ha chiuso lo spazio aereo per gli aerei russi e ha annunciato il congelamento dei beni degli oligarchi russi e il sequestro dei loro immobili, dei loro yacht e delle loro auto di lusso. La presidente della Commissione europea ha anche affermato che i media statali russi e le loro filiali non saranno più in grado di diffondere menzogne per giustificare la guerra di Putin. Volodymyr Zelensky, presidente dell’Ucraina, ha parlato anche con i politici dell’UE connettendosi a distanza con gli eurodeputati durante una sessione plenaria straordinaria organizzata per discutere dell’aggressione russa ai danni dell’Ucraina. La sala plenaria del Parlamento europeo era allestita con i colori della bandiera ucraina. Molti deputati e commissari dell’UE avevano nastri blu e gialli appuntati ai risvolti delle giacche, alcuni hanno portato alla sessione bandiere ucraine. La presidente del Parlamento europeo ha annunciato di voler vietare le visite nell’edificio ai rappresentanti del Cremlino.

https://www.polskieradio24.pl/5/1223/Artykul/2911400,Dziekuje-szczegolnie-Polsce-Rumunii-Slowacji-i-Wegrom-Szefowa-KE-przed-Parlamentem-Europejskim

670 mila rifugiati ucraini, di cui 360 mila in Polonia, supporto anche dalla comunità italiana

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Grande fermento nella comunità italiana in Polonia. Istituzioni, grandi aziende, imprenditori e singoli cittadini italiani si stanno muovendo per dare aiuto ai rifugiati ucraini. Ieri l’Ambasciatore italiano in Polonia, Aldo Amati, ha tenuto un incontro online con una ampia rappresentanza del sistema Italia in Polonia. “Tutta la comunità italiana in Polonia sta dando prova di grande unità e generosità nell’offrire ai profughi ucraini un aiuto declinato in tutti i settori necessari: sanitario, abitativo, alimentari, abbigliamento, trasporti e interpretariato. Come sempre quando gli italiani sono chiamati a prove di solidarietà nell’emergenza, la risposta è immediata e spontanea”, ha dichiarato Aldo Amati. All’incontro ha preso parte anche Ennio Schettini dell’Agenzia Europea Frontex che ha sciorinato i numeri dell’emergenza: “tra il 24 febbraio e il primo marzo sono uscite dall’Ucraina 670 mila persone, 360 mila sono arrivate in Polonia, 37 mila in Slovacchia, 93 mila in Ungheria, 177 mila in Romania. In Italia si calcola siano arrivate circa 2000 persone dirette principalmente a Roma, Milano, Bologna, Napoli”. Moltissime le iniziative di supporto ai rifugiati già in corso da parte di italiani in Polonia, tra cui alcune coordinate dai Lions Varsavia, che sta supportando l’invio di medicinali all’ospedale di Leopoli, mentre due ristoranti di Katowice, in collaborazione con il sindaco di quella città, hanno iniziato a fornire pasti ai centri di accoglienza, forma d’aiuto i cui autori si augurano si estenda ad altre città polacche. Tra le iniziative istituzionali citiamo quella della Fondazione AVSI, ONG internazionale che opera in 38 paesi del mondo e ha sede a Milano, che, in collaborazione con la Camera di Commercio e dell’Industria italiana in Polonia, sta dando sostegno in materia di salute e protezione delle persone vulnerabili e degli sfollati in Ucraina, in particolare fornendo medicinali, prodotti alimentari e non alimentari essenziali, e servizi di sostegno psicosociale. Nei prossimi giorni daremo ulteriori dettagli sulle iniziative a sostegno dei rifugiati ucraini.

Polonia Oggi

“Forum Economico Italo Polacco” a Roma

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26-29 aprile si terrà a Roma Conferenza “Forum Economico Italo Polacco”. L’organizzatore è la Camera di Commercio Polacco-Italiana in collaborazione con l’Ufficio del Maresciallo della provincia di Lublino. L’obiettivo dell’evento è presentare le potenzialità del voivodato di Lublino e dei suoi imprenditori ai partner italiani.

Lubelskie è nota per la sua agricoltura ecologica, la lavorazione agroalimentare locale basata su materie prime ecologiche e le soluzioni tecnologiche utilizzate nella produzione vegetale che favoriscono l’ambiente naturale. Lubelskie è una regione che, da un lato, ha valori naturali unici, rispetta e coltiva le sue tradizioni, ma allo stesso tempo punta su soluzioni innovative. Durante il Forum saranno presenti imprenditori di Lublino provenienti dei diversi settori.

I partner italiani potranno degustare i prodotti regionali e tenere incontri B2B con imprenditori di Voivodato Lubelskie.

Un ulteriore aumento dell’inflazione e i primi effetti delle sanzioni

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Michał Tekliński, il preside per il mercato internazionale, al Gruppo Goldenmark, ha osservato che lo scoppio della guerra ha causato un grande dinamismo sui mercati e grande interesse nell’oro. Secondo lui, un crollo del commercio con la Russia influirà l’aumento dei prezzi di risorse energetiche che causerà l’aumento generale dei prezzi, quindi un’ulteriore inflazione. Alla Russia sono state impostate sanzioni dure, ma il paese dal 2014 ha raccolto le scorte, tra l’altro riserve valutarie e  metalli. Sabato scorso è stata annunciata la decisione di scollegare Russia dal sistema SWIFT. Da domenica la maggioranza dei paesi europei ha chiuso il proprio spazio aereo per le compagnie aeree russe. Inoltre, la Russia è stata esclusa da molti eventi sportivi. Anche la Svizzera ha annunciato l’imposizione di sanzioni. Secondo l’analisi condotta da Tekliński, i primi effetti sono già visibili alla Russia. Questi includono le file per ATM. Ieri il valore del rublo è diminuito  al livello più basso di sempre. Appaiono le prime previsti del crollo di Sberbank, uno delle più grandi banche della Russia.

https://www.wnp.pl/finanse/wojna-oznacza-dalszy-wzrost-inflacji-w-polsce,547366.html

Guerra in Ucraina: 200 mila rifugiati in Polonia e altrettanti attendono di entrare

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“Ogni residente dell’Ucraina che ne avrà bisogno riceverà asilo e aiuto in Polonia”, ha affermato Mariusz Kamiński, ministro dell’interno e dell’amministrazione in una conferenza stampa svoltasi domenica. A sua volta, Paweł Szefernaker, viceministro dell’Interno e dell’amministrazione, ha informato che “l’80-90% dei posti nei centri di accoglienza alle frontiere sono ormai pieni”, perciò nel tardo pomeriggio di domenica, ulteriori centri di accoglienza sono stati istituiti in ogni voivodato. Dal confine, dopo aver ricevuto assistenza medica, i rifugiati vengono trasportati nelle singole città mediante mezzi organizzati dal Governo. Nei capoluoghi dei voivodati, nelle stazioni ferroviarie e all’aeroporto di Okęcie, ci sono anche punti informativi per tutti gli ucraini, dove si trovano i dettagli sull’aiuto che i rifugiati possono ricevere in Polonia. “In tre giorni e mezzo, la Polonia ha accettato quasi 200.000 rifugiati di guerra dall’Ucraina”, ha informato Tomasz Praga, comandante in capo della Guardia di frontiera. Per quanto riguarda l’assistenza materiale, sui siti web degli uffici di ogni voivodato sono stati indicati gli indirizzi dove si può portare cibo, mezzi igienici e abbigliamento per gli ucraini. Michal Dworczyk sottolinea che questo aiuto deve essere ben coordinato dalle istituzioni statali, poiché potrebbe essere meno efficace se i cittadini polacchi tentassero di trasportare i prodotti dalla Polonia all’Ucraina da soli. Dworczyk stima inoltre che ci sono già circa un quarto di milione di cittadini ucraini ai valichi di frontiera che vogliono sfuggire alla guerra. A parte questo, ci sono segnalazioni di truffatori che si sono avvantaggiati dei rifugiati. Il Procuratore Generale Zbigniew Ziobro, ha emesso un ordine di fermo di tali persone in attesa del processo.

https://www.rynekzdrowia.pl/Polityka-zdrowotna/Polska-przyjela-juz-200-tys-uchodzcow-z-Ukrainy-Punkty-recepcyjne-beda-w-kazdym-wojewodztwie,229931,14.html
https://www.polskieradio24.pl/7/5766/Artykul/2910269,Kazdy-kto-ucieka-przed-wojna-bedzie-mogl-liczyc-na-pomoc-Dworczyk-o-uchodzcach-z-Ukrainy
https://www.polskieradio24.pl/5/1222/Artykul/2910191,Zerujacy-na-nieszczesciu-uchodzcow-zostana-ukarani-Ziobro-beda-kierowane-wnioski-o-areszt

 

Lasagna Zucca e Champignon

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250 g di pasta fresca lasagne
600 g (circa) di zucca
500 g di funghi Champignon
1/2 scalogno
1 spicchio d’aglio in camicia
q.b. parmigiano grattugiato e provola
q.b. olio extra vergine di oliva
sale q.b. sale

Besciamella:
1 l di latte
100 g di burro
100 g di farina 00
q.b. noce moscata

Przygotowanie:
Puliamo la zucca, tagliamola a fette e mettiamola a cuocere in forno già caldo a 170° per circa 30 minuti. Prendiamo una padella in cui mettiamo un filo d’olio extra vergine, mezzo scalogno e uno spicchio d’aglio in camicia a soffriggere, quando saranno brasati li togliamo e li mettiamo da parte. Rimettiamo la padella sul fuoco e quando sarà ben calda aggiungiamo i funghi puliti e tagliati a fettine sottili, saliamo e facciamo cuocere per qualche minuto, “attenzione non devono lessare”. Infine aggiungiamo lo scalogno brasato in precedenza e lasciamo intiepidire.

Quando la zucca è pronta, mettiamola in un mixer e frulliamo fino ad ottenere un composto morbido che andremo successivamente ad unire alla besciamella.

Mettiamo a scaldare il latte in un pentolino, mentre, in un altro pentolino facciamo sciogliere il burro, quando sarà del tutto fuso, uniamo la farina 00, facciamo tostare un minuto e poi aggiungiamo il latte preriscaldato un po’ alla volta e mescolando di continuo con una frusta. Saliamo e aromatizziamo con la noce moscata e mescoliamo. Versiamo la polpa di zucca frullata e mescoliamo per far amalgamare bene.

A questo punto possiamo procedere ad assemblare le nostre lasagne: versiamo un filo d’olio sulla teglia e un sottile strato di besciamella alla zucca.

Appoggiamo la sfoglia di pasta fresca, ricopriamo con besciamella e distribuiamo i funghi. Continuiamo così formando 4 o 5 strati. Ultimati gli strati terminare con la besciamella e un po’ di parmigiano.

Infornare a 200° per 18-20 min. Buon appetito!

Andrea Zanzotto: un poeta gettato nel futuro

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2021 è stato un anno straordinariamente ricco di celebrazioni e ricorrenze per la letteratura italiana, a partire ovviamente dal settecentesimo anniversario della morte di Dante, a cui si aggiungono i festeggiamenti per i 150 anni dalla nascita di Maria Grazia Deledda, i 125 dalla nascita di Eugenio Montale, i 120 da quella di Salvatore Quasimodo. Cento anni fa inoltre è nato il grande scrittore siciliano Leonardo Sciascia così come Andrea Zanzotto, uno dei più significativi rappresentanti della poesia europea dal secondo dopoguerra ad oggi.

Era nato a Pieve di Soligo, in provincia di Treviso, il 10 ottobre, ed è morto a Conegliano, sempre in provincia di Treviso, il 18 ottobre del 2011, appena varcata la soglia dei novant’anni. Per circa settant’anni Zanzotto ha posto al centro della sua inesauribile curiosità e inquietudine intellettuale, come stella polare, la convinzione che la poesia rappresenti una delle più ostinate forme di speranza e di attaccamento al senso profondo della vita. Ma per far ciò egli ha ininterrottamente sollecitato la poesia stessa a mettersi in discussione, a spingersi oltre, a varcare il suo spazio tradizionale, per fare i conti con una realtà più ampia, sensibile alla ricerca scientifica, capace di saltare a piè pari oltre gli steccati della cultura umanistica, restando però sempre prima di tutto poeta.

Quella di Zanzotto è allo stesso tempo una lingua babelica e privatissima, segnata da traumi personali quanto epocali. L’“autonomia totale” della poesia, a cui la sua pagina a tratti rimanda, si realizza solo passando attraverso un continuo incontro con la storia. Uno dei nodi della sua opera è rappresentato dall’attenzione al paesaggio (sino alla drammatica denuncia della sua progressiva devastazione), tanto da trasformare gran parte della sua poesia in una sorta di invocazione e celebrazione, da poeta trobadorico, delle virtù ‘miracolose’ della sua Pieve di Soligo, luogo natale che rappresentava per lui, allo stesso tempo, un riferimento reale e ideale, qualcosa di sognato e vissuto, fonte apparentemente inesauribile di entusiasmi quanto di terrori primordiali.

Le tracce della prima guerra mondiale, impresse come ferite ancora aperte sul paesaggio veneto, i ricordi della resistenza al nazi-fascismo, il trauma del boom economico italiano a partire dalla fine degli anni Cinquanta sino alle trasformazioni planetarie portate dalla globalizzazione: sono questi gli scenari in cui la sua poesia si immerge, affrontando la storia in chiave geologica, geografica, spaziale. Dalla apparente retrovia della sua Pieve di Soligo Zanzotto è riuscito a parlare al mondo e del mondo, dando forma ad una delle opere più globali e originali del nostro Novecento, prossima, pur nella sua unicità, a due grandi altri maestri europei, come il poeta rumeno, di origine ebraica e lingua tedesca, Paul Celan e lo svizzero, di lingua francese, Philippe Jaccottet. Zanzotto è stato un intellettuale libero e generoso, orgogliosamente periferico e allo stesso tempo profondamente cosmopolita, dalla forte vocazione civile. Della realtà ha indagato le stratificazioni, muovendosi come una talpa in profondità, ponendo in dialogo mondo e inconscio, intrecciando linguaggio, paesaggio e identità. In definitiva la sua opera, ricca di paradossi, aporie, opposizioni e polarizzazioni, fonde le dinamiche del viaggio verticale, alla ricerca di simboli e archetipi, con quelle di un percorso orizzontale, tanto che Andrea Cortellessa, uno dei suoi più sensibili interpreti contemporanei, ha recentemente proposto di leggere i suoi componimenti come esempi di Land Art.

La poesia, pur se spinta quasi al margine, tenta, nonostante tutto (…), di ‘far ricordare’ la presenza dell’ardore originario, anche quando sia tragedia o dramma, anche quando sembri aver perduto essa stessa ogni senso. Continua a puntare sulla vita, per quanto enigmatica essa sia.

L’esordio poetico di Zanzotto è avvenuto all’inizio degli anni Cinquanta con la raccolta Dietro il paesaggio, in cui si rivendicava il complesso tentativo di sanare la ferita fra storia e cultura, fra natura e uomo, che la seconda guerra mondiale aveva lasciato in eredità. Questo “petrarchista impazzito”, come lo definirà Pasolini, che a molti critici di allora era inizialmente sembrato un attardato, legato a poetiche ormai superate, vetuste, in realtà, invece, era e si era da subito gettato nel futuro, dimostrandosi capace di sperimentare e ripensare la tradizione poetica italiana, muovendosi fra lirica ed enciclopedia, mettendo la sua coltissima formazione letteraria in dialogo con gli stimoli provenienti dallo strutturalismo, dall’astronomia, dalla cibernetica, dalle neuroscienze, dalla psicoanalisi e dall’antropologia, nonché dalle novità introdotte dalla fisica e dalla chimica contemporanee.

Nei suoi testi troviamo recuperi del linguaggio infantile, neologismi, citazioni, giochi fonici, termini stranieri (in francese, inglese e tedesco) così come inserti in latino e in greco, riflessioni meta-letterarie, richiami al mondo del fumetto e dello scarabocchio, nonché, soprattutto a partire dalla fine degli anni Sessanta, le risorse del dialetto, terreno di incontro fra il mondo dei defunti e quello del quotidiano. Proprio il dialetto è stato alla base della sua collaborazione con Federico Fellini, concretizzatasi nella stesura di alcuni testi in veneto per il film Casanova del 1976, composti nel segno di una suggestiva alleanza fra sacro e popolare, di un paradossale intreccio di euforia e angoscia. A Pasolini invece lo accomunava lo choc per la mutazione infernale cui il paesaggio viene sottoposto in Italia a partire dagli anni del boom economico, nonché l’idea che la letteratura sia chiamata a svolgere una funzione pedagogica molto prossima a una sorta di passio cristica.

Zanzotto, dunque, da sempre “versato nel 2000”, continua ad abitare con la sua opera il XXI secolo, e lo fa a partire dalla sua capacità di anticipare e problematizzare questioni che oggi più che mai impongono di superare le divisioni fra cultura umanistica e cultura scientifica, a partire dal dibattito che ruota attorno al concetto di antropocene, la nuova era geologica dominata dall’azione dell’uomo e dai rischi che ne derivano per le sorti del nostro habitat. La sofferenza per la devastazione del paesaggio e la crisi ecologica del pianeta diventano negli anni una questione chiave per l’autore al fi ne di leggere la storia del XX e del XXI secolo, tanto che in occasione delle celebrazioni del suo ottantacinquesimo compleanno arriverà a dichiarare: “Prima c’erano i campi di sterminio, ora c’è lo sterminio dei campi ed è la stessa logica”. Così come, con efficace vena sarcastica, criticando l’antropocentrismo della cultura moderna, definirà l’umanità “un’insignificante muffetta che appena sopra lo zero […] ha attecchito sulla terra, essendosi poi anche rivelata velenosa a sé e a tutto”.

Ai suoi lettori di sempre, così come agli “occhi più futuri”, ai nuovi lettori che questa opera saprà conquistare a sé, resta aperta come più preziosa eredità del pensiero artistico zanzottiano la necessità di proseguire il dialogo (spesso apparentemente compromesso) fra psiche e ambiente così come fra poesia, etica e utopia.