L’articolo è stato pubblicato sul numero 86 della Gazzetta Italia (aprile-maggio 2021)
Le cinque serate della 71^ edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo sono alle spalle. Ed è stata una delle edizioni più strane della storia, poiché per la prima volta il concorso si è svolto senza la partecipazione del pubblico. Le emozioni provate stanno svanendo lentamente, quindi diamo uno sguardo a quello che è successo al Teatro Ariston all’inizio di marzo.
Ospiti
Oltre agli artisti in concorso sono intervenuti tanti ospiti speciali: Loredana Bertè, Negramaro, Alessandra Amoroso ed Emma Marrone, Ornella Vanoni e Laura Pausini, che solo pochi giorni fa aveva ricevuto il Golden Globe per la miglior canzone originale: Io Sì (Seen). Sono saliti sul palco dell’Ariston anche cantanti delle precedenti edizioni, come Diodato, vincitore l’anno scorso, Mahmood, il trionfatore del Festival di Sanremo 2019 e Il Volo, che ha vinto il Festival nel 2015, rendendo omaggio al defunto maestro della musica da film Ennio Morricone. Quest’anno, tra gli ospiti che si sono alternati sul palco, due erano fissi tutte le sere: Zlatan Ibrahimovic e Achille Lauro. Lauro ha mostrato una serie dei quadri audiovisivi che raccontavano i vari generi musicali, performance che saranno sicuramente ricordate a lungo soprattutto per la loro eclettica, controversa forma. Un momento significativo è stata la presenza di Alessia Bonari, infermiera che lavora in un ospedale milanese, molto nota grazie ad una foto pubblicata sul suo profilo Instagram, in cui il suo volto è segnato dalla mascherina. Una foto che ha fatto il giro del web, diventando il simbolo di chi lotta senza tregua contro il Covid. È stato un bel tributo alla battaglia in cui tutti partecipiamo e alle persone come Alessia che combattono in prima linea contro il nemico invisibile.
La classifica finale del Festival
A sorpresa hanno vinto i Måneskin con il brano Zitti e buoni nella categoria Campioni, anche se Ermal Meta era stato in testa nei giorni precedenti con la sua ballata Un milione di cose da dirti, ma come già tante volte è successo al Festival, i risultati delle votazioni dei telespettatori hanno cambiato la classifica finale. I Måneskin hanno ottenuto il 53,15% del televoto, mentre Ermal Meta è arrivato in terza posizione con il 18,2% dei voti. Oltre al prestigioso terzo posto, Ermal Meta ha vinto anche il Premio Giancarlo Bigazzi per la miglior composizione musicale, assegnato dall’Orchestra. Al secondo posto sono arrivati Francesca Michielin e Fedez con la bella canzone Chiamami per nome, una coppia amata più dai telespettatori, i più votati tra i 26 artisti, che dai giurati.
Willie Peyote con il brano Mai dire mai (La locura) ha ricevuto il Premio della Critica “Mia Martini”. Gaudiano, finalista nella categoria Nuove Proposte con la sua Polvere da sparo ha conquistato il favore dei telespettatori risultando tra i vincitori di Ama Sanremo. Le differenze nei punteggi dei giudici e giornalisti erano minime.
Chi sono i vincitori?
Il gruppo musicale dei Måneskin è composto da quattro giovani musicisti: la bassista Victoria De Angelis, il cantante Damiano David, il chitarrista Thomas Raggi e il batterista Ethan Torchio. Nel 2017, la band si è classifi cata seconda al programma X Factor: questo successo è diventato un ottimo biglietto da visita per la loro carriera. Da allora il gruppo ha partecipato a numerosi festival e il loro album in studio Il ballo della vita, uscito nel 2018 e promosso dal documentario This is Måneskin, è stato certificato triplo disco di platino in Italia, mentre il loro ultimo album, Teatro d’ira – Vol.I, è stato pubblicato il 19 marzo 2021. Alla conferenza stampa organizzata dopo l’ultimo giorno di gara, è stato ufficialmente confermato che la band rappresenterà l’Italia al 65° Eurovision Song Contest di Rotterdam.
I Måneskin hanno fatto una rivoluzione, la rock band vincitrice al Teatro Ariston non è certamente qualcosa di abituale, così come l’intera competizione di quest’anno non può essere definita con la parola “standard”. La mancanza di pubblico ha chiaramente causato la perdita di una magia che non poteva essere sostituita in alcun altro modo. Le reazioni spontanee del pubblico creano un’atmosfera straordinaria, soprattutto durante il primo ascolto delle canzoni in gara. I momenti d’emozione con applausi erano limitati e la mancanza delle interazioni dirette durante la competizione è stata particolarmente visibile. E sebbene il Festival sia diventato argomento di vivaci discussioni sui social media dove i fan sostengono i loro idoli in tutti i modi possibili, la platea vuota dell’Ariston, per la prima volta nella storia, sarà purtroppo uno dei ricordi indelebili di questo ultimo 71° Festival di Sanremo.
traduzione it: Natalia Pieśniewska






















A partire dal 1974 Pratt torna a realizzare storie più lunghe, sul modello della “Ballataˮ. La prima di esse è “Corte Sconta detta Arcanaˮ, una complessa vicenda di guerra, intrighi e tradimenti ambientata tra Cina, Russia e Mongolia nel 1919-1920, sullo sfondo della guerra civile russa. Qui Corto ritrova lʼamico-nemico Rasputin e conosce la femme fatale Shanghai Lil. La storia successiva, più breve ma non meno interessante, è “Favola di Veneziaˮ, dove gli elementi fantastici e fiabeschi accennati nelle avventure precedenti di Corto diventano più visibili e lʼatmosfera si fa onirica e misteriosa. Nella “Favolaˮ compaiono riferimenti a varie tradizioni esoteriche e soprattutto la massoneria, alla quale lo stesso Pratt era legato nella vita reale. Segue poi una lunga avventura ambientata tra Grecia, Turchia e Asia centrale, “La casa dorata di Samarcandaˮ, di nuovo con Rasputin coprotagonista.
Negli anni Novanta, poco prima della morte, Hugo Pratt scrisse due romanzi basati sulle sue precedenti opere a fumetti: si tratta di “Una ballata del mare salatoˮ (1995) e “Corte Sconta detta Arcanaˮ (1996). Sulle avventure di Corto sono state basate anche alcune produzioni animate: la serie televisiva “Corto Malteseˮ, di produzione italo-francese, e il lungometraggio dʼanimazione “Corte Sconta detta Arcanaˮ, entrambi del 2002. A partire dal 2015 sono state pubblicate tre nuove avventure del Maltese realizzate da due autori spagnoli, lo sceneggiatore Juan Díaz Canales e il disegnatore Rubén Pellejero. Il terzo volume, intitolato “Il giorno di Taroweanˮ (2019), è a tutti gli effetti il prequel di “Una ballata del mare salatoˮ.

Ho posto questa domanda perché quando ho letto il Suo ultimo libro, la mia intera visione di una Roma potente è andata in pezzi. Lei priva il paradiso italiano di tutte le fragranze che conosciamo: olio d’oliva, frutti di mare, basilico… Questo non c’è. Roma puzza di piscio oggi?