GAZZETTA ITALIA 89 (ottobre – novembre 2021)
Gazzetta 89: Il genio di Fibonacci, scopritore del rapporto matematico sotteso alla nostra vita, spiegato dal professore Massimo Marchiori, il regista Matuszyński candidato all’Oscar con “Żeby nie było śladów” che racconta ai lettori di Gazzetta il suo modo di fare cinema e poi ancora Tessa Capponi-Borawska che ci invita a mangiare insieme per celebrare la vita.
Viaggiamo poi tra la Sicilia, il labirinto di Franco Maria Ricci e il Museo dei Tarocchi. Ancora tanto cinema con l’approfondimento su Liliana Cavani e la seconda puntata del bellissimo resoconto sulla storia delle presenze polacche al Festival di Venezia.
Poi oltre alle tradizionali rubriche culinarie, linguistiche e ai programmi degli istituti Italiani di Cultura, in questo numero tanta letteratura con articoli su Zanzotto, Baricco e l’illuminante articolo Homo narrans dello scrittore Stefano Redaelli.
Ma questa è solo una parte dei contenuti del numero 89 di Gazzetta Italia, che vi invitiamo a scoprire cercandola da Empik o acquistandola online sul sito gazzettaitalia.pl
Calcetto da record per gli italiani in Polonia
9 squadre, 117 giocatori, 4 arbitri, 24 partite, 96 gol segnati, 8 ore e mezza di gioco – su due campi contemporaneamente – sulle note di tre playlist che andavano da Rino Gaetano a Fedez, da Venditti ad Achille Lauro, alternate dai jingle di Champions League e Nations League fino al “We are the champions” delle premiazioni. E alla cerimonia d’apertura un inno italiano da pelle d’oca cantato perfettamente all’unisono da tutti i presenti. Questi i numeri record dell’8^ edizione del Torneo di Calcetto Italiani in Polonia, giocatosi il 9-10 ottobre sui campi dell’Akademicki Związek Sportowy di Łódź.
La più famosa e partecipata manifestazione italiana in terra polacca è così finalmente tornata dopo la pandemia e la conferma della grande voglia di partecipazione viene non solo dal numero record di squadre iscritte, ben 9 da 6 città, ma anche dalle presenze a bordo campo di amici, mogli, figli, fidanzate, amanti, fotografi professionisti e dilettanti, massaggiatori, appassionati calciofili, tifosi, finti procuratori e bookmakers in erba. Una edizione autunnale, nella sede storica di Łódź, fortunatamente riscaldata da un bel sole a differenza della indimenticabile prima edizione dell’ottobre 2014, in cui si giocò con il barometro che segnava 2 gradi…, allora organizzata dall’imprenditore veneto Amedeo Piovesan a cui va l’imperituro merito di aver ideato questo splendido e inclusivo torneo. Sì inclusivo perché da regolamento ciascuna squadra può schierare due “non italiani” e così negli anni hanno giocato ragazzi provenienti da diverse nazioni e perfino da altri continenti.
Dopo nottate in bianco passate dagli organizzatori per scovare una formula per un torneo con 9 squadre che non ne escludesse una già al sabato e che consentisse di giocare a tutti quasi lo stesso numero di partite ecco il sorteggio dei tre gironi: A) Warszawa United, Italiani a Wrocław, Cracovia D.C.; B) A. C. Wawa, Poznań, F.C. KTM Łódź; C) Italiani a Łódź, Katowice, Regno di Varsavia. A questo punto di sicuro qualcuno si domanderà ma che significa F. C. KTM Łódź e Cracovia D. C.? Domanda lecita che ho posto anch’io al co-organizzatore Alessandro Lorenzini quando mi ha mandato le liste, risposta lapidaria “son ragazzi…” E se per scoprire il nome esteso Football Club KiTeMuort abbiamo dovuto attendere la rivelazione di un giocatore pugliese nella notte tra sabato e domenica per il Cracovia D.C. la spiegazione è stata subito chiara ed attiene alla divisione delle ere storiche in A.C. e D.C. dato lo strepitoso ritardo con cui sono arrivati al campo, ritardo cui il giorno seguente hanno cercato di rimediare andandosene con largo anticipo… evidentemente in Małopolskie hanno un loro peculiare fuso orario.
Vabbè parliamo di gol che è meglio. Pronti via ed è subito Wawa-Poznań in assoluto la sfida più calda della storia del Torneo. Due squadre che si conoscono a memoria con da una parte la storica band dei Genco-Caputo-Cenci e dall’altra quella dei Russo-Lucci-Caruso, e come da tradizione non se le mandano a dire: 1 ferito, 2 espulsi e 2-2 finale. Invece il F.C. KTM, coerente col proprio nome, punta a disorientare e dopo aver preso 8 gol dal Wawa va a battere Poznań mandandoli nel girone di recupero. Nel girone A il Warszawa United marcia spedito, seguito dagli Italiani a Wrocław che esibiscono una curiosa divisa giallo nera disegnata da un famoso stilista del Palio di Siena. Il Cracovia D.C. invece conferma il ritardo anche in campo. Nel girone C gli Italiani a Łódź, del capitan co-organizzatore e responsabile tecnico del Torneo Luigi Noto, rispettano i pronostici e volano ai quarti senza grosse difficoltà trascinati dal tornado forza “8” Simone Cicero, che sarà poi premiato a furor di popolo miglior giocatore del Torneo. Dietro di loro il Regno di Varsavia in cui Antonio Rispoli comincia a fare incetta di gol che lo porteranno a vincere la classifica marcatori. “Quei bravi ragazzi” di Katowice, guidati dall’inossidabile Erminio Bum-Bum Truncellito, finiscono invece nel girone infernale di recupero dove tra il sabato sera e la domenica mattina tre squadre giocano tre mini partite, tutte e tre finite tre a zero, sembra uno scioglilingua ma non lo è. Dagli inferi del girone dantesco escono bene i ragazzi del Cracovia, riagganciati al fuso orario di Łódź, e gli esperti marpioni del Poznań.
Ed eccoci al tabellone dei quarti, parte alta: Italiani a Łódź contro Cracovia e poi Regno di Varsavia contro F.C. KTM Łódź, parte bassa Warszawa United-Poznań e A.C. Wawa-Wrocław, una composizione che fa paventare due derby nelle semifinali. Ma facciamo un passo alla volta. Campo 1: Regno di Varsavia-F.C. KTM Łódź partita equilibratissima, il Regno prende un clamoroso doppio palo e Łódź risponde subito con un altro palo, a quel punto uno dal pubblico, evocando il mitico ragionier Fantozzi, urla “Chi ha fatto palo?”, per fortuna nessuno gli tira un pugno in faccia (citazione per cinefili incalliti). Reti inviolate anche nei supplementari. Si va ai rigori. In porta del F.C. KTM c’è Enrico Daniel (Mari e) Monti che ha il merito, quale co-organizzatore del Torneo, d’aver controllato sabato sera, rectius domenica mattina, tutti i locali della Piotrkowska per scongiurare la presenza di giocatori sulle piste da ballo. Svolto egregiamente il compito si è direttamente presentato al campo (con ancora al polso il braccialetto dell’entrata VIP al Kokoo), permettendosi il lusso di parare 2 rigori al Regno di Varsavia lanciando così la neonata, ma già casinista, F.C. KTM in semifinale! Prestazione che gli farà vincere il premio di miglior portiere del Torneo, nonostante qualcuno faccia notare lo stile un po’ “Garellik” delle parate (citazione comprensibile solo ai calciofili ultra quarantenni).
In contemporanea sul campo 2 l’A. C. Wawa si scontra contro il MURO di Wrocław che cede (e non poteva essere diversamente) al minuto 19.89 (citazione questa per tutti, se non la capite tornate sui banchi di scuola!). Seguono gli altri 2 quarti, nella parte alta il Cracovia è una furia, va in vantaggio e fa soffrire la favorita It. a Łódź, tanto che c’è bisogno dei supplementari per il 3-2 finale per Łódź in una delle più belle partite del Torneo. Nella parte bassa invece i vecchi leoni di Poznań tornano a ruggire, battono il Warszawa United e si lanciano verso l’eterna sfida con l’A.C. Wawa. E siamo alle semifinali: da una parte il primo storico derby di Łódź, dall’altra ancora e sempre Wawa-Poznań. Partiamo da quest’ultima, la tensione è alta, il Poznań sfoggia l’arma segreta ovvero un fisioterapista che massaggia intensamente gli arti inferiori degli azzurri della Wielkopolskie, facendo guadagnare al Torneo la fama di “zona favorevole alla LGBT”. Una mossa non sufficiente ad arginare il Wawa che finalmente si decide di spedire in maniera stabile in area avversaria Long John Cenci che ripaga con una doppietta nel 4-0 finale. Dall’altra parte è un derby al cardiopalma, equilibrio in campo e tensione tra il pubblico, una tragedia greca decisa dalla doppietta di Ioannis Farmakis di Salonicco che regala al F.C. KTM la finale alla sua prima partecipazione!
Dopo 8 ore di gioco e 23 partite (in realtà 22 perché una si è decisa a tavolino perché qualcuno, indovinate voi chi, doveva rientrare a casa in tutta fretta) siamo arrivati alla finalissima: A. C. Wawa-F.C. KTM Łódź. I bookmakers in erba, fidandosi dell’8-1 nei gironi scommettono su una goleada per i blaugrana capitolini. Prima del fischio si verificano due fatti inattesi: per la prima volta dal 2014 i solitamente ingestibili calciatori delle finaliste vengono facilmente riuniti per una foto di gruppo pre-match a centrocampo! Mai successo! Qualcuno maliziosamente sostiene che per compiacere lo sguardo della fotografa Natalia si sarebbero messi pure a piramide umana, ma sono illazioni. L’altro fatto, assolutamente decisivo, è che il portiere Mari e Monti perde il braccialetto-feticcio del Kokoo. Fischio d’inizio il Wawa manovra stile Barcellona di Guardiola ma il Łódź (mi sono stufato di scrivere tutto il nome!) colpisce in contropiede e prima il greco e poi l’attaccante-gigante Pirmiani sfiorano il gol. Ma il Wawa non arretra e dai e dai ecco il gol anzi la doppietta del medianone Omarowski. Nei minuti finali il greco sfiora il gol ma stavolta niente tragedia per gli avversari, nonostante Andrea Versino da Giaveno accorci le distanze all’ultimo minuto, e così il Wawa vince per la terza volta il Torneo.
Classifica finale:
- A.C. Wawa,
- F.C.KTM Łódź,
- It. a Łódź,
- Poznań,
- Regno di Varsavia,
- It. a Wrocław,
- Warszawa United,
- Cracovia D.C.,
- Katowice.
Una ottava edizione resa indimenticabile grazie all’enorme impegno degli organizzatori (Alessandro Lorenzini, Luigi Noto, Enrico Daniel Monti, Silvia Rosato, Alessandro Vanzi e lo scrivente), e di chi ha sostenuto l’iniziativa: Comites, Fondazione Italo-Polacca InteRe, La Bottega Da Enrico, Gazzetta Italia.
P.S.: questo articolo è frutto della fantasia dell’autore, ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale.
foto Natalia Zdziebczyńska
(l’integrale foto-racconto del Torneo sarà caricato un po’ alla volta, stay tuned!)
La Polonia europeista si ribella, Tusk: “difendiamo il nostro futuro”
Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl
Donald Tusk guida la protesta dei polacchi che vogliono restare in Europa, una protesta diretta sia verso il l’attuale governo polacco guidato dai conservatori del PiS, sia verso il Tribunale Costituzionale, responsabili di politiche e sentenze che danno la possibilità ai governanti di trasgredire i diritti umani fondamentali nonché le più basilari leggi democratiche. Ieri in Piazza del Castello a Varsavia si è svolta una grande manifestazione organizzata dallo stesso Tusk in risposta alla sentenza del Tribunale Costituzionale, secondo cui le norme giuridiche contenuti nel Tratto dell’Unione europea sarebbero contrarie alla Costituzione polacca. Secondo quanto ha deciso il Tribunale costituzionale polacco le istituzioni dell’UE opererebbero non conformemente alla costituzione polacca e nella gerarchia delle fonti la normativa europea sarebbe meno importante di quella polacca, e questo rende di fatto impossibile all’Europa chiedere il rispetto della separazione dei poteri al governo polacco la cui riforma della giustizia secondo la Corte di Giustizia Europea viola l’indipendenza della magistratura. “Denuncio queste pericolose manovre qui insieme a Voi”, ha detto il leader del PO, rivolgendosi alla folla che ieri sera gremiva Piazza del Castello “lancio questo allarme perché qui si tratta di difendere il nostro futuro, quello dei nostri figli e nipoti.” Oltre a salutare e ringraziare le migliaia di persone che sono scese in piazza in centinaia di città in Polonia e all’estero, Tusk ha colto l’occasione per ringraziare anche tutte le organizzazioni e movimenti sociali che in questi anni hanno manifestato e combattuto per difendere i diritti fondamentali umani in Polonia che sono messi in discussione da questo governo. Riferendosi al partito al potere, Tusk non ha lesinato una graffiante critica nei loro confronti, definendo i politici del PIS “un gruppo di persone travestite che indossano delle toghe di giudice e che sulla richiesta del capo del partito al potere, hanno deciso di spingere la Polonia fuori dall’UE, violando la costituzione polacca. In seguito al discorso di Tusk, anche il Presidente della Camera dei deputati, Tomasz Grodzki, ha assicurato i manifestanti riuniti in Piazza del Castello che il Senato opera a favore dei cittadini e che i politici, essendo al servizio dei polacchi, combatteranno per l’indipendenza dei tribunali dal potere esecutivo. Sul palco in piazza del Castello sono intervenuti a sostegno della permanenza della Polonia in Europa anche Rafal Trzaskowski, sindaco di Varsavia, Robert Biedron, leader di Wiosna e Marta Lempart guida del movimento Strajk Kobiet.
Teatro, theatrum, θέατρον
Le culture greca e latina sono considerate i secolari fondamenti della nostra cultura europea. Infatti abbiamo ereditato tantissimo dai greci e dai romani: l’alfabeto, il diritto, le tradizioni, letterarie, architettoniche e teatrali. Non ci si può quindi sorprendere che questo enorme lascito culturale sia tuttora vivo nei vocaboli delle nostre lingue contemporanee. Il teatro che conosciamo oggi non è una rappresentazione ideale di quel teatro che conobbero i greci. Nel corso dei secoli e delle correnti artistiche è cambiato molto riguardo il contenuto delle opere teatrali e anche della loro forma: sono cambiate regole e ruolo del coro etc. Ma l’eredità della rappresentazione teatrale è rimasta la base del teatro che noi conosciamo oggi. Questa è anche la ragione per cui la maggior parte delle parole legate a questo tema derivano dal greco antico.
Teatroea
All’inizio guardiamo un po’ alla parola base: teatro. Però per capire cosa vuol dire teatro, dobbiamo comprendere prima cos’era il teatro per i greci. Generalmente la cosa più importante è che per i greci il teatro era connesso strettamente con le celebrazioni religiose. Secondo Aristotele le prime recite teatrali si sarebbero svolte durante le feste in onore di Dioniso. Anche il teatro dei più notevoli autori teatrali: Eschilo, Sofocle ed Euripide faceva parte di celebrazioni in onore di Dioniso. La parola italiana “teatro” proviene dal latino “theatrum” che deriva direttamente dal greco antico “θέατρον”, che significa letteralmente “il posto per guardare”. Il nucleo di questa parola sarebbe il verbo “θεάομαι” che significa “osservo” o “guardo”. Ma qui ci sarebbe la differenza che viene dal contesto. Originalmente la parola “θέατρον” significava soprattutto il pubblico, da cui si guardava lo spazio (ὀρχήστρα=orchestra) su cui era situato l’altare di Dionisio (θυμέλη=timele). Questo non era solo il guardare un show. In questo caso il guardare sarebbe l’osservazione della celebrazione eseguita in onore di uno dei più importanti dei del pantheon ellenico.
Tragedia
Oggi conosciamo molti generi teatrali. Tanti furono inventati nel Medioevo e nel Rinascimento. Uno dei generi base del teatro è la tragedia che fu inventata dagli elleni (anche se ovviamente ci sono tante differenze tra la tragedia di Eschilo e di Racine) e proviene anch’essa dal culto di Dionisio. La parola “tragedia” proviene per il latino “tragoedia” dal greco antico “τραγῳδία”. Il sostantivo “τραγῳδία” è composto da due parole: “τράγος” (capro) e “ᾠδή” (canto), ma il problema sarebbe l’interpretazione di questa parola. La vera provenienza è incerta, ci sono però tantissime teorie. La teoria più popolare è basata sulla Poetica di Aristotele, secondo cui la tragedia proviene dagli autori dei ditirambi cioè i canti in onore di Dionisio, che erano interpretati dai fedeli vestiti da satiri, che portavano una maschera da capri. Ma secondo altre fonti questa interpretazione è sbagliata perché i satiri non erano associati con i capri e la vera interpretazione sarebbe che il capro era il premio per il vincitore dell’agone drammatico, oppure il capro era l’oggetto sacrificale della cerimonia in onore di Dionisio e quindi tragedia come canto del capro sacrificale e quindi il canto tragico.
Commedia
L’altro dei due più importanti generi teatrali è ovviamente la commedia. La parola “commedia” che viene dal latino “comoedia” dal greco antico “κωμῳδία” ha struttura simile alla “tragedia”. La parola greca è composta dal “κῶμος” che significa “banchetto festivo” oppure “κώμη” che significa “villaggio” e “ᾠδή” (canto). L’origine di questo significato sarebbero state, similmente alla tragedia, le feste in onore di Dioniso, durante cui nel corteo di fedeli c’erano rappresentazioni spontanee di mimi insieme con canti dei satiri, oppure derivando il significato dal “κώμη” quindi il villaggio erano i canti bucolici agresti. Al contrario della tragedia però la commedia preservò il suo carattere festoso, non diventando un genere così elevato. Parlando di queste origini non è possibile ignorare il fatto che anche la commedia aveva una forma molto differente da quella che conosciamo oggi. Nei secoli entrambi i generi si modificarono in tanti modi, cambiando forma, tema delle opere etc. Nonostante siano passati millenni dai culti di Dionisio quando guardiamo una commedia dobbiamo pensare che le origini dello spettacolo risalgono all’Antica Grecia. E se la tragedia è il canto (tragico) del capro sacrificale, la commedia è il canto del banchetto festivo e bucolico.
Venice Design Week 2021 con sei aziende polacche
Venice Design Week 2021, 9- 17 ottobre
Venice Design Week è un evento che da dodici anni attira idee, progetti e artisti da tutto il mondo. La pandemia ci ha costretti a sfruttare le nuove tecnologie grazie cui possiamo raggiungere un pubblico più ampio, sia in Italia che all’estero. Questo ci ha permesso di allargare i nostri orizzonti offrendo esperienze completamente nuove: tour e presentazioni utilizzando la realtà aumentata, conferenze in streaming, oltre a incontri personali, visite e mostre.
Il tema della XII edizione è “Design x Tutti” che fa riferimento al design adatto a tutte le età e a persone con diverse abilità, ma anche all’applicazione delle nuove tecnologie nel campo del vedere, toccare, sentire, gustare e annusare. Dal 9 al 17 ottobre, la Venice Design Week offrirà occasioni di riflessione, iniziando con le installazioni site-specific realizzate negli straordinari luoghi di Venezia, mostre in gallerie e musei, hotel e partecipazione ai workshop dove ognuno potrà scoprire i segreti dell’artigianato secolare che vive nel design contemporaneo.
Design Market
Per la prima volta nella storia, la Venice Design Week fa un ulteriore passo in avanti. Al termine della Design Week, dal 16 al 17 ottobre 2021, si svolgerà il Design Market. Per due giorni il giardino del Ca’ Nigra Lagoon Resort si trasformerà in uno spazio allestito da artisti e ricco del miglior design. Durante il Design Market saranno presentati 12 marchi tra cui ben 6 brand di ceramica polacchi: Aoomi Studio, MUKO, Projectorium, Projekt Ładniej, Sintered Ceramic e Ania Link. L’edizione di quest’anno di Design Market sarà arricchita da una performance artistica di Giovanni Dinello e da un aperitivo e dj Set a fine giornata.
MUKO:
https://www.instagram.com/muko_studio/
PROJECTORIUM:
https://www.instagram.com/projectorium/
ANIA LINK:
https://www.instagram.com/anialinkceramics/
PROJEKT ŁADNIEJ:
https://www.instagram.com/projekt.ladniej.ceramika/
SPIEK CERAMICZNY:
https://www.instagram.com/spiekceramiczny/
AOOMI STUDIO:
https://www.instagram.com/aoomistudio/
Partnerzy/Partner del Design Market:

[Aggiornamento 07.10.2021] Situazione attuale in Polonia rispetto all’epidemia di COVID-19
In Polonia questa settimana si sono registrate ancora nuove infezioni da COVID-19, il numero complessivo dei casi attivi è 175.337 (settimana scorsa 168.937), di cui in gravi condizioni 207 (settimana scorsa 172), ovvero circa lo 0,1% del totale.
Gli ultimi dati mostrano 2.007 nuove infezioni registrate su 41.100 test effettuati, con 29 morti da coronavirus nelle ultime 24 ore.
Il numero delle vittime nell’ultima settimana è stato di 153 morti (settimana scorsa 113) e la situazione nelle strutture sanitarie polacche sta peggiorando, ma rimane sotto controllo.
Sono 2.103 i malati di COVID-19 ospedalizzati, con 207 terapie intensive occupate. Prosegue la campagna vaccinale in Polonia, attualmente sono state effettuate 37.739.171 vaccinazioni per COVID-19, di cui 19.559.022 completamente vaccinate, ovvero il 51,75% del totale della popolazione.
Sono in vigore fino a fine ottobre restrizioni tra cui l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi pubblici al chiuso.
Sono aperti bar e ristoranti e sono consentite riunioni fino a 150 persone. Sono aperti hotel, centri commerciali, negozi, saloni di bellezza, parrucchieri, musei e gli impianti sportivi, anche al chiuso.
Ogni attività è sottoposta a regime sanitario e sono previste limitazioni sul numero massimo di persone consentite, in linea generale 1 persona ogni 10 m2, con norme di distanziamento per limitare le occasioni di contagio.
Per quanto riguarda gli sposamenti, salvo per vaccinati o ingressi con presentazione di test COVDI-19 negativo PCR molecolare o test antigenico effettuato nelle 48 ore precedenti, resta in vigore l’obbligo di quarantena di 10 giorni.
Per gli ingressi in Polonia da paesi al di fuori dell’area Schengen è prevista quarantena automatica obbligatoria, fino alla presentazione di un test negativo effettuato in Polonia successivamente all’ingresso, ma non prima di 7 giorni dal momento dell’ingresso nel paese. Sono escluse dall’obbligo di quarantena le persone vaccinate per COVID-19 con vaccini approvati dall’EMA.
Si raccomanda di limitare gli spostamenti e monitorare i dati epidemiologici nel caso di viaggi programmati da e verso la Polonia.
Dal 17 luglio è stato introdotto anche in Polonia il Digital Passenger Locator Form (dPLF) – Karta Lokalizacji Podróżnego.
Per spostamenti all’interno dell’UE, si raccomanda di verificare le restrizioni nei singoli paesi sul portale: https://reopen.europa.eu
***
Informazioni per i cittadini italiani in rientro dall’estero e cittadini stranieri in Italia tra cui le risposte alle domande:
- Ci sono Paesi dai quali l’ingresso in Italia è vietato?
- Sono entrato/a in Italia dall’estero, devo stare 14 giorni in isolamento fiduciario a casa?
- Quali sono le eccezioni all’obbligo di isolamento fiduciario per chi entra dall’estero?
- E’ consentito il turismo da e per l’estero?
Per gli spostamenti da e per l’Italia a questo link le informazioni del Ministero degli Esteri: https://www.esteri.it/mae/it/ministero/normativaonline/decreto-iorestoacasa-domande-frequenti/
La situazione Polonia verrà aggiornata all’indirizzo: www.icpartners.it/polonia-situazione-coronavirus/
Per maggiori informazioni:
E-mail: info@icpartnerspoland.pl
Telefono: +48 22 828 39 49
Facebook: www.facebook.com/ICPPoland
LinkedIn: www.linkedin.com/company/icpartners/
Stadio Nazionale di Varsavia dedicato al leggendario allenatore Kazimierz Gorski
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Domenica prossima, durante il Festival del calcio, lo Stadio Nazionale di Varsavia sarà ufficialmente dedicato a Kazimierz Górski, eccezionale allenatore di calcio polacco. “Nel 2014 è stato posto un monumento davanti allo stadio che ricorda alle persone che entrano nel PGE Narodowy l’incredibile storia di Kazimierz Górski. Quest’anno si celebra il centenario dalla nascita dell’allenatore. Così, insieme allo sponsor dell’arena PGE Polska Grupa Energetyczna, abbiamo deciso di collegare in modo permanente lo stadio con una leggenda del calcio polacco”, afferma Włodzimierz Dola, presidente del consiglio di amministrazione di PGE Narodowy, commentando la scelta di dedicare lo Stadio Nazionale a Górski Kazimierz Górski è una leggenda del calcio polacco. Divenne l’allenatore della squadra nazionale polacca nel 1971. Negli anni 1971-1976, la squadra sotto la guida di Górski ha giocato 73 partite ufficiali, di cui 45 vittoriose.

Ambasciatore Amati: gli elicotteri Leonardo sono le Ferrari del settore
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L’Ambasciatore d’Italia in Polonia, Aldo Amati, in un’intervista rilasciata qualche giorno fa alla radio polacca RMF FM ha definito gli elicotteri AW139M, prodotti degli ingeneri italiani, impiegati dell’azienda “Leonardo”, che opera nel territorio polacco, “le Ferrari tra gli elicotteri.” L’Ambasciatore ha rivelato che similmente ad altri eserciti europei che hanno già effettuato l’acquisto, anche quello polacco ha l’intenzione di acquistare questi elicotteri e le trattative al riguardo sono già in corso. Oltre all’aspetto economico, sottolinea Amati, i rapporti tra l’Italia e la Polonia hanno anche un carattere politico: di recentemente si è tenuto un incontro al Forum di Karpacz e lunedì scorso c’è stato l’incontro polacco-italiano tra i Ministri della Difesa nazionale nell’ambito del Warsaw Security Forum. Inoltre, Amati aggiunge che i politici che hanno contribuito maggiormente ad istaurare i rapporti tra Italia e Polonia sono soprattutto Grzegorz Piechowiak e l’ex ministro Jarosław Gowin. L’Ambasciatore afferma che riguardo la crisi migratoria al confine con la Bielorussia, c’è massimo sostegno verso la Polonia, sostenendo che la situazione sia insidiosa in quanto coordinata dai paesi extra-EU. Allo stesso tempo Amati afferma che l’immigrazione è un fenomeno con il quale devono fare i conti tutti i paesi membri dell’UE, tra cui anche la Polonia. Secondo Amati al momento la libertà dei media in Polonia non è minacciata ma il fatto che la legge “Lex TVN” sia stata esaminata dal parlamento polacco è un fatto allarmante. L’ambasciatore non crede assolutamente ad una ipotesi di “polexit” in quanto la maggioranza dei polacchi si dichiara favorevole alla presenza della Polonia nell’ EU, essendo consapevoli che fondi europei hanno contribuito in maniera importante allo sviluppo del loro paese. In più, secondo Amati, l’Unione Europea continuerà a supportare economicamente la Polonia, permettendo al Paese non soltanto di realizzare dei Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza ma anche di mettere in atto una trasformazione energetica. Per quanto riguarda l’obbligo di Green Pass così esteso e deciso imposto dal Governo Draghi, Armati si dice fiducioso, sperando che la situazione ni Polonia non costringerà il governo polacco a introdurre le nuove restrizioni, contemporaneamente afferma che l’introduzione del Green Pass in Italia era l’unico modo per evitare che l’economia si fermasse di nuovo.
Occhiali della cultura, ovvero il polacco e l’italiano tipico a confronto
Spesso molti di noi cercano i modi per poter comprendere al meglio gli stranieri. Non si tratta soltanto di conoscere una lingua straniera, ma di comprendere le differenze culturali per poter comunicare meglio, lavorare in modo più effi cace e costruire una relazione più forte, in questo caso tra i polacchi e gli italiani.
Si tende spesso a generalizzare, descrivendo appunto gli italiani o in polacchi “in generale”. È molto diffi cile però descrivere un polacco ed un italiano tipico. Perché? Perché la persona tipica non esiste. E se invece provassimo a guardare alla cultura di un Paese da un punto di vista più obiettivo e scientifico?
Iniziamo con il modello dello psicologo olandese Geert Hofstede. Negli anni 70 del XX secolo i risultati della comparazione tra culture nazionali ed organizzative su un campione di oltre 100.000 persone analizzate provenienti da oltre 50 stati diversi sono risultati così scandalosi che è stato molto diffi cile per l‘autore trovare un editore che li pubblicasse. Da quel momento le analisi sono state ripetute in molti altri stati nel corso degli anni e sono a tutt’oggi valide. Vale la pena verificare se la descrizione delle culture polacca ed italiana danno adito ancora oggi a dispute.
Il modello di Hofstede non è scevro da limitazioni e rappresenta un modello molto semplificato; tuttavia è importante conoscerlo vista la risonanza riscossa su scala globale. Hofstede intende la cultura come una programmazione collettiva della mente che distingue i membri di un gruppo o di una categoria di persone dagli altri e distingue sei dimensioni di cultura nazionale: distanza dal potere, avversione per l’incertezza, individualismo/ collettivismo, mascolinità/femminilità, orientamento a lungo termine, edonismo. I valori che descrive Hofstede sono tramandati di generazione in generazione. Bisogna leggere i risultati nel contesto di una posizione di comparazione tra stati e non tra singoli individui.
Guardando la tabella di seguito si nota subito che secondo Hofstede sia gli italiani che i polacchi condividono gli stessi valori. Hanno un approccio quasi identico all’edonismo, inoltre sono caratterizzati dagli stessi valori dominanti ad eccezione dell’orientamento a lungo termine.

Moderazione invece di edonismo
Geert Hofstede descrive la società italiana (30) e polacca (29) come non tentate dall’abbandono ai piaceri in quanto tali, essendo più che altro restrittivi e disciplinati. Le limitazioni grazie alle norme sociali, il cinismo ed il pessimismo al posto della gioia di vivere e l’abbandono alle tentazioni descrivono bene i polacchi, ma è davvero così per gli italiani? In effetti la grande influenza della Chiesa Cattolica sulla cultura italiana e l’alta etica del lavoro (prima il dovere poi il piacere) possono almeno in parte spiegare la limitazione edonistica degli abitanti del Bel Paese.
Verso il futuro o verso il passato?
Secondo Hofstede una grossa differenza tra italiani (61) e polacchi (38) riguarda l’atteggiamento verso il tempo. Nelle culture con orientamento a lungo termine come quella italiana viene applicato un atteggiamento pragmatico verso il passato ed una grande concentrazione verso il futuro. Gli italiani sono convinti che il meglio debba ancora venire, e la loro forza sta nella concentrazione al raggiungimento dell’obiettivo anche se ciò risulterà possibile a distanza di molto tempo. I polacchi invece appartengono ad una cultura con orientamento a breve termine, che è più normata nel modo di pensare con molto rispetto per le tradizioni ed una grande attenzione al passato, al contempo temendo i possibili cambiamenti. I polacchi sono più impazienti: vogliono risultati immediati, e sono più avversi generalmente al risparmio di denaro.
La burocrazia come modo per evitare le incertezze
Il modello di Hofstede indica che sia i polacchi (93) che gli italiani (75) hanno paura del futuro; per evitare le situazioni incerte pertanto sentono il bisogno emotivo di possedere regole e norme, anche quando non sono rispettate, e da qui deriva una burocrazia molto strutturata in entrambe le nazioni. I polacchi cercano in modo estremo di evitare le incertezze ed hanno una basa tolleranza verso l’alieno, ovvero vero i comportamenti o le idee atipiche.
La rivalità è giusta (domina la mascolinità e non la femminilità)
Secondo Hofstede la divisione tipica tra il ruolo di maschio e quello di femmina è normale sia in Italia (70) che in Polonia (64): le femminucce possono piangere, i maschietti no; i maschi possono litigare e picchiarsi tra loro, ma le femminucce non dovrebbero mai arrivare alle mani. Ai bambini viene insegnato che la rivalità è buona, e la vittoria è un importante elemento della vita, gli adulti mostrano i loro successi tramite status simbol come macchine o ville di lusso.
Più “io” che “noi“ (individualismo vs collettivismo)
Statisticamente gli italiani (76) soprattutto nelle regioni settentrionali sono molto più individualisti dei polacchi (60) secondo il modello di Hofstede. Più i legami con i membri distanti della famiglia o della comunità locale sono deboli, più bisogna attendersi che in caso di situazioni problematiche si possa contare solo su sé stessi. Al contempo questo tipo di persone esprimono più liberamente le proprie opinioni ed osservazioni, prendono con più facilità decisioni.
Rispetto per la gerarchia
Secondo Hofstede sia gli italiani (50) che i polacchi (68) appartengono al gruppo di Nazioni con una grande distanza dall’autorità. Per Hofstede tuttavia i polacchi accettano maggiormente degli italiani il rapporto gerarchico ed insegnano ai bambini la sottomissione all’autorità costituita. I dipendenti polacchi si attendono spesso istruzioni dettagliate dai propri superiori invece di mostrare una libera iniziativa, e pertanto solitamente le persone al posto di comando sono più autoritari nella gestione del personale.
Simili anche se diversi
Dal modello culturale presentato da Hofstede otteniamo un ritratto degli italiani e dei polacchi sorprendentemente simile riguardo i valori fondamentali per la società civile; già questo di per sé non è abbastanza controverso?
La fonte di questo articolo è il libro di Geert Hofstede, Gert Jan Hofstede, Michael Minkov,. “Culture ed organizzazioni“, Polskie Wydawnictwo Ekonomiczne, 2011.



























































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































