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In Polonia inaugurata la piscina più profonda del mondo

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Sabato, la piscina Deepspot la più profonda del mondo è stata aperta a Mszczonów vicino a Varsavia, è possibile scendere a una profondità di 45 metri. Si chiama Deepspot e con la sua profondità ha battuto di 3 metri il record della piscina italiana Y-40 Deep Joy di Montegrotto Terme. Come notato dal sito “Murator”, la costruzione di una piscina così profonda è una sfida tecnologica con un livello di difficoltà simile alla costruzione di una metropolitana. La nuova piscina è profonda 45 metri e ha un volume stimato di 8.000 m3, ovvero 27 piscine olimpioniche. È considerata una struttura di addestramento per i subacquei, non una normale piscina, quindi è in una posizione privilegiata durante la pandemia. Tutte le piscine del paese sono state chiuse, ma loro possono accettare subacquei o coloro che vogliono imparare a fare immersioni. Inoltre, la profondità non è l’unico vantaggio di questo posto, ci sono sale conferenze, ristoranti e camere d’albergo nell’edificio. Per chi vuole c’è anche una passerella coperta da una cupola, dove è possibile osservare le persone che si tuffano. Con una capacità 80 volte maggiore rispetto a una piscina tradizionale, il sistema di filtraggio è responsabile della purezza dell’acqua. Deepspot è un altro investimento della società Flyspot responsabile delle gallerie del vento a Varsavia e Katowice e l’unico simulatore di volo Boeing 737 in Polonia. Il sito di immersione dell’azienda sarà il più profondo del mondo fino all’apertura del complesso Blue Abyss nella penisola di Wirral nel nord-ovest dell’Inghilterra, con una profondità di 50 metri.

https://www.focus.pl/artykul/najglebszy-basen-swiata-otwarto-w-mszczonowie

Fiat X 1/9 – Fiat Voluntas Tua!

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Nel 1899 un gruppo di influenti e benestanti appassionati del nascente automobilismo, dopo diversi mesi di discussioni nel caffè di Madame Brunello a Torino, decisero di costituire una fabbrica di automobili. Tuttavia all’ultimo momento Michele Lanza, uno dei futuri soci con una precedente esperienza nella produzione di autovetture e ben consapevole delle difficoltà tecniche a cui si andava incontro, decise di ritirarsi e abbandonò il rischioso sodalizio. 

Il suo posto venne preso da un appena trentatreenne tenente della cavalleria e entusiasta di nuove tecnologie: Giovanni Agnelli. La società, con capitale iniziale di 800.000 lire, fu chiamata Fabbrica Italiana di Automobili, e solo dopo un paio di mesi venne aggiunto all’acronimo già esistente anche ‘Torino’ creando così la FIAT. Per iniziare, non avendo nessuna esperienza pratica nel settore, i soci decisero di acquistare una piccola azienda torinese Accomandita Ceirano & C. che in quegli anni aveva ottenuto non pochi successi. I primi otto esemplari prodotti nello stesso anno furono del modello 3½ HP e rispecchiavano le vetture dei fratelli Ceirano.

Agnelli, a seguito di una serie di conflitti con i soci, nel 1906 assunse quasi integralmente la proprietà della casa automobilistica. Fin dall’inizio sostenne che la motorizzazione in breve tempo si sarebbe trasformata in enormi flussi di capitale, grande migrazione e considerevoli cambi sul mercato del lavoro. Non voleva che la sua FIAT fosse una tra le tante fabbriche di automobili che furono costituite in quegli anni, laboratori dove le parti del motore e il telaio venivano assemblati manualmente per poi, come prodotto intermedio, essere ulteriormente lavorate da aziende esterne che si occupavano della carrozzeria a seconda del gusto del cliente benestante. L’intenzione di Agnelli era quella di creare una produzione completa delle autovetture, pronte per essere vendute al pubblico di massa. La sua visione dei metodi e della direzione della società era condivisa da Henry Ford. I due si incontrarono nel 1906 e subito vennero legati da una forte amicizia.

Nel 1910 la fabbrica FIAT ha prodotto 1.780 autovetture, ma un vero e proprio successo lo vediamo nel 1912 dopo la seconda visita di Agnelli nella fabbrica di Ford durante la quale riscoprì la famosa catena di montaggio sul modello T. Le prime manifestazione del nuovo metodo di produzione, anche se su una scala minore, vennero introdotte da Marc Isambard Brunel nel 1902, nella fabbrica di Portsmouth in Inghilterra. Dopo il ritorno dagli Stati Uniti, Agnelli, decise di introdurre una prima catena di montaggio italiana, piuttosto primitiva, ma che vide uscire dalla fabbrica modelli quali la B2 e la Fiat Tipo Zero. Il nuovo sistema di produzione diede subito i suoi frutti ponendo la FIAT all’avanguardia tra le industrie automobilistiche europee e già nel 1920 vi apparvero sulle strade più di 14.000 vetture nuove con il marchio FIAT. Nel 1930 l’Italia era al quinto posto tra i maggiori produttori di automobili, i numeri sono i seguenti: Stati Uniti 3.355.000, Inghilterra 235.000, Francia 222.000, Germania 70.000, Italia 37.000. La Polonia, dopo dodici anni dall’indipendenza, poteva solo sognare un simile risultato e produceva 500 automobili l’anno.

La maggior parte delle automobili italiane del tempo furono realizzate dalla FIAT nel modernissimo ed enorme stabilimento produttivo su cinque piani di Lingotto, inaugurato nel 1923. Progetto dell’ingegnere Mattè-Trucco che nonostante l’applicazione delle soluzioni utilizzate da Ford, ha fatto sì che la fabbrica della FIAT fosse unica nel suo genere. Il pianoterra era destinato all’assemblaggio delle automobili mentre le tappe successive venivano svolte man mano sui piani sempre più alti, fino ad arrivare sul tetto, dove l’automobile pronta veniva sottoposta al test sulla pista di prova ovale della lunghezza di 1.100 metri.

È proprio lì che nacque l’automobile che rivoluzionò l’Italia nel periodo tra le due guerre, ovvero la FIAT 508 Balilla della quale furono prodotti 112.000 esemplari. Oltre alla produzione automatizzata, un altro asso nella manica nei confronti della concorrenza era costituito dal sistema di vendita delle autovetture e dall’abbordabile costo della concessione delle licenze per la fabbricazione dei suoi modelli all’estero. Sotto la licenza FIAT sono state fabbricate autovetture in Francia, Germania, Spagna, Russia (allora l’URSS), ex Jugoslavia, nonché Turchia, Brasile e Argentina. Nel 1921 la FIAT stipulò un accordo anche con la Polonia, nonostante ciò la produzione polacca di Balilla ebbe inizio solo nel 1932 e a differenza di altri paesi, era l’unica a essere autorizzata a utilizzare il marchio stesso della FIAT. A quel tempo la FIAT era l’unico produttore al mondo che esportava la maggior parte della produzione all’estero, circa il 60%, il che fece sì che diventò un marchio globale.

Al Lingotto tra il 1972 e il 1982, quindi fino al momento della chiusura della fabbrica, si produce il modello X 1/9. Un’autovettura piccola, snella e a prezzo accessibile in questo segmento di mercato, una classica miscela di caratteristiche proprie della FIAT che la portarono a conquistare il grande pubblico. Ciò nonostante, il successo non fu immediato. Nel 1969 Nuccio Bertone mostrò alla dirigenza il modello che avrebbe dovuto sostituire la FIAT 850 spider. Il prototipo, creato da Marcella Gandini, fu caratterizzato da una forma a cuneo, tipo targa che ricordava per la sua struttura un motoscafo, soprattutto dopo la rimozione del tetto rigido in uno dei due bauli e ancor più, poiché fissata sopra da un arco massivo. Per la prima e l’unica volta il motore fu posizionato davanti all’asse posteriore, cioè centralmente. Fu una soluzione poco pratica in termini di servizio, ma che consentiva un’uniforme distribuzione del peso del veicolo e in più aumentava lo spazio utilizzabile in un’auto così piccola.

Il serbatoio del carburante e la ruota di scorta furono posizionate tra il motore e i sedili, mentre i fari a scomparsa conferivano alla vettura un aspetto sportivo. Per i dirigenti tradizionalisti della FIAT era un progetto troppo avanguardistico e non adeguato alla linea del marchio, per questo motivo la proposta di Gandini fu rigettata. Qui la storia del X 1/9 si sarebbe potuta concludere se non fosse per l’intervento di Gianni Agnelli, nipote di Giovanni e dal 1966 anche presidente della FIAT, che dopo aver visto il progetto, tra l’altro del tutto per caso, ne rimase stupito e decise di farne un degno successore dell’eccezionale 850 Spider, non lasciando ai dirigenti nessun’altra scelta che accettare e dire “Fiat Voluntas Tua!”.

Ogni azienda prima di lanciare un prodotto sul mercato con il nome definitivo gli dà un nome in codice anonimo, come per esempio fu per la Lancia Montecarlo [X1/20] o la Fiat Ritmo [X1/38]. Per quanto riguarda la X 1/9, per sottolineare il suo design originale e del tutto differente dalle caratteristiche standard fino ad allora proposte ai clienti del marchio torinese, fu deciso di lasciare il codice. La fabbricazione ebbe inizio nel 1972 nello stabilimento produttivo di Bertone a Grugliasco, dove ogni giorno venivano prodotti 110 telai. Successivamente i telai venivano trasportati al Lingotto dove si completava il montaggio delle autovetture.

La X 1/9 era un’auto suscettibile alla ruggine con gli elementi interni montati male e il motore rumoroso, ma nonostante questi peccati mortali si vendeva molto bene. Tra il 1972 e il 1982 furono venduti circa 140.000 esemplari, mentre quando la FIAT ne cessò la produzione a continuare fu la fabbrica Bertone con altri 20.000 esemplari. A cosa è dovuto questo successo clamoroso? Probabilmente il desiderio che ognuno di noi ha, ovvero quello di possedere un’auto sportiva, anche se non troppo pratica, ma fonte di forti emozioni e con una spruzzata di lusso e non di meno per il piacere della guida. Infatti su un poster americano della X 1/9 del 1979 vediamo lo slogan “Qual’è il prezzo della vanità?” e la rappresentazione di tutti e cinque i modelli a motore posteriore centrale disponibili sul mercato americano al momento. Sullo sfondo la Maserati Bora al prezzo di 40.000 dollari, poi la Ferrari 308 GTS pure a 40.000 dollari, la Lamborghini Countach a 85.000 dollari e la Lotus Esprit a 26.000 dollari, mentre in primo piano attira l’attenzione l’accattivante FIAT X 1/9 a soli 7.167 dollari!

Pensando alla visione di Gianni Agnelli e in seguito alla realizzazione della stessa si ha l’impressione che avesse compiuto un istantaneo viaggio nel tempo, quasi come se si fosse trasferito negli anni ’30 nel momento del grande successo della FIAT. Possiamo anche chiederci cosa sarebbe accaduto se questo viaggio avesse raggiunto il 1945. Dopo la Seconda Guerra Mondiale Giovanni Agnelli fu accusato di collaborazione fascista e in seguito a ciò gli venne vietato l’accesso alla propria fabbrica.

Maria Sole Agnelli richiama con tristezza e rimorso questi avvenimenti. Nonostante il nonno (morto d’infarto il 16 di dicembre del 1945), fosse ripulito dalle accuse, le autorità proibirono alla processione funebre celebrata in seguito alla sua morte di fermarsi davanti all’entrata della fabbrica FIAT. La stessa fabbrica alla quale dedicò tutta la sua vita e la quale fu un tempo la forza trainante dell’economia italiana, nonché un faro che illuminò la strada alle future generazioni degli imprenditori italiani.

Tornando a noi, se pensiamo ipoteticamente al viaggio nel tempo, possiamo domandarci cosa sarebbe accaduto se Giovanni Agnelli si fosse trasferito nell’anno 2016  e ci avesse promesso un milione di auto elettriche, allora sicuramente le avremmo già guidate o al contrario, da grande visionario che era, no lo avrebbe neanche menzionato.

Il modello che mostriamo è una Minichamps realizzata con una estrema cura dei dettagli. Il modellino ha tutte le aperture, comprese i fari e il tetto. È una versione del 1974 con una vernice rossa senz’altro piacevole per l’occhio, anche se su quasi tutti i materiali pubblicitari del tempo veniva rappresentato con una vernice verde chiaro numero 358.

Anno di produzione: Fiat (1972–1982) / Bertone (1982–1989)
Esemplari prodotti: 164 000
Tipo motore: 4 cilindri in linea
Cilindrata:1290 cm3
Potenza / Coppa: 74 KM / 6600
Velocità massima: 172 km/h
Accelerazione 0-100 km/h (s): 12,5
Cambio: 4
Peso a vuoto: 880 Kg
Lunghezza: 3830 mm
Larghezza: 1570 mm
Altezza 1170 mm
Passo: 2202 mm

traduzione it: Natalia Kogut

Kościński: l’OCSE valuta positivamente l’economia polacca

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“Nel suo nuovo rapporto l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) valuta positivamente l’economia polacca. Il calo del Pil polacco nel 2020 sarà più basso di come aspettavamo”, ha informato il ministro delle finanze Tadeusz Kościński. Secondo l’OCSE il Pil polacco sarà in calo del 3,5% e nei prossimi anni il Pil crescerà del 2,9% nel 2021 e del 3,8% nel 2022. “Possiamo dire che l’economia polacca sarà tra le economie meno colpite dalla crisi causata dalla pandemia. OCSE indica che non dovremmo stringere la politica fiscale troppo presto perché ciò potrebbe impedire lo sviluppo”, ha aggiunto Kościński. OCSE ha espresso giudizio positivo dell’agire polacco nell’ambito della politica fiscale e monetaria. Secondo l’organizzazione l’economia globale tornerà al livello del periodo precedente alla pandemia alla fine del 2021, ma il processo non sarà uguale in tutti i paesi. La Cina sarà tra le economie con lo sviluppo più grande (nel 2021 il Pil cinese ammonterà al 8%), mentre il Pil statunitense prima diminuirà del 3,7% nel 2020, ma poi aumenterà del 3,2% nel 2021. Il calo del Pil dell’Eurozona sarà del 7,5%, ma poi aumenterà del 3,6% nel prossimo anno.

https://polskieradio24.pl/42/273/Artykul/2630416,Znamy-nowy-raport-OECD-Koscinski-organizacja-dobrze-ocenia-nasza-gospodarke

Museo della grande carestia in Ucraina realizzato da un architetto polacco

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Mirosław Nizio, architetto polacco, co-ideatore del progetto di costruzione e mostra del Museo della Grande Carestia di Kiev, ritiene che si tratti di un progetto difficile non solo in termini di architettura, ma anche per ragioni emotive, soprattutto perché questi ricordi del passato devono poi essere tradotti in architettura e mostra. Il museo è costruito su un pendio sopra il fiume Dnepr, vicino a uno dei monasteri ortodossi più importanti del paese e ad un monumento dedicato alle vittime della Grande Carestia. Secondo Nizio sarà un museo speciale perché realizzato in modo molto concettuale, senza buoni e cattivi ma che cerca di mostrare la verità e si apre alla realtà. L’architetto ha affermato che nei suoi progetti cercava di utilizzare il simbolismo della memoria, e la costruzione di questo luogo è diventata il suo compito e destino per realizzare qualcosa di molto importante e unico. L’ubicazione dell’edificio e il corpo stesso hanno una dimensione simbolica. La crepa nel tetto dell’edificio e il suo spostamento rivelano la verità, e la luce che esce dall’interno è una testimonianza della sua scoperta, mentre la copertura del tetto con l’erba e la struttura dell’edificio dall’esterno e dall’interno fanno pensare alla tettonica del terreno ucraino. La narrazione della mostra è attualmente sviluppata da storici e curatori in Ucraina, ma è un processo lungo che può richiedere fino a un altro anno e mezzo, perché la narrazione non può essere solo storica, ma dovrebbe anche introdurre temi internazionali e sollevare questioni come le cause della tragedia, apprendere la verità , memoria e identità. L’apertura del museo era prevista per il 2022, ma la situazione pandemica ha rallentato i lavori. La Grande Carestia in questione ha colpito l’Ucraina nel 1932-1933, periodo in cui morivano fino a 25.000 persone al giorno. È successo in uno dei paesi più fertili d’Europa in tempo di pace, quando l’URSS esportava enormi quantità di grano. In Ucraina, il grano e poi tutto il cibo sono stati confiscati dalle autorità. Nel 1932 nell’URSS è stata introdotta una legge sulla protezione della proprietà statale, che consentiva di sparare a una persona anche per aver preso un solo chicco di grano. Secondo gli storici, la carestia è stata causata artificialmente per spezzare la resistenza contadina alla collettivizzazione. In definitiva, si stima che la Grande Carestia abbia causato diversi milioni di vittime.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C765148%2Cpolski-architekt-o-budowie-muzeum-wielkiego-glodu-na-ukrainie-bardzo-trudny

Zennaro (Welcomeasy): “Lasciate carta e penna e digitalizzatevi”

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Fonte: welcomeasy.app

Ottimizzare le proprie risorse è la prima cosa da fare per tenere in piedi un’attività suggerisce Paolo Zennaro Ceo di Welcomeasy, la startup dell’hospitality che fa risparmiare tempo a proprietari e property manager.

“Il customer journey che un cliente compie quando arriva in un appartamento o in un B&B è ormai completamente digitale. L’ospite cerca la struttura su Internet, legge recensioni, prenota su portali online, paga con carta di credito. Poi arriva a destinazione e spesso si ritrova un host che gli chiede di fare una fotocopia al documento di identità per effettuare il check-in (…) Dobbiamo sempre ricordarci che l’ospitalità non si riferisce solo alla permanenza in struttura, ma comprende tutta una serie di fasi importantissime: prenotazione, check-in, soggiorno, check-out, fino a quando l’ospite riparte. Il nostro lavoro è perfetto soltanto se siamo in grado di gestire al meglio ognuno di questi momenti, nessuno escluso. Dotarsi di strumenti digitali, in grado di ottimizzare il proprio lavoro oggi non è più un’opzione, ma fa parte di un percorso di professionalizzazione fondamentale per risultare competitivi e quindi, sopravvivere.”

Sito web: www.welcomeasy.app

Fonte: https://www.wallstreetitalia.com/news/zennaro-welcomeasy-lasciate-carta-e-penna-e-digitalizzatevi/

Workshop digitale sulla cooperazione energetica tra Italia e Polonia

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L’Ambasciata d’Italia a Varsavia, in collaborazione con l’Agenzia ICE, ha organizzato per mercoledì 2 dicembre alle ore 10 un workshop online dal titolo “Poland and the Challange of Energy Transition. Building a Partnership with Italy”, con l’obiettivo di aprire nuove strade di cooperazione tra Italia e Polonia nel settore energetico. “Il Governo di Varsavia ha avviato un ambizioso percorso volto alla riconversione dal carbone, da cui è fortemente dipendente, a fonti più pulite ed efficienti. In questo contesto, l’Italia vuole proporsi come interlocutore privilegiato, mettendo a disposizione le eccellenze ed il “know-how” maturati nel tempo dal proprio sistema imprenditoriale”, ha dichiarato l’Ambasciatore d’Italia in Polonia, Aldo Amati. L’evento sarà aperto dal Sottosegretario agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale, Manlio Di Stefano, dal Plenipotenziario del Governo polacco per lo sviluppo dell’Infrastruttura Energetica Strategica, il Segretario di Stato Piotr Naimski, e dal Viceministro del Clima polacco, Adam Guibourge’-Czetwertynski. Previsto anche un intervento del Direttore Generale dell’ICE, Roberto Luongo. “Siamo di fronte a una vasta gamma di sinergie – aggiunge l’Ambasciatore Amati – e quindi abbiamo voluto creare uno spazio articolato in diversi panel attraverso il quale grandi aziende, rappresentanti istituzionali e associazioni di categoria dei nostri due Paesi potranno presentare i rispettivi piani di sviluppo e confrontarsi concretamente sulle modalità per rafforzare la collaborazione in segmenti particolarmente promettenti quali gas, fotovoltaico, eolico, biomasse e idrogeno. Vogliamo far parlare tra loro i principali attori del sistema e creare in questo modo le condizioni per lo sviluppo ulteriore di business che arricchirebbero ulteriormente lo scambio bilaterale ”. All’evento è prevista la partecipazione dei principali gruppi italiani quali Eni, Enel, Saipem, Erg, Maire Tecnimont e Snam mentre, dal lato polacco, hanno aderito all’iniziativa le più rilevanti aziende del settore tra cui PKN Orlen, PGNiG, Lotos, Gaz System, PGE e TGE. Il link attraverso il quale le aziende interessate possono registrarsi come spettatrici all’evento è il seguente: https://forms.gle/YLT2gcK4AFAADMtR9

Comicità, metafumetto e scienza. Leo Ortolani da “Rat-Man” ai graphic novel

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Uno dei fumettisti italiani più celebri e apprezzati è da più di ventʼanni Leo Ortolani, autore della popolarissima serie “Rat-Man”. Il trentennale percorso artistico di Ortolani è segnato proprio dal suo personaggio più famoso e dalle sue innumerevoli versioni alternative create nel corso degli anni.

Nato a Pisa nel 1967 ma cresciuto a Parma, dove tuttora vive, Leonardo Ortolani esordì come fumettista nel 1990, quando la rivista di fumetti “LʼEternauta” pubblicò la sua prima breve storia di Rat-Man, una parodia del “Batman” di Tim Burton. Il personaggio è estremamente goffo, sfortunato, sciocco, ignorante ed egoista, il contrario di quello che un supereroe dei fumetti dovrebbe essere; e forse è proprio su questo che si basa il suo successo. Negli anni seguenti Leo continuò a pubblicare su varie riviste e fanzine: oltre ai nuovi episodi di “Rat-Man”, realizzò anche diverse serie di strisce umoristiche, tra cui “Lʼultima burba”, ispirata alla sua esperienza durante il servizio militare. Sempre nella prima metà degli anni Novanta Leo disegnò altre parodie di film celebri, come “Casablanca” o “Lo squalo”. Queste prime opere erano ancora molto acerbe dal punto di vista artistico, ma contenevano già molti degli elementi che avrebbero fatto la fortuna del fumettista parmense negli anni successivi.

Un elemento caratteristico e immediatamente riconoscibile dei disegni di Ortolani sono i cosiddetti “musi da scimmia”. Questa peculiarità grafica risale alla sua infanzia, quando creava i suoi primi fumetti e aveva difficoltà a disegnare i visi delle persone. Da adulto Leo decise di mantenere i “musi da scimmia” in tutta la sua produzione, rendendoli il proprio marchio di fabbrica. Nonostante la grande evoluzione artistica di Ortolani negli ultimi trentʼanni, i suoi disegni conservano ancora molti elementi tipici delle strisce umoristiche: i personaggi hanno quattro dita per mano e sono raffigurati in modo caricaturale. Dietro lʼapparente semplicità del tratto, tuttavia, si cela uno stile molto complesso.

Lʼanno di svolta per Ortolani fu il 1997, con il passaggio allʼeditore Marvel Italia (oggi Panini Comics), che iniziò a pubblicare le avventure di Rat-Man. Così, da autore cult e di nicchia, Leo divenne ben presto unʼautentica superstar del fumetto italiano. Dopo i primi numeri che ristampavano i vecchi episodi accompagnati da storie crossover in cui Rat-Man incontrava i più noti personaggi Marvel, Ortolani iniziò a realizzare regolarmente nuovi episodi sempre più lunghi, trasformando la serie da opera puramente comico-demenziale in una vera e propria saga, dotata di una complessa continuity narrativa sul modello dei fumetti americani.

Un elemento fondamentale delle sceneggiature e dei disegni di Leo è lʼispirazione ai fumetti Marvel degli anni Sessanta, su tutti “Fantastic Four” di Stan Lee e Jack Kirby. Nei suoi disegni lʼartista riesce a coniugare lo stile comico e caricaturale delle sue prime opere con quello visionario, epico ed estremamente dinamico di Jack Kirby, uno dei padri del fumetto di supereroi americano. Le avventure di Rat-Man si sono concluse nel 2017 con il numero 122 del bimestrale: il ciclo finale, composto da dieci lunghi episodi, riepiloga e in alcuni punti rovescia completamente decenni di storie del personaggio, dando un degno finale alla saga. I toni epici e spesso oscuri di questo ciclo conclusivo, però, non mettono affatto in secondo piano lʼelemento umoristico. Un terzo importantissimo elemento è quello del metafumetto: in molti episodi Rat-Man e altri personaggi sono consapevoli di essere protagonisti di una storia disegnata, mentre lo stesso Leo compare spesso nelle sue opere, commentando le proprie scelte artistiche e ironizzando non poco sulla propria persona (in particolare sulla sua formazione universitaria di geologo).

Oltre a “Rat-Man”, Ortolani ha creato anche diverse altre opere, anche se nella maggior parte di esse appare comunque il suo personaggio più famoso, o perlomeno un suo alter ego. Spesso sono parodie, amatissime dai fan, di celebri saghe cinematografiche e altri kolossal hollywoodiani, da “Star Wars” a “Il Signore degli Anelli”, passando per “Alien”, “300”, “Avatar” e la serie “The Walking Dead”, fino a “Harry Potter”, che Leo ha incrociato con la saga di “Twilight”. Agli anni Novanta risale invece “Venerdì 12”, serie tragicomica pubblicata per anni in appendice a “Rat-Man”.

Tomasz Skocki, l’autore dell’articolo

In anni recenti, dopo aver concluso la lunga saga di Rat-Man, Ortolani ha realizzato alcuni graphic novel in cui recupera popolari elementi e personaggi della serie. Il volume “Cinzia”, del 2018, è dedicato allʼomonimo personaggio transessuale, tra i protagonisti più amati di “Rat-Man”. Nel 2017 e nel 2019, in collaborazione con lʼAgenzia Spaziale Italiana e quella Europea, Leo disegna due lunghi graphic novel sulla storia dellʼesplorazione dello spazio, unendo la sua tipica comicità alla divulgazione scientifica. Nel 2020 esce un volume dedicato ai rettili preistorici, “Dinosauri che ce lʼhanno fatta”, a cui segue “Andrà tutto bene”, raccolta delle popolarissime strisce quotidiane pubblicate su Facebook e Instagram nel periodo dellʼemergenza coronavirus.

foto: Sławomir Skocki, Tomasz Skocki

[Aggiornamento 26.11.2020] Situazione attuale in Polonia rispetto all’epidemia di COVID-19

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Mentre nel mondo sono stati superati i 60 milioni di casi totali, negli ultimi giorni in Polonia si sono registrati ancora numeri in crescita per i casi di COVID-19, anche se la velocità di diffusione dell’epidemia diminuisce.

Il numero complessivo dei malati attivi è salito a 430.675, di cui in gravi condizioni 2.109, ovvero circa lo 0,5% del totale. Gli ultimi dati al 26 Novembre mostrano un numero di nuovi casi di 16.687, con 580 morti.

Il numero delle vittime nell’ultima settimana è stato alto, ovvero 3.480 morti dal 19 novembre.

Il Voivodato della Slesia (1.824), la Masovia (1.785), la Grande Polonia (1.668), la Varmia-Masuria (1.210), la Cuiavia-Pomerania (1.207) e la Bassa Slesia (1.112), sono i Voivodati maggiormente interessati dai nuovi casi.

numeri dell’epidemia destano preoccupazione anche se scende la pressione sulle strutture sanitarie polaccheAttualmente sono 38.671 i posti letto per pazienti COVID-19, di cui occupati 21.636 (in calo rispetto alla settimana scorsa), mentre le terapie intensive sono 3.060, di cui occupate 2.109.

Tutto il territorio polacco è zona rossa con chiusura di bar, ristoranti, palestre, cinema, teatri, centri commerciali, con alcune eccezioni e la presenza di diverse restrizioni sul numero di persone consentite e l’esercizio degli hotel. Bar e ristoranti possono effettuare il solo servizio di asporto.

Sono state stabilite le linee guida del piano per i prossimi 100 giorni, vincolato ai casi registrati ed è stato inoltre presentato lo scudo Tarcza Finansowa PFR 2.0, che darà ulteriori aiuti per 35 miliardi di pln alle aziende polacche nei settori maggiormente in difficoltà.

Si raccomanda di limitare gli spostamenti e monitorare i dati epidemiologici nel caso di viaggi programmati da e verso la Polonia, per il rischio di possibili nuove restrizioni sui voli e gli spostamenti.

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Informazioni per i cittadini italiani in rientro dall’estero e cittadini stranieri in Italia tra cui le risposte alle domande:

  • Ci sono Paesi dai quali l’ingresso in Italia è vietato?
  • Sono entrato/a in Italia dall’estero, devo stare 14 giorni in isolamento fiduciario a casa?
  • Quali sono le eccezioni all’obbligo di isolamento fiduciario per chi entra dall’estero?
  • E’ consentito il turismo da e per l’estero?

Per gli spostamenti da e per l’Italia a questo link le informazioni del Ministero degli Esteri:
https://www.esteri.it/mae/it/ministero/normativaonline/decreto-iorestoacasa-domande-frequenti/

La situazione Polonia verrà aggiornata all’indirizzo: www.icpartners.it/polonia-situazione-coronavirus/

Per maggiori informazioni:
E-mail: info@icpartnerspoland.pl
Telefono: +48 22 828 39 49
Facebook: www.facebook.com/ICPPoland
LinkedIn: www.linkedin.com/company/icpartners/

Il cuoco campione del mondo Enrico Derflinger a Varsavia

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

In occasione della V Settimana della cucina italiana nel Mondo, nell’impossibilità di organizzare promozioni a tutto campo nei ristoranti chiusi per le restrizioni dovute alla pandemia di Covid-19, l’ambasciata italiana a Varsavia ha portato nella capitale polacca Enrico Derflingher, uno dei più bravi cuochi del mondo, nonché presidente di Euro-Tocques, associazione che si spende per la difesa della qualità degli alimenti. Derflingher, già campione del mondo degli chef nel 2008, è stato protagonista di una lunga intervista sul maggiore quotidiano polacco “Gazeta Wyborcza” e poi della trasmissione televisiva “Dzien dobry TVN” in cui ha invitato i polacchi a fare attenzione alla vera cucina italiana e alla autenticità dei prodotti italiani. “Come Euro-Toques stiamo portando avanti al Parlamento europeo una importante battaglia perché ciascun prodotto in vendita abbia un codice QR che consenta di rintracciare l’origine dei prodotti”, ha spiegato Derflingher, che ha poi partecipato ad un webinar con gli studenti del maggiore istituto alberghiero di Varsavia, moderato dal direttore dell’Istituto italiano di cultura, Roberto Cincotta, e quindi è stato intervistato dalla rivista bilingue “Gazzetta Italia”, media di riferimento per la comunità italiana in Polonia. Nell’occasione l’ambasciatore Aldo Amati ha fatto il punto sulla situazione della cucina italiana in Polonia. “La nostra cucina è la più amata dai polacchi dietro soltanto a quella locale. Nelle maggiori città polacche ci sono oltre duemila ristoranti che offrono cucina italiana ma soltanto una piccola percentuale è di proprietà italiana. Proprio per questo la Settimana della cucina italiana è tradizionalmente dedicata a una ‘funzione pedagogica’ per elevare il livello di educazione gastronomica. Quest’anno, per via del Covid, abbiamo pensato di usare i media per raggiungere le famiglie polacche”. Amati ha poi sottolineato che il lockdown sta incentivando l’ulteriore diffusione delle pizzerie che ha come conseguenza l’arrivo in Polonia di tanti pizzaioli italiani. E mentre alcuni media polacchi hanno definito la pizza il nuovo piatto nazionale polacco, lo stesso prodotto ha consentito a molti ristoratori italiani e polacchi di salvarsi dalle restrizioni per il Covid-19 grazie al cibo d’asporto. La pizza in Polonia rappresenta il 61 per cento degli ordini del “take away”.

(in foto da destra: il cuoco stellato Andrea Camastra, Enrico Derflinger, l’ambasciatore Aldo Amati e il cuoco Anuelo Serra)

 

Webinar: “Proprietà immobiliare industriale e logistica” Kochański & Partners e BNP Paribas

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BNP Paribas Real Estate insieme allo studio legale Kochański & Partners Vi invitano a un webinar coordinato con un gruppo di discussione.

L’incontro si articolerà nelle seguenti parti:

  • Immobili industriali e logistici – sintesi dei dati di mercato per il terzo trimestre 2020.
  • Condizioni legali al tempo della pandemia COVID-19 che influenzano lo sviluppo del
    commercio elettronico e la domanda di spazio di magazzino.
  • Sale & Leaseback come metodo alternativo di finanziamento di nuovi investimenti – aspetti pratici e legali.
  • Discussione.

L’incontro si terrà sulla piattaforma Zoom sotto forma di riunione.
Ciò significa che ogni partecipante può accendere il proprio microfono e la webcam e
partecipare alla discussione.
Vi incoraggiamo a partecipare attivamente alla discussione.

All’incontro parteciperanno:

  • Patrycja Dzikowska, Head of Research, BNP Paribas Real Estate,
  • Igor Roguski, Head of Industrial & Logistics, BNP Paribas Real Estate,
  • Michał Pszkit, Board Member, Head of Property Management CEE, BNP Paribas Real Estate,
  • Mateusz Skubiszewski, Head of Capital Markets, BNP Paribas Real Estate,
  • Paweł Cholewiński, Consulente Legale, Partner, Head of Real Estate Practice, Kochański &
    Partners,
  • Weronika Duda, Consulente Legale, Senior Associate of Real Estate, Kochański & Partners.

Data: 26.11.2020
Ore: 11:00 – 12:00
Lingua della riunione: polacco

Registrazione disponibile al seguente link:
https://www.kochanski.pl/pl/nieruchomosci-logistyczno-przemyslowe/?zaproszenie=i

Più informazioni: https://www.kochanski.pl/pl/nieruchomosci-logistyczno-przemyslowe/