Dopo Katrina tocca a Sandy a ricordare all’America quanto inquina

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Edoardo Zarghetta

Sarà un caso che gli Stati Uniti d’America, il paese al mondo che inquina di più in termini di emissione di CO2, sia anche lo stato più colpito da fortissimi uragani? Mentre si contano i danni di questi fenomeni meteo sempre più  frequenti e distruttivi, in America si parla del fatto che il paese è responsabile del 25% delle emissioni di CO2 globali con solo il 4.5% della popolazione mondiale?

Il trend climatico negativo continua ormai da qualche anno; tra settembre e ottobre uno o più uragani si abbattono sulla costa atlantica degli USA portando distruzione e miseria, come fu il clamoroso caso dell’uragano Katrina nel 2005 e come si sta ripetendo in queste ore con l’uragano Sandy.

Gli scienziati dell’IPCC, l’Agenzia Inter-Governativa sul cambiamento climatico presso le Nazioni Unite, non hanno dubbi sugli effetti dell’inquinamento sul cambiamento climatico ed il peggioramento delle condizioni meteorologiche che ne seguono. Gli studi dimostrano che il riscaldamento degli oceani in particolare è il maggiore responsabile dell’incremento della violenza delle tempeste tropicali che si abbattono sui paesi che si affacciano sull’Oceano Atlantico, (Canda, USA, Caraibi).

Ma in questi anni di tragedie annunciate, poco è stato fatto negli Stati Uniti per ridurre i livelli d’inquinamento che vengono emessi nell’aria, acqua e nel suolo. Nel 2011 gli USA erano ancora il maggior produttore al mondo di CO2, di rifiuti urbani e nucleari ed il paese con il maggior numero di specie animali in via d’estinzione.

È una conoscenza diffusa nel mondo che negli USA lo sviluppo economico è l’unica vera priorità  politica; l’economia è il tema sul quale si confrontano i candidati per elezioni presidenziali di questo Novembre. L’America ha bisogno di posti di lavoro, e per questo non accetta alcuna restrizione alla politica industriale, come sarebbe potuto accadere in caso di ratifica del protocollo di Kioto, sul contenimento delle emissioni di CO2.

Non riesce ad affermarsi in America la convinzione che le energie rinnovabili e la conservazione energetica possano costituire la base di un duraturo sviluppo economico, come accadde negli anni novanta con l’arrivo delle tecnologie informatiche, che vedono gli USA ancora leader mondiali (vedi Apple e Google).

Forse, l’abbattersi di fenomeni climatici distruttivi di questa portata su New York contribuirà a far prendere coscienza agli americani che diventare il motore della sostenibilità ambientale potrà contribuire alla ricchezza del paese attraverso la creazione di nuove industrie, posti di lavoro e la riduzione dei costi di riparazione dei danni da disastri ambientali.

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