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Divieto di pubblicità per la carne? Si accende il dibattito

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

“Abbiamo il divieto di pubblicità e promozione delle sigarette, ora è il momento di vietare la promozione di carne, latte e latticini”, ha scritto su Twitter l’europarlamentare Sylwia Spurek. La sua dichiarazione ha suscitato grande scalpore sui social media. Infatti, oggi si parla sempre di più della limitazione del consumo dei prodotti di origine animale. L’idea simile la sostiene, tra l’altro, anche Greenpeace tedesco. L’europarlamentare polacca ha sottolineato che quel divieto si sarebbe dovuto introdurre molto tempo fa, visto che ci sono tanti prodotti alimentari che nuocciono la salute della gente e il clima, causando inoltre la sofferenza degli animali. Tuttavia, nel dibattito sono intervenuti anche i rappresentanti dei produttori di carne. Polpig (Associazione degli imprenditori e produttori di carne suina) ha evidenziato che la carne rimane un prodotto molto rilevante per l’agricoltura polacca e il divieto della sua pubblicità potrebbe essere molto rischioso per questo settore. Inoltre, il direttore di Polpig, Aleksander Dargiewicz, dato il ricevimento negativo dell’idea sui social media, evidenzia che la proposta dell’eurodeputata rappresenta le convinzioni di una minoranza. L’associazione non si riferisce affatto all’impatto della produzione di carne sull’ambiente. Stephanie Töwe, responsabile per l’agricoltura in Greenpeace, ha sottolineato, invece che ci sono tante pubblicità di carne che attraggono i clienti con i prezzi bassi, ma non indicano i costi ed effetti reali del suo consumo. L’allevamento degli animali, e particolarmente delle vacche, emette enormi quantità di gas ad effetto serra e diventa pertanto uno di responsabili della crisi climatica. Ogni anno gli allevamenti delle vacche generano 5 giga-tonnellate di gas ad effetto serra. La Cina, ad esempio, emette 10,2 giga-tonnellate di quei gas in totale, gli Stati Uniti, invece, 5,3 giga-tonnellate.
https://www.money.pl/gospodarka/zakaz-reklam-miesa-producenci-zabieraja-glos-6611332374326144a.html

La musica italiana e le altre lingue

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La musica leggera italiana è sempre stata orientata principalmente al pubblico nazionale: le canzoni in inglese o in altre lingue straniere possono essere considerate lʼeccezione anziché la regola. Questo non toglie, comunque, che nel corso degli anni siano nati molti brani di artisti e gruppi italiani cantati, per esempio, in inglese o in spagnolo, così come non sono rari i casi di canzoni che mescolano in varia misura lʼitaliano con altri idiomi.

Tra gli anni Cinquanta e i Sessanta anche in Italia vi fu il boom del rock and roll, ma, nonostante le evidenti influenze anglo-americane a livello musicale, nei testi di Adriano Celentano, di Gianni Morandi o di band come i Nomadi dominava la lingua italiana. Nei primi anni Settanta ebbero grande successo gruppi appartenenti al genere del rock progressivo, come la Premiata Forneria Marconi (PFM) o il Banco del Mutuo Soccorso, che raggiunsero una certa fama anche allʼestero. I musicisti incisero versioni in inglese di alcuni loro brani e, in qualche caso, di interi album, ma i loro dischi più apprezzati rimangono a tuttʼoggi quelli in lingua italiana.

Il periodo di svolta per quanto riguarda lʼuso dellʼinglese nelle canzoni italiane sono sicuramente gli anni Ottanta, con lʼavvento del sottogenere della musica pop noto come euro disco e in particolare dellʼitalo disco. In questofilone possiamo inserire canzoni kitsch a incredibilmente popolari come “One for You, One for Me” del duo La Bionda o “Boys (Summertime Love)” di Sabrina Salerno. Il ricorso allʼinglese, ovviamente, garantiva un maggiore appeal commerciale e una più ampia popolarità allʼestero. I Righeira, anchʼessi un duo italiano, pubblicarono unʼaltra celeberrima canzone di quel periodo, stavolta con il testo in lingua spagnola: “Vamos a la playa”. Un caso particolare è quello del cantante pop Raf, la cui canzone del 1984 “Self Control” ottenne un notevole successo a livello internazionale ma è oggi ricordata soprattutto nella versione della cantante americana Laura Branigan. Non va poi dimenticato che anche il rapper Jovanotti debuttò nel 1988 con un album interamente in inglese.

Tomasz Skocki

La produzione di canzoni pop e dance con testi in inglese proseguì negli anni Novanta, ad esempio con il trio torinese Eiffel 65. Alla fine del decennio risale invece lʼesordio della cantautrice Elisa, i cui brani sono per la maggior parte cantati in inglese, pur non disdegnando lʼitaliano, come nel famoso singolo del 2001 “Luce (tramonti a nord est)”. Non mancano, inoltre, brani in cui lʼitaliano si mescola ad altre lingue. Un esempio interessante è lʼironica canzone “Cuccurucucù” del cantautore siciliano Franco Battiato, uscita nel 1981. La parte finale del brano è un collage di canzoni inglesi e americane, come “Lady Madonna” dei Beatles, “Ruby Tuesday” dei Rolling Stones o “Like a Rolling Stone” di Bob Dylan.

I Litfiba, uno dei gruppi più importanti del rock italiano, pubblicarono nel 1985 lʼalbum “Desaparecido”, contenente il brano omonimo dedicato al dramma dei desaparecidos argentini. Molti altri testi della band fiorentina presentano frammenti in spagnolo, particolarmente adatti alle sonorità latineggianti dei brani: per esempio “Vendette”, del 1986, dove il vocalist Piero Pelù canta sangre invece di sangue, o la famosa canzone “El diablo” del 1990, accompagnata da un video musicale ispirato al mondo della corrida spagnola. Il brano “Paname”, pubblicato nel 1988, contiene invece ampie parti in francese. Un altro gruppo post-punk/new wave di metà anni Ottanta furono i CCCP – Fedeli alla Linea, di estrema sinistra fin dal nome, che incisero un brano col ritornello in russo: “A ja ljubju SSSR”, cioè “E io amo lʼURSS”. Tra gli artisti che uniscono inglese e italiano nei loro testi il più famoso rimane Adelmo Fornaciari, meglio noto come Zucchero. Il musicista emiliano, il cui stile è fortemente radicato nel blues, ha inciso non poche canzoni in inglese, anche se molti tra i suoi brani più noti contengono parti in entrambe le lingue. Uno dei singoli più celebri di Zucchero è, “Baila”, uscito nel 2001, nel ritornello mescola spagnolo, italiano e inglese: “baila, baila morena / sotto questa luna piena / under the moonlight”. Unʼaltra famosissima canzone italiana, stavolta decisamente pop, è “Vamos a bailar (esta vida nueva)” del duo Paola & Chiara, uscita nel 2000 e divenuta presto, anche grazie al ritornello in spagnolo, un autentico tormentone sia in Italia che allʼestero.

foto: Sławomir Skocki

Andrzej Horban: la crisi pandemica in Polonia finirà tra pochi mesi

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“Dobbiamo solo affrontare marzo ed aprile, due mesi di epidemia rafforzata”, così si è espresso mercoledì il prof. Andrzej Horban, consigliere principale del Premier polacco per il COVID-19. Horban ha assicurato che, se sarà necessario, le vaccinazioni basate sul mRNA potranno essere velocemente adattate alle nuove mutazioni del coronavirus. Alla domanda di Polsat News sulla terza ondata dell’epidemia, il professore ha risposto che si sapeva che sarebbe arrivata, perché l’aumento delle infezioni da COVID-19 avviene nello stesso periodo dell’aumento delle malattie influenzali, quindi tra la metà di febbraio e l’inizio di marzo. Ed ha aggiunto che siamo ancora lontani dal culmine della terza ondata. Horban ha anche sottolineato che attualmente le infezioni sono aumentate al nord della Polonia, perché al sud del Paese, per esempio in Slesia, dove vi è più densità abitativa, molti hanno già superato questa malattia. Il professore ha anche informato che adesso si ammalano anche persone più giovani, mentre tra gli over 70, la fascia d’età più a rischio, la mortalità arriva al 15-20%. Alla domanda sulla variante britannica del coronavirus, Horban ha chiarito che: “Di solito il virus che viene trasmesso più facilmente, è meno nocivo” ed ha fatto notare che la sua diffusione nel Voivodato della Varmia-Masuria è per il fatto che da questa regione provengono molti polacchi che lavorano in Gran Bretagna e che sono tornati a casa per le Feste; questa variante impiega circa tre mesi per diffondersi. Infine il professore ha indicato che vi sarà l’“immunità di gregge” quando una parte della popolazione avrà superato la malattia (attualmente circa il 10-20% dei polacchi) e dopo che molti saranno stati vaccinati, specialmente gli over 60.

https://www.polskieradio24.pl/5/1222/Artykul/2685908,Koronawirus-w-Polsce-Prof-Horban-jestesmy-u-konca-naszych-klopotow

[Aggiornamento 25.02.2021] Situazione attuale in Polonia rispetto all’epidemia di COVID-19

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In Polonia si sono registrati ancora nuovi casi, con il numero complessivo dei malati attivi in crescita.

Il numero complessivo dei casi attivi è salito a 232.816 (settimana scorsa 214.198), di cui in gravi condizioni 1.375 (settimana scorsa 1.295), ovvero circa lo 0,6% del totale. Gli ultimi dati al giorno 25 febbraio 2021 mostrano un numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore di 12.142 nuove infezioni registrate e 286 morti.

Il numero delle vittime nell’ultima settimana è stato ancora alto, ovvero 1.512 morti dal (in crescita rispetto ai dati della settimana precedente dove si sono registrati 1.405 morti).

Il Voivodato della Masovia (1.984), la Silesia (1.173), la Pomerania (1.112), la Grande Polonia (862), Cuiavia-Pomerania (859), la Bassa Silesia (854) e la Warmia-Masuria (810), sono i Voivodati maggiormente interessati da nuovi casi.

I numeri dell’epidemia sono in crescita, ad oggi sono occupati 13.818 letti da pazienti COVID-19, 1.375 le terapie intensive.

Tutto il territorio polacco è ancora zona rossa con obbligo di mascherine nei luoghi pubblici, anche all’aperto. Sono chiusi bar, ristoranti e palestre, con alcune eccezioni e la presenza di diverse restrizioni sul numero di persone consentite nei negozi, nei centri commerciali e vincoli per l’esercizio dell’attività delle strutture alberghiere. Ristoranti, bar e caffetterie possono effettuare il solo servizio con consegna a domicilio o da asporto. Sono aperti hotel, cinema, teatri, piscine e piste da sci, ma sotto stretto regime sanitario.

In Masuria sono previste ulteriori restrizioni, ovvero chiusura hotel, centri commerciali, teatri, musei, piscine e aree sportive.

Prosegue inoltre la campagna vaccinale che conta circa 3 milioni di persone vaccinate per il COVID-19 in Polonia. Hanno ricevuto il vaccino 2.990.683 persone, di cui 1.959.165 prima dose e 1.031.518 seconda dose.

Per quanto riguarda gli sposamenti, resta in vigore l’obbligo di quarantena di 10 giorni per gli ingressi in Polonia, anche da paesi europei, con mezzi di trasporto organizzati, salvo presentare test COVDI-19 negativo nelle 48 ore precedenti l’ingresso.

Si raccomanda di limitare gli spostamenti e monitorare i dati epidemiologici nel caso di viaggi programmati da e verso la Polonia, per il rischio di possibili nuove restrizioni sui voli e gli spostamenti.

***

Informazioni per i cittadini italiani in rientro dall’estero e cittadini stranieri in Italia tra cui le risposte alle domande:

  • Ci sono Paesi dai quali l’ingresso in Italia è vietato?
  • Sono entrato/a in Italia dall’estero, devo stare 14 giorni in isolamento fiduciario a casa?
  • Quali sono le eccezioni all’obbligo di isolamento fiduciario per chi entra dall’estero?
  • E’ consentito il turismo da e per l’estero?

Per gli spostamenti da e per l’Italia a questo link le informazioni del Ministero degli Esteri:
https://www.esteri.it/mae/it/ministero/normativaonline/decreto-iorestoacasa-domande-frequenti/

La situazione Polonia verrà aggiornata all’indirizzo: www.icpartners.it/polonia-situazione-coronavirus/

Per maggiori informazioni:
E-mail: info@icpartnerspoland.pl
Telefono: +48 22 828 39 49
Facebook: www.facebook.com/ICPPoland
LinkedIn: www.linkedin.com/company/icpartners/

Terza ondata di Coronavirus: voivodato di Varmia e Masuria dichiarato zona rossa

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Il Ministro della Salute Adam Niedzielski ha detto che la terza ondata di coronavirus sta accelerando e l’infezione giornaliera è al livello di 8000 i casi, invece una settimana fa il livello era pari a 6000. Niedzielski ha informato che da sabato in tutto il paese rimarrà lo stesso livello di restrizioni che sono attualmente in vigore. L’unica eccezione è il Voivodato di Varmia-Masuria, dove vogliono che le lezioni nelle classi 1-3 tornino alla modalità remota e le gallerie, i musei, i cinema, gli hotel, le piscine, i campi e gli altri luoghi pubblici saranno nuovamente chiusi. In questo voivodato c’è il più alto tasso di assentimento tra gli studenti nelle scuole, e il tasso di infezioni da coronavirus tra gli insegnanti è di circa il 7%. Il Ministro ha detto che immaginando una quota stabile della mutazione britannica e un livello stabile di comportamento responsabile della società, il picco della terza ondata sarà a un livello medio di 10-12 mila casi. Niedzielski ha affermato che osserviamo un aumento del numero di persone infettate di quasi 1/3 di settimana in settimana e che nell’ultima settimana c’è stato un aumento dell’occupazione dei letti Covid di oltre 1200. Inoltre, scompare la possibilità di sostituire le maschere con le visiere, le sciarpe e gli altri sostituiti, mentre i caschi potrebbero ancora essere utilizzati, ma solo in aggiunta alla maschera. Adam Niedzielski ha incoraggiato l’utilizzo dell’applicazione “Stop Covid” che permette di proteggersi dal coronavirus in modo sicuro ed anonimo.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C821615%2Cnowe-obostrzenia-dotycza-maseczek-wjazdu-do-polski-oraz-wojewodztwa

È morto Aleksander Doba il grande viaggiatore che ha attraversato l’Atlantico in kayak

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Il 22 febbraio è morto Aleksander Doba, canoista e viaggiatore polacco, lo rende noto la sua famiglia sul suo profilo ufficiale Facebook. Doba è stato il primo nella storia ad aver attraversato l’Atlantico da continente a continente da solo in kayak. Aveva 74 anni. È morto come un vero viaggiatore, poco prima di morire, ha raggiunto la vetta più alta d’Africa, il Kilimanjaro, e pertanto ha realizzato il suo sogno più grande. Doba attraversò l’Atlantico da solo tre volte. Per la prima volta partì dalla capitale del Senegal, Dakar il 26 ottobre 2010. Dopo circa 99 giorni e un percorso di 5 394 chilometri arrivò ad Acar in Brasile il 2 febbraio 2011. Il suo secondo viaggio iniziò il 5 ottobre 2013 da Lisbona e questa volta dopo 167 giorni e un percorso di 12 427 chilometri giunse a New Smyrna Beach in Florida. Il suo ultimo viaggio iniziò invece da New York e finì a Le Conquet in Francia. Il viaggiatore da molti anni viveva con la sua famiglia a Police.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C820480%2Cnie-zyje-kajakarz-i-podroznik-aleksander-doba-zmarl-smiercia-podroznika

Zuppetta di moscardini

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Questa zuppetta è adatta a tutte le stagioni si può servire appena tiepida o calda. Semplice da preparare ma molto saporita.

Ingredienti per 4 persone:

400 g moscardini (piccoli polpi ca. 10 cm) si trovano anche surgelati.
600 g polpa di pomodoro di qualità o pomodori pelati (che dovrete tritare finemente)
1 cipolla gialla media
2 spicchi d’aglio
Un pizzico di peperoncino
2 rametti di rosmarino
3-4 rametti di timo
1⁄4 bicchiere di vino bianco.
Pepe, sale, olio evo, acqua q.b.
4 fette grandi di pane casareccio

Procedura:
Tagliare la cipolla e l’aglio a julienne e brasare delicatamente in olio, sfumare con un po’ di vino bianco. In una pentola mettete la polpa di pomodoro, le cipolle brasate con l’aglio e portate a ebollizione. Se troppo densa aggiungere dell’acqua. Cuocere per 2-3 min. da quando bolle. Nel contempo lavate, e se ancora presente, togliete il dente che si trova tra al centro dei tentacoli.

Aggiungete le spezie tritate finemente, regolare di sale e attendete 1 o 2 minuti prima di unire i moscardini. Spegnete il fuoco dopo 1 minuto, il calore della zuppa cuocerà i moscardini. I moscardini rimarranno teneri solo se cuoceranno un paio di minuti. Fate molta attenzione a non cuocere i moscardini a lungo perché diventeranno duri e gommosi.

Prendete le fette di pane e tostatele, ancora calde e strofinate su un lato lo spicchio d’aglio.

Servite la zuppetta di moscardini con il pane tostato aggiungendo a crudo un filo d’olio extravergine d’oliva e un po’ di pepe.

Buon appetito!

Disposizioni sanitarie per chi atterra o parte dall’aeroporto Chopin di Varsavia

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L’aeroporto Chopin di Varsavia ha informato sulle condizioni in base alle quali i viaggiatori dell’area Schengen possono essere esentati dalla quarantena obbligatoria. “I passeggeri in arrivo a Varsavia dall’area Schengen che hanno la conferma della vaccinazione contro il coronavirus o un antigene COVID-19 negativo o un test RT-PCR negativo (eseguito 48 ore prima di attraversare il confine polacco, contando dal risultato del test) possono essere esentati dalla quarantena obbligatoria”, recita il comunicato pubblicato sul sito web dell’aeroporto Chopin di Varsavia. La suddetta documentazione deve essere allegata alla Carta di posizione del passeggero o inviata all’indirizzo e-mail sekretariat@gssewarszawa.pl insieme ai dettagli del volo. I passeggeri in partenza da Varsavia possono eseguire i test in aeroporto, ma in anticipo, poiché il risultato del test RT-PCR è disponibile dopo 24 ore. L’aeroporto ha ricordato che il test rapido dell’antigene costa 200 zloty (PLN), il test RT-PCR – 520 zloty (PLN). L’aeroporto Chopin di Varsavia è il più grande aeroporto della Polonia. Nel 2020, lo scalo ha gestito 5.482 milioni di passeggeri, con una diminuzione del 70,9% rispetto all’anno precedente.

https://www.polskieradio24.pl/5/1222/Artykul/2684514,Lotnisko-Chopina-pasazerowie-strefy-Schengen-z-mozliwoscia-zwolnienia-z-kwarantanny

La storia dei Tarocchi. Un mito che sconfisse la realtà storica… tutta italiana

In questo periodo di grandi incertezze molti negozi di articoli esoterici hanno segnalato un aumento della domanda di mazzi di Tarocchi da parte di un pubblico in cerca di nuove modalità per conoscere il futuro. I Tarocchi, ovvero lo strumento di divinazione più conosciuto del mondo, sono oggi tanto diffusi quanto misteriosi. La loro storia è piena di segreti, leggende e miti che facilmente legano queste carte alle persone e ai posti più improbabili.

Il primo mito riguarda l’uso di queste carte: esse si diffondono in tutta Europa originariamente come carte da gioco e solo dopo, nei secoli XVI e XVII, come pratica divinatoria, ovvero l’arte di indovinare il futuro. Il secondo falso mito, tra l’altro estremamente diffuso, è che queste carte provengano originariamente dall’antico Egitto e/o dalla cultura ebraica cabalistica, mentre la verità è completamente diversa. L’origine dei Tarocchi è da ricercare… in Italia, più precisamente nelle corti padane rinascimentali. E nonostante vi siano alcuni documenti storici che fanno presagire che carte simili ai Tarocchi girassero in Europa già a partire dal Medioevo, i mazzi più antichi giunti fino a noi sono nati presso la corte milanese della famiglia Visconti intorno agli anni Quaranta del Quattrocento.

Il gioco dei Tarocchi, chiamato originariamente trionfi (ispirandosi al poema I Trionfi di Petrarca), nasce quindi in epoca rinascimentale come gioco presumibilmente di memoria che raccoglieva immagini care all’aristocrazia dell’epoca: le divinità greche, le virtù cristiane, gli astri celesti e le allegorie delle condizioni umane a scopo didattico e morale. L’aspetto ludico però ebbe il sopravvento su quello educativo nel corso del Cinquecento, testimoniato anche dal cambio del nome da trionfi a tarocchi.

L’invenzione del gioco è attribuibile al principe bolognese Francesco Antelminelli Castracani Fibbia nei primi decenni del Quattrocento, ma la sua diffusione nelle corti avvenne solo nelcorso degli anni Quaranta di quel secolo. Le carte creavano numerose occasioni di svago come il componimento di sonetti elogiativi, scherzosi e perfino satirici o di conversazioni che avevano come tema il soggetto della carta. È interessante che la dinamica del gioco doveva comunque essere molto ingegnosa e complessa perché permise alle carte di salvarsi dalla severa legislazione che proibiva i giochi d’azzardo.

A parte le dinastie dei Visconti e degli Sforza (tra i mazzi più celebri, ancora oggi presi a modello, vi è infatti il mazzo Visconti-Sforza), anche la famiglia d’Este si interessò molto al gioco dei tarocchi rendendo la città di Ferrara nella seconda metà del Quattrocento il più grande centro di produzione di queste carte. Un secolo dopo, come sostengono alcuni storici dei Tarocchi, i primi mazzi arrivarono in Polonia sotto la reggenza di Sigismondo il Vecchio e la regina Bona Sforza. Presso le corti i Tarocchi non erano solo intrattenimento, ma anche oggetti di prestigio unici commissionati a rinomati pittori. Alcuni mazzi immortalavano perfino eventi importanti per la storia familiare o ritraevano figure ispirate a personaggi della corte. Tra le carte più belle dell’epoca rinascimentale, spesso decorate con oro, si ricordano soprattutto quelle dipinte da Bonifacio Bembo per il duca di Milano Filippo Maria Visconti e in seguito per Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti.

La versione moderna dei Tarocchi è composta da 78 carte: 56 carte a seme italiano, ossia Coppe, Denari, Spade e Bastoni, numerate da 1 a 10 a cui si aggiungono le figure di Fante, Cavaliere, Re e Regina e da 22 carte illustrate (chiamate originariamente trionfi) anch’esse numerate e ispirate a figure allegoriche di origine medievale: Il Matto (0), Il Bagatto (I), la Papessa (II), l’Imperatrice (III), l’Imperatore (IV), il Papa (V), gli Amanti (VI), il Carro (VII), la Giustizia (VIII), l’Eremita (IX), la Ruota della Fortuna (X), la Forza (XI), l’Appeso (XII), la Morte (XIII), la Temperanza (XIV), il Diavolo (XV), la Torre (XVI), la Stella (XVII), la Luna (XVIII), il Sole (XIX), il Giudizio (XX) e il Mondo (XXI). In ambito esoterico le prime 56 carte prendono il nome di Arcani Minori e le successive di Arcani Maggiori.

Mentre il termine trionfi, come abbiamo già menzionato, trova la sua origine nel poemetto di Petrarca, il termine “tarocco” con cui a partire dal Cinquecento si identifica il gioco, ha un’origine ancora molto dubbia. Le interpretazioni più diffuse e conosciute sono state proposte da occultisti. Tuttavia risultano essere fasulle, basandosi non su ricerche filologiche e storiche, ma su assonanze fonetiche totalmente casuali allo scopo di confermare le ipotesi, anch’esse false, riguardo le presunte origini di queste carte. Oggi la ricerca ha individuato che il termine “tarocco” deriva dalla carta del Matto definito nel 1500 tarochus. Un’altra ipotesi, che non esclude la prima,è legata al termine altercare dell’italiano antico, poi diventato altarcare e usato dai giocatori per indicare la risposta con una carta di maggior valore al gioco di un avversario. È proprio da questa parola che deriverebbe il termine “taroccare”, ovvero “contraffare” o “barare”, presente nell’italiano moderno.

Nei libri dedicati alla curiosa origine di queste carte appaiono nomi dei più grandi personaggi della storia europea. Vi sono re e regine, maghi e esoteristi, poeti come Dante o Petrarca, ma anche Giacomo Casanova, vi sono cartomanti francesi, il papa Alessandro VI Borgia e il domenicano Girolamo Savonarola che, prima di essere bruciato, bruciò le carte nel famoso “falò delle vanità”, vi è il fondatore dell’occultismo Aleister Crowley, ma anche Salvador Dalí con un mazzo realizzato interamente da lui. Riassumendo, tra quelli che hanno contribuito alla creazione della storia dei Tarocchi vi sono rappresentanti del Bene e del Male, santi e peccatori, uomini e donne, re, cortigiani e gente comune. A guardare attentamente si ha come l’impressione che tutti loro potrebbero finire per formare una sorta di Arcani Maggiori e Minori il cui messaggio universale si ripete all’infinito.

illustrazioni: Kornelia Władzińska

Northvolt investe a Danzica

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“L’investimento di Northvolt a Danzica sarà un punto importante sulla mappa industriale della Polonia”, ha commentato così il primo ministro Mateusz Morawiecki la notizia della volontà dell’azienda svedese di batterie di realizzare una fabbrica a Danzica. L’investimento sarà di quasi 200 milioni di USD, ovvero quasi 750 milioni di PLN e creerà 500 posti di lavoro. L’azienda Northvolt produce batterie per auto elettriche. Oltre alla fabbrica, a Danzica verrà costruito un moderno centro di ricerca. La costruzione della fabbrica dovrebbe iniziare in autunno.

https://www.polskieradio24.pl/42/273/Artykul/2682687,Polska-staje-sie-hubem-przemyslowym-Premier-zapowiedzial-duza-inwestycje-na-Wybrzezu