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La pandemia spinge i polacchi a spendere con più attenzione

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

A giugno e ottobre è stata condotta l’edizione polacca dell’indagine EY Future Consumer Index. Il confronto dei risultati di questi studi mostra che il numero di persone che non sono preoccupate per lo stato delle loro finanze è diminuito, e quindi è aumentata la percentuale di persone che sono più preoccupate per il budget domestico. Attualmente, quasi il 22% degli intervistati è molto preoccupato per lo stato delle proprie finanze, mentre circa il 7% non mostra alcuna preoccupazione. Più di un terzo degli intervistati si trova ad affrontare un calo del reddito dovuto a una pandemia, che influisce non solo sulla valutazione della loro attuale situazione finanziaria, ma anche su una visione più pessimistica del futuro. La società ritiene che le crescenti preoccupazioni sulla situazione finanziaria non si traducano in una forte riduzione della spesa. Lo studio ha mostrato che a causa della pandemia, oltre il 37% degli intervistati ha avuto un calo del reddito e oltre il 31% ha subito perdite finanziarie. Inoltre oltre il 16% degli intervistati nell’edizione polacca dell’indagine dichiara che la propria retribuzione è inferiore, sebbene l’orario di lavoro sia rimasto invariato. Ora si spende con più cautela rispetto a prima della pandemia (secondo il 59% degli intervistati). La percentuale di chi non ha modificato l’approccio alla spesa è rimasta invariata, ed è il 26% degli intervistati. Nei prossimi 6-12 mesi, il 17,5% degli intervistati vuole ridurre l’importo speso per prodotti non di base, come abbigliamento, scarpe, cosmetici, mentre il 39% non intende apportare modifiche. Il 41,5% prevede di posticipare l’acquisto di un’auto, nuovi mobili o elettrodomestici fino alla fine della pandemia. Il sondaggio mostra anche che meno del 60% degli intervistati cerca di risparmiare di più rispetto al passato. A lungo termine, poco più della metà degli intervistati prevede di risparmiare di più. Inoltre, nei prossimi 12 mesi, più di un quarto degli intervistati si aspetta un peggioramento della propria situazione finanziaria rispetto a quella attuale e quasi un terzo degli intervistati si aspetta che migliori, Il 39% degli intervistati non si aspetta cambiamenti al riguardo. Łukasz Wojciechowski, partner di EY, ha commentato questa indagine, dicendo che negli ultimi mesi è diventato chiaro che la situazione attuale è a lungo termine e che non sarà possibile combattere il virus a breve termine, il che fa sì che i polacchi cerchino di abituarsi alla nuova realtà e vivere normalmente. Grzegorz Przytuła, partner associato di EY-Parthenon, ha sottolineato che il sondaggio mostra che quasi un terzo degli intervistati in tutto il mondo sta lottando con gli effetti della pandemia ed è preoccupato per la propria situazione, e in Polonia questo gruppo comprende meno di un quarto degli intervistati. Ha anche affermato che la percentuale media di persone non colpite dalla pandemia in Polonia è del 38%, mentre la media globale è del 26%.

La pandemia non ferma la crescita dei prezzi nel settore immobiliare

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Bartosz Turek, analista di HRE Investments, basandosi sui dati forniti dalla Banca Nazionale Polacca (NBP) ha commentato la situazione sul mercato immobiliare: “i prezzi degli appartamenti sono in continuo aumento anche se in modo più lento rispetto al pre-pandemia. Nonostante la preoccupazione manifestata all’inizio di pandemia, la domanda di abitazioni è sempre forte.” Nelle città più grandi i prezzi sono cresciuti del circa 10% rispetto all’anno scorso. “I dati forniti dalla NBP indicano che anche se il tasso di crescita di prezzi è due o tre volte più lento, la tendenza non è cambiata”, ha scritto Turek. L’analista trova tre ragioni principali per il permanere della domanda di alloggi: “di fronte ai prezzi in aumento cerchiamo la protezione contro l’inflazione. Di fronte ai tassi d’interesse per i risparmiatori pari a zero cerchiamo degli investimenti redditizi. In più, durante la pandemia preferiamo investire in attività sicure.” Secondo Bartosz Turek, la situazione stabile del mercato immobiliare è dovuta al fatto che l’incremento dei prezzi è basato sulla crescita dei redditi di polacchi, piuttosto che sul boom di crediti ipotecari.

Fino al 24 novembre voli interdetti tra la Polonia e 10 stati

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Il governo polacco prolunga il divieto di voli internazionali verso 10 paesi inclusi gli Stati Uniti con eccezione degli aeroporti in Illinois e New York. Tra questi paesi non ce n’è nessuno dell’Unione Europea, ecco le destinazioni vietate: Bosnia – Erzegovina, Montenegro, Georgia, Giordania, Argentina, Armenia, Costa Rica, Libano, Macedonia e gli Stati Uniti si ci sono. Queste disposizioni si applicano dal 11 di novembre al 24 di novembre. Nell’ordinanza si può leggere che la causa delle restrizioni è il COVID-19. Il divieto non si applica ai voli commerciali ordinati dal Primo Ministro e dal presidente dell’Ufficio dell’aviazione civile. Il divieto non comprende le forze armate.

Sofonisba Anguissola, ritrattista rinascimentale

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Un tempo le artiste lavoravano principalmente nei monasteri o nelle botteghe dei padri, sia che essi fossero pittori o scultori. Accadeva di rado che una talentuosa figlia fosse mandata a studiare pittura presso un maestro e lavorasse nel suo laboratorio. La storia dimostra tuttavia che tra le genti di un tempo c’erano anche menti così coraggiose da sostenere il talento delle proprie figlie. È il caso di Amilcare Anguissola, padre di Sofonisba, ritrattista del XVI secolo.

Una giovane pittrice e umanista

Sofonisba, nata intorno al 1535, fu la figlia di maggior talento artistico di Amilcare, e il padre la spedì a studiare nella bottega di Bernardino Campi. Un altro maestro della futura pittrice fu Bernardino Gatti, detto il Sojaro. Dopo sei anni di studio la giovane pittrice aprì una propria bottega, di cui il padre fu primo mecenate. In cambio del loro favore, ripagava conoscenze altolocate con i propri dipinti e intratteneva una corrispondenza con noti artisti, tra i quali Michelangelo, che le chiese di inviargli un disegno. Nel 1557 Sofonisba gli inviò il Fanciullo morso da un gambero, che fu apprezzato. In poco tempo la ragazza ottenne commissioni dall’aristocrazia e, dopo aver lavorato nelle corti di Mantova e di Ferrara, iniziò a lavorare per la corte reale madrilena. In qualità di dama di corte istruita e di precettrice della regina Elisabetta di Valois, Sofonisba era considerata una pari dall’aristocrazia locale e la sua compagnia era ricercata. Spese gli ultimi anni della sua vita a Palermo, dove la visitò Antoon van Dyck. Di lei van Dyck fece un ritratto a matita e si sono conservate note risalenti al 1624, in cui scrisse che una Sofonisba ormai ipovedente gli consigliò come sfruttare la luce per nascondere le sue rughe. Un ritratto a olio della pittrice basato sul disegno si trova oggi nella collezione di un museo inglese.

Un ritratto rinascimentale nelle collezioni polacche

Tra le collezioni polacche si  trova un Autoritratto della pittrice del 1556. Conservato al castello di Łańcut, rappresenta una perla per le collezioni museali, ma è allo stesso tempo una testimonianza rinascimentale sulla vita della pittrice. Sofonisba si dipinse davanti al cavalletto, con il pennello in mano durante la conclusione di una Madonna con Bambino. Forse è una copia di un dipinto di Bernardino Gatti, perché una sagoma allungata e manieristica richiama la scuola cremonese e l’artista poteva così rendere omaggio al proprio maestro. Sofonisba appare con un volto giovane e quasi infantile, con occhi grandi e curiosi e capelli tenuti modestamente ai lati e raccolti, nascosti da una retina nera. L’abito di seta nera, semplice ma elegante, e il corpetto marrone scuro aperto e con pieghe sulle spalle non limitano la pittrice, che appare libera di muoversi. All’altezza del collo e dei polsi emergono i merletti bianchi e soffici di una camicetta in stile veneziano. Nella mano sinistra la donna tiene un supporto di legno, nella destra un pennello sospeso davanti al dipinto.

I colori del quadro sono smorzati, ma ci sono alcuni accenti decisi, come la macchia di colore rosso sulla tavolozza, il rosa pastello e l’azzurro degli abiti della Madonna, che contrastano con lo sfondo scuro, conferendo energia al tutto. I colori dominanti sono tuttavia i marroni, che danno al ritratto calore e serenità. Lo sfondo scuro e la luce chiara diffusa danno risalto al volto della pittrice ed è innanzitutto verso di lei che si rivolge lo sguardo. Un ulteriore qualità della tecnica pittorica sono i contorni delicatamente addolciti, che fanno sì che una scena dipinta con precisione assuma morbidezza.

Molti autoritratti della pittrice sono oggi sparsi per i musei di tutta Europa. L’artista solitamente si presentava davanti al cavalletto o suonando alla spinetta o con un libro tra le mani. Ognuno di questi oggetti la definiva come una donna istruita. 

Sofonisba dipingeva principalmente ritratti nonostante a quel tempo godessero di popolarità le scene religiose e mitologiche. I disegni e i dipinti non includevano scene dalla natura e la donna non era in grado di conoscere l’anatomia umana come la studiavano gli uomini, che creavano composizioni con molte figure su richiesta di committenti laici ed ecclesiastici. Come artista d’epoca tardo-rinascimentale non aveva gli stessi diritti degli uomini, ma il suo talento e gli sforzi del padre le permisero una vita agiata e la richiesta di ritratti era cospicua. Sofonisba dava risalto al carattere del soggetto ritratto e lo trasferiva sulla tela, creando opere naturalistiche, benché spesso lievemente idealizzate, come se stesse facendo un leggero inchino in direzione del modello. In ogni autoritratto conservato, come in Autoritratto al cavalletto, si mostrava senza imbarazzi, attenta, serena e riappacificata a una buona vita. Osservando i suoi dipinti sembra infatti che Sofonisba conduca una vita buona e tranquilla.

Le donne nella cultura del XVI secolo

L’epoca in cui Sofonisba dipinse era un’epoca di svolta. Sebbene ancora per molti anni le donne avrebbero rappresentato un’eccezione nel mondo dell’arte, già nel XVI secolo Ludovico Ariosto, poeta rinascimentale, scrisse che le donne arrivano alla perfezione in ogni arte in cui si cimentano. Non rinunciate, o dame che volete praticare arte eccelsa, a tale strada. Ci furono donne rinascimentali che scrissero poesie e furono mecenati di artisti: Elisabetta Gonzaga, musa di Baldassarre Castiglione; Vittoria Colonna, poetessa e amica di Michelangelo; Isabella d’Este, mecenate di molti artisti, tra i quali Leonardo da Vinci, Tiziano, Ludovico Ariosto e molti altri che hanno avuto un impatto culturale significativo. Sofonisba dipingeva ritratti, ma il suo talento ha influenzato molti artisti dopo di lei: Peter Paul Rubens, Antoon van Dyck, Caravaggio, che ispirato dal Fanciullo morso da un gambero dipinse il suo Ragazzo morso da un ramarro. Il successo di Sofonisba come artista divenne un lasciapassare per le generazioni successive di artiste donne. Lavinia Fontana, la prima artista nella storia a lavorare fuori da una corte o un monastero, cominciò la sua attività nella bottega del padre, ma in una lettera scrisse che si consacrò alla pittura dopo aver visto un ritratto di Sofonisba Anguissola.

tłumaczenie it: Massimiliano Soffiati

“Boże ciało” e “Szarlatan” nominati agli European Film Awards

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“Boże Ciało” di Jan Komasa ha ricevuto le candidature agli European Film Awards nelle categorie miglior film, regia, sceneggiatura (Mateusz Pacewicz) e attore (Bartosz Bielenia). L’opportunità di ottenere il premio per la miglior regia ce l’ha anche Agnieszka Holland regista di “Szarlatan”. Altri registi candidati ad essere premiati sono Pietro Marcello, Thomas Vinterberg, Francois Ozon e Maria Sodahl. I nominati per il miglior lungometraggio sono “Na rauszu” di Thomas Vinterberg, “Berlin Alexanderplatz” di Burhan Qurbani, “Malowany ptak” di Vaclav Marhoul, “Undine” di Christian Petzold, “Martin Eden” di Pietro Marcello e “Boże ciało” di Jan Komasa. Oltre a Bielenia le candidature per miglior attore le hanno ricevute Mads Mikkelsen, Viggo Mortensen, Elio Germano, Goran Bogdan e Luca Marinelli. In gara per la vittoria per la miglior attrice sono Nina Hoss, Natasha Berezhnaya, Marta Nieto, Andrea Braein Hovig e Ane Dahl Torp. Gli sceneggiatori nominati ci sono tra l’altro Mateusz Pacewicz, i fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo (“Złe baśnie”). “Gunda” di Viktor Kossakowski, “Little girl” di Sébastien Lifshitz, “Saudi Runaway” di Susanne Regina Meures, “Collective” di Alexandr Nanau, “Acasa, My Home” di Radu Ciorniciuc e “The Cave” di Feras Fayyad sono i film che hanno l’opportunità di ottenere il premio per il miglior documentario. La cerimonia virtuale di premiazione si svolgerà dal 8 al 12 dicembre. Gli European Film Awards sono i premi cinematografici più importanti in Europa assegnati dalla European Film Academy. Nel 1988 durante la prima cerimonia “Krótki film o zabijaniu” diretto da Krzysztof Kieślowski si è guadagnato il premio per il miglior film. Negli ultimi anni tra i premiati ci sono stati Dorota Kobiela e Hugh Welchman per il film d’animazione “Twój Vincent”, Anna Zamecka per il documentario “Komunia” e Paweł Pawlikowski per “Zimna wojna”.

 

[Aggiornamento 12.11.2020] Situazione attuale in Polonia rispetto all’epidemia di COVID-19

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Negli ultimi giorni in Polonia si sono registrati ancora numeri in crescita per i casi di COVID-19.
Questa settimana c’è stato l’annuncio dei buoni risultati alcuni produttori per il vaccino, che sarà disponibile a inizio 2021 anche in Polonia, inoltre la stabilizzazione della crescita dei nuovi casi, minore rispetto alla progressione delle scorse settimane, ha evitato la chiusura totale del paese.

Il numero complessivo dei malati attivi è salito a 378.067, di cui in gravi condizioni 2.008, ovvero circa l’1% del totale. Gli ultimi dati mostrano 25.221 nuovi contagi, con 367 morti.

Il Voivodato della Slesia (4.066), la Grande Polonia (3.081), la Piccola Polonia (2.947), la Bassa Slesia (2.661) e la Masovia (1.976), sono i Voivodati maggiormente interessati dai nuovi casi.

numeri dell’epidemia destano preoccupazione vista la pressione in salita sulle strutture sanitarie polacche, la crescita dei casi ed il numero di posti letto disponibiliAttualmente sono stati predisposti 33.662 posti letto per pazienti COVID-19, di cui occupati 21.899, mentre le terapie intensive con respiratori sono 2.601, di cui occupate 2.008. Continua il lavoro nei nuovi ospedali provvisori per poter garantire ad ogni malato le cure necessarie.

Tutto il territorio polacco è zona rossa con chiusura di bar, ristoranti, palestre, cinema, tatari, centri commerciali, con alcune eccezioni e la presenza di diverse restrizioni sul numero di persone consentite e l’esercizio degli hotel. Bar e ristoranti possono effettuare il solo servizio di asporto.

Si raccomanda di limitare gli spostamenti e monitorare i dati epidemiologici nel caso di viaggi programmati da e verso la Polonia, per il rischio di possibili nuove restrizioni sui voli e gli spostamenti.

***

Informazioni per i cittadini italiani in rientro dall’estero e cittadini stranieri in Italia tra cui le risposte alle domande:

  • Ci sono Paesi dai quali l’ingresso in Italia è vietato?
  • Sono entrato/a in Italia dall’estero, devo stare 14 giorni in isolamento fiduciario a casa?
  • Quali sono le eccezioni all’obbligo di isolamento fiduciario per chi entra dall’estero?
  • E’ consentito il turismo da e per l’estero?

Per gli spostamenti da e per l’Italia a questo link le informazioni del Ministero degli Esteri:
https://www.esteri.it/mae/it/ministero/normativaonline/decreto-iorestoacasa-domande-frequenti/

La situazione Polonia verrà aggiornata all’indirizzo: www.icpartners.it/polonia-situazione-coronavirus/

Per maggiori informazioni:
E-mail: info@icpartnerspoland.pl
Telefono: +48 22 828 39 49
Facebook: www.facebook.com/ICPPoland
LinkedIn: www.linkedin.com/company/icpartners/

Arresti e una casa bruciata durante la Marcia dell’Indipendenza a Varsavia

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Il Comando Municipale della Polizia a Varsavia ha fatto un bilancio delle misure adottate ieri contro i manifestanti della Marcia dell’Indipendenza. “Alcuni poliziotti sono stati feriti”, ha scritto sul Twitter il portavoce del Comando Municipale della Polizia a Varsavia, Sylwester Marczak. Secondo la polizia la Marcia dell’Indipendenza è stata una manifestazione illegale. Nella zona della rotonda De Gaulle sono avvenuti scontri tra la polizia e i manifestanti: “Gruppi di teppisti hanno attaccato la polizia che garantiva la sicurezza di altre persone. I manifestanti hanno lanciato delle pietre e dei razzi verso la polizia schierata”, ha informato Sylwester Marczak. Il fatto più grave da parte dei manifestanti è stato il lancio di torce infuocate contro un balcone di una casa che esponeva i simboli delle manifestanti anti-aborto, la casa è stata in parte bruciata.

Zuppa di cipolle

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Ingredienti per 4/6 persone:

  • 500 gr. Cipolle dorate
  • 1lt. Brodo di gallina
  • 70 gr. di burro
  • 15 gr di farina
  • 4 belle fette di pane tostato
  • 150 gr. di fontina
  • Vino bianco
  • Sale
  • Pepe
  • Olio extravergine di oliva

Procedimento:

L’estate ormai è finita, quindi alla sera scaldarsi la pancia con una zuppa e sempre un piacere. Nei menù dei nostri ristoranti proponiamo una semplice e tradizionale zuppa di cipolle seguendo sempre la qualità dei prodotti e le tradizioni che la nostra bella Italia regala.

Tradizionalmente la Francia la fa da protagonista in tema di zuppa di cipolle ma noi non dimentichiamo le ricette delle nostre nonne che usando gli ingredienti che gli orti offrivano preparavano pietanze che ancora oggi, magari accompagnate da un buon bicchiere di vino, fanno godere il palato. La zuppa di cipolle che propone il ristorante Al Ponte è semplice con un tocco di originalità puramente italiana.

Tagliate le cipolle finemente in una padella mettere a sciogliere il burro facendo attenzione a non farlo nocciolare. Aggiungere le cipolle sfumate con il vino una volta brasate correggete con sale e aggiungere la farina mescolando bene in modo che non formi i cosiddetti “grumi”, brodo naturalmente caldo e fate cuocere per circa 40/50 minuti.

Una volta pronta tostate il pane adagiatelo in una fondina e appoggiare sopra la fontina finemente tagliata e inondate con la zuppa bella calda, poi un giro di olio extravergine di oliva e una macinata di pepe e…. il piacere è in tavola!

Vi consiglio di accompagnare la zuppa di cipolle con un buon calice di Sauvignon o un Soave.

Buon appetito!

tłumaczenie it: Justyna Czerwonka

Per fortuna c’è la pizza!

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Alla ricerca di argomenti coinvolgenti sulla cucina tipica italiana, argomenti che siano interessanti per le caratteristiche nutrizionali ma anche e soprattutto per il palato, mi rendo conto che finora ho tralasciato proprio il piatto preferito degli italiani: la pizza! Cercherò di rimediare subito!

In tutto il mondo la pizza è uno dei piatti più consumati e apprezzati, e nella cucina tradizionale italiana si contende il primo posto solo con la pasta. Se è vero che siamo ciò che mangiamo, nell’immaginario collettivo gli italiani sono soprattutto pizza!

È una delle ricette più esportate all’estero, tanto che nel 1970 l’antropologo Agehananda Bharati inventò il termine “effetto pizza”: un fenomeno locale ha successo prima all’estero che nel paese d’origine, dove torna da protagonista in un secondo momento. I moderni condimenti della pizza, considerati da tutti dei classici, non sono nati in Italia. Vennero inventati negli Stati Uniti per opera di emigrati italo-americani e poi, di nuovo, riesportati in Italia, dove hanno dato maggior lustro a un piatto che, fino a quel momento, era solo una focaccia per poveri.

Oggi della pizza esistono tantissime varianti: la più ordinata negli Stati Uniti è la Pepperoni, nome che può creare malintesi, visto che è farcita con salamino piccante. Al secondo posto troviamo la pizza all’ananas: impossibile da trovare in Italia, perché associare la frutta con la pizza per un italiano è semplicemente un’eresia. La vera regina delle pizze, insieme alla classica Marinara, è certamente la pizza Margherita napoletana. 

Le origini della pizza sono antichissime: sin dal neolitico veniva preparato un impasto di acqua e farina, utilizzato per fare il pane che aveva in effetti la forma di una pizza; mentre gli Antichi Egizi per primi scoprirono i segreti della lievitazione. 

Se la pizza Marinara risale al 1734, la pizza Margherita si diffonde nel periodo 1796-1810, anche se si narra che a darle il nome fu il cuoco Raffaele Esposito della pizzeria Brandi di Napoli (pizzeria che esiste ancora oggi), che nel 1889 preparò per la regina d’Italia Margherita di Savoia una pizza condita con gli ingredienti che aveva a disposizione e che avevano gli stessi colori della bandiera italiana: basilico, pomodori e mozzarella.

La ricetta tradizionale per la pizza Margherita è la seguente: 1 litro di acqua, 50 grammi di sale, 3 grammi di lievito di birra fresco, 1,8 kg di farina di grano tenero tipo 00. L’autentica pizza napoletana si cuoce nel forno a legna e deve essere morbida ed elastica, e avere una forma tondeggiante di circa 35 centimetri di diametro.

Indubbiamente la pizza va considerata un piatto completo dal punto di vista nutrizionale. Una Margherita di medie dimensioni (300 gr) apporta almeno 800-1000 kcal, quantità che cresce inesorabilmente se si aggiungono altri ingredienti. La maggior parte delle calorie è fornita dai carboidrati, che rappresentano il 52% del peso, le proteine e i grassi sono rispettivamente il 21% e il 12% del peso. Mancano completamente le fibre, ma si può rimediare aggiungendo delle verdure alla farcitura, oppure mangiando una porzione di insalata. 

Si può dedurre che per quanto buona, non è esattamente un piatto ipocalorico, e se si aggiungono altri ingredienti che non siano verdure (formaggi e insaccati), diventa anche poco salutare, considerando che si sbilancia di molto il contenuto di grassi di origine animale.

Oltretutto, il formaggio agisce come una droga. La caseina durante la digestione viene scissa, rilasciando una serie di oppiacei che vanno a stimolare i recettori coinvolti nella regolazione dello stato di piacere a livello cerebrale, e che creano dipendenza (studio della University of Michigan, pubblicato su US National Library of Medicine).

Quindi come regolarsi in uno stile alimentare equilibrato? Mangiamola con serenità, ma privilegiamo la pizza preparata con ingredienti di alta qualità. Se cotta a puntino, utilizzando gli ingredienti giusti, senza eccedere nelle quantità e nei condimenti, la pizza può rientrare saltuariamente (circa una volta la settimana) nel proprio piano dietetico.

Evitiamo le pizze contenenti olio di semi o strutto: per il condimento si può utilizzare olio extravergine d’oliva. Non esageriamo con formaggi e insaccati nella farcitura. Abbondiamo invece con le verdure. Da evitare, purtroppo, l’abbinata pizza-birra-dolce: il pasto diventerebbe davvero troppo calorico. Come fine pasto si può optare però per una macedonia al naturale.

E per finire, questa volta anziché una ricetta (quella della pizza già la conoscete) vi consiglio un libro. È un libro che fa bene: ai suoi protagonisti (i proventi saranno destinati alla costruzione di una scuola per bambini rifugiati in Turchia) e anche a chi lo legge. Che cosa c’entra la pizza? Lo scoprirete leggendo! 

Nicolò Govoni, Se fosse tuo figlio (ed. Rizzoli): «Oggi facciamo la pizza. La classe scoppia in urla festanti e applausi, tutti ascoltano la spiegazione della ricetta in religioso silenzio. Alcuni bambini non riescono nemmeno a stare seduti e stanno letteralmente in punta di piedi. Hammudi, chiaro, è uno di loro. Mays invece prende appunti. Vacilla ancora quando si tratta di scrivere, ma ci prova con tutta se stessa.»

www.tizianacremesini.it

Domande o curiosità inerenti l’alimentazione? Scrivete a info@tizianacremesini.it e cercherò di rispondere attraverso questa rubrica!

Invariata la cooperazione commerciale tra gli USA e la Polonia dopo la vittoria di Joe Biden

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Dollar, złotówka
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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Domenica scorsa, quattro giorni dopo le elezioni presidenziali negli Stati Uniti è certa la vittoria del candidato del Partito Democratico, Joe Biden, ciò significa una stabilizzazione della nuova amministrazione statunitense. “La nostra cooperazione per quanto riguarda la sicurezza all’interno della NATO, le nostre relazioni commerciali e di investimenti sono molto buone. Non vedo il motivo di pensare delle nuove tendenze o cambiamenti.” ha detto Tony Housh, il presidente del consiglio di amministrazione della Camera di commercio americana in Polonia. “Vale la pena ricordare che magari ci sarà un nuovo stile, un nuovo modo di comunicazione più tradizionale, il che non significa che le relazioni tra Polonia e gli Stati Uniti saranno meno importanti.” ha dichiarato Housh nell’intervista per TVN24. Housh ha sottolineato anche l’importanza non solo degli investimenti americani nel settore energetico e del trasporto, ma anche dell’attività delle imprese polacche negli Stati Uniti: “sempre più aziende polacche sono in cerca di opportunità sul mercato statunitense e sul mercato dell’America settentrionale. Penso che sia la direzione giusta per l’economia.” Il risultato definitivo delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti saranno comunicati nelle prossime settimane, la vittoria di Joe Biden è però garantita dal numero dei voti elettorali che ha ottenuto, nonostante le proteste del comitato elettorale del presidente uscente Donald Trump.