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Pubblicità sui media, la grande battaglia per un mercato di 7-10 miliardi di złoty

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Le nuove tecnologie hanno cambiato non solo la percezione dei media, ma anche i media stessi, hanno creato molti problemi sul mercato della pubblicità. La posta in gioco è alta, perché il valore del mercato pubblicitario è stimato tra 7 e 10 miliardi di złoty. In questa competizione da un lato abbiamo i marketer e dall’altro, i media, che senza entrate pubblicitarie non possono funzionare. Il mercato dei media e della pubblicità sta affrontando una rivoluzione totale, causata dal progresso tecnologico. Fino a poco tempo fa, la ricerca sulla portata dei media elettronici veniva condotta in completo isolamento dalla ricerca sul consumo dei media su Internet. Nuovi canali e fonti di informazione e intrattenimento sono sfuggiti ai metodi di ricerca esistenti, il che ha causato molti problemi dal punto di vista delle emittenti, degli editori, degli inserzionisti e delle agenzie. Pertanto, è stato necessario creare uno studio unico sul consumo di media elettronici, che sarebbe stato accettato dalle emittenti pubbliche, private e dall’industria pubblicitaria. Ci si chiede come spendere efficacemente soldi per la pubblicità e come costruire un’offerta completa per gli inserzionisti. È qui che le tecnologie e i nuovi strumenti di ricerca sul mercato dei media tornano utili. Marcin Pery, CEO di Gemius, una società che conduce ricerche approfondite sul consumo dei media, ha sottolineato durante il panel “Cambiamenti nel mercato dei media” che la Polonia ha un mercato di ricerca molto sviluppato rispetto all’Europa, persino rispetto al mondo. “Siamo l’avanguardua per quanto riguarda lo studio della radio, della televisione e di Internet. Come uno dei pochi paesi, conduciamo già ricerche sul mercato della pubblicità fuori casa (OOH) e siamo il leader in questo campo.” dice Pery. La pubblicità dovrebbe guidare la crescita del business, motivo per cui le aziende non risparmiano in questo campo. Attualmente, nel settore pubblicitario, la cosa più importante è il ritorno sull’investimento (ROI), che significa il rapporto tra profitti e costi. Questa metrica tiene conto di obiettivi pubblicitari specifici e mostra l’impatto effettivo degli annunci sull’attività. Come parte dell’IAA (associazione pubblicitaria internazionale), è stato istituito il think tank Coalition of Marketers for Better Research, il cui scopo è quello di fornire ai marketer un’influenza sul processo di creazione di un nuovo standard di ricerca sui media, che dovrebbe aiutare a eliminare i costi inefficienti di comunicazione con il mercato e aumentare il ritorno sugli investimenti pubblicitari. L’intenzione della coalizione è anche quella di gettare le basi per un’indagine sui media a fonte unica per aiutare a raccogliere i dati più accurati sul consumo dei media. È necessaria inoltre una fonte di dati sul consumo pubblicitario ed è per questo che stanno lottando i marketer oggi, chiedendo aiuto all’istituzione del Joint Industry Committee (JIC), un’organizzazione che supporta la ricerca sui media da un’unica fonte. Ciò unirebbe gli interessi non solo dei marketer ma anche dei media e delle agenzie pubblicitarie. L’aiuto fornirebbe un’opportunità per accedere a informazioni affidabili sulle campagne pubblicitarie in vari media, tenendo conto della duplicazione degli utenti. “Per quanto riguarda la televisione e internet, quest’ultimo dà la possibilità di ottenere un catalogo completo di informazioni sull’utente, una possibilità non offerta dalla televisione linear” ha dichiarato Marcin Grabowski, plenipotenziario del Consiglio di Amministrazione della Borsa di Varsavia per la costruzione della piattaforma DAI. A suo parere, i contenuti televisivi di valore attuale sono prodotti quasi esclusivamente da emittenti europee, che nell’ambito della loro attività finanziano produzioni locali. Allo stesso tempo, le piattaforme di streaming globali sono guidate esclusivamente dal profitto. Ecco perché la Borsa di Varsavia intende costruire una piattaforma di aste per la gestione completa delle transazioni sul mercato dei media relative all’inserimento dinamico di annunci pubblicitari (DAI). Durante la trasmissione di un segnale TV via Internet, sarà possibile modificare il contenuto dei blocchi pubblicitari, indirizzarli in modo molto più preciso rispetto alla televisione lineare tradizionale. Anche l’industria della pubblicità esterna, più comunemente chiamata Out-Of-Home, vuole contribuire a questa rivoluzione sul mercato dei media e della pubblicità. “Vogliamo fornire dati sul pubblico che è alla portata dei media pubblicitari OHH. Contrariamente alle apparenze, la pubblicità esterna ampiamente compresa può fornire dati molto affidabili e affidabili utilizzando le nuove tecnologie. Creiamo e implementiamo uno strumento sul mercato con il quale saremo in grado di fornire dati sul pubblico di determinati media e stiamo parlando qui non solo della loro numerabilità, ma anche, ad esempio, della struttura demografica” dice Grzegorz Śliwa, Amministratore Delegato di MyLED. Il tema della privacy e della protezione della sicurezza dei dati alla luce della direttiva GDPR è importante, motivo per cui con questo tipo di soluzioni i dati aggregati vengono resi anonimi. In questo aiuta la tecnologia ARA, co-creata da Grzegorz Śliwa.I partecipanti al dibattito hanno convenuto all’unanimità che il cambiamento attualmente in atto sul mercato dei media e della pubblicità è enorme, ma la Polonia è ben preparata per questo. Dal punto di vista tecnologico, essa è in grado di competere con i più grandi di tutto il mondo.

https://www.wnp.pl/tech/internet-kontra-reszta-mediow-boj-toczy-sie-o-rynek-wart-7-10-mld-zl,579649.html

La Via Carpatia collega finalmente Lublino a Rzeszów

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L’altro ieri, il ministro delle Infrastrutture, Andrzej Adamczyk, ha aperto al traffico l’ultimo tratto della superstrada S19 che collega Rzeszów con Lublino. Il tratto si trova tra Niedrzwica Duża e Kraśnik. Questa è l’ultima parte del percorso della Via Carpatia. Adamczyk ha sottolineato che ogni polacco merita di utilizzare la moderna rete stradale e ogni regione merita di non essere esclusa in termini di comunicazione, aggiungendo che la Via Carpatia consentirà agli imprenditori di concentrare la loro attenzione sulle regioni orientali della Polonia. Il ministro ha anche menzionato altri investimenti fatti dal governo. Sono state citate anche le dichiarazioni del commissario del Governo di Lublino, Lech Sprawek, ed è stata presentata la posizione della GDDKia in merito.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C1217637%2Ccarpatia-wkrotce-gotowa-minister-infrastruktury-otworzyl-ostatni-odcinek

La torta magica

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Ingredienti (per 16 cubetti):

4 tuorli a temperatura ambiente
150 g di zucchero semolato
1 cucchiaio d’acqua
125 g di burro
115 g di farina 00
2 cucchiaini di estratto di vaniglia
1 pizzico di sale
500 g di latte intero
4 albumi a temperatura ambiente
4 gocce di aceto o limone
zucchero a velo x decorare

Procedimento:

Fondere il burro a bagnomaria e lasciarlo raffreddare. Scaldare il latte fino ad intiepidirlo leggermente e mettere da parte. Montare i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso, aggiungere l’acqua e il burro poco per volta e continuare a montare per un paio di minuti. Incorporare la farina setacciata ed amalgamare bene il tutto utilizzando una frusta a mano. Unire l’estratto di vaniglia, il sale ed il latte, un po’ per volta, e mescolare fino ad ottenere una sorta di pastella piuttosto omogenea (è normale che risulti piuttosto liquida). Montare a neve non troppo ferma gli albumi con l’aceto, incorporarli delicatamente e in più riprese al composto preparato precedentemente con una spatola, dall’alto verso il basso, facendo in modo di non smontare la meringa. Versare l’impasto in uno stampo quadrato da 20 cm di lato, imburrato o rivestito con carta forno, e cuocere in forno statico preriscaldato a 150-160°C per circa 45-60 minuti, o fino a quando la superficie del dolce risulterà ben dorata. Sfornare e lasciar raffreddare per almeno 3 o 4 ore nello stampo, prima di affettare (personalmente trovo sia ancora più buona se tenuta in frigo per almeno 1-2 ore, prima di essere consumata). Spolverare con abbondante zucchero a velo e servire.

GALVANINA: Sapori intensi, anima biologica, stile unico italiano

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Una storia italiana fatta di genuinità e valori concreti

Un secolo di storia che parte dall’attività di imbottigliamento artigianale dell’acqua minerale della fonte Galvanina, situata sul verde colle Paradiso di Rimini, luogo delle antiche terme romane. Galvanina si è poi trasformata in un’attività industriale che ha saputo custodire intatta la cura artigianale del dettaglio, dalla creazione alla realizzazione delle bevande biologiche. Oggi Galvanina opera in oltre 50 mercati internazionali e produce bibite di altissima qualità, interpretando con successo, da oltre 30 anni, la tradizione italiana nel mondo.

Tradizione e innovazione le chiavi del successo

Galvanina ha una storia caratterizzata dall’instancabile ricerca dell’eccellenza che si esprime nel rispetto degli ingredienti che seleziona e tratta con grande cura; nella creatività capace di reinterpretare con sapienza le ricette della tradizione in chiave contemporanea; nella sensibilità estetica testimoniata dalla inconfondibile bottiglia con design in rilievo. Nulla è lasciato al caso: le bibite Galvanina sono il risultato di grande cura, passione e conoscenza.

Qualità e bontà un unicum

Il binomio bontà e qualità è sacro “Perché noi di Galvanina siamo fatti così, ci piace ricercare l’eccellenza per rendere felici i consumatori attraverso esperienze di gusto. Un mantra che fa parte dell’identità del brand”, afferma il Ceo Fabio Pesiri. Il profumo e il sapore degli agrumi delle nostre aranciata, limonata, mandarino, esplodono letteralmente in bocca, avvolgendo tutto il palato per proiettarsi in un retrogusto intenso e duraturo, capace di traportare la mente del consumatore nei sapori e nelle atmosfere del Sud Italia.

Un brand pluripremiato

La ricerca e la qualità delle bibite Galvanina non è passata inosservata. Galvanina infatti ha ottenuto diversi riconoscimenti internazionali in Europa e negli Stati Uniti. Dai premi attribuiti direttamente dai consumatori “Gusto dell’anno” in Francia e UK al Sofy award di New York, alle 6 medaglie d’oro per la linea toniche e mixer ricevute nel 2021 a Londra. Solo per citarne alcuni. Qualità e gusto delle bibite Galvanina si sono spesso imposte nei blind test davanti a giurie internazionali. Ma ciò che conta veramente è il riscontro quotidiano che danno i consumatori rispetto alla bontà, alla piacevolezza alla inimitabile personalità delle bibite, che rimangono scolpite nella memoria gustativa.

Un partner strategico per i locali

Galvanina si distingue e fa distinguere perché fa la differenza. I locali, soprattutto quelli che si caratterizzano per essere italiani e che vogliono offrire sapori autentici, gusto e stile italiano trovano in Galvanina un alleato ideale. Bibite che possono essere servite in purezza, personalizzate alla maniera del locale attraverso una guarnizione, ma non solo. Tutte le bibite possono essere miscelate con alcolici per creare cocktail classici o signature e per chi non ama l’alcol possono essere miscelate fra loro aggiungendo tocchi di frutta o agrumi freschi per creare godibilissimi mocktail. Una versatilità incredibile come dimostrano i tanti suggerimenti per l’uso in forma miscelata presenti nel nostro sito.

Una ricca gamma per tante esperienze di gusto

Dalle bibite a base frutta, realizzate con succo e polpe di agrumi, ai soft drink classici della tradizione italiana ed anglosassone e dai tè freddi. Le bibite Galvanina si distinguono per la pienezza di gusto, l’originale bottiglia in vetro con l’originale design in rilievo e la certificazione biologica. Galvanina è sinonimo di bibite premium.

Nella linea a base di frutta, ai classici gusti di Aranciata Bionda, Aranciata Rossa, Limonata, Mandarino, Pompelmo Rosso, si aggiungono quelli di Melagrana, Mandarino & Fico d’India e Arancia Rossa, Carota nera & Mirtillo.

La linea Soft Drinks Biologici “Grandi classici” presenta in omaggio alla migliore tradizione italiana: il Chinotto, simbolo della generazione della “Dolce Vita”, realizzato con infuso di frutto di chinotto ed estratti di erbe amare; il Ginger ideale per un classico Aperitivo italiano; la Gassosa, tratta dalla ricetta originaria dei primi del ‘900 e divenuta famosa negli anni ’50; infine la Cedrata una bevanda semplice e dissetante fatta con gli aromi ricavati dai cedri calabresi.

Per la migliore tradizione anglosassone entrano in gioco a pieno titolo: la Tonica con chinino estratto dalla corteccia di China; il Ginger Ale, inventata dagli inglesi ai tempi della colonizzazione delle Indie e il Ginger Beer, nato nell’Inghilterra del 1700 che Galvanina realizza secondo una ricetta esclusiva, particolarmente apprezzata anche dagli specialisti della mixology.

Ritorno degli investitori sul mercato polacco e aumento della fiducia in Borsa e sullo zloty

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Ieri sono stati pubblicati gli ultimi dati sull’economia polacca. Il PIL è cresciuto dell’8,5%, confermando i solidi fondamentali. Questa notizia, unita a molte altre informazioni positive degli ultimi giorni, si traduce in un ritorno degli investitori sul mercato, che comporta un significativo rafforzamento dello zloty e rialzi alla Borsa di Varsavia, fatto che sarà particolarmente di sollievo per i titolari di azioni in società quotate. L’euro è sceso al di sotto di 4,65 zloty e il dollaro a 4,42 zloty. Il calo del dollaro può comportare prezzi del carburante leggermente inferiori. Grazie ai rialzi, la Borsa di Varsavia è ora la numero uno in Europa. L’agenzia Reuters ha osservato che le azioni globali sono rimbalzate da negative a positive ieri, grazie all’ottimismo sull’allentamento delle restrizioni sul coronavirus da parte della Cina, ma gli esperti avvertono comunque di non essere eccessivamente ottimisti.

https://www.money.pl/gielda/inwestorzy-wracaja-na-polski-rynek-zloty-i-akcje-wyraznie-zyskuja-na-wartosci-6769799210818528a.html

Il vigneto della Polonia

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La rinascita dell’enologia polacca ha permesso al Paese di passare da consumi e da produzioni esigue a quote significative. L’esplosione della wine mania è senza dubbio un fenomeno ormai rilevante e basta passeggiare per le vie di Varsavia e di Cracovia, ma anche in molti centri minori, per imbattersi in enoteche, wine bar, ristoranti che offrono, anche al calice, vini di qualità di tutto il mondo.

L’offerta si fa anche più particolare per quanto riguarda la produzione locale, di livello spesso molto interessante. In Polonia quindi bere vino è di gran moda e l’importazione è un importante canale economico di cui l’Italia è il primo fornitore, con circa il 20% del mercato. Anche produrre vino sta diventando un’attività di tendenza, nonostante le difficoltà operative che produttori, distributori e commercianti incontrano. Per molto tempo il clima è stato considerato troppo rigido per la viticoltura sebbene fino alla fine del Settecento ci fossero nelle regioni orientali aree con una discreta produzione. Per il successivo irrigidimento del clima, l’influenza dei fattori politici e culturali e, dopo il 1945, per il disinteresse alla coltivazione della vite, questa era sostanzialmente scomparsa dalla Polonia, sebbene lo spostamento postbellico dei confini a ovest avesse comportato l’annessione del Grünberg, Zielona Góra in polacco, il comprensorio a sud-est di Berlino che era stata una delle più ampie zone vinicole della Germania.

La rinascita a cui assistiamo ora comincia solo dopo il 1989, grazie all’impegno di alcuni piccoli viticoltori al confine con la Slovacchia. Il vigneto Polacco è costituito da un migliaio di ettari in tutto, sparsi in ognuna delle 16 provincie amministrative, con netta prevalenza di quelle meridionali. Va considerato che non c’è un sistema di denominazioni di origine e al momento sarebbe difficile individuare stili o caratterizzazioni dei vini in base alla loro provenienza geografica. Tutto quindi è ancora in fase di assestamento ed evoluzione e il prodotto finale dipende molto dalla mano del singolo viticoltore, dei vitigni che ha impiantato e del metodo utilizzato nella vinificazione.

Cercando di circoscrivere le aree a maggiore vocazione o produzione, la Polonia si può suddividere in sei distretti: la Subcarpathia (a sud-est, al confine con Slovacchia e Ucraina), con un clima continentale e vitigni prevalentemente ibridi, in cui la produzione di vino è piuttosto sviluppata e sostenuta anche a livello governativo; la Piccola Polonia (Małopolska, intorno a Cracovia), con terreni calcarei molto vocati; la più settentrionale Piccola Polonia sulla Vistola (Małopolski Przełom Wisły) e il comprensorio di Sandomierz, lungo il corso del fiume, che grazie a questo beneficiano di un microclima migliore e di una buona esposizione. La Slesia Inferiore, attorno a Wrocław, nella Polonia sud-occidentale, la regione più temperata del Paese e che quindi si pone come la più promettente per vitigni europei classici come il Pinot nero e il Pinot grigio; la già citata zona di Zielona Góra, nella Polonia occidentale, un tempo in territorio tedesco e ricca quindi di una forte tradizione, con tante piccole aziende che coltivano Riesling, Sylvaner e Traminer.

Quella delle cultivar è un’altra delle caratteristiche distintive, nonché uno dei punti critici, della nascente viticoltura polacca. Come accennato, qui i rigori del clima hanno sempre condizionato la coltivazione della vite, che in grandissima percentuale ricorre ancora a ibridi, ricavati dall’incrocio con la vite selvatica, più resistenti al freddo e alle malattie. Solo l’elevazione delle temperature medie e la progressiva individuazione di terreni, esposizioni, sesti di impianto e tecniche di coltivazione adeguati ha di recente consentito la messa a dimora, con successo, di vitigni nobili, la cui presenza sta crescendo rapidamente e ovunque nel Paese: Riesling, Pinot grigio, Traminer, Chardonnay, Müller-Thurgau, Auxerrois, Pinot bianco, Bouvier, Kernling tra i bianchi, Pinot nero, Zweigelt, Dornfelder, Frühburgunder e Merlot, tra i rossi.

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Più articoli sull’enologia troverete nella nostra rubbrica “In vino veritas”.
Puoi approfondire il tema dello sviluppo nell’economia polacca, cliccando qui.

I giovani e l’uso problematico dello smartphone

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Gli insegnanti dell’Istituto di Pedagogia dell’dell’Università Jagellonica spiegano che parlare di dipendenza da internet non è più una terminologia corretta. Dovremmo invece parlare di uso problematico di internet. Nell’uso problematico della connessione si distinguono due fenomeni, la nomofobia ed il phubbing. La nomofobia (dall’inglese no-mobile-phone-phobia) si manifesta in stati di ansia e nervosismo in una persona che non ha la possibilità di usare lo smartphone. Il phubbing (dall’inglese phone+snubbing) consiste invece nell’uso così intensivo dello smartphone e della connessione da ignorare la persona della quale siamo in compagnia. I termini sono per ora proposte di classificazione di questi fenomeni come disturbi. Un disturbo invece classificato come tale è il fomo (dall’inglese fear of missing out), la paura che quando non siamo online, potremmo perderci qualcosa di importante. In un sondaggio del 2021 il dott. Łukasz Tomczyk e la prof. Elma Selmanagic hanno studiato i fenomeni della nomofobia e del phubbing tra mille giovani tra i 12 e i 18 anni. Un terzo degli intervistati dichiara di avere sintomi della nomofobia, un quarto dichiara di ricevere spesso ammonizioni da parte dei cari riguardanti un uso troppo intensivo dello smartphone ma il phubbing è risultato solo nel 10% degli intervistati. Dal sondaggio risulta inoltre che i genitori del 60% degli intervistati non prendono nessuna iniziativa per limitare l’uso di internet da parte dei loro figli. Il dott. Tomasz spiega che il genitore di un bambino in età scolare deve prima di tutto considerare che le proprie azioni vengono imitate dai figli, e quindi, oltre all’uso di mezzi che limitano il tempo trascorso online, deve anche dare un buon esempio. Nell’approccio con gli adolescenti invece, si consiglia il dialogo e l’esercitazione dell’autocontrollo. Importante è anche una vita attiva offline, più hobby e interessi si ha, più è facile evitare problematiche legate ad un uno eccessivo di internet.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C1210049%2Cnaukowiec-z-krakowa-zbadal-skale-problematycznego-uzywania-smartfona-wsrod

Il contributo di Leonardo nella sicurezza e difesa della Polonia

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Intervista a Marco Lupo, presidente Leonardo Poland, pubblicata in agosto 2021.

Gazzetta Italia: Da quando è in Polonia? Prima di diventare presidente di Leonardo Poland conosceva il mercato della difesa e sicurezza in Polonia?

Marco Lupo, presidente Leonardo Poland: sono in Polonia dall’inizio del 2019, da quando è stata fondata Leonardo Poland tramite la quale sosteniamo lo sviluppo delle relazioni con i portatori d’interesse polacchi: governo, esercito e industria. Con Leonardo sono legato da oltre tre decenni e da tanti anni sono vicino al mercato polacco. In questi anni ho osservato un fantastico sviluppo economico e industriale della Polonia, nonché la crescente importanza del gruppo Leonardo in questo Paese. In tale contesto bisogna sottolineare il fatto che l’industria della difesa è una delle forze motrici dell’economia e dell’innovazione tecnologica di ogni paese. La Polonia già percorre questa strada, anche se, a mio avviso, c’è ancora tanto da fare per arrivare a un valore economico ancora maggiore derivante dal settore aeronautico, della difesa e della sicurezza. E la società Leonardo è qui proprio per promuovere questo trend.

Qual è il volume dell’attività di Leonardo?

Leonardo è una società globale nel settore aerospaziale, della difesa e della sicurezza che offre delle soluzioni tecnologie avanzate e anche soluzioni dual use, cioè che possono avere impieghi sia civili che militari. Grazie alla sua presenza in quattro mercati nazionali: Italia, Polonia, Gran Bretagna e USA, il gruppo Leonardo ha creato diverse filiali e uffici regionali per servire al meglio i mercati locali. Per far capire la nostra posizione sul mercato globale dell’aeronautica e della difesa, basta dire che Leonardo è una delle maggiori aziende dell’industria aeronautica, spaziale e della difesa al mondo e la terza in Europa.

In questa organizzazione qual è il ruolo di Leonardo Poland?

Leonardo Poland è la società controllata di Leonardo International, fondata, come menzionato prima, in Polonia a gennaio del 2019. Il ruolo della società è quello di sostenere il sempre crescente impegno di Leonardo in Polonia, sviluppando relazioni con tutti principali portatori d’interesse, e di supportare le Divisioni di Leonardo e delle società controllate nel consolidare la loro presenza sul mercato polacco, nonché partecipare in modo attivo in questo mercato della difesa e della sicurezza in collaborazione con gli operatori economici locali.

Ad ottobre del 2019 la società ha ottenuto la concessione del Ministero degli Interni polacco per il commercio nel settore militare sul territorio della Repubblica Polacca, diventando al contempo un operatore a tutti gli effetti nel processo di approvvigionamento militare per la Polonia.

Il nostro approccio al consolidamento di Leonardo in Polonia, tramite una partecipazione attiva sul mercato, si applica soprattutto nel già verificato settore logistico legato ai prodotti di Leonardo, nonché nei settori della sicurezza cibernetica, servizi spaziali e protezione delle infrastrutture critiche.

Quante persone lavorano in Leonardo Poland?

Nel 2020 il gruppo Leonardo assumeva in Polonia oltre 2500 dipendenti. La maggior parte di loro lavora negli stabilimenti elicotteristici di Świdnik nella Polonia dell’est. Tante persone lavorano anche a Varsavia. Questo numero comprende ingegneri, i migliori esperti di diversi settori e anche il personale di supporto. Inoltre, bisogna notare che l’attività di PZL-Świdnik fornisce lavoro ad altre migliaia di persone in centinaia di aziende della nostra catena di fornitura in Polonia.

Quali sono i principali obiettivi e aree di interesse del gruppo Leonardo in Polonia?

Considerando che la Polonia è uno dei paesi di principale presenza di Leonardo, il nostro obiettivo è fornire ai clienti polacchi i prodotti più moderni possibili, ma allo stesso tempo vogliamo sviluppare la nostra presenza in Polonia e continuare la realizzazione degli investimenti locali. Tali obiettivi si possono raggiungere grazie alla collaborazione con le aziende locali, i centri di ricerca e sviluppo e gli istituti di istruzione superiore nell’ambito dello sviluppo delle nuove tecnologie e all’ampliamento delle capacità produttive del paese. L’obiettivo non sta nel vendere i prodotti finiti, ma piuttosto impegnare i nostri partner polacchi nello sviluppo e nella produzione con benefici per entrambi i paesi. Questo tipo di approccio, basato sulla collaborazione, fa parte del DNA di Leonardo ed è la fonte del nostro successo globale.

Visto che Leonardo fornisce le soluzioni in diversi settori, cerchiamo di presentare in Polonia i nostri prodotti e le capacità in diversi ambiti. Elicotteri, aerei, veicoli aerei senza equipaggio, componenti elettronici per uso terrestre, navale ed aereo, sistemi subacquei, sicurezza cibernetica e soluzioni spaziali, questi sono solo alcuni esempi dei settori nei quali Leonardo vede il potenziale in Polonia.

Quali sono i successi più recenti di Leonardo sul mercato polacco?

Leonardo è presente sul mercato polacco da circa 30 anni. In questi decenni siamo riusciti ad ottenere risultati formidabili, quali l’acquisto di PZL-Świdnik, l’unico produttore di Elicotteri in Polonia, nonché la creazione di Leonardo Poland per poter sostenere lo sviluppo del business in Polonia.

Negli ultimi anni siamo riusciti a concludere il contratto per la vendita degli addestratori avanzati M-346 per il sistema integrato di addestramento dei piloti militari polacchi. Il contratto iniziale per 8 velivoli è stato ampliato per un totale di 16, di cui 12 sono stati già consegnati. Merita menzionare che la Polonia è il secondo mercato di esportazione al quale è stato fornito questo tipo di velivolo avanzato per l’addestramento.

Un altro esempio del successo negli ultimi anni è il contratto per la fornitura di 4 elicotteri AW101 per la Marina Militare della Repubblica Polacca. Questi elicotteri, parzialmente realizzati negli stabilimenti di PZL-Świdnik che svolge anche il ruolo chiave di contraente principale, verranno utilizzati per le varie missioni di supporto e salvataggio sul Mar Baltico e sulla costa. Visto che il fabbisogno polacco in questo ambito è maggiore, crediamo che ci sia spazio per ulteriori ordini degli elicotteri AW101 da parte polacca.

In quanto ai successi di Leonardo Poland, a luglio del 2020 (nel consorzio con i partner locali) abbiamo vinto l’appalto per fornitura di parti di ricambio per il supporto logistico degli aerei M- 346 utilizzati dall’Aeronautica Militare Polacca. È il primo passo del programma di Leonardo Poland il quale, utilizzando le risorse locali e collaborando con le aziende locali, sostiene in modo attivo l’attività commerciale di Leonardo in Polonia nell’ambito logistico.

Leonardo AW101

Ha detto che il mercato polacco è uno dei mercati domestici nei quali investe Leonardo. Quali investimenti diretti promuove Leonardo in Polonia e quale è la strategia generale in questo ambito?

Dal momento dell’acquisto di PZL-Świdnik nel 2010, Leonardo vi ha investito circa 1 miliardo di złoty (circa 250 milioni euro). Leonardo, in quanto investitore chiave e gruppo globale leader nel settore della difesa, aerospaziale e sicurezza dispone delle capacità di sviluppo e di possibilità di rafforzare la sicurezza della Polonia. Tutto questo fornendo una serie di tecnologie strategiche per questo paese, nonché offrendo alle imprese locali e ai clienti istituzionali la partecipazione in programmi comuni che possono garantire alti ritorni sugli investimenti e che riguardano tecnologie, know-how, industria e catena di distribuzione, ma si caratterizzano anche per l’aspetto prettamente finanziario poiché sono investimenti ad alto tasso di rendimento.

Inoltre, in merito al fatto che vogliamo continuare gli investimenti in PZL-Świdnik tramite nuove tecnologie e competenze organizzative al fine di mantenere la posizione concorrenziale sul mercato globale, merita aggiungere che gli stabilimenti PZL-Świdnik sono diventati nell’ambito di Leonardo il centro d’eccellenza internazionale per le strutture aeronautiche per elicotteri.

Nell’ambito degli appalti pubblici quali programmi e progetti attirano l’attenzione di Leonardo?

Come già menzionato prima, ci concentriamo su diversi settori. La Polonia è un paese in fase di forte sviluppo caratterizzato da forte economia e bisogni significativi nell’ambito delle soluzioni di alte tecnologie. E anche uno dei pochi paesi della NATO che spende oltre 2% del proprio PIL per la difesa, il che fa chiaramente vedere che le questioni di sicurezza costituiscono una delle maggiori priorità. L’attuale piano di modernizzazione dell’esercito, la cui realizzazione è prevista entro il 2035, è un’impresa ambiziosa che porterà l’esercito polacco al livello più alto degli standard NATO. Il gruppo Leonardo è convinto che grazie alla propria presenza possa contribuire alla modernizzazione delle Forze Armate della Repubblica Polacca e perciò all’ulteriore sviluppo dell’economia nazionale.

Oltre alle spese prettamente militari, la Polonia prevede pure grossi investimenti nell’ambito delle tecnologie avanzate, quali cybersicurezza e spazio. Diversi progetti in questi ambiti programmati per i prossimi anni ci fanno credere che possiamo diventare un fornitore importante di servizi, prodotti e tecnologie riguardanti spazio e cybersicurezza. Monitoriamo attentamente queste opportunità.

In generale seguiamo con attenzione diversi potenziali programmi relativi agli acquisti in alcuni ambiti, quali elicotteri multiruolo, aerei militari, sistemi per uso navale, subacqueo, aereo e terrestre, sistemi senza equipaggio e tanti altri.

Riassumendo, siamo aperti ad un’ampia collaborazione con il Ministero della difesa nazionale e dell’industria in tutti gli aspetti della difesa e sicurezza. Non offriamo soltanto prodotti, ma anche investimenti, produzione locale e assemblaggio di questi prodotti, nonché partecipazione ai programmi internazionali, posizionando la Polonia e la sua industria tra i maggiori partecipanti allo sviluppo tecnologico. Questa è la nostra proposta di valori e attenzione verso la Polonia.

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Un quadro dell’attualità polacca ve lo offriamo nel nostro newsletter quotidiano Polonia Oggi. Clicca qui per saperne di più.
Più articoli sulla cooperazione aziendale tra Polonia e Italia troverai qui.

Opole, la Sanremo polacca

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Festival di Opole nel 1976, fot. Roman Hlawacz, foto archivio del Museo della canzone polacca di Opole

Andare al festival e dopo dire: “siamo stati a Opole” suona molto bene, un po’ come se avessimo detto “siamo stati a Sanremo”, così scriveva nel 1971 nel suo libro di ricordi “Festiwale opolskie” Jerzy Grygolunas, uno degli inventori del Festival Nazionale della Canzone Polacca di Opole. E in effetti, se si guarda alla storia di entrambi i festival, l’enorme popolarità di cui godono da sempre in Polonia sia il Festival di Sanremo, sia la musica italiana, ma anche le tradizioni del festival ad Opole, non si può che approvare questa affermazione.

A separare Opole da Sanremo, sulla costa ligure, ci sono 1500 di chilometri, oltre alle differenze geografiche, linguistiche e culturali, ma ciò che le unisce è un legame invisibile, la cui essenza si trova nella canzone. Sanremo è diventata la capitale indiscussa della canzone italiana grazie al festival che viene organizzato dal 1952. Opole ha ricevuto lo stesso titolo, nel contesto della canzone polacca, da Jerzy Waldorff, un geniale critico della musica, dopo la prima edizione nel 1963 e così rimane fino ad oggi.

Ovviamente ci sono altre somiglianze tra i due festival. Nell’Italia del dopoguerra l’evento è stato un tentativo di mostrare agli italiani che il loro paese ha una sua musica, moderna, che non ha niente da invidiare alle hit provenienti dagli Stati Uniti e dai Paesi dell’Europa occidentale. A ideare il festival sono stati Piero Bussetti, proprietario del casinò a Sanremo e Giulio Razzi, conduttore della televisione italiana RAI. All’inizio il festival era organizzato nel Casinò e durante la prima edizione si sono esibiti soltanto tre artisti, i quali hanno presentato canzoni nuove, create apposta per il festival, poi anno dopo anno la popolarità dell’evento è cresciuta molto velocemente. Già durante la seconda edizione si sono esibiti molti più cantanti e il festival ha iniziato ad influenzare la musica italiana, sia nelle interpretazioni che nell’arrangiamento stimolando show radiofonici e televisivi. Ed anche se per vari anni il festival ha cambiato spesso formula e si è trasferito dal Casinò a l’iconico Teatro Ariston, è sempre rimasto legato all’idea del concorso. Sanremo è stato un trampolino di lancio per artisti come: Domenico Modugno che ha vinto il festival ben quattro volte, Adriano Celentano, Bobby Solo, Toto Cutugno, Al Bano e Romina Power. Ha poi rappresentato l’inizio della carriera per Andrea Bocelli, Laura Pausini, Eros Ramazzotti e l’anno scorso ha lanciato i Måneskin, un energetico gruppo rock.

Il Festival del 1976, fot. Ryszard Łabus, foto archivio del Museo della canzone polacca di Opole

Una cosa simile è successa ad Opole. Nel 1962 alle porte dello studio del leggendario sindaco della città di quel tempo Karol Musiał, chiamato anche “Babbo”, hanno bussato Jerzy Grygolunas e Mateusz Święcicki, due giornalisti di Varsavia. Sono venuti con l’idea di creare proprio ad Opole un festival rivolto ai giovani musicisti e agli autori polacchi. Il nuovo festival sarebbe dovuto essere il tentativo di mostrare ad un pubblico più grande le tendenze di quel tempo nella musica polacca di intrattenimento. Gli inizi, come in Italia, sono stati difficili, perché anche se i due fondatori hanno fatto un lavoro enorme nel ruolo di manager e di ricercatori di talenti, molti artisti e conduttori si rifiutavano di partecipare. Anche nella costruzione dell’anfiteatro all’aperto hanno dovuto fare una corsa contro il tempo. Per fortuna sia gli artisti che i responsabili degli allestimenti hanno fatto davvero un buon lavoro. L’anfiteatro è stato consegnato solennemente durante il giorno inaugurale del primo festival, il 19 giugno del 1963, e durante i 15 concerti si sono esibiti 102 artisti. Il Festival di Opole, similmente a quello di Sanremo, è diventato un evento rivoluzionario nella storia della musica d’intrattenimento polacca, che ha lanciato nuove star e nuove hit, e ovviamente è diventato anche un famosissimo spettacolo televisivo. La rivelazione del primo Festival è stata Ewa Demarczyk, e nelle edizioni seguenti hanno seguito l’esempio: Anna German, Czesław Niemen, Czerwone Gitary, Skaldowie, Maryla Rodowicz, Urszula Sipińska, Alicja Majewska, Ewa Bem, Maanam, Perfect. Il palcoscenico di Opole ha visto l’esordio di tanti famosi cantanti tra cui Hanna Banaszak, Justyna Steczkowska ed Edyta Górniak.

Teatro Ariston, dove ogni hanno si tiene il Festival di Sanremo, fot. Tracey Pettrone

Per tanti anni la musica italiana, con i suoi artisti e le famose canzoni, che andava in scena durante il Festival di Sanremo, ha avuto una influenza indiscutibile su molti artisti polacchi. Le trasmissioni di Sanremo, all’epoca della Cortina di ferro, tenevano incollati allo schermo milioni di polacchi. “È stata una sorta di modello per noi, il festival più antico d’Europa, ancora attivo, con i suoi alti e bassi”, ricordava Marek Sierocki, un noto giornalista polacco di musica, pluriennale direttore artistico dei festival di Sopot e di Opole. “E le trasmissioni televisive sono state una delle poche opportunità per vedere in azione delle vere star”.

Gli artisti italiani e le loro canzoni sono stati spesso fonte d’ispirazione per gli artisti polacchi. Già nel 1964 durante la seconda edizione del festival di Opole, Ewa Demarczyk si è esibita con una sua reinterpretazione di “24Mila Baci”, hit di Adriano Celentano, presentata a Sanremo tre anni prima. E a Sanremo hanno cantato anche due grandi artisti polacchi: Anna German e Czesław Niemen.

Non è possibile riassumere in poche parole la storia italiana di Anna German. La meravigliosa artista, bella e dotata di una magnifica voce, vincitrice di varie edizioni del festival di Opole è stata invitata in Italia dalla casa discografica CDI (Company Discografica Italiana). La sua carriera, nella solare Italia, ha iniziato a correre. La stampa italiana scriveva della talentuosa polacca chiamandola La Mina dalla Cortina di ferro (“Panorama Europeo”, “La Domenica del Corriere”, “Sorrisi e Canzoni”, fonte: Anna German “Wróć do Sorrento?… Moja Historia”). L’artista si è esibita durante il 17° Festival di Sanremo cantando una canzone intitolata “Gi” scritta da Fred Bongusto sfidando artisti leggendari come Domenico Modugno, Adriano Celentano, Dalida e Luigi Tenco (quest’ultimo morto suicida nella sua stanza dell’hotel poco dopo la sua esibizione). Ed anche se il Festival di Sanremo non è stato tenero né con Anna German, né con altri artisti polacchi, grazie alla sua esibizione ha ottenuto la simpatia degli spettatori e degli ascoltatori italiani. L’affetto del pubblico si è tradotto in molti inviti in programmi televisivi e proposte di partecipazione in altri festival italiani ed infine nella registrazione di quattro dischi (tre singoli e un long play). “Il primo premio a Sanremo è ovviamente una cosa fantastica. Ti permette di mantenerti per un paio di anni! (…) Ma la cosa più importante è: piacere al pubblico! No, non parlo degli snob seduti a teatro, ma di quelli che seguono davanti al televisore. Lo studio televisivo è stato bombardato dalle richieste di mostrare di nuovo la Sua esibizione. Congratulazioni! In Italia è certamente un onore riservato a poche persone”, ha detto Domenico Modugno ad Anna German in occasione della loro esibizione insieme durante il programma televisivo “Giochi in famiglia” (Aleksander Żygariow in “Tańcząca Eurydyka. Anna German we wspomnieniach”).

La storia di successo si è interrotta a causa di un tragico incidente stradale sull’autostrada vicino a Bologna, dopo il quale ci è voluto molto tempo per l’artista per riprendersi completamente. “Se non fosse stato per l’incidente Anna German sarebbe stata una famosa star in Italia per molti anni. Tutto faceva pensare che avrebbe fatto una grande carriera”, ammette Marek Sierocki.

Czesław Niemen al Festival di Opole, fot. Ryszard Łabus, foto archivio del Museo della canzone polacca di Opole

Ad esibirsi a Sanremo ci è quasi riuscito anche un altro artista polacco, cantante, compositore, polistrumentista Czesław Niemen, autore di una delle canzoni di protesta più conosciute intitolata “Dziwny jest ten świat”, per la quale ha ricevuto il premio nel 1967 durante il quinto Festival di Opole. La sua avventura italiana ha avuto inizio a Bologna, grazie alla conoscenza con Antonio Foresti, l’organizzatore di vari festival di jazz internazionali. Nel 1970 Niemen ha registrato una canzone di Nicola di Bari: “La Prima Cosa Bella”. Purtroppo è stato vittima delle proteste da parte dei sindacati di musicisti turchi che non hanno accettato il ritiro del rappresentante del loro paese in cambio di un polacco. La protesta è stata sostenuta dai sindacati dei musicisti italiani per paura di perdere la possibilità di fare ben retribuiti concerti in Turchia. Così la canzone è stata presentata dal suo compositore Nicola Di Bari e Gianni Morandi (la formula dell’epoca prevedeva che ogni canzone dovesse essere cantata da due artisti separatamente) ed ha ottenuto il secondo premio. È diventata un grande hit cantata da generazioni di artisti, la versione più bella è stata forse quella lirica e contemporanea di Malika Ayane. La versione di Czesław Niemen è stata pubblicata sul disco che ha celebrato la 20^ edizione del Festival di Sanremo.

Ad Opole sia German che Niemen sono stati onorati con delle stelle messe lungo la Aleja Gwiazd Polskiej Piosenki (una “Walk of Fame” della Canzone Polacca) che si trova nella piazza della città. La Aleja ricorda molti cantanti, gruppi, compositori e autori di testi. Ogni anno, durante il Festival di Opole, grazie alle autorità cittadine e alla fondazione Stolica Polskiej Piosenki vengono aggiunte delle nuove stelle. Il rituale è diventato una parte importante del Festival. Anche a Sanremo c’è una tradizione simile. La “Walk of Fame” è una strada in cui ci sono le targhe dei vincitori di Sanremo, i titoli delle canzoni che hanno vinto con i nomi degli interpreti. Le targhe si trovano nella principale strada pedonale in via Matteotti, accanto al Teatro Ariston. Ogni anno, un paio di giorni prima dell’inizio del Festival, la città rende omaggio al vincitore dell’anno precedente aggiungendo una nuova targa celebrativa. Accanto alla “Walk of Fame” c’è una statua di bronzo del famoso conduttore italiano Mike Bongiorno il quale ha presentato il Festival per undici anni. Ad Opole invece le statue degli artisti polacchi si possono vedere lungo la Wzgórze Uniwersyteckie, dove sono state messe su iniziativa del professore Stanislaw Nicea, pluriennale rettore dell’Università di Opole, esperto conoscitore della musica polacca di intrattenimento. Fra le statue ce n’è anche una di Czesław Niemen, scolpita da Marian Molenda, un artista di Opole.

Tanti racconti interessanti, resoconti di concerti, ma anche i vestiti ed altri oggetti che hanno a che fare col Festival sono esposti nel Museo della Canzone Polacca creato cinque anni fa, la cui sede si trova nel mitico teatro. Ogni anno il museo attira migliaia di turisti, tra cui anche italiani. Anche Sanremo viene visitato da molti polacchi e ciò succede sicuramente sia per la nostalgia che i polacchi provano verso il famoso Festival, sia per l’amore per la musica italiana. Gli artisti polacchi continuano ad ispirarsi alle canzoni italiane, prova ne è l’ultimo disco di Michał Bajor, un grande cantante polacco di Opole, ambasciatore della capitale della canzone polacca, la cui stella splende da tanti anni nella Aleja Gwiazd Polskiej Piosenki. Sul disco intitolato “Color Cafe” ci sono le canzoni francesi ed italiane più famose, tra cui “Ciao cara, come stai” la premiata canzone di Iva Zanicchi, presentata a Sanremo nel 1974.

La magia dei due festival è iniziata fin dalle prime edizioni ed anche se entrambi gli eventi hanno vissuto una storia di alti e bassi rimangono sempre l’appuntamento musicale più importante nei loro rispettivi Paesi. Festival che è importante seguire almeno per poter poi dire, o addirittura criticare “perché Sanremo è Sanremo” e parafrasando “perché Opole è Opole”.

Bibliografia
  • Dariusz Michalski „Z piosenką dookoła świata”, Warszawa 1990
  • Festiwalowe 1001 Drobiazgów, Muzeum Polskiej Piosenki w Opolu, 2015, 2016
  • „Tańcząca Eurydyka. Anna German we wspomnieniach”, Mariola Pryzwan, Warszawa 2013
  • Dariusz Michalski „Czesław Niemen. Czy go jeszcze pamiętasz?”, Warszawa 2009
  • Anna German „Wróć do Sorrento?… Moja historia”, Warszawa 2012
  • Roman Radoszewski „Czesław Niemen. Kiedy się dziwić przestanę. Monografia artystyczna”, Warszawa 2004
  • Jarosław Wasik, „Moje festiwale opolskie” w: „Opole, dzieje i tradycja”, red. B. Linek, K. Tarka, U. Zajączkowska, Opole 2011

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traduzione it: Antonina Kudasik

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Conferenza FAO a Lodz

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Durante la conferenza FAO (food and agricolture organization) che durerà fino al 13 maggio è stata programmata una discussione sulle conseguenze che l’invasione russa dell’Ucraina avrà sull’agricoltura mondiale. La FAO, nata nel 1945, con sede a Roma, si occupa della lotta contro la fame e contro la povertà ma anche di rafforzare la prosperità attraverso la ridistribuzione alimentare e lo sviluppo agricolo. Aprendo la 33^ sessione della conferenza regionale FAO, a Łódź, il direttore dell’organizzazione Qu Dongyu ha sottolineato la crescente importanza della Polonia per quanto riguarda la produzione alimentare. “La Polonia è uno dei paesi più competitivi nell’ambito dell’agricoltura e della produzione alimentare in Europa” ha dichiarato Qu Dongyu. Il ministro degli esteri Zbigniew Rau durante la conferenza ha dichiarato che in Polonia l’agricoltura è parte significativa dell’economia. “L’aggressione russa contro l’Ucraina ha destabilizzato la sicurezza alimentare globale, dobbiamo rafforzare il sistema in questo settore” ha detto Rau che ha aggiunto che la sicurezza alimentare è una priorità per i prossimi anni e una crisi in questo campo può influenzare la migrazione e fermare lo sviluppo delle economie. Il ministro ha inoltre sottolineato l’importanza del ruolo che svolge la FAO per la sicurezza globale. Il vice primo ministro e ministro dell’agricoltura Kowalczyk durante l’inaugurazione della conferenza nel suo discorso ha richiamato l’attenzione sull’importanza dei problemi che verranno discussi durante la sessione tra cui la situazione economica e politica difficile e l’impatto che la pandemia ha avuto sulle prospettive di uno sviluppo sostenibile. Un’altra minaccia per l’agricoltura e la sicurezza alimentare è l’invasione russa dell’Ucraina. Il paese invaso è infatti un importante produttore alimentare nel mondo.

https://www.pap.pl/aktualnosci/news%2C1206938%2Crau-rosyjska-agresja-przeciw-ukrainie-zdestabilizowala-globalne