Avete mai sentito parlare di vasocottura? È una tecnica di origini piuttosto antiche, che consiste nel cucinare direttamente in vasi di vetro. Semplice, così semplice da destare molta curiosità. Una tecnica recentemente riscoperta da chef e food blogger perché, oltre alla semplicità, presenta numerosi altri vantaggi.
Innanzitutto con la cottura in vaso non vi è dispersione di sostanze nutritive: questo significa che il risultato finale sarà un cibo non solo più sano, ma anche più saporito. Di conseguenza la preparazione necessita di poco sale e olio: si tratta quindi di un metodo di cottura anche dietetico. Inoltre gli ingredienti vengono messi tutti all’interno di un unico vasetto che durante la cottura crea il sottovuoto: si sporca pochissimo e se non si consuma subito si può conservare a lungo! Senza contare che la preparazione in vasetti separati consente sia di personalizzare la ricetta in base ai gusti, che di evitare contaminazioni in caso di allergie.
L’aspetto più interessante comunque sono i tempi di cottura: velocissimi, perché il vaso una volta chiuso funziona di fatto come una piccola pentola a pressione.
Ma come si fa a cucinare in un vasetto, vi starete chiedendo? Il vaso ha la doppia funzione di contenere e rendere più veloce la cottura, ma ovviamente serve una fonte di calore, e la vasocottura si presta a diversi metodi. Il più utilizzato è il microonde, ma vanno bene anche il forno tradizionale, i normali fuochi a gas oppure, e qui viene il bello, la lavastoviglie!
Cominciamo dai vasi: vanno bene tutti i vasi di vetro, l’importante è controllare che i tappi e le guarnizioni in gomma siano integri e funzionanti, altrimenti non saranno in grado di mantenere il sottovuoto. Se si utilizza il microonde, bisogna scegliere dei contenitori unicamente in vetro, senza parti di metallo che altrimenti diventano pericolose. I migliori allo scopo sono sicuramente i vasi Weck, ma per cominciare vanno bene anche i vasi riciclati da conserve e marmellate.
Per la preparazione della ricetta, è presto detto: si inseriscono tutti gli ingredienti all’interno del vaso e si comincia la cottura. Solo se gli ingredienti hanno tempi di cottura molto diversi, oppure se c’è bisogno di un soffritto, allora si divide la preparazione in diverse fasi, ma sempre all’interno dello stesso vaso.
La cottura in microonde prevede tempi davvero molto rapidi (mediamente 6-8 minuti a 800W) e un tempo di riposo in cui la pietanza continua a cuocere all’interno del vaso. Se invece utilizzate il forno tradizionale, sistemate i vasi in una pirofila immersi in 2 cm d’acqua, e poi fate cuocere per 20 minuti a 60-80°: rispetto al microonde i tempi sono un po’ più lunghi, ma comunque più brevi rispetto alla cottura tradizionale, e il risparmio energetico è notevole.
Se preferite la tecnica a bagnomaria, sistemate i vasi all’interno di una casseruola, separandoli con uno strofinaccio in modo che non urtino tra loro, e aggiungete acqua fino a 2/3 dei vasi; cuocete per circa 15 minuti, poi estraete i vasi e posizionateli capovolti. Fate attenzione perché il contenuto sarà bollente, è necessario aspettare sempre qualche minuto prima di aprire!
E per i più “green”, la cottura può essere effettuata anche in lavastoviglie: la cottura avviene grazie al calore elevato prodotto durante la fase di asciugatura, e sfruttando l’energia che verrebbe comunque consumata dall’elettrodomestico in funzione! I vasi in questo caso vanno chiusi in sacchetti riutilizzabili e resistenti alle alte temperature.
Con la tecnica di vasocottura si può realizzare un intero menù: dal risotto al dolce, passando per carne, pesce e ovviamente frutta e verdura. Gli unici alimenti che è meglio evitare sono i funghi: la cottura libera delle tossine di cui il vaso chiuso non permette l’evaporazione.
Se ancora siete scettici su questa tecnica di cottura, vi invito a curiosare fra librerie e siti internet: troverete tantissimi spunti di ricette, alcune semplici, altre elaborate, ma sempre invitanti!
Vi lascio con la ricetta di un ingrediente di stagione: i carciofi, che potrete servire come contorno oppure utilizzare come base per un risotto! Pulite i carciofi eliminando le foglie più dure e metteteli in acqua acidulata con il limone (in questo modo si evita di farli annerire). Quando tutti i carciofi saranno puliti, trasferiteli nei vasi sistemandoli con la base (il lato del manico) verso il basso. Condite con aglio e prezzemolo tritati, sale, pepe e olio d’oliva. Chiudete il vasetto e cucinate in microonde per 6 minuti a 800 W. Terminato il tempo di cottura estraete il vaso (attenzione, sarà bollente!) e lasciate riposare per almeno 10 minuti prima di servire.
Non vi rimane che sperimentare con altri ingredienti e, se lo desiderate, inviatemi le foto delle vostre ricette!
Domande o curiosità inerenti l’alimentazione? Scrivete a info@tizianacremesini.it e cercherò di rispondere attraverso questa rubrica!
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Tiziana Cremesini, diplomata in Naturopatia presso l’Istituto di Medicina Globale di Padova. Ha frequentato la Scuola di Interazione Uomo-Animale ottenendo la qualifica di Referente per intervento di Zooantropologia Assistenziale (Pet-Therapy), attività in cui si sposano i suoi interessi: supporto terapeutico e miglioramento della relazione fra essere umano e ambiente circostante. Nel 2011 ha vinto il premio letterario Firenze per le culture di pace in memoria di Tiziano Terzani. Attualmente è iscritta al corso di Scienze e Tecnologie per Ambiente e Natura presso l’Università degli Studi di Trieste. Ha pubblicato due libri “Emozioni animali e fiori di Bach” (2013), “Ricette vegan per negati” (2020). Con Gazzetta Italia collabora dal 2015 curando la rubrica “Siamo ciò che mangiamo”. Per più informazioni visitate il sito www.tizianacremesini.it
















Gli elementi simbolici e allegorici, che appaiono nella ricca decorazione architettonica di tanti edifici rappresentativi di Danzica, si riferiscono all’antichità interpretata in conformità con la moralità protestante. Intorno al 1600 l’arte è diventata una forma di trasmissione delle idee repubblicano-stoiche da parte dei patrizi di Danzica. A questo scopo servivano gli antichi testi di Ovidio, Livio, Cicerone, Valerio Massimo e Plutarco. Nelle decorazioni architettoniche, nella pittura e nella scultura Danzica era presentata come una repubblica, una Nuova Roma con la sua storia e con i suoi miti, che sono stati utilizzati per la glorificazione della storia locale.
Tra gli innumerevoli ornamenti, gli antichi eroi costituiscono il gruppo più numeroso. Le rappresentazioni di Solone e di Temistocle patrocinano in un certo senso ideologicamente l’intero programma iconografico. Solone, come legislatore e corifeo ateniese, credeva che il benessere della città (in greco polis) dipendesse dalla moralità del popolo e dalla pace interiore. Nel 594 a.C. introdusse le riforme che avrebbero migliorato la situazione politica e parzialmente anche sociale di Atene. A Danzica fu un modello delle virtù civili. La sua rappresentazione si trova sopra il capitello del pilastro del terzo piano e affianca, insieme al ritratto di Catone situato sul lato opposto, una scena di combattimento di Temistocle, rappresentata come rilievo nel campo rettangolare. Temistocle, in relazione alla situazione politica di Danzica, diventa un esempio di capo intelligente e astuto. Nel V secolo Temistocle, politico straordinario, creò una flotta che sarebbe diventata potenza marittima. Per Atene questo significò il governo della Lega delle isole e delle coste del Mar Egeo che avevano il loro centro a Delo. Permisero a Temistocle di realizzare il suo piano, parzialmente ingiusto, però favorevole ad Atene. Occorre quindi collegare il rilievo della battaglia di Temistocle direttamente con la storia di Danzica che a quel tempo, a causa dei suoi interessi commerciali era contraria alla guerra polacco-svedese e di conseguenza alla costruzione della flotta regale? Gli studiosi affermano che non ci sono le prove per dire che Speymann non era d’accordo con il Consiglio Comunale per quanto riguarda questa costruzione. Nella decorazione della palazzina gli studiosi indicano quindi un piano d’azione favorevole alla città che consenta il controllo e faciliti lo sviluppo del commercio, della politica e della cultura anche se questo richiederà dei sacrifici. Nel caso della classe dei Patrizi, a cui apparteneva Speymann, l’interesse della città costituì sempre la priorità. Questo viene maggiormente sottolineato grazie alle rappresentazioni degli eroi romani e della loro storia. Rileggendo l’iconografia delle illustrazioni di quello che successe nella Roma repubblicana, vale la pena prestare un po’ di attenzione alla questione della libertà di Danzica e dell’ammonimento per la Repubblica di Polonia per quanto riguarda i suoi sforzi per limitare i privilegi della città. Tra gli eroi romani si trovano, prima di tutto, Lucrezia e Lucio Giunio Bruto. Il rilievo che rappresenta una scena tra Lucrezia e Bruto è situato nel campo rettangolare tra il secondo e il terzo piano. È affiancato dalle rappresentazioni di Marco Porcio Catone Uticense, uno stoico famoso per la sua onestà e un predicatore dell’idea repubblicana, e di Ottone III di Sassonia, un imperatore chiamato “nobile”, sostenitore del rinnovamento dell’Impero Romano. Lucrezia, un personaggio quasi mitico del tramonto dell’età regia di Roma, e il suo parente, Lucio Giunio Bruto, sono legati agli inizi della Roma repubblicana. Nel 509 a.C. Lucrezia, stuprata dal principe Sesto Tarquinio, preferì suicidarsi invece che vivere nella vergogna. Questo evento la rese un modello delle virtù delle donne e Valerio Massimo la descrisse nel primo capitolo di Factorum et dictorum memorabilium libri IX. La sua morte diventò l’inizio della ribellione e del rovesciamento della monarchia. Lucio Giunio Bruto, guardiano di Lucrezia, svolse un ruolo importante all’inizio della Repubblica perché come capo della rivolta contro Tarquinio, portò all’espulsione del re e al passaggio dei poteri al Senato. Diventò anche il primo console.





L’obiettivo del Forum era di presentare il potenziale del Voivodato di Lubelskie, le sue risorse, il suo ruolo nell’economia nazionale e le opportunità di investimento. La presentazione della regione nei suoi molteplici aspetti è stata fatta dal vicemaresciallo Zbigniew Wojciechowski, che ha sottolineato l’importanza dei rapporti commerciali già esistenti tra le aziende italiane e quelle di Lublino e quante opportunità il Voivodato di Lublino ha da offrire a nuovi investitori e imprenditori.
Va sottolineata la partecipazione di una società privata -GBSAPRI SpA – uno dei più grandi broker assicurativi in Italia, che ha dato il suo patrocinio all’evento. L’Amministratore Delegato della società, presente all’evento, ha sottolineato i 70 anni di esperienza nella consulenza e gestione dei rischi e anticipato la massima disponibilità a supportare sia le aziende italiane che polacche coinvolte nello scambio commerciale, per tutte le necessità e protezioni assicurative, che sono una parte essenziale di ogni business.










foto: Nel Gwiazdowska







