Sabrina Allegra
Ore 22 del giovedì sera…ci si guarda in faccia io e la francese con aria confabulatoria e si decide per ilweekend in arrivo di non rimanere a fare la muffa a Rzeszòw, come quello precedente passato a giocare – miseramente – a biliardo (da cui tra l’altro sono seriamente dipendente da qualche mese a questa parte). Anche se in tutta onestà non potrei lamentarmi avendo trascorso gli ultimi mesi più in viaggio che altro!
Il meglio arriva una volta raggiunto il lago dove ci si può rifocillare in rifugio o proseguire per gli altri quattro laghi. Se volete optare per uno spuntino leggero e gustoso – addentrandovi nel sentiero ad anello del lago – fitti arbusti di mirtilli crescono copiosi. Ahhhh che bellezza!Giorno secondo: ci alziamo infischiandocene della tabella di marcia concordata la sera prima e ci dirigiamo verso la stazione principale dei pullman, dove vanno in scena altre gag. La sensazione – un po’ quella di quando siamo arrivate – è quella di stare al mercato del pesce. Gli autisti delle navette – che fanno avanti e indietro dalle principali partenze per il trekking – vendono le proprie destinazioni ai turisti facendo a gara a chi se li accaparra per primo. Quest’estate mi è capitato ad esempio di venire „caricata” da una navetta nel bel mezzo di una strada anonima. L’autista abbassa il finestrino e chiede „Morskie Oko?” „Tak” e voilà. Ovviamente non esistono degli orari prestabiliti per la partenza: si parte quando si sono racimolati più passeggeri possibili!
Arriviamo a Ku?nice uno dei punti chiave per iniziare sentieri o in alternativa prendere la cabinovia fino alla vetta del Kasprowy Wierch (1986 m) e da lì proseguire per diversi percorsi. Dalla cima il panorama ha del surreale: davanti e intorno a noi solo neve e neve, mentre alle nostre spalle la valle è coperta da nuvole soffici che creano quasi un muro che ci separa dalla civilizzazione, eccetto tutta quella che ci siamo portate dietro in cabinovia!Posiamo tutto in camerata, il tempo di un tè caldo e via di nuovo verso il lago Czarny Staw G?sienicowy (1620 m) a mezz’ora di cammino. Il tragitto fatto di massi si fa scivoloso e in alcuni punti diventa davvero difficile arrampicarsi senza andare giù. Nel silenzio del sentiero i pensieri vanno alla non remota possibilità di incontrare degli orsi che vivono beatamente in queste zone insieme ad altre specie protette, quali il camoscio, la marmotta e l’aquila. Per smorzare la tensione iniziano i racconti di una serie di aneddoti del tipo „l’amico del mio amico” che si sarebbe trovato davanti ad un orso con in mano una telecamera. L’orso gli sarebbe andato vicino scrutandolo e annusandolo. Lui fermo – si fa per dire – con la telecamera a riprendere con un leggero tremolio e l’orso che soddisfatto se ne torna da dov’è venuto. Come farsi coraggio da sole! Cerchiamo allora di ripassare la lezione giusto in caso: regola n. 1 non morire d’infarto; regola n. 2 se il tuo cuore batte ancora non muoverti per nessun motivo!
Fortunatamente arriviamo al lago senza nessuna sorpresa e davanti a noi si mostra in tutto il suo splendore qualcosa di unico, complice la superficie dell’acqua ormai ghiacciata e le montagne che circondano il bacino. Rimaniamo per un po’ a contemplarne la bellezza sedute su una roccia, ma non abbastanza per timore di ritrovarci in breve al buio.






















